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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

I leader locali chiedono con forza che le politiche economiche dell’UE a 27 diano priorità alla coesione

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Affinché l’idea di rafforzare il legame tra fondi di coesione e semestre europeo funzioni davvero, è indispensabile considerare prioritarie le esigenze locali e regionali
I leader delle città e delle regioni invocano un coinvolgimento strutturato degli enti locali e regionali nel processo del semestre europeo, in particolare adesso che il semestre fornisce orientamenti per la politica di coesione. Il parere su questo tema, elaborato da Rob Jonkman (NL/ECR), è stato adottato all’unanimità nella sessione plenaria di aprile del Comitato europeo delle regioni (CdR) a Bruxelles.Nel corso dell’attuale periodo di programmazione (2014-2020), la Commissione europea ha iniziato a rafforzare il coordinamento tra il semestre europeo e la politica di coesione al fine di migliorare il livello di attuazione, tradizionalmente basso, delle raccomandazioni specifiche per paese (RSP).
Nel prossimo periodo (2021-2027), la Commissione intende compiere un ulteriore passo avanti e rendere questo coordinamento più vincolante, tenendo conto delle raccomandazioni specifiche per paese in sede di adozione degli accordi di partenariato e dei programmi di coesione. L’allineamento degli strumenti offre l’opportunità di rafforzare la dimensione territoriale del semestre europeo, ma comporta anche un rischio di centralizzazione della politica di coesione, senza un ruolo formalizzato per gli enti locali e regionali in questo processo.Il relatore del CdR Rob Jonkman (NL/ECR), assessore comunale di Opsterland, ha affermato che “i fondi strutturali non devono essere utilizzati come il bastone e la carota per spingere gli Stati membri a portare avanti le riforme. Al contrario, per garantire stabilità e crescita a tutti i cittadini è necessario che il semestre europeo assuma una dimensione locale e che siano rafforzati i rapporti di partenariato tra l’UE, gli Stati membri e gli enti locali e regionali. Il collegamento del semestre europeo con i programmi della politica di coesione rappresenta un’opportunità per avvicinare il semestre ai cittadini dell’UE e dare priorità alle loro esigenze coinvolgendo gli enti locali e regionali. Conferendo a questi enti un ruolo formale in tale processo, un ruolo definito in un codice di condotta, non solo si aumenterà l’efficacia delle raccomandazioni specifiche per paese, grazie a una migliore valutazione e una maggiore titolarità del livello di attuazione, ma si rafforzerà anche la legittimità democratica delle riforme previste”.
In tale contesto, i membri del CdR ribadiscono la loro richiesta di un codice di condotta per la partecipazione degli enti locali e regionali al semestre europeo . Il Comitato rinnova inoltre l’appello, formulato congiuntamente al Parlamento europeo, a sostituire la strategia Europa 2020 con un quadro politico chiaro per il semestre europeo e per gli investimenti che utilizzano i fondi di coesione.

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