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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Mammì M5S: “Ai docenti serve riconoscimento sociale, non telecamere”

Posted by fidest press agency su sabato, 4 maggio 2019

“Il principio secondo cui basta una telecamera per tutelare bambini o Professori dalle violenze che, purtroppo, si verificano nel mondo scolastico è semplicistico e non fa i conti con la realtà.
La scuola Italiana non può essere trattata come un ‘reality show’. Se Salvini ha bisogno di immagini da mettere sui social, può benissimo utilizzare quelle riprese durante le recenti manifestazioni fasciste, o quelle del Processo di Cantù, durante il quale sono stati sentenziati più di cento anni di condanne, nell’assordante silenzio del Ministro dell’Interno, che ha pensato bene di recarsi a Cantù solo per fare campagna elettorale senza mai esprimersi sulle recenti pronunce giudiziali.
Probabilmente nelle scuole superiori servono proiettori, progetti e attività formative mirate per illustrare ai ragazzi le conseguenze delle loro azioni e istruirli a diventare buoni cittadini, distanziandosi dall’”esempio” offerto da Ministri troppo impegnati a parlare di immigrati per concentrarsi sul contrasto alla mafia o sulla condanna delle manifestazioni fasciste.
Le telecamere, forse, servirebbero nei Ministeri, affinché tutti i cittadini potessero vedere coi loro occhi quanto lavora il loro Ministro dell’Interno e quanto tempo, invece, si protrae la sua permanenza sui social network.
Noi non siamo contrari alle telecamere a patto che siano utilizzate come strumento integrativo per la tutela di bambini, studenti e professori, non già come espediente per giustificare l’omessa erogazione di idonei percorsi formativi ed educativi.
Anche in Commissione Sanità ho fatto presente la necessità di vincolare i contributi per l’istallazione delle telecamere negli asili nido alle attività formative degli educatori, nonché di rendere attrattiva la possibilità di installare un sistema di videsorveglianza non come strumento di controllo dei lavoratori, ma di tutela dei bambini.
Voglio ricordare a Salvini che esiste il Ministero dell’Istruzione, governato dalla Lega, nell’ambito del quale si sta facendo veramente poco – e male, aggiungerei – sotto questo profilo. La formazione è un nodo cruciale per il progresso non solo economico, ma anche sociale e morale del Paese; senza un’adeguata formazione le telecamere si riveleranno inutili o, comunque, non sufficienti, perché continuerà a mancare, alla base, una necessaria cultura del rispetto e dell’educazione. Bisogna sviluppare nei ragazzi un adeguato senso civico, sollecitando tutti gli enti e le formazioni sociali incaricati della loro istruzione di fare la loro parte. Si cominci da qui, dal rafforzare gli strumenti a disposizione degli enti scolastici.” (Gregorio Mammì, M5S Lombardia)

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