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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Archive for 2 Mag 2019

Scuola – Sciopero dei DS, Udir: protestiamo per dare alla categoria il riconoscimento che merita

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 Mag 2019

Anche altri sindacati sciopereranno il 17 maggio. Udir disapprova l’accordo raggiunto e va avanti verso la protesta. Marcello Pacifico (Udir): Confermiamo la mobilitazione perché non è stato fatto nessun passo indietro rispetto alle impronte digitali e alle rilevazioni biometriche per accertare la presenza dei DS, misura che reputiamo offensiva e totalmente priva di senso. Non è giunto nemmeno un arresto sul salario accessorio senza valutazione o ancora sull’obbligo della dimora nella sede di servizio presente nel decreto concretezza. Inoltre, il FUN per l’a.s. 2017/2018 risulta privo della RIA dei presidi andati in quiescenza, mentre è assente ancora la perequazione esterna con gli altri dirigenti dal 2016. In ultimo, a non farci desistere dall’intento, l’evidente e progressivo taglio delle risorse per l’istruzione registrato nel DEFOltre al giovane sindacato, altre sigle prenderanno parte alla mobilitazione, come Cub. Udir si è battuto inoltre, anche in occasione della recente audizione in Senato, per assicurare l’oggettività nei criteri di valutazione dei DS e procedure di reclutamento più snelle.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, si è impegnato affinché le criticità potessero trovare una soluzione, ma senza risultati: “Da tempo siamo sul pezzo e seguiamo da vicino le mosse del Governo, con l’intento di direzionarle verso ciò che è più opportuno, tenendo conto anche del fatto che i presidi sono oberati di lavoro e responsabilità”.“Pure attraverso proposte emendative, abbiamo sempre cercato di orientare le scelte, verso la strada che reputiamo più giusta. Visto che non è stato risolto nulla, siamo pronti a scioperare il 17 maggio, poiché non staremo di certo a osservare senza far niente”, conclude il presidente Pacifico.

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Stromboli: realizzata la prima radiografia muonica del vulcano

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 Mag 2019

Per la prima volta è stata realizzata una muografia del vulcano Stromboli, frutto della collaborazione di un gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in collaborazione con Istituti di ricerca giapponesi. La muografia, o radiografia muonica, è una tecnica che utilizza i muoni, particelle che vengono prodotte quando i raggi cosmici provenienti dallo spazio interagiscono con l’atmosfera terrestre, per ricostruire un’immagine della struttura interna di un oggetto. I risultati della radiografia muonica del vulcano Stromboli, pubblicati oggi sulla rivista internazionale Scientific Reports di Nature, hanno rivelato la presenza di una zona a bassa densità nell’area sommitale del vulcano. Questa zona corrisponde a una struttura di collasso formatasi nell’area dei crateri durante l’eruzione effusiva del 2007 e successivamente riempita da materiale piroclastico incoerente prodotto dall’attività esplosiva stromboliana. Questa struttura, che ha condizionato lo stile eruttivo del vulcano dopo l’eruzione del 2007, presenta una densità di oltre il 30% inferiore rispetto al resto del substrato roccioso.La tecnica della radiografia muonica si basa su un principio simile a quello delle radiografie che utilizzano i raggi X, ma rispetto a questa presenta il vantaggio di poter essere impiegata per investigare oggetti molto più grandi, come i vulcani, appunto, perché i muoni hanno capacità di penetrazione nella materia molto maggiore rispetto ai raggi X.
“Il rivelatore di muoni che abbiamo progettato si basa sulle tecnologie sviluppate per l’esperimento OPERA, che ha studiato ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN le proprietà del fascio di neutrini proveniente dal CERN”, spiega Giovanni De Lellis della Sezione INFN di Napoli e dell’Università Federico II, a capo dell’esperimento OPERA e tra gli ideatori del progetto. “La prima sfida che abbiamo dovuto affrontare è stata la necessità di ideare un rivelatore compatto con alta risoluzione angolare, che non richiedesse alimentazione elettrica, che si potesse trasportare sulle pendici di un vulcano e resistesse alle intemperie”.Il rivelatore utilizzato è costituito da 320 film di emulsioni nucleari, speciali lastre fotografiche che consentono di “fotografare” con grande precisione il passaggio delle particelle che le attraversano. La superficie del rivelatore utilizzata è di circa un metro quadrato. Il rivelatore è stato posizionato nel sito Le Roccette, a 640 metri di quota, e ha raccolto per circa 5 mesi le tracce dei muoni che hanno attraversato il vulcano.
“I muoni prodotti nell’interazione dei raggi cosmici con l’atmosfera penetrano nella roccia vulcanica e possono attraversarla da parte a parte. Tuttavia, a seconda della densità e dello spessore della roccia, una parte di questi viene assorbita”, spiega Valeri Tioukov dell’INFN di Napoli, che ha coordinato il progetto. “Dal numero di muoni che arriva sul nostro rivelatore dalle diverse direzioni possiamo quindi capire la densità del materiale che hanno attraversato.” Radiografie periodiche della sommità del vulcano potranno essere usate per monitorare l’evoluzione della sua struttura interna.
Dove: rivista Scientific Reports di Nature Link all’articolo: https://www.nature.com/articles/s41598-019-43131-8

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Mostra fotografica Traces of Light

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 Mag 2019

Milano venerdì 3 maggio 2019 ore 18.00 Triennale di Milano all’interno del Festival dei Diritti Umani. i due fotografi e Marco Chiesara, Presidente WeWorld Onlus, racconteranno le storie delle donne, degli uomini e dei bambini che vivono nei campi informali nella valle della Bekaa, in Libano, dove WeWorld Onlus è presente con un programma volto a incoraggiare la resilienza e garantire la dignità di tutti, comunità siriane rifugiate e comunità ospitanti libanesi, attraverso progetti che garantiscano l’accesso all’acqua e con attività legate al supporto e alla difesa delle comunità più vulnerabili e delle persone con disabilità. La mostra sarà visibile alla Triennale di Milano fino al 4 maggio.

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CineTeatro L’Aura L’Incredibile viaggio di Lady C.

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 Mag 2019

Roma dal 9 al 12 maggio 2019 dal giovedì al sabato ore 21.00 – domenica ore 18.00 al CineTeatro L’Aura Via Pietro Blaserna,37 (angolo con Vicolo di Pietra Papa,64) Roma-zona Viale Marconi Biglietto intero 13 € / ridotto 10 €+ tessera associativa annuale (2 €) sarà in scena L’INCREDIBILE VIAGGIO DI LADY C. Se un’extraterrestre venisse mandato nel nostro Paese per studiarne gli usi e i costumi, che ne direbbe? Venite a scoprirlo nella situation commedy L’INCREDIBILE VIAGGIO DI LADY C in cui l’aliena Coco intraprenderà un avventuroso viaggio sulla terra. Coco dovrà studiare la nostra società utilizzando i 12 articoli fondamentali della Costituzione come vademecum comportamentale, servendosi anche dell’aiuto dei suoi ignari coinquilini: Elba, attivista politica impegnata nel sociale, Vlad, ballerino sloveno venuto in Italia per inseguire il suo sogno e Edoardo, milanese doc, festaiolo e un po’ snob. In scena i saranno i bravissimi e divertentissimi Oronzo Salvati, Danilo Brandizzi, Laura Croccolino e Letizia Cerenzia. Il suo viaggio sarà accompagnato dalla musica dal vivo suonata Alessio Pinto, autore e regista dello spettacolo. Cosa scoprirà Coco nel suo incredibile viaggio? E noi siamo davvero a conoscenza della nostra carta costituzionale? Venite a scoprirla e riscoprirla in leggerezza dal 9 al 12 maggio al CineTeatro L’Aura…Vi aspettiamo!
http://www.teatrolaura.org/portfolio/lincredibile-viaggio-di-lady-c/

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Mostra: Flavio Favelli “Il bello inverso”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 Mag 2019

Venezia 9 maggio – 15 settembre 2019 Ca’ Rezzonico Dorsoduro, 3136 Museo del Settecento Veneziano. Quindici opere inedite formano l’intervento a Ca’ Rezzonico di Flavio Favelli. Il bello inverso, “cioè a rovescio, opposto”, spiega l’artista, racconta di “una bellezza pensata che è il mio immaginario, qualcosa che non è semplice da esporre in un luogo e in una città che è l’Arte per antonomasia”.”Venezia è sempre stata una tappa della mia vita; fin da bambino ci andavo perché, come diceva mia madre, “bisogna conoscere l’Italia”. E’ difficile esporre in luoghi così connotati: si cerca sempre il dialogo, si spera che l’artista di oggi, che per sua natura è considerato “leggero” rispetto all’arte del passato, renda un omaggio alla nostra Arte & Storia vista come una specie di ideale a cui guardare”.Le pedane di legno che per mesi sono state calpestate dai passanti che hanno attraversato il ponte dell’Accademia, rivestito per un restauro terminato alla fine dello scorso anno, con i segni dell’usura da calpestio e delle vernici del lavoro. Una stella rossa di pubblicitaria memoria, i lightbox con i loghi e nomi (Generali, Lacoste, Coca-Cola) e i marchi cancellati dalla pittura, la reinterpretazione di una vecchia etichetta del famoso aperitivo veneziano Select che si fa stendardo. Grate di ferro in forma di traliccio, motivi mimetici di navi da guerra, specchi graffiati, mobili ricomposti e vassoi silver plated. Il denominatore comune di queste opere è la sovrapposizione di immagini, trame e materiali. La forma è l’assemblaggio, la combinazione di forme e oggetti e significati, la composizione, il collage e infine la pittura. Il tema centrale è quello del segno-scritta-logo alterato e sofisticato per un’immagine differente che sposta e adultera il senso originale e porta a una nuova complessità formale e di concetto.
E ancora costruzioni, tralicci, mobili e tabelle di latta, insegne, statue “astratte” e lightbox. Come nota l’artista, nel Museo del Settecento Veneziano “non ci sono pareti da bucare”: l’intervento è perciò site-specific nel senso più pratico, con opere tridimensionali.
Flavio Favelli non guarda solo alla storia dell’arte. Nella sua opera entrano la storia del costume, degli oggetti d’uso, della comunicazione, e della pubblicità “che in Italia ha influenzato la nostra storia più di quanto pensiamo”, e c’è la stessa biografia dell’artista, anche nella sua storia personale quei materiali e quegli immaginari si sono depositati. http://www.fart-neon.com

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Mostra: “L’ultimo Espaliù”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 Mag 2019

Roma fino al 2 giugno 2019 Real Academia de España en Roma la Real Academia de España en Roma Piazza S. Pietro in Montorio, 3 ospita la mostra L’ultimo Espaliú dedicata all’artista spagnolo Pepe Espaliú (Cordova 1955 – 1993).La mostra, la prima in Italia dedicata all’artista, che fu borsista della Real Academia de España en Roma negli anni 1992-1993, è a cura di Xose Prieto Souto e Rosalía Banet e di Raffaele Quattrone per la sezione dedicata al contesto italiano.
In esposizione 19 opere realizzate dall’artista andaluso, 5 sculture e 14 disegni, oltre ad una serie di documenti originali dell’epoca, tra cui lettere, articoli di giornale e video delle sue performance che raccontano il percorso artistico di Espaliú.Le opere esposte provengono dal Museo Nacional Reina Sofía di Madrid, dal Centro Andaluz de Arte Contemporáneo di Siviglia, dalla Fundación Coca-Cola España, dal Centro de Arte Pepe Espaliú di Cordova, dalla Galería Pepe Cobo di Madrid e dalla Real Academia de España di Roma.Pepe Espaliú è stato uno degli artisti più importanti degli anni Ottanta e Novanta in Spagna. I temi principali della sua ricerca artistica riguardano l’identità, l’AIDS, il concetto di doppio e la morte, temi che ha sviluppato attraverso diverse discipline, dalla pittura al disegno, dalla scultura alla performance e alla poesia.
La mostra, organizzata dalla Real Academia de España en Roma con l’Acción Cultural Española (AC/E), raccoglie una selezione di opere e materiali di archivio sull’attività artistica che Espaliú sviluppò in diverse città europee negli ultimi anni della sua vita. Questo periodo è caratterizzato da una sempre crescente attenzione da parte dei media sulla sua attività artistica, dettata in particolare modo dalla sua condizione di malato di AIDS.
Durante questa fase l’artista appare in reportage televisivi, scrive un testo per il quotidiano spagnolo El País e nel 1992 realizza la sua performance più famosa Carrying, lungo le strade di Madrid. L’artista, già gravemente ammalato, si fece trasportare di braccia in braccia da un centinaio di persone, in un percorso che dalla Camera dei Deputati arrivava al museo d’arte moderna e contemporanea Reina Sofía.Un “uscire dalla tana della talpa”, come spiegava Espaliú, un outing sulla sua condizione di malato di AIDS ma anche sull’omosessualità, aspetti che che segnarono la fase finale della sua ricerca artistica.
E proprio la malattia, la vulnerabilità, l’isolamento, l’incomprensione e di conseguenza la necessità di sostegno da parte di una comunità protettrice, sono i fili conduttori che segnano il percorso della mostra.La mostra è suddivisa in tre grandi sezioni tematiche: nella prima parte vengono esposti i suoi Carrying rappresentati in tre forme diverse, video, sculture e performance; la seconda sezione è invece dedicata agli ultimi disegni, che raccontano la fragi­lità dell’artista, mentre nella terza sezione vengono esposti i motivi simbolici ricorrenti nella fase finale della sua opera, come le stampelle e l’idea di nido, raccontata nella performance Il Nido (1993, Arnhem, Olanda) in cui Pepe Espaliú mostra attraverso il processo dello spogliarsi, la fragilità, la solitudine, l’abbandono da parte delle istituzioni e della comunità di fronte alla malattia.La morte è un tema ricorrente nelle sculture di Carrying con le sue forme chiuse che rimandano a feretri; feretro che appare nuovamente, nella seconda sala, in alcuni dei suoi disegni; la morte che è ancora presente nella terza sala, nella vestizione nell’azione Il nido, come rappresentazione del circolo della vita.

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Guerra commerciale USA-Cina: quali effetti sul PIL americano?

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 Mag 2019

La guerra commerciale chiaramente ha interrotto i flussi di scambio, ma una migliore crescita e segnali di ottimismo per un eventuale accordo potrebbero indicare che la Fed abbia esagerato con la sua svolta accomodante.I dati più recenti suggeriscono che l’economia statunitense potrebbe non aver rallentato quanto inizialmente temuto nel primo trimestre e offrono anche alcune informazioni sull’impatto della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. I livelli complessivi delle importazioni di beni degli Stati Uniti sono rimasti invariati nei primi due mesi di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2018, mentre i valori delle importazioni dalla Cina sono diminuiti del 12%.I dazi sembrano aver portato a una deviazione degli scambi, poiché, per la maggior parte, quanto non importato dalla Cina viene ora importato – per il valore di qualche miliardo di dollari – dal Messico, dal Vietnam e dalla Corea del Sud.La buona notizia è che sia negli Stati Uniti sia in Cina c’è sempre maggiore ottimismo sul fatto che un accordo commerciale possa essere raggiunto nelle prossime settimane. Se ciò comporterà un’eliminazione di alcuni dei dazi attuali, potrà essere interessante capire se le precedenti catene di approvvigionamento saranno ristabilite o se il cambiamento che i dazi e le tensioni hanno apportato sarà più permanente.I dati influenzano anche i numeri del PIL degli Stati Uniti. Con l’escalation della guerra commerciale lo scorso anno, le esportazioni statunitensi verso la Cina hanno sofferto, ma le importazioni sono rimaste stabili fino alla fine dell’anno, presumibilmente in una corsa ad aumentare le scorte in vista di un possibile incremento del 25% dei dazi all’inizio del 2019.La crescita del deficit commerciale degli Stati Uniti ha impattato il PIL del Paese nella seconda metà del 2018, ma l’improvvisa contrazione avvenuta all’inizio del 2019 potrebbe aggiungere un 1% alla crescita del prodotto interno lordo nel primo trimestre. Fino alla riunione della Fed di marzo, le stime suggerivano una crescita minima o nulla nel primo trimestre. E da qui è derivata infatti l’aggiunta dell’espressione “l’attività economica ha rallentato” nella dichiarazione della riunione. Ora però sembra sempre più probabile che la crescita abbia mantenuto il ritmo del quarto trimestre, superiore al 2%, ritmo che la Fed ha definito “solido”. Inoltre, l’ultimo Beige Book suggerisce che l’economia statunitense abbia chiuso il primo trimestre con uno slancio leggermente più forte.Abbiamo rivisto la nostra posizione sulla Fed intorno al volgere dell’anno. Negli ultimi mesi, l’inflazione reale è stata debole e le aspettative di inflazione sono rimaste al di sotto dei livelli coerenti con il mandato. Questo aspetto, unito con il passaggio verso un obiettivo di inflazione medio lungimirante, indica che la Fed non cambierà probabilmente la sua linea accomodante nel breve periodo. (by Luca Maranesi)

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Nuovo Cinema Ebraico e Israeliano: XII edizione

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 Mag 2019

Dal 4 al 9 maggio 2019 si terrà allo Spazio Oberdan di Milano la 12a edizione della rassegna del NUOVO CINEMA EBRAICO E ISRAELIANO, organizzata dalla Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea – CDEC in collaborazione con Fondazione Cineteca Italiana, e dedicata alla cinematografia israeliana ed ebraica, curata da Nanette Hayon e Anna Saralvo con la consulenza artistica di Ariela Piattelli e Lirit Mash.Basata in buona parte sulla selezione operata da Ariela Piattelli e Lirit Mash, direttrici artistiche del Pitigliani Kolno’a Festival, la manifestazione “cattura” le opere più significative e che hanno riscosso maggior successo nei vari festival internazionali negli ultimi mesi.Gli argomenti attorno a cui ruotano le storie narrate nelle pellicole scelte per questa edizione ricalcano le peculiarità della produzione internazionale: l’identità di genere, il mondo delle persone con deficit motori o cognitivi e il multiculturalismo. Temi che i registi israeliani affrontano con realismo e ironia. Per il secondo anno consecutivo ci sarà uno spazio dedicato alla produzione artistica giovanile.
Durante la manifestazione verranno organizzati incontri con personalità della cultura e dello spettacolo per un approfondimento, insieme al pubblico, delle principali tematiche affrontate nelle pellicole. Segnaliamo sin d’ora la presenza di Karl Haim Farkash, testimone diretto della vicenda della nave Pentcho che verrà presentata in un documentario. Il nostro ospite arriverà direttamente da Israele per raccontare episodi che arricchiranno la proiezione.I film e i documentari vengono proposti in lingua originale, sottotitolati in italiano. La rassegna NUOVO CINEMA EBRAICO E ISRAELIANO si realizza grazie al fondamentale contributo di AcomeA (www.acomea.it).
Inoltre si ringrazia per la collaborazione “Il Pitigliani – Centro Ebraico Italiano”. La manifestazione gode del patrocinio di “Regione Lombardia”, “Comune di Milano”, “Ufficio culturale dell’Ambasciata di Israele a Roma”, “Comunità Ebraica di Milano” e “Associazione Amici del CDEC”.Tra i lungometraggi in programma:
Laces, di Jacob Goldwasser, basato sulla storia vera di un adulto-bambino con un leggero ritardo cognitivo. Il ruolo del padre è interpretato magistralmente dall’attore Dov Glickman che ha vinto, per questa interpretazione, il Premio Miglior attore non protagonista agli Ophir Awards israeliani.
Red Cow di Tsivia Barkai. Ambientato a Gerusalemme Est nei giorni precedenti l’assassinio di Rabin, parla di Benny, 16 anni, una ragazza ortodossa che vive sola col padre: una figura che suscita al contempo grande rispetto, ma anche grande scetticismo a causa del suo nazionalismo religioso e utopistico. Un film colmo di immagini potenti che descrivono al meglio le burrascose pulsioni della sua eroina. Premiato quale Miglior Film al 35° Jerusalem Film Festival.
Across the Line di Nadav Shlomo Giladi. Hananel, un giovane ebreo religioso, sta tornando a casa in fretta per l’avvicinarsi del sabato, il giorno di riposo. Un incontro inaspettato con un autostoppista palestinese, lo porta incontro a una serie di comiche peripezie che alla fine gli insegneranno amicizia, amore ed empatia.
The Other Story di Avi Nesher. Come nei suoi precedenti capolavori, il regista, esplora con ironia e passione uno dei noccioli della questione israeliana: una testarda giovane donna, interpretata dalla bravissima Joy Rieger, decide improvvisamente di sposare un ebreo ortodosso. Il nonno e i genitori, divorziati e laici, mettono in atto un piano per contrastare l’imminente matrimonio.
The Cakemaker di Ofir Raul Grazier. Thomas, un giovane pasticciere tedesco, ha una relazione clandestina con Oren, un israeliano sposato che viaggia spesso in Germania per lavoro. Quando Oren muore in un incidente stradale, Thomas parte per Gerusalemme in cerca di risposte sulla sua morte conoscendo così sua moglie Anat. Thomas decide di iniziare a lavorare nella caffetteria della vedova, ritrovandosi coinvolto in modo molto più profondo di quanto avesse mai potuto immaginare. La pellicola è stata selezionata per rappresentare Israele, nella sezione Miglior film in lingua straniera, ai Premi Oscar 2019.
Broken Mirrors di Aviad Givon e Imri Matalon. E’ la storia di una ragazza, una straordinaria Shira Haas, in un crescendo di insofferenza e ribellione nei confronti di un padre, ufficiale dell’esercito, che controlla ogni suo movimento e che la punisce ogni qualvolta commette uno sbaglio. Un terribile incidente le causa un insostenibile senso di colpa e, abituata a pagare duramente ogni suo sbaglio, deciderà di partire lontano, mettendosi sulla strada di una drammatica autopunizione.
Anche in questa edizione abbiamo inserito una selezione di interessanti documentari ai quali seguiranno approfondimenti e dibattiti:
Pentcho di Stefano Cattini. Il 18 maggio 1940, il Pentcho, un vecchio rimorchiatore, lascia il porto di Bratislava per arrivare a Sulina, sul Mar Nero. A bordo vi sono 520 ebrei in fuga – cechi, slovacchi, polacchi – protagonisti di una terribile odissea.
Etgar Keret. Based On a True Story di Stephane Kaas. Il regista olandese ha scritto la sceneggiatura con il suo vecchio compagno di scuola Rutger Lemm. Entrambi amano le novelle di Etgar Keret e 15 anni dopo decidono di realizzare un documentario sul celebre scrittore israeliano. Il risultato finale è un mix di documentario, fiction e animazione. Tra i molti premi: un Emmy Award nella categoria “Best Programming”, due premi al Master di Art-Festival in Bulgaria, due premi al Prix Italia a Capri e il premio come Miglior Documentario al Jewish Film Festival a Varsavia.
The Museum, di Ran Tal. È un elegante documentario sul Museo di Israele che, ospitando una delle più grandi collezioni di arte e antichità al mondo, rivela il suo ruolo centrale nella complicata storia della nazione.
Edoardo Volterra. La vita come dovere, lo studio come passione, di Andreina Di Bruno e Marco Visalberghi. La storia del Rettore che ha ricostruito l’Ateneo di Bologna Alma Mater Studiorum dopo la seconda guerra mondiale e dato lustro alla Facoltà Giuridica romana nella seconda metà del Novecento.
Una donna. Poco più di un nome, di Ornella Grassi. Un docufilm che racconta la storia della grande scienziata ebrea, Enrica Calabresi. La pellicola è montata in parte come una fiction, in parte da documenti visivi sulla vita in guerra, sulle leggi razziali, con testimonianze di persone che hanno vissuto quel periodo.
Cheese!, film realizzato dal giovane regista Nathan De Pas Habib, racconta il viaggio a Roma di ospiti e operatori della Comunità Psichiatrica Mizar di Milano avvenuto in occasione della II edizione della Dream World Cup, mondiale di calcio a 5, per persone con disabilità mentali.

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Lavoro: 6 licenziati su 10 registrano aumento di peso e sintomi depressivi

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 Mag 2019

Il lavoro offre stabilità e sicurezza, permette di avere un ruolo nella società e di sentirsi appagati ed è tra gli obbiettivi principali di ogni essere umano. Ma cosa accade in caso di un licenziamento non previsto? Le conseguenze più frequenti riguardano la salute psicofisica, come evidenziato da numerosi studi internazionali. Secondo una ricerca condotta dal National Bureau of Economic Research e pubblicata sul New York Times, infatti, il 57% dei lavoratori che hanno perso il lavoro nella fascia 25-54 ha ammesso di essere stato colpito da sintomi depressivi, ansia e da un forte aumento di peso. Dalla ricerca è emerso inoltre che sedentarietà e perdita di motivazione sono stati il fil rouge che più ha accomunato coloro che hanno perso il posto dopo numerosi sacrifici. E ancora, secondo uno studio condotto dall’University of East Anglia in Inghilterra e pubblicato su Psychology Today, il 45% dei giovani lavoratori inglesi ha ammesso di aver avuto reazioni maggiormente negative da un licenziamento che da una rottura di una relazione amorosa. Ma come bisogna comportarsi per non lasciarsi sopraffare da quello che viene considerato un vero e proprio trauma psicologico? Gli esperti consigliano di accettare la realtà dei fatti esternando le proprie emozioni, trasformare il problema in un’opportunità di crescita reale e non sottovalutare il bagaglio delle competenze acquisite durante il percorso professionale. Consigli che potrebbero tornare utili ad esempio agli 890mila licenziati stimati in Italia nel 2017.“La perdita di un lavoro può essere improvvisa e arrivare come un fulmine a ciel sereno, o annunciata in largo anticipo, come accaduto a un professionista con cui ho lavorato e che ha ricevuto la notizia del licenziamento un anno prima – spiega Marina Osnaghi, prima Master Certified Coach in Italia, che ha affiancato grandi imprenditori e professionisti nel raggiungimento dei propri obbiettivi – Pur sapendolo, ha continuato a lavorare senza crearsi un’alternativa e soltanto un mese prima dal licenziamento effettivo ha cominciato a svegliarsi dal torpore e realizzare il tempo sprecato. Il trauma del licenziamento è talmente forte che potrebbe attivare meccanismi di negazione, impossibilità di accettare la realtà delle cose, unita alla perdita di speranza e al pensiero di essere stati vittima di un’ingiustizia o di una grande sfortuna”.Ma perdere il tanto agognato posto di lavoro non sempre è sinonimo di negatività, bensì può essere visto come una grande opportunità di crescita personale. Secondo una ricerca compiuta da Harvard Business Review su oltre 2000 manager americani, il 78% è riuscito a diventare CEO di importanti aziende nonostante fossero stati colpiti da un licenziamento durante la propria carriera professionale. “Vedere il licenziamento come un’opportunità di crescita professionale e di rivalsa personale è fondamentale per non rimanere in uno stato di intorpidimento – prosegue Marina Osnaghi – Nella curva del cambiamento, la realtà delle cose quasi mai coincide con i tempi necessari a un essere umano per elaborare perdita e cambiamento e trovare la forza di equipaggiarsi per gestire la situazione. Eppure la velocità dei tempi di reazione fa la differenza in termini di resilienza o non resilienza, per poter creare una nuova opportunità per il futuro. Il mio consiglio è quello di non fossilizzarsi sugli errori commessi, ma affrontarli come un’opportunità di vita e crescita personale”. In questo modo è possibile creare un networking di contatti e lasciare in modo che sia possibile dare vita ad una nuova linfa vitale in occasione di questi contatti. Proprio per questo motivo ritengo indispensabile non fossilizzarsi in uno stato di intorpidimento e lasciare le proprie emozioni esternate all’interno di un catalogo. (fonte: http://www.espressocommunication.it)

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“Criteri di appropriatezza dell’accesso ai ricoveri di riabilitazione ospedaliera”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 Mag 2019

Il mese scorso si è tenuta presso il Ministero della Salute un’importante riunione, che ha visto riuniti tre funzionarie della programmazione sanitaria (solo al termine si è aggiunto il Direttore Generale, Dott. Andrea Urbani) e i delegati di alcune Associazioni di pazienti che avevano chiesto di poter essere udite sui provvedimenti in corso di approvazione “Criteri di appropriatezza dell’accesso ai ricoveri di riabilitazione ospedaliera” ed “Individuazione di percorsi appropriati nella rete di riabilitazione”. La riunione è parsa fin dall’inizio anomala e la conversazione è stata condotta in modo incerto. Nonostante, infatti, le Associazioni invitate alla riunione nei giorni precedenti avessero avanzato reiterate richieste di ricevere ufficialmente i documenti oggetto delle osservazioni, questi non sono stati inviati. Alcune avevano avuto modo di consultarli, dopo averli ricevuti da fonti ‘non ufficiali’, e potevano quindi commentare o sollevare criticità, in modo pertinente. Altre basavano le loro osservazioni su ciò che ‘avevano potuto sentire e leggere’ sul web, sulla stampa o grazie ad un ‘tam tam’ diffuso tra chi, a vario titolo, è interessato dal provvedimento.Quando è stato chiesto perché non si poteva accedere a tali documenti, la risposta, in prima battuta, è stata che non vi era stata l’autorizzazione a diffonderli; successivamente è stato affermato che erano ancora in fase di stesura e poi ancora è parso di capire che saranno, comunque, inviati alla Conferenza Stato Regioni per la loro approvazione. A questo punto ci si chiede: perché invitare le Associazioni senza metterle in grado di esprimere le proprie osservazioni su documenti che non hanno avuta la possibilità di esaminare? Su questi le Associazioni hanno rilevato che sono da apportare alcune modifiche, ritenute essenziali per favorire il recupero ed il mantenimento delle funzionalità dei pazienti che ne hanno diritto, senza pregiudiziali restrizioni, non commisurate a bisogno e potenzialità di recupero dei pazienti, dei criteri di accesso alla riabilitazione intensiva e ad alta specialità.Si è unanimamente ribadito che devono poter accedere alla riabilitazione neurologica tutti i pazienti che, dopo un evento acuto, manifestino una disabilità più o meno grave che ne giustifica la collocazione nel setting appropriato; l’alta specialità non può essere riservata a chi è stato in coma ma piuttosto a chi ne ha bisogno, da valutarsi con criteri di appropriatezza riabilitativa.
Rispetto alle principali criticità espresse dai presenti, le maggiori preoccupazioni sono state destate dalla percentuale di ricoveri stabilita per i soggetti che non provengono dai reparti per acuti. Numerosi interventi hanno sottolineato come molte patologie croniche o ingravescenti richiedono periodi di ricovero per problematiche ‘non acute’ e quindi renderebbero inutile, troppo dispendioso o impossibile il passaggio dal reparto per acuti.
A tal proposito, è stato spiegato dai rappresentanti del Ministero che, dai dati in loro possesso, riferiti agli anni precedenti, solo il 17% del totale dei ricoveri su tutto il territorio nazionale proveniva dal domicilio e che, attenendosi a questi, nel documento si è inserito che la porzione di ricoveri a tariffa piena per soggetti provenienti appunto dal domicilio dapprima non dovesse superare il 15%, poi, tenendo conto delle osservazioni emerse, tale soglia è stata innalzata al 20%.Il dato, è stato specificato, è da intendersi su base regionale ovvero ogni singola Regione avrà un tetto massimo del 20% per tutte le strutture interessate e per tutte le patologie. Ogni Regione potrebbe anche innalzare tale soglia, ma non è chiaro in base a quali criteri e con quali conseguenze.Le criticità espresse dai presenti si sono riferite soprattutto al dato di partenza: davvero sembra troppo basso che il totale riferito di ricoveri effettuati negli anni scorsi di pazienti provenienti dal domicilio sia solo del 17%! La nuova percentuale fissata, ritenuta decisamente insufficiente a coprire il fabbisogno, porterebbe, comunque, ad una discrepanza tra i soggetti per l’accesso alle cure: ad esempio, se in una Regione nel mese di giugno la quota è già stata superata, non sarebbe più possibile per altri soggetti accedere al ricovero.Le Associazioni hanno ribadito che, nonostante i bisogni, le offerte di riabilitazione in regime di ricovero e soprattutto quelle per il servizio territoriale, sono davvero poche e in alcune Regioni quasi del tutto assenti. Non è possibile quindi pensare ad un sistema omogeneo su tutto il territorio per l’invio di soggetti alle strutture dedicate. Solo pochi potrebbero trovare attrezzature e personale specifico adeguato alle proprie esigenze.È stato affermato che il Ministero riconosce la disomogeneità presente sul territorio nazionale relativa all’offerta di riabilitazione (ricoveri e interventi territoriali), ma che è previsto che le singole Regioni debbano adeguarsi e organizzarsi al meglio, nel rispetto della loro autonomia decisionale. Permane il dubbio che tutto rimanga com’è ora, con una disparità ancora più accentuata dall’impossibilità di garantire ‘migrazioni’ nelle Regioni con maggiore offerta. È stata quindi rilevata la mancanza del coinvolgimento dei Familiari e delle Associazioni dei pazienti nella scelta dei percorsi più utili e consoni alle caratteristiche dei soggetti che rappresentano, chiaramente evidenziata dall’impossibilità di verificare anche l’ultima versione del documento, ancora una volta dichiarato ‘non visionabile’.La questione, quindi, è purtroppo rimasta in sospeso e non si può che confidare in un nuovo successivo costruttivo confronto, che offra la possibilità di visionare e, se il caso, rivedere alcuni passi del decreto. Devono, infatti, assolutamente essere garantite continuità assistenziale e cura a tutte le persone che necessitano di proseguire un percorso di neuroriabilitazione, in modo continuativo e omogeneo su tutto il territorio nazionale.
Nel complesso la sensazione è che l’audizione abbia avuto luogo perché ne è stata fatta richiesta ‘a gran voce’, ma non purtroppo per raccogliere realmente le osservazioni e le esigenze che provengono dalle varie Associazioni in rappresentanza dei propri pazienti, poiché sembra che tutto sia già stato stabilito. Speriamo di sbagliare…

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Il benessere mentale dei lavoratori

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 Mag 2019

Obiettivi da raggiungere, orari di lavoro infiniti, richieste continue da soddisfare: spesso il lavoro può creare dei veri e propri disagi psicologici, dettati da ansia e stress. Se poi a questi vengono aggiunti i problemi personali, la situazione può solo peggiorare.La survey “Workforce View 2019” di ADP esplora il modo in cui i dipendenti percepiscono le problematiche più attuali sul posto di lavoro e il futuro del lavoro. In Italia è stato intervistato un campione di 1400 lavoratori.Uno su tre (il 32,5%) ha affermato che non vi è il minimo interesse da parte dell’azienda per cui lavora in merito al proprio benessere e stato psicologico/emotivo. il 36,9% afferma invece che vi è un interesse, ma molto superficiale. Solo 1 su 5 (il 22%) crede vi sia abbastanza attenzione, ma è solo l’8,2% che afferma che l’interesse è forte e reale.
“È molto preoccupante vedere quanti dipendenti non si sentono a loro agio nell’aprirsi sulle proprie difficoltà. I problemi di salute mentale e psicologica sono spesso responsabili dell’assenteismo sul posto di lavoro e non c’è motivo per cui non dovrebbero essere trattati allo stesso modo di una malattia fisica, piuttosto che qualcosa di cui vergognarsi. La maggior parte delle aziende vuole davvero supportare i dipendenti, ma parlare dell’argomento non è sempre facile. – dichiara Virginia Magliulo, general manager Adp Italia – Un buon inizio è dare l’esempio: se i dipendenti vedono figure di alto profilo che si aprono su questioni come stress e salute mentale, ciò li aiuta a capire che anche loro possono farlo. Guidando i dipendenti in modo aperto e aiutandoli a sentirsi a proprio agio nell’affrontare eventuali problemi che stanno vivendo, le aziende possono creare una forza lavoro più motivata”.
Alla domanda “a chi ti rivolgeresti in azienda per parlare di un tuo eventuale problema di ansia o stress, o psicologico?”, il 25% dei dipendenti italiani ha risposto che non ne parlerebbe con nessuno, solo il 15% con il proprio capo mentre il 60% coi colleghi.
Questo potrebbe significare che molti dipendenti stanno perdendo il supporto di cui hanno bisogno per far fronte ai propri problemi psicologici sul lavoro.Il 15% degli intervistati ha poi dichiarato di subire stress tutti i giorni, il 20% di subire una pressione eccessiva almeno due-tre volte a settimana, l’8,7% arriva a 4-6 volte a settimana. Solo il 13% dice di stare bene e di non subire ansia o stress. Questa percentuale sale al 25% per gli over 55 mentre nella fascia 25-34 anni scende all’8%.

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Il cambiamento climatico impatterà sui mercati azionari?

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 Mag 2019

A cura di Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm. Durante le ultime vacanze di Pasqua, a Londra, si è venuta a creare una situazione quasi paradossale. Mentre molti in città godevano delle inaspettate temperature nei parchi e nei giardini (è stato il fine settimana di Pasqua più caldo che si ricordi, in quello che per adesso è uno degli anni più caldi che si ricordi), migliaia di persone occupavano le vie del centro con rivendicazioni piuttosto radicali contro il cambiamento climatico. Il dibattito sul tema ha recentemente preso piede anche in Italia e in altri Paesi europei, in America l’ala sinistra del Partito Democratico ha lanciato il “Green New Deal”, mentre i sondaggi per le prossime elezioni europee danno i partiti verdi in forte ascesa un po’ ovunque. Nel frattempo, la questione climatica sembra aver rilanciato un tema di confronto-scontro generazionale. Quella del cambiamento climatico si appresta a diventare una delle questioni potenzialmente più divisive dei prossimi anni.Per tutte queste ragioni ritengo utile cominciare a ragionare su quale potrebbe essere l’impatto sui mercati finanziari. Ma prima è importante una precisazione: non credo che polarizzare eccessivamente il discorso con posizioni estreme, chiudendo gli occhi sulla complessità del tema e sulle controversie – anche emotive e generazionali – che porta con sé, sia particolarmente utile ai fini del nostro ragionamento. Allo stesso tempo non intendo puntare il dito contro questo o quello stile di vita: mi piace pensare all’inquinamento come a un esito non intenzionale (un’esternalità negativa) delle attività umane (della società). La responsabilità ultima è quindi collettiva (politica) e non individuale, fermo restando che ognuno può adottare gli stili di vita più conformi alla propria sensibilità.Fatte queste dovute precisazioni, assumiamo che il cambiamento climatico esista e sia causato dall’uomo (non tutti sono d’accordo ma la maggior parte della comunità scientifica è concorde su questo punto). Ci immaginiamo quindi che nel lungo periodo la transizione climatica possa pesare sulla profittabilità delle aziende in molti modi: maggiori costi di produzione, maggiore regolamentazione. Probabilmente, come in ogni transizione, emergeranno dei vincitori e delle nuove tecnologie, ma le aziende che riempiono oggi i nostri indici saranno probabilmente destinate nei prossimi anni a vivere il cambiamento climatico come un costo.
Quanto sono lungimiranti i mercati azionari?
Ovviamente si tratta di trend lontani nel futuro. Ma ciò offre uno spunto per una riflessione interessante. Quanto lontano nel futuro si estende la valutazione dei mercati finanziari? In altre parole, a oggi fino a che punto il prezzo del cambiamento climatico è incluso nelle valutazioni di mercato? Per rispondere a queste domande propongo un esperimento. Il valore di un asset finanziario, semplificando, equivale al valore attuale dei rendimenti che esso è in grado di generare: per le obbligazioni la cedola, per le azioni i dividendi. Il problema è che nessuno conosce con esattezza né il valore futuro né il valore attuale di questi rendimenti.Facciamo un esempio: poniamo che un’azione paghi ogni anno intorno al 3,5% del suo valore in dividendi (più o meno questa è la media di quanto paga un’azione a livello globale). Questo vuol dire che se il valore dei dividendi non cambia, il prezzo dell’azione viene rifinanziato completamente in 29 anni (senza peraltro perdere l’azione alla fine del periodo). Si è detto però valore attuale e non valore futuro: il dividendo pagato tra 29 anni non può avere lo stesso valore del dividendo pagato oggi. Immaginate di dover scegliere tra ricevere 1.000 euro oggi o 1.100 euro tra 30 anni. Cosa scegliereste?Per questo il valore dei dividendi nel tempo deve essere via via scontato. Considerando lo sconto quindi, ottenere il valore attuale di un’azione solo attraverso i dividendi potrebbe richiedere più di un secolo. Anche senza essere catastrofisti è ragionevole pensare che entro orizzonti temporali di questo tipo il cambiamento climatico diventerà qualcosa di concreto e che quindi esso dovrebbe essere in qualche modo scontato nel valore delle azioni.
Lo scenario più catastrofico è ovviamente negativo per i valori azionari. Il pianeta diventerà via via più complicato da abitare e chi più ne ha più ne metta. In questo caso, forse, le valutazioni azionarie diventerebbero l’ultimo dei problemi. È uno scenario realistico? Non mi spingerò a discuterlo, ma anche la remota possibilità di uno scenario del genere ci ricorda quanto è importante pianificare finanziariamente il proprio futuro.Nei prossimi anni lo sforzo per fronteggiare il cambiamento climatico crescerà gradualmente, questo implicherà costi e nuove regolamentazioni per le aziende. Con i valori azionari piuttosto elevati ciò ci fa pensare che il rischio sia più al ribasso che al rialzo.Le persone cambieranno gradualmente il proprio stile di vita, riducendo i consumi, e la pressione demografica scenderà. Anche in questo caso, probabilmente, molti settori pagheranno le conseguenze del cambiamento climatico.Gli sforzi della specie faranno fiorire innovazione e ricerca, contribuendo alla rivoluzione economica e industriale (si pensi al possibile sviluppo di alcuni settori come l’aerospaziale o le energie alternative).
La realizzazione della maggior parte di questi scenari potrebbe avere nel medio-lungo periodo un impatto sulle valutazioni azionarie che, come detto, sono determinate da proiezioni anche di lunghissimo periodo. Tuttavia, si tratta solamente di tendenze e probabilmente nel futuro assisteremo a un graduale comporsi di tutti questi scenari.
Parliamo di dinamiche di lungo termine, ma proprio per questo motivo sarà nostro compito nei prossimi anni valutare con attenzione gli effetti dei fenomeni ambientali sul portafoglio degli investitori. I mercati azionari sono più lungimiranti di quanto ci piace immaginare, spesso anche dei governi.

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3° Raduno Dandy Italiano – Fiera Antiquaria di Arezzo

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 Mag 2019

Arezzo il 4 e 5 maggio e sempre in concomitanza con la Fiera Antiquaria. Un evento a carattere culturale che vede il coinvolgimento – tra protagonisti e staff – di circa 500 persone.
La manifestazione, nata dalle vulcaniche menti dell’esperto barbiere Alessio Ginestrini e della moglie Stefania Severi e che vede la collaborazione del Comune di Arezzo e il sostegno della Fondazione Arezzo Intour, avrà ancora ospiti – in qualità di gran cerimonieri – Niccolò Cesari brand ambassador e influencer di successo e Stefano Agnoloni, maestro di stile, volto noto del piccolo schermo.
Progetto che funziona non si cambia ma non per questo deve rimanere fermo, anzi. Così la due giorni aretina, sempre all’insegna dell’eleganza e della beneficenza, ha deciso di accendere letteralmente i motori: domenica 5 maggio difatti è in programma il primo “Dandy Riders Day”, una parata di moto d’epoca che toccherà le parti più suggestive del centro città e che sosterà nei luoghi più caratteristici. L’iniziativa motociclistica così come la due giorni del raduno dei dandy italiani hanno uno scopo benefico: i fondi raccolti verranno donati all’istituto “Casa Thevenin” di Arezzo per i bimbi orfani e le ragazze madri in difficoltà.
Preziosi ed eleganti anche gli appuntamenti che anticiperanno le “moto”.Si partirà difatti sabato alle 15 con “The street barber” in Piazza Grande per proseguire, mezzora più tardi, alle 15.30, col talk show condotto dal giornalista ed esperto di costume Francesco Maria Rossi, dal titolo Neo-dandy e Mondo Liquido. Raccontarsi fra eleganza e lifestyle, bellezza e anticonformismo. L’evento si terrà nella terrazza della Fraternita (affacciata su una Piazza Grande colma di gente per la Fiera Antiquaria) e vedrà la partecipazione di importanti ospiti del mondo dandy, della moda e del costume, oltre che scrittori e esperti di lifestyle, come Antonio Andrea Raffaelli famoso web influencer a livello internazionale fondatore di uno tra i più cliccati blog dedicati alla moda maschile “The Italian Gentleman – Il blog del Marchese”, volto noto della Rai, definito da La Stampa “L’Aristofashionist”. In contemporanea sarà possibile visitare la mostra fotografica di Stefano Lotumulo dedicata alle straordinarie persone incontrate nei suoi viaggi nel mondo.
A seguire la visita guidata alla città. Quando l’orologio segnerà le 19.30 il chiostro del Comune ospiterà un aperitivo aperto a tutti. Poiché parliamo di dandy, ci si dovrà presentare un con dress code appropriato (offerta minima 10 euro, che verranno devoluti alla Fondazione Thevenin). Alle 21 ci si sposterà al ristorante “Logge Vasari” per la cena di gala privata. Impreziosita dal sapere di Ais sommelier Arezzo, dalla musica dolce dei “Papillon” e dal Cigar Club (“Cigar Club di San Sepolcro” e il club del sigaro “Il Maledetto Toscano”), durante la cena verranno distribuiti premi e gadget a tema.
Domenica 5 maggio, rombano i motori per la “Dandy Ride” dei signori in doppio petto in sella alle loro moto Triumph, classiche, classic special e d’epoca. Il motoraduno – curato dai corkriders toscani Carlo Chiancone Carling, Enrico Galantini, Gabriele Failli – è previsto nella tarda mattinata con un percorso suggestivo tra le vie del centro storico. La sfilata di motociclisti sarà accolta in Via Ricasoli dai Musici di Arezzo. Dopo pranzo i ‘dandy riders’ con i loro bolidi faranno sosta nei giardini del parco comunale “Il Prato”.
Nel pomeriggio a spasso per la fiera antiquaria, alle 16 un long drink in stile british nel negozio di Viapiana (via Guido Monaco, 4) Alla terza edizione dei “Dandydays” – che vedono il coinvolgimento di oltre 20 aziende del territorio – il Club Sofa and Carpet di Jane Austen e della Jane Austen society Florence, specializzati nella realizzazione di eventi ispirati all’epoca Regency: organizzeranno un ballo e un evento dedicato alla degustazione del tè (L’angolo del tè).
Per la prima volta infine anche il mondo della scuola parteciperà alla kermesse, in particolare il liceo artistico (indirizzo moda) “Piero della Francesca” di Arezzo: i ragazzi e le ragazze realizzeranno bozzetti e abiti ispirati alla filosofia dandy con l’aiuto di alcune aziende del settore.

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UNC: sorpresa di Pasqua! Stangata vacanze!

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 Mag 2019

Secondo i dati provvisori di aprile resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) registra un aumento dell’1,1% su base annua.”Sorpresa di Pasqua! Stangata vacanze! E’ bastato un aumento della domanda, legato a fattori stagionali, per far decollare i prezzi, dai carburanti al trasporto aereo. Una batosta per chi è andato in vacanza, dovuta a speculazioni belle e buone” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Basti pensare al prezzo della benzina, che si impenna del 2,9% in un solo mese, o al trasporto aereo passeggeri, che registra addirittura un +24% rispetto a marzo, +35,1% i voli nazionali. Non va meglio per chi ha prenotato un albergo, +10,2% l’incremento congiunturale” prosegue Dona.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +1,1% significa avere una maggior spesa annua complessiva di 368 euro, ben 175 euro per abitazione, acqua, elettricità e combustibili e 138 per i trasporti” prosegue Dona.
“Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, la stangata è di 348 euro su base annua, 171 per abitazione e carburanti e 128 per i trasporti, mentre per l’inesistente famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce in un aumento del costo della vita di 291 euro in più nei dodici mesi, 161 per abitazione e 91 per i trasporti. Per un pensionato con più di 65 anni, il rincaro annuo complessivo è pari a 164 euro, 227 euro per un single con meno di 35 anni” conclude Dona.

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Diabete di tipo 1: buoni risultati clinici nei centri italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 Mag 2019

Il 30% dei pazienti con diabete tipo 1 presi in carico dai centri diabetologici italiani raggiunge valori corretti di emoglobina glicata, quasi la metà è in regola con il colesterolo e oltre il 70% con la pressione; il 12% è obeso, più di 1 su 4 fuma, il 40% presenta retinopatia, ma nel complesso 1 su 2 ha accesso a buoni livelli di cura. Sono questi alcuni dei dati che emergono dalla nuova Monografia Annali AMD “Profili assistenziali nei pazienti adulti con diabete tipo 1”, realizzata con il contributo non condizionante di Sanofi. L’analisi ha preso in esame 28.538 soggetti con DM1, elaborando i dati raccolti da 222 servizi di diabetologia diffusi sul territorio italiano.“Abbiamo analizzato qualità di cura, approcci terapeutici e outcome raggiunti nei pazienti con diabete di tipo 1, fornendo una fotografia accurata delle loro caratteristiche cliniche e dei loro bisogni insoddisfatti”, spiega Domenico Mannino, Presidente Associazione Medici Diabetologi. “Tra le novità introdotte rispetto alle edizioni precedenti degli Annali, focus specifici sulle singole Regioni e approfondimenti sulla popolazione stratificata per genere, fasce di età, durata di malattia, tipo di trattamento (microinfusore vs iniezioni multiple di insulina), presenza di complicanze. A questo proposito è emerso, ad esempio, che le donne presentano un peggior controllo metabolico, che la fascia di età 65-74 anni è quella più monitorata, che l’abitudine al fumo è maggiore tra i pazienti con una storia di malattia più breve, che la percentuale di chi raggiunge livelli adeguati di cura complessiva è più elevata nei pazienti che impiegano il microinfusore (59%), rispetto a quelli in terapia multiniettiva (50%)”.Dalla Monografia emerge come la quasi totalità dei pazienti riceva almeno una misurazione all’anno dell’HbA1c (97%). Buona ma ancora non ottimale la registrazione annua della pressione arteriosa, che avviene nell’89% dei soggetti, così come quella del profilo lipidico (69%, con picchi dell’80% in Liguria, FVG, Trentino-Alto Adige e Piemonte). Abbastanza elevata l’attenzione del diabetologo verso la funzionalità renale: al 74% dei pazienti è stata misurata la creatininemia e il 57% ha ricevuto almeno una valutazione annuale dell’albuminuria (con un’ampia variabilità, da Regioni come il Molise dove non vi è alcuna rilevazione, ad altre quali Lombardia, Marche e Toscana che superano il 65%). Ancora insoddisfacente il controllo del piede diabetico (avviene in media solo nel 22% dei pazienti); in aumento rispetto al passato la percentuale di soggetti monitorati per la retinopatia (46%).Meno di 1 paziente su 3 ha valori di emoglobina glicata a target (≤7%). È in regola con il colesterolo (LDL < 100 mg/dl) poco meno della metà del campione (49%) e con la pressione oltre il 70%. Per quanto riguarda la funzionalità renale, dei pazienti a cui è stata misurata l’albuminuria, il 26% è risultato avere valori indicativi di nefropatia. In linea con un fenomeno diffuso nella popolazione generale (l’aumento di sovrappeso e obesità), anche tra i pazienti con diabete tipo 1, l’Indice di Massa Corporea (BMI) medio è al limite del sovrappeso, con il 12% del campione obeso. Il dato mostra un gradiente Nord-Sud con la maggior percentuale di individui obesi concentrati nelle regioni meridionali. Solo il 9% dei soggetti è a target contemporaneamente per emoglobina glicata, colesterolo, pressione e BMI. Ancora troppi i diabetici di tipo 1 che fumano (26%). Registrando un incremento progressivo nel corso degli ultimi anni, oggi i pazienti che praticano la terapia insulinica con il microinfusore sono il 12.6%. A livello regionale si osserva un gradiente nord-sud a favore di quest’ultimo per quanto riguarda l’infusione sottocutanea continua di insulina (CSII), in particolare Lazio con il 26%, Campania 24% e Calabria 24%. Nella maggior parte delle Regioni si osserva un utilizzo variabile tra il 10 e il 15%; mentre Emilia-Romagna, Veneto, Trentino-Alto Adige e Toscana si attestano su percentuali inferiori al 10%; anomalo il dato della Sicilia (2.6%). Un paziente su 3 (30%) è in terapia con ipolipemizzanti; stessa percentuale per quelli in trattamento antiipertensivo. Tra i soggetti con livelli elevati di albuminuria, solo il 6% non risulta trattato con ACE-inibitori/Sartani. Di quelli con pregresso evento cardiovascolare, il 78% è in trattamento con antiaggreganti piastrinici, ad eccezione del Molise, che raggiunge il 100% di soggetti trattati, e della Campania, che arriva al 57%. In base allo score Q (un punteggio tra 0 e 40 in grado di predire l’incidenza successiva di eventi cardiovascolari, che misura la qualità di cura complessiva erogata dai servizi diabetologici), il 51% del campione presenta uno score Q > 25, la miglior fascia di punteggio.La prevalenza delle principali complicanze micro/macrovascolari del diabete nei pazienti tipo 1 è contenuta (infarto 1,1%, ictus 1,2%, ulcera acuta del piede 0,9%, dialisi 0,3), fatta eccezione per quanto riguarda la retinopatia che riguarda, con livelli di severità diversi, il 40% del campione.

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Corporate Security: 50 nuovi assunti per Forte Secur Group entro il 2020

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 Mag 2019

Forte Secur Group-FSG (https://fortesecurgroup.com) amplia il suo organico con più di 50 unità entro il 2020. FSG è tra i principali player in Italia ad occuparsi a 360 gradi della corporate security per le più importanti aziende italiane, alcune delle quali lavorano in settori strategici per l’interesse nazionale. Forte Secur Group è leader nel comparto dell’aviation security: da 15 anni infatti, grazie all’expertise del fondatore, Auditor ed Istruttore Certificato Enac, Salvatore Forte, ha una business unit Aviation che si occupa di consulenza, formazione e servizi di sicurezza aeroportuale.
Sempre in tema di aviation security, Forte Secur Group è anche il punto di riferimento in Italia per la formazione, grazie ad un’Academy strutturata con quattro Istruttori Certificati dall’Enac, che nel solo 2018 ha formato e certificato più di duemila e quattrocento dipendenti di società aeroportuali e aeree.
Con un fatturato aggregato di oltre 8 milioni, 170 dipendenti, quartieri generali a Treviso e Milano e un risultato operativo raddoppiato nel triennio 2016-2018, Forte Secur Group è la stella nascente nel panorama dei provider innovativi nella corporate security.
Nel mirino dei selezionatori di Forte, secondo una direttrice di marcia che punta all’innovazione, vi sono anche diversi profili in grado di supportare le aziende che stanno affrontando le sfide della digitalizzazione e dell’Industry 4.0. “Ai nuovi assunti” continua Alessia Forte “offriremo un percorso stimolante, trasversale e ricco di momenti di formazione, sia interna che esterna all’azienda, volti al consolidamento dell’ambiziosa strategia d’impresa.
Cerchiamo figure in grado di lavorare in team specializzati nella sicurezza aziendale per alcune delle più importanti aziende italiane. Sono poi tante le aziende che supportiamo nelle loro attività internazionali con i corsi in Travel Security per preparare il personale a fronteggiare tutti i pericoli che può correre nelle grandi città di tutto il mondo oltre che nelle tradizionali aree a rischio.
Parallelamente il successo, ottenuto anche all’estero, della nostra offerta per il mondo aeroportuale con il Metodo BeST e i Corsi UST ci spinge a far crescere anche team con queste caratteristiche. Tutti i player del settore vogliono rendere i controlli di sicurezza aeroportuali più efficienti, veloci e rispettosi della privacy del passeggero. A tal fine, la formazione degli addetti ai controlli è fondamentale.”Elemento fondamentale per poter aspirare a ricoprire i ruoli citati è l’assenza di condanne penali e procedimenti pendenti.E’ possibile candidarsi inviando il proprio cv attraverso l’apposita sezione del sito web http://www.fortesecurgroup.comLe prime 50 posizioni richieste riguardano i seguenti profili:
Area Manager Sales Nord Est (Italia)
Area Manager Sale Nord Ovest (Italia)
Area Manager Sales Centro Italia
Addetti ai servizi fiduciari con mansione specifica di addetto alla reception
Addetti ai servizi fiduciari con mansione specifica di security/portierato
Addetti ai servizi fiduciari con mansione specifica di addetto alla sala controllo
Guardie Giurate con mansione nel servizio di vigilanza armata
Guardie Giurate operatore di Centrale Operativa (https://fortesecurgroup.com)

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The program of Meet Magento Germany 2019 has been announced

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 Mag 2019

Recently, the organizer published the lecture program of Meet Magento DE 2019 – the largest Magento event in the German-speaking area. About 50 speakers from Adobe, Magento and well-known companies such as Microsoft and Google as well as many experts from the e-commerce
and Magento environment will participate at this year’s Magento event, that takes place on June 3rd and 4th in Leipzig. In 2019 Meet Magento DE will take place for the tenth year in a row and this year again addresses e-commerce enthusiasts and the entire Magento ecosystem: retailers, manufacturers, service providers, agencies, developers and the Magento community. Jason Woosley (Vice President of Commerce Product & Platform, Magento, an Adobe Company) will give a keynote address on “ExperienceDriven Commerce with Adobe and Magento”. Dr. Kai Hudetz, Managing Director of IFH Cologne and one of the leading e-commerce experts in the German-speaking region, will be another highlight on stage. The “usability pope” Johannes Altmann will give a lecture about the “MVP from hell” and with Dr. Matthias Orthwein the organizer was able to engage one of the leading IT lawyers of the renowned law firm SKW Schwarz, who enriches the program with the topic “Digital Design
Thinking and Law – Two sides of the same coin”. He clarifies what theincreasingdigitalization means from a legal point of view and what merchants should keep in mind now and in the future. Among many others, lectures by PHP guru Stefan Priebsch, Magento Master RiccardoTempestam and Andrey Lipattsev from Google on the subject of Progressive Web Apps are planned for the technicians. http://ots.de/VAycVR

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U.S. extradition request for Julian Assange to be heard on Thursday

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 Mag 2019

LONDON (Reuters) – A request by the United States to extradite WikiLeaks founder Julian Assange for one of the biggest ever leaks of classified information will be heard by a London court on Thursday.”Julian Assange will be sentenced at Southwark Crown Court at 1030 tomorrow for ‘violating his bail conditions’ whilst seeking & obtaining political asylum,” WikiLeaks said.”On Thursday at 10AM there will be a hearing in Westminster Magistrate Court on the US extradition request,” it said.The U.S. Justice Department said Assange was charged with conspiring with former Army intelligence analyst Chelsea Manning to gain access to a government computer as part of a 2010 leak by WikiLeaks of hundreds of thousands of U.S. military reports about the wars in Afghanistan and Iraq and American diplomatic communications. (Reporting by Guy Faulconbridge. Editing by Andrew MacAskill)

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Founder of Labster Predicts Huge Opportunity for Virtual Reality in Any Subject Area

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 Mag 2019

NEW YORK (PRWEB) Worldwide shipments for augmented reality and virtual reality headsets will grow to 68.9 million units in 2022, with a five-year compound annual growth rate of 55.5%, according to the latest forecast from the International Data Corporation Worldwide Quarterly Augmented and Virtual Reality Headset Tracker. In a new interview, Michael Bodekaer Jensen, Founder of Labster, tells C.M. Rubin, Founder of CMRubinWorld, that this new technology will “empower students through interactive immersive learning” and enable students to experience science up close, “for instance, solving real-world global challenges or by traveling to the inner depth of cells to experience how DNA, molecules and enzymes bring cells to life.” The ultimate goal of VR education, says Jensen, is “teachers being empowered through far greater insights into their individual students’ skills levels and each student receiving the best possible education given their individual progression and learning style.” Jensen believes “the training and collaboration with teachers around the world will be absolute key” to realizing these goals.
Michael Bodekaer Jensen is the founder and CTO of Labster, an award-winning company that focuses on revolutionizing the way science is taught to university, college and high school students all over the world through the exploration and advancement of Virtual Reality technologies.
CMRubinWorld’s award-winning series, The Global Search for Education, brings together distinguished thought leaders in education and innovation from around the world to explore the key learning issues faced by most nations. The series has become a highly visible platform for global discourse on 21st century learning, offering a diverse range of innovative ideas which are presented by the series founder, C. M. Rubin, together with the world’s leading thinkers. For more information on CMRubinWorld

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New Artificial Intelligence Pipe Welding System Launching at OTC 2019

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 Mag 2019

The toughest welds to make are full penetration, single sided, V butt, pipe welds. Historically, ARC Specialties, a Houston-based developer of welding solutions, declined these jobs because joint fit-up was never repeatable. “Only human welders with a ‘golden arm’ able to compensate for variation in root openings, weld center lines, and groove volumes could handle this challenge,” says Dan Allford, President of ARC Specialties. “With the industry facing labor shortages, we decided to develop an intelligent machine with complete knowledge of pipe welding, with full motion and welding control.” The Artificial Intelligence Pipe Welding System (AIPW) incorporates the 6-axis UR5 collaborative robot arm from Universal Robots to carry out the challenging welds. “The UR5 now becomes our ‘golden arm’,” says Allford. “The UR5 is small enough to be portable yet still allows full freedom of motion for both the laser scanner and welding torch. Being collaborative the robot is able to safely work in close proximity to humans.” The AIPW officially launches at ARC Specialties’ booth 705 at the Offshore Technology Conference held in Houston, TX, May 6-9. Stuart Shepherd, Regional Sales Director of Universal Robots’ Americas division, is delighted to see the UR5 power ARC’s AIPW system. “This implementation underscores our collaborative robots’ ability to handle heavy-duty processing tasks that demand both high precision and real-time adaptability,” he says. “We’re excited to share this solution with the oil and gas industry.” The AIPW pre-scans the root opening (gap) using a 2D laser, then uses the data to generate the robot path and welding parameters. Gap variations are compensated for with changes in oscillation, torch position, travel speed and welding conditions. The UR5 positions the torch over a tack weld to start the arc to insure 100% root weld acceptance. Fill and cap pass programs are optimized to fill the groove using user selectable weave or stringer bead welding techniques. The AIPW uses the Miller Auto Continuum welding power supply to weld the root with Regulated Metal Deposition (RMD), then switches to pulsed spray for the fill and cap passes. This combination of Gas Metal Arc Welding techniques maximizes welding productivity while producing X-Ray quality, full penetration pipe welds.The AIPW follows two other successful welding solutions featuring Universal Robots developed by ARC Specialties; the MIG welding SnapWeld and the plasma cutting SnapCut. SnapWeld just became the first product ever to win New Equipment Digest’s Innovation Award two years in a row.

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