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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Scuola: Precariato, anche il Cnpi ritiene il solo aggiornamento delle GaE inutile per coprire gli organici

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

Il Consiglio superiore della Pubblica Istruzione, organismo super partes deputato ad esprimersi su questioni tecnico-politiche della scuola, suggerisce al Miur un piano straordinario per la copertura di tutti i posti vacanti, con la possibilità di trasferire gli idonei in graduatorie di merito di altre regioni e auspica una soluzione per i precari con 36 mesi. Marcello Pacifico, presidente Anief, risponde ricordando come l’unica soluzione sia la riapertura del doppio canale di reclutamento, attraverso la stessa riapertura annuale delle ex graduatorie permanenti e rapidi corsi abilitanti per il personale in servizio di ruolo o a tempo determinato.Non sono solo i lavoratori e i sindacati a rivendicare una diversa organizzazione delle graduatorie ad esaurimento dei docenti precari, in vista dell’imminente loro aggiornamento per il triennio 2019/20, 2020/21, 2021/22: anche il Cspi, il Consiglio superiore della Pubblica Istruzione, in premessa al suo giudizio sulla “finestra” di rinnovo delle GaE, ha sottolineato la necessità di una fase transitoria per la stabilizzazione dei precari, attingendo i candidati al ruolo dagli abilitati delle graduatorie ad esaurimento e dalle graduatorie di merito dei concorsi pubblici banditi negli anni 2016 e 2018. Dopo avere sostenuto che l’aggiornamento delle GaE, così come è stato predisposto dal Miur, non risolverà “il problema dei vuoti di organico che si verificheranno con l’inizio del nuovo anno scolastico per effetto di concomitanti interventi (come i pensionamenti per quota 100)”, il Cspi ha reputato opportuno chiedere “che il numero dei posti da coprire con nomine di ruolo sia adeguato alla rilevanza delle disponibilità di organico e che, per le classi di concorso che presentano posti eccedenti le GaE, si proceda immediatamente a bandire i concorsi ordinari per infanzia, primaria e secondaria. Questo allo scopo di completare nell’anno successivo 2020-21 le coperture di organico e quindi garantire alle scuole ed agli alunni un corpo docente stabile e al personale scolastico il diritto alla stabilizzazione dopo lunghi anni di precariato”. Inoltre, dopo avere raccomandato “un’ampia diffusione della procedura di aggiornamento e un’attenta valutazione della tempistica per la presentazione della domanda prevedendo uno spostamento di qualche giorno della scadenza, tenuto conto delle diverse festività che ricadono nel periodo”, il Consiglio superiore della pubblica istruzione ha quindi auspicato “che, in attesa che vengano espletati i concorsi per docenti e DSGA, si avvii una fase transitoria di stabilizzazione per il personale precario abilitato o con 36 mesi di servizio della terza fascia, compresi gli amministrativi facenti funzione, individuando le misure necessarie per coprire tutti i posti che si renderanno liberi già a settembre 2019”.
Anief chiede al Ministero dell’Istruzione di dare ascolto alle richieste del Cspi, a partire dall’avvio immediato di un piano straordinario per la copertura di tutti i posti vacanti e disponibili, con la possibilità di trasferire gli idonei in graduatorie di merito di altre regioni, finalizzata anche a trovare finalmente una soluzione per la stabilizzazione dei tanti precari con 36 mesi, in linea con quanto chiede l’Unione Europea ai suoi stati membri con la clausola 5 della Direttiva 70/99 UE. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “se si vuole davvero affrontare il problema in crescita del precariato scolastico e dei posti vacanti, non vi è altra soluzione che la riapertura annuale delle ex graduatorie permanenti a tutti e del doppio canale di reclutamento, attingendo gli abilitati anche direttamente dalle graduatorie d’istituto in tutti quei casi, non residuali, in cui le GaE risultano ormai esaurite e quindi prive di candidati per determinate classi di concorso. Rimane altrettanto importante che contestualmente si avviino dei corsi abilitanti per il personale in servizio di ruolo o a tempo determinato, che, in quest’ultimo caso, non può essere solo collocato nella terza fascia d’istituto senza alcuna prospettiva di stabilizzazione”, conclude il sindacalista Anief.

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