Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

La democrazia in termini ideali e reali

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

movimento onLa storia ci insegna che l’umanità spesso ha attraversato momenti difficili nel gestire i suoi spazi di democrazia, di libertà e di giustizia. Oggi il tema si ripropone e il timore avvertito è che il principio di legittimità possa restare un involucro svuotato di sostanza e nella sostanza. Questo scenario già lo avvertiva nella sua puntuale analisi Giovanni Sartori sul Corriere della Sera del 5 ottobre del 2004. Dietro questa riflessione vi sono studiosi come Ralf Dahrendorf che “hanno espresso più volte idee non certo più incoraggianti a partire dal fatto che la concezione della democrazia è diventata così nebulosa che ciascuno può facilmente adattarla ai propri interessi.”
Lo stesso Norberto Bobbio paventava l’insorgenza di un nuovo problema nella crisi di identità delle democrazie che può preludere ad una crisi più generale delle istituzioni democratiche.
Ma cos’è la democrazia che noi vogliamo come sistema politico inteso come un insieme di regole, primarie e fondamentali, che stabiliscono chi è autorizzato a prendere le decisioni collettive vincolanti e con quali procedure se non la forza capace di rendere tutti i cittadini uguali di fronte alle leggi, al suo sistema di governo, alla tutela degli interessi generali e attraverso una “democrazia deliberativa” che possa per John Rawls rappresentare una via d’uscita dalla confusione e dall’incertezza. Ma come si può raggiungere, e soprattutto consolidare, una siffatta democrazia al cospetto dell’assoluto predominio del mercato e il fatto che la politica non è più in grado di assicurare quel controllo e quella regolazione dei processi economici che possono garantire libertà ed eguaglianza? Se non vi poniamo riparo per tempo avremo un deficit di democrazia che ridurrà la funzione delle istituzioni a gusci vuoti con una logica dell’economia che non conosce la democrazia alla base della quale sta il principio del limite. In altri termini la pretesa della democrazia del mercato sembra sconfinare nella democrazia come mercato e questo crea le premesse di una possibile crisi dei sistemi democratici. Dobbiamo forse arguire che siamo alla fine dei sistemi democratici di governo, di libertà e di pluralismo e alla negazione dell’agire creativo in una molteplicità di campi? (Riccardo Alfonso direttore del Centro studi culturali e politici della Fidest)

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