Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 6 maggio 2019

Il 2° Corpo d’Armata polacco in Italia 1943-1947

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Firenze Mercoledì 8 Maggio 2019 ore 17:00 Caffè Astra al Duomo Via de’ Cerretani 56r. Incontro con Sergio Sammicheli. Dal maggio del ’44 all’aprile del ’45 alcune decine di migliaia di soldati polacchi, con grande valore combatterono i Tedeschi e successivamente presero Ancona e Bologna.Questi uomini erano per la maggior parte ex prigionieri dei gulag di Stalin e quando il 22 giugno del ’41 la Germania attaccò l’URSS ebbero la possibilità, sotto il comando del Generale Wladyslaw Anders, di ricostituire un embrione del nuovo esercito polacco che avrebbe dovuto combattere i tedeschi accanto ai Russi.Attraverso mille difficoltà e mille peripezie questi soldati dall’Iran si recarono in Persia e dalla Persia, attraverso l’Iraq, in Palestina dove diventarono il 2° Corpo d’Armata Polacco, per arrivare, infine, in Egitto.Da lì nel dicembre del ’43 e nei primi mesi del ’44 sbarcarono in Puglia e furono inquadrati nella 8^ Armata Britannica sotto il comando del Generale Leese.E’ un’epopea memorabile con una serie di componenti psicologiche, politiche ed umane veramente affascinanti ed ancor’oggi molto poco conosciute.
Il Prof. Sergio Sammicheli è nato e vive tutt’ora sui colli tra il Valdarno fiorentino e Greve. Laureato presso l’Università di Firenze e Filosofia. Prima di dedicarsi all’insegnamento ha goduto di esperienza di studio all’estero per oltre 6 anni in paesi di lingua inglese. Successivamente si è specializzato in Filosofia della Storia presso l’Università di Ginevra. E’ poi diventato insegnante di Storia e Filosofia nei Licei, l’ultimo dei quali è stato il Piero Gobetti di Firenze. Già da diversi anni in pensione, è oggi Membro del Consiglio Direttivo del Circolo Culturale Fanin di Figline Valdarno e svolge l’attività di consulente per alcune biblioteche pubbliche.

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Immuno-oncologia è un’arma efficace nel trattamento dei tumori

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Roma, 7 maggio 2019, ore 11.30 Hotel Nazionale (Piazza Montecitorio 131, Sala Cristallo)
L’Immuno-oncologia è un’arma efficace nel trattamento dei tumori che si aggiunge alla chirurgia, alla radioterapia e alla chemioterapia. Negli ultimi dieci anni ha rivoluzionato la cura di neoplasie difficili da trattare, come il melanoma e il carcinoma del polmone in fase avanzata. E oggi è possibile parlare in alcuni casi di cronicizzazione della malattia. A differenza delle terapie tradizionali, le molecole immuno-oncologiche sfruttano le capacità naturali del sistema immunitario e lo rinforzano per combattere la malattia. Per approfondire le potenzialità offerte dall’immuno-oncologia e le nuove frontiere nella lotta al cancro, si terrà una conferenza stampa in cui interverranno Paolo Ascierto (Direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione “G. Pascale” di Napoli), Michele Maio (Direttore della Cattedra di Oncologia dell’Università di Siena e del Centro di Immuno-Oncologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese), Emma Charles (General Manager Bristol-Myers Squibb Italia), Cosimo Paga (Executive Country Medical Director, Bristol-Myers Squibb Italia) e Monica Forchetta (Presidente Associazione Pazienti Italia Melanoma).

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Arrivano le zanzare: che fare?

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Con i primi tepori arrivano puntuali anche le fastidiose zanzare, che con il loro ronzio e le loro punture non ci tormentano soltanto nelle ore notturne ma anche di giorno. Da quasi 20 anni, infatti, alla zanzara comune (Culex pipiens molestus), che si fa vedere e soprattutto sentire dopo il tramonto, si è aggiunta l’aggressiva zanzara tigre (Aedes albopictus) attiva anche durante il giorno.Cosa possiamo fare per prevenire la proliferazione di questi insetti? Come possiamo difenderci? Quali sono i rischi dovuti allo loro presenza? A queste e a tante altre domande ha risposto il biologo Fabrizio Montarsi, entomologo del laboratorio di parassitologia dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie intervenuto nell’ultima puntata di Radio Veneto Agricoltura, servizio informativo curato dall’Ufficio Stampa dell’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario (www.venetoagricoltura.org).Tanti i consigli pratici, rivolti sia alle pubbliche amministrazioni che ai cittadini, utili per affrontare questa sorta di “calamità” che negli ultimi anni ha fortemente peggiorato la qualità della vita all’aria aperta.Ricordando che l’uovo di zanzara per svilupparsi necessita di pochissima acqua, i primi consigli pratici sono quelli di non abbandonare oggetti sui quali possa ristagnare l’acqua piovana, togliere o capovolgere i sottovasi, pulire i tombini di scolo, controllare che le grondaie non siano intasate, ecc. Anche le amministrazioni comunali devono, comunque, fare la loro parte nella “battaglia” contro le zanzare intervenendo con frequenti interventi di pulizia dei fossati e dei tombini stradali e di tutti i siti che possono ospitare focolai di sviluppo di larve di zanzara.Infine, si ricorda che ormai tutti i Comuni forniscono gratuitamente dei prodotti insetticidi antilarvali, che tra l’altro possono essere acquistati anche nei negozi specializzati e nelle farmacie. Utili informazioni in tema di zanzare possono essere reperite sul sito internet dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie: https://www.izsvenezie.it/appunti-scienza-zanzara-tigre/

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Immigrati irregolari in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Nei giorni passati si è registrato un vivace dibattito sui dati relativi agli immigrati, in particolare irregolari. Poiché continuano a perdurare informazioni divergenti su tali dati, ISMU ritiene di intervenire con alcune puntualizzazioni al fine di contribuire a chiarire i termini della questione, al di là delle polemiche che spesso accompagnano il fenomeno migratorio. La stima della presenza irregolare sul territorio italiano, di cui dispone Fondazione ISMU, è pubblicata sul Ventiquattresimo Rapporto sulle migrazioni 2018. In base a tali stime si conferma che gli irregolari presenti in Italia al 1° gennaio 2018 erano 533mila.In relazione alla dichiarazione rilasciata dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini – che quantifica in circa 90mila unità l’incremento massimo nel numero di irregolari derivanti dagli sbarchi avvenuti sulle coste italiane nel periodo intercorrente il 1° gennaio 2015 e aprile 2019 – si intende precisare che, pur non essendo direttamente confrontabili, i due dati sono tuttavia compatibili.I punti da evidenziare sono i seguenti:
Scostamento temporale: il dato prodotto da Fondazione ISMU si riferisce al 1° gennaio 2018, mentre il dato rilasciato dal Ministro dell’Interno si riferisce al periodo intercorrente tra il 1° gennaio 2015 e aprile 2019, superando così di 16 mesi l’orizzonte temporale della stima elaborata da ISMU.
Differenza nel tipo di dato: il dato fornito da Fondazione ISMU è una stima relativa alla presenza totale di irregolari nell’ambito dell’intera popolazione straniera valutata a una data di riferimento (1° gennaio 2018). Si tratta tecnicamente di un dato di stock (ovvero della stima della quantità del complesso degli immigrati irregolari presenti a una determinata data). Il dato fornito dal Ministro Salvini è, invece, un dato di flusso: si riferisce cioè esclusivamente all’apporto massimo nel numero di nuovi irregolari riconducibile agli sbarchi osservati tra il 1° gennaio 2015 e aprile 2019.
Compatibilità dell’ordine di grandezza dei due dati: Fondazione ISMU stimava al 1° gennaio 2015 la presenza di 404mila irregolari sul territorio italiano. La comparazione con il dato di 533mila, stimato da ISMU al 1° gennaio 2018, indica che nei 3 anni intercorsi tra le due stime, il numero totale di irregolari è cresciuto di 129mila unità (404mila + 129mila = 533mila). Tale valore (129mila), derivante dalle molteplici tipologie di irregolarità (permessi temporanei e visti turistici scaduti, ingressi non autorizzati via terra ecc…), è superiore alla quantificazione di 90mila, la quale deriva solamente dagli sbarchi registrati tra il 1° gennaio 2015 e aprile 2019. Gli sbarchi sono infatti solo una tra le diverse tipologie di irregolarità come già specificato.
Nonostante le due fonti non siano direttamente comparabili a causa del differente lasso temporale a cui si riferiscono (Fondazione ISMU: 1° gennaio 2015-1° gennaio 2018; Ministro dell’Interno: 1° gennaio 2015-aprile 2019), le stime rilasciate da Fondazione ISMU nell’ambito dei rapporti annuali sono compatibili con le cifre rilasciate dal Ministro dell’Interno.Le stime di Fondazione ISMU mostrano una crescita costante del numero di irregolari nella popolazione straniera dal 2013. Pertanto, rispetto a tale crescita. gli ingressi via mare costituiscono solo una delle fonti di incremento. Alla luce di quanto qui esposto si può confermare che i due dati (533mila e 90mila) sono compatibili ma non confrontabili. http://www.ismu.org

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Premio ITAS del Libro di Montagna

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

E’ il concorso letterario internazionale dedicato alle opere in cui si celebra la montagna, è giunto alla sua tappa conclusiva proclamando i vincitori della 45ᵃ edizione nell’ambito del 67. Trento Film Festival. La giuria, presieduta da Enrico Brizzi e di cui per la prima volta ha fatto parte anche Paolo Cognetti (vincitore del Premio nel 2017), ha decretato i vincitori dopo avere valutato le 88 opere pervenute da oltre 50 case editrici. A ritirare il Trofeo Aquila ITAS per ciascuna delle tre categorie in gara sono:
Migliore opera narrativa: Simon McCartney con Il Legame (Alpine Studio)
Migliore opera non narrativa: Manolo con Eravamo immortali (Fabbri Editore)
Migliore opera narrativa per ragazzi: Alessandro Boscarino con K2. Storia della montagna impossibile (Rizzoli)
Menzione speciale all’opera Abschnitt. Adamello 1915-1918, di Tommaso Mariotti e Rudy Cozzini (Parco Naturale Adamello Brenta).
“La giuria del Premio Itas del Libro di Montagna, che da quest’anno conta fra i suoi membri il vincitore uscente ed ex Premio Strega Paolo Cognetti, si è trovata di fronte a un ventaglio ricchissimo di proposte – commenta Enrico Brizzi, Presidente della giuria – Gli autori, premiati nel corso della cerimonia organizzata congiuntamente con il Trento Film Festival, hanno riscosso la piena approvazione dei giurati, ma mai come quest’anno sarebbe stato d’uopo assegnare riconoscimenti e segnalazioni a diversi volumi, segno che l’editoria di montagna è più viva che mai”. http://www.premioitas.it

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Bankitalia: sale vulnerabilità famiglie, 11% in ritardo con mutuo

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Secondo il Rapporto sulla stabilità finanziaria di Bankitalia, alla fine del 2019 la quota di famiglie vulnerabili e l’incidenza dei loro debiti sul totale salirebbero al 2,3 e al 12 per cento. Tra le famiglie con solo un mutuo, la quota di quelle in ritardo nel pagamento delle rate è pari all’11%, percentuale che sale al 15% per i nuclei che, oltre al mutuo, hanno contratto debiti per finalità di consumo e al 25% per quelli che hanno soltanto quest’ultimo tipo di debiti.”Dati molto preoccupanti! Dopo il picco negativo raggiunto nel 2012, la vulnerabilità delle famiglie, anche grazie alla politica monetaria della Bce e ai bassi tassi di interesse, era sempre migliorata. Ma dal 2016 la situazione sta progressivamente peggiorando e nel 2019 prosegue questo andamento sfavorevole” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Inoltre, Bankitalia denuncia che il rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato si sta trasmettendo gradualmente al costo dei nuovi finanziamenti. Temiamo, quindi, che ulteriori rialzi dello spread, possibili nel caso di ulteriori discussioni autunnali con l’Europa, a fronte di un deficit stimato dal Governo al 2,4%, possano creare ulteriori problemi alle famiglie” conclude Dona.

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21° anniversario frane Sarno e Quindici

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

“In occasione di un anniversario importante come quello di Sarno, ribadiamo l’urgenza di attuare una seria politica di prevenzione dei rischi, finalizzata ad una gestione sostenibile del territorio ed alla salvaguardia della vita dei cittadini, necessità che trovano riscontro anche nella mappa del dissesto idrogeologico in Italia del 2018, tracciata dall’ISPRA, che vede circa il 91% dei comuni italiani a rischio e quasi 7,5 milioni di persone che vivono in territori a rischio elevato e molto elevato per frane e alluvioni”. Sono le parole di Lorenzo Benedetto, consigliere del Consiglio Nazionale dei Geologi in occasione del 21esimo anniversario degli eventi franosi di Sarno che, tra il 5 e 6 maggio del 1998, provocarono la morte di 160 persone nei comuni di Sarno, Siano, Bracigliano (in provincia di Salerno), Quindici (Avellino) e San Felice a Cancello (Caserta).In Italia, sono ancora troppe le vittime causate dal dissesto idrogeologico: “Dati pubblicati recentemente indicano che solo nel 2018, frane e alluvioni hanno causato 38 morti e nel periodo che va dal 2000-2018 hanno perso la vita in totale 438 persone – ricorda Benedetto -. Questi dati sono preoccupanti, perché dopo 21 anni dagli eventi alluvionali di Sarno e Quindici, significa che non abbiamo ancora imparato la lezione. Non si può continuare a perdere la vita per il verificarsi di fenomeni naturali”, denuncia il consigliere CNG che spiega come “il 2018 sia stato un anno particolarmente funesto. Basti pensare alla piena che ad agosto dell’anno scorso ha colpito le gole del Raganello in Calabria provocando 10 morti, oppure al maltempo che in Sicilia, a Casteldaccia, ha causato nove vittime, annegate per lo straripamento del fiume Milicia”.“La normativa emanata a seguito dell’emergenza Sarno e di altri eventi successivi (alluvione di Soverato) – aggiunge Benedetto – ha consentito di compiere un significativo passo in avanti in termini di conoscenza degli scenari di rischio idrogeologico dell’intero Paese, attraverso i Piani per l’Assetto Idrogeologico (PAI), redatti dalle ex Autorità di Bacino, a cui purtroppo non sono seguite azioni concrete di mitigazione e gestione dei rischi individuati”. A distanza di 21 anni da Sarno, per il geologo campano “c’è ancora tanto da fare per determinare condizioni di sicurezza più accettabili per il rischio idrogeologico che attanaglia l’intero Paese. Dunque sarebbe importante ad esempio: approfondire sempre di più le conoscenze dei fenomeni aggiornando i PAI, attuare una corretta pianificazione territoriale per evitare di costruire nelle zone pericolose, realizzare interventi strutturali e non strutturali, presidiare e monitorare le aree a rischio ed infine operare una seria e continua manutenzione del territorio. Tutte queste azioni devono andare di pari passo con la diffusione della conoscenza nella popolazione dei corretti comportamenti che occorre tenere per salvaguardare la propria incolumità in caso di frane o alluvioni”, conclude Benedetto.

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In scena i momenti salienti della vita di Camille Claudel

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Napoli Martedì 7 e mercoledì 8 maggio 2019 Sala Assoli Vico Lungo Teatro Nuovo, 110 inizio delle rappresentazioni ore 20.30. In scena i momenti salienti della vita di Camille Claudel, che, attraverso le sue opere, è riuscita a scolpire l’animo umano, cogliendone bellezza e crudezza. I differenti linguaggi dell’arte attraverso opere singolari a teatro, per offrire uno sguardo “altro” su pittura, fotografia, danza e psicologia. E’ l’essenza di Visionarie, rassegna tutta al femminile di Casa del Contemporaneo che ospiterà, martedì 7 maggio 2019 alle ore 20.30 (in replica mercoledì 8), negli spazi della Sala Assoli, lo spettacolo Ca/1000 drammaturgia di Enrico Manzo, omaggio a Camille Claudel per la regia di Luisa Corcione.Presentato da Estudio Associazione Artistica Culturale, l’allestimento si avvale della presenza, in scena, di Noemi Francesca, con le voci di Lino Musella e Giacinto Palmarini, il sound design e le musiche di Marco Vidino, le musiche di Peppe Voltarelli, le opere scenografiche di Luisa Corcione, Rosaria Corcione.
Ca/1000 porta in scena la storia di un’anima attraverso i momenti salienti della vita di Camille Claudel, artista di fine ‘800, dall’arrivo in manicomio a Monfavet alla sua “uscita”, vittoriosamente perdente. Nelle sue opere, l’artista francese è riuscita a scolpire l’animo umano, cogliendone la bellezza ma anche la crudezza, e tutti quegli aspetti solitamente taciuti.Il coraggio e la forza la resero profonda e autentica, ma fu anche logorata per aver ceduto, in seguito, alle contingenze economiche insuperabili per una donna sola in quell’epoca. Ca/1000 evidenzia quanto le vicende dell’esistenza personale e gli esiti della sua opera siano, inestricabilmente, fusi nel comune fallimento.
“Camille Claudel – sottolinea la regista Luisa Corcione – ebbe la dolorosa capacità di dare forma alle proprie visioni interiori, strappare all’ignoto la nostra parte più recondita, così come narra Rilke nelle Elegie duinesi. Erano brandelli di verità che le permettevano di vedere più nitidamente ciò che altri potevano solo superficialmente intuire, perché le sue opere sono sofferenza pagata”.Gli elementi che accompagnano in scena il vivido personaggio di Camille Claudel sono le voci, sia presenza assordante sia tenero ricordo, i dipinti, compagni di viaggio per trent’anni della sua esistenza (le “internate” del manicomio), e le sculture.Molte delle sculture presenti in scena rappresentano il suo diario, il grido disperato di un’anima che passa dalla felicità di un tormentato rapporto d’amore, quello che la legò per alcuni anni a Rodin, fino al rancore e alla rêverie, attraversando l’esaltazione amorosa, l’illusione della felicità e le promesse di fedeltà, l’abbandono, il risentimento, la solitudine estrema, l’amara consapevolezza di un’inguaribile ferita.In scena saranno presenti le opere pittoriche e scultorie dell’artista Rosaria Corcione, mentre nel foyer della Sala Assoli, la regista Luisa Corcione esporrà gli appunti visivi su tela, dai quali ha preso vita l’allestimento teatrale.

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Mostra “Vanity: storie di gioielli dalle Cicladi a Pompei”

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Pompei dal 10 maggio al 5 agosto 2019, presso la Palestra Grande degli scavi di Pompei (portico ovest). Monili dell’area cicladica e pompeiana sono messi a confronto in un elegante percorso di stili e di civiltà, che trova nella vanità e nell’ostentazione della ricchezza un punto di comunione. Gemme, collane, fibule, orecchini, anelli ed armille in oro, argento, bronzo, con inserti in materiali preziosi e semipreziosi (avorio, pietre, paste vitree, corallo, perle ecc.), provenienti da Delos e dalle altre Cicladi saranno esposti accanto a gioielli rinvenuti a Pompei, ma anche in altri siti campani (Longola, Sarno, Paestum, Oplontis, Terzigno ed Ercolano).Il progetto espositivo, che ha l’obiettivo di mettere a paragone le due fiorenti aree del Mediterraneo, Delos e Pompei, da sempre centro di scambio e punto di incontro di culture e religioni, nasce nell’ambito della collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei e l’Eforia delle Cicladi, finalizzata alla più ampia realizzazione di programmi comuni di studio, ricerca, promozione e ampliamento della conoscenza reciproca delle relative realtà archeologiche.La mostra sarà presentata alla stampa il 9 maggio alle ore 12,00 alla presenza del Direttore ad interim del Parco Archeologico di Pompei, Alfonsina Russo e dei curatori Massimo Osanna, che ha promosso la mostra nel corso del suo mandato da Direttore Generale del Parco e l’Eforo delle Cicladi, Dimitrios Athanasoulis.

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Rinasce Santa Editta di Alessandro Stradella

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Roma Mercoledì 8 maggio 2019 alle 18.00 i concerti di Roma Sinfonietta presso l’Università di Roma “Tor Vergata” (Auditorium “Ennio Morricone”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) presentano Santa Editta, un capolavoro del Seicento solo recentemente riscoperto, opera di Alessandro Stradella, che per la sua originalità, la sua forza drammatica e la sua vita avventurosa e sregolata, conclusasi con una morte violenta per mano di assassini, è stato spesso paragonato a Caravaggio. Sarà eseguito dall’ensemble Stradella Young Project, fondato e diretto da Andrea De Carlo, il principale artefice dell’attuale rinascita della musica di Stradella. Canteranno i soprano Cristina Fanelli nel ruolo di Editta e Paola Valentina Molinari, il contralto Chiara Brunello, il tenore Leopoldo Punziano e il basso Andrzej Lenart.Il libretto dell’oratorio Santa Editta, vergine e monaca, regina d’Inghilterra, scritto dal nobile romano Lelio Orsini principe di Vicovaro, vede come protagonista Editta di Wilton, vissuta nel X secolo. Figlia del re Edgardo il Pacifico, Editta rifiutò la corona d’Inghilterra, preferendo continuare la sua vita di ritiro nella abbazia di Wilton. Le ragioni della scelta di mettere in musica la vita di questa santa, sconosciuta in Italia, possono essere ricondotte a vicende del 1672-73, quando l’oratorio fu con ogni probabilità composto a Roma: il rifiuto del destino di regina da parte di Editta adombra infatti quello di Maria Beatrice d’Este, sorella del duca di Modena, che avrebbe preferito la vita monastica al matrimonio impostole con Giacomo II Stuart, re d’Inghilterra e di Scozia. Con Editta dialogano personaggi allegorici come Grandezza, Bellezza e Senso, che cercano di contrastare la sua decisione di ritirarsi dalla vita mondana, sostenuta soltanto da Umiltà. Alla protagonista è riservata la maggior parte delle arie, che insieme ad intensi recitativi, duetti e terzetti vanno a comporre la partitura.
Verrà inoltre eseguito Concentus della compositrice inglese Donna McKevitt, brano vincitore nel 2018 del concorso NEWTRACKS@FBAS indetto dal Festival Barocco Alessandro Stradella per stimolare la composizione di nuove musiche che intrecciano insospettate connessioni tra passato e presente. Lo stile minimalista di questa partitura per voci e strumenti, costruita sulla iterazione di moduli in intenso crescendo espressivo e sulla improvvisazione su basso continuo, crea una inedita continuità con la musica di Stradella.
Nato a Roma, Andrea De Carlo ha cominciato la sua carriera musicale come contrabbassista di jazz. Avvicinatosi in seguito alla musica classica, ha collaborato con importanti ensemble di musica antica italiani e stranieri. Nel 2005 ha creato l’Ensemble Mare Nostrum, con cui ha vinto numerosi premi discografici come il Diapason d’Or, il Coup de Coeur dell’Accademia del disco Charles Cros di Parigi e il Premio della Critica discografica tedesca. De Carlo si è esibito in importanti festival in Germania, Belgio, Spagna, Francia, Svizzera, Ecuador, Messico e Turchia. Ha dato il via a The Stradella Project, un ambizioso progetto discografico dell’etichetta Arcana, dedicato alla registrazione dell’integrale della musica di questo compositore. Per l’esecuzione della musica di Stradella ha fondato l’ensemble Stradella Young Project. Dal 2013 De Carlo è direttore prima del festival dedicato ad Alessandro Stradella da Nepi, città natale del compositore, e poi del Festival Barocco Alessandro Stradella di Viterbo e Nepi.

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“Come combattere efficacemente la Xylella senza distruggere milioni di ulivi pugliesi”

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Alla conferenza stampa, promossa dal Sen. Lello Ciampolillo, sono intervenuti il Prof. Marco Nuti, professore emerito di batteriologia presso l’Istituto Sant’Anna di Pisa, il Prof. Paolo Maddalena, Vice Presidente emerito della Corte Costituzionale, il Dott Agostino Di Ciaula, Presidente del comitato scientifico dell’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente- ISDE, l’Ing. Carlo Bonaduce e Maurizio Zerbini e Luigi Botrugno.
Al Senato, infatti, è di imminente approvazione il “Decreto emergenze”, il cui articolo 8 impone, con l’obiettivo di arginare la diffusione della xylella fastidiosa in Puglia, misure (eradicazioni in aree estese, ampio uso di piretroidi e neonicotinoidi) prive di certezze scientifiche di efficacia, ampiamente distruttive del paesaggio e della biodiversità, ad elevato rischio sanitario.Le misure indicate saranno applicate “in deroga a ogni disposizione vigente”. Questo significa che non saranno più rispettati fondamentali strumenti di tutela paesaggistica, ambientale, sanitaria.Saranno rimossi con un atto di forza tutti gli scudi di protezione che sono serviti, sino ad ora, a tutelare quei luoghi, i diritti, la salute e il futuro di chi ci vive.
Indipendentemente dall’ormai logora discussione sul nesso causale xylella/disseccamento degli ulivi e dal clima da opposte tifoserie che si è voluto creare ponendo in deroga anche la corretta dialettica scientifica, il vero problema è l’abuso di potere esercitato in danno delle acquisizioni della scienza e del rispetto di diritti Costituzionali.
Appare semplicistico, ingenuo e pericoloso ritenere possibile una completa e persistente eliminazione del batterio (presente ormai da anni) e dell’insetto vettore in un’area geografica così estesa, così come semplicistico, pericoloso e fuorviante appare attribuire completamente le responsabilità della sindrome da disseccamento degli ulivi al solo binomio xylella/insetto vettore in un’area ad elevato rischio ambientale.
Non si comprendono i motivi per i quali nell’iter che ha portato all’elaborazione dell’articolo 8 del “Decreto Emergenze” non siano state considerate le raccomandazioni dell’EFSA ( l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) sui rischi ambientali delle misure previste, le evidenze scientifiche sulla elevatissima pericolosità dei pesticidi da utilizzare (si ricorda che l’acetamiprid, qui imposto, è stato vietato in Francia nel 2018) e gli insegnamenti derivanti da esperienze pregresse e riportati in letteratura scientifica da autorevoli studiosi della materia.Il Salento ha diritto a conservare la sua ricchezza e la sua biodiversità, ha diritto ad un ambiente non compromesso né alterato ed ha diritto a misure sostenibili che non comportino un aumento del rischio sanitario.Questi diritti non possono essere annullati per decreto.

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XIII Simposio COTEC Europa “PA 4.0: Rethinking the Public Administration for a Digital World”

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Napoli martedì 7 maggio, a partire dalle ore 9.00 il Teatro San Carlo ospiterà l’incontro, che torna a Napoli dopo undici anni, alla presenza del Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, del Re di Spagna, Filippo VI e del Presidente della Repubblica portoghese, Marcelo Rebelo de Sousa.
I lavori del Simposio si apriranno con gli interventi di Jorge Barrero, Direttore Generale COTEC Spagna, Jorge Portugal, Direttore Generale COTEC Portogallo, e Claudio Roveda, Direttore Generale COTEC Italia. A partire da una ricognizione dello stato d’informatizzazione della PA dei tre Paesi nel contesto europeo e dei programmi previsti per il suo sviluppo, la tavola rotonda si concentrerà sugli sviluppi nel medio termine delle tecnologie digitali di interesse per la PA, sulla necessità di ripensare le politiche per le risorse umane al fine di creare il public servant del futuro così come sull’opportunità di ripensare i processi regolatori.Seguiranno poi, per ciascuno dei tre Paesi, le testimonianze di imprese technology providers in grado di offrire servizi per la crescita della digitalizzazione della PA.
Leader aziendali ed esponenti delle istituzioni dei tre Paesi si incontreranno per delineare azioni comuni sui temi della politica dell’innovazione e attivare iniziative specifiche di collaborazione. Un’occasione importante per rilanciare il tema dell’innovazione nella Pubblica Amministrazione in un periodo di grande rivoluzione industriale-tecnologica e di forte cambiamento. In un simile contesto, infatti, è sempre più urgente permettere ai cittadini di gestire on line i rapporti con la Pubblica Amministrazione e l’accesso ai servizi pubblici.
L’Italia occupa gli ultimi posti insieme a Bulgaria, Grecia e Romania per livello complessivo di digitalizzazione dell’economia e della società nei Paesi europei, con un indice relativo pari a 44 su 100 rispetto al 72 della Danimarca che occupa il primo posto.
Il nostro Paese si posiziona nella parte bassa della classifica della digitalizzazione dei servizi pubblici con un indice pari a 52 su 100 contro il 78 della Finlandia che è il primo Paese. All’Italia spetta l’ultimo posto riguardo l’obbligo di utilizzare internet per inoltrare richieste alla pubblica amministrazione, con una percentuale di cittadini “obbligati” ad operare online pari al 30% a fronte della media europea del 58% e del 96% dell’Estonia.E’ inoltre molto ridotto in Italia l’uso di prestampati che utilizzano dati già in qualche modo disponibili e che evitano così al cittadino inutili ripetizioni: il suo indicatore, infatti, è 32 su 100 contro la media europea di 54 e il 100 di Malta.
Dall’analisi, tuttavia, emerge come vi siano alcuni settori nei quali l’Italia mostra un livello di digitalizzazione in linea con la media europea:
– una buona posizione occupa l’Italia riguardo la possibilità di effettuare online una serie di adempimenti amministrativi, dall’indicazione della nuova residenza alla comunicazione di una nascita: il Paese presenta un indicatore pari a 87 su 100, contro una media europea di 85 e il massimo di 99 di Malta;
– l’Italia ricopre poi una discreta posizione, con un valore di 80 su 100 (media europea pari a 83 e valore massimo di 100 per la Danimarca), con riferimento alla possibilità di espletare online tutte le formalità necessarie per avviare un nuovo business o gestirne uno esistente;
– relativamente alla disponibilità dei cittadini di acquisire online servizi per la salute, l’Italia occupa, con una percentuale del 24% contro la media europea di 18% e il massimo di 48% della Finlandia, una posizione intermedia.
Ma quali sono le nuove sfide che attendono la Pubblica Amministrazione 4.0? Una risposta a questa domanda proveranno a fornirla, in una tavola rotonda moderata da Riccardo Luna, direttore Agi Agenzia Italia, Roberto Viola, Direttore Generale della DG Connect della Commissione europea, Rogelio Velasco, Ministro per l’Economia, la Conoscenza, l’Impresa e l’Università dell’Andalusia, Maria Manuel Leitao Marques, ex Ministro per la Modernizzazione della Pubblica Amministrazione del Portogallo e Luca Attias, Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale italiana. Ciascun Paese, infatti, illustrerà i propri programmi per lo sviluppo della digitalizzazione delle proprie strutture, delle modalità operative e dei processi.
La giornata si chiuderà con gli interventi finali dei tre Capi di Stato d’Italia, Spagna e Portogallo, introdotti dal Presidente di COTEC Italia, Luigi Nicolais.
Nel corso dell’incontro saliranno sul palco del Teatro San Carlo anche i vincitori di Hack.Gov, una vera e propria maratona di creatività, organizzata da Agi Agenzia Italia in collaborazione con la Regione Campania e l’Università di Napoli Federico II con il patrocinio di AgID – Agenzia per l’Italia Digitale, che ha visto più di duecento giovani talenti provenienti da tutto il mondo sfidarsi presso l’Apple Developer Academy, luogo simbolo dell’innovazione in Europa , per ideare soluzioni innovative e tecnologicamente all’avanguardia nel campo della Pubblica Amministrazione.Inoltre, verranno presentati i risultati finali, sotto forma di MoU, di un evento promosso dalle Cotec di Italia, Spagna e Portogallo sul tema Spazio e digitalizzazione della PA che si è tenuto il 6 maggio presso l’Università Federico II.La Rai coprirà con un proprio segnale televisivo l’intero convegno. (fonte: agi.it)

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Spazio… ultima frontiera….

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

All’Istituto Massimo di Roma il primo corso di Space Economy e introduzione alla propulsione spaziale “Making Space” per studenti di medie e licei. Collegamento con il tenente colonnello Walter Villadei, Ufficiale e cosmonauta dell’Aeronautica Militare Italiana.
La NASA ha appena annunciato che prima del previsto è pianificata una nuova missione umana sulla Luna, progetti privati come Space X puntano a Marte entro i prossimi 2 decenni e agenzie spaziali di tutto il mondo si stanno affollando sulla Luna o su Marte con satelliti e rover.Per interessare e preparare gli studenti alle opportunità che offrirà questo mercato in espansione la cd “ Space Economy”, con risvolti anche civili come il cd. “Turismo spaziale”, per l’as 2018-19, l’Istituto ha organizzato il corso “Making Space Reactions”, che si focalizza sulla progettazione e costruzione di vettori aerospaziali, con approfondimenti sulla balistica e sulla propulsione.Per conoscere anche il ruolo dell’Italia in questa nuova corsa allo spazio, Sabato 4 Maggio gli alunni dell’Istituto Massimo si sono collegati con il tenente colonnello dell’Aeronautica militare Walter Villadei che ha raccontato la propria esperienza e risposto alle domande e alle curiosità dei ragazzi su questo affascinante mondo dello Spazio e alle sfide e alle opportunità, economiche e non solo, che ne possono discendere.
Nell’ambito di detta attività didattica, rientrano anche delle prove pratiche di realizzazione e lancio di piccoli “vettori autocostruiti” dotati di propulsione varia.
Costruire propulsori e razzi per lo spazio a scuola, e lanciarli da terra simultaneamente fino a 330 metri utilizzando combustibili solidi, liquidi e gassosi, identici a quelli che ci porteranno sula Luna o su Marte.Il lancio è stato realizzato dagli alunni dell’Istituto Massimiliano Massimo della Capitale, presso l’aeroporto dell’Aeronautica Militare di Furbara. A colorare il cielo sopra via Aurelia sono stati 30 vettori aerospaziali lanciati, in contemporanea, dagli studenti.Assistono i giovani “inventori”: genitori, professori. Che hanno aiutato i ragazzi dopo avergli insegnato i principi relativi alla propulsione spaziale, alla balistica e aerodinamica.Gli alunni dell’Istituto Massimo hanno potuto così testare in massima sicurezza materiali esplosivi, che sono la componente principale dei propulsori dei razzi.Hanno partecipato alunni dalle elementari, alla secondaria di 2 grado e dei due licei internazionali classico e scientifico.
Istituto Massimiliano Massimo. Le scuole e le università dei Gesuiti nel mondo sono più di 2.000 ed accolgono ogni anno circa 2 milioni di studenti di ogni età ed estrazione sociale. Di essi, circa 180.000 studiano in Europa in 168 Istituti. In tutti i paesi dove sono presenti, le Scuole dei Gesuiti si caratterizzano per l’eccellenza e l’avanguardia del servizio educativo.
L’offerta formativa dei Licei Classico e Scientifico Internazionale Potenziato Istituto Massimo si rivolge a tutti coloro che vogliono aderire ad un modello formativo innovativo aperto all’internazionalità, con una profonda conoscenza delle lingue e dei metodi di insegnamento stranieri ma coerente con la tradizione ed il rigore umanistico, culturale e scientifico del liceo italiano.

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Scuola: Concorsi, per la secondaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Il ministro Bussetti ha chiesto al Mef l’autorizzazione di 48.536 posti di cui 8.491 su sostegno. Non è alle porte solamente il concorso per docenti della scuola primaria: anche quello della secondaria, di primo e secondo grado, vedrà la luce entro poche settimane. A confermarlo è stato il ministro Bussetti che ha anticipato la volontà di avviare in tempi brevi il concorso per le scuole secondarie di I e II grado (medie e superiori). La tempistica, annunciata sempre dal Ministro, dice che il bando verrà pubblicato in estate, le prove si svolgeranno a partire dall’autunno, le assunzioni dal mese di settembre 2020. Si prevede un altissimo numero di candidati. Anief ricorda che il Ministero dell’Istruzione non ha ancora assunto tutti gli idonei dei concorsi svolti, benché vi sia una considerevole quantità di cattedre libere. Così, nel frattempo i precari da assumere con supplenza annuale sono diventati oltre 120 mila, rendendo sempre più necessaria l’apertura delle GaE a tutti i docenti già peraltro selezionati e abilitati all’insegnamento oppure l’utilizzo della seconda fascia d’istituto come base per arrivare al ruolo. Si tratta di una mancanza grave, resa ancora più inaccettabile dalla elusione della clausola 5 della Direttiva 70/99 UE, introdotta per evitare l’abuso di precariato in presenza di continuità di servizio e di posti vacanti. Marcello Pacifico (Anief): La stessa intesa, prodotta alla vigilia del 25 aprile a Palazzo Chigi, presuppone che non vi sia la volontà di superare la reiterazione dei contratti, se non una tiepida apertura ai concorsi riservati, i quali, però, si prevedono lenti, su numeri di posti sottodimensionati e pure selettivi.
Per accedere ai posti comuni (le classi di concorso a cui dà accesso la propria laurea) bisognerà essere in possesso di uno dei seguenti titoli: abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure laurea (magistrale o a ciclo unico, oppure diploma di II livello dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso) e 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche oppure abilitazione per altra classe di concorso o per altro grado di istruzione, fermo restando il possesso del titolo di accesso alla classe di concorso ai sensi della normativa vigente oppure laurea più tre annualità di servizio (anche non continuativo, su posto comune o di sostegno, nel corso degli otto anni scolastici precedenti, entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione. Tale requisito è previsto soltanto in prima applicazione; gli aspiranti che ne sono in possesso potranno partecipare al concorso per una delle classi per le quali hanno un anno di servizio).
Per i posti di insegnante tecnico-pratico (ITP), il requisito richiesto sino al 2024/25 è il diploma di accesso alla classe della scuola secondaria superiore (tabella B del DPR 19/2016 modificato dal Decreto n. 259/2017). Per i posti di sostegno, i requisiti sono quelli già indicati per i posti comuni oppure quelli per i posti di ITP, più il titolo di specializzazione su sostegno.
Per la procedura relativa ai posti comuni sono previste le seguenti prove: due prove scritte; una prova orale. Per i posti di sostegno: una prova scritta; una prova orale. La prima prova scritta avrà l’obiettivo di valutare il grado di conoscenze e competenze del candidato sulle discipline afferenti alla classe di concorso. Nel caso di classi di concorso riguardanti le lingue e culture straniere, la prova deve essere prodotta nella lingua prescelta. La prova sarà superata dai candidati che conseguono il punteggio minimo di sette decimi o equivalente. Il superamento della prova è condizione necessaria perché sia valutata la prova successiva. La seconda prova scritta per i candidati a posti comuni ha l’obiettivo di valutare il grado delle conoscenze e competenze del candidato sulle discipline antropo-psico-pedagogiche e sulle metodologie e tecnologie didattiche. La prova sarà superata dai candidati che conseguono il punteggio minimo di sette decimi o equivalente. Il superamento della prova è condizione necessaria per accedere alla successiva prova orale.
“Siamo sempre più convinti – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che in Italia si sta perseguendo una strada sbagliata, seguendo il solo concorso come canale di reclutamento. Il sindacato l’ha fatto tanto volte presente, rivendicando il doppio canale e la riapertura delle GaE, come del resto sia stato fatto già due volte nell’ultimo decennio. Anief ricorda che dal prossimo concorso potranno partecipare tutti i candidati in possesso della laurea magistrale, ma privi di abilitazione. A questo requisito, tuttavia, deve essere aggiunto il possesso dei 24 CFU, ovvero i crediti formativi universitari nelle “discipline antropo-psico-pedagogiche e metodologie e tecnologie didattiche”, che restano requisito d’accesso come previsto dal Decreto Legislativo n. 59/2017. Eurosofia è da molti anni E.C.P. Pegaso. Clicca qui per acquisirli in tempi rapidi, studiando comodamente da casa tua. Potrebbe essere necessario integrare il proprio piano di studi con esami singoli relativi al proprio ambito d’insegnamento.

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Scuola: Educazione civica, c’è l’ok della Camera

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Primo via libera in Parlamento, ma la soluzione a cui si lavora serve a poco o niente. Si poteva fare molto di più, come proposto dal giovane sindacato alla Commissione Cultura della Camera. Pacifico (Anief): Non si possano formare cittadini consapevoli e responsabili se non in una prospettiva più ampia che vada oltre i confini nazionali e conduca verso una coscienza eurounitaria; è di primaria importanza la condivisione di temi come l’educazione civica, il diritto comunitario, partendo dalle Carte fondamentali e dai Trattati Europei. Non basta ricavare un’ora, sottraendo tempo ad altre materie. Torna l’Educazione civica come materia obbligatoria, con voto in pagella e valutazione finale, nella scuola primaria e secondaria. Con 451 voti favorevoli, tre astenuti e nessun voto contrario la Camera ha approvato la legge che ne istituisce l’insegnamento. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato.Peccato che questo via libera – se si legge nel dettaglio il provvedimento come riportato da Il Sole 24 Ore –prescriva 33 ore di studio all’anno della nuova materia per insegnare i «principi di legalità, cittadinanza attiva e digitale, sostenibilità ambientale, diritto alla salute e al benessere della persona», ma prendendo ore un po’ da tutte le altre materie, come il consiglio di istituto riterrà più utile. L’insegnamento potrà essere anche affidato a più insegnanti in contitolarità, ma ci sarà un coordinatore («al quale non sono dovuti compensi o indennità» per questo incarico) per ogni classe che dovrà dare un «voto in decimi» ad ogni alunno.È solo una piccolissima apertura di credito alle proposte avanzate da Anief. Nel corso di un’audizione tenuta dal giovane sindacato presso la VII Commissione Cultura della Camera lo scorso 12 marzo era stata chiesta l’istituzione della disciplina come materia autonoma, con un minimo annuale aggiuntivo di non meno di 33 ore per la scuola primaria e 66 ore per la secondaria.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, non può essere soddisfatto e sottolinea come “non si possano formare cittadini consapevoli e responsabili se non in una prospettiva più ampia che vada oltre i confini nazionali e conduca verso una coscienza eurounitaria; è di primaria importanza la condivisione di temi come l’educazione civica, il diritto comunitario, partendo dalle Carte fondamentali e dai Trattati Europei. Questo provvedimento non è sufficiente, non basta ricavare un’ora, sottraendo tempo ad altre materie”.
Concetti, fra l’altro, ribaditi da Daniela Rosano, capo delegazione nazionale Anief, in un intervento radiofonico a «Tutta la città ne parla», programma di Rai Radio Tre: “Esisteva una legge del 2008 che aveva introdotto la disciplina Cittadinanza e Costituzione, il rilievo mediatico dato a questa notizia è stato esagerato. Non viene introdotta un’ora in più, ma dovrà essere ricavata da altri insegnamenti, che saranno depauperati. Con i nostri emendamenti abbiamo presentato proposte alternative, chiedendo la possibilità di utilizzare i docenti di diritto assunti su posti di potenziamento, il modo più efficace di far lavorare questi insegnanti. L’introduzione della figura del coordinatore? Aumenterebbe il lavoro sommerso e gli adempimenti burocratici dei docenti. Attendiamo il decreto ministeriale, che traccerà il reale campo d’azione della materia. Ci auguriamo trovino riscontro altre nostre proposte, quello di affrontare anche la costituzione e il diritto europei e la cittadinanza digitale, per consentire agli studenti di imparare a distinguere fake news e realtà”.

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Scuola: Due Italie, due sistemi di reclutamento, alla faccia dell’accordo tra Governo e sindacati

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Nella provincia di Bolzano con il diploma magistrale e tre anni di servizio si entra nelle graduatorie per il ruolo. Nel resto d’Italia, dopo aver superato l’anno di prova, si è licenziati. Ecco perché Anief continua a ricorrere per l’aggiornamento delle GaE. Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti che tiene tanto all’autonomia deve spiegare perché non segue l’esempio. Mentre nel territorio nazionale si rimane ancorati alle ultime due pronunce dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato e non si consente ai docenti abilitati dopo il 2012 o con un diploma abilitante d’inserirsi nelle GaE né ai supplenti con 36 di servizio di seguire un corso abilitante ed essere assunti, la Giunta Provinciale di Bolzano, per evitare nuovi ricorsi in Europa, innova la procedura di reclutamento, per l’aggiornamento delle Graduatorie provinciali e delle Graduatorie di istituto per l’anno scolastico 2019/2020, utilizzate ai fini della stipulazione di contratti di lavoro a tempo indeterminato e determinato nelle scuole a carattere statale in lingua italiana della provincia di Bolzano. Le liste di attesa, che è stato possibile aggiornare fino al 6 marzo scorso, sono nuove graduatorie provinciali, non molto diverse dalle GaE, e d’Istituto. Per le sole graduatorie di Tedesco seconda lingua è possibile richiedere il nuovo inserimento, trattandosi di graduatorie di durata annuale. Il caso di Bolzano è importante, perché nelle nuove Graduatorie provinciali – scrive Orizzonte Scuola – hanno potuto richiedere il nuovo inserimento i docenti di Tedesco L2 in quanto le graduatorie hanno validità annuale, i docenti già iscritti nelle graduatorie di istituto della provincia di Bolzano valide per gli anni scolastici 2014/2015, 2015/2016 e 2016/2017 che abbiano prestato tre anni di servizio in possesso del prescritto titolo di studio nelle scuole statali, a carattere statale, nelle scuole paritarie o nelle scuole professionali. La Delibera n. 1421 del 19/12/2017, indirizzata proprio ai docenti abilitati inseriti in seconda fascia, oltre che a docenti abilitati a seguito di frequenza dei percorsi speciali abilitanti di cui all’articolo 15, comma 1/ter, del decreto del Miur 10 settembre 2010, n. 249, e successive modifiche, riguarda tutti gli inseriti in terza fascia; i docenti di religione abilitati in possesso di idoneità rilasciata in via permanente dall’ordinario diocesano; i docenti con diploma magistrale o titolo di studio sperimentale dichiarato equivalente conseguito entro il 2001/2002 inseriti nelle succitate graduatorie d’istituto. Per l’inclusione, ai fini del computo dei tre anni di servizio, un anno di servizio deve comprendere almeno 180 giorni anche non continuativi all’interno del medesimo anno scolastico o, ai sensi delle norme vigenti, deve essere prestato ininterrottamente dal 1° febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale. I tre anni di servizio possono essere non continuativi. Anief ricorda che continua a chiedere e a combattere in tutte le sedi possibili per la riapertura della GaE su tutto il territorio nazionale, ma anche la stabilizzazione automatica di chi ha effettuato già 36 mesi di supplenze e l’assegnazione di risarcimenti adeguati, in presenza dei abusi verso il personale precario o anche quello già di ruolo. Il giovane sindacato, infine, tutela pure chi è stato licenziato, anche se oggi di ruolo, avviando la più grande battaglia giudiziaria conosciuta dallo Stato per violazione della normativa comunitaria presso il tribunale di Roma con richieste di risarcimenti con tanti zeri. Se poi con la regionalizzazione in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna si facesse anche così, potremmo dire di avere veramente due Italie, a dispetto di un accordo tra Governo e sindacati che vorrebbe garantire a parole un unico sistema di reclutamento.

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Scuola: Docenti e Ata negli istituti all’estero

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Regna la confusione nel concorso per i lavoratori della scuola – insegnanti, Dsga e assistenti amministrativi – che hanno chiesto di recarsi all’estero: dagli elenchi ufficiali del personale docente e Ata dei candidati ammessi ai colloqui, pubblicati dal Miur in questi giorni e che prenderanno il via il prossimo 20 maggio per concludersi entro il mese successivo, risulta esclusa quasi la metà dei candidati. Mentre in quegli elenchi ci sono aspiranti che non dovrebbero esserci: sono ammessi, ad esempio, docenti che hanno superato il massimale dei sei anni all’estero. Mentre non sono stati ammessi altri che hanno fatto meno di sei anni ma sono attualmente in servizio all’estero. Come se non bastasse, alcuni docenti risultano inseriti sia negli elenchi degli ammessi che degli esclusi, mentre altri non risultano né tra gli ammessi né tra gli esclusi. Infine, le modalità di comunicazione delle liste risultano inoltre improntate sulla mancanza di chiarezza, tanto da non essere presenti nemmeno dei punteggi. Marcello Pacifico (Anief): La selezione per l’accesso alle scuole all’estero fa acqua da tutte le parti, siamo pronti a tutelare chi ha fatto domanda e si trova fuori gioco prima ancora di cominciare senza saperne il motivo. Innanzitutto conviene inviare un reclamo descrivendo quanto si ritenga illegittimo sia stato commesso, inviandone una copia per conoscenza a segreteria@anief.net. Sarà compito dell’ufficio preposto del sindacato valutare l’istanza e suggerire eventuali azioni legali se perdura l’atto lesivo da parte dell’amministrazione.
Nella scuola italiana è diventata un’impresa titanica anche riuscire a fare un colloquio per andare a lavorare qualche anno in un istituto d’istruzione all’estero. Solo per riuscire ad essere inclusi nelle liste di ammessi al colloquio, predisposte dell’amministrazione, occorre essere in possesso di una serie di requisiti, ad iniziare dal punteggio minimo per l’ammissione (25 punti per i docenti e 15 punti per il personale amministrativo) a dir poco discutibili. Inoltre, quelle graduatorie sono piene zeppe di errori macroscopici. Anief ritiene che il Ministero dell’Istruzione debba intervenire il prima possibile, in modo da verificare cosa sta accadendo e procedere invece con la massima trasparenza: si tratta di dare spiegazioni a quasi 3 mila aspiranti tra il corpo docente e altri circa 180 Ata che avevano presentato regolare domanda. C’è da capire anche il motivo per cui si è preferito non tenere conto dei titoli in possesso dei candidati. Secondo il sindacato, che ha ricevuto molte lamentele in merito, tutti coloro che hanno subìto un danno da questo modo di procedere non dovranno fare altro che dare seguito a quanto già previsto dal decreto del Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione, il quale riporta che contro il decreto del Miur “è ammesso ricorso giurisdizionale al TAR o ricorso straordinario al Presidente della Repubblica secondo normativa vigente e nei termini previsti per legge decorrenti dalla pubblicazione del presente provvedimento”. “È chiaro – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che, una volta appurate le probabili inosservanze, il nostro ufficio legale si metterà a disposizione di coloro che hanno presentato domanda e sono stati esclusi in modo repentino ed ingiusto. I diritti di un lavoratore non possono essere calpestati da forme di organizzazione approssimative, al limite dell’improvvisazione.

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Mobilità internazionale: arriva Erasmus

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Parma Incontro informativo martedì 14 maggio dalle 12.30 alle 14.30 nell’Aula A del Plesso San Francesco sul bando per la partecipazione al Programma Erasmus Plus SMT – Mobilità individuale ai fini di Tirocinio – A.A. 2019-2020. Il bando Erasmus Plus SMT permette di accedere ai finanziamenti per effettuare un periodo di tirocinio da due a dodici mesi in un’impresa, centro di ricerca o di formazione (escluse istituzioni europee e organizzazioni che gestiscono programmi europei) presenti in uno dei Paesi europei partecipanti al Programma. La struttura ospitante può essere trovata autonomamente dallo studente, con il supporto della U.O. Internazionalizzazione di Ateneo o di un docente del proprio Dipartimento. Sulla base dei finanziamenti disponibili, l’Università di Parma, a prescindere dalla durata di mobilità del tirocinio, garantisce un finanziamento di 2 mensilità di borsa di studio per ogni flusso.Possono presentare domanda di candidatura gli iscritti a uno dei corsi di studio di I, II e III livello presenti nell’offerta formativa dell’Ateneo di Parma, compresi i corsi interateneo, a condizione che – in questo caso – la sede amministrativa sia l’Università di Parma.Gli studenti interessati potranno trovare tutte le informazioni utili per poter partecipare alla selezione, compresi il testo del bando, la guida, la documentazione da presentare e i relativi allegati, sul sito web dell’Università di Parma, alla pagina https://www.unipr.it/erasmusplus_smt_out_2019_2020
Per la mobilità ai fini di tirocinio, il Bando E+ SMT 2019/2020 prevede tre distinte scadenze per la presentazione della candidatura online e per il perfezionamento della domanda.La domanda di candidatura, corredata dei necessari allegati, dovrà essere compilata, collegandosi al proprio profilo personale ESSE3, entro le ore 23 del giorno:
· 30 MAGGIO 2019 (solo per candidati di LISTA A, cioè già in possesso di una lettera di accettazione da parte dell’azienda ospitante);
· 5 SETTEMBRE 2019 (solo per candidati di LISTA A, cioè già in possesso di una lettera di accettazione da parte dell’azienda ospitante);
· 5 DICEMBRE 2019 (per candidati di LISTA A e LISTA B, questi ultimi non in possesso di una lettera di accettazione da parte di un’azienda ospitante).La domanda dovrà essere stampata, sottoscritta e presentata, completa di tutti gli allegati, all’Ufficio Protocollo di Ateneo (Sede Centrale, via Università 12 – 43121 Parma) entro le ore 12 del giorno:
· 31 MAGGIO 2019 (solo per candidati di LISTA A, cioè già in possesso di una lettera di accettazione da parte dell’azienda ospitante);
· 6 SETTEMBRE 2019 (solo per candidati di LISTA A, cioè già in possesso di una lettera di accettazione da parte dell’azienda ospitante);
· 6 DICEMBRE 2019 (per candidati di LISTA A e LISTA B, questi ultimi non in possesso di una lettera di accettazione da parte di un’azienda ospitante).
Nel caso di domande inviate a mezzo posta, non fa fede il timbro postale di spedizione. È ammesso anche l’invio a mezzo PEC (da indirizzo personale certificato del candidato) all’indirizzo protocollo@pec.unipr.it.Secondo le disposizioni riportate nella guida al Programma Erasmus Plus, è essenziale la conoscenza adeguata della lingua del Paese di destinazione:
· per i candidati di LISTA A, è automaticamente riconosciuto un livello di competenza linguistica B2 della lingua utilizzata durante il periodo di scambio;
· per i candidati di LISTA B, il possesso del livello di competenza linguistica costituirà requisito sostanziale ai fini della selezione.Lo studente che non sia già in possesso di una lettera di accettazione da parte dell’Azienda/Ente ospitante dovrà dimostrare la conoscenza di una lingua veicolare (Francese, Inglese, Portoghese, Spagnolo e Tedesco), pari o superiore al livello B2 del Common European Framework of Reference (CEFR).
L’Università di Parma ha previsto, per il bando Erasmus Plus SMT 2019/2020, la verifica obbligatoria delle competenze linguistiche attraverso il sostenimento del Language Placement Test di Ateneo. Ai fini della selezione, risulta valido un livello B2, o superiore, acquisito durante le precedenti prove LPT del 18-19-20 febbraio 2019. Le prossime sessioni in programma (settembre 2019) saranno comunicate alla pagina http://www.unipr.it/LPT, dove sono disponibili tutte le istruzioni sul test e le categorie di esonero.
È previsto un incontro informativo relativo al bando martedì 14 maggio 2019 dalle 12.30 alle 14.30 nell’Aula A del Plesso San Francesco (p.le San Francesco, 3 – 43121 Parma).

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Europe Day, Elena Bonora parla di “Europa querula et vulnerata”

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Parma Giovedì 9 maggio alle 17, al Palazzo del Governatore, in occasione della Festa per l’Europa (Europe Day), Elena Bonora, docente di Storia moderna all’Università di Parma e Coordinatrice dell’Unità di Storia del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali – DUSIC, terrà la lectio magistralis “Europa querula et vulnerata”. Conflitti religiosi e coesistenza nell’Europa del Cinquecento, nell’ambito della rassegna Seminari di Europa organizzata dall’Università di Parma con il Comune di Parma e numerosi partner istituzionali.Interverranno all’incontro il Prefetto Giuseppe Forlani, il Pro Rettore alla Terza Missione dell’Università di Parma Fabrizio Storti, il Direttore del Dipartimento DUSIC Diego Saglia, il Direttore amministrativo della Fondazione Collegio Europeo di Parma Alfredo Alessandrini e Alessandro Pagliara, docente di Storia Romana all’Università di Parma e responsabile organizzativo dei Seminari di Europa.
Formatasi alle Università di Venezia e di Torino sotto la guida di Marino Berengo e Massimo Firpo, Elena Bonora si è prevalentemente occupata di storia politico-religiosa nella prima età moderna. Nel 2015-16 ha insegnato come professeur invité all’Università Paris IV-Sorbonne e, nel 2017, è stata nominata Directeur d’études associé alla Fondation Maison des Sciences de l’Homme di Parigi. Ha tenuto numerose lezioni e conferenze in Europa e negli Stati Uniti. Tra le sue pubblicazioni, si segnalano Giudicare i vescovi. La definizione dei poteri nella Chiesa postridentina (Laterza, 2007), Roma 1564. La congiura contro il papa (Laterza, 2011) e Aspettando l’imperatore. Principi italiani tra il papa e Carlo V (Einaudi, 2014). Attualmente coordina, in qualità di Principal Investigator, il progetto PRIN 2019: Gli archivi segreti del nunzio: diplomazia papale e società multiconfessionale europea prima della Guerra dei Trent’anni.
L’incontro del 9 maggio fa parte del primo ciclo dei Seminari di Europa: una serie di appuntamenti pensati per riflettere sui temi dell’incontro tra culture e sul patrimonio culturale europeo come bene comune, sugli ideali, i principi e i valori che ne sono alla base, in un momento estremamente complesso della storia d’Europa.L’iniziativa è organizzata dall’Università di Parma (DUSIC – Unità di Storia e di Lingue, e Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale – CUCI) con il Comune di Parma (Assessorato alla Cultura), ed è frutto della collaborazione con la Giunta Centrale per gli Studi Storici di Roma, l’Ufficio Scolastico provinciale di Parma e Piacenza, la Fondazione Collegio Europeo, la Scuola per l’Europa, il Liceo scientifico “Marconi” e il Polo Scolastico Agro-Industriale di Parma.Questo primo ciclo, intitolato “Costruire ponti e abbattere muri”: migrazioni, accoglienza e spirito europeo, è stato compreso tra le iniziative patrocinate dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali in occasione dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale.
I Seminari di Europa sono destinati non solo alla comunità accademica ma aperti alla cittadinanza, e in modo particolare agli alunni e ai docenti delle scuole del territorio. La partecipazione è valida per gli insegnanti (previa iscrizione sulla piattaforma ministeriale S.O.F.I.A.) a titolo di aggiornamento professionale.

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Shabbat Shalom Europe!

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

The 2019 Eurovision Song Contest is expected to attract over 10,000 international tourists between the 14th and 18th of May, and for many, this will be their first visit to Israel. The Tel Aviv-Yafo Municipality In collaboration with Eatwith would like to offer the incoming tourists of all backgrounds the unique experience of an authentic Shabbat meal at the home of host families in Tel Aviv.
Shabbat dinners, held at sunset on Fridays, are a cultural staple of many Israeli families – secular and religious. Most local families gather together with family and friends on a weekly basis. The Shabbat Dinner project will match tourists of any religion and cultural background with local host families for a meaningful night around a Shabbat dinner table. Tourists from around the world will take part in a unique immersive experience and will enjoy a home cooked meal while learning about Jewish traditions that have been observed for centuries. This project aligns with the growing travel trend of experiential tourism, where tourists seek to be immersed in the local culture and are on the lookout for authentic experiences. Ron Huldai, The Mayor of Tel Aviv-Yafo: “We are working hard in order to make sure that the Eurovision Song Contest will be an unforgettable experience for everyone, including the local residents who wish to be a part of this major tourism boom. The Shabbat Dinners Project is one of the many ways to connect the thousands of tourists to Tel Aviv families and introduce them to the wonderful Jewish tradition of Shabbat in Israel. By the way, I already told Yael, my wife, to not make plans on the Friday before the Eurovision final, because we will be cooking!”

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