Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 15 aprile 2019

WJC President Ronald S. Lauder: We stand in solidarity with France and Catholic Church amid devastating Notre Dame fire

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

NEW YORK The World Jewish Congress stands in solidarity with the people of France and the Catholic Church amidst the fire that has engulfed the nearly 1,000-year-old Notre Dame de Paris Cathedral, WJC President Ronald S. Lauder said Monday.“The World Jewish Congress and our affiliated communities in more than 100 countries stand shoulder-to-shoulder with the people of France and the Catholic Church in the face of the unimaginable devastation of the Notre Dame Cathedral, a blow that has struck straight to the heart of Paris,” Lauder said. “Notre Dame has for centuries stood proud and tall as an inimitable icon, a symbol of the country’s great culture and history. We pray that there are no injuries or loss of life in this tragedy, and that the destruction can be restored to allow this unparalleled structure to return to its position of symbolic majesty on the Parisian skyline.”

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Incendio Notre Dame: Rojc (Pd), brucia cuore d’Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

“Brucia un cuore dell’Europa cristiana e della cultura mondiale. Immediatamente dobbiamo unire le forze di tutti i Paesi e dell’Unione per pensare subito al restauro di questo monumento alla fede e al lavoro di migliaia di costruttori. Le sue fondamenta e le sue guglie sono simbolo dell’ambizione umana a innalzarsi oltre i limiti della storia: dobbiamo essere all’altezza dei nostri antenati”. Lo ha affermato la senatrice e scrittrice Tatjana Rojc (Pd) in merito all’incendio che sta bruciando la cattedrale di Parigi.

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La guerra fratricida in Libia e il ruolo del governo francese

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Scrive l’on.le Federico Mollicone deputato FdI: “La situazione in Libia si fa sempre più critica e i nostri interessi di sicurezza e geopolitici sono a serio rischio, rischiando anche una nuova ondata migratoria. Bisogna anche francamente prendere atto dei gesti apertamente ostili della Francia che è la promotrice degli eventi di guerra delle ultime settimane in Libia, così come lo è stata nel 2011.I francesi vogliono ottenere un’affermazione geopolitica in Libia e attaccare direttamente l’Italia con l’arma immigrazionista, dopo che le forze sovraniste sono riuscite a bloccare gli sbarchi.Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, di fronte a tutto questo, sponsorizza corsi sul gender ai militari in Libia… uno strano senso delle priorità. Giuseppe Conte difenda l’interesse nazionale e convochi l’ambasciatore francese”.

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L’artista Annalia Amedeo dona alla Casina delle Civette di Roma una sua opera in porcellana

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Annalia Amedeo, Angeliche Farfalle PorcellanaRoma L’artista Annalia Amedeo, dopo la personale tenutasi dall’ottobre 2017 al gennaio 2018, dona in maniera permanente l’opera Angeliche Farfalle alla Casina delle Civette che, essendo un Museo di arti applicate, si fa scrigno di una porcellana preziosa realizzata con una tecnica raffinata che va ad accrescere il patrimonio del Museo via via arricchito da opere di arte contemporanea. L’opera fa parte di una installazione site specific di quattro sculture realizzate nel 2017 in occasione della mostra “Sinestesie, natura, storia arte” a cura di Elena Paloscia tenutasi presso il Museo e la Dipendenza della Casina delle Civette di Roma. Angeliche Farfalle # 4 verrà collocata nella stanza delle Rondini: le figure astratte presenti nell’opera di Annalia Amedeo dialogano in maniera superba con le vetrate del Balcone delle Rose del 1920 di Paolo Paschetto dai delicati effetti cromatici. In Angeliche Farfalle # 4, come scrive la Responsabile della Casina delle Civette Maria Grazia Massafra, “la dimensione onirica di questa figura rimanda a un tema iconografico già presente nella decorazione della Casina delle Civette: le variopinte farfalle, trafitte di luce, che volano nel giardino incantato del Balcone delle Rose. La farfalla rappresenta il percorso di trasformazione e di evoluzione spirituale dell’essere umano dallo stato profano a quello sacro, attraverso i suoi mutamenti: uovo, bruco, crisalide, individuo adulto. Attraverso l’alchimia della luce e del fuoco l’essere naturale, materia primordiale, diviene essere angelico o divino. Le donne/farfalla di Annalia Amedeo vengono colte nel momento della loro trasformazione ‘esoterica’, e sono cariche di tutta quella sofferenza necessaria per divenire esseri angelici. In questa inquietudine si esprime la modernità delle opere di Annalia Amedeo, opere in cui si percepisce l’incessante tensione dell’essere naturale verso la luce spirituale per ‘vedere e conoscere’ il senso ultimo delle cose”. E’ la stessa Annalia Amedeo a spiegare che la serie “Angeliche farfalle” ispirata ad un racconto di Primo Levi è costituita da quattro volti di Venere su cui viene registrato, attraverso gli interventi dell’artista, un cambiamento di stato, in cui la natura è “testimone attiva di questa evoluzione”. La metamorfosi colta nel momento stesso in cui essa stessa si manifesta, trasforma i bellissimi volti in strane creature: angeli, farfalle o cosa? Ed è questo il punto di domanda che vuole porre l’artista al fruitore dell’opera. (foto copyright Annalia Amedeo)

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Il consiglio europeo in materia di tutela del diritto d’autore

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

“Con il voto di oggi del Consiglio Europeo si è chiuso un percorso storico per la cultura, per l’Europa e per la democrazia”: è questo il commento dell’industria culturale italiana all’approvazione della direttiva europea sul Copyright nelle parole del direttore di Confindustria Cultura Italia (CCI), Fabio Del Giudice. “ll Consiglio europeo – sottolinea Del Giudice – ha approvato definitivamente e in larga maggioranza – con 19 voti a favore, 3 astenuti e 6 contrari – una riforma equilibrata delle regole per l’utilizzo dei contenuti culturali in rete mettendo fine alla legge della giungla che ha governato internet dalla sua nascita e riequilibrando i diritti tra chi crea cultura e chi la diffonde per fini economici”. “L’unico grande rammarico – prosegue Del Giudice – è rappresentato dal voto dell’Italia. Un voto contrario, che la schiera accanto a Paesi con una storia e una tradizione molto lontana dalla nostra. Noi siamo uno dei principali Paesi produttori di contenuti culturali e creativi, un’eccellenza che esportiamo in tutto il mondo e che va tutelata. Storicamente in Europa abbiamo sempre avuto una posizione a favore della tutela e dello sviluppo della cultura e della creatività, ma oggi il Governo italiano ha chiaramente dimostrato il contrario nonostante le recenti affermazioni del Presidente del Consiglio, che in occasione di un’uscita pubblica di alcuni giorni fa, aveva sottolineato l’importanza della tutela del diritto d’autore. Dichiarazione che tuttavia non appare confermata dai fatti”.“Come industria – conclude Del Giudice – non possiamo che plaudire ancora una volta all’impegno e al coraggio dimostrato in questi anni dai parlamentari italiani europei. Un grazie sentito perché hanno saputo resistere alle incredibili pressioni esercitate nei loro confronti in questi anni da chi ha utilizzato ogni mezzo per cambiare il corso di questa battaglia di civiltà e per i diritti di chi crea cultura”.

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Chirurgia toracica: accordo tra l’Università di Parma e lo Shanghai Chest Hospital

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Questa mattina nella sede centrale dell’Università di Parma è avvenuto un importante incontro tra il Rettore Paolo Andrei e una delegazione dello Shanghai Chest Hospital, centro d’eccellenza in Cina e a livello internazionale nel campo della chirurgia toracica. Erano presenti la prof.ssa Simonetta Anna Valenti, Pro Rettrice con delega all’Internazionalizzazione, la prof.ssa Stefania Conti, Direttrice del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, i proff. Michele Rusca, Paolo Carbognani, e il dott. Luigi Ventura, membri del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo e dell’equipe di chirurgia toracica, e la prof.ssa Lorella Franzoni, Presidente del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. La delegazione cinese era composta dal Presidente Changquing Pan, dalla sua Office Manager Chaohong Li, dal Direttore Wentao Fang, dai Team leader Wentao Li e Ling Lin, e da Lei Xu (Education Office manager). Per l’Università di Parma erano presenti anche la prof.ssa Alessandra Rossi, Coordinatrice della Mobilità Internazionale del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco e membro del Gruppo di Internazionalizzazione dell’Ateneo, che ha gestito la stesura dell’accordo, e la dott.ssa Eleonora Ferraresi della U.O. Internazionalizzazione.
Lo Shanghai Chest Hospital è un centro di eccellenza nel campo della chirurgia toracica, con particolare interesse per la chirurgia mini-invasiva e con enormi casistiche operatorie (più di 8000 interventi all’anno).Nel corso dell’incontro è stato siglato un protocollo per l’instaurazione di una partnership tra lo Shanghai Chest Hospital e l’Università di Parma in ambito clinico e scientifico nel campo della chirurgia toracica e, in generale, dell’oncologia toracica.Il protocollo ha lo scopo di promuovere e incentivare una proficua collaborazione clinica e scientifica attraverso lo scambio di figure professionali tra i due centri, la creazione di workshop e la creazione di un network multimediale per facilitare lo scambio di informazioni e la presentazione di casi clinici nonchè per la trasmissione di live surgery a scopo didattico.Il rapporto professionale tra lo Shanghai Chest Hospital e l’Ateneo di Parma nasce da un periodo di clinical fellowship svolto da marzo 2017 a marzo 2018 dal dott. Luigi Ventura, assegnista di ricerca in Chirurgia toracica dell’Università di Parma.

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Nuovo Consiglio Direttivo dell’Unione Buddhista italiana per il triennio 2019-2021

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Consiglio Direttivo buddistaL’Unione Buddhista italiana (U.B.I.) ha eletto il nuovo Consiglio Direttivo per il triennio 2019-2021. I nuovi consiglieri sono: Filippo Scianna (della tradizione buddhista Vajrayana-tibetana), che è stato eletto anche Presidente, Stefano Bettera (Theravada), Carlo Tetsugen Serra (Soto Zen), Elena Seishin Viviani (Soto Zen), Giovanna Giorgetti (Vajrayana-tibetana), Rita Nichele (Vajrayana-tibetana) e Aldo Marzano (Vajrayana-tibetana).All’Assemblea che si è tenuta a Firenze il 13 aprile 2019 presso il Centro Terra di Unificazione Ewam hanno preso parte tutti i centri dell’U.B.I. L’Assemblea ha inoltre voluto ringraziare Giorgio Raspa per tutto il lavoro svolto in questi anni e ha ricordato con affetto Vincenzo Piga, fondatore dell’Unione Buddhista Italiana nel 1985.
Il neoeletto Consiglio Direttivo si ispirerà alle linee guida condivise da tutti i centri associati all’U.B.I. durante il Congresso di Salsomaggiore Terme che si è svolto dal 15 al 17 marzo 2019. (foto copyright consiglio direttivo buddista)

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Scuola: Corsi di specializzazione per il sostegno, oggi e domani i test preselettivi

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Si parte: oggi e domani si svolgeranno le attese prove preselettive per accedere ai corsi di sostegno, per i quali il Miur ha previsto 14.224 posti e hanno fatto domanda decine e decine di migliaia di candidati con abilitazione oppure con laurea e i 24 Cfu richiesti o con 3 annualità di servizio svolte nel corso degli otto anni scolastici precedenti.La prima prova di selezione per l’accesso al Tfa sostegno ha riguardato la scuola dell’infanzia e si è svolta questa mattina, mentre nel pomeriggio si svolgerà quella della scuola primaria. Domani toccherà ai docenti della scuola secondaria: la mattina per quelli di primo grado, mentre il pomeriggio toccherà a quelli delle superiori.
Per Anief, tuttavia, ci sono anche altri docenti che vanno ammessi in soprannumero: sono tutti quelli che oggi e domani sosterranno la prova preselettiva conseguendo un punteggio finale pari o superiore a 18/30. La decisione del sindacato di impugnare le esclusioni di chi supererà il test preselettivo, avendo conseguito comunque la sufficienza, scaturisce dall’incredibile decisione del Miur di introdurre una soglia d’accesso ai corsi di tipo “fluttuante”, ovvero variabile a seconda dei punteggi conseguiti dai candidati al termine di ogni singola somministrazione dei test. Inoltre, con Radamante si ricorrerà contro il paletto vero e proprio del numero programmato.
Le selezioni per partecipare ai corsi specializzanti nel sostegno agli alunni disabili prevedono, oltre al test preliminare odierno e di domani, anche una o più prove scritte ovvero pratiche, più una prova orale.
L’articolo 4, comma 4, del decreto Miur n. 92/2019, ricorda oggi Orizzonte Scuola, implica che sono “ammessi in soprannumero ai relativi percorsi”, senza svolgere le prove di ammissione, “i soggetti che, in occasione dei precedenti cicli di specializzazione abbiano sospeso il percorso ovvero, pur in posizione utile, non si siano iscritti al percorso” oppure “siano risultati vincitori di più procedure e abbiano esercitato le relative opzioni” o “siano risultati inseriti nelle rispettive graduatorie di merito, ma non in posizione utile”. Sono inoltre previsti dei percorsi di specializzazione abbreviati per coloro “che abbiano sospeso il percorso ovvero, pur in posizione utile, non si siano iscritti al percorso; siano risultati vincitori di più procedure e abbiano esercitato le relative opzioni; siano risultati inseriti nelle rispettive graduatorie di merito, ma non in posizione utile”.
“Con questa decisione cervellotica – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – si sono venuti a determinare i presupposti per andare a determinare una selezione di tipo discriminante. Tra l’altro, non si comprendono i motivi per i quali, a fronte di oltre 50 mila posti vacanti, assegnati in alto numero e personale non specializzato, l’amministrazione abbia concesso un numero così limitato di posti, una sorta di numero chiuso, peraltro attuato in modo anche disomogeneo. Basta dire che ci sono alcune istituzioni interessate, come la Giunta del Piemonte, che hanno chiesto formali spiegazioni sul modesto numero di posti messi a bando nella Regione: appena 200, di cui la miseria di 15 nella scuola dell’infanzia, peraltro concentrandoli nella sola Università di Torino”.
“Siccome non si comprende – continua Pacifico – il motivo di così pochi posti messi a bando e la mancanza di coerenza nell’imporre una soglia indefinita per l’accesso agli stessi corsi, in dispregio al merito individuale, come Anief abbiamo deciso di rivolgerci al Tar del Lazio, in modo da tutelare sino in fondo tutti coloro che supereranno la sufficienza, ovvero i 18/30. E siccome il merito individuale e le motivazioni a svolgere un corso di formazione così particolare come quello della didattica speciale sono elementi fondamentali, i quali devono sempre prevalere, noi siamo pronti a difendere in tribunale tutti coloro che si ritroveranno esclusi dai corsi di didattica speciale pur avendo fatto riscontrare la sufficienza”.

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Dal carcere alla speranza con la Società di San Vincenzo De Paoli

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

conferenza univ. europeaE’ stato presentato in una conferenza all’Università Europea di Roma il Premio Carlo Castelli per la solidarietà, concorso letterario riservato ai reclusi delle carceri italiane, organizzato dalla Società di San Vincenzo De Paoli in collaborazione con il Ministero della Giustizia ed il patrocinio di Camera e Senato.
L’incontro, sul tema “Il carcere e la speranza: un percorso di vita nuova”, ha messo in evidenza il valore dell’accompagnamento e dell’accoglienza delle persone che hanno vissuto l’esperienza della detenzione.Attraverso le testimonianze del Presidente nazionale della Società di San Vincenzo De Paoli, Antonio Gianfico, e del delegato nazionale carceri Claudio Messina, è stato presentato l’operato dell’Associazione, diffusa in tutto il mondo, che ha scopo principale quello di aiutare le persone più sfortunate: i bisognosi, gli ammalati, gli anziani soli, chiunque si trovi in difficoltà. E tra questi ci sono i detenuti. “I volontari della Società di San Vincenzo De Paoli – ha sottolineato il Presidente Gianfico – non si preoccupano soltanto di visitare i detenuti ed offrire loro un aiuto per ritrovare un giusto ruolo nella società, perché si fanno anche promotori di un impegno nella ricerca della riconciliazione tra vittime e colpevoli. Dove alla violenza si risponde con il perdono, là anche il cuore di chi ha sbagliato può essere riappacificato”. E questo incontro tra perdono ricercato, perdono offerto e perdono ricevuto è la miglior garanzia che chi ha raggiunto la consapevolezza del proprio errore, che non vi ricadrà in futuro.
“Perché la vera libertà – ha osservato Claudio Messina – è quella che si ottiene dentro di sè, indipendentemente dalle sbarre di una cella”. Si può essere “liberi dentro” e vivere responsabilmente il carcere, come si può continuare a vivere come “prigionieri in libertà”, incapaci di reinserirsi nella società, se non si è portato a termine un processo di riconciliazione con se stessi e con gli altri. “E’ per questo – prosegue il volontario – che è indispensabile coinvolgere i detenuti in attività formative accompagnate e supportate da una rete di volontari ed esperti. Dove questo viene applicato si può assistere ad una sensibile riduzione del tasso di recidiva nei reati”. Un approccio positivo, quindi, dove non è solo importante la detenzione, ma l’inclusione ed il reinserimento. E il Premio Carlo Castelli per la solidarietà, nella sua formula che prevede un doppio riconoscimento in denaro per le opere vincitrici, si è rivelato un valido strumento per trasformare il detenuto stesso in un testimone di legalità. E’ lo stesso autore infatti, a dover decidere a quale associazione od opera di beneficenza destinare l’altra parte del premio. Chi ha sbagliato ha così la possibilità, facendo del bene, di riscattarsi almeno parzialmente. Nel suo intervento Carlo Climati, Direttore del Laboratorio “Non sei un nemico!” ha ricordato: “Ogni essere umano ha un valore. Incontrarlo e ascoltarlo significa aprire il proprio cuore a una comunicazione autentica, alimentata da un sereno dialogo. Ma per fare questo bisogna, prima di tutto, vincere la non-cultura del pregiudizio. È quella sensazione che ci spinge a non comunicare con gli altri perché, dentro di noi, li abbiamo già giudicati, catalogati, scartati, messi da parte”.”Il pregiudizio è una cosa terribile perché, come dice la parola stessa, è un giudizio dato prima. Prima di conoscersi realmente, di abbracciarsi e guardarsi negli occhi. Questo, purtroppo, può accadere anche quando incontriamo le persone che hanno vissuto l’esperienza del carcere e che cercano di cominciare una nuova vita. Vincere i pregiudizi significa ritrovare la nostra più autentica natura di esseri umani, pronti all’accoglienza e al dialogo con tutti”, ha spiegato Carlo Climati.Durante l’incontro è stata presentata anche la coinvolgente testimonianza di Roberto Giannoni che, dopo aver conosciuto il carcere da innocente, vittima di un errore giudiziario, ha scoperto la bellezza del volontariato ed ora presta servizio nelle carceri con la Società di San Vincenzo De Paoli, dimostrando così che anche dal male può nascere il bene.I volontari della San Vincenzo ringraziano l’Università Europea di Roma e Padre Gonzalo Monzon LC, Direttore dell’Ufficio Formazione Integrale dell’Università, per l’accoglienza ed il supporto all’iniziativa.La Società di San Vincenzo De Paoli con 850.000 soci e 1.500.000 di volontari in 155 Paesi del mondo, una rappresentanza presso le Organizzazione delle Nazioni Unite di Ginevra, fondata nel 1833 dal Beato Federico Ozanam, allora studente universitario, cattolica ma laica, la Società di San Vincenzo De Paoli è una delle associazioni più vaste e radicate sul territorio. Il suo carisma si esprime con la visita a domicilio – e dunque anche in carcere – delle persone in difficoltà. (foto copyright università europea)

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Mostra Istantanee dell’assurdo

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Roma dal 16 aprile al 30 maggio tutti i giorni dalle 10 alle 22 Ingresso gratuito Via dei Cerchi 21 è una action che si svolge presso rhinoceros gallery, la galleria d’arte di rhinoceros, il palazzo progettato da Jean Nouvel per Alda Fendi. Gli spazi della galleria saranno svelati attraverso… delle particolari impronte (vere e simboliche).
Prima tappa di Istantanee dell’assurdo, ricognizione per immagini tra teatro dell’assurdo e surrealismo, Ionesco, il Rinoceronte e Roma.
Un caleidoscopio di immagini accompagna il visitatore tra installazioni, proiezioni, fotografie, musica, un nuovo Esperimento della Fondazione Alda Fendi, che dal 2001 promuove sperimentazioni che oltrepassano i confini convenzionali tra le discipline: a partire dal nome del palazzo, che evoca sia l’epoca classica sia il teatro dell’assurdo.
L’installazione Rhinoceros apud Saepta di Raffaele Curi (selezionata dall’ADI per il prestigioso premio Compasso d’Oro) ha avuto la sua prima sede presso l’Arco di Giano – dal latino ianus, passaggio – illuminata, come lo stesso Arco quadrifronte, dal premio Oscar Vittorio Storaro e da Francesca Storaro, lighting designer. Oggi l’installazione passa dall’Arco di Giano all’interno di rhinoceros gallery.
Il celebre drammaturgo Eugène Ionesco – tra i principali esponenti del teatro dell’assurdo – arriva a Roma festeggiato da mille incontri con i protagonisti del panorama culturale italiano (da Palma Bucarelli a Franca Valeri a Giulietta Masina), nel quale è da sempre presente. Lungo il percorso espositivo, la proiezione de Il Rinoceronte, diretto da Tom O’ Horgan, basato sul testo teatrale di Ionesco, una delle ispirazioni da cui deriva il nome del palazzo, rhinoceros. L’opera è ambientata in una città in cui si manifesta una epidemia di rinocerontite, che trasforma le persone in rinoceronti. Serrata critica contro ogni forma di standardizzazione e condanna al conformismo dei luoghi comuni, ha per protagonisti Gene Wilder (attore, sceneggiatore, regista), Karen Black (Easy Rider, Il grande Gatsby, Nashville) e Zero Mostel, attore cinematografico e teatrale, tra i personaggi del mondo dello spettacolo inseriti nella black list di Hollywood durante il Maccartismo.
Tra proiezioni di rinoceronti nella savana, confezioni di Rinostil Rinobalsamico e musiche che vanno da Patty Pravo a Iggy Pop a Klaus Nomi, Salvador Dali è intervistato per la Rai da Carlo Mazzarella e parla della sua teoria sull’armonia sublime della curva logaritmica del corno del rinoceronte. La figura del Rinoceronte è da sempre fortemente metaforica: dalla Roma classica a oggi, da Svetonio a Ionesco, passando per innumerevoli riferimenti e contaminazioni nelle arti visive e performative e con una idea di poesia unita a forza, forma e non convenzionalità.

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Campidoglio: il bike sharing elettrico sbarca a Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Roma. Partirà entro giugno il progetto Elviten (Electrified L-category Vehicles Integrated into Transport and Electricity), iniziativa finanziata dall’Unione europea, per la sperimentazione del bike-sharing elettrico nel IX Municipio. Una sperimentazione innovativa che interessa diverse città pilota, presentato oggi al Forum Smart Cities, in occasione dell’edizione 2019 della Formula E, alla presenza della Sindaca di Roma Virginia Raggi, il presidente del IX Municipio, Dario D’Innocenti, l’assessore alla mobilità, periferie e programmi comunitari del Municipio IX, Alessandro Drago. Il piano prevede l’installazione di 78 postazioni di ricarica e parcheggio, chiamate e-hubs, in 8 aree del IX Municipio nelle quali saranno collocate le 78 biciclette elettriche a disposizione dei cittadini. Le prime istallazioni partiranno a maggio e il servizio di bike sharing sarà operativo entro giugno e avrà la durata di 12-14 mesi. La prenotazione e l’utilizzo dei veicoli avverrà attraverso una app realizzata dai partner del settore Ict di Elviten. Il servizio sarà gratuito e per l’uso delle biciclette, omologate e immatricolate, saranno necessari casco e patentino.Obiettivo è promuovere un sistema di mobilità cittadina nuovo e integrato, che possa incidere positivamente sulla riduzione dell’inquinamento atmosferico e del traffico e sulla sicurezza.Le aree per l’installazione degli e-hub sono state individuate in corrispondenza di nodi di scambio, come le fermate della metro B di Eur Magliana e Laurentina, o vicino ad attività direzionali, come a Eur Castellaccio, su viale Avignone. Altre aree sono quella di via Acqua Acetosa Ostiense (sede della Polizia Locale IX Gruppo Eur), via Giuseppe Tomasi di Lampedusa (Ferratella), via Andrea Meldola (Fonte Meravigliosa) e via del Pianeta Terra. Questo servizio va di passo con le iniziative messe in campo a favore della ciclabilità su tutto il territorio di Roma Capitale.

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Entra nel vivo la mobilità del personale scolastico

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

E’ stata regolata quest’anno dal rinnovato contratto collettivo nazionale, valido per il prossimo triennio, e dalle ordinanze Miur che hanno scandito ufficialmente i tempi di presentazione delle domande: da alcuni giorni si è conclusa la fase più corposa delle domande, relativa ai docenti di ogni ordine e grado; da oggi, fino al 5 maggio, sarà la volta degli insegnanti di religione cattolica; dal 3 al 28 maggio prossimi toccherà agli educatori. Il personale Ata, invece, ha tempo fino al prossimo 26 aprile. Il sindacato, intanto, dice basta alle discriminazioni, attraverso degli emendamenti al ddl AS-1122, in questi giorni all’esame delle Commissioni del Senato: per Anief, bisogna finirla con l’obbligo di permanenza triennale nella sede di prima assegnazione; ma anche aprire all’adeguamento alla normativa comunitaria sui trasferimenti intercompartimentali, con il riconoscimento del servizio prestato nel ruolo precedente e della posizione stipendiale più favorevole. In vista degli spostamenti richiesti da circa 200 mila lavoratori per il prossimo anno scolastico, Orizzonte Scuola ha fatto sapere che stanno man mano giungendo le prime notifiche sui punteggi del personale docente, derivanti dai titoli e servizi presentati tramite il sistema istanze online: la lettera di notifica, che giunge via e-mail ed è composta dal dettaglio delle voci del modulo di domanda ritenute valide, comprese le esigenze di famiglia (se valutabili) ed eventuali precedenze, è valida sia ai fini della convalida della domanda medesima che ai fini dell’attribuzione del punteggio spettante. “Il docente viene invitato a prendere visione dei dati riportati nel documento e, nel caso di errori nell’attribuzione del punteggio e/o riguardo alle precedenze o altro, avrà 10 giorni di tempo, a partire dalla data di ricezione della notifica di convalida, per presentare reclamo all’Ufficio scolastico provinciale di competenza (quello di titolarità)”. Quest’anno, infine, l’esito delle domande di mobilità verrà comunicato in un’unica data, il 20 giugno. A proposito della mobilità futura del personale scolastico, Anief sta operando per sanare le discriminazioni ancora in essere. In particolare, nell’esaminare il disegno di legge AS-1122 voluto dalla ministra Giulia Bongiorno, attraverso il quale si intendono modificare le norme che regolano l’accesso, il merito, la mobilità, la contrattazione e la dirigenza del pubblico impiego, il 9 aprile, presso l’XI Commissione del Senato, il giovane sindacato ha presentato una serie di proposte emendative – che vanno a superare i bug del decreto legislativo n. 165/2001 e successive norme – che ancora oggi costringono docenti e Ata a rimanere in servizio in istituti lontani dalla loro residenza, pur in presenza di posti liberi molto più vicini. Si tratta, ricordiamo, di una situazione letteralmente esplosa a seguito dei marchiani errori prodotti con lo sciagurato algoritmo “impazzito” adottato a seguito del maxi piano di assunzioni del 2016, voluto dal Pd con la Legge 107/2015, che a distanza di tre anni vede tanti di quei docenti ancora fuori regione: Anief chiede, pertanto, l’eliminazione dell’obbligo di permanenza triennale nella sede di prima assegnazione, in modo da assicurare anche “tutela del diritto alla famiglia” e il superamento di ingiuste “barriere regionali, nella disponibilità di posti”. Il sindacato autonomo ha quindi chiesto ai senatori di adottare nella PA la “normativa comunitaria sui trasferimenti anche intercompartimentali di cui all’art. 29-bis del d.lgs. 165/01 e all’art. 48 del d.lgs. 150/09 con il riconoscimento della posizione stipendiale più favorevole e del servizio prestato nel ruolo precedente anche nei passaggi di ruolo”.

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Scuola: Calo demografico

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Ai microfoni di “Italia Stampa”, durante la trasmissione radiofonica Promossi e bocciati, il presidente nazionale Anief, prof Marcello Pacifico, ha rilasciato un’intervista che parte dal calo d’iscrizione, per poi toccare diversi punti controversi dell’istruzione pubblica italiana. Il calo demografico si ripercuote pure sulle nostre aule, dove finalmente c’è la possibilità di superare le classi pollaio, formate da oltre 30 iscritti. I numeri sono eloquenti: in pratica, sono stati 45 mila gli alunni in meno tra il 2015 e il 2016 e a settembre prossimo se ne perderanno altri 70 mila. Questo gioco a ribasso non si arresterà, fino a toccare, dicono le stime, i 369 mila alunni in meno nei prossimi 5 anni. La discesa sarà maggiore al Sud. Ma invece di cercare risposte adeguate alle necessità, territorio per territorio, valorizzando finalmente la didattica e l’offerta formativa, si sta facendo di tutto per imporre la regionalizzazione. È questo, assieme al mancato rinnovo del contratto e la supplentite in aumento, uno dei motivi alla base dello sciopero del prossimo 17 maggio, proclamato unitariamente dai sindacati. Il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, afferma che “la situazione è grave e lo sciopero vuole gridare che non si può riformare la scuola senza ascoltare chi ci lavora”. Il sindacalista spiega che lo sciopero “ci vede tutti uniti contro la regionalizzazione proposta, che non tiene conto di ciò che di fatto accade nelle scuole e neanche dell’Istruzione di tutti i cittadini italiani: dopo quasi 4 anni, per la prima volta, così come accadde per la Buona Scuola, la manifestazione vede tutti i rappresentanti dei lavoratori della scuola chiedere al governo di essere ascoltati”. Nel frattempo Anief chiede al ministro Giulia Bongiorno l’atto di indirizzo con cui poter certificare definitivamente la rappresentatività, poiché il sindacato ha già pronta una piattaforma contrattuale con diversi punti su cui lavorare, che prevede anche incrementi stipendiali, di circa 200 euro, per docenti e Ata. “Invitiamo dunque il ministro Bongiorno a permetterci di avviare le normali attività sindacali al più presto”, ha detto Pacifico. Parlando poi di organici, “per quanto riguarda i 100mila posti del sostegno, il ministro Marco Bussetti deve prendere atto del fatto che molti dei posti in deroga sono da inserire in organico di diritto. Come Anief abbiamo deciso di impugnare la prossima Circolare degli organici, perché continua a destinare lo stesso numero di posti di sostegno, poco più di 100 mila, a fronte di circa 160 mila docenti che vengono chiamati per seguire i nostri ragazzi. Attraverso i ricorsi abbiamo avuto ragione e certamente non ci fermeremo”. Per quanto riguarda il personale Ata, il presidente del sindacato autonomo ha ricordato che “la mobilità verticale rimane purtroppo bloccata. Eppure ogni 4 anni dovrebbe essere previsto per legge una progressione professionale. Anief ha portato avanti una vera e propria battaglia legale, per far in modo che assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici possano fare carriera: continuiamo a far valere le nostre ragioni, poiché lottiamo sempre #perunascuolagiusta.

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Pacifico: «Bussetti come Renzi, il mondo della scuola non è ascoltato»

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Con lo sciopero generale del 17 maggio sullo sfondo, il presidente nazionale dell’Anief va all’attacco: “Nell’attuale governo ritroviamo la stessa ostilità di quello di Renzi, poi caduto dopo la mobilitazione di 600mila persone. Serve una politica seria per affrontare il tema del precariato”. Tra le emergenze da affrontare, c’è quella dei troppi posti in deroga per gli insegnanti di sostegno: «Spesso le famiglie devono ricorrere al tribunale per avere attribuite le ore che spettano»La stagione calda della scuola italiana e la voce dell’Anief in primo piano. Il quotidiano La Sicilia dedica un approfondimento di due pagine sulle criticità del mondo della scuola: dal domicilio professionale (proposto dal Governo nazionale, su pressing della Lega, che imporrebbe ai futuri vincitori di concorso l’impegno ad assumere un domicilio diverso dal luogo di residenza, senza potere rientrare, come invece accade oggi nella propria regione di appartenenza) alla regionalizzazione, che coinvolgerebbe pure la scuola, finita, nero su bianco, nel contratto di governo nazionale. E non solo. Si tratta di mosse politiche tutt’altro che gradite al sindacato Anief, che esplicita la propria posizione per voce del presidente nazionale Marcello Pacifico. «Dalla buona scuola di Renzi al governo gialloverde – sottolinea il sindacalista autonomo – la scuola rischia di passare dalla padella alla brace. Il ministro Bussetti, come il precedente Governo, non dà ascolto al mondo della scuola. Ci sono state solo di recente alcune audizioni, ma non basta. Stiamo ritrovando la stessa ostilità che il governo Renzi aveva mostrato e che è stata tra le cause della sua caduta: non dimentichiamo lo sciopero generale che portò a fermarsi 600mila persone». In ballo c’è un’altra imminente mobilitazione generale, programmata per il 17 maggio a cui il giovane sindacato autonomo ha dato la propria convinta adesione. Uno dei nodi è la lotta al precariato. «In Sicilia – fa notare il presidente nazionale Anief – un lavoratore su 12 è precario. Ciò accade perché manca una politica seria per affrontare il tema del precariato». Almeno due vertenze rischiano di diventare criticità immense nella struttura della scuola siciliana: l’organico sui corsi di sostegno e l’anomalia relativa ai concorsi banditi per la scuola primaria e dell’infanzia, dove, a distanza di anni dall’espletamento delle prove concorsuali (2012 e 2016), non sono state completate le assunzioni a tempo indeterminato per tutti i vincitori. Secondo la cosiddetta “Buona Scuola” la validità delle graduatorie in questione non potrebbe superare i tre anni. Anief serra le fila dei ricorsi: «Siamo pronti ad andare dal giudice del Lavoro, perché, trascorsi i termini, sia riconosciuto il posto ai lavoratori». La gestione dei posti del sostegno è un’altra emergenza, specie in Sicilia, dove per molti anni quasi la metà dei posti assegnati sono stati assegnati “in deroga”, quindi non utili per immissioni in ruolo e trasferimenti, nonostante il numero degli alunni con disabilità nelle scuole dell’Isola aumenti e il numero dei docenti di ruolo non copra nemmeno il numero degli alunni con disabilità grave certificata. «Spesso le famiglie – conclude Pacifico – devono ricorrere al tribunale per avere attribuite le ore che spettano di sostegno in base alla certificazione di cui sono in possesso». A questo proposito, Anief, attraverso l’iniziativa “Sostegno, non un’ora di meno!”, rinnova l’appello alle famiglie a ricorrere e chiede al corpo docente, Ata e dirigente delle scuole di segnalare i posti in deroga non attivati o quelli richiesti nel PEI ma negati dall’amministrazione.

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Sciopero 17 maggio: Il mondo della scuola ha bisogno di certezze

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Considerazione e sostegno. Infatti non investire nell’istituzione scolastica significa non investire nel futuro. Per tutte queste ragioni vogliamo ribadire il nostro pieno sostegno al mondo scolastico e allo sciopero indetto per il 17 Maggio. Va infatti sottolineato che nel corso degli anni le figure del mondo della scuola hanno subito varie forme di delegittimazione, da quelle economiche a quelle pedagogiche. La fine del progetto di regionalizzazione della scuola; la parità di trattamento retributivo tra gli operatori scolastici e quelli del pubblico impiego; il rinnovo del contratto e l’equiparazione degli stipendi dei maestri italiani con quelli europei sono solo alcune delle rivendicazioni che vengono giustamente fatte dal mondo della scuola e a cui il governo deve una risposta seria, tempestiva e trasparente.Dietro alla noncuranza verso chi lavora per formare le prossime generazioni c’è un qualcosa di estremamente malsano e l’incapacità di ragionare in prospettiva. Questo tipo di approccio ha determinato, e determina, ritardi di vario genere; soprattutto nell’acquisizione di competenze tecnico-teoriche da parte dei ragazzi che hanno necessità di inserirsi nel mercato del lavoro. Per noi di Soggetto Giuridico esiste solo un modo per far ripartire il Paese; ed è quello di creare opportunità lavorative in cui l’Italia possa primeggiare e distinguersi. Per farlo, però, serve investire nel creare competenze che siano in grado di mettere il Paese al passo delle maggiori potenze mondiali.

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Sicurezza negli istituti italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Pacifico (Udir), necessario cambiare il testo unico sulla sicurezza nel pubblico impiego, soprattutto nella scuola- Il presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, è stato intervistato ai microfoni di Italia Stampa, nella trasmissione radiofonica Promossi e bocciati. Affrontato il tema della sicurezza negli istituti italiani. Udir, sin dalla sua fondazione, si è sempre battuto affinché le nostre scuole siano sicure: lo ha fatto presentando emendamenti, proposte e denunce. Un aspetto strettamente legato al problema è il fatto che le responsabilità, penali e civili, purtroppo, come denunciato più volte dal sindacato, ricadono sui dirigenti scolastici, che però non hanno potere di spesa.
Mentre prosegue l’iter del nuovo concorso DS e i vincitori prenderanno servizio dal 1° settembre 2019, la stampa nazionale non fa che riportare notizie di crolli. Il presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, afferma che “per quanto riguarda la questione della sicurezza degli istituti, già nella scorsa legislatura, il sindacato si era fatto carico delle istanze di molti dirigenti scolastici.” Infatti, “il problema che abbiamo più volte lamentato è che essi non hanno potere di spesa, eppure sono responsabili sia degli alunni che dei lavoratori. La nostra proposta intende cambiare il testo unico sulla sicurezza nel pubblico impiego, in particolar modo nella scuola, aggiungendo un capitolo specifico”.

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Pubblico impiego: Per il ministro Bongiorno miglioramento fa rima con giuramento

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Il Disegno di Legge 1122 sul miglioramento della Pubblica Amministrazione, recentemente presentato al Senato, vuole riportare la scuola indietro di trent’anni proponendo di estendere l’obbligo del giuramento per rafforzare lo spirito di servizio del lavoratori della PA. Anief, ascoltata in audizione in XI Commissione il 9 aprile, dice no alla volontà di ripristinare il giuramento dei pubblici dipendenti, abolito nel lontano 1981 per i docenti e successivamente per gli altri lavoratori statali
Alla Pubblica Amministrazione non servono vuote formule, dal sapore vagamente reazionario, per migliorare le performance dei propri dipendenti. Quello che serve è riconoscerne il lavoro e la professionalità garantendo la libertà di insegnamento sancita dalla costituzione, oltre ad aumenti stipendiali congrui e moderni, quelli sì, al passo con i tempi e – soprattutto – con il costo della vita. Soprattutto per il personale scolastico, fanalino di coda nelle retribuzioni statali.Per Anief serve uno sguardo vigile sul presente e proiettato sul futuro, che riconosca l’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici, che gli stessi dati della funzione pubblica dipingono come rispettosi del proprio ruolo e delle proprie mansioni nella schiacciante maggioranza dei casi. A rilanciare il patto e a rinnovare fedeltà sia piuttosto lo Stato, che troppe volte ha tradito le aspettative dei suoi dipendenti e – peggio ancora – ha contribuito a tratteggiarne un profilo falsamente furbesco, generalizzando inopportunamente sporadici casi di mele marce, sui quali si deve intervenire con fermezza senza però intaccare la correttezza e la professionalità della quasi totalità di dipendenti che fa il proprio lavoro con abnegazione e onestà.

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Scuola: Il ministro annuncia concorsi per 65 mila posti, ma quelli vacanti sono il doppio

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Replica del presidente Anief, Marcello Pacifico, alle vaghe risposte fornite ai sindacati dal numero uno del Miur Marco Bussetti: “Basterebbe riaprire le GaE per l’imminente aggiornamento e autorizzare corsi abilitanti per i precari con 36 mesi e i docenti di ruolo immobilizzati per cominciare ad affrontare il problema del precariato, senza nulla togliere al canale ordinario di reclutamento nel rispetto del diritto dell’Unione contro l’abuso dei contratti a termine, così da evitare anche una denuncia della Commissione Ue”
La denuncia dell’Anief sull’inconsistenza degli stipendi dei docenti e Ata italiani e sullo stallo del rinnovo del contratto è al centro dell’attenzione di tutto il mondo sindacale, ma non fa parte dell’agenda del Governo e nemmeno del Miur: nel corso dell’ultimo incontro con i sindacati, sollecitato sull’ultima pubblicazione dell’Ocse, “Regard de l’éducation”, che registra come gli aumenti stipendiali italiani siano, in media, più leggeri e distanziati (ogni 4-5 anni) rispetto ai maggiori Paesi europei, il ministro dell’Istruzione non replica. E cambia argomento, presentando, scrive La Repubblica, “il piano di assunzioni che svilupperà attraverso i prossimi due concorsi, parlando degli “atti preparatori per il bando ordinario per la primaria e l’infanzia, per un totale di 16.959 posti. Quindi ha offerto la prima cifra per il grande concorso autunnale per la scuola media e superiore: Bussetti ha chiesto al Mef di poter assumere 48.536 docenti, 8.491 sul sostegno”. Dopo le risposte evasive del ministro, i sindacati hanno immediatamente confermato lo sciopero generale unitario del prossimo 17 maggio al quale ha aderito anche Anief. Il giovane sindacato, inoltre, ritiene del tutto sbagliata la scelta di creare un unico canale di reclutamento, perché le sequenze storiche delle selezioni nazionali svolte negli ultimi anni ci dicono che le procedure sono lente, macchinose e piene di errori nei bandi. A completare il quadro negativo, ci si mette anche l’inerzia del Miur che, per via di laccioli creati da se stesso in modo inopinato, non ha ancora assunto tutti gli idonei dei concorsi svolti benché vi sia un numero altissimo di cattedre libere. Così, nel frattempo i precari da assumere con supplenza annuale sono diventati oltre 120 mila, rendendo sempre più necessaria l’apertura delle GaE a tutti i docenti già peraltro selezionati e abilitati all’insegnamento oppure l’utilizzo della seconda fascia d’istituto come base per arrivare al ruolo. Come “ciliegina” sulla torta, la Lega sta infine spingendo per la regionalizzazione, sebbene sia opinione comune, e anche dei giudici sinora interpellati, che mini l’unità nazionale e il rispetto della Costituzione. In attesa di capire come si andrà avanti con l’iter, fermo al Consiglio dei ministri dello scorso 14 febbraio, alcuni parlamentari del Carroccio si stanno dimenando per far approvare una norma che, imponendo il domicilio professionale come requisito imprescindibile per partecipare a tutti i nuovi concorsi, bloccherebbe sul nascere qualsiasi tentativo di far cambiare sede ai neo-assunti per ben 5 anni. Anche in presenza di posti vacanti e disponibili. Pure su questo punto i giudici hanno più volte espresso il loro no. Come hanno posto il disco rosso, sia il Quirinale che il Senato, facendo decadere l’emendamento governativo al ddl n. 989 che era stato già approvato a Montecitorio. “Il tutto avviene – ricorda il presidente Anief – sempre lasciando chiuse le graduatorie ad esaurimento ed eludendo la clausola 5 della Direttiva 70/99 UE: siamo di fronte ad una palese mancata applicazione del diritto comunitario che ha convinto la stessa Commissione Europea a valutare se vi siano i presupposti per comminare all’Italia una sanzione: così, alla fine, il reiterato ricorso dei precari, anche dopo che questi hanno svolto i tre anni canonici di servizio su posti liberi e privi di titolare, come avviene ormai in modo smaccato ogni anno per diverse migliaia di docenti di sostegno, costerà molto caro allo Stato. Con buona pace di chi – conclude Pacifico – voleva fare cassa sulle spalle dei precari”.

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Festival della Tecnologia 2019

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Torino 17 aprile 2019, ore 11.00 Sala d’Onore Circolo dei Lettori, Via Bogino 9 Festival della Tecnologia 2019 In occasione del 160° anniversario della sua fondazione il Politecnico di Torino organizza un Festival su tecnologia e società, una grande occasione di dialogo tra università, cittadini, imprese, pubblica amministrazione e terzo settore sulle grandi sfide di una società sempre più tecnologica. Presentano l’iniziativa: Guido SARACCO, Rettore Politecnico di Torino Juan Carlos DE MARTIN, Delegato del Rettore per Cultura e Comunicazione Intervengono: Assessora alla Cultura Regione Piemonte Assessora alla Cultura Città di Torino Introduce: Maurizia REBOLA, Direttrice Circolo dei Lettori

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“La musica popolare cuore dell’Italia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Roma Martedì 16 Aprile, alle 17:00, presso il Senato della Repubblica, nella sala ‘Caduti di Nassirya’, si svolgerà la conferenza stampa ‘La musica popolare cuore dell’Italia’ su iniziativa del senatore di Forza Italia Francesco Giro. Saranno presenti come relatori Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia in Senato; Andrea Cangini, capogruppo di Forza Italia 7^commissione Cultura; i senatori Maurizio Gasparri, Massimo Mallegni, Claudio Fazzone, Francesco Battistoni e la deputata Catia Polidori. Alla conferenza parteciperanno sindaci, assessori e presidenti di associazioni delle bande musicali e corali e dei gruppi folklorici.Il focus della conferenza verterà su due aspetti fondamentali: la valorizzazione, a livello nazionale, delle bande musicali, corali e gruppi folklorici, che rappresentano l’identità culturale delle singole realtà territoriali e la mancata emanazione dei decreti attuativi previsti nella legge 22 novembre 2017, n. 175, per la nuova disciplina dello spettacolo da vivo che tra l’altro prevedeva la valorizzazione della musica popolare. Questo comporta l’impossibilità da parte delle associazioni di musica amatoriale di poter finalmente beneficiare dei nuovi fondi nella prevista riforma del Fondo unico per lo Spettacolo (FUS).

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