Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 16 aprile 2019

The world reflects as Notre-Dame burns

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

By Jon Allsop. Yesterday evening, Paris time, Notre-Dame cathedral caught fire. As it burned, photos and video—of billowing smoke; of flames raging in the cross-shaped interior; of the spire leaning slowly, then tumbling away—held global attention. French media were never far from someone weeping. “Pardon me… I am just so shaken,” one caller cried on Radio France. “It’s a treasure, a national treasure that has gone up in flames,” said another, through sobs. The late edition of Le Parisien, echoing the poignant religious symbolism of so much coverage, led with the headline Notre-Dame des larmes: Our lady of tears.
In the US, the story was everywhere. The networks quickly corralled their correspondents (disrupting at least one vacation in the process). As news reporters kept us abreast of firefighters’ battle to save the cathedral’s structure, magazines published more personal reflections. In The New Yorker, Lauren Collins recalled a recent visit to Notre-Dame’s roof, where she had checked in on renovation work. “Tonight,” she wrote, “I realized that we may have been some of the last people to stand there.” For The Atlantic, Rachel Donadio watched amid a crowd as a building that had “survived eight centuries of plague, war, revolution, and the Nazis” started to fall. “Messages come in from friends around the world—‘Are you okay?’—as if this were another terrorist attack, or a death in the family,” she wrote. “In a way, it is a death. In the human family. We are all shocked together.”
In many corners of social media, the atmosphere was funereal. Even people who could see the fire with their own eyes viewed it through their phones. They were “trying to capture in a few pixels what had stood for centuries,” wrote Donadio, who encapsulated the cathedral’s lifespan: “Built in the Gothic era, destroyed in the social-media era.”Because this is the social-media era, misinformation about the fire spread quickly. BuzzFeed’s Jane Lytvynenko rounded up hoaxsters’ claims that Emmanuel Macron/Michelle Obama/“Muslims”/terrorists set the fire deliberately. (While the actual cause has yet to be established, French officials say there’s no evidence of arson, and suspect an accident.) The platforms, once again, attracted criticism. Matt Dornic, an executive at CNN, said Twitter refused to remove a fake CNN account because it had the word “parody” in its bio. (The account was later suspended.) YouTube, for its part, flagged several major outlets’ livestreams of the fire as misinformation, then, for some reason, linked out to explainer content about 9/11.For the most part, who or what might be to blame seemed a secondary concern. People around the world led with their tributes, their reflections, and their grief. As Michael Kimmelman observed in The New York Times, no one had died. The global reaction, nonetheless, was overwhelming. Was it because Notre-Dame has been such a focal point of Western culture, both religious and secular? Was it something peculiar to Paris, which has always tugged on our heartstrings? Was it the abundance of shocking visuals, served to us everywhere we looked? Did we see a metaphor—in our troubled times—for lost permanence, lost steadfastness, lost beauty? What, exactly, did it stir in us? Admittedly, it’s easier to pose questions than answers.Whatever the reason, an angry world and much of its media stopped, for a few hours, at least, to watch a tragedy and to try to process it. We weren’t silent—far from it. But the tenor of the coverage was a break from the incessant thunder to which we have become accustomed. Briefly, something old and beautiful commanded our attention, and our contemplation. (font: CJR Editors)

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Bertolaso: “L’intervento dei vigili del fuoco di Parigi a Notre-Dame è stato assolutamente straordinario”

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

“Ero sicuro che la Cattedrale sarebbe stata completamente distrutta. Invece sono riusciti a salvare le due torri principali, l’altare, il crocifisso, le opere d’arte più importanti: hanno fatto un lavoro eccellente, straordinario”. Lo dice l’ex Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso oggi, al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, la trasmissione condotta da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro Trump aveva suggerito di mandare dei Canadair a spegnere il fuoco…”E’ un’idea che non sta né in cielo né in terra, se fossero stati utilizzati avrebbero asfaltato la Cattedrale. Chi parla dei Canadair non ha mai ricevuto addosso cinque tonnellate d’acqua scagliate da un aereo in volo”. Quanto ci vorrà per ricostruire questo luogo di culto? “Tra uno o due anni rivedremo Notre-Dame com’era fino a ieri mattina”, ha concluso a Rai Radio1 Bertolaso. (By Davide Campione Web: http://ungiornodapecora.rai.it/)

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Sostegno: Che senso ha introdurre il numero chiuso per i corsi se c’è bisogno di molti docenti specializzati?

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Mentre in queste ore migliaia di docenti si preparano a sostenere la prova preselettiva per i corsi di specializzazione sostegno, la cronaca ci racconta di studenti diversamente abili sprovvisti dei docenti di cui hanno bisogno. Come il caso, ripreso dalla stampa, di un’alunna costretta a non essere seguita da un docente specializzato, nonostante la diagnosi funzionale dell’Asl parli chiaro, ma da supplenti, inseriti spesso nella seconda e terza fascia, abilitati o meno in altre classi di concorso. Marcello Pacifico (Anief): In tutto questo marasma, con organici insufficienti e precari purtroppo in una situazione di stallo, ci sfugge il senso di introdurre il numero chiuso nei corsi di specializzazione. Siamo da sempre vicini a tutti quei ragazzi e alle loro famiglie che necessitano di un docente di sostegno, perché è un loro diritto sacrosanto. In queste ore si stanno svolgendo i test preselettivi per i corsi di specializzazione sostegno e intanto la stampa nazionale riporta esempi di disservizi da parte del Miur, che non adegua la risposta alle domande. Mentre il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti annuncia che nei prossimi tre anni si attiveranno 40mila specializzazioni e quest’anno saranno al bando 14.224 posti, vengono raccontati diversi casi di posti non assegnati a docenti formati adeguatamente e secondo i dettami ministeriali. Come riporta Il Messaggero, i genitori di una “bimba affetta da sindrome di Down e crisi epilettiche raccontano la loro odissea scolastica in una lettera aperta. Ormai da dieci anni alla bimba, che frequenta la scuola statale di Morro d’Oro (Teramo) viene negato un insegnante di sostegno, nonostante la battaglia avviata dai genitori, tra sentenze del Tar e diffide legali. Secondo i genitori quello che sta accadendo nella scuola della figlia, i diritti che le sono stati negati e i conseguenti danni subiti non sono cosa degna di un’istituzione scolastica né di un paese civile”.
Come racconta la madre della ragazzina a Open, viene lamentato infatti che, “in quarta e quinta elementare, la sua bambina ha avuto la stessa insegnante di sostegno per due anni consecutivi e i progressi sono stati incredibili”, tanto che l’alunna sapeva leggere e scrivere frasi intere. Il problema è stato riscontato durante la frequenza della scuola media, quando “le è stato assegnato un docente di inglese, poi uno di educazione fisica” e la ragazzina “è tornata alle sillabe, non sa più leggere”, conclude la madre. Dunque, nonostante la diagnosi funzionale dell’Asl parli chiaro, con la bambina che “ha diritto a un sostegno 1 a 1, cioè a tempo pieno, per tutto l’orario scolastico”, già dalla scuola d’infanzia le viene “ridotta l’assistenza a 9 ore settimanali. Le insegnanti di sostegno poi cambiano ogni anno, con gravi ripercussioni sull’apprendimento della bimba”.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma che “in tutto questo marasma, con organici insufficienti e precari purtroppo in una situazione di stallo, ci sfugge il senso di introdurre il numero chiuso nei corsi di specializzazione, come è accaduto in occasione dell’attuale tornata, i cui test preselettivi si stanno svolgendo proprio in questi giorni. Siamo da sempre vicini a tutti quei ragazzi e alle loro famiglie che necessitano di un docente di sostegno, perché è un loro diritto sacrosanto che non può essere leso e per questo abbiamo confermato la nostra iniziativa ‘Non un’ora di meno!’ che lo scorso anno ha prodotto diverse cause vinte: famiglie, docenti e dirigenti scolastici possono segnalare – senza affrontare spese – ogni mancata tutela dei diritti degli alunni scrivendo all’indirizzo sostegno@anief.net”, conclude Marcello Pacifico.

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Notre-Dame: Sant’Egidio partecipa al dolore della Chiesa cattolica di Francia

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

La Comunità di Sant’Egidio si stringe addolorata alla Chiesa cattolica di Francia per il terribile incendio che ha colpito ieri la cattedrale di Notre-Dame di Parigi. Il grave ferimento di un luogo così alto per i cattolici e così simbolico e ricco di storia per tutti i francesi è sconvolgente. Notre-Dame è madre della fede per i cattolici: tra le sue antiche mura hanno pregato e ascoltato il Vangelo generazioni di fedeli. In questo giorno di dolore rivolgiamo i nostri sentimenti fraterni di solidarietà all’arcivescovo di Parigi, Mons. Aupetit, e tramite lui a tutta la chiesa di Parigi. Anche da Roma la comunità di Sant’Egidio ha ricordato commossa nella preghiera questo grave avvenimento, in comunione con i tanti francesi che ieri sera pregavano durante l’incendio. Siamo certi che la Francia saprà riportare Notre-Dame al suo antico splendore, che il suono delle sue campane tornerà a risuonare su Parigi e su tutta la Francia e la cattedrale tornerà a essere il luogo della preghiera di generazioni di cristiani e della pace per tutti.

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Notre-Dame: la solidarietà dell’Unione Buddhista Italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Roma.L’incendio della Cattedrale di Notre-Dame colpisce certamente per il suo impatto nell’immaginario collettivo perchè questa chiesa, nella storia, è sempre stata uno dei luoghi di maggiore rappresentanza della cultura cristiana e della sua capacità, attraverso l’arte, di trasmettere un senso di straordinaria grandezza e spiritualità profonda. Ma proprio il fatto che anche un luogo come questo non sia stato esente dal pericolo e dalla minaccia di distruzione, ci ricorda quanto in generale la vita sia un’espressione dell’impermanenza e della sofferenza. E quanto la vita, in ogni sua espressione, vada tutelata con cura e consapevolezza in tutta la sua bellezza e fragilità e quanto importante sia agire ovunque, nel mondo, per ridurre ogni forma di sofferenza. L’Unione Buddhista Italiana esprime la propria vicinanza ai cittadini di Parigi, a tutti i francesi e rinnova il proprio senso di amicizia e fratellanza verso tutti i cristiani in ogni parte del mondo.

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Notre Dame: Risorgerà come basilica di San Francesco

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Assisi (Perugia). “Proviamo sgomento e dolore nel vedere la volta di Notre Dame distrutta dal fuoco. Un’immagine che ricorda quella del crollo delle vele della Basilica superiore di San Francesco dopo il terremoto del 1997. Sono certo – ha dichiarato il direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato – che risorgerà come la nostra Basilica. Notre Dame e Assisi sono tra i simboli dell’identità cristiana. Per questo vederla divorata dalle fiamme provoca sgomento e dolore che attraversano l’anima e la carne”.

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Notre-Dame che brucia fa male al cuore di tutti: solidarietà alla Francia e ai francesi

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Così il presidente dell’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) commenta esprimendo il suo grande dispiacere per ciò che sta vedendo tutto il mondo: le fiamme che bruciano la cattedrale NotreDame. “Auspichiamo – soggiunge Foad Aodi Fondatore Amsi e Co-mai –  che l’incendio venga spento subito per rivedere la cattedrale presto come era con i suoi valori storici, religiosi e culturali e nel suo significato condiviso anche dal mondo arabo e musulmano. In tale drammatico evento esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza alla Francia e ai francesi e l’auspicio di poter essere uniti per salvare i grandi valori che appartengono all’umanità intera. Tutti gli arabi e musulmani italiani si stringano ai francesi e chiediamo agli arabi e ai musulmani francesi di stare vicini e sostenere la Francia in questa giornata molto triste per tutti”, conclude Aodi.

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Incendio Notre Dame

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Parigi. “L’incendio che ha devastato la cattedrale di Notre-Dame colpisce un simbolo del patrimonio culturale europeo, oltre che un simbolo della cristianità. La vicenda accende un faro sul tema cruciale della tutela e della conservazione del nostro patrimonio, del quale spesso dimentichiamo l’estrema fragilità.
Al di là di qualsiasi ipotesi di futura ricostruzione, la perdita di memoria storica è letteralmente inestimabile.
Oggi è un giorno di lutto per chiunque abbia a cuore l’eredità culturale europea. Le competenze degli archeologi italiani sono a disposizione per la futura ricostruzione”. Lo ha scritto, Alessandro Carrisi neo – Presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi.
L’Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche AIGAE esprime profonda solidarietà alla Stampa Francese, al popolo francese ed alla Chiesa per quanto sta accadendo in queste drammatiche ore a Parigi. La Cattedrale di Notre Dame è simbolo di religione e di pace, ma anche simbolo della cultura mondiale.

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Incendio Notre Dame

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Parigi. “L’incendio che ha devastato la cattedrale di Notre-Dame colpisce un simbolo del patrimonio culturale europeo, oltre che un simbolo della cristianità. La vicenda accende un faro sul tema cruciale della tutela e della conservazione del nostro patrimonio, del quale spesso dimentichiamo l’estrema fragilità.
Al di là di qualsiasi ipotesi di futura ricostruzione, la perdita di memoria storica è letteralmente inestimabile.
Oggi è un giorno di lutto per chiunque abbia a cuore l’eredità culturale europea. Le competenze degli archeologi italiani sono a disposizione per la futura ricostruzione”. Lo ha scritto, Alessandro Carrisi neo – Presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi.
L’Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche AIGAE esprime profonda solidarietà alla Stampa Francese, al popolo francese ed alla Chiesa per quanto sta accadendo in queste drammatiche ore a Parigi. La Cattedrale di Notre Dame è simbolo di religione e di pace, ma anche simbolo della cultura mondiale.

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Il Comitato europeo delle regioni e Eurochambres uniscono le loro forze ‎ per consolidare l’occupazione e la crescita in tutta l’UE

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

​Christoph Leitl and Karl- Heinz Lambertz. Il Comitato europeo delle regioni (CdR) e l’Associazione delle Camere di commercio e dell’industria europee (Eurochambres) hanno concordato un nuovo piano d’azione per rilanciare la loro cooperazione in alcuni settori chiave al fine di migliorare il contesto imprenditoriale e di promuovere lo sviluppo economico regionale. Il piano d’azione, firmato congiuntamente a Bruxelles dal Presidente del CdR Karl-Heinz Lambertz e dal Presidente di Eurochambres Christoph Leitl, definisce gli ambiti di cooperazione tra le due istituzioni per il periodo 2019-2022 puntando ad affrontare i problemi della disoccupazione giovanile e dello squilibrio tra domanda e offerta di competenze, stimolare l’imprenditorialità e rafforzare la coesione e la competitività industriale.
Il piano d’azione 2019-2022 concluso tra il CdR e Eurochambres definisce i seguenti ambiti di cooperazione, che verranno regolarmente riveduti per tutto il periodo di attuazione:
cooperazione rafforzata per quanto riguarda l’ attività legislativa dell’UE grazie alla condivisione di studi e documenti di sintesi;
misure per risolvere i problemi della disoccupazione giovanile e dello squilibrio tra domanda e offerta di competenze mediante lo scambio di buone pratiche e di soluzioni innovative;
incentivazione dell’ imprenditorialità e della politica per le PMI attraverso la promozione del programma Erasmus per giovani imprenditori ( Erasmus for Young Entrepreneurs – EYE) e della rete delle Regioni imprenditoriali europee ( European Entrepreneurial Regions – EER);
promozione di una migliore legislazione UE e di una sussidiarietà più efficace per mezzo delle valutazioni d’impatto territoriale e dell’ iniziativa della rete di hub regionali ;
sostegno alla cooperazione nei paesi del vicinato UE tramite un’iniziativa sull’imprenditoria giovanile nei paesi partner mediterranei e la diffusione di informazioni sull’accesso ai finanziamenti per gli enti locali e regionali;
rafforzamento della politica di coesione dell’UE grazie alla #CohesionAlliance (Alleanza per la coesione);
miglioramento della resilienza territoriale con un lavoro congiunto di analisi dell’impatto che le future relazioni commerciali tra il Regno Unito e l’UE a 27 avranno sulla competitività industriale regionale e sullo sviluppo economico, sociale e territoriale delle isole grazie a Insuleur (la Rete delle camere di commercio e dell’industria insulari dell’UE).

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I leader locali chiedono con forza che le politiche economiche dell’UE a 27 diano priorità alla coesione

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Affinché l’idea di rafforzare il legame tra fondi di coesione e semestre europeo funzioni davvero, è indispensabile considerare prioritarie le esigenze locali e regionali
I leader delle città e delle regioni invocano un coinvolgimento strutturato degli enti locali e regionali nel processo del semestre europeo, in particolare adesso che il semestre fornisce orientamenti per la politica di coesione. Il parere su questo tema, elaborato da Rob Jonkman (NL/ECR), è stato adottato all’unanimità nella sessione plenaria di aprile del Comitato europeo delle regioni (CdR) a Bruxelles.Nel corso dell’attuale periodo di programmazione (2014-2020), la Commissione europea ha iniziato a rafforzare il coordinamento tra il semestre europeo e la politica di coesione al fine di migliorare il livello di attuazione, tradizionalmente basso, delle raccomandazioni specifiche per paese (RSP).
Nel prossimo periodo (2021-2027), la Commissione intende compiere un ulteriore passo avanti e rendere questo coordinamento più vincolante, tenendo conto delle raccomandazioni specifiche per paese in sede di adozione degli accordi di partenariato e dei programmi di coesione. L’allineamento degli strumenti offre l’opportunità di rafforzare la dimensione territoriale del semestre europeo, ma comporta anche un rischio di centralizzazione della politica di coesione, senza un ruolo formalizzato per gli enti locali e regionali in questo processo.Il relatore del CdR Rob Jonkman (NL/ECR), assessore comunale di Opsterland, ha affermato che “i fondi strutturali non devono essere utilizzati come il bastone e la carota per spingere gli Stati membri a portare avanti le riforme. Al contrario, per garantire stabilità e crescita a tutti i cittadini è necessario che il semestre europeo assuma una dimensione locale e che siano rafforzati i rapporti di partenariato tra l’UE, gli Stati membri e gli enti locali e regionali. Il collegamento del semestre europeo con i programmi della politica di coesione rappresenta un’opportunità per avvicinare il semestre ai cittadini dell’UE e dare priorità alle loro esigenze coinvolgendo gli enti locali e regionali. Conferendo a questi enti un ruolo formale in tale processo, un ruolo definito in un codice di condotta, non solo si aumenterà l’efficacia delle raccomandazioni specifiche per paese, grazie a una migliore valutazione e una maggiore titolarità del livello di attuazione, ma si rafforzerà anche la legittimità democratica delle riforme previste”.
In tale contesto, i membri del CdR ribadiscono la loro richiesta di un codice di condotta per la partecipazione degli enti locali e regionali al semestre europeo . Il Comitato rinnova inoltre l’appello, formulato congiuntamente al Parlamento europeo, a sostituire la strategia Europa 2020 con un quadro politico chiaro per il semestre europeo e per gli investimenti che utilizzano i fondi di coesione.

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Regioni e città decise a fare di più di difendere diritti fondamentali e Stato di diritto

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

A otto settimane dalle elezioni europee, i leader locali e regionali avvertono che il crescente populismo rappresenta una minaccia per lo Stato di diritto e i diritti fondamentali nell’UE e invitano l’Unione a rafforzare la loro capacità di lottare contro razzismo, incitamento all’odio e discriminazione, promuovendo nel contempo la coesione sociale. Questo il messaggio principale emerso dal dibattito di oggi con Koen Lenaerts, Presidente della Corte di giustizia dell’Unione europea, Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione europea, Domenica Ghidei Biidu, vicepresidente della commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza del Consiglio d’Europa, e Michael O’Flaherty, direttore dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali.
Lo Stato di diritto è privo di sostanza senza democrazia e diritti fondamentali. La Carta dei diritti fondamentali si trova al vertice nella gerarchia delle norme UE. Qualsiasi misura nazionale incompatibile con la Carta deve essere abbandonata”. Come ha spiegato il primo vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans “I diritti fondamentali esisterebbero solo sulla carta se la loro tutela non fosse garantita da tribunali indipendenti. Lo Stato di diritto non è importante solo a livello nazionale. È essenziale a tutti i livelli di governo, anche a livello locale e regionale. Purtroppo abbiamo visto che negli ultimi anni le preoccupazioni in materia di Stato di diritto si sono moltiplicate in tutta l’Unione. Questi sviluppi non hanno fatto che rafforzare la convinzione della Commissione riguardo all’importanza di utilizzare tutti gli strumenti di cui disponiamo per difendere i valori dell’UE”.

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La proroga della Brexit non deve rallentare l’accordo sul futuro bilancio UE

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Le regioni e le città chiedono un accordo in tempi brevi sul bilancio dell’UE per il 2021-2027 e garanzie contro l’interruzione dei finanziamenti degli attuali piani d’investimento.
In risposta alle conclusioni del Consiglio europeo straordinario sulla Brexit, il Comitato europeo delle regioni (CdR) – l’assemblea dei governi locali e regionali dell’UE – ha ribadito la necessità che gli Stati membri adottino con urgenza il bilancio a lungo termine dell’UE per il 2021-2027 per garantire che le regioni e le città siano in grado di preparare adeguatamente nuovi piani e mitigare l’impatto del recesso del Regno Unito.
Tale invito è stato rivolto durante un dibattito tra i 350 leader locali e regionali europei che compongono il Comitato e Jean Arthuis , presidente della commissione Bilanci del Parlamento europeo. Entrambe le assemblee politiche dell’UE sono profondamente preoccupate per l’impatto finanziario delle decisioni adottate dagli Stati membri in sede di Consiglio europeo straordinario.Affinché si possa far fronte alle sfide del prossimo decennio, il CdR e il Parlamento europeo hanno chiesto e continuano a chiedere con forza e senza mezzi termini ai 27 Stati membri di aumentare il loro contributo al bilancio dell’UE, portandolo dall’1 % all’1,3 % del reddito nazionale lordo. Il Comitato si è detto contrario a tutte le riduzioni proposte per i fondi regionali dell’UE , ossia ai tagli del bilancio della politica di coesione, che dovrà garantire il sostegno dell’Unione alle regioni le cui economie saranno più colpite alla Brexit. Per quanto riguarda i piani d’investimento in corso, il Comitato ritiene che gli impegni finanziari assunti dall’UE debbano essere rispettati fino all’ultimo anno disponibile per i pagamenti (il 2023), evitando qualsiasi riduzione o dilazione (al nuovo ciclo finanziario) di tali impegni.Il Comitato ha valutato l’impatto potenziale della Brexit in una serie di studi e di dibattiti politici svolti negli ultimi due anni, tra cui tre dibattiti aperti con il capo negoziatore dell’UE Michel Barnier . I diritti dei cittadini, nonché i potenziali costi per i porti, l’industria della pesca, il turismo, l’agricoltura, la ricerca e l’istruzione, sono emersi come le preoccupazioni fondamentali dei leader locali dell’UE e del Regno Unito. Il Comitato ha adottato in materia due risoluzioni politiche (nel marzo 2017 e nel maggio 2018 ) e ha di recente iniziato a lavorare all’individuazione degli strumenti migliori per la cooperazione regionale transfrontaliera dopo la Brexit.

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Attivare fondi e progetti per la ripresa

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Non si può essere soddisfatti di riconoscere che l’economia italiana è fortemente peggiorata nei passati mesi, come ammette lo stesso Documento di economia e finanza appena presentato. Sarebbe, però, ancora più preoccupante se, di fronte a questa triste ed evidente realtà, il governo volesse continuare a “vivere sulle nuvole”, spargendo illusioni e promesse insostenibili. Palazzo Chigi ha messo nero su bianco che per il 2019 l’aumento del pil dovrebbe passare dall’1% allo 0,2% e che di conseguenza il deficit di bilancio dovrebbe crescere dal 2,04% al 2,4%. Sono stime ancora troppo benevoli che non tengono conto, purtroppo, degli effetti negativi a spirale che solitamente accompagnano la recessione economica. Di ciò siamo fortemente preoccupati, anche perché il confronto politico è soprattutto di natura ideologica ed elettorale e, a volte, anche di rivalsa. Riequilibrare il bilancio dello Stato richiede decisioni chiare e tempi medi poiché si basa sulla ripresa degli investimenti, della produzione, dell’innovazione e dell’occupazione nei settori dell’economia reale. Perciò, mantenere a tutti i costi le promesse fatte durante le campagne elettorali potrebbe sembrare positivo ma, in verità, non fa parte delle leggi che regolano il sano andamento e lo sviluppo dell’economia, sia nella teoria che nella prassi. Vale per tante iniziative, a cominciare dalla flat tax che ha fatto capolino nel Def. Per ora è una semplice enunciazione.Per serietà e credibilità, portare come esempio da seguire nel nostro paese il modello ungherese della flat tax, che sarebbe la ragione del buon andamento dell’economia di Budapest, è un errore.
Per chiarezza è opportuno ricordare, invece, che la recente ripresa economica dell’Ungheria si basa su tre condizioni convergenti: il contributo a fondo perduto di ben 3,5 miliardi di euro annui da parte dell’Unione europea, l’intensa partecipazione economica e industriale della Germania verso i paesi dell’Europa centrale e il basso costo della mano d’opera ungherese, con una qualifica tecnologica mediamente elevata, che ha attirato notevoli investimenti. Tutte condizioni che in Italia non ci sono.Ovviamente, il documento del Def non contempla aumenti nella tassazione: sarebbe una clamorosa ammissione di totale fallimento. Per i prossimi mesi, però, il governo dovrà dimostrare come “bilanciare” l’aumento delle uscite con le minori entrate. Naturalmente, per il bene degli italiani ci si augura che lo sappiano fare. Ma è indubbio che dal prossimo gennaio possa scattare l’aumento delle aliquote Iva. A nostro avviso la priorità dovrebbe essere la ripresa degli investimenti pubblici in infrastrutture per l’effettiva apertura dei cantieri, a partire dal Mezzogiorno dove la situazione economica e occupazionale è a dir poco disperata. Secondo varie stime, oltre ai fondi recuperabili dall’enorme evasione fiscale, ci sarebbero 140 miliardi di euro già stanziati nei bilanci degli anni passati per svariati progetti.
Attraverso un accordo già operativo con la Banca europea per gli investimenti essi potrebbero diventare subito spendibili. Il vero problema sono le lungaggini delle burocrazie statali, regionali e locali. Secondo l’Associazione nazionale costruttori edili (ANCE) si tratterebbe, tra l’altro, di 60 miliardi del Fondo investimenti e sviluppo infrastrutturale, di 27 miliardi del Fondo sviluppo e coesione, di 15 miliardi di Fondi strutturali europei, ecc. Se si riuscisse a spendere in tempi ragionevolmente brevi i soldi in questione, sarebbe una leva per la ripresa economica. Si ricordi che l’Istat sostiene che ogni euro pubblico investito nelle infrastrutture possa generare una crescita di investimenti diretti e indiretti di 3-4 volte. E’ il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), presso Palazzo Chigi, responsabile della gestione delle risorse sopra menzionate, che non ha svolto un’effettiva azione incisiva nei confronti degli enti e delle amministrazioni beneficiari dei progetti. Bisogna accelerare i processi decisionali, snellendo il codice degli appalti e affidando, contemporaneamente, alle autorità anti corruzione il compito di prevenire e colpire le infiltrazioni malavitose e le mazzette legate ai lavori pubblici. La situazione, nella sua complessità e urgenza, non può ancora essere lasciata alle lentezze burocratiche. Serve, invece, una chiara e netta assunzione di responsabilità da parte del governo e delle altre istituzioni. Il paese non può più aspettare. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Montessori: gli scritti inediti sul peccato originale

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

In prima edizione mondiale, pubblicati da Scholé (Morcelliana) a cura di Fulvio De Giorgi pag. 208 euro 15,50. C’era – e forse c’è ancora – una scuola in cui i bambini erano un po’ immobilizzati: quella con i banchi – appunto – come la protesi dell’autoritarismo pedagogico imperante. Venne Maria Montessori e introdusse una rivoluzione: le scuole divennero Case dei Bambini, a loro misura. Via i banchi! Solo tavolini con sedioline e libertà di movimento. Questa impostazione pedagogica si muoveva con equilibrio tra libertà (non però permissivismo senza regole) e autorità (mai autoritarismo oppressivo): dunque vi era certo la necessità di liberare il bambino dalla tirannia dell’adulto (in un mondo che era e oggi rimane prevalentemente adultista e adultocentrico), ma anche la necessità di un’autorità non asservitrice ma liberatrice, il meno intrusiva possibile, ma non assente. Alla base di questa concezione pedagogica vi era una spiritualità cristiana, vicina alle correnti cattoliche novatrici e modernistiche del primo ‘900. Non si negava il peccato originale – ovvero una natura umana “corrotta” -, ma non lo si vedeva nei capricci del bambino. Il peccato originale, il male, stava – per la Montessori – proprio della tirannia dell’adulto, che soffoca tanto il bambino da costringerlo, talvolta, a risposte irritate. Due, allora, gli errori da evitare: non vedere il male nei vissuti del bambino; ma non negare il male (cioè il peccato originale) nel comportamento umano, perché tanto male gli esseri umani (adulti) facevano e fanno al bambino. La via di salvezza, per la Montessori? A ben vedere quella di Gesù che dice: “Se non ritornerete come bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli”. Questo il quadro di riferimento per parlare della scoperta straordinaria– grazie allo storico Fulvio de Giorgi che ne è curatore- di nuovi inediti montessoriani ora in libreria con il titolo Il Peccato Originale (Scholé, pp. 208, euro 15,50) reperiti attraverso pazienti ricerche in archivi in Gran Bretagna, Italia, Olanda. Si tratta di una conferenza finora sconosciuta che la Montessori tenne a Londra nel 1919 rivenuta – in originale, in traduzione immediata, con correzioni manoscritte ed altri documenti inerenti il tema – di cui De Giorgi spiega ritrovamento e significato. Ma perché questo testo, in cui si parla per gran parte del peccato originale è così rilevante? La Montessori non era una teologa, ma tale questione non è solo teologica: è anche al centro dell’antropologia pedagogica. La pedagogia contemporanea, infatti, ha il suo punto di partenza in Rousseau, che pensava ad un essere umano naturalmente buono, senza peccato originale: così si aveva una pedagogia naturalista, spontaneista, se si vuole “permissiva”: fondata sulla libertà del bambino. Quando ai primi del’900 si cominciò a diffondere nel mondo il Metodo Montessori, fondato anch’esso sulla libertà del bambino, molti vi videro un’affinità con l’antropologia roussoviana. Ecco che da allora, ma fino ai nostri giorni, si è diffusa una visione (non vera) di una Montessori che rifiuta il peccato originale: intrinsecamente non cristiana, vicina alla teosofia e alla Massoneria. Questo testo sfata questa “leggenda nera”. Sappiamo che non solo la Montessori era davvero cattolica e riconosceva anche il peccato originale. La sua posizione? Vicina a quella linea – per molto tempo minoritaria – che partendo dal rosminianesimo e dal cattolicesimo liberale, passando per il modernismo “ortodosso” (di Fogazzaro e Gallarati Scotti), giungeva a figure come Roncalli, Montini, e al Concilio Vaticano II: un cattolicesimo aperto, fondato sulla libertà della coscienza e su un’educazione spirituale alla libertà.

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L’integrazione secondo Pippo Pollina

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Monaco di Baviera. Martedì 16 aprile presso il Teatro Filarmonico di Monaco di Baviera Pippo Pollina sarà in concerto al fianco degli amici Werner Schmidbauer e Martin Kärlberger con il progetto Süden, giunto al suo secondo splendido capitolo. La serata è in gemellaggio con la serata in programma l’8 giugno al Teatro Massimo di Palermo. Un gemellaggio all’insegna del dialogo e dell’accoglienza: in occasione dei due concerti, infatti, i due Sindaci, rispettivamente di Monaco e di Palermo, si incontreranno in un percorso di incontri che hanno inizio il 16 aprile a Monaco e si concludono l’8 giugno a Palermo, proprio in occasione della data italiana di Süden. Incontri e confronti per condividere i percorsi di integrazione messi in campo da entrambe le municipalità. Quella palermitana con la sua Carta di Palermo e quella bavarese protagonista di una massiccia operazione di assimilazione di migranti: un milione di persone fra il 2014 e il 2015, per lo più siriani, che entrarono in massa dai balcani.Questo fortunatissimo progetto nasce nel 2002 per un caso fortuito della vita. Pippo Pollina tiene un proprio concerto in un club della Baviera. Durante il concerto si rompe una corda della chitarra …. Pippo, quasi per scherzo, chiede aiuto al pubblico e una persona risponde e sale sul palco, cambiando la corda, mentre il cantautore siciliano continua il concerto al pianoforte ….. poi suonano anche insieme. Pippo è stupito dall’eccezionale entusiasmo del pubblico in quei momenti. Scoprirà alla fine dello spettacolo che la persona salita sul palco per soccorrerlo è Werner Schmidbauer, che taoltre che esperto musicista, è un notissimo presentatore della televisione pubblica tedesca. Cinque anni dopo Pippo viene invitato a partecipare ad un grande evento per festeggiare i 10 anni del duo « Schmidbauer & Kälberer ». Pippo inserisce a sorpresa dal vivo una strofa in italiano nella loro celebre canzone « Im Süden von meinem Herzen » …. E lo stesso fa Werner con la storica canzone di Pippo « Camminando », cantando una strofa in bavarese. L’idea dell’incontro fra lingue e culture, nasce così, spontaneamente. E nasce anche una grande amicizia. Tre anni dopo, nel 2010, c’è la prima piccola tournée di Pippo con il duo « Schmidbauer & Kälberer » ….. sono una decina di date, ma è la nascita effettiva di un nuovo trio, che nel decennio successivo farà cose inattese e straordinarie. http://www.alfaprom.com

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Sul Made in Italy c’è bisogno di maggiore sostegno ai produttori italiani per l’export

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

“Il mercato USA apprezza molto il Made in Italy anche come espressione della nostra cultura e quindi il nostro artigianato che è sinonimo di alta qualità manifatturiera.Tuttavia, dobbiamo fare di più per aiutare i produttori italiani perché spesso si insinua un concorrente sleale che mette sul mercato prodotti contraffatti oppure che evocano origine italiana.Per contribuire a contrastare la contraffazione sono convinta che bisogna utilizzare gli strumenti legali del posto per bloccarne la vendita, in accordo a quanto previsto negli specifici ordinamenti. In tale ottica, la scorsa Legislatura, avevo proposto, in una mozione, poi, approvata dall’Aula di Montecitorio, di aprire un Ufficio anticontraffazione presso le nostre sedi diplomatiche per il contrasto a questo fenomeno che danneggia gravemente il Made in Italy e lì’Italia sia sul piano economico che su quello dell’immagine”.Lo ha detto l’on. Nissoli intervenendo alla Conferenza “Le eccellenze della produzione artigianale italiana negli Stati Uniti e la tutela del Made in Italy”, organizzata nella Sala Stampa di Montecitorio dall’Associazione “Sapori Mediterranei”, presieduta da Giusy Malcangi.

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Pa: Sorrentino (Fp Cgil) a Bongiorno, accetti sfida: referendum tra contratti e controlli

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

“Il rinnovo dei contratti e nuove assunzioni, altro che impronte digitali. Questo chiedono i circa tre milioni di dipendenti pubblici. Se il ministro Bongiorno si sente tanto sicuro accetti la sfida di un referendum tra le lavoratrici e i lavoratori per chiedere quali priorità da affrontare: contratti e assunzioni o impronte digitali?”. A lanciare la sfida alla titolare del dicastero della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, è la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino.Il riferimento è alle parole del Ministro Bongiorno che ieri, nel replicare alle critiche ricevute all’introduzione dei controlli biometrici ai dirigenti scolastici, ha ribadito che ‘i controlli biometrici non sono una misura punitiva; sono stati gli stessi dipendenti pubblici, quelli che svolgono il proprio lavoro con scrupolo e attenzione, a chiedermene l’introduzione’. La segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil replica così: “Se il Ministro sostiene siano gli stessi dipendenti pubblici a chiederle i controlli biometrci, perché non accetta questa sfida: un referendum tra i dipendenti pubblici?”.”Noi siamo convinti – prosegue – che siano altre le priorità, ovvero il rinnovo dei contratti pubblici e nuove assunzioni, la sola via per garantire e migliorare l’offerta dei servizi ai cittadini. Su questi due punti, quando il Ministro ci darà risposte? Bongiorno sembra essere così in difficoltà da giustificare l’ennesimo inutile, punitivo e demagogico provvedimento, col presunto sostegno dei lavoratori. Noi sappiamo che le cose stanno in maniera diversa: contratti, assunzioni e risorse sono le vere priorità della Pa. Le stesse che sosterremo l’8 giugno in piazza a Roma nella manifestazione nazionale unitaria: #PubblicoèFuturo”, conclude Sorrentino.

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Antisemitismo Turchia, molotov contro una sinagoga

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Gli episodi di antisemitismo si stanno susseguendo. Negli ultimi mesi l’odio antiebraico ha colpito in numerosi paesi sparsi nel mondo. Francia, Germania, Italia, Svezia, Norvegia, Belgio, Argentina sono solo alcune nazioni dove l’antisemitismo sta trovando terreno fertile.In questo solco si inserisce un’altra pericolosa vicenda avvenuta in Turchia, a Izmir, città sulla costa dell’Egeo, terza per numero di abitanti dopo Ankara e Istanbul, in cui una molotov è stata lanciata contro una sinagoga, per fortuna senza ferire alcuna persona.Il gesto è stato commesso da un uomo che arrestato dalla polizia ha confessato di aver agito per protestare contro Israele.L’assenza di feriti non deve far abbassare l’attenzione su quanto avvenuto in Turchia. Perché quando vengono presi di mira i luoghi di culto, la situazione è molto più grave di quanto si pensi.Non è solo la prova del mancato rispetto per una cultura e una religione, ma è la cartina di tornasole del senso di impunità e della libertà di azione che hanno i responsabili.

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10 cose che fanno bene alla tiroide

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Un “decalogo tiroide” che riassume le 10 cose da conoscere per prevenire e mantenere in salute questa preziosa ghiandola. “Ancora oggi, spiega Paolo Vitti, presidente SIE – Società Italiana di Endocrinologia e coordinatore scientifico della Settimana Mondiale della Tiroide, c’è chi pensa che basta una vacanza al mare per poter sospendere l’assunzione del farmaco per l’ipotiroidismo, oppure che la fonte di iodio sia l’aria che si respira in prossimità delle coste marine mentre lo iodio, così utile per il funzionamento della tiroide, si mangia e non si respira. Innanzitutto se sospetti di soffrire di disturbi alla tiroide, la prima cosa da fare è rivolgerti al tuo medico per una valutazione del quadro generale e, dopo gli opportuni accertamenti, fornirti una cura. È importante descrivere nel dettaglio tutti i tuoi sintomi in modo che il medico possa formulare una diagnosi il più possibile precisa. Le malattie della tiroide nei bambini possono svilupparsi prima o dopo la nascita, alcune richiedono un trattamento permanente mentre altre no.
Stanchezza eccessiva? Potrebbe essere colpa della tiroide! Questo sintomo potrebbe rappresentare un campanello di allarme riconducibile sia ad una produzione eccessiva di ormoni tiroidei (ipertiroidismo) sia ad una funzionalità ridotta di questi ultimi (ipotiroidismo). La tiroide guida la produzione di ormoni di tutto il corpo e perciò influenza tutte le funzioni dell’organismo stesso. In caso di mal funzionamento della tiroide è comune che possa insorgere un generale rallentamento o una riduzione delle funzioni corporee. Uno tra i sintomi più comuni provocati dalle diverse disfunzioni tiroidee è la stanchezza cronica.
Anche se spesso nei bambini sintomi come rallentamento della crescita staturale, stanchezza, sonnolenza e disturbi dell’umore, sono attributi alla giovane età e alla crescita., rappresentano in realtà anche i segni delle più comuni malattie della tiroide. È perciò importante che un genitore rimanga sempre in ascolto e non sottovaluti i segnali.
L’ormone tiroideo è essenziale per la vita di ognuno di noi poiché regola importanti processi come la regolazione del metabolismo, il battito cardiaco, il funzionamento intestinale, l’appetito, l’umore e molti altri. Per questo possiamo affermare che gli ormoni tiroidei modulano attività multiple e coordinate e permettono di mantenere le normali funzioni fisiologiche dell’intero organismo. Sono vere e proprie fonti di energia che, se ben funzionanti, danno ritmo e vitalità al nostro corpo. Per quanto riguarda l’aiuto ecco come:
Il sale iodato è amico della tiroide! Lo iodio rappresenta il principale costituente degli ormoni prodotti dalla tiroide e la principale fonte di iodio è l’alimentazione che però, spesso, non riesce ad apportare una sufficiente quantità di questo elemento in aree di carenza iodica. Per questo motivo è necessario provvedere ad una integrazione mediante il consumo di sale iodato in modiche quantità per evitare ricadute sulla pressione arteriosa.
Fino a metà del 20° secolo l’ipotiroidismo era considerata una patologia incurabile, non veniva trattato ed era causa di morte. È importante che la tiroide ed i problemi ad essa correlati siano adeguatamente conosciuti dato che, secondo recenti stime, nel nostro paese le malattie tiroidee sono frequenti tra la popolazione (più di 6 milioni di cittadini ne sono affetti).Questa condizione riguarda soprattutto le donne che, in età adulta, hanno il 20 per cento di possibilità in più di sviluppare problemi alla tiroide rispetto agli uomini.La fonte principale di iodio per l’organismo umano è rappresentata dagli alimenti.
Secondo specifici studi è stato dimostrato però che la quantità media di iodio assunta normalmente con la dieta è insufficiente a soddisfare il fabbisogno giornaliero. Una delle conseguenze più frequenti delle disfunzioni tiroidee è la comparsa del gozzo che si può però cercare di combattere con l’assunzione di alimenti come il pesce, il latte e i formaggi e con l’uso di sale arricchito di iodio. (By ealthCom Consulting)

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