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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Cittadini e PA: un rapporto che migliora ma che ancora non soddisfa

Posted by fidest press agency su domenica, 5 maggio 2019

Più della metà della popolazione è tutt’ora convinta che il funzionamento delle strutture pubbliche non possa essere ritenuto soddisfacente. Confrontando tuttavia la recente rilevazione con quella analoga risalente al 2017, si registra un parziale miglioramento. La quota di coloro che ritengono che la PA funzioni “molto male” si riduce dal 17,9% al 10,2%. Analogamente si riduce la quota di coloro – la maggioranza – convinti che la PA funzioni “piuttosto male” (da 52,1% a 50,8%). Simmetricamente, aumenta la quota di chi si orienta su un giudizio moderatamente positivo (“piuttosto bene”) che passa da 24,3% a 33,2%. Le valutazioni improntate al maggior ottimismo (“molto bene”), rimangono del tutto residuali (3,1%). Guardando i dati nel loro complesso si può affermare che in soli 2 anni il perimetro dei giudizi negativi si è ridotto dai 3/4 ai 2/3 degli italiani. Le attese di cambiamento convergono su una PA leggera e “poco invasiva”. La spinta degli ultimi anni verso servizi e procedure digitalizzate è percepita solo in parte dalla popolazione. Complessivamente, più di un italiano su cinque è insoddisfatto del cambiamento in atto. Gli altri quattro ritengono che il processo di digitalizzazione sia ancora troppo limitato nella sua diffusione e nella sua incisività. Soltanto il 5,7% dei cittadini ritiene che questo processo sia già maturo e che la semplificazione cercata stia effettivamente avvenendo. Gli sforzi fatti sono ritenuti del tutto insufficienti per l’8,1% della popolazione. Per il 15% circa dei cittadini i cambiamenti avvenuti sono persino fonte di ulteriori difficoltà complicando ulteriormente la vita di chi si trova a richiedere questi servizi. La percezione di un cambiamento ancora molto limitato è spiegabile, almeno in parte, anche attraverso la mancanza di adeguata informazione relativamente ai servizi digitali già attivati dalla PA e del loro reale funzionamento. Soltanto il 9,2% si dichiara completamente informato mentre nel 53,4% dei casi l’informazione è carente o addirittura assente. Il 73,2 degli italiani si aspettava dalla digitalizzazione della PA un ritorno in termini di semplificazione, ma soltanto il 30,8% del campione ha dichiarato che grazie ai servizi online ha ottenuto un reale vantaggio. Lo stacco è molto alto anche per quanto concerne la velocità delle procedure: il 72,2% se l’aspettava, ma soltanto il 40,6% dichiara di averla riscontrata. L’interazione digitale non decolla anche a causa dei tanti “retaggi analogici” del Paese. Ancora oggi il 16% delle famiglie italiane non dispone di una connessione internet domestica. Nell’UE il dato medio è dell’11% ma siamo ben lontani dai valori espressi da Paesi come l’Olanda (2%), il Regno Unito (5%) e la Germania (6%). Più in generale si rileva una quota elevata di popolazione che continua (e continuerà in larga parte) a vivere in un mondo completamente “analogico”. Il confronto con i dati del 2008 mostra un netto miglioramento nella connettività per i giovani e le classi d’età centrali, ma fra i più anziani la quota dei “non digital” è altissima. Infine, esiste anche un problema di competenze digitali. L’ultima rilevazione effettuata dall’Istat, a fronte di un 28,3% di popolazione con competenze elevate e un ulteriore 35,1% con competenze di base (ossia il minimo indispensabile per connettersi e dialogare on line con la PA) segnala l’esistenza di un 33,3% della popolazione con competenze “basse” e un ulteriore 3,3% con competenze “nulle”.
In generale l’interesse dei cittadini per le innovazioni cresce là dove ne intravedono applicazioni in grado di migliorare la loro vita quotidiana. I nuovi dispositivi per la sicurezza urbana o per la sfera sanitaria sono attesi con impazienza da circa i ¾ dei cittadini. Decisamente minore (di poco superiore al 40%) l’interesse per le auto a guida autonoma, per gli assistenti domestici e la robotica. Si conferma, in sostanza, la diffidenza verso ciò che ha valenza sostitutiva del lavoro umano.
Agi Agenzia Italia, è una delle principali news company italiane. Dal 1950 affianca con i suoi notiziari il mondo editoriale, istituzionale, economico ed industriale. (fonte in abstract: http://www.agi.it)

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