Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Archive for 20 aprile 2019

Il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian ha visitato oggi Sant’Egidio

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Le-Drian-Riccardi-Impagliazzo-web.jpgHa incontrato il fondatore, prof. Andrea Riccardi, il presidente Marco Impagliazzo e alcuni responsabili della Comunità. «Sono molto contento di aver potuto incontrare dei rappresentanti della Comunità che svolge un ruolo importante per la pace nel mondo e in particolare in Africa. Sono stato molto colpito dallo spirito di solidarietà espresso per il dramma di Notre-Dame», ha detto il Ministro Le Drian, sottolineando i legami di profonda amicizia che uniscono da tanti anni la Francia a Sant’Egidio.
Durante i colloqui sono stati affrontati il tema della pace e del dialogo per la risoluzione dei conflitti in Africa, della cooperazione internazionale, della tutela dell’ambiente e dei corridoi umanitari.

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MediAttivisti: si è formata la rete tra attivisti e giornalisti

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Sezano (Foto di Leopoldo Salmaso)Il suo obiettivo si può così definire: “In questo momento di crisi il vecchio mondo della violenza (economica, sociale, mediatica, interpersonale) sta, speriamo, dando i suoi ultimi colpi di coda attraverso una preoccupante deriva razzista e fascista che investe molti paesi; il nuovo mondo si esprime e cresce, ma il suo spazio è frantumato e ancora poco efficace. I media tradizionali hanno tradito la loro funzione di quarto potere, di controllo e bilanciamento, e sono al servizio della speculazione finanziaria e di quel modello socio-culturale costruito da una minoranza accentratrice ed affarista che genera disinformazione e distrazione. I militanti, nella base sociale, portano avanti le loro iniziative e cercano di condividerle con altri attivisti e soprattutto con il resto della popolazione a cui spesso non giungono le iniziative più interessanti, innovative.La rete che mettiamo in moto vuole interconnettere le realtà di quello che abbiamo chiamato giornalismo indipendente con le realtà sociali, i collettivi, i movimenti che promuovono il cambiamento della società in un senso nonviolento, antidiscriminatorio, solidale, preoccupato dei diritti umani e della sorte dell’umanità. Due mondi che hanno bisogno di collaborare nella diversità affinché i messaggi giungano più lontano possibile.Hanno già aderito:
Riccardo Alfonso (Fidest Press Agency), Angelo Baracca (Comitato Contro la Guerra di Firenze, Medicina Democratica), Daniele Barbieri (La Bottega del Barbieri), Ginevra Battistini, Moreno Biagioni (Rete Antirazzista Firenze), Silvio Bruschi, Gabriele Caforio (Peacelink, Ilcorsaro.info, iltaccoditalia.info), Claudia Calderaro, Cecilia Capanna (Othernews), Tiziano Cardosi (Comitato no tunnel tav Firenze), Annalaura Erroi, Roberta Ferruti (recosol), Andreas Formiconi (Laboratorio Aperto Citttadinanza Attiva), Raffaella Ganci, Alessandro Graziadei (Unimondo), Jeff Hoffman (Coord. Naz. No Guerra No Nato, Tavolo per la Pace, Azione Civile), David Lifodi, Dario Lo Scalzo, Armando Lunetta (Nuovo Mondo Solidale), Monica Mazzoleni, Claudia Melotti, Valerio Marinai, Matilde Mirabella, Cristina Mirra (metaeducazione), Giovanna Pagani (WILPF), Marco Palombo, Rosetta Penna, Marco Piccinelli, Anna Polo, Alessandra Profilio (Italia che Cambia), Leopoldo Salmaso (U&Us), Natale Salvo, Giovanni Sarubbi (Il Dialogo), Fabio Sebastiani (Controlacrisi), François Soulard, Andrea Stocchiero (focsiv), Veronica Tarozzi (Associazione Società Sostenibile, Zeitgeist Italia), Maurizio Torti (Sovranità Popolare), Simona Trapani, Olivier Turquet (Pressenza). (Sezano Foto di Leopoldo Salmaso copyright dell’autore)

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Italia e Ungheria: Modern musici Aquincum

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Roma Venerdì 26 aprile p.v., alle ore 19.00 presso la Sala Liszt dell’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) si terrà il concerto Modern musici Aquincum.
Il programma del concerto ad ingresso libero, organizzato in collaborazione con il Conservatorio di Musica “A. Casella” dell’Aquila e l’ Accademia “Ferenc Liszt” di Budapest prevede musiche di Péter Eötvös, Patrik. Gergely Oláh, Federico Santori, Luciano Di Giandomenico, Zoltán Kodály, Nino Rota, nell’esecuzione di Patrizia Cigna (soprano), Zoltán Bánfalvi (violino), Péter Szűcs, (clarinetto), Pierluigi Ruggiero (violoncello), Luciano Di Giandomenico (pianoforte); con la partecipazione di Federico Santori (compositore), Luca Giuliani (clarinetto), Daniele Boidi (pianoforte) da parte del Conservatorio di Musica “A. Casella” dell’Aquila e Patrik Gergely Oláh (compositore), Virág Hévízi (violino), Péter Friderikusz (violoncello) da parte dell’Accademia “Ferenc Liszt” di Budapest
Domenica, 28 aprile p.v. alle ore 18.00 gli stessi musicisti si esibiranno presso l’Auditorium del Parco dell’Acqua.

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Prima piattaforma digitale che identifica gli allergeni alimentari

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

AllerGenIO (www.allergenio.com), in oltre 18.000 ingredienti validati scientificamente, ha stipulato una nuova partnership commerciale con Nexi (www.nexi.it), la PayTech delle banche leader nel mercato italiano dei pagamenti digitali.Grazie a questo accordo, una versione del software AllerGenIO creata appositamente verrà prossimamente integrata all’interno degli SmartPOS di Nexi, i POS più evoluti sul mercato che facilitano e semplificano la gestione delle attività commerciali, migliorando l’esperienza di pagamento per esercenti e clienti e integrandola con servizi a valore aggiunto.Nexi ha già iniziato a distribuire gli SmartPOS con l’obiettivo di evolvere digitalmente gli esercizi commerciali in Italia: la società, in partnership con le Banche, serve oltre 890.000 merchant distribuiti su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo di AllerGenIO è raggiungere il massimo numero di attività food che disporanno dello SmartPOS di Nexi.Attraverso lo SmartPOS Nexi il ristoratore avrà così la possibilità di certificarsi AllergenSafe™ effettuando il download dell’APPlicazione “IO” (gratuita per 30 gg.), che ha tutte le funzionalità di AllerGenIO e sarà in grado di sfruttare le potenzialità della versione “Business” a pagamento, al costo promozionale di €9,90/mese. Un endorsement molto importante per la startup fiorentina, che proprio in queste settimane è impegnata in una campagna di equity crowdfunding sul portale Starsup (www.starsup.it) e ha un piano di sviluppo molto preciso in Italia e in Europa nei prossimi 24 mesi.Con AllerGenIO e lo SmartPOS Nexi verranno quindi tutelate le persone che hanno allergie ed intolleranze alimentari garantendo loro la possibilità di gustare un piatto fuori casa in totale sicurezza in 1 click.Grazie al servizio e supporto del ristoratore, già dal tavolo del ristorante, i consumatori potranno selezionare gli ingredienti che possono o non devono mangiare tra i 14 allergeni presenti e ottenere così un menu personalizzato e creato sulle loro esigenze e preferenze: una vera Food Revolution che cambia per sempre il mondo del Food Outdoor.Allo stesso tempo, questa partnership permetterà a tutti i ristoratori di essere conformi alla normativa europea ed evitare pesanti sanzioni amministrative (previste fino a 24.000€) e offrire loro un servizio innovativo ad un mercato potenziale di oltre 15 milioni di clienti in Italia tra allergici e intolleranti alimentari.

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Post Facebook del Vice Ministro Castelli a Landini sulla riforma fiscale

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Lei in una trasmissione televisiva ha appena detto “Serve una grande riforma fiscale che parta dalla lotta all’evasione, ma vedo che manca la volontà politica di voler affrontare il tema.” Di seguito le racconto le azioni concrete che abbiamo fatto da quando siamo al Governo per migliorare la lotta all’evasione. Siamo proprio partiti da lì. Sono sicura che questi strumenti serviranno, oltre a ridare maggiore giustizia sociale, anche a incrementare le risorse nel bilancio dello Stato che andrebbero certamente usate per ridurre il cuneo fiscale. Sono certa che piacciono anche alla CGIL.
ANAGRAFE RAFFORZATA: l’estensione al Corpo della Guardia di finanza della possibilità di utilizzo (fino ad oggi consentita alla sola Agenzia delle entrate) delle informazioni conservate nell’Archivio dei rapporti finanziari c.d. “rafforzato”, afferenti ai dati che gli intermediari finanziari devono trasmettere periodicamente all’Anagrafe tributaria. Le informazioni ricavabili dalla banca dati consentono, infatti, di selezionare in maniera più puntuale i soggetti nei cui confronti avviare i controlli, con possibilità di indirizzare l’azione investigativa verso le fenomenologie di frode più articolate e pregiudizievoli per gli interessi erariali. Si tratta di un patrimonio informativo di straordinaria rilevanza investigativa, utile, tra l’altro, per individuare le posizioni maggiormente incoerenti rispetto alle dichiarazioni fiscali presentate
INTERVENTI MIRATI: la rimodulazione della presenza ispettiva della Guardia di finanza e dell’Agenzia delle entrate nei confronti dei soggetti c.d. “di medie dimensioni”, mediante l’eliminazione del vincolo numerico annuo del 20 per cento della platea. La misura in argomento consentirà l’esecuzione da parte dell’Amministrazione finanziaria di piani di intervento annuali, sulla base degli elementi emersi dalle analisi di rischio sviluppate utilizzando le banche dati nonché le informazioni acquisite nell’esercizio degli ordinari poteri istruttori e d’indagine. Tale modalità di selezione dei contribuenti da sottoporre a controllo consentirà, quindi, di concentrare l’attività ispettiva nei confronti dei fenomeni di evasione e di frode più gravi e pericolosi, affrancando l’Amministrazione finanziaria da vincoli di presenza ispettiva correlati a rigidi parametri numerici, non connessi a concreti elementi espressivi di potenziale pericolosità fiscale;
EVASIONE INTERNAZIONALE: la facoltà per la Guardia di finanza di utilizzare, per l’esecuzione delle attività di controllo tributario o per finalità di analisi del rischio di evasione fiscale, informazioni: a. ricevute dall’Amministrazione finanziaria italiana, per fini fiscali, nell’ambito della cooperazione internazionale tra gli Stati dell’Unione Europea; b. relative alle imprese multinazionali – con un fatturato consolidato di almeno 750 milioni di euro – e afferenti a una serie di indicatori dell’attività economica effettivamente svolta in ciascun Paese. Sono informazioni particolarmente rilevanti ai fini del contrasto all’evasione fiscale internazionale poiché immediatamente indicative della ricorrenza di possibili meccanismi di pianificazione fiscale potenzialmente aggressiva che interessano più giurisdizioni ovvero dell’esistenza di frodi fiscali se non addirittura di altre gravi forme di illegalità.
MISURE CAUTELATIVE: La possibilità per il Comandante Provinciale della Guardia di finanza di proporre direttamente al Presidente della Commissione tributaria provinciale competente per territorio l’adozione delle misure cautelari, con riferimento ai verbali di constatazione redatti dai Reparti del Corpo, quando vi sia fondato timore di perdere la garanzia del credito erariale. Tale norma è finalizzata a rimuovere talune criticità che incidono sull’applicazione delle misure cautelari in campo tributario (tra le quali vanno annoverate la complessità procedimentale e le tempistiche dilatate), rafforzando le relative procedure di riscossione.
CONTROLLI SU RDC: potenziare le attività di controllo sui beneficiari del reddito di cittadinanza e di monitoraggio delle attività degli enti di formazione, mediante la previsione dell’aumento della dotazione organica del ruolo ispettori del Corpo della Guardia di finanza, incrementandola di cento unità.
ACCESSO AL SIUSS: consentire alla Guardia di finanza l’accesso al Sistema informativo unitario dei servizi sociali (SIUSS), assicurando maggiore efficacia ed incisività ai controlli, anche attraverso una selezione più mirata dei soggetti caratterizzati da più elevati indici di rischio.
LOTTA AL GIOCO ILLEGALE: l’esecuzione, in collaborazione con l’Agenzia delle dogane e di monopoli, di un piano straordinario di controllo e contrasto della raccolta di gioco illegale”. Così in un post su Facebook il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Carta di identità elettronica, in futuro alle Poste?

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Gli sportelli delle Poste potrebbero essere in futuro il luogo, alternativo agli uffici comunali, dove recarsi a chiedere la carta di identità, che è elettronica per tutti dal Gennaio scorso. L’ultima legge di Bilancio ha infatti disposto che il Ministero dell’Interno, ai fini di semplificare la modalità di rilascio della CIE, può stipulare convenzioni con soggetti “internet provider” con qualifica “certification authority” accreditata dall’Agenzia per l’Italia digitale e con sportelli diffusi in tutto il territorio nazionale (1). Queste caratteristiche sono possedute da Poste Italiane, che facilmente potrà essere il soggetto scelto dal Ministero. Nel frattempo la carta di identità elettronica, rilanciata nel 2015, sta completando la sua diffusione ed anzi per previsioni ministeriali dovrebbe risultare l’unica richiedibile -in completa sostituzione di quella cartacea- già dal 1/1/2019. Sul sito http://www.cartaidentita.interno.gov.it si può verificare se il proprio Comune la emette, utilizzando poi eventualmente il sistema di prenotazione online.

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Concerto per la Terra 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Roma, 22 aprile 2019 – Terrazza del Pincio, Villa Borghese ospiterà l’ormai tradizionale Concerto per la Terra di Earth Day Italia che celebra la Giornata Mondiale della Terra (Earth Day) istituita dalle Nazioni Unite nel 1970. Per la terza edizione consecutiva il concerto, gratuito per cittadini e turisti, avrà luogo su uno dei belvedere più suggestivi della Capitale: la Terrazza del Pincio di Villa Borghese.
Carmen Consoli, Marina Rei, Paolo Benvegnù, Mirkoeilcane, Eva Pevarello sono gli artisti che quest’anno, avvicendandosi sul palco a partire dalle 19, testimonieranno col loro talento l’impegno del mondo della musica per la salvaguardia del Pianeta.Carmen Consoli tornerà al Concerto per la Terra a distanza di otto anni dalla prima partecipazione del 2011. L’artista catanese si esibirà in un repertorio rock avvalendosi dell’accompagnamento di Massimo Roccaforte (chitarra), Luciana Luccini (basso) e Antonio Marra (batteria). Marina Rei e Paolo Benvegnù suoneranno insieme rivisitando i propri repertori, interpretando classici della canzone italiana e proponendo brani inediti del loro progetto “Canzoni contro la disattenzione”.Mirkoeilcane, premiato nel 2018 al Festival di Sanremo e al Premio Tenco per “Stiamo tutti bene”, farà tappa a Roma come intermezzo al lungo tour di concerti che celebra il suo secondo album: “Secondo me”.La voce graffiante di Eva Pevarello, apprezzata di recente grazie al brano “Al Confine tra me e me” cantato in duo con Ghemon, arricchirà ulteriormente la proposta musicale della serata.Sempre il 22 aprile sulla Terrazza del Pincio, con il progetto Street Earth 2030, gli street artist più importanti, tra cui Moby Dick e Maupal, si esibiranno in un live painting che rappresenterà i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.Il Concerto per la Terra precederà di pochi giorni l’inaugurazione del Villaggio per la Terra (www.villaggioperlaterra.it), l’annuale kermesse di sport, arte, cultura e impegno sui temi della sostenibilità ambientale e sociale che Earth Day Italia organizzerà a Villa Borghese dal 25 al 29 aprile 2019.

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Riscatto laurea

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Con la legge 26/2019 è entrata in vigore una nuova modalità di riscatto agevolato della laurea e, secondo i risultati dell’indagine commissionata da Facile.it, sono circa 2,3 milioni gli italiani intenzionati ad approfittare di questa opportunità, pari al 60% degli aventi diritto al riscatto.L’indagine, condotta per Facile.it da mUp Research su un campione rappresentativo della popolazione titolata a beneficiare della nuova norma, ha però messo in luce che, nonostante l’elevato interesse, quasi 6 rispondenti su 10 dichiarano di avere le idee confuse su modalità e costi di riscatto.I più interessati a riscattare la laurea con il nuovo sistema sono i residenti nelle regioni del Sud e nelle Isole (70%) e i giovani con età compresa tra i 20 e i 34 anni (67%). E sebbene 8 su 10 pagheranno il riscatto con i propri risparmi, non mancano coloro che hanno dichiarato di voler ricorrere ad un prestito tramite finanziaria (11%) o all’aiuto dei familiari (5%).
Non tutti, però, sembrano essere interessati alle condizioni agevolate introdotte dalla Legge; quasi il 40% degli aventi diritto intervistati, pari a circa 1,4 milioni di italiani, ha dichiarato di non voler riscattare gli anni di studio. Le ragione? Il costo ritenuto ancora troppo elevato (57%), la convinzione che l’operazione non sia conveniente (21%) e un più generale scetticismo (11%) sul riscattare anni ai fini di una pensione che potrebbe non arrivare mai.

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Scuola: – Accordo in Parlamento su Educazione civica in tutte le classi

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

La soluzione trovata in VII Commissione di Montecitorio, quella di introdurre il voto in pagella senza trasformarla in materia, è confusionaria e non serve. Anief lo aveva detto in Parlamento: bisogna ripristinare almeno due ore in più obbligatorie e ridare dignità a una materia fondamentale per costruire un cittadino italiano in Europa. Il compromesso raggiunto in Commissione cultura alla Camera sul testo “verrà votato in Aula a partire dal 29 aprile e potrebbe essere approvato prima delle elezioni europee”. Marcello Pacifico (Anief): La norma non è utile nonostante il dibattito sia stato ampio e le intenzioni di tutte le forze politiche erano unanimi; l’accordo raggiunto è come una montagna che ha partorito il topolino. I buoni propositi del Governo e del Parlamento si infrangono, uno dopo l’altro, sulle rigidità del Ministero dell’Economia: anche il ritorno dell’Educazione civica sui banchi di tutte le classi italiane rientra in questa regola. La Commissione Cultura della Camera ha previsto che dal prossimo 1° settembre la disciplina verrà introdotta nelle classi che vanno dalla prima della primaria alla quinta superiore: solo che, sottolinea il Corriere della Sera, “la legge è molto meno ambiziosa delle promesse fatte in questi mesi: un’ora in più nel curriculum sarebbe stata troppo costosa, l’ipotesi di ricavare un’ora settimanale a scapito di altre materie sarebbe stato politicamente improponibile senza scatenare proteste di esperti e insegnanti. Dunque la «conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni comunitarie» sarà un «insegnamento trasversale». Cioè ogni scuola ricaverà 33 ore annuali per insegnare i «principi di legalità, cittadinanza attiva e digitale, sostenibilità ambientale, diritto alla salute e al benessere della persona», prendendo ore un po’ da tutte le altre materie, come il consiglio di istituto riterrà più utile”. “Il testo in discussione – scrive ancora il quotidiano nazionale – ripete più volte che non «devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica». Cioè si farà usando i docenti della classe e l’organico dell’autonomia, cioè quegli insegnanti senza cattedra che sono a disposizione nelle scuole dopo la riforma Renzi: molti di loro sono tra l’altro abilitati (alle superiori) per l’area giuridica e dunque avrebbero le competenze adatte. Comunque la legge prevede dal 2020 un fondo di quattro milioni per la formazione dei docenti. L’insegnamento potrà essere anche affidato a più insegnanti in contitolarità, ma ci sarà un coordinatore («al quale non sono dovuti compensi o indennità» per questo incarico) per ogni classe che dovrà dare un «voto in decimi» ad ogni alunno”.
“Riteniamo inaccettabile questo modo di procedere – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché non si può pensare di introdurre una disciplina solo inglobandola all’interno di altre. E, oltretutto, affidando l’insegnamento ai docenti che, più o meno casualmente, possono essere presenti nell’istituto in qualità di docenti di potenziamento oppure soprannumerari. E se questi docenti non dovessero essere presenti? Chi insegnerà l’Educazione civica? Ci sono palese violazioni dello stato giuridico dei docenti, della libertà d’insegnamento e dello stesso contratto collettivo nazionale. Chi ha deciso questa soluzione non conosce la scuola perché sa che da sempre alcune competenze relative all’educazione civica sono patrimonio trasversale di tutte le materie. In questo modo si fa soltanto confusione e tanta propaganda. Per Anief il provvedimento introdotto rappresenta solo un minimo segno di apertura del Governo verso il problema. Ma dove essere fatto molto di più. I contenuti da introdurre sono stati segnalati nel corso di un’audizione tenuta dal giovane sindacato presso la VII Commissione Cultura della Camera lo scorso 12 marzo: il sindacato, nell’occasione, ha chiesto l’istituzione della disciplina come materia autonoma, con un minimo annuale aggiuntivo di non meno di 33 ore per la scuola primaria e 66 ore per la secondaria.Per la scuola primaria e secondaria di primo grado, la disciplina si sarebbe dovuta impartire dai docenti dell’area storico-geografica, che per la scuola secondaria di secondo grado avrebbero dovuto avere una preparazione specifica dei docenti; Anief ha voluto estendere l’oggetto degli studi alle istituzioni europee: a livello europeo, ha ricordato il sindacato, esiste una Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 (2006/962/CE), relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente, delinea 8 competenze chiave, tra cui le Competenze sociali e civiche.Sempre il 12 marzo, il presidente nazionale Anief ha ricordato che “non si possono formare cittadini consapevoli e responsabili se non in una prospettiva più ampia che vada oltre i confini nazionali e conduca verso una coscienza eurounitaria; infatti è di primaria importanza la condivisione di temi come l’educazione civica, il diritto comunitario, partendo dalle Carte fondamentali e dai Trattati Europei. La promozione di equità, coesione sociale e cittadinanza attiva grazie all’educazione scolastica è anche uno dei principali obiettivi individuati dalle Conclusioni del Consiglio su un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione del 12 maggio 2009. L’importanza strategica dell’educazione civica nelle scuole è stata ulteriormente sottolineata nella dichiarazione sulla promozione della cittadinanza e dei valori comuni di libertà, tolleranza e non discriminazione attraverso l’istruzione adottata durante la riunione ministeriale informale tenutasi a Parigi il 17 marzo 2015”. Di tutto questo, nella soluzione trovata in Parlamento non c’è traccia.

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Scuola Sicurezza, Udir: ma deve per forza accadere una tragedia o ci daranno ascolto prima?

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Nonostante le lotte portate avanti dal giovane sindacato, fatte di manifestazioni, emendamenti presentati in Senato, relazioni da parte di esperti, la cronaca non fa altro che narrarci episodi che sfiorano il disastro. Come riporta la stampa nazionale, una parete è crollata in una scuola in provincia di Napoli. Ma tutto tace. In Italia oltre alla classe docente più anziana, abbiamo anche gli istituti più datati: la metà degli edifici sono infatti stati costruiti prima del 1970. Marcello Pacifico (Udir): Ma oltre a ribadirlo di continuo, attraverso comunicati, audizioni, incontri in cui affrontiamo pure la problematica della sicurezza, cosa mai dovremmo fare? Ma non si è consci del fatto che i lavoratori della scuola e i nostri ragazzi, in molti istituti, sono in pericolo?
Gli studenti e i lavoratori della scuola in Italia sono al sicuro? È la domanda che molto spesso Udir si è posta e purtroppo la risposta è negativa. A confermare la tesi la cronaca, con frequenti notizie di crolli. L’ultima giunge in queste ore: come riporta Il Messaggero, una parete è crollata in una scuola in provincia di Napoli. “Cinque bambini e una maestra incinta sono rimasti contusi. Sul posto i carabinieri. A crollare è stata una parte di una parete divisoria tra una terza ed una quarta classe situate al primo piano del plesso di corso Umberto I del primo istituto comprensivo di Sant’Anastasia”.Purtroppo non si tratta di un caso isolato e certamente poteva finire anche peggio. Infatti, “la parte del muro crollata nella scuola di Sant’ Anastasia (Napoli) ha colpito una maestra di sostegno impegnata con un bimbo disabile ferendola alla testa e ad una spalla: la donna è al quarto mese di gravidanza. La docente, dopo essersi accertata delle condizioni degli alunni, ha voluto recarsi dal proprio ginecologo per un controllo”. Oltre all’insegnate, pure alcuni alunni sono stati coinvolti: “uno dei bambini è rimasto contuso colpito da una delle pietre della parete, mentre un altro bambino, spiega un papà, sarebbe rimasto contuso ad una gamba mentre scappava dall’aula”.Questi sono episodi che potrebbero essere evitati, visto che la sicurezza è un tema che dovrebbe avere priorità rispetto a molti altri. È di questo parere il presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, che molto di frequente si occupa dell’argomento, nelle sedi opportune. “Ci chiediamo: si capirà che bisogna correre ai ripari prima che sia troppo tardi? A noi sembra che sia stato varcato il confine: troppi crolli mettono in pericolo i nostri figli e i nostri lavoratori della scuola. Come sindacato non possiamo stare con le mani in mano. Noi non ci stiamo. Siamo pronti a scioperare anche per questo: la sicurezza degli istituti scolastici, ma soprattutto di chi li abita, deve essere salvaguardata adeguatamente con azioni mirate ed efficaci”, conclude il leader del sindacato.

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Scuola: Precariato, decreto aggiornamento GaE è questione di giorni

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Dopo cinque anni di attesa, la pubblicazione del decreto Miur di aggiornamento delle Graduatorie ad esaurimento per il triennio 2019/21 è questione di giorni: lo apprende il sindacato Anief da fonti attendibili. Le domande, come conferma la rivista Orizzonte Scuola, potranno essere presentate entro la fine del mese di maggio esclusivamente dai circa 36 mila docenti già inseriti, anche con riserva. Rimangono fuori, invece, tutti gli altri abilitati non precedentemente inseriti e, spesso, da anni, supplenti di Stato. La questione è all’attenzione anche dall’Europa. Marcello Pacifico (Anief): Siamo pronti a citare lo Stato italiano in giudizio per risarcimenti milionari. Per salvare i docenti abilitati negli ultimi anni da un futuro cupo, al Ministero dell’Istruzione avrebbero dovuto percorrere il seguente iter: l’apertura annuale delle GaE a tutto il personale abilitato, che rimane la procedura più efficace e di facile realizzazione, con l’attivazione del doppio canale di reclutamento anche ai precari con 36 mesi di servizio grazie a una nuova straordinaria sessione abilitante, l’adeguamento dell’organico di fatto a quello di diritto, incluso su posti di sostegno.
In dieci mesi di gestione Bussetti del Miur si è fatto tutto il contrario di ciò che era utile per lottare contro la precarietà: si è abolita la formazione iniziale, si è inceppato il reclutamento con la mancata riapertura delle GaE, il licenziamento delle maestre con diploma magistrale, l’abolizione del concorso riservato ai precari storici e del limite ai contratti a termine, non si è più finanziato il fondo per coprire i risarcimenti disposti dai giudici.Mai in nessun Paese civile si è visto il licenziamento per legge di 7 mila maestre entrate nei ruoli dello Stato dopo aver superato l’anno di prova, e andare deserte 30 mila cattedre da dare in ruolo, pur in presenza di 150 mila docenti abilitati.Per queste ragioni si sono creati i presupposti perché finalmente la Commissione europea possa denunciare lo Stato italiano comminando severe sanzioni. Anief nel frattempo, continua con tenacia a portare avanti il reclamo collettivo al Consiglio d’Europa, attraverso il quale si è chiesto ai giudici una lettura euro-orientata della norma nazionale che riapra le GaE. A questa strada se ne aggiunge un’ultima finale con una maxi vertenza risarcitoria al tribunale di Roma nei confronti del Governo italiano. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “appurato che non c’è alcuna intenzione di assumere a tempo indeterminato questi docenti abilitati, è bene che si inseriscano subito nelle graduatorie ad esaurimento già con la ‘finestra’ che si aprirà nei prossimi giorni. Anche perché al Miur e al Governo sanno bene che il loro operato è indispensabile per il regolare svolgimento delle lezioni. Inoltre, è bene che si decida a breve di confermare anche i tanti maestri con diploma magistrale dei contratti in scadenza al 30 giugno. Poi deve essere trovata una soluzione per i precari con 36 mesi di servizio affinché possano conseguire un’abilitazione ed essere inseriti fin dal prossimo anno nelle stesse GaE”.
Nel frattempo, impugneremo nuovamente il decreto ministeriale di apertura delle GaE con il più grande contenzioso che la scuola italiana abbia conosciuto. Bussetti sarà ricordato per aver portato centomila insegnanti a denunciare un suo decreto presso il tribunale amministrativo.

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Olimpiadi di Problem Solving, tra gli alunni più bravi d’Italia c’è tanto Sud

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Contrariamente ai risultati delle prove Invalsi, quando si parla di eccellenze gli allievi del Meridione e delle Isole si confermano in buona presenza: dalle finali svolte a Cesena appena qualche giorno fa, non emerge alcun divario tra i partecipanti delle varie Regioni del Paese: fra i vincitori figura un alto numero di allievi e di istituti campani, pugliesi, abruzzesi, lucani, calabresi e siciliani. Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, “da queste competizioni emerge il quadro di un’Italia più unità di quello che sembra o che alcuni politici vogliono far sembrare. E anche il fatto che il problema del Paese non sono gli insegnanti meridionali o le scuole regionali, ma gli organici non assegnati in base alle esigenze del territorio”. Assegnare gli organici del personale della scuola, quindi di docenti e Ata, non solo tenendo conto del numero delle iscrizioni, ma considerando anche dei fattori localistici imprescindibili, come le percentuali di abbandoni scolastici, la presenza di allievi stranieri, disabili e di strutture socio-culturali a supporto. Anief lo chiede da tempo.
Adesso, attraverso i vincitori delle Olimpiadi di Problem Solving, organizzate dal Ministero dell’Istruzione, le cui finali nazionali si sono appena svolte a Cesena, arriva la conferma che è questa la strada giusta per abbattere qualsiasi tipo di barriera geografica e pregiudizio territoriale. Tra i primi classificati nella gara nazionale di Coding figura un alunno di Montalto Uffugo, paese della Calabria; di Trani, Francavilla Fontana e Galatina, in Puglia; di Montecorvino Pugliano e di Casoria, in Campania; di Colobraro, in Basilicata. Ottimi piazzamenti anche a livello di istituto scolastico: tra i premiati ci sono scuole di Vasto, in provincia di Chieti, Aradeo, vicino Lecce, Bari, Bacoli, nel napoletano, e Catania.
“Questa presenza massiccia di giovani e di scuole del Meridione – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – dà conforto alle nostre richieste di conferire maggiori mezzi agli istituti collocati da Roma in giù. Sapere che pure in una oggettiva condizione territoriale di svantaggio tanti ragazzi riescono a formarsi al meglio e a svettare a livello nazionale, significa che ci sono ottimi presupposti per operare positivamente in campo formativo”. “Ma significa anche che gli insegnanti del Sud vanno considerati alla stregua degli altri docenti, che operano in Regioni meno difficili: vanno solo messi nelle reali condizioni di operare nel migliore dei modi, offrendo loro strutture scolastiche e strumenti didattici adeguati. Però anche assegnando alle scuole meno fortunate un numero adeguato di lavoratori, non solo tenendo conto dei freddi numeri dei frequentanti, ma anche di altri fattori probabilmente ancora più pregnanti e decisivi per comprendere sino in fondo – conclude Pacifico – quali sono le azioni di intraprendere”.

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EUROPA: Il presidente Anief interviene sul dibattito attuale in vista delle elezioni europee

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, ha preso parte all’importante incontro tenutosi presso il CNEL, per ribadire come sia necessario lavorare tutti insieme, affinché venga costruita un’identità europea, incentrata sui valori del passato, che investa sulla cultura e si apra alle altre culture, capace di far rifiorire un umanesimo rispettoso del diritto al lavoro e del conseguente sviluppo economico. Il presidente Pacifico ha partecipato nella delegazione Confedir per esprimere un giudizio su un testo base chiesto dal CESE, Comitato economico e sociale europeo, al CNEL sul futuro della UE. Presidente, avete condiviso il documento? “Certamente, il testo base è frutto di riflessioni condivise che approviamo, perché da sempre la nostra storia nazionale ha dimostrato come lo spazio euro-mediterraneo sia il nostro orizzonte comune”. Cosa avete chiesto? “Di inserire tre parole: cultura, uomo e lavoro”. Sembrano tre slogan…
“E in effetti dovrebbero esserlo. Infatti l’Europa deve ancora costruire una sua identità dopo il no a una Costituzione comune e deve riscoprire i suoi valori forgiati nel Duecento tra Carlo Magno e Federico II; inoltre deve investire sul suo patrimonio culturale, deve riaprire le frontiere al continente africano e asiatico. Altresì deve far rivivere la propria cultura, deve far rinascere un umanesimo rispettoso del diritto al lavoro e del conseguente sviluppo economico tra reddito di cittadinanza e salario minimo garantito, deve investire in istruzione dedicando il 30% del budget comunitario e fuori dal fiscal compact. Infine, ci deve ricordare Federico II, il suo “Liber augustalis”, il significato di una nazione che ha le chiavi dello sviluppo della società mondiale”.

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Un’Europa più equa e sostenibile è quello che chiediamo ai prossimi parlamentari europei

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Cinque organizzazioni europee della società civile hanno unito le forze per sollecitare i prossimi candidati alle elezioni europee sul tema della produzione e del consumo responsabili. The Fair Times è la campagna che le unisce in vista delle elezioni del 26 maggio 2019 che rinnoveranno il Parlamento europeo fino al 2024.Sergi Corbalán, direttore esecutivo del Fair Trade Advocacy Office (FTAO) spiega: “Abbiamo pensato ad una campagna che parli a nome di molte organizzazioni della società civile europea e che danno voce alle proposte di trasformazione europea per un modello di produzione e consumo sostenibili e responsabili per l’uomo e per il pianeta”.Equo Garantito, Fairtrade Italia, FOCSIV e Associazione Botteghe del Mondo, rilanciano in Italia la campagna “The Fair Times” promossa a livello europeo dal Fair Trade Advocacy Office, da IFOAM – organizzazione per l’agricoltura biologica, CIDSE (International family of Catholic social justice organisations), RIPESS Europe (la rete Europea per la promozione dell’economia solidale e sociale) ed ECOLISE (la rete europea delle iniziative di comunità sulla sostenibilità e la lotta al cambiamento climatico) per agire sui candidati e le candidate italiani.La coalizione ha redatto e promosso “The Fair Times” un giornale ambientato nel 2024, anno nel quale terminerà il prossimo mandato legislativo, e ha l’obiettivo di fornire molti esempi di cosa può essere trasformato in termini di politiche adottate dall’Unione Europea per raggiungere la sostenibilità nella produzione e nei consumi.Gli strumenti della campagna sono stati realizzati per i candidati al fine di fornire ispirazione per azioni concrete da realizzare una volta eletti al Parlamento Europeo. Si parla di tematiche come l’agricoltura biologica, la finanza etica e le iniziative locali per promuovere gli acquisti pubblici. Il giornale descrive le diseguaglianze e le differenze di potere nelle filiere produttive, promuove la solidarietà sociale delle imprese e richiama l’attenzione sull’azione di difesa delle risorse naturali costantemente minacciate.Giovanni Paganuzzi presidente di Equo Garantito afferma che: “l’impegno delle organizzazioni italiane di Commercio Equo e Solidale per la costruzione di una società più giusta e sostenibile è sempre stato al centro delle nostre attività. L’attivazione e il dialogo con le istituzioni sui temi chiave dello sviluppo locale e globale è una delle strade da perseguire per promuovere politiche di cambiamento anche a livello Europeo”.
“Interpretare la sostenibilità dalla parte degli agricoltori è la sfida che il prossimo Parlamento europeo dovrà affrontare: il commercio equo certificato si impegna da sempre per creare le condizioni affinché i contadini siano più forti e in grado di sostenere produzioni nel rispetto di standard ambientali, sociali ed economici”, spiega Giuseppe Di Francesco, presidente di Fairtrade Italia.“Focsiv è impegnata da tempo nell’accompagnare le comunità più povere e vulnerabili a migliorare le loro condizioni di vita, e ciò richiede un forte impegno a trasformare un sistema di produzione e consumo che sfrutta le loro risorse in modo sostenibile. È per questo che le prossime elezioni del Parlamento europeo rappresentano un momento di cittadinanza attiva: i candidati dovranno informare sui loro programmi politici di trasformazione di un modello di produzione e consumo ingiusto e insostenibile, per rispondere alla crescente pressione dei giovani e delle comunità sfruttate.” sottolinea Gianfranco Cattai, presidente FOCSIV.”L’occasione delle elezioni europee è importante e imprescindibile per un futuro più equo, con una maggiore giustizia sociale. Le decisioni politiche sono l’ossatura istituzionale delle buone pratiche dei territori che le organizzazioni di commercio equosolidale promuovono. È fondamentale quindi, rilanciare il ruolo centrale delle istituzioni europee, come attivatori dei processi di sviluppo sostenibile, l’unico possibile per l’uomo e per il pianeta”, conclude Massimo Renno, presidente di Associazione Botteghe del Mondo.
Le elezioni europee sono un momento decisivo in cui i cittadini e la società civile possono far sentire la propria voce votando e mettendo al centro temi fondamentali per lo sviluppo dell’Europa. Attraverso la promozione delle buone pratiche che esistono in Europa e chiedendo una maggiore attenzione per le politiche ambientali, l’obiettivo della campagna è motivare i candidati a capire l’impatto degli attuali modelli di produzione e consumo. In tal senso, se eletti, attraverso il loro impegno ci potranno essere cambiamenti reali del processo decisionale a livello europeo.The Fair times è stato realizzato grazie al contributo dei partner del network sopra citato e nell’ambito del progetto “Trade Fair Live Fair” EC-finanziato dalla EU Development Education and Awareness-Raising Programme. Maggiori info al sito http://www.thefairtimes.eu.

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InvestEU: incentivi per occupazione, crescita e investimenti

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Con l’obiettivo di generare quasi 700 miliardi di euro di investimenti, l’iniziativa “InvestEU” sostituisce l’attuale Fondo europeo per gli investimenti strategici (il FEIS, che faceva parte del “Piano Juncker”) istituito dopo la crisi finanziaria del 2008.I deputati vogliono migliorare la proposta della Commissione europea, aumentando la dotazione dell’UE da 38 miliardi di euro a 40.8 miliardi di euro per innescare investimenti pari a 698 miliardi di euro (l’obiettivo della Commissione era di 650 miliardi di euro).Nei negoziati con i ministri UE che si sono tenuti finora, sono state concordate le seguenti priorità proposte dal Parlamento:
obiettivi più chiari e nuovi quali l’occupazione e la coesione economica, territoriale e sociale,
una migliore protezione del clima nell’ambito degli obiettivi UE per il clima e l’ambiente, con almeno il 55% degli investimenti finanziati in sostegno di infrastrutture sostenibili.
La relazione di José Manuel Fernandes (PPE, PT) e Roberto Gualtieri (S&D, IT) è stata approvata con 463 voti favorevoli, 64 contrari e 29 astensioni.

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Nuovi limiti alle emissioni di CO2 degli autocarri

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Bruxelles. Obiettivo vincolante di riduzione del 30% entro il 2030 per i nuovi veicoli pesanti Circa il 25% delle emissioni del trasporto su strada nell’UE proviene da camion e autocarri. Il primo regolamento UE sulla riduzione delle emissioni di CO2 per camion e autocarri è stato approvato in via definitiva giovedì.La nuova legislazione, concordata in via informale con i ministri UE a febbraio, è stata adottata con 474 voti favorevoli, 47 contrari e 11 astensioni.Nel testo viene stabilito che le emissioni di CO2 dei veicoli pesanti, quali camion e autocarri, dovranno essere ridotte del 30% entro il 2030, con un obiettivo intermedio di riduzione del 15% entro il 2025, rispetto ai valori emessi nel 2019.Sempre entro il 2025, i costruttori dovranno garantire che almeno il 2% della quota di mercato delle vendite di veicoli nuovi sia costituito da veicoli a basse o a zero emissioni, al fine di contrastare il costante aumento delle emissioni del traffico stradale, di cui circa un quarto è dovuto ai veicoli pesanti. Inoltre, in linea con l’accordo di Parigi, la Commissione europea dovrà proporre nel 2022 nuovi obiettivi per il periodo successivo al 2030.

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Anti terrorismo: piattaforme web avranno un’ora per rimuovere contenuti terroristici

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Nessun obbligo di monitoraggio per le piattaforme online, né uso obbligatorio dei filtri. Sanzioni fino al 4% del fatturato in caso di violazioni persistenti. Salvaguardie per la libertà di parola e di stampa, Per combattere la radicalizzazione e contribuire alla sicurezza, le piattaforme web dovrebbero rimuovere i contenuti terroristici entro un’ora dall’ordine dell’autorità competente.Con 308 voti favorevoli, 204 contrari e 70 astensioni, il Parlamento ha approvato mercoledì una proposta legislativa per contrastare l’uso improprio dei servizi di hosting su Internet a fini terroristici. Le imprese che sistematicamente e persistentemente non rispettano la legge potrebbero essere sanzionate con una multa fino al 4% del loro fatturato globale.La votazione chiude la prima lettura. Il neoeletto Parlamento europeo sarà incaricato di negoziare con il Consiglio dei ministri la forma definitiva della legislazione.Una società internet che ospita i contenuti caricati dagli utenti (come Facebook o YouTube) e che offre i propri servizi nell’UE, qualora riceva un ordine di rimozione dall’autorità nazionale competente, disporrà di un’ora per rimuovere i contenuti o disabilitare l’accesso ad essi in tutti gli Stati membri UE. Tuttavia, le società non saranno obbligate a monitorare le informazioni che trasmettono o memorizzano, né dovranno rintracciare attivamente le prove che indichino un’attività illegale.Per aiutare le piattaforme più piccole, i deputati hanno deciso che, se una società non ha mai ricevuto un ordine di rimozione, l’autorità competente deve contattarla almeno 12 ore prima di emettere il primo ordine di rimozione dei contenuti ospitati e fornire le informazioni sulle procedure e le scadenze.Se un’impresa è stata oggetto di un numero considerevole di ordini di rimozione, le autorità possono chiedere misure specifiche supplementari (ad esempio, comunicazioni regolari con le autorità o aumento del personale). I deputati della commissione parlamentare per le libertà civili hanno convenuto di non imporre né l’obbligo di monitoraggio dei contenuti caricati né l’uso di strumenti automatici.Obiettivo della legislazione è qualsiasi materiale – testo, immagini, registrazioni sonore o video – che “incita, incoraggia o appoggia la commissione di reati di terrorismo, impartisce istruzioni finalizzate alla commissione di tali reati o promuove la partecipazione nelle attività di un gruppo terroristico,”, nonché i contenuti che forniscono indicazioni su come fabbricare e utilizzare esplosivi, armi da fuoco e altre armi a fini terroristici.Secondo i deputati, i contenuti diffusi a fini educativi, giornalistici o di ricerca dovrebbero essere tutelati. Inoltre, l’espressione di opinioni polemiche o controverse su questioni politiche sensibili non deve essere considerata come contenuto terroristico.

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Libia: la vita e il benessere dei bambini in pericolo mentre si intensificano i combattimenti a Tripoli

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

“Un numero crescente di bambini è a rischio imminente di ferite o morte a causa dell’escalation dei combattimenti – i peggiori degli ultimi anni – a Tripoli e dintorni.Ricordiamo a tutte le parti in guerra in Libia l’obbligo di proteggere i bambini in ogni momento, nel pieno rispetto del diritto internazionale. Uccidere, ferire e reclutare bambini, gli attacchi su strutture scolastiche, mediche e idriche sono tutte gravi violazioni dei diritti dei bambini e devono cessare immediatamente. Devono essere messe in atto misure di prevenzione per proteggere meglio i bambini, in linea con la risoluzione 2427 del Consiglio di sicurezza.Esortiamo inoltre ad un accesso umanitario sicuro e senza ostacoli per tutti i bambini bisognosi, e ad un cessate il fuoco per consentire ai civili di lasciare in sicurezza le aree in conflitto.Quasi 1.800 bambini sono tra i civili che hanno urgente bisogno di essere evacuati dalle zone in prima linea di combattimento, mentre 7.300 bambini sono già stati sfollati dalle loro case a causa delle violenze. Si stima che circa 500.000 bambini siano stati colpiti dalla violenza in tutta la Libia occidentale.I bambini intrappolati nelle zone di conflitto rischiano di finire il cibo e di perdere l’accesso alle cure mediche. Non potendo lasciare queste zone, non possono cercare protezione o assistenza in tutta sicurezza.La violenza ha anche messo in grave pericolo i quasi 1.000 bambini rifugiati e migranti tenuti nei centri di detenzione. Dovrebbero essere immediatamente rilasciati e dotati di un rifugio sicuro fino a quando le loro richieste di asilo potranno essere esaminate o potranno ottenere assistenza per un rimpatrio sicuro con le loro famiglie. Il principio del non respingimento deve essere rispettato. I minorenni non accompagnati, molti dei quali sono in transito nel paese, sono a rischio di gravi violazioni, tra cui il reclutamento, la violenza sessuale o il rapimento.I combattimenti stanno anche privando i bambini del loro diritto all’istruzione. L’anno scolastico è stato sospeso in tutte le scuole nelle zone colpite dal conflitto, e sette scuole stanno attualmente ospitando famiglie sfollate. Un recente attacco a un magazzino scolastico ha distrutto 5 milioni di libri di testo e i risultati degli esami scolastici nazionali.La Libia ha sofferto per più di sette anni di conflitto persistente che ha lasciato almeno 820.000 persone, tra cui circa 250.000 bambini, nel disperato bisogno di assistenza umanitaria e la situazione si sta nuovamente deteriorando. Per il loro bene, e per il futuro del paese, i combattimenti devono cessare”.

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Esercito Italiano, online lo store ufficiale: a promuoverlo gli atleti nazionali

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Fare degli atleti dell’Esercito dei Brand Ambassador. È questa l’idea semplice e potente per lanciare il nuovissimo e-commerce a marchio Esercito, raggiungibile all’indirizzo Esercitosportswear.it, per la vendita online della linea di abbigliamento e accessori.
Una linea prodotta e distribuita da Officina Italia Srl, licenziatario ufficiale su autorizzazione di Difesa Servizi S.p.a., e promossa con una campagna che è una vera rivoluzione, ideata dall’agenzia di comunicazione Kom, in un momento in cui, soprattutto per le nuove generazioni, l’acquisto online e attraverso i più importanti social network come Facebook e Instagram, è in prepotente crescita.Per questo motivo, KOM, Officina Italia e l’Ufficio Marketing dello Stato Maggiore dell’Esercito hanno collaborato a pieno ritmo per un’operazione di Influencer Marketing su ampia scala, che vede gli atleti farsi portatori dei valori dell’Esercito coinvolgendo i loro fan in questa iniziativa.
Navigando sui social potremo quindi vedere gli atleti protagonisti del nuoto, dell’atletica leggera, della scherma e delle arti marziali, fino ad arrivare alla ginnastica artistica, indossare felpe, pantaloni, t-shirt e abiti con la stella a cinque punte.Un progetto ambizioso che vuole promuovere una linea di abbigliamento che incarna i valori caratterizzanti dell’Esercito quali leadership, coraggio, spirito di sacrificio e servizio incondizionato e la scritta “Esercito 1659” che riporta alle più antiche origini.Lo scopo è trasmettere l’idea di come la tradizione e l’innovazione possano dare vita ad una linea originale, pensata per un target trasversale che pone al centro l’appeal “istituzionale” dei vari capi, alcuni dei quali saranno rivolti all’universo femminile, ormai diventato parte integrante della realtà della Forza Armata.Insomma, una linea con uno stile casual e di tendenza da indossare tutti i giorni per distinguersi, distribuita non più solo attraverso negozi fisici ma anche online, al fine di renderla davvero all’immediata portata di tutti.Fondamentale in questo senso la scelta di realizzare una comunicazione online all’avanguardia, giovane, dove sono i social a diventare il cavallo di battaglia, tanto da integrarsi al meglio anche con l’e-commerce stesso, raggiungibile all’indirizzo internet http://www.esercitosportswear.it.

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