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Archive for 23 aprile 2019

Scuola: Il paradosso del numero chiuso sul TFA Sostegno

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

In tre atenei annullati i test d’accesso. Prove da rifare a dispetto del bisogno di insegnanti specializzati, mentre per il concorso ordinario il governo abbandona la formazione iniziale universitaria, lasciando però la tassa di 500 euro per conseguire i CFU. Anief continua a raccogliere alla mail ricorso.tfa@anief.net segnalazioni su anomalie delle prove nelle altre Universita e ha già deciso di ricorrere per chi ha superato il test con la sufficienza. L’ammissione ai maldistribuiti corsi di specializzazione di sostegno si è trasformata in un affare da 50 milioni di euro, senza contare i soldi pagati dai candidati per effettuare i test tra inefficienze, ritardi, ripetizioni delle prove: si tratta dello stesso sistema formativo nella didattica “speciale” che ha abolito il sistema universitario iniziale di formazione degli insegnanti, introducendo un’ulteriore “tassa” da 500 euro per conseguire i 24 CFU che con la laurea consentono di presentarsi alla preselezione anche in mancanza di abilitazione. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ribadisce che non c’era alcuna ragione per attivare, come fatto dal Miur, un numero chiuso che esclude proprio chi insegna da anni senza specializzazione o chi è di ruolo o abilitato in assenza di docenti specializzati. Ecco perché Anief ha deciso di ricorrere a favore dei docenti non ammessi pur ottenuta la sufficienza (18/30), dando mandato al proprio ufficio legale di valutare le altre anomalie segnalate sulla gestione delle prove d’accesso messe pure in evidenza dalla carta stampata, come da La Repubblica, che parla di “caos per i test irregolari”.
Sono saltati, per palesi problemi organizzativi, i test d’accesso al Tfa sostegno in tre atenei: si dovranno ripetere all’Università della Calabria (Arcavacata, Rende), della Basilicata (Potenza) e di Bari. A riassumere le anomalie in occasione delle preselezioni dei corsi di sostegno con 14.224 posti in palio in questa prima tornata (in tre anni saranno circa 40 mila), è stat il sito Orizzonte Scuola.
Nel primo caso, a Rende, la preselezione per la scuola superiore, è stata annullata quaranta minuti dopo l’inizio del test, perché alcuni questionari erano risultati incompleti: una parte delle domande non erano state stampate; la prova selettiva sarà ripetuta il 27 aprile. A Potenza, 340 candidati hanno dovuto interrompere il test perché in venticinque casi le prove della secondaria di secondo grado erano state scambiate con quelle del primo grado; in questo caso ancora non si conosce la data del nuovo test. A Bari, infine, è stata annullata la prova preliminare, perchè le buste dei test erano vuote. E anche in questo caso non si conosce la data di ripetizione della preselezione.
Ma ci sono anche altre irregolarità lamentate dai partecipanti: domande non attinenti alle tematiche dell’inclusività, controlli superficiali, luoghi non adatti alla prova. Disagi – scrive La Repubblica – sono stati registrati all’Università di Salerno, all’Università del Salento, alla Kore di Enna. E all’Università di Foggia, dove il test è stato costruito da un’azienda privata, l’Ente Fiera ha ospitato tremila candidati per i 600 posti disponibili nei quattro cicli. Per la scuola superiore le domande, hanno raccontato i candidati, “erano fuori tema”: la pentola a pressione di Papin, la pila di Volta, la vita di Nelson Mandela, l’auto ibrida plug-in, la leggenda di Frankestein e ancora gli anni bisestili, le probabilità di ottenere una somma di 14 dal lancio di due dadi (da sei numeri l’uno). “Mesi di studio su riforme, normative, pedagogia, psicologia, leggi, commi e non ci siamo trovati nulla di tutto questo nei quesiti proposti, nulla che fosse inizialmente previsto dal bando”. Controlli superficiali, si è poi detto: candidati al bagno durante la prova, cellulari che squillavano nonostante la richiesta di ritiro dei dispositivi elettronici.
Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief, reputa “particolarmente grave che tutto questo sia accaduto a fronte di una necessità estrema di selezionare decine di migliaia di docenti specializzati da formare il prima possibile e da affiancare ad altrettanti alunni con disabilità che ogni anno si ritrovano invece con un insegnante privo di specializzazione. Non bastava introdurre soglie d’accesso ‘mutevoli’ e quindi discriminanti, con l’accesso ai corsi legato non alle effettive competenze ma alla fortuna o sfortuna di avere svolto la prova preselettiva in una sede universitaria con meno partecipanti e con conoscenze sopra la media: una decisione, peraltro, contro la quale Anief si è ufficialmente dichiarata, chiedendo ai candidati esclusi, pur avendo conseguito almeno la sufficienza, pari a 18/30, di impugnare la decisione”.“Adesso – continua il sindacalista autonomo – si scopre anche che pur avendo incassato cifre altisonanti dai candidati, nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro, le Università si tirano anche fuori, dichiarandosi non responsabili dell’accaduto. E lo stesso vale per il Ministero dell’Istruzione, che avrebbe ‘appaltato’ l’organizzazione delle prove preselettive a un’istituzione esterna. Fatto sta che a perderci, ancora una volta, saranno non solo i docenti che intendevano specializzarsi, ma tutto il sistema scolastico, la cui organizzazione continua a fare acqua da tutte le parti e i cui studenti continuano ad attendere personale da stabilizzare sui troppi posti vacanti”.

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“Costruire l’unità a partire dal molteplice”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

Lo ha scritto Georges Burdeau nel definire il compito della politica nel segno della pluralità di idee, di interessi, di percezioni della realtà, e di ammortizzatore delle contese presenti nella società civile. A rappresentarla nelle sue diverse sfaccettature ci pensano i partiti che si vestono di caratteri ideologici per marcarne il ruolo e le finalità da perseguire nella collettività. D’altra parte è proprio nella logica dei rapporti insiti in una comunità composita che concepisce le corporazioni, le classi sociali, le associazioni, si possono determinare conflittualità non facilmente superabili.
In tale contesto sorge spontanea la consapevolezza che i partiti siano nati proprio per esercitare il ruolo di mediatori tra gli opposti interessi. Succede, invece, che da questa schedatura, dove non si sottraggono nemmeno i sistemi democratici a democrazia compiuta, i partiti corrono il rischio di perdere la loro caratura per un patto di dominio che esalti i loro privilegi e prestigio divenendo, in tal modo, facile preda di interessi partigiani anche se a farne le spese sono i valori intesi nell’assicurare la libertà, la sicurezza e la protezione di tutti i cittadini.
Questa perdita di identità lascia un vulnus molto profondo nel governo del Paese in quanto si riduce il consenso consapevole e s’introduce l’ambiguità nella logica della rappresentanza. Se partiamo dal fatto che la stragrande maggioranza della popolazione è costituita dai ceti medi con rendite medio-basse ne consegue che costoro si sentono meno tutelati da chi votano in quanto gli eletti e i partiti che li presentano si rivelano più propensi ad assecondare i voleri delle classi benestanti e ricche pur impinguando l’assenso da altre fonti.
Tutto questo si sta rendendo sempre più evidente in Italia da alcuni anni a questa parte. Se restiamo all’attualità, senza fare della dietrologia, osserviamo il modus operandi di taluni partiti. Partiamo dal PD nato dalla costola del partito comunista e da quelli che potremmo definire “democristiani progressisti”. Una sorta di “centro” che guarda a sinistra, ma in pratica ha in pochi anni smarrito il senso di marcia se si mostra sempre più propenso a curare altri interessi che non quelli del ceto medio-basso. Questa tendenza una volta avvertita dal popolo elettore ha portato ad una caduta verticale dei consensi che si sono riversati lungo due direttrici: il non voto e nel movimento pentastellato. Quest’ultimo, prima di trovare un posto nel governo del paese, aveva suscitato molte speranze, forse troppe per le sue esili ed acerbe spalle, in chi ha cercato quasi disperatamente un punto di riferimento che sapesse essere degnamente rappresentativo delle fasce sociali più deboli. Oggi, però, rischia d’essere surclassato da chi è capace di suscitare suggestioni forti ma costruite sulla sabbia. Questo abbraccio alla fine non provocherà solo nella massa degli elettori un’altra cocente delusione ma sempre più la consapevolezza che il mondo è fatto per chi ha e non per chi è. A questo punto stiamo portandoci verso un anomico disorientamento ideologico e pessimismo sociale che può rivelarsi un mortale virus per la democrazia compiuta distruggendo di fatto quei valori che hanno fatto parte del nostro bagaglio culturale e togliendo in tutti noi la speranza per un futuro migliore. (Riccardo Alfonso)

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Giornata Mondiale del Libro

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

23 aprile 2019. Virail, l’app e piattaforma che compara i diversi mezzi di trasporto per trovare la soluzione migliore per ogni esigenza, ha stilato la classifica delle 9 librerie più insolite per un viaggio intorno al mondo all’insegna dei libri. Questi templi della lettura, sparsi dall’Europa all’Asia, sono ospitati in luoghi insoliti o caratterizzati da allestimenti ingegnosi che sembrano appena usciti da una fiaba. Spazi dove il design, la storia e la creatività si sfogliano un capitolo dopo l’altro.
Leakey’s Bookshop, Inverness (Scozia) – Nella cittadina di Inverness, in Scozia, esiste un’antica chiesa gaelica sconsacrata che oggi è un vero paradiso per gli amanti dei libri. Il Leakey’s Bookshop, nato nel 1994, è un negozio che vende principalmente testi di seconda mano, ma anche mappe, stampe e qualche nuova pubblicazione, in grandi scaffali tra pulpiti e vetrate colorate. Il piccolo caminetto e le decorazioni in legno rendono sacra l’accoglienza, invitando i clienti a spulciare tra i titoli posti ovunque ci sia un po’ di spazio.
Word on the water, Londra (Inghilterra) – Word on the water, a Londra, è una libreria galleggiante: un luogo più unico che raro! Ospitata all’interno di una barca in legno fin dagli anni Venti del Novecento, inizialmente era solita navigare seguendo le acque del Regent’s Canal, ma con il passare degli anni ha deciso di abbandonare la sua vita da nomade e oggi è ormeggiata non distante dalla stazione di King’s Cross. La libreria non è solo un negozio, ma un vero e proprio punto di riferimento culturale grazie agli eventi che organizza, dagli incontri con gli autori alle esibizioni a ritmo di jazz.
Libreria Acqua Alta, Venezia (Italia) – La Libreria Acqua Alta di Venezia – ricorda Virail – non è famosa per la sua posizione o per l’edificio che la ospita, ma per dove riposano i suoi libri. Ricca di volumi di seconda mano, la libreria raccoglie i testi, oltre che sui classici mobili e scaffali, anche all’interno di vasche da bagno e, neanche a dirlo, di gondole, le celebri imbarcazioni veneziane. Una delle sue attrattive principali è la scala formata da libri che, altrimenti, sarebbero destinati al macero a causa dell’acqua salmastra della laguna che li ha rovinati tanti anni fa. Un ottimo esempio di recupero!
El Ateneo, Buenos Aires (Argentina) – La libreria El Ateneo di Buenos Aires è una delle più belle e famose di tutto il Sud America. Ospitata all’interno di un vecchio teatro di inizio Novecento, noto come il Grand Splendid, la libreria è un vero e proprio palcoscenico per tutte le nuove pubblicazioni. Il negozio ha mantenuto la struttura originale, ma, al posto delle poltrone in velluto rosso, oggi ci sono scaffali e librerie divise tra platea e galleria, il tutto sotto un soffitto elegantemente affrescato e di fronte a un sipario sempre aperto.
Boekhandel Dominicanen, Maastricht (Paesi Bassi) – L’antica chiesa duecentesca di Maastricht, nei Paesi Bassi, fu sconsacrata nel 1796 e da allora è stata utilizzata per tanti scopi diversi. Da qualche anno, però, ospita al suo interno la Boekhandel Dominicanen, una libreria ricchissima di testi nuovi che spaziano dalla narrativa all’arte e dall’olandese allo spagnolo. Il contrasto tra l’edificio gotico e gli allestimenti moderni al suo interno è affascinante: uno spettacolo non solo per gli amanti della letteratura, grazie ai tantissimi titoli disponibili, ma anche per gli appassionati di design e architettura.
Livraria Ler Devagar, Lisbona (Portogallo) – La LX Factory di Lisbona è il risultato di un progetto di riqualificazione che ha dato nuova vita a una fabbrica abbandonata nel quartiere dell’Alcântara. All’interno degli spazi oggi ci sono ristoranti, artigiani e negozi e uno di questi è la libreria Ler Devagar, una delle più particolari del mondo. Creata intorno a una vecchia macchina tipografica utilizzata per stampare rotocalchi, è caratterizzata da alti scaffali che contengono libri di tantissime lingue e generi diversi, da un piccolo bar e da creazioni meccaniche che volteggiano sopra le teste dei clienti. Una vera e propria isola creativa in grado di stupire chiunque.
The Last Bookstore, Los Angeles (USA) – Varcare la soglia di The Last Bookstore, a Los Angeles, è un po’ come entrare nel mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie, complici i libri messi nelle posizioni più strane, sistemati per formare archi, tunnel e labirinti o appesi come se volassero sopra le teste dei clienti. La maggior parte dei volumi in vendita è di seconda mano, ma non mancano anche nuove pubblicazioni, stampe e disegni. Un paradiso per gli amanti della lettura e per i creativi in cerca di nuove idee.
Librairie Avant-Garde, Nanjing (Cina) – Nata nel 1999, la Librairie Avant-Garde è un altro esempio di riqualificazione e rinascita. Ospitata all’interno di un ambiente utilizzato prima come bunker antiaereo e poi come parcheggio sotterraneo, la libreria di Nanjing è riuscita a trasformare uno spazio freddo e impersonale in un luogo di design e cultura, punto di riferimento per la città e per tutti gli studenti della vicina università. Le numerose croci sparse per il negozio sono l’espressione della fede dei proprietari non solo nei confronti della propria religione, ma anche nei confronti dei libri.
Honesty Bookshop, Hay-on-Wye (Galles) – Hay-on-Wye, nel Galles, è un piccolo villaggio di meno di 2000 abitanti. Nonostante ciò, però, vanta un interessante primato: ospita più di 30 librerie ed è per questo che è noto anche con il nome di “the book town”. La maggior parte delle attività è dedicata ai testi di seconda mano e una di queste è davvero particolare sia per la posizione che per come viene gestita dai proprietari: la Honesty Book Shop si trova all’aperto lungo le ormai fragili mura del castello medievale e vende libri per pochi centesimi o poche sterline. Non ha una vera e propria cassa, ma i clienti possono lasciare le monete all’interno di salvadanaio in metallo prima di andarsene con la loro piccola occasione tra le mani. Da qui il nome della libreria, che fa affidamento sull’onestà dei lettori.
Virail è il motore di comparazione in grado di confrontare prezzi e soluzioni di viaggio relative a treni, bus, carpooling e aereo. È disponibile in 24 lingue e, grazie a numerose partnership con le principali compagnie di trasporto in tutto il mondo, è in grado di offrire agli utenti i percorsi migliori e più economici durante il tuo viaggio.Virail è consultabile su piattaforma web oppure tramite applicazione per smartphone, disponibile su App Store e Google Store.virail.it

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Al via oggi a Genova la Giornata della Bandiera

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

Prenderà oggi il via a Genova la “Giornata della Bandiera”. La cerimonia istituzionale si terrà alle ore 16.30 a Palazzo Ducale, alla presenza del Sindaco Marco Bucci e del governatore della Liguria Giovanni Toti. Dopo la consegna del Grifo allo scultore americano Walter Arnold, il Sindaco nominerà undici nuovi ambasciatori di Genova nel mondo. Dallo Yacht Club Italiano partirà il Galeone con la gloriosa bandiera di Genova. Il Galeone sarà condotto dagli atleti che parteciperanno alla Regata Storica delle Antiche Repubbliche Marinare. Gli atleti consegneranno la bandiera ad una équipe dell’Ospedale Gaslini di Genova, che, a loro volta, la porteranno a Palazzo Ducale. Il vessillo sarà issato sul torrione dell’antica sede dogale. La festa proseguirà al Porto Antico dove, a partire dalle ore 18.30, si esibiranno le bande musicali genovesi. (By Christian Flammia)

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Bargello: Cappelle Medicee e Davanzati gratuiti il 25 aprile

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

Firenze. I Musei del Bargello vi invitano alla loro giornata di ingresso gratuito predisposta per il 25 aprile nell’ambito del programma del Ministero per i beni e le attività culturali #IOVADOALMUSEO. Un modo per avvicinare turisti e cittadini all’arte e celebrare la Festa della Liberazione offrendo la possibilità di visitare gratuitamente le principali realtà facenti parte del circuito: il Museo Nazionale del Bargello, il Museo delle Cappelle Medicee e Palazzo Davanzati. In una giornata emblematica per la storia della Nazione, i Musei del Bargello vogliono aprirsi ad un numero più ampio di visitatori (abbattendo eventuali barriere economiche), avvicinare le persone all’arte e alla bellezza e, se possibile, stimolare in tutti una riflessione sulle proprie origini e sulla propria storia.A coloro che decideranno di festeggiare questa ricorrenza in un museo suggeriamo di lasciarsi stupire dal Museo Nazionale del Bargello (aperto dalle 8.15 alle 17.00) soffermandosi davanti al David o al San Giorgio di Donatello: capolavori rinascimentali portatori di messaggi che richiamano all’umiltà, al coraggio e all’impeto con i quali un intero popolo ha rivendicato le proprie origini e il proprio ideale di libertà. Inoltre il Museo offre anche la possibilità di visitare gratuitamente anche la sezione speciale della mostra “Verrocchio, il maestro di Leonardo” che raccoglie insieme per la prima volta celebri capolavori di Verrocchio e opere capitali dei più famosi artisti della seconda metà del Quattrocento legati alla sua bottega.
Anche il Museo delle Cappelle Medicee, aperto dalle 8:15 alle 14:00, sarà visitabile gratuitamente. Un’occasione in più per osservare gli ultimi lavori di restauro, da poco terminati, che hanno interessato la Sagrestia Nuova di Michelangelo, artista fiero del suo valore e orgoglioso della propria libertà intellettuale.Nello stesso orario (8.15-14.00) si potrà accedere gratuitamente anche nel Museo di Palazzo Davanzati, la dimora storica abitata da quelle famiglie di artigiani e commercianti che, nel Medioevo, furono artefici e protagoniste della libera Repubblica fiorentina. Un luogo ove compiere un viaggio a ritroso nel tempo e attraverso il quale riscoprire la storia di Firenze tra Medioevo e Rinascimento.In fondo è anche dalla Libertà che nasce l’Arte ed è tramite la Libertà che trova espressione e si tramanda negli anni, di generazione in generazione.Liberate la vostra voglia di Arte, visitate i Musei del Bargello!

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Encuentro: VI Edizione Festa delle Letterature in lingua spagnola

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

E’in programma dal 1 al 5 maggio in vari comuni dell’Umbria, si annuncia come la più ricca di sempre.La letteratura rimane il nucleo fondamentale della manifestazione, che però continua a proporsi come specchio della cultura spagnola e del variegato mondo delle culture latinoamericane prese nella loro interezza. Ospiti della manifestazione saranno infatti alcuni dei più grandi scrittori ispanico-americani, ma anche due autori vincitori del Premio Strega; in programma inoltre anche eventi teatrali, cinematografici, musicali e sportivi.
L’apertura della manifestazione, mercoledì primo maggio, spetterà ad Antonio Muñoz Molina, romanziere tra i più raffinati e popolari in Spagna. L’autore dialogherà con Bruno Arpaia, membro del comitato direttivo di Encuentro, e con Juan Cruz, vice-direttore del Pais.
Ospiti anche Manuel Vilas, il cubano Leonardo Padura Fuentes, il messicano Paco Ignacio Taibo II, gli spagnoli José Ovejero e Edurne Portela e tanti altri. A dialogare con i grandi ospiti internazionali ci saranno anche scrittori e intellettuali italiani di primo piano come Paolo Di Paolo, Gennaro Carotenuto, Davide Barilli e i premi Strega Helena Janeczek e Nicola Lagioia. http://www.internationalbookagency.it/

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Decreto Salva Roma: Fratelli d’Italia lo voterà

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

“Sul Salva-Roma aspetto di leggere le norme perché con questo Governo non si sa mai. Se si tratta, come affermano fonti governative, di spostare la gestione del debito della Capitale dal Governo al Comune, consentendo così al Comune di rinegoziare gli interessi con le banche, davvero non capisco come si faccia a votare contro. Se è questa la norma, annuncio il voto di Fratelli d’Italia. Il governo trovi altro su cui litigare piuttosto che farsi delle ripicche sulla pelle dei romani”.Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, nel corso di “Non Stop News”, il programma di approfondimento politico condotto da Pierluigi Diaco, Fulvio Giuliani e Giusi Legrenzi su Rtl 102.5 e in contemporanea sui canali 36 del Dt e 750 di Sky.”La Raggi è un Sindaco incapace ma non c’entra niente con i bisogni di Roma, che è la Capitale d’Italia e tutte le Nazioni investono nelle loro capitali con strumenti, risorse, poteri straordinari. Ho apprezzato tantissimo che Salvini in questi anni abbia lavorato per trasformare un movimento secessionista in un partito nazionale, però poi questo cambio va dimostrato con i fatti e questa per la Lega può essere l’occasione” ha spiegato Meloni.

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Fratelli d’anima: David Diop

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

Sul fronte occidentale, nelle trincee francesi, tra i soldati bianchi coi loro vistosi calzoni rossi spiccano i fucilieri senegalesi, «i cioccolatini dell’Africa nera», come li chiama il capitano Armand. Prima di ogni assalto, il capitano non manca di ricordare loro che sono l’orgoglio della Francia, «i piú coraggiosi dei coraggiosi», un autentico incubo per i nemici che hanno paura dei «negri selvaggi, dei cannibali, degli zulú». I senegalesi ridono contenti. Poi, mettendosi in faccia gli occhi da matto, sbucano fuori dalla trincea con il fucile nella mano sinistra e il machete nella destra.
Alfa Ndiaye e Mademba Diop sono amici, fratelli d’anima cresciuti insieme in Africa, lontano dai freddi accampamenti del fronte. Quando in trincea risuona il colpo di fischietto del capitano, escono anche loro dal buco urlando come selvaggi indemoniati per non apparire meno coraggiosi degli altri.
Un giorno, però, Mademba Diop viene ferito mortalmente e, con le budella all’aria, chiede per tre volte ad Alfa di dargli il colpo di grazia. Per tre volte Alfa si rifiuta e, dopo una lunga e atroce agonia, Mademba muore. La morte dell’amico consegna Alfa all’impensabile, a tutto ciò che gli antenati e il mondo di ieri avrebbero proibito e che invece la grande carneficina della guerra moderna concede.
A ogni fischio di chiamata del capitano Armand, Alfa si precipita fuori dalla trincea e corre verso i «nemici dagli occhi azzurri», uccidendo senza pietà e tagliando alle sue vittime una mano come trofeo di guerra. Una, due, tre, quattro… otto mani. Come un demone, uno stregone, un divoratore di anime, che soltanto una voce del mondo di ieri potrebbe salvare…
Romanzo che è valso al suo autore il prestigioso premio Goncourt des Lycéens e l’entusiastico e unanime apprezzamento della critica, Fratelli d’anima mostra come nel naufragio totale della civiltà rappresentato dalla Grande Guerra non soltanto l’Europa, ma anche una parte non trascurabile dell’Africa perse la sua anima e la millenaria tradizione che la custodiva. Pagine: 128 Tradotto da: Giovanni Bogliolo Prezzo: €16,00

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Il simpatizzante: Viet Thanh Nguyen

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

È il mese di aprile del 1975 a Saigon. Il mese nel quale la guerra che va avanti da tempo immemorabile ha cominciato ormai a perdere i pezzi. In una villa dalle mura ricoperte di cocci di vetro e di filo spinato arrugginito, il generale capo della Polizia Nazionale del Vietnam del Sud, colto da improvvisa insonnia, vaga tra le stanze con la faccia di un pallore verdognolo. Il fronte settentrionale ha ceduto dinanzi all’avanzata dei Vietcong, gli aerei americani decollano giorno e notte con a bordo donne, bambini e orfani, e l’ordine ufficiale di evacuazione tarda a venire soltanto per evitare la rivolta in città.
A bordo di un C-130, con un volo coperto, il Generale si appresta a raggiungere gli Stati Uniti con la famiglia e parte dei suoi uomini. Ufficiale magro dal portamento impeccabile, il Generale crede in Dio, nella moglie, nei figli, nei francesi, negli americani e… nell’assoluta fedeltà del suo uomo di fiducia, il solo tra i suoi sottoposti ad abitare a casa sua: il Capitano. Non sa che il Capitano è, in realtà, una spia, un dormiente, un uomo con due facce che fotografa in gran segreto ogni rapporto e dispaccio e li invia a Man, suo addestratore tra le fila Vietcong.
Figlio illegittimo di una vietnamita e di un prete cattolico francese, il Capitano ha studiato in un piccolo college della California meridionale, spedito da quelle parti da Man con una borsa di studio e il compito di apprendere la «mentalità degli Stati Uniti», un paese che, ai suoi occhi, si rivela subito cosí scioccamente narcisista da definire tutto «super» (i supermercati, le superstrade, Superman, il Super Bowl ecc.). Animato da un’autentica fede nel comunismo, rientrato in patria, ha sostenuto con tale rigore la sua parte di agente doppiogiochista da risultare insospettabile agli occhi di tutti, anche a quelli di Bon, l’amico di lunga data che è entrato a far parte del famigerato «Phoenix Program» della CIA.
In una Saigon in preda alla confusione, al caos e al terrore, il Capitano, il Generale e un nutrito gruppo di fuggiaschi scappano sotto la tempesta di fuoco dei Vietcong, tra una pioggia di razzi e granate che lasciano sulla pista dell’aeroporto della città i corpi inerti di moglie e figlio di Bon.
Una volta a Los Angeles, nella città del futile mondo del cinema, gli orrori della guerra sembrano lontani. Ma un dilemma atroce attende il Capitano: seguire «le cose che contano», come l’ideologia e il credo politico, oppure lasciare prevalere le «illusioni della giovinezza», salvando la vita a Bon, l’amico con cui ha sigillato un patto di sangue durante l’adolescenza?
Romanzo che offre il ritratto impareggiabile di un «uomo con due menti diverse», di un «rivoluzionario» che dinanzi al terribile esito dei suoi ideali non cessa per questo di «scrutare l’oscurità con pensieri scandalosi, speranze eccessive e sogni proibiti», Il simpatizzante ha riscosso, al suo apparire negli Stati Uniti, l’entusiasmo di critica e pubblico, vincendo il Premio Pulitzer 2016 per la narrativa e figurando come «libro dell’anno» sul New York Times e i maggiori organi di stampa internazionali. Pagine: 512 Tradotto da: Luca Briasco Prezzo: €18,00 Neri pozza editore

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Prevenzione della Malattia Venosa Cronica

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

Avere gambe sane è fondamentale per tutti e a tutte le età, ma è necessario occuparsi della loro salute fin da giovani. Dolore, gonfiore e crampi notturni, infatti, possono essere i primi sintomi legati alla Malattia Venosa Cronica (MVC), patologia che coinvolge il sistema circolatorio e che peggiora se non trattata fin dalle prime avvisaglie.
Questa malattia si verifica quando le vene delle gambe non funzionano più in modo corretto e hanno difficoltà a far defluire il sangue dalla periferia del corpo al cuore perdendo elasticità.Con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione e di invitarla a controllare lo stato di salute delle proprie gambe, prende il via la campagna “Ama le tue gambe”, promossa da Servier – Azienda farmaceutica indipendente leader nell’ambito delle patologie croniche – con la validazione e il supporto scientifico della SIDV, la Società Italiana Diagnostica Vascolare e della FIV, Fondazione Italiana Vascolare onlus.
“Il paziente con Malattia Venosa Cronica ha una qualità di vita compromessa, per questo Servier, da sempre dedicata alla gestione delle malattie croniche cardio-vascolari, si pone come partner di riferimento per i pazienti ed i professionisti della salute al fine di offrire soluzioni adatte alle loro esigenze. La nascita del Mese della Prevenzione della Malattia Venosa Cronica è un’ulteriore dimostrazione del nostro impegno nei confronti di questi pazienti” dichiara François Debaillon-Vesque, il Direttore Generale di Servier Italia.Per tutto il mese di maggio, chiamando il numero verde 800 042 650, sarà possibile fissare una visita gratuita con i medici della SIDV. Tutte le informazioni sulla campagna, sulla patologia e sulle regole della prevenzione saranno disponibili sul sito http://www.amaletuegambe.it e nelle principali farmacie italiane.I consigli per prevenire e curare la Malattia Venosa Cronica sono stati definiti da un board di esperti appartenenti alla SIDV, alla SIMG e a Federfarma, e riassunti in un vademecum che contiene tutte le indicazioni pratiche sulla prevenzione, diagnosi e trattamento farmacologico della Malattia Venosa Cronica.Il consiglio degli esperti, dunque, è farsi controllare soprattutto prima dell’estate, periodo dell’anno in cui i sintomi si possono accentuare, in particolare in caso di familiarità, se durante il giorno si tende a stare molto in piedi fermi o seduti, se si è in sovrappeso e se ci si espone a fonti di calore.
“Dolore, gonfiore, bruciore alle gambe e crampi notturni possono essere i primi sintomi legati alla Malattia Venosa Cronica – spiega il Prof. Pier Luigi Antignani, Presidente FIV e Presidente Onorario SIDV -. Questa patologia, la terza più diffusa, dopo allergie e ipertensione, colpisce 19 milioni di italiani: dal 10 al 50% degli uomini e oltre la metà delle donne (dal 50 al 55%). Solo una persona su tre, però, sa di essere malata e segue una corretta terapia farmacologica. A queste prime avvisaglie si accompagnano gonfiore e pesantezza durante il giorno. A livello visivo i primi segni che si notano sulle gambe sono piccoli capillari in vista, di colore rosso o verdastro di circa 3 millimetri: non si tratta solo di inestetismi ma dei primi campanelli d’allarme delle branche varicose”.
“Per Malattia Venosa Cronica (MVC) si intende ogni anormalità morfologica e funzionale che riguarda il sistema venoso, di lunga durata ed espressa da sintomi e segni che indicano la necessità di indagini o di cure – approfondisce il professor Leonardo Aluigi, Presidente SIDV (Società Italiana di Diagnostica Vascolare) -. Viene distinta dall’Insufficienza Venosa Cronica, che è invece una fase più avanzata della Malattia Venosa Cronica e che si riferisce alle alterazioni emodinamiche del sistema venoso, che si manifestano con edemi, alterazioni della pelle e addirittura con le ulcere, nei casi più avanzati”.
“Considerando che circa il 20% della popolazione soffre di MVC, le richieste al Medico di Medicina Generale sono numerose e non vanno assolutamente trascurate. Già i primi sintomi vanno presi in considerazione dal medico che in quel caso può prescrivere alcuni farmaci – precisa il dottor Ovidio Brignoli, Medico di Medicina Generale e Vicepresidente SIMG -. Anche l’indicazione di presidi adeguati è fondamentale come l’elastocompressione.”

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L’interprete: Annette Hess

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

Francoforte, 1963. In una gelida domenica d’Avvento, Eva Bruhns, giovane interprete dal polacco, riceve una inattesa telefonata dalla sua agenzia. In un ufficio al centro della città, dove pare stiano approntando le carte per un processo, hanno urgente bisogno di qualcuno che traduca dal polacco, dopo che un problema col visto ha impedito all’interprete incaricato di essere presente.
Eva abbandona in tutta fretta l’appartamento paterno e di lí a poco si ritrova in una stanza angusta dove tre uomini sono in attesa, avvolti da fumo di sigaretta. Uno di loro, un uomo anziano, di bassa statura, siede impettito su una sedia al centro, come se l’intera stanza, l’intera casa, forse persino l’intera città fossero state costruite intorno a lui. È il signor Josef Gabor, da Varsavia.
Eva tira fuori bloc notes e matita e si aspetta di avere a che fare con le solite cause legali per risarcimento danni. Ma, con stupore, deve ricredersi: Josef Gabor parla di tragici avvenimenti accaduti nel 1941, di prigionieri asfissiati dal gas, di baracche e campi di reclusione. Fatti ignoti a una ragazza tedesca del 1963, fatti che Eva traduce con difficoltà visto che l’anziano polacco parla un dialetto di campagna e lei è abituata a trattare di contratti e faccende economiche.
Quella sera Eva torna al Deutsches Haus, “Casa tedesca”, il ristorante di proprietà della sua famiglia, turbata e piena di interrogativi. Che cosa è accaduto davvero nel 1941? Di che cosa parlava l’anziano polacco? chiede. I suoi genitori si mostrano subito restii ad affrontare l’argomento. Il suo fidanzato, Jürgen, la invita a rinunciare all’incarico, inadatto, secondo lui, a una ragazza sul punto di sposarsi.
Quando, tuttavia, l’indomani Eva apprende dal giornale che due degli uomini incontrati nella stanza piena di fumo sono il procuratore capo e il procuratore generale del processo in procinto di svolgersi contro alcuni ex membri delle SS, vinta dalla curiosità accetta l’incarico.
Nei giorni successivi dovrà fare i conti col trauma proprio dei figli della generazione del Terzo Reich, la scoperta della Shoah e dell’orrendo crimine perpetrato dai nazisti. Un crimine di cui non soltanto sono ancora ignoti numerosi autori, ma che è stato colpevolmente taciuto e rimosso in ogni casa tedesca, nei lunghi anni del dopoguerra.
Con una prosa lucida e impeccabile, Annette Hess consegna al lettore, attraverso l’accurata ricostruzione del processo di Francoforte, un autentico ritratto della Germania post-bellica, mostrando quanto sia sottile la linea che separa l’accettazione dalla negazione e dando vita a un complesso affresco storico che riguarda profondamente il nostro presente.
Annette Hess è sceneggiatrice pluripremiata di serie tv di grande successo come Weissensee e Ku’damm 56/59, trasmessa in Italia con il titolo Una strada verso il domani. L’interprete è il suo primo romanzo. Annette Hess Pagine: 320 Tradotto da: Chiara Ujka Prezzo: €18,00 Neri Pozza editore.

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Tumore della prostata: Il radiofarmaco radio-223 dicloruro migliora la sopravvivenza globale

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

Lo fa anche in pazienti della pratica clinica, che presentano caratteristiche diverse da quelli inclusi negli studi registrativi. I dati di diversi studi real life sul radiofarmaco sono stati presentati in occasione dell’11° Simposio internazionale sulla Targeted Alpha Therapy (TAT 11) che si è svolto recentemente a Ottawa (Canada). In particolare, uno studio di pratica clinica retrospettivo condotto negli USA con radio-223 ha avuto come risultato un’estensione di 21,2 mesi della sopravvivenza globale mediana dei pazienti affetti da carcinoma della prostata metastatico resistente alla castrazione (mCRPC) con metastasi ossee. Questo risultato conferma il beneficio in sopravvivenza globale (OS) evidenziato nel braccio di trattamento con radio-223 dello studio registrativo di Fase III ALSYMPCA.
Inoltre, i dati di pratica clinica raccolti nel registro prospettico ROTOR, comprendente 300 pazienti olandesi, dimostrano che i pazienti trattati con radio-223 presentano un miglioramento della sopravvivenza globale (OS) con un profilo di sicurezza favorevole, simile a quello già osservato nello studio ALSYMPCA.
Ulteriori dati del registro ROTOR dimostrano come il trattamento con radio-223 mantenga invariata la qualità di vita e stabile il livello di dolore nei pazienti affetti da mCRPC con metastasi ossee. Un altro registro che ha analizzato i regimi di trattamento e i dati di sopravvivenza di oltre 2.500 pazienti con mCRPC sottoposti a terapia antitumorale negli USA ha evidenziato che circa il 50% dei pazienti non ha ricevuto una successiva terapia per il prolungamento della sopravvivenza. “Questi dati real life sulla sopravvivenza confermano l’esperienza clinica pregressa e consolidano i dati sul profilo di sicurezza e sui benefici clinici di radio-223 nella pratica clinica”, ha dichiarato il Dott. Daniel George, Professore di Medicina e Chirurgia, Facoltà di Oncologia medica e Urologia della Duke University School of Medicine e Direttore del reparto di Oncologia genitourinaria al Duke Cancer Institute, Durham, Carolina del Nord, USA. “Studi come questi sono molto utili per supportare decisioni terapeutiche consapevoli e rassicurare ulteriormente i medici che l’utilizzo di radio-223 in pazienti affetti da mCRPC con metastasi ossee ne prolunga la vita, preservandone al tempo stesso la qualità.” “Grazie all’utilizzo consolidato di radio-223 nella pratica clinica, da anni viene riconosciuto alla Targeted Alpha Therapy un notevole beneficio nel trattamento dei pazienti con tumore della prostata in stadio avanzato. Stiamo continuando a studiare il suo ampio potenziale di miglioramento della vita dei pazienti con mCRPC attraverso le sperimentazioni cliniche in corso con radio-223 in combinazione con altre terapie approvate per il cancro alla prostata,” ha spiegato il Dott. Volker Wagner, Vicepresidente, Global Development, radio-223 e Targeted Alpha Therapies di Bayer. “Stiamo anche valutando il potenziale dei coniugati del Torio, una nuova piattaforma che si avvarrà della nostra esperienza nel campo della Targeted Alpha Therapy, che potrà diventare un altro importante approccio terapeutico contro diverse forme tumorali.”

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Castelli a Salvini: “Non c’è sempre un nemico, sui Comuni stiamo facendo un grande lavoro”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

Roma – “Voglio rassicurare il Ministro Salvini, non c’è nessun “Salva Roma”, dalla lettura della norma, peraltro non replicabile, si comprende che così viene chiusa l’operazione voluta dal Governo Berlusconi nel 2008, con un considerevole risparmio per lo Stato e per i cittadini.Non c’è sempre bisogno di un nemico, perché in questo caso non c’è un nemico.
I Comuni vanno salvati tutti, perché così si salvano i servizi ai cittadini, l’ho detto anche nei giorni scorsi e lo confermo. Anche con quelli capoluogo di Città Metropolitana, nei giorni scorsi, abbiamo avviato un dialogo proficuo.Stiamo facendo un ottimo lavoro, da quando siamo al Governo, con norme puntuali e specifiche, con il coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali. I problemi delle Amministrazioni sono diversi, e le soluzioni da adottare sono differenti. Purtroppo abbiamo trovato solo macerie, da cui è necessario ricostruire.Noi lavoriamo per rimetterli tutti in piedi, dal più grande al più piccolo, ognuno con la sua cura, perché ognuno ha una malattia diversa. A questo si può reagire solo rimboccandosi le maniche, con il dialogo e la comprensione.È un lavoro, puntuale, che stiamo facendo anche assieme al Sottosegretario all’Interno, Stefano Candiani”.

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Tournée di “Scannasurice” di Enzo Moscato

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

Napoli giovedì 25 aprile 2019 alle ore 21.00 (repliche dal giovedì alla domenica, fino al 5 maggio Inizio spettacoli ore 21.00 (dal giovedì al sabato), ore 18.00 (domenica), la tournée di Scannasurice di Enzo Moscato, che, a distanza di oltre trent’anni dal suo debutto nel 1982, il regista Carlo Cerciello ha (ri)portato in scena, mostrandone la potente lungimiranza e la feroce attualità.Protagonista assoluta dello straordinario testo del drammaturgo partenopeo, “reclusa” nella scena creata da Roberto Crea, è l’attrice Imma Villa, avvolta dal suono di Hubert Westkemper e le musiche originali di Paolo Coletta. Presentato da Teatro Elicantropo e Elledieffe, l’allestimento, che si avvale dei costumi di Daniela Ciancio e il disegno luci di Cesare Accetta, sarà in scena, dopo la tappa partenopea, al Teatro Due di Parma (8 maggio), al Teatro Verdi di Pordenone (10 maggio), per concludersi al Teatro Paolo Grassi di Milano (14-19 maggio).
Scannasurice è una sorta di discesa agli “inferi”, post terremoto, di un personaggio dall’identità androgina nell’ipogeo napoletano, dove abita, all’interno di una stamberga, tra gli elementi più arcani della napoletanità, in compagnia dei topi, metafora dei napoletani stessi e dei fantasmi delle leggende metropolitane partenopee, dalla Bella ‘mbriana al Munaciello, tra spazzatura e oggetti simbolo della sua condizione, alla ricerca di un’identità smarrita dentro le macerie della storia e della sua quotidianità terremotata.“Ho scelto – così Carlo Cerciello in una nota – di tornare alla messinscena di un testo in lingua napoletana, di tornare a un autore antioleografico per eccellenza come Moscato, mettendo in scena il suo testo Scannasurice, scritto dopo il terremoto dell’80, nell’intento di allontanarmi dalla malsana oleografia di ritorno, che, nuovamente, appesta Napoli di retorica e luoghi comuni, in una città che ha smarrito la memoria stessa della sua vita culturale, seppellita dalla banalità e dal conformismo”.Il personaggio fa la vita, “batte”. E’, originariamente, un “femminiello” dei Quartieri Spagnoli di Napoli, ma i femminielli di Enzo Moscato sono creature senza identità, quasi mitologiche. Oltre l’identità sessuale, sono quasi magiche.Da qui nasce la scelta di farlo interpretare a un’attrice, naturalmente, oltre l’identità sessuale, rendendone evidenti l’ambiguità e l’eccesso. Una volta smontata la sua appariscente identità, indosserà la solitudine e la fatiscenza stessa del tugurio in cui vive. Sarà cieca Cassandra, angelo scacciato dal Paradiso, sarà maga, sarà icona grottesca e disperata, ma sempre poetica.“Il terremoto etico, sociale, politico della seconda metà del 900 – aggiunge Cerciello – mi vede, oggi, sopravvissuto, confuso e smarrito, aggirarmi tra le macerie di ideologie, emozioni e sentimenti, proprio come, da napoletano, vissi il terremoto dell’80”.

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Scuola: Precariato, anche il Cnpi ritiene il solo aggiornamento delle GaE inutile per coprire gli organici

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

Il Consiglio superiore della Pubblica Istruzione, organismo super partes deputato ad esprimersi su questioni tecnico-politiche della scuola, suggerisce al Miur un piano straordinario per la copertura di tutti i posti vacanti, con la possibilità di trasferire gli idonei in graduatorie di merito di altre regioni e auspica una soluzione per i precari con 36 mesi. Marcello Pacifico, presidente Anief, risponde ricordando come l’unica soluzione sia la riapertura del doppio canale di reclutamento, attraverso la stessa riapertura annuale delle ex graduatorie permanenti e rapidi corsi abilitanti per il personale in servizio di ruolo o a tempo determinato.Non sono solo i lavoratori e i sindacati a rivendicare una diversa organizzazione delle graduatorie ad esaurimento dei docenti precari, in vista dell’imminente loro aggiornamento per il triennio 2019/20, 2020/21, 2021/22: anche il Cspi, il Consiglio superiore della Pubblica Istruzione, in premessa al suo giudizio sulla “finestra” di rinnovo delle GaE, ha sottolineato la necessità di una fase transitoria per la stabilizzazione dei precari, attingendo i candidati al ruolo dagli abilitati delle graduatorie ad esaurimento e dalle graduatorie di merito dei concorsi pubblici banditi negli anni 2016 e 2018. Dopo avere sostenuto che l’aggiornamento delle GaE, così come è stato predisposto dal Miur, non risolverà “il problema dei vuoti di organico che si verificheranno con l’inizio del nuovo anno scolastico per effetto di concomitanti interventi (come i pensionamenti per quota 100)”, il Cspi ha reputato opportuno chiedere “che il numero dei posti da coprire con nomine di ruolo sia adeguato alla rilevanza delle disponibilità di organico e che, per le classi di concorso che presentano posti eccedenti le GaE, si proceda immediatamente a bandire i concorsi ordinari per infanzia, primaria e secondaria. Questo allo scopo di completare nell’anno successivo 2020-21 le coperture di organico e quindi garantire alle scuole ed agli alunni un corpo docente stabile e al personale scolastico il diritto alla stabilizzazione dopo lunghi anni di precariato”. Inoltre, dopo avere raccomandato “un’ampia diffusione della procedura di aggiornamento e un’attenta valutazione della tempistica per la presentazione della domanda prevedendo uno spostamento di qualche giorno della scadenza, tenuto conto delle diverse festività che ricadono nel periodo”, il Consiglio superiore della pubblica istruzione ha quindi auspicato “che, in attesa che vengano espletati i concorsi per docenti e DSGA, si avvii una fase transitoria di stabilizzazione per il personale precario abilitato o con 36 mesi di servizio della terza fascia, compresi gli amministrativi facenti funzione, individuando le misure necessarie per coprire tutti i posti che si renderanno liberi già a settembre 2019”.
Anief chiede al Ministero dell’Istruzione di dare ascolto alle richieste del Cspi, a partire dall’avvio immediato di un piano straordinario per la copertura di tutti i posti vacanti e disponibili, con la possibilità di trasferire gli idonei in graduatorie di merito di altre regioni, finalizzata anche a trovare finalmente una soluzione per la stabilizzazione dei tanti precari con 36 mesi, in linea con quanto chiede l’Unione Europea ai suoi stati membri con la clausola 5 della Direttiva 70/99 UE. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “se si vuole davvero affrontare il problema in crescita del precariato scolastico e dei posti vacanti, non vi è altra soluzione che la riapertura annuale delle ex graduatorie permanenti a tutti e del doppio canale di reclutamento, attingendo gli abilitati anche direttamente dalle graduatorie d’istituto in tutti quei casi, non residuali, in cui le GaE risultano ormai esaurite e quindi prive di candidati per determinate classi di concorso. Rimane altrettanto importante che contestualmente si avviino dei corsi abilitanti per il personale in servizio di ruolo o a tempo determinato, che, in quest’ultimo caso, non può essere solo collocato nella terza fascia d’istituto senza alcuna prospettiva di stabilizzazione”, conclude il sindacalista Anief.

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Difesa: Rojc (Pd), Salvini ciancia su leva obbligatoria. Intanto Governo taglia fondi a Forze Armate

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

“Questo Governo taglia fondi indispensabili alle nostre Forze Armate e intanto Salvini ciancia ancora di ritorno alla leva obbligatoria. I militari italiani devono essere rispettati per la loro specifica professionalità e messi in condizione di difendere il Paese: il Governo metta risorse per il turnover del personale”. Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc, componente dem della commissione Difesa a Palazzo Madama, replicando al al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che durante un comizio ha annunciato la reintroduzione del servizio di leva obbligatoria nel Corpo degli Alpini.
“Dal Friuli Venezia Giulia – aggiunge Rojc – dico a Salvini che conosciamo bene i meriti degli Alpini e grandissimo è il nostro attaccamento a questo corpo, ma proprio per questo gli chiedo di evitare uscite strumentali e solo elettorali. Il tempo della leva obbligatoria è finito perché le esigenze della difesa sono cambiate. Anche Salvini lo sa bene, per questo – conclude – le sue dichiarazioni sono moneta fasulla”.

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Giornata mondiale Terra, geologi: ancora troppi ritardi nel settore ambientale

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

“Il consumo di suolo in Italia è aumentato del 180% dagli anni ’50 ad oggi, ma il nostro Paese attende da tanti anni una legge per il suo contenimento. E la situazione non è rosea neanche a livello mondiale dove più del 75% del suolo del pianeta è estremamente degradato ed entro il 2050 potrebbe coinvolgere addirittura il 95% della superficie”. Questo il commento di Domenico Angelone, Tesoriere del Consiglio Nazionale dei Geologi, in occasione della 49esima edizione della Giornata Mondiale della Terra alla quale il CNG aderisce ogni anno. “Non soltanto suolo degradato, ma dobbiamo fare i conti anche con l’allarme deforestazione: ogni anno perdiamo 13 milioni di ettari di foresta e se non cominciamo a fare qualcosa nel concreto, entro il 2050 scompariranno oltre 230 milioni di ettari di foresta” denuncia Angelone.Quest’anno la manifestazione, che ha preso il via nel 1969 dopo il disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oi al largo di Santa Barbara, in California, è dedicata alla protezione delle specie animali minacciate di estinzione. Per il Tesoriere del CNG: “Stiamo vivendo una situazione particolarmente delicata dal punto di vista ambientale, a cominciare dal fatto che siamo ancora troppo legati ai combustibili fossili e ancora troppo poco alle fonti di energia rinnovabile. Dovremmo ridurre drasticamente – continua – le emissioni di CO2 per salvaguardare il nostro ecosistema e sfruttare le energie alternative, come per esempio la geotermia quale fonte energetica rinnovabile ed ecosostenibile e grazie ad essa si potrebbe soddisfare il 50% dei nostri consumi energetici”.Un gap italiano nel salvaguardare l’ambiente che è evidente anche a livello europeo. “Che il nostro Paese sia in ritardo dal punto di vista ambientale – spiega il geologo molisano – lo dimostrano anche le 17 procedure di infrazione dell’Unione europea a carico dell’Italia per sospetta violazione delle norme ambientali, la maggior parte delle quali legate alle discariche abusive, alla gestione dei rifiuti e al mancato trattamento delle acque reflue urbane”.

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Libia:Foad Aodi (Amsi) 262 morti di cui 80 bambini, 18 professionisti della sanità e una donna incinta

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

Amsi 1550 feriti di cui 400 gravi e più di 35 mila sfollati e numerose ambulanze distrutte e ospedali colpiti e 45 famiglie evacuate.Queste sono le cifre che fotografano la situazione tragica a Tripoli in Libia, aggiornata con i morti di oggi alle ore 16.00 del 22.04 ,seguita dal Fondatore dellAmsi(Associazione medici di origine straniera in Italia) e Consigliere OMCEO di Roma – Foad Aodi – che é in contatto con i medici libici locali che soccorrono e certificano la morte di bambini ,donne violentate, feriti gravi sia in ospedale che nelle strade e periferie della capitale. La situazione ormai è entrata in una fase cruciale e viene chiamata dall’esercito di Haftar la seconda fase e aspettano il semaforo verde proprio dallo stesso Haftar per il colpo finale prima dell’inizio del mese di Ramadan.La situazione degli ospedali peggiora giorno per giorno e non riesce a curare e operare tutti i feriti e sono a rischio anche i pazienti cronici ed i dializzati ,la direttrice del centro di dialisi di Ain Zara ha trasferito il materiale del deposito per la dialisi insieme ai medici libici in un posto più sicuro. Inoltre sono state distribuiti alimenti e cibo a più di 400 famiglie delle 800 registrate per ricevere sostegno e cibo nel sud della capitale. I combattenti stanno utilizzando i bambini, le donne e gli ospedali come scudo umano continua Aodi che denuncia l’utilizzo ancora più massiccio dei migranti irregolari nei conflitti specialmente quelli che sono stati fatti fuggire da Bengasi e Tobrok per mancanza di cibo e medicinali sufficienti per tutti i migranti e per poi reclutarli nel conflitto. Si parla di aerei che arrivano direttamente dall’estero con giovani reduci dalla Siria e nello stesso tempo la fuga di generali da Tripoli verso paesi amici a loro. Di recente è stata chiusa la strada verso l’aeroporto di Tripoli. Sicuramente la situazione tragica e la sofferenza della popolazione libica e il reclutamento dei bambini e migranti irregolari nel conflitto da parte di tutte e due le parti rimarrà una macchia pesante nella storia e sulla coscienza di chi sostiene uno contro l’altro senza pensare un attimo al popolo libico, ai migranti,alle donne e ai bambini sfruttati e violentati e sta aumentando giorno dopo giorno il pericolo di violenza sessuale sui minorenni e pedofilia ,il mercato nero e clandistino dei trapianti d’organi tra i numerosi orfani di numerose famiglie scomparse completamente conclude Aodi ricordando l’appello Amsi e Co-mai #SalviamolaLibia e la sua popolazione ,compreso i bambini e le donne ,dai giochi e conflitti politici internazionali e di leadership e di interesse economico più grande di lei.

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“Kill Sharks and You Kill the Marine Ecosystem”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

Sharks are often perceived to be man-eating killers of the ocean, but Safeguard of the Seas founder McKeever tells C.M. Rubin, founder of CMRubinWorld, that in reality, sharks are evolutionary marvels and misunderstood creatures that are essential to maintaining the health of the world’s oceans. In his new book, Emperors of the Deep (HarperOne June 25, 2019), Mckeever interviews world-renowned shark experts about the role sharks really play and says their rapid decline in population towards extinction is causing ocean life to deteriorate. “People don’t appreciate that when sharks are killed, a keystone species is removed from the ocean forever,” says McKeever. “These animals maintain the reefs, guard the seagrass and watch over ecosystems on the high seas for the benefit of the planet and for all mankind.”McKeever believes education and youth are key to raising awareness and taking action about environmental issues the planet faces, especially when it comes to global warming. “The current leadership, which has failed to protect the planet, will inevitably be replaced by a new generation,” McKeever says. “This young generation has literally the weight of the world on their shoulders and they must be prepared when they take over.”
William McKeever is the author of Emperors of the Deep (HarperOne June 25, 2019), an upcoming book which reveals new research supported by leading experts in marine life on how sharks are necessary for the health of our planet. He is also a filmmaker, conservationist and Safeguard of the Seas founder.CMRubinWorld’s award-winning series, The Global Search for Education, brings together distinguished thought leaders in education and innovation from around the world to explore the key learning issues faced by most nations. The series has become a highly visible platform for global discourse on 21st-century learning, offering a diverse range of innovative ideas which are presented by the series founder, C. M. Rubin, together with the world’s leading thinkers. For more information on CMRubinWorld

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After Sri Lanka bombings, a social media shutdown

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

By Jon Allsop. On Easter Sunday, massive, coordinated attacks rocked Sri Lanka. Near-simultaneous explosions ripped through three churches and three luxury hotels across the cities of Colombo, Negombo, and Batticaloa; later, two further explosions hit a low-budget inn and a residential complex in Colombo. To date, the death toll stands at nearly 300 people, with around 500 more reported injured. According to the AP, the church and hotel attacks were collectively executed by seven suicide bombers. No group has yet claimed responsibility, though a Sri Lankan official blamed the National Thowheeth Jama’ath, a radical Islamist organization, for the casualties.After the bombs went off, authorities in the country blocked major social networks—a bid to stanch misinformation in a country where online falsehoods have been known to exacerbate intercommunal tensions. Facebook, WhatsApp, and Instagram went dark; so did YouTube, Snapchat, and Viber. The shutdown featured prominently in foreign reporting on the attacks: as several outlets pointed out, platforms that were seen, a few years ago, as important “emergency response institutions” are no longer trusted with that function. The coverage added to an incessant negative news cycle for big tech. Ivan Sigal, executive director of Global Voices, told The New York Times that the Sri Lanka blackout was a “damning indictment” of the platforms; The Guardian, in a headline, said it reflected the sense “that online dangers outweigh benefits.”
It is undeniable that major platforms have failed to get to grips with junk information, particularly during fast-moving news events. In some countries—including Sri Lanka—targeted online lies have escalated into shocking physical violence. Nonetheless, we shouldn’t let our (justified) anger at Facebook et al blind us to the risks of top-down censorship in countries with troubling records on freedom of speech. In Sri Lanka, members of the then-prime minister’s party stormed several media outlets, in October, in a bid to take control. Reporters Without Borders ranked the country 126th (out of 180) in its 2019 World Press Freedom Index.Nor should we let debates about social media consume our focus in the aftermath of atrocious acts. Violence often spawns necessary conversations about our online communities, as happened last month, following the mosque shootings in Christchurch, New Zealand. But hate predates the internet, and has different roots in different parts of the world. Facebook-bashing should not overshadow the exploration of those causes. Nor should it diminish the centrality of innocent victims.Many outlets did a solid, varied job in their quick-turn Sri Lanka coverage. Nonetheless, in our current news cycle, the social media question always looms particularly large. On Twitter yesterday, Christopher Wylie, the whistleblower who helped break open the Cambridge Analytica scandal, assailed Mark Zuckerberg over Facebook’s role in spreading hate in Sri Lanka. Zeynep Tufekci, a prominent techno-sociologist, called him out. “Oh come on. This is Sri Lanka, an actual country with a real and complex history,” she wrote. “All this is too important to use as generic projection about Facebook or social media.” It was an important reminder. (font: CJR Editors)

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