Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 29 aprile 2019

Scuola: Accordo sul precariato inutile se non si riaprono le GaE

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Nel corso della trasmissione radiofonica di stamani Radio 1 “Tutti in classe”, è intervenuto il presidente del giovane sindacato Marcello Pacifico, che si è espresso su stipendi e Graduatorie a esaurimento. Tra gli ospiti anche il sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano. Marcello Pacifico (Anief): Intanto ci piacerebbe partecipare ai tavoli, visto che siamo stati dichiarati rappresentativi dall’Aran, in seguito alle elezioni Rsu svoltisi un anno fa. Noi continuiamo a portare avanti le nostre proteste.Il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico, ai microfoni di Radio 1, si è espresso sulla riapertura delle Graduatorie a esaurimento affermando la necessità che ciò avvenga. “Siccome lo Stato italiano chiama ogni anno più di 100mila supplenti per insegnare ai nostri ragazzi, bisogna adeguare l’organico di fatto a quello di diritto. È necessario far in modo che ogni volta che si chiama un supplente, e per più di un anno, il posto che ricopre sia dato in ruolo. Il Miur purtroppo continua a ignorare questa necessità, anche per questioni economiche, poiché, come è noto, un insegnate precario costa meno di uno di ruolo”. “Certamente i concorsi non bastano: verranno chiamati sempre dei supplenti, lo stesso. Ecco il paradosso tutto italiano: migliaia di cattedre andate deserte, come è accaduto l’estate scorsa, e migliaia di supplenti che rimangono precari”, ha concluso il presidente Pacifico.

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ChioggiaVela si prepara all’VIII edizione

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

CHIOGGIA. È tutto pronto nella splendida sede del Circolo Nautico Chioggia, in Calle Santa Croce, dove mercoledì 1 maggio con il Trofeo Pali ed il Trofeo Leno si inaugurerà la nuova stagione sportiva del sodalizio chioggiotto. Il 2019 sarà per tutti i soci del CNC un anno del tutto particolare, che coinciderà infatti con il 70esimo anno di attività e di fondazione. Era infatti il 20 dicembre 1948 quando – con delibera dei soci fondatori Mario Ballarin, Gustavo Fogagnolo, Angelo Carlo Perini, Dino Ravagnan e Giandomenico Tesserin – veniva costituito il Clodia Yacht Club. Bisognerà aspettare però il 15 giugno 1949 per dare formale riconoscimento alla neonata associazione attraverso l’atto costitutivo e la successiva richiesta di affiliazione all’USVI (Unione delle Società Veliche Italiane) l’attuale Federazione Italiana Vela. Inserito all’interno degli appuntamenti organizzati nel corso della nuova stagione dal Circolo Nautico Chioggia anche il calendario di eventi di “Chioggia Vela”, la manifestazione nata grazie alla volontà ed alla collaborazione tra il CNC ed il Comune di Chioggia, con lo scopo di riproporre la centralità della vita di mare in una città tradizionalmente, culturalmente ed economicamente votata al mare.
Il mese di giugno segnerà un vero e proprio tour de force per il sodalizio velico chioggiotto, la selezione zonale laser (9 giugno), la selezione zonale optimist Trofeo Pugno – Trofeo Adalberto Voltolina (22 e 23 giugno) ed il 52° Trofeo dell’Adriatico Dignhy (29 e 30 giugno) che si susseguiranno in rapida successione.
Dopo la pausa estiva gli eventi di Chioggia Vela 2019 riprenderanno il 7 ed 8 settembre con il Trofeo dell’Adriatico della classe meteor. Sabato 14 settembre il programma dell’ottava edizione di Chioggia Vela entrerà quindi nel vivo con gli eventi clou: si inizia con la Bart’s Bash, la veleggiata che si svolge in contemporanea mondiale per ricordare Andrew Simpson, il velista di Coppa America tragicamente scomparso in un incidente in allenamento. Il giorno successivo spazio alle donne che saranno protagoniste sul campo di gara con la Meteor Rosa, regata aperta ad equipaggi totalmente femminili. Grazie al successo degli scorsi anni confermato venerdì 20 settembre la serata culturale in auditorium con l’ospite che verrà presentato nelle prossime settimane. Sabato 21 settembre il tradizionale appuntamento con il Trofeo ChioggiaVela, con lo spettacolo offerto dalle imbarcazioni in regata che sarà visibile sia dalla spiaggia e dalla diga di Sottomarina che dalla città grazie all’arrivo posto nei pressi di piazza Vigo. Meteor al crepuscolo chiuderà la settimana velica con la regata disputata al tramonto nel bacino di Vigo prima delle premiazioni in programma sulla stessa piazza il giorno successivo. A concludere gli appuntamenti dell’ottava edizione di Chioggia Vela, saranno il 28 ed il 29 settembre le classi meteor e minialtura, con la Coppa Minialtura e la Meteorduautunno, validi come prove finali dei rispettivi campionati zonali.
Nel frattempo il sei maggio il presidente del Circolo Nautico Chioggia Stefano Umberto Penzo si recherà a Verona, dove durante il ‘Galà dello sport Veneto’ riceverà la Stella d’oro al Merito Sportivo assegnata dal CONI in riconoscimento elle benemerenze acquisite dal sodalizio in tanti anni di attività:”La Stella d’oro al merito sportivo, è per noi motivo di orgoglio e di profonda gratitudine, verso tutti coloro che nel corso di questi 70 anni, hanno reso il Circolo, la realtà che è oggi – spiega il presidente del CNC Stefano Umberto Penzo.

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Presentazione di Rothko in Lampedusa

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Roma 3 maggio ore 11 Associazione Stampa Estera, Via dell’Umiltà 83/C presentazione di Rothko in Lampedusa, il progetto organizzato dall’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, curato da Luca Berta e Francesca Giubilei e sponsorizzato dal Gruppo UniCredit, che racconta l’importanza dell’arte come strumento che permette ai rifugiati di esprimere il loro talento e contribuire alle comunità che li ospitano.
Sono tanti gli appuntamenti in programma a Venezia dall’11 maggio fino al 24 novembre 2019, a partire dalla mostra a Palazzo Querini, della Fondazione Ugo e Olga Levi, che mette in dialogo le opere di otto artisti contemporanei – primo fra tutti Ai Weiwei, presente con la riproduzione di un’opera di Rothko realizzata con blocchetti di LEGO, poi Adel Abdessemed, Christian Boltanski, Dinh Q. Lê, Nalini Malani, Abu Bakarr Mansaray, Richard Mosse e Artur Żmijewski – che hanno vissuto l’esperienza dell’esilio o affrontato il tema della fuga nella loro ricerca artistica, con quelle di cinque artisti emergenti – Majid Adin, Rasha Deeb, Mohamed Keita, Bnar Sardar Sidiq e Hassan Yare – che vivono in campi o in condizioni di rifugiati.Poi, la residenza artistica di un mese per gli stessi cinque giovani artisti, organizzata in collaborazione con il progetto Waterlines e con il supporto della rete locale di Refugees Welcome Italia; la performance-installazione Dress For Our Time realizzata in collaborazione con il London College of Fashion della University of the Arts di Londra, con la modella Bianca Balti il 9 maggio; la presentazione del documentario Torn con L’Ambasciatore di Buona Volontà UNHCR Alessandro Gassmann in occasione di Art Night Venezia il 22 giugno; il workshop formativo AtWork organizzato dalla Moleskine Foundation per 25 rifugiati e richiedenti asilo; e il talk con la Prof.ssa Helen Storey, ideatrice del progetto Dress For Our Time, il 22 novembre.
Interverranno: Carlotta Sami, portavoce UNHCR per il Sud europa, Barbara Modugno, Head of Group Cultural Sponsorships, Donations & GIAS Business Management di UniCredit, i curatori Luca Berta e Francesca Giubilei, Fabiana Musicco, Presidente di Refugees Welcome Italia, e Rasha Deeb. Faranno un breve intervento anche i rappresentanti di Waterlines, Fondazione Ugo e Olga Levi, Fondazione Moleskine e London College of Fashion della University of the Arts di Londra.

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Durga Mcbroom ad Alcamo

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Alcamo (Tp) venerdì 31 maggio alle 21,30 al teatro Celo D’Alcamo in via Commendator Navarra 5 ad Alcamo in occasione di “Pink Floyd pulse”, ovvero una serata di totale omaggio alla band di Roger Waters, David Gilmour, Richard Wright e Nick Mason. La prima capace di fare della psichedelia una tendenza culturale.In scena la corista Durga McBroom, accompagnata per l’occasione dagli Inside Out, ovvero la tribute band Pink Floyd di Palermo, attiva ormai da più di cinque anni.La vocalist statunitense ha cantato negli ultimi tour ufficiali – come “A Momentary Lapse of Reason” del 1987, “The Division Bell” del 1994, l’evento mondiale “Pink Floyd Live in Venezia” del 1989 – ed ha anche registrato i cori nell’ultimo album della storica band inglese “The Endless River” del 2014.La prima parte dello show sarà dedicata ai grandi classici come “Shine On you Crazy Diamond”, “One Of These Days”, “High Hopes”, “Hey You”, mentre nella seconda parte verrà eseguito integralmente uno dei capolavori di tutti i tempi, “The Dark Side Of The Moon”. Non mancherà lo schermo circolare, su cui verranno proiettati i filmati originali dei Pink Floyd, e gli incredibili effetti laser marchio di fabbrica di uno spettacolo “pinkfloydiano”, per un live maestosamente affascinante.Il biglietto di ingresso costa 20 euro, 15 euro per i minori di 14 anni. I ticket si possono comprare al botteghino del teatro, o nei punti vendita e nei siti Tickettando e Ticket One. Il concerto è organizzato da In the Spot Light e il management è di Gaetano Vicari.

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Concerto di Paolo Fresu, Richard Galliano e Jan Lundgren, in Mare Nostrum III, per la Iuc

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Roma Martedì 7 maggio alle 20.30 nell’Aula Magna dell’Università “La Sapienza” la IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti presenta Paolo Fresu (tromba, flicorno, effetti), Richard Galliano (fisarmonica, accordina) e Jan Lundgren (pianoforte).Quello formato dall’italiano Paolo Fresu, dal francese Richard Galliano e dallo svedese Jan Lundgren è stato definito “il primo supergruppo eurojazz”. La storia è nota: tutto è iniziato da una jam session in Giappone, alla quale parteciparono Lundgren e Galliano, che intrecciarono subito un ottimo rapporto. Considerando che il batterista abituale del trio di Lundgren era anche membro di uno dei tanti gruppi di Fresu, era inevitabile che prima o poi i tre si sarebbero incontrati.Ognuno di loro ha profonde radici nella tradizione musicale del proprio paese e ha usato queste radici per sviluppare un linguaggio musicale personale e distintivo, impegnandosi in molto diversi progetti musicali, che trascendono i confini di genere e stile. Nonostante i caratteri e i background culturali molto diversi, hanno anche molto in comune: sono infatti tre dei musicisti più inclini al gusto per la melodia di tutta la scena jazz europea e sono tutti e tre degli sperimentatori sempre in cerca di nuove esperienze. Suonando in trio hanno sviluppato una sorta di alleanza, forti affinità e profonda simbiosi artistica. Anche i loro strumenti, così diversi, creano invece insieme un suono ideale, inconfondibile.
Dal loro felicissimo incontro è scaturito nel 2007 un primo cd “Mare Nostrum” e nel 2016 è seguito un secondo disco, accolto con pari favore da pubblico e critica, intitolato “Mare Nostrum II”, ricco di intense e melodiche ballate e brani inediti a cui hanno contribuito tutti e tre i protagonisti. Ma il progetto è in continuo sviluppo e nel febbraio del 2019 è stato pubblicato “Mare Nostrum III”: la prima cosa che colpisce in questo nuovo album è la profonda simbiosi raggiunta dai tre musicisti, immediatamente riconoscibile nella totale naturalezza e spontaneità del dialogo che s’instaura tra loro. hanno sviluppato forti affinità e una artistica.Anche i loro strumenti così diversi, creano insieme un suono inconfondibile, attraversando una grande varietà di espressioni musicali. Fresu, Galliano e Lundgren si muovono attraverso una grande varietà di espressioni musicali, convinti che il futuro del jazz possa essere garantito soltanto dall’apertura alle altre culture, e presentano un sorprendente insieme di temi dalle più disparate provenienze: la canzone francese di Charles Trenet, i brani tradizionali svedesi, il tango di Astor Piazzolla, il madrigale di Monteverdi, e anche temi originali da loro composti. Tutto culmina in un’affascinante esperienza sonora, che raggiunge picchi creativi irresistibili. È jazz con una tinta contemporanea, coinvolgente e carico di emozioni.

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I manager italiani sono fiduciosi nei confronti del futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Si aspettano un miglioramento in termini di skill, salario e carriera. Ma il presente non soddisfa middle e top management. Questa la fotografia del Q1 2019 scattata dal “Confidence Index” di PageGroup, società leader mondiale nel recruitment con i brand Page Executive, Michael Page e Page Personnel.L’indice, che misura la percezione del mercato del lavoro – ottenuto attraverso la somministrazione di 660 questionari* ai candidati per opportunità professionali a livello di middle e top management – ha rilevato che nel primo trimestre di quest’anno i professionisti italiani ritengono precaria la situazione del mercato in cui operano (47%), così come le attuali condizioni economiche (48%). Ma le speranze sono rivolte al futuro: i candidati prevedono infatti che, nei prossimi sei mesi, mercato (45%) e situazione economica (48%) miglioreranno.Considerando un panorama di più ampio respiro, come si vedono i manager tra un anno? Anche in questo caso vince l’ottimismo:
Skill migliorate: 62%
Mansioni migliori: 49%
Promozione: 49%
Aumento di stipendio: 44%
Solo in termini di work-life balance prevalgono i candidati che non prevedono cambiamenti (39%), tuttavia la differenza percentuale rispetto a coloro che si aspettano un miglioramento è minima (38%). Ma quali sono le motivazioni che spingono i manager a cercare un nuovo lavoro? Al primo posto figura la speranza di acquisire nuove skill (45%). Segue l’attuale disoccupazione (31%), la ricerca di una retribuzione più elevata (28%) e un work-life balance migliore (25%). La ricerca ha quindi indagato il livello di gradimento dei candidati rispetto alle soluzioni temporanee, prese in considerazione dal 71% dei manager. Le motivazioni sono molteplici, ma la possibilità di aumentare le proprie competenze è ancora una volta preponderante (67%). Ad attrarre il 41% dei candidati è invece la dinamicità offerta da questo tipo di contratto, mentre il 25% lo ritiene un modo per farsi assumere a tempo indeterminato.

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9° Convegno del Centro Ricerche Mapei Sport

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Busto Arsizio. 6 maggio al Centro Congressi Malpensa Fiere di Busto Arsizio, in provincia di Varese si terrà il 9° Convegno del Centro Ricerche Mapei Sport intitolato Allenamento e performance: Sport di squadra e sport individuali, differenti strategie. preparatori, medici e atleti attivi nel mondo dello sport di alto livello provenienti da tutto il mondo si confronteranno di fronte a studenti, tecnici del settore e semplici appassionati che potranno vivere una mattinata ricca di interventi qualificati.
Dopo i saluti di rito dell’amministratore unico di Mapei Spa Giorgio Squinzi, della direttrice marketing e comunicazione del gruppo Adriana Spazzoli, del direttore di Mapei Sport Claudio Pecci e del presidente della Camera di Commercio di Varese Fabio Lunghi, il programma inizierà con Relazione tra carico di allenamento e performance del calciatore di alto livello nel corso del periodo preparatorio a cura di Antonio Gualtieri, uno dei preparatori atletici appartenenti al dipartimento di Sport Science di Juventus Football Club.
Dall’Australia il noto ricercatore Arron Coutts, attivo nella facoltà di Salute della University of Technology di Sidney, porterà il suo contributo Uomo vs Macchina: valutazione dell’efficacia dei sistemi di monitoraggio degli atleti guidati da preparatori e da computer per prendere decisioni sulla preparazione atletica mentre l’allenatore belga della Trek Segafredo Mattias Reck, ci illustrerà Come prepararsi per l’Inferno del Nord, vale a dire per la mitica Parigi-Roubaix.
Verrà quindi presentato l’8° assegno di ricerca “Aldo Sassi”, bandito da Mapei Spa in collaborazione con Varese Sport Commission, che sarà dedicato alla Relazione tra carichi di lavoro e prestazione fisica dei ciclisti. Il laureato in Scienze Motorie Marco Martin, vincitore della passata edizione, illustrerà i risultati del suo lavoro svolto nei laboratori di Mapei Sport e sui campi da calcio.
Infine andrà in scena l’attesa tavola rotonda dedicata alle esperienze sul campo, nella quale il mister del U.S. Sassuolo Roberto De Zerbi e il campione di ciclismo Ivan Basso, oggi dirigente della formazione Kometa Cycling Team si confronteranno con Ermanno Rampinini, a capo dello Human Performance Lab (HPL) di Mapei Sport e consulente per gli sport di squadra come calcio, pallacanestro e la nazionale di sci alpino, e Andrea Morelli, responsabile del laboratorio di analisi del movimento e referente per il settore ciclismo, rispondendo alle domande del giornalista sportivo Pier Augusto Stagi. Ricordiamo che l’iscrizione al convegno Mapei Sport è gratuita e obbligatoria.

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Il ritorno di Nadeem Aslam con: “Il libro dell’acqua e di altri specchi”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Fra gli scrittori più apprezzati del panorama letterario internazionale, Nadeem Aslam fa il suo ritorno in libreria con Il libro dell’acqua e di altri specchi, romanzo tradotto da Norman Gobetti che sarà sugli scaffali dall’8 maggio. Prima presentazione al Salone del Libro Torino lingotto l’11 maggio, dove Aslam dialogherà con Giuseppe Catozzella.
Il libro dell’acqua e di altri specchi si apre in una città fittizia chiamata Zamana, in Pakistan. Nargis e Massud sono una coppia di architetti, uniti da un’affinità elettiva con cui hanno sapientemente modulato ogni fase della loro relazione. Eppure Nargis ha nascosto per tutta la vita al marito un elemento fondante e pericoloso della sua identità: è nata cristiana, con il nome di Margaret, ma crescendo si è finta musulmana per sfuggire agli abusi e alle oppressioni.
Quando Massud muore in uno scontro a fuoco, la vita di Nargis inizia a sgretolarsi.
Intanto qualcuno si serve degli altoparlanti dei minareti per rivelare i segreti e le dissolutezze degli abitanti, diffondendo il terrore in un Paese in cui l’accusa di blasfemia può costare la vita. I misteriosi annunci presto diventano persecuzioni e Nargis sarà costretta a fuggire. In questo mondo al limite della distopia, diverse trame amorose si liberano come fiumi in piena e con la loro poesia fanno da contraltare all’orrore.
Questo romanzo è un ritratto rivelatore dello spirito umano, una storia di corruzione e resistenza, di amore e terrore, e delle maschere che a volte è necessario indossare per salvarsi.

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Il Sinodo CELI 2019 si chiude con un impegno per la sostenibilità e l’ecologia

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Il Sinodo della Chiesa Evangelica-Luterana in Italia, CELI, si è concluso dopo tre giorni intensi di lavoro tra mozioni, relazioni, una tavola rotonda e gruppi di lavoro sul tema Fede e Futuro – Glauben und Handeln (Fede e Azione), culminati in una dichiarazione d’impegno in 5 punti come base dell’agire ispirato dalla fede.Soprattutto le ultime quattro mozioni, raggruppate poi in una mozione che funge da dichiarazione programmatica del Sinodo stesso, hanno dimostrato come la CELI prenda sul serio il tema dell’ecologia e della sostenibilità. Già nei loro discorsi introduttivi, il decano Heiner Bludau e il presidente del Sinodo, Georg Schedereit, hanno ribadito come una chiesa debba svolgere anche un ruolo sociale e politico. Il decano Bludau ha posto i 17 obiettivi dell’AGENDA 2030 come linee guida dei lavori dei 56 sinodali.La dichiarazione conclusiva del Sinodo è una presa di posizione su come la Chiesa Evangelica-Luterana intenda affrontare il proprio cammino verso il futuro in riferimento al tema Fede e Futuro – Fede e Azione:
1. “Riconosciamo che abbiamo peccato nei confronti delle buone intenzioni di Dio con il suo Creato e prendiamo atto che stiamo puntando verso una catastrofe globale irreversibile.“
2. “Ci impegniamo a cambiare il nostro stile di vita personale attraverso misure concrete, per vivere e agire in maniera più equa.”
3. “Ci informiamo, impariamo gli uni dagli altri (es: “Come diventare un’ ‚Eco-Famiglia” Comunità di Verona). Nominiamo un referente per l’Ambiente nelle nostre Comunità e a livello della CELI.“
4. “Creiamo reti a livello locale e interregionale con altri attori (Chiese, istituzioni). Quando celebriamo e agiamo, lo facciamo nella consapevolezza del processo conciliare di pace, giustizia e mantenimento del Creato.”
5. “Come Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI) difendiamo gli interessi del Creato che Dio ci ha affidato nei confronti della politica e della società.“
La terza giornata dei lavori del Sinodo si è conclusa con un ricevimento a Villa Aurelia a Roma per festeggiare i 70 anni dalla fondazione della CELI. Domenica, 28 aprile il sinodo si è concluso con un culto solenne nella chiesa della Comunità Evangelica-Luterana di Roma, durante il quale c’è stato il saluto di congedo ai tre pastori Franziska Müller, Friedemann Glaser e Urs Michalke.

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La democrazia in termini ideali e reali

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

movimento onLa storia ci insegna che l’umanità spesso ha attraversato momenti difficili nel gestire i suoi spazi di democrazia, di libertà e di giustizia. Oggi il tema si ripropone e il timore avvertito è che il principio di legittimità possa restare un involucro svuotato di sostanza e nella sostanza. Questo scenario già lo avvertiva nella sua puntuale analisi Giovanni Sartori sul Corriere della Sera del 5 ottobre del 2004. Dietro questa riflessione vi sono studiosi come Ralf Dahrendorf che “hanno espresso più volte idee non certo più incoraggianti a partire dal fatto che la concezione della democrazia è diventata così nebulosa che ciascuno può facilmente adattarla ai propri interessi.”
Lo stesso Norberto Bobbio paventava l’insorgenza di un nuovo problema nella crisi di identità delle democrazie che può preludere ad una crisi più generale delle istituzioni democratiche.
Ma cos’è la democrazia che noi vogliamo come sistema politico inteso come un insieme di regole, primarie e fondamentali, che stabiliscono chi è autorizzato a prendere le decisioni collettive vincolanti e con quali procedure se non la forza capace di rendere tutti i cittadini uguali di fronte alle leggi, al suo sistema di governo, alla tutela degli interessi generali e attraverso una “democrazia deliberativa” che possa per John Rawls rappresentare una via d’uscita dalla confusione e dall’incertezza. Ma come si può raggiungere, e soprattutto consolidare, una siffatta democrazia al cospetto dell’assoluto predominio del mercato e il fatto che la politica non è più in grado di assicurare quel controllo e quella regolazione dei processi economici che possono garantire libertà ed eguaglianza? Se non vi poniamo riparo per tempo avremo un deficit di democrazia che ridurrà la funzione delle istituzioni a gusci vuoti con una logica dell’economia che non conosce la democrazia alla base della quale sta il principio del limite. In altri termini la pretesa della democrazia del mercato sembra sconfinare nella democrazia come mercato e questo crea le premesse di una possibile crisi dei sistemi democratici. Dobbiamo forse arguire che siamo alla fine dei sistemi democratici di governo, di libertà e di pluralismo e alla negazione dell’agire creativo in una molteplicità di campi? (Riccardo Alfonso direttore del Centro studi culturali e politici della Fidest)

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“Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi” diceva Einstein

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

In altre parole, se non siamo soddisfatti dei risultati che otteniamo nella vita, conviene cambiare qualcosa nei nostri comportamenti oppure ci toccherà fare i conti con gli stessi immutabili risultati insoddisfacenti… “Cambiare è difficile perché le conseguenze possono essere pesanti: incrinare rapporti di anni, rompere equilibri sottili, far perdere relazioni e lavori Il limite di molti percorsi di psicoterapia è che producono consapevolezza senza reali cambiamenti. In pratica, le persone divengono consapevoli delle ragioni che li spingono ad agire in un certo modo (spesso per motivazioni che affondano lontane radici nella storia personale e familiare) ma poi non trovano il coraggio e la forza di agire in maniera diversa”.
Cosa fare allora? Una via sicura è la teatro terapia. Si prova sul palco quello che si vuole cambiare nella vita sotto la guida di uno psicoterapeuta. E’ divertente, non ci sono conseguenze nella vita reale, si può provare ad essere come si vorrebbe senza avere conseguenze. “La teatro-terapia può rappresentare un’utile palestra per il cambiamento perché il suo fulcro è proprio portare sulla scena se stessi e le proprie difficoltà, in maniera da sperimentare direttamente come potrebbe essere un cambiamento. – spiega lo psicoterapeuta Giovanni Porta – Provare, sbagliare, riprovare, fino ad arrivare a un equilibrio soddisfacente all’interno di un contesto protetto in cui la finzione teatrale è la rete che permette di non farsi troppo male cadendo”. Ispirato a una miscela di psicoterapia della gestalt, analisi caratteriale ed esercizi di formazione attoriale, la teatro-terapia proposta da Giovanni Porta propone esperienze di movimento, meditazione, recitazione e introspezione al fine di raggiungere un maggior livello di benessere nella propria vita reale. Sperimentare nel virtuale ciò che poi si desidera portare nel reale.

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Migranti: oltre 300.000 bambini venezuelani in Colombia hanno bisogno di assistenza umanitaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Almeno 327.000 bambini venezuelani vivono come migranti e rifugiati in Colombia. Secondo l’UNICEF, senza un maggiore sostegno, la loro salute, istruzione, protezione e benessere saranno in pericolo. La situazione economica e politica del Venezuela ha portato circa 3,7 milioni di venezuelani a lasciare le loro case per andare in Brasile, Colombia, Ecuador, Perù e altri paesi della regione. Circa 1,2 milioni di loro sono in Colombia, dove spesso vivono in comunità ospitanti vulnerabili con risorse già limitate. “In un momento in cui il sentimento anti-migranti sta crescendo in tutto il mondo, la Colombia ha generosamente tenuto le sue porte aperte ai suoi vicini venezuelani”, ha detto Paloma Escudero, Direttore della Comunicazione dell’UNICEF che ha appena terminato una missione di quattro giorni a Cucuta, sul lato colombiano del confine con il Venezuela. “Mentre sempre più famiglie prendono la dolorosa decisione di lasciare ogni giorno le loro case in Venezuela, è tempo che la comunità internazionale intensifichi il suo sostegno e aiuti a soddisfare i loro bisogni primari. Non possiamo permettere che la generosità diminuisca”. Sul ponte Simon Bolivar tra Colombia e Venezuela, Escudero ha parlato con le famiglie che ogni giorno fanno il viaggio per cercare cure mediche, portare i loro figli a scuola e portare cibo e altri beni di prima necessità alle loro famiglie. “Ho incontrato una madre che ha l’epilessia ed è incinta di otto mesi. Aveva bisogno di venire in Colombia per fare le visite prenatali e proteggere la sua salute e la salute del suo bambino”, ha detto Escudero. “Per la maggior parte delle famiglie, la decisione di andarsene è solo una misura di ultima istanza”. Visitando un centro sanitario sostenuto dall’UNICEF vicino al confine, Escudero ha incontrato mamme e bambini che hanno viaggiato per ore per sottoporsi a visite prenatali, vaccinare i loro figli o richiedere cure mediche gratuite. La Colombia offre anche istruzione gratuita ai bambini migranti provenienti dal Venezuela. Più di 130.000 bambini venezuelani sono oggi iscritti nelle scuole di tutta la Colombia, rispetto ai 30.000 del novembre dello scorso anno. Quasi 10.000 di questi studenti si trovano nella città di confine di Cúcuta e quasi 3.000 di loro si recano ogni giorno dal Venezuela per andare a scuola. “La gravissima situazione in Venezuela ha lasciato molti genitori senza altra scelta se non quella di perseguire opportunità di istruzione per i loro figli al di là del confine”, ha detto Escudero. “Ho visto centinaia di studenti attraversare Cúcuta alle prime luci dell’alba, sotto una pioggia battente, per andare a scuola. Questa dedizione all’apprendimento da parte di genitori e studenti è una lezione di impegno, perseveranza e determinazione per tutti noi”. L’UNICEF sta lavorando a stretto contatto con altre agenzie umanitarie, autorità nazionali e locali, organizzazioni non governative e comunità colombiane per fornire ai bambini migranti e ai bambini delle comunità ospitanti salute, nutrizione, istruzione e protezione. Le azioni finora intraprese comprendono il sostegno a team sanitari mobili, la creazione di spazi a misura di bambino per il sostegno psicosociale e la prevenzione della violenza, la fornitura di acqua potabile sicura e servizi igienico-sanitari, la promozione di pratiche igieniche, la creazione di spazi didattici protettivi, la distribuzione di materiale scolastico, la formazione di insegnanti e l’offerta di supporto nutrizionale.

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“Legge sulla legittima difesa troppo debole”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

“La legge sulla legittima difesa, seppur rappresenti un primo passo, è fin troppo debole, non essendo l’optimum che abbiamo richiesto e che le nostre proposte di legge volevano interpretare. Rischia di avere gli stessi limiti di quella precedente, perché ripropone i due principali problemi: ti puoi difendere ma la tua difesa deve essere commisurata all’offesa, lasciando ampio margine al giudice.
Fratelli d’Italia è da sempre al fianco delle vittime della giustizia “ingiusta”, soprattutto per chi si è difeso in situazione di pericolo. Fra un ladro che entra in casa e il cittadino che si difende, saremo sempre con il cittadino che voleva solo proteggere la propria famiglia.” È quanto dichiarano in una nota Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia per il collegio Roma Centro, e Paola Radaelli, presidente dell’Unione Nazionale Vittime (Unavi) e candidata per Fratelli d’Italia alle elezioni europee nel collegio Nord-Ovest.

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Galli: “Il 1 Maggio 120 escursioni in tutta Italia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Ben 200 borghi, Parchi Nazionali, Geoparchi Unesco. A Roma arrivo di 100 canoisti da 30 Nazioni, per la 40esima Discesa del Tevere. Nel Lazio percorreremo antichi sentieri attraversando borghi di una volta. Entreremo nella Rocca Sinibalda, capolavoro dell’architettura difensiva del primo Rinascimento. Nelle Marche con i geologi e le Guide saremo sulle faglie di Castelluccio riattivatesi nel 2016. In Toscana entreremo in una imponente Necropoli Etrusca. In Campania escursione alle bocche vulcaniche del 1906, sul Monte Somma vedremo la lava a corde. Poi musica sul Vesuvio al tramonto. In Valle D’Aosta saremo nell’antica casa di Caccia del Re Vittorio Emanuele II. Ammireremo lo stambecco alpino nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso. In Sardegna in SUP lungo tutta la costa Sud. Nel Sarrabus c’è un’archeologia celata nei fondali marini con imbarcazioni fenicio- punico; romane; medievali; del periodo bellico, ma abbiamo anche interessanti torri costiere e fornicazioni. Entreremo nel Villaggio Nuragico custodito dentro il monte Tiscali. In Sicilia San Marco d’Alunzio, il borgo medioevale eletto “Borgo più bello d’Italia”. A Vendicari con le Vecchie Tonnare. Vedremo come si lavorava il pesce nell’epoca romana. C’è uno stabilimento risalente all’epoca romana ed utilizzato per la lavorazione del pesce. Si entrerà nella Torre che difendeva dai Pirati. C’è Prizzi, un borgo medievale, abbarbicato su di una rocca a 1045 m s.l.m. con vicoli stretti ed Hippana sito archeologico . Si tratterebbe di una antica città di età alto – ellenistica, in Sicilia. A Marettimo nelle Isole Egadi ci sono 400 grotte da visitare. In Calabria le industrie Borboniche ma anche la “Meraviglia d’Italia”, la più alta cascata di tutto l’Appennino Meridionale. In Emilia – Romagna la cascata citata da Dante nel XVI dell’Inferno”.

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Scuola: Vicepresidi, maxi carichi di lavoro ma niente esonero dalle lezioni: ora basta

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Anief risponde alla richiesta formulata da Ancodis di esonero dalle lezioni, aggiungendo pure le quote riservate per il concorso DS a coloro che hanno maturato annualità come vicari, oltre a indennità adeguate al grande lavoro e responsabilità enormi che vengono portati avanti dai vicepresidi, quasi sempre in assenza dei dirigenti scolastici costretti a dividersi in più plessi. Marcello Pacifico (Anief): Si parla tanto di merito professionale, allora si parta o si inizi con chi dimostra e ha dimostrato di saper svolgere rilevanti attività extra didattiche, indispensabili al sistema scolastico ai fini dell’organizzazione, anche amministrativa. Si istituisca subito l’area della vicedirigenza e si ripristini l’indennità di reggenza 50% prevista dal vecchio contratto del 2009, visto che una scuola su quattro è senza preside.Se il sistema scolastico va avanti al meglio, nonostante i tanti problemi che ingloba, è grazie alla totalità dei lavoratori della scuola che, con impegno, porta avanti le sue mansioni. Tra essi ci sono i vicepresidi, che lavorano anche d’estate e, come vicari dei dirigenti scolastici, hanno molte responsabilità, oltre a un’enorme fetta di incarichi. È di oggi l’intervento di Ancodis, Associazione nazionale collaboratori dei dirigenti scolastici, formatasi qualche anno fa, che a Orizzonte Scuola ha raccontato le problematiche legate alla categoria. “Abbiamo capito a un certo punto che dovevamo aggregarci per far sentire la nostra voce”, dice il presidente, Rosolino Cicero, professore di matematica e collaboratore del Ds del suo istituto. Il presidente continua affermando come sia difficile rimanere appassionati al proprio lavoro nonostante “le amarezze e le deprivazioni legate al tessuto sociale, ma è una grande scommessa per noi che restiamo qui a dare un futuro positivo e possibile ai nostri ragazzi”. In pratica l’associazione “chiede al Miur e ai sindacati di prevedere la diversificazione dell’orario di lavoro in orario per la didattica ed orario per la collaborazione nel quale è formalmente riconosciuto lo svolgimento di tutte quelle attività necessarie ed indispensabili al funzionamento e che oggi sono contrattualmente sommerse. Occorre procedere a una coraggiosa innovazione contrattuale che determini incentivi finalizzati a valorizzare le professionalità, ad incoraggiare i docenti ad assumere responsabilità e svolgere mansioni organizzative e gestionali delegate dal DS, ad accogliere favorevolmente proposte di azioni formative specifiche”. Essi, dunque, lamentano una “iniqua condizione lavorativa e – convinti della dignità e professionalità del nostro lavoro – chiediamo attenzione ponendo fine ad una immeritata discriminazione che ne ferisce la professionalità ed umilia senso del dovere e spirito di servizio”.

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Scuola: Parte l’adesione ai ricorsi Anief in merito all’aggiornamento GaE 2019/2021

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Alla luce degli ultimi interventi normativi successivi alla decisione dell’Adunanza Plenaria, in attesa delle decisioni del Consiglio d’Europa sui reclami collettivi, i legali dell’ANIEF chiederanno nel merito ai giudici del Tar una lettura euro-orientata relativa alla richiesta di riapertura delle GaE al personale abilitato, quale unico strumento vigente atto a risarcire l’abuso di contratti a termine, come più volte affermato dalla Corte di Cassazione e dalla Corte Costituzionale, in assenza di altri strumenti che consentano a chi insegna per più di 36 mesi di inserirsi in un percorso che, in tempi ragionevoli, conduca alla stabilizzazione. Rimane l’azione giudiziaria da intraprendere presso il Tribunale del lavoro contro i licenziamenti disposti per chi è entrato di ruolo con riserva ma ha superato l’anno di prova. L’azione promossa dal sindacato è dedicata:
– a chi con Anief ha già attivato tra il 2014 e il 2018 un ricorso per l’inserimento nelle GaE ma non è ancora stato immesso in ruolo o non è stato neanche inserito in GaE con riserva (chi è di ruolo, infatti, ancorché con riserva, non può rientrare in GaE e dovrà impugnare al Giudice del lavoro il decreto di licenziamento per essere confermato nel ruolo dopo aver superato l’anno di prova);
– a chi non ha mai ricorso con Anief per l’inserimento in GaE pur avendo presentato ricorso con altri legali (indipendentemente dall’inserimento con riserva) o non ha mai ricorso per l’inserimento in GaE;
– a chi è inserito a pieno titolo nella quarta fascia delle GaE e chiede di passare in terza fascia;
– a chi è inserito nella prima fascia delle graduatorie d’istituto ma vuole cambiare la provincia o le scuole d’inclusione;
– a chi intende ottenere il riconoscimento del servizio militare prestato non in costanza di nomina.
Possono ricorrere tutti coloro che sono in possesso dell’abilitazione, ovvero del diploma magistrale, ISEF, ITP, AFAM, chi si è abilitato presso le facoltà di scienze della formazione primaria (SFP), con il TFA o PAS o ancora all’estero, chi è risultato idoneo agli ultimi concorsi, il personale educativo (per l’inserimento nelle GaE della scuola Primaria). A chi è già ricorrente Anief e intende proseguire la sua azione per rimanere o entrare con riserva in GaE sono state inviate specifiche indicazioni e deve seguire comunque la specifica adesione. Per tutti i nuovi ricorrenti, inclusi quelli che non hanno mai aderito ai ricorsi Anief, è necessario inviare la domanda cartacea predisposta da Anief e aderire al ricorso entro il prossimo 16 maggio, temine dell’aggiornamento. Dopo la pubblicazione del D.M. 374/2019 di aggiornamento delle Graduatorie ad esaurimento per il triennio 2019/2022 e l’avvio da ieri della presentazione delle domande, Anief non perde tempo e rilancia immediatamente il suo storico contenzioso per la riapertura delle GaE a tutti gli abilitati e alle categorie equiparabili. Il sindacato, pur prendendo atto della decisione dell’Adunanza Plenaria che per due volte ha ribadito il proprio ‘no’ alla riapertura delle graduatorie ad esaurimento, nonostante le numerose sentenze favorevoli nel recentissimo passato dello stesso Consiglio di Stato, rimane convinto che tenerle chiuse sia un grave errore, soprattutto perché danneggia ulteriormente i precari che aspirano alla stabilizzazione. Il diritto dell’Unione Europea, infatti, obbliga gli stati membri a dotarsi di tutti gli strumenti atti a evitare l’abuso nella reiterazione dei contratti a termine oltre i 36 mesi. Ebbene, le GaE oggi sarebbero l’unico strumento che potrebbe rispondere a quell’esigenza, in quanto unico canale con sbocco garantito verso il ruolo. Uno sbocco che, se le GaE fossero una buona volta riaperte, consentirebbe anche al personale non ancora abilitato di potervi entrare in futuro, vista la decisione di tornare ai concorsi abilitanti per chi supera tutte le prove (reintrodotti con l’ultima legge di bilancio) e quella, annunciata pochi giorni fa ma ancora abbastanza nebulosa, di attivare nuovi percorsi abilitanti speciali.
Anief, pertanto, chiederà ancora una volta al TAR di valutare la questione, con l’obiettivo di ottenere o la disapplicazione della normativa interna o di rimetterla alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per l’inserimento di tutti i ricorrenti nelle GaE quale unica misura riparatoria rispetto all’abuso reiterato dei contratti a termine. “Non c’è più tempo – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief –. La pazienza dei precari è finita ed è giunto il momento di riaprire le graduatorie ad esaurimento, per dare respiro alle legittime aspettative di immissione in ruolo di tutto il personale costretto al precariato da troppo tempo e senza concrete prospettive di assunzione a tempo indeterminato”.

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Scuola: Accesso ai corsi di sostegno, la confusione continua: nuova soglia d’accesso per accedere all’orale

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Anief ricorre per far ammettere i candidati agli scritti con 18/30 e continua a raccogliere le segnalazioni sulle presunte irregolarità delle prove preselettive. La babele sulla selezione per individuare i partecipanti ai corsi di sostegno non sembra avere fine: dopo aver distribuito i 14.224 posti a caso, adottato una soglia “mobile” per la preselettiva, costringendo il sindacato a ricorrere in tribunale per fare ammettere tutti coloro che hanno raggiunto almeno la sufficienza, organizzato in modo maldestro i test, con tanto di prove annullate in tre atenei, adesso si scopre che il D.M. n. 92/2019 prevede che i candidati ammessi allo scritto dovranno raggiungere la soglia 21/30 per passare allo step successivo, la prova orale. Marcello Pacifico (Anief): Viene sempre più da pensare che a prendere queste decisioni siano delle persone che non solo non conoscono la scuola, ma nemmeno le più elementari procedure concorsuali d’accesso ai ruoli pubblici. Anief continua la raccolta di adesioni da parte dei candidati estromessi contro l’ingiusta esclusione dai corsi: fino al 6 maggio, possono impugnare l’esclusione tutti i candidati al Tfa Sostegno che in occasione delle prove di metà aprile hanno conseguito almeno la sufficienza, pari ad almeno 18/30, ritrovandosi ingiustamente esclusi dopo mesi di preparazione e sacrifici.
Ci sono importanti novità di trattamento dei candidati ai corsi di specializzazione, organizzati dalle Università sulla base dei decreti ministeriali, per diventare docente di sostegno: la prova scritta – che verterà su una o più tematiche previste dall’articolo 6, comma 1, del DM 30 settembre 2011 – verrà svolta da un numero doppio di candidati rispetto ai posti disponibili, più tutti coloro che hanno conseguito lo stesso punteggio dell’ultimo degli ammessi: questo significa che, a seguito della prova scritta e prova orale, sarà bocciato il 50% (e anche più) dei candidati, scrive Orizzonte Scuola. “Per la valutazione della prova scritta – continua la rivista – rimane in vigore il dm 30 settembre 2011, che stabilisce a 21/30 la soglia di sufficienza. Quindi, anche qualora le Università non lo avessero indicato nel bando, scrivendo semplicemente che la prova sarà valutata in trentesimi, rimane comunque valido il decreto, sicuramente ricordato nelle premesse”. Inoltre, a differenza della preselettiva, le prove scritte non prevedono domande a risposta chiusa. E sono svariate le tematiche su cui verteranno le prove: le competenze didattiche diversificate in funzione del grado di scuola; le competenze su empatia e intelligenza emotiva; le competenze su creatività e pensiero divergente; le competenze organizzative e giuridiche correlate al regime di autonomia delle istituzioni scolastiche. Secondo Anief ci troviamo davanti all’ennesima stortura relativa all’organizzazione di questi corsi specializzanti sul sostegno agli alunni disabili. Invece di produrre una selezione seria, improntata sull’efficienza e sull’effettiva necessità di individuare i docenti più adatti e competenti per svolgere il delicato ruolo di affiancamento degli alunni con disabilità nel loro percorso formativo, si è partiti male e si sta finendo peggio. Prima si è ristretto davvero troppo il cerchio dei posti da assegnare. Il giovane sindacato autonomo ha immediatamente impugnato al Tar del Lazio quella scelta, ufficializzata dal Miur attraverso il Decreto del 21 febbraio 2019 n. 118, che ha di fatto dato il la alla selezione dei tanti aspiranti ai corsi di specializzazione. Anief ha dunque denunciato ai giudici amministrativi l’insufficienza dei posti autorizzati rispetto al fabbisogno di personale docente specializzato, assieme all’irragionevolezza della loro ripartizione tra gli atenei rispetto alle effettive esigenze ed impellenze territoriali: qualche giorno fa, il Tribunale Amministrativo, con un provvedimento cautelare d’urgenza, ha dato ragione al sindacato, ordinando al Ministero dell’Istruzione l’immediato riesame della situazione, chiedendo all’amministrazione di redigere una relazione circostanziata attraverso la quale si possano finalmente chiarire, tra l’altro, i presupposti e le ragioni posti a fondamento delle scelte prodotte.

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“L’Europa agisca in fretta per arginare le morti causate dall’amianto”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Secondo l’Oms sono 107mila ogni anno, di cui circa 6mila in Italia. Un’emergenza sanitaria che fa paura e che riguarda ogni cittadino”. Lo afferma Luisa Regimenti, responsabile Sanità nel Lazio per la Lega e candidata alle elezioni europee nella circoscrizione Italia centrale.“Oggi è la giornata mondiale delle vittime dell’amianto – prosegue Regimenti – ma non basta un giorno all’anno per ricordarci di questo pericolo. Perché, nonostante siano trascorsi quasi trent’anni da quando il nostro Paese ha messo al bando l’amianto, questa fibra killer è ancora presente in molte strutture, scuole e persino ospedali. E le prospettive non sono certo rosee, visto che nei prossimi anni la situazione, secondo gli esperti, è destinata a peggiorare”.“E’ perciò necessario un cambio di rotta nelle politiche europee, una presa di coscienza collettiva e interventi mirati” – conclude.

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Morti e feriti a Tripoli nelle ultime 36 ore

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Notte di attacchi sulle case a Tripoli con 300 morti di cui 90 minorenni e 100 donne morte 1700 feriti più di 40 mila sfollati di cui 50% donne e il 25% minorenni. Così l’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) descrive la notte scorsa caratterizzata da attacchi aerei su Tripoli da parte dell’esercito su Haftar utilizzando aerei senza pilota con numerosi danni sulle abitazioni ,morti e feriti sotto le macerie così riferiscono i medici libici al fondatore Amsi e Consigliere OMCEO di Roma Foad Aodi che é in contatto con loro dall’inizio del conflitto.
In base al bilancio fornito dai medici libici oggi fino ore 13.00 ci sono 300 morti di cui 90 minorenni e 100 donne ,ci sono più di 40 mila sfollati di cui il 50% donne e il 25% minorenni. Inoltre ci informano che nei prossimi giorni saranno operate 45 donne e minorenni da un chirurgo francese presso l’ospedale di Bengasi. Ringraziamo Papa Francesco per il suo appello a favore della popolazione e dei rifugiati in Libia e l’urgenza di corridoio sanitario e umanitario.

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Carlo Iacomucci: “La Mano Ribelle”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

di Patrizia Minnozzi. Quest’anno, in occasione dei suoi 70 anni, Carlo Iacomucci ha fatto un regalo a sé stesso ed ai suoi estimatori, con la pubblicazione di un libro molto particolare e insolito, dal titolo “ La Mano Ribelle”.
Ancora una volta, il Maestro è stato in grado di stupirci, trasformando gli esercizi di scrittura e disegno per curare una fastidiosa patologia della mano, dal nome complicato (distonia di torsione idiopatica), in un’opera d’arte in formato libro, dal titolo” La mano ribelle”. Questa particolare patologia rientra tra le malattie rare ed è conosciuta ai più come “crampo dello scrivano”. Si tratta, nello specifico, di una non corretta funzionalità e comunicazione tra il cervello e la mano, che di conseguenza, agisce da sola e non esegue a dovere gli ordini, come ci si aspetterebbe in condizioni normali.Siamo a conoscenza di vari libri sulla distonia, ma finora, nessuno dei tanti era stato ideato con disegni eseguiti da un artista con distonia della mano e, con questa opera , Iacomucci vuol lasciare una verità o traccia (per rimanere nel suo stile), nella storia delle distonie che, nello specifico, si riscontrano in categorie di artisti quali gli scrittori, i musicisti e gli incisori. In tutto il libro, si nota la presenza molto attiva e preponderante della “mano ribelle” dell’artista e possiamo considerarlo una sorta di gestazione, che si è maturata ed evoluta nel tempo, durante il quale Iacomucci ha esercitato la sua “mano ribelle”.La mano umana ha caratteristiche anatomiche uniche: è un mezzo di espressione e attraverso di essa l’artista svolge il suo personale processo creativo. L’incisore francese Henri Focillon, sintetizzò in una frase del suo raffinato “Elogio della mano” «l’arte si fa con le mani e la mano dell’artista è “mano operaia”.
Il libro di Iacomucci si compone di una quarantina di disegni, realizzati con penne grafiche, punzone e alcune sfumature di grafite e intervallati da parti scritte, dettate dalla necessità di fare esercizio manuale. Ogni foglio ha la pagina numerata, ma soprattutto ha la data ben scritta, in basso, ad indicare il momento esatto della sua realizzazione, che si è protratta nell’arco di un decennio (dal 2008 al 2018). Le pagine sono state più volte rimaneggiate, con l’aggiunta di nuovi elementi, ma in questi “disegni-scarabocchi” o gestualità del segno, troviamo i motivi ricorrenti della poetica di Iacomucci, come ad esempio le gocce o tracce, i personaggi, le linee e l’immancabile aquilone.Da sottolineare che il libro è altamente impreziosito da testimonianze e appunti di importanti studiosi ed esperti di questa particolare patologia. In primis la stessa Sig.ra Flavia Cogliati, Presidente dell’ Associazione Italiana per la Ricerca sulla Distonia – A.R.D. Non mancano, altresì, le testimonianze e, soprattutto, le spiegazioni medico- scientifiche sulla diagnosi e la cura di questo disturbo neurologico, sapientemente esposte dal Dott. Giovanni Flamma, Dirigente Medico Neurologia-Ospedale di Pesaro e dal Dr. Francesco Logullo, Direttore Neurologia-Ospedale di Macerata.
La generosa collaborazione di questi medici, rende il libro ancora più ricco e denso di significato, soprattutto a livello umano e personale.
E’, senza dubbio, un’opera insolita e unica nella sua composizione e di rilevante valore artistico, poiché rappresenta la sintesi di tutta la tematica più intima e personale del Maestro Iacomucci. pag.116, disegni 45 Ed. Zefiro. IBS, La Mano Ribelle di Carlo Iacomucci.

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