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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 9 Mag 2019

La prima inchiesta italiana sul potenziamento cerebrale

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Mag 2019

Nelle università americane dal 7 AL 25% degli studenti percorre i corridoi con un portatile in mano e un blister di compresse nell’altra. Dai laboratori di ricerca e dal mondo accademico si diffonde la cultura del potenziamento cognitivo: studenti, militari, piloti, medici, scienziati si trasformano in individui ad ‘alto funzionamento’, capaci di scrivere o lavorare per 20 ore consecutive senza accusare fatica. Si tratta di sostanze legali, niente a che fare con gli stupefacenti, spesso si tratta di farmaci nati per curare patologie neurologiche come Disturbo da Deficit dell’attenzione, narcolessia, Alzheimer che in soggetti sani hanno mostrato effetti desiderabili come aumento della capacità di attenzione e memoria, motivazione e diminuzione del senso della fatica. Rendono possibile studiare e lavorare meglio e più a lungo e sono entrate di diritto a far parte della ricerca scientifica che ne indaga gli effetti sulle persone sane e a lungo termine. Farmacologicamente, le sostanze che potenziano i componenti dei circuiti di memoria e apprendimento (dopamina, glutammato, noradrenalina) possono migliorare la funzione cerebrale in individui sani oltre il loro limite fisiologico. Queste permettono di alzare l’asticella un po’ più in alto. «Il Potenziamento cognitivo (o brain enhancement come lo chiamano gli anglosassonI) é un fenomeno di cui abbiamo preso consapevolezza negli ultimi dieci, quindici anni» spiega la giornalista medico scientifica Johann Rossi Mason. «Era il 2007 quando mi sono imbattuta nell’articolo che ha scoperchiato questo vaso di Pandora: Barbara Sahakian e Morein-Zamir lanciano un sondaggio tra ricercatori e accademici che si diffonde in tutto il mondo e svela un utilizzo significativo di sostanze attive sul sistema nervoso centrale, i risultati si guadagnano la pubblicazione su Nature. Niente a che fare con quello che i ragazzini usano per lo sballo in discoteca o per allentare i freni inibitori e aumentare la capacità di socializzazione. Con queste sostanze ci vai in biblioteca, non in discoteca. Sono ricercate da soggetti ambiziosi, che vogliono spostare un po’ più in là i propri limiti, essere più produttivi. Ma attenzione, chi crede che aiutino ad ottenere risultati brillanti senza sforzo rimarrà deluso e non aumentano nemmeno l’intelligenza. Sono come un additivo per motori già performanti, non una scorciatoia». Vengono chiamate anche ‘smart drug’: “In questo caso la definizione è impropria, quelle sono sostanze che dopo essere state analizzate e classificate possono essere dichiarate illegali e indicate nei nomenclatori dell’Istituto Superiore di Sanità, ma sino a quel momento circolano in un sottobosco senza regole. Negli Stati Uniti sono invece sostanze non sottoposte alla severa normativa della Food and Drug Administration che regolamenta i farmaci e quindi con questo termine vengono indicati integratori naturali o sintetici venduti singolarmente o in combinazione (i cosiddetti stack)” prosegue l’autrice.
Un sondaggio condotto all’Università di Oxford nel 2016 ha svelato che il 15,6 per cento degli studenti dell’ateneo ha assunto sostanze nootropiche (legali) anche senza prescrizione medica tanto da spingere l’università a organizzare dei laboratori informativi sul tema. E in Svizzera la ricercatrice Larissa Maier dell’università di Zurigo ha stimato con un’indagine che tra il 15 e il 20% degli studenti ha provato a migliorare le sue performance scolastiche affidandosi a farmaci o alcol. In Italia non ci sono dati precisi, ma è stato appena lanciato un sondaggio online per indagare il fenomeno e quantificarlo. I risultati saranno diffusi tra qualche mese, appena raggiungiamo un campione significativo. Il sondaggio è disponibile sul sito http://www.cervellosenzalimiti.it
Come è nata l’idea di trattare questo argomento? «Tra il 2007 e il 2009 – ricorda Rossi Mason – ho raccolto e seguito le ricerche su questo fenomeno che mi aveva incuriosita, poi la vita mi ha portata ad accantonare il progetto, ma capivo che le ricerche andavano avanti, insieme ai dubbi etici, alle polemiche e alle maggiori conoscenze. Il dibattito che era sempre più maturo. Nel 2017 l’inchiesta premeva nella mia testa come un bambino che dovesse nascere, mi sono chiusa un mese in campagna, ho organizzato il materiale e ho scritto circa 11-12 ore al giorno. Ero motivata firmare quella che è la prima inchiesta italiana sul potenziamento. Alla fine di agosto sono tornata con una sacca che conteneva il manoscritto». «Tutti vorrebbero un super cervello – spiega l’autrice – e la prima cosa che mi chiedono quando racconto l’argomento del libro è che tipo di sostanza assumere. Ovviamente non posso rispondere, consiglio di leggere il volume e capire quali sostanze o combinazioni di integratori potrebbero fare al caso loro e offro consigli per provare senza rischi, è il mio compito di divulgatore scientifico, informare correttamente. Le persone soffrono i vuoti di memoria che attribuiscono inevitabilmente all’avanzare dell’età, e vorrebbero combattere la fatica. Le sostanze nootropiche* (integratori o farmaci) aiutano, ma non fanno miracoli. I primi possono essere assunti anche per periodi prolungati, mentre sui farmaci è necessaria maggiore cautela, non ci sono infatti studi sull’uso a lungo termine». No assoluto invece all’assunzione da parte di ragazzini sino a 18-20 anni: il cervello è ancora in formazione e non è possibile sapere quali effetti possono sortire in una fase evolutiva così delicata.Ma è facile procurarseli? «Tutt’altro e questo apre una questione importante. I farmaci di cui parliamo sono con obbligo di ricetta medica e siccome non è possibile ottenerla per un uso sui sani le persone si rivolgono al mercato nero o al web. I rischi sono notevoli: dal pagare per ricevere farmaci che non contengono affatto quel principio attivo, sino al rischio di assumere un farmaco contraffatto che contiene sostanze pericolose».

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“Occorre restituire dignità e certezze ai docenti universitari”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Mag 2019

Non solo i compiti dei docenti universitari, nonostante il loro Statuto giuridico unico, sono diversi da università a università, ma anche la progressione di anzianità è basata su criteri differenti a seconda dell’ateneo in cui matureranno lo scatto. Una deriva che bisogna arrestare. Pacifico (Anief): “Occorre restituire dignità e certezze ai docenti universitari” Nel corso dell’ultimo Consiglio nazionale del giovane sindacato autonomo è stata illustrata una piattaforma di alcune proposte avanzate da Anief, in vista del rinnovo del contratto: chiesti gli aumenti economici per il personale, il recupero della centralità della funzione docente, la difesa delle lavoratrici vittime della violenza, la modifica del sistema disciplinare, nuove regole per la mobilità, il riconoscimento del ruolo del personale educativo.C’è da intervenire anche sul fronte dell’università, per cui Anief si batte da tempo ed è di nuovo pronto a esporsi in prima linea, visto che negli ultimi anni i docenti hanno subito interventi durissimi su salari e organizzazione del lavoro e i generali tagli alle risorse hanno inciso sulla funzionalità dei rapporti di lavoro. I docenti, pur con un unico stato giuridico, uguale per atenei pubblici e privati, con relative classi stipendiali, hanno assistito a una diversa declinazione nei regolamenti con condizioni, orari e compiti diversi, a livello locale.Un esempio concreto, nel mondo accademico, è rappresentato dai ricercatori a tempo determinato, che devono firmare un contratto con condizioni che differiscono da università a università e talvolta persona per persona (i compiti didattici e di ricerca sono stabiliti nei bandi). Hanno un unico stipendio nazionale, ma compiti diversi, da realtà a realtà.Per non parlare della progressiva entrata a regime del nuovo sistema degli scatti, su base triennale per classi di professori e ricercatori universitari; anche in questo caso è stato demandato a ogni singolo ateneo la definizione dei requisiti. Ogni polo universitario ha declinato in modo totalmente autonomo, e autoreferenziale, le proprie esigenze. In alcune università per avere lo scatto si ha bisogno di raggiungere tutti i criteri, in altre ne bastano soltanto due, in altre ancora uno solo. In alcune viene considerata anche la valutazione degli studenti, in altre no. Nel nuovo contratto occorre dire basta a queste storture del sistema, cercando un’uniformità di massima per quanto riguarda le mansioni didattiche e la progressione degli scatti.

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Scuola: 17 maggio uno sciopero contro un accordo che non risolve i problemi della scuola

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Mag 2019

Il giovane sindacato risponde all’appello dei Cobas Scuola per una mobilitazione unitaria. Troppi annunci e poca concretezza nell’intesa fra governo e sindacati. Appuntamento davanti a Montecitorio. Pacifico, presidente Anief: “Chi crede nel nostro lavoro, non vuole la regionalizzazione, chiede stipendi adeguati e risposte diverse su carriera, reclutamento, mobilità stia al nostro fianco giorno 17”Scioperare contro un accordo inutile. Scioperare per riaprire il tavolo a soluzioni diverse da quelle prospettate dal governo e accettate dai sindacati. Scioperare per una scuola giusta. Anief risponde all’appello dei Cobas Scuola sulla necessità di una manifestazione unitaria e invita tutte le RSU di scuola e università a non sospendere lo stato di agitazione per rispondere all’intesa per nulla concreta tra governo e parti sociali.
Molteplice il senso della mobilitazione e della protesta in programma a Roma, davanti a Montecitorio, del prossimo 17 maggio, perché non c’è chiarezza e non c’è spazio per novità migliorative nei propositi emersi dall’incontro tra Governo e sindacati svoltosi a Palazzo Chigi nella notte tra il 23 e il 24 aprile; un appuntamento da cui Anief, ormai sindacato rappresentativo, è stato ingiustamente escluso.
I passi indietro annunciati sulla regionalizzazione, ad esempio, confliggono su quanto portato avanti dal governo, specie dalla sua componente leghista, sull’autonomia differenziata. E non si specifica da chi dipenderà il personale docente e Ata assunto, si accenna vagamente a un sistema nazionale di reclutamento e di un unico stato giuridico.
Il giovane sindacato autonomo esprime anche perplessità sugli annunciati aumenti degli stipendi (a tre cifre, cioè di almeno 100 euro), un provvedimento che andrebbe in rotta di collisione con il Documento di economia e finanza, in cui si indica chiaramente una riduzione, uniforme e durevole nel tempo, della spesa per il comparto Scuola di circa 8 punti percentuali, addirittura fino al 2045, e di incrementi stipendiali legati alla sola indennità di vacanza contrattuale, comunque non applicata in modo completo.
Nell’accordo governo-sindacati, prima di tutto, non ci sono riferimenti sulla parità di trattamento tra personale di ruolo e precario. Poi il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, continua a indicare il concorso come unica via per il reclutamento, ma serve ben altro. Resta sotto accusa, per Anief, il blocco del doppio canale di reclutamento e dei corsi abilitanti che lascia migliaia di insegnanti abilitati fuori dalle graduatorie ad esaurimento e altrettanti precari storici sempre come supplenti. Per loro tante parole e pochi fatti, come pure per i diplomati magistrale, pari ad oltre 50 mila estromessi incredibilmente dal Consiglio di Stato. Non va meglio agli Ata, per i cui diritti ci sono solo impegni generici.

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Prima edizione di “Initaly Festival 2019”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Mag 2019

Perugia Venerdì 10 maggio 2019, ore 11 [Palazzo Gallenga, Aula accanto alla sala Goldoni – II piano]. Università per Stranieri di Perugia, conferenza stampa per illustrare i dettagli della prima edizione di “Initaly Festival 2019”, una tre giorni, a palazzo Gallenga dal 15 al 17 maggio, dedicata alle culture del cibo e dell’ospitalità. Il festival, in partnership con Coldiretti Umbria, Confcommercio Umbria e Università dei Sapori, è realizzato grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.All’incontro con i giornalisti interverranno Giuliana Grego Bolli, Rettrice dell’Università per Stranieri di Perugia; Giampiero Bianconi, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Perugia; Giorgio Mencaroni, Presidente di Confcommercio Umbria; Stefano Lupi, Vicepresidente dell’Università dei Sapori. Saranno presenti inoltre esponenti e rappresentanti della Coldiretti Umbria.

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L’urgenza come criterio metodologico del contemporaneo

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Mag 2019

Roma venerdì 10 maggio, alle 9.00 Università Europea di Roma in via degli Aldobrandeschi 190 prosegue il ciclo seminariale interdisciplinare “L’urgenza come criterio metodologico del contemporaneo”, organizzato dall’Ufficio di Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma. Questo progetto prende avvio da un’attenta lettura del contemporaneo che lascia emergere chiaramente come l’urgenza sembra imporsi, in tutti campi del sapere e dell’agire, quale unico e totalizzante criterio metodologico, rispondente alle necessità derivanti tanto dal fisiologico stato di crisi connaturato agli attuali modelli economici quanto dalla trasformazione tecnologica.
Gli incontri all’Università Europea di Roma (UER) rappresentano pertanto un momento di confronto e approfondimento rivolto a studenti e professionisti accomunati dalla condivisione di valori e visione antropologica, al fine di interrogarli in merito a problemi contemporanei indagati con un approccio interdisciplinare tra saperi teleologicamente orientati al bene e ben-essere di tutto l’uomo, di ogni uomo. Dopo un primo incontro introduttivo del ciclo tenuto lo scorso venerdì 8 marzo e i seminari degli ambiti di Storia e Filosofia, Psicologia e Scienze della Formazione Primaria, Venerdì 10 maggio 2019 sarà il momento di approfondire il tema dell’urgenza in rapporto alla regolazione giuridica per indagare la selezione e il bilanciamento tra scelte politiche e legislative. L’incontro sarà aperto alle 9.00 dai saluti del Prof. Emanuele Bilotti, Coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza UER, e del Prof. Guido Traversa, Delegato del Rettore per la Formazione Integrale UER, seguiranno le relazioni del Prof. Felice Testa in materia di Diritto del Lavoro e della Previdenza sociale, del Prof. Filippo Vari in materia di Diritto Costituzionale e del Prof. Aniello Merone in materia di Diritto Processuale Civile. Introdurranno il dibattito gli interventi programmati dei dottorandi: Dott. Nico Marra, Dott.ssa Chiara Palmisciano e Dott. Francesco Giacchi.

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Voter en toute connaissance de cause

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Mag 2019

On ne le sait que trop, le scrutin européen reste mal connu et mal compris des électeurs. Selon un sondage BVA réalisé en France à un mois des élections du 26 mai prochain, seulement un électeur français sur quatre pouvait citer le nom d’une des têtes de liste et 44% se déclaraient encore indécis parmi ceux ayant l’intention d’aller voter, c’est-à-dire sans compter les nombreux abstentionnistes traditionnellement attendus.
Voter est un acte suffisamment grave pour mériter d’être éclairé et réfléchi. Il requiert un temps de discernement. Avant de juger des propositions des diverses listes, il y a un contexte européen à voir dans son ensemble, des évolutions et tendances à apprécier, des signaux faibles à repérer. C’est ce que cherchent à apporter les récentes publications de l’Institut Jacques Delors, que reprend cette deuxième infolettre dédiée aux élections, qui sera suivie d’autres éditions spéciales d’ici au 26 mai. D’abord, pour mieux connaître l’institution dont ces élections sont l’objet : le Parlement européen. Notre groupe de travail, présidé par Pascal Lamy et animé par Christine Verger, a pris la mesure du pouvoir acquis par cette assemblée et de sa maturité démocratique. Elle participe à l’expression de la « souveraineté européenne », notion-clé qu’avec nos amis normaliens du GEG (Groupe d’études géopolitiques) nous avons explorée, parmi d’autres mots de la campagne appréhendés.Au-delà des mots-valise à déballer, il y a aussi les idées reçues à débusquer. Derrière leur rejet affirmé de l’UE, les partis nationaux-populistes puisent avant tout leur succès actuel par des facteurs et circonstances internes à chacun de leurs pays, comme le montre Thierry Chopin avec notre partenaire Kantar. Autre idée affinée, les écarts de salaires entre l’Est et l’Ouest de l’Europe, à la base de la proposition d’un SMIC européen, qui apparaissent plus ou moins criants selon les manières dont on les mesure, ainsi que l’explique Sofia Fernandes. Extirper le vrai du faux, l’européen du national, c’est toute la gageure de cette campagne. Nous nous y employons en expliquant finalement que fait – ou ne fait pas, ou fait mal- l’Europe, résumé en une douzaine d’émissions réalisées avec France Info, en cours de diffusion. Même si la politique nationale revient toujours au galop dans ces élections, nous en faisons ressortir les enjeux hautement européens : ici par un décryptage d’Elvire Fabry des ambitions chinoises sur notre continent et par une analyse approfondie d’Emilie Magdalinski sur la mobilité propre, à travers en particulier les véhicules électriques. Leur rôle et plus largement celui de la transition énergétique seront au cœur d’une conférence publique que nous organisons avec l’EIT InnoEnergy, le 14 mai prochain à Paris. Une autre façon de se préparer au scrutin européen.

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Malattie rare: incontro formativo

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Mag 2019

Torino 10 maggio presso il CSV Vol.To in Via Giolitti, 21 e l’11 maggio presso l’Aula Morpurgo dell’Università degli Studi di Torino in Corso Raffaello, 30, terzo e ultimo incontro formativo riservato alle Associazioni e rivolto a Persone con Malattia Rara, caregiver e professionisti del settore. Le due giornate di formazione gratuite, previste dal progetto “NS2- Nuove Sfide, Nuovi Servizi”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sono fortemente operative e incentrate su un modello di condivisione e di supporto e offre, a chi ne avesse necessità, alcuni strumenti per interpretare al meglio il ruolo di ascolto ed empatia che viene richiesto dal contesto associativo.
Gli incontri saranno tenuti dal Dott. Simone Baldovino, Coordinamento Malattie Rare Regione Piemonte, dalla Dott.ssa Laura Gentile e dalla Dott.ssa Marilisa Belcastro, Consulenti del Servizio di Ascolto, Informazione e Orientamento – SAIO di Uniamo FIMR.
La prima sessione, venerdì 10 dalle ore 14.00 alle ore 19.00, si focalizzerà sui Nuovi LEA per i Malati Rari, sulle possibilità di accesso agli extra LEA e ai loro percorsi (DPCM 2017). Si passerà poi a descrivere le helpline, il loro ruolo nel mondo associativo e il loro modello organizzativo.
La seconda, sabato 11 dalle ore 8.30 alle ore 16.30, analizzerà il comportamento dei professionisti delle helpline nelle relazioni d’aiuto e fornirà una panoramica su come gestire la comunicazione con gli utenti. Non mancherà un particolare approfondimento sulla Reti Europee di Riferimento (ERN) e i risvolti per la rete italiana.

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Viaggiare in aereo in classe economica. Il confronto con le ferrovie

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Mag 2019

Una volta c’erano i treni con i sedili di legno e lo sballottamento di un viaggio, soprattutto quelli lunghi, ti restava nei muscoli e nella testa per diverso tempo. Viaggi che oggi si fanno in poche ore, all’epoca necessitavano del triplo o del quadrupolo di tempo, dovendo anche passare la notte su questi sedili di legno. Certo, c’erano (rari, ma c’erano su alcune percorrenze) anche i vagoni letto, ma erano a costi totalmente inavvicinabili anche per chi apparteneva alle cosiddette classi medie (viaggi con treno e vagoni tipo Orient Express erano più che altro roba da romanzi o film). Per chi, intrepido o per necessità, voleva andare oltre l’Atlantico (New York, per esempio), anche negli anni ‘60 del secolo scorso, era più conveniente andare in nave da Napoli che non prendere la Pan Am o l’Alitalia da Roma… dove comunque per raggiungere la capitale, se andavi in treno, ti beccavi sempre i sedili di legno.
Poi il mondo ha cominciato a cambiare. I treni coi sedili di legno cominciarono a sparire, restando un po’ di tempo nelle tratte locali ma via via sempre meno. Comparve il mitico treno Settebello, furono ammodernate le linee, comparvero le nuove carrozze e oggi, 2019 (Trenitalia, Italo, etc), solo una sessantina di anni dopo, se si pensa a quell’epoca sembra di riferirsi ad un’era archeologica. In quattro ore, e anche meno talvolta, si va da Roma a Milano con dei treni veloci, dove quando scendi non devi metterci due giorni per riprenderti come coi sedili di legno, e dove tra wifi (quando funziona) e vari altri servizi, è come se sei stato in ufficio a lavorare, seduto su delle poltrone dove allunghi le gambe senza problemi, ti puoi fare un pisolino, andare al bar spendendo (a parte la diffusa qualità bassa) un po’ di più di un bar di una città media italiana.
E per l’aereo (a New York non si va più in nave) sempre oggi, 2019, Pan Am estinta per ingordigia dei suoi stessi padroni (privati diventati incapaci e disinteressati) e Alitalia ridotta (a parte pochissime rotte internazionali tipo Tokyo o Tel Aviv) ad una caricatura di se stessa sempre grazie al suo padrone (lo Stato italiano), andare da un posto ad un altro, se si scelgono le date “giuste” si può anche credere di aver vinto un premio per il biglietto più economico del secolo.
Qui ci soffermiamo sul trasporto aereo facendo un confronto tra la sua evoluzione e quella del treno. Mentre il treno è decisamente migliorato come qualità in generale (inclusi i costi… le offerte speciali, molte), per l’aereo è un po’ diverso. La qualità del trasporto aereo è migliorata perché costa molto meno di prima e, soprattutto, perché le sue destinazioni e frequenze si sono moltiplicate. E mentre il treno ti porta da un luogo ad un altro senza fisicamente “massacrarti” (non stiamo parlando del servizio pendolare…), non è così per l’aereo che, a parte le rotte di 1-2 ore dove il ”massacro” non ha tempo per manifestarsi appieno, se prendi un classico volo transoceanico o transcontinentale, quando arrivi, per riprenderti (a parte l’irrisolvibile problema del fuso orario) hai bisogno di svariato tempo. E’ ovvio che stiamo parlando della classe economica (Y e le altre varie sigle utilizzate alla bisogna), ché chi viaggia in business o prima classe
fa parte di un mondo che qui non stiamo considerando, un modo che paga come minimo quattro volte di più di chi viaggia in classe economica.
Perché?
La domanda ce la poniamo da tempo, ma ci è sembrata più urgente e di attualità da quando è ripresa una sorta di gara tra compagnie aeree su chi riesce a fare il volo più lungo senza scalo. Sembrava un successo, solo un anno fa, un volo di quasi 17 ore della Qantas no-stop da Londra a Perth, ed un altro volo da ottobre scorso di più di 18 ore della Singapore Airlines tra Singapore e New York. E’ di questi giorni la notizia che sempre l’australiana Qantas si sta organizzando per il 2022 con un volo no-stop di 21 ore che le consentirà di collegare Sydney o Melbourne con New York o Londra.
Chi scrive, in vita sua, ha al massimo volato senza scali per quasi 12 ore, in classe economica, e ogni volta si è sempre ripromesso che la prossima volta avrebbe spezzato il volo, magari anche con sosta prolungata e non il solito bivaccamento in aeroporto… ma poi ci è ricascato. Alle mie domande su perché si dovesse volare seduti in quelle scomode poltroncine, attaccati al proprio vicino sperando che lo stesso non fosse con una notevole massa corporale e/o particolarmente fastidioso rispetto al proprio essere altrettanto fastidiosi per questo vicino… ha solo trovato le solite risposte economiche: il volo alla compagnia costa 100 e per non fallire la stessa deve incassare 150 o giù di lì, in modo che questo 50 di avanzo le consenta utili e investimenti. Logica economica oggi molto stiracchiata dai vettori low-cost ma che, togliendo al servizio di bordo questo o quell’altro o facendo pagare presunti o meno servizi non essenziali o giocando sulla differenziazione dei prezziin base alle date, è sempre la stessa
Una logica economica che non fa una grinza? Può darsi.Ma perché questa logica economica non viene utilizzata anche per il trasporto ferroviario? Certo che viene usata, ma non in modo così serrato come nei vettori aerei: un vagone medio di un Frecciarossa 2da classe ha una settantina di posti a sedere, decisamente comodi e che, se dovessero essere con la logica serrata degli aerei, come minimo potrebbero essere il 50% in più. Ma non è così. Anzi: più passa il tempo e più i sedili/poltroncine sono comodi e occupano più spazio a svantaggio della quantità. Sono matti questi delle ferrovie oppure, come nel caso di Trenitalia, essendo società di capitali ma con maggioranze statali, sono più dediti alla qualità del servizio che al profitto? Ipotesi tutte valide ma che, comunque, devono confrontarsi con bilanci che non devono andare in rosso… e al momento la situazione regge.E’ ovviamente improprio fare un paragone economico tra le logiche delle ferrovie e quelle dei vettori aerei, e poi non è ciò che ci interessa in questo momento … per cui ci fermiamo qui. Ci interessa invece la logica del servizio. Partiamo da una domanda: perché la comodità si è evoluta per i treni e non per gli aerei? Probabilmente perché i treni erano più popolari/diffusi che non gli aerei e quindi, per mantenere e attirare sempre più persone i treni hanno deciso di investire anche su sedili più comodi. Ma oggi anche gli aerei sono sempre più popolari/diffusi ma non solo continuano ad avere sedili sempre scomodi, ma ci sono addirittura progetti già ad un livello avanzato con il trasporto in piedi dei passeggeri, progetti per le tratte brevi (5); ma, di contraltare, non ci risultano progetti di migliorie degli spazi per le tratte lunghe (sempre ovviamente scartando le soluzioni più costose e già esistenti, e sempre piene di innovazioni, rispetto alla classe economica).
Dobbiamo forse arrivare ad un livello di saturazione della offerta (oggi inferiore alla domanda, soprattutto nelle prospettive)? Perché un domani, per andare per esempio a New York, per convincerci a scegliere un vettore piuttosto che un altro ci potrebbe essere offerto il sedile più comodo allo stesso prezzo di quello più scomodo, e non solo il sorriso delle pubblicità, o i motori di ricerca in Internet che mettono insieme tutti i vettori possibili e immaginabili (e inimmaginabili) per farci spendere meno magari anche con tre cambi di aereo, o la disponibilità limitata di posti nei periodi di punta?
Sì, a meno che qualcuno non voglia immaginare servizi solo garantiti di base dai soldi degli Stati (decisamente improbabile…), sembra che per poter viaggiare comodi dovremmo arrivare alla saturazione dell’offerta. Ma possibile che non ci sia nessun investitore (un po’ visionario e futurista?) che non voglia aspettare di doverlo fare per forza, quando i vettori cercheranno passeggeri “col coltello”, e si lanci al più presto per essere il pioniere di un mercato possibile che c’é già? Non sono le apparenti scelte ardite di questo tipo che cambiano l’economia e la storia? E poi, per mettere il dito lì dove nel settore (e non solo) si è più sensibili, il business: un aeromobile, per esempio, come l’Airbus A380 che oggi in versione charter (classe unica) può trasportare 853 persone (il primo al mondo per numero di passeggeri), se i sedili fossero molto più comodi sì da trasportare (esempio a caso) la metà dei passeggeri, mantenendo gli stessi prezzi della classe
economica oggi in vigore farebbe guadagnare meno alla compagnia aerea… ma questa compagnia “ardita” sarebbe l’unica con una politica del genere ed è probabile che questa sua innovazione la porterebbe ad avere gli aerei già prenotati e pagati per i successivi due o tre anni… una disponibilità finanziaria da non sottovalutare e che, ben orchestrata, potrebbe rappresentare un business maggiore di quello delle politiche attuali. Poi, probabilmente, non sarebbe solo l’unica ma la prima tra altre che potrebbero fare altrettanta scelta, il mercato comincerebbe a muoversi in una direzione nuova… quel movimento che rende le nostre economie, e il relativo business, sempre più interessante.
Intanto, per poterne meglio parlare in futuro, vado a prenotarmi un volo no-stop di 21 ore, sperando di arrivare a Sydney o Melbourne senza aver scannato il vicino o essermi fatto scannare dallo stesso.(by Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Stazione Termini, controlli a tappeto della Polizia Locale

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Mag 2019

Roma. Vasta operazione della Polizia Locale di Roma Capitale alla Stazione Termini, a via Giolitti, all’altezza del ballatoio di via Cappellini, dove sono stati eseguiti una serie di controlli alle attività commerciali e alle persone.Sono stati 58 i fermati, di cui 40 condotti al fotosegnalamento del Comando di Via della Consolazione per accertamenti relativi all’identità e alla regolarità della posizione sul territorio nazionale.Verifiche sono state effettuate in dieci attività commerciali e di somministrazione. Un laboratorio di estetica è stato posto sotto sequestro penale per gravi irregolarità sulla sicurezza dei locali. Diverse le sanzioni amministrative comminate, per prodotti non tracciati, mancata esposizione di prezzi, presenza di faretti e insegne non autorizzati, assenza di cartelli di apertura e chiusura delle attività e altre infrazioni. Non sono mancate denunce penali per eco-reati. Accertamenti in corso anche nei confronti di due attività ricettive che non hanno provveduto al versamento del contributo di soggiorno, previsto dalla legge. Sono 80 le sanzioni comminate per sosta irregolare e 9 le auto rimosse. Alle procedure di identificazione ha collaborato il Nucleo Radiomobile dei Carabinieri.L’attività odierna integra il piano dei controlli messo in atto alla stazione Termini dal Comando Generale della Polizia Locale. Nell’ultimo mese sono oltre 2.000 gli accertamenti che comprendono attività di polizia stradale e contrasto all’abusivismo commerciale, con 7.300 sanzioni al codice della strada e 27 veicoli sospesi dalla circolazione. Oltre 10.000 gli articoli posti sotto sequestro per commercio abusivo su area pubblica, 22 le persone denunciate per reati tra cui rissa, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, vendita di merce contraffatta e inosservanza delle leggi sull’immigrazione. Più di 20 gli interventi di bonifica e sanificazione nella zona, in particolare in piazza dei Cinquecento, nei giardini di via L. Einaudi, in via Giolitti e nel sottopasso Turbigo.
Per la Sindaca di Roma Virginia Raggi i controlli effettuati dalla Polizia Locale nell’area della Stazione Termini sono un segnale importante e forte sia in termini di contrasto alle attività abusive e illecite sia come presidio costante di un’area nevralgica della città, al fianco dei cittadini e degli operatori commerciali onesti. Un impegno quotidiano e incessante per garantire legalità, rispetto delle regole, sicurezza e tutela del decoro.

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Gli infermieri senesi invitano i cittadini a scoprire la loro professione

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Mag 2019

Siena venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 maggio anche nella città del Palio si celebra la Giornata Internazionale dell’Infermiere, un appuntamento che ogni anno unisce idealmente 13 milioni di infermieri che operano in tutto il mondo.Una data scelta a livello mondiale per ricordare Florence Nightingale (nata appunto il 12 maggio 1820) fondatrice delle Scienze infermieristiche moderne, ancora oggi punto di riferimento per chi svolge questa professione.
Si comincia venerdì 10 maggio alle ore 14.30 quando nella sala convegni di Palazzo Patrizi si svolgerà un convegno aperto al pubblico e dedicato al lavoro infermieristico e, in particolare, ai primi venti anni dalla legge 42/99.
Sabato 11 invece gli infermieri saranno in Piazza Gramsci e domenica 12 maggio in Piazza Matteotti dove, dalle ore 10 alle ore 14, in un spazio appositamente dedicato, offriranno ai cittadini informazioni su vari temi legati alla salute quali le malattie sessualmente trasmissibili, le cure palliative e hospice, la donazione di organi e tessuti, la banca del latte e molto ancora.Un modo per raccontare come la loro professionalità abbracci saperi e competenze differenti, frutto di un percorso formativo importante che costantemente viene sottoposto ad aggiornamenti e approfondimenti.”Come ogni anno, in occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere – commenta il presidente di OPI Siena, Michele Aurigi -, vogliamo richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sui valori etici di cui siamo portatori, ma anche raccontare chi è l’infermiere del secondo millennio, come è cambiato negli ultimi decenni e quali sono le potenzialità della professione che, già riconosciute a livello accademico e normativo, migliorerebbero i servizi ai cittadini, ma che non sempre le organizzazioni sanitarie in Italia riescono a cogliere e lasciar esprimere al meglio”.

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Presentato all’Università di Padova il film documentario distribuito da Istituto Luce Cinecittà

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Mag 2019

Dopo la proiezione in sala a Palazzo Maldura della prestigiosa Università di Padova dell’opera filmica, è seguito un interessante dibattito sul cinema, stimolato dalla visione de “Le origini della cinematografia”, film documentario diretto dal regista e produttore Jordan River distribuito in home video da Istituto Luce Cinecittà. Grande interesse dunque degli studenti universitari del Dams, che in sala hanno posto diverse domande più specificatamente tecniche. Oltre al regista che ha salutato i presenti, hanno espresso apprezzamenti per il grande lavoro di ricerca e di studio diversi docenti, tra cui Alessandro Faccioli (Ricercatore e Docente Università di Padova, referente del corso di laurea DAMS per il programma dell’UE Erasmus+) e Carlo Alberto Zotti Minici (anch’egli docente dell’Università di Padova al Dipartimento dei Beni Culturali nonché direttore del Museo del Precinema), che ha collaborato alla parte scientifica del documentario. Alla presentazione è inoltre intervenuta la scrittrice e giornalista Michela Albanese, che ha contribuito invece, assieme a Fabrizio Natalini e al regista, al lavoro di scrittura del documentario. Un’opera che, dopo essere stata accolta con entusiasmo anche all’estero (in USA per esempio ha vinto il premio Silver Screen Award al Nevada International Film Festival 2018), si avvia alla divulgazione in ambito universitario e accademico; un film documentario, tuttavia, come hanno fatto notare dalla produzione, che è stato pensato per portare la storia della settima arte fuori, anche e soprattutto, dalle mura delle cattedre universitarie, in modo fruibile e accessibile a chiunque, senza però tralasciare coloro che il cinema lo studiano, e che vorrebbero pertanto approfondire le radici di quello strumento mediatico e culturale che esso è. Il documentario è disponibile in cofanetto DVD (contenuti extra con interviste e riflessioni sul linguaggio cinematografico di Gianni Canova) in tutte le principali librerie e mediatore nazionali. Un’opera, apprezzata da ricercatori e studenti universitari, che in sessanta piacevoli minuti riassume ben oltre un secolo di storia della nascita della cinematografia, e lo fa emozionando e al contempo indagando sull’evoluzione dell’arte cinematografica.

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Grande affluenza di pubblico alla mostra allestita al Museo di Palazzo Lanfranchi

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Mag 2019

Matera. Inaugurata lo scorso 19 aprile e allestita nel Museo di Palazzo Lanfranchi, la grande esposizione si è da subito contraddistinta per lo straordinario risultato di affluenza di pubblico nazionale e internazionale. A oggi più di 5.000 visitatori hanno consacrato la mostra come l’evento di maggior richiamo di Matera Capitale Europea della Cultura 2019.
E sicuramente non mancheranno conferme anche nei mesi a seguire, considerato l’incredibile patrimonio che la mostra offre nelle otto ricche sezioni che la compongono: ben 215 opere costituite da pitture, sculture, incunaboli, cinquecentine, manoscritti, codici miniati, tessuti, ceramiche e oreficerie, provenienti dai musei e dalle grandi istituzioni culturali di tutto il Mezzogiorno, delle Isole ma anche dal resto del Paese e dai grandi musei di Spagna, Francia, Germania e Portogallo. Capolavori celeberrimi accanto a opere di particolare pregio, molte mai uscite dalle istituzioni di appartenenza, altre (più di una trentina) per le quali è stata realizzata una apposita campagna di interventi conservativi che hanno restituito loro miglior leggibilità e che avrà una positiva ricaduta sul territorio ai fini di una più efficace valorizzazione e adeguata fruizione.E’ di queste ore la notizia che alla mostra è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica.
Nella ricca rassegna che caratterizza il percorso della mostra dalla sua inaugurazione, si ricordano gli importanti articoli comparsi su i maggiori quotidiani nazionali e i servizi televisivi, con le interviste ai curatori, andati in onda sui canali nazionali della RAI, MEDIASET, SKY.Molto importante è stato anche il contributo dei giornali, delle testate on line e delle emittenti locali, che hanno sostenuto e promosso questo appuntamento con l’arte e il genio del Rinascimento meridionale. Encomiabile l’impegno profuso dal RAI 3 Basilicata e daTRM. La mostra rimarrà aperta fino al 19 agosto. Si accede alla mostra con il passaporto per Matera 2019 o con il passaporto per 1 giorno. Costi e modalità di utilizzo sul sito https://www.matera-basilicata2019.it/it/ticket.html.

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UNICEF/Migranti e rifugiati: Andamento migratorio

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Mag 2019

Nei primi tre mesi del 2019, circa 16.000 migranti e rifugiati hanno raggiunto l’Europa attraverso le rotte migratorie nel Mediterraneo[1]; anche se ciò rappresenta una lieve diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2018, la percentuale di bambini è aumentata da 1 arrivo su 5 a 1 su 4, sottolinea l’UNICEF. Il numero totale di bambini giunti sulle coste europee in questi mesi è di 3.800; questi si aggiungono ai circa 41.000 bambini già presenti nelle strutture di accoglienza in Grecia, Italia e Balcani all’inizio del 2019. In soli tre mesi del 2019, 365 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo, oltre il 60% del numero totale di vittime registrate in tutto il 2018.
Fra gennaio e marzo 2019 l’UNICEF ha raggiunto circa 4.480 bambini con gli interventi di protezione dell’infanzia e circa 1.950 minorenni non accompagnati a ricevere cure e protezione in Italia, in Grecia e nei Balcani. Altri 15.850 bambini hanno frequentato regolarmente le attività d’istruzione formale e informale supportate dall’UNICEF, mentre circa 1.100 persone hanno avuto accesso a servizi per la prevenzione e la risposta alla violenza di genere.Molti giovani migranti e rifugiati che hanno compiuto il viaggio verso l’Europa hanno vissuto violenze e abusi, con conseguenze sul loro benessere psicologico e fisico. In particolare in Italia, quasi tutte le donne e le ragazze arrivate hanno riportato di essere sopravvissute a forme di violenza sessuale o di genere. Una ricerca recente ha rilevato che anche gli uomini e i ragazzi sono spesso vittime di violenza sessuale in mano a gruppi armati, mentre sono rapiti o imprigionati, soprattutto in Libia.
Italia: al 28 febbraio, erano presenti 8.537 minorenni stranieri non accompagnati[2]. Nel 2018 gli arrivi via mare dei giovani migranti e rifugiati registrati sono stati 3.536, ad aprile 2019 erano 98[3]. I minorenni stranieri irreperibili, cioè quelli per i quali è stato segnalato dalle autorità competenti un allontanamento, sono 4.324. Nonostante gli sforzi del Governo italiano negli ultimi due anni, persistono rilevanti gap nel sistema di protezione e inclusione sociale dei giovani migranti e rifugiati in Italia. Il sistema risulta ancora altamente frammentato, persistono disparità nell’accesso ai servizi di cura, con il rischio che i più vulnerabili rimangano invisibili. Si registrano inoltre criticità nell’accesso ai sistemi di istruzione e ai tirocini professionali. E ancora, permangono le difficoltà nell’accesso alle informazioni utili per il percorso in Italia.
Grecia: nei primi tre mesi del 2019, sono arrivati via mare 2.077 bambini– circa il 40% di tutti gli arrivi via mare –, portando il numero di bambini presenti in Grecia a 28.000 (di cui 3.535 non accompagnati). La situazione dei bambini e delle famiglie nei centri di prima accoglienza e identificazione rimane molto preoccupante, visto che al 31 marzo 2019 erano presenti in questo tipo di centri 11.500 persone in 5 Isole egee circa, il doppio rispetto alla loro portata totale.
Bulgaria: nel corso dei primi tre mesi del 2019, circa 300 rifugiati e migranti, di cui un quarto bambini, hanno presentato richiesta di asilo nel paese – livelli comparabili agli ultimi tre mesi del 2018. A causa di continui spostamenti, alla fine di marzo meno di 180 bambini (la metà dei quali non accompagnati) erano rimasti nei centri di accoglienza.
In Serbia: al 31 marzo, poco più di 4.200 migranti e rifugiati, fra cui 883 bambini, erano presenti in 16 centri di accoglienza e asilo gestiti dal governo. Ciò rappresenta un calo rispetto a dicembre 2018, ma con il miglioramento delle condizioni meteorologiche, gli arrivi (anche di minorenni stranieri non accompagnati) e gli spostamenti aumentano. Uno dei fattori di maggiore preoccupazione è la situazione di oltre 400 minorenni stranieri non accompagnati, che non hanno ancora acceso a cure appropriate, protezione, istruzione e altri servizi.
In Bosnia-Erzegovina: nel primo trimestre del 2019, le autorità di confine hanno registrato circa 3.600 nuovi arrivi di migranti e rifugiati. Delle 6.450 persone presenti nel paese a fine marzo, il 19% erano bambini e il 7% bambini non accompagnati. Nonostante i progressi nell’incrementare la risposta nazionale, le capacità di accoglienza rimangono limitate.
L’UNICEF lavora con gli Stati e i suoi partner per adottare piani d’azione e per l’implementazione di sei impegni concreti: proteggere bambini e giovani migranti e rifugiati da sfruttamento e violenza, porre fine alla loro detenzione per via del loro status di immigrati, favorire l’unità familiare e ridurre l’apolidia, garantire cure e accesso ai servizi per i bambini e giovani migranti e rifugiati attraverso il rafforzamento dei sistemi sanitario e di istruzione. L’UNICEF chiede inoltre di proteggere i bambini e giovani migranti e rifugiati da discriminazione e xenofobia e di fare fronte alle cause che allontanano i bambini e i giovani dalle loro case attraverso politiche e investimenti finanziari su tutte le aree degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, come la protezione sociale, l’occupazione giovanile, le azioni per il clima, per la pace e la giustizia.
L’appello dell’UNICEF per il 2019 per la risposta ai migranti e rifugiati in Europa è di 27,5 milioni di dollari, di cui 12,4 milioni per la protezione dell’infanzia e 9,4 milioni per l’istruzione.

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WOC Responds to Pope’s Comments on Women Deacons Commission

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Mag 2019

WOC’s response to Pope Francis’ remarks May 7 indicating that the Vatican study commission on the history of women deacons in the Catholic Church has been unable to reach consensus:
For centuries, women have served in the tradition of Phoebe (Rm 16:1) and our parishes and communities are blessed by their gifts. Women are called to be deacons — by God and their communities — and model diaconal service for the Church. Recognizing the ministerial gifts and vocations of women is not optional. In his recent exhortation, Christus Vivit, Pope Francis wrote: “A Church that is overly fearful and tied to its structures can be invariably critical of efforts to defend the rights of women, and constantly point out the risks and the potential errors of those demands. A living Church can react by being attentive to the legitimate claims of those women who seek greater justice and equality” (42). We call on Pope Francis to act as the leader of a living Church, not an overly fearful one. The claims of women who seek justice and equality in ministry are legitimate, and must be attended to in a spirit of courage. We must not allow our attempts to study the past prevent us from moving where the Spirit calls us today: to be a Church with doors open to the fullness of women’s gifts and vocations.

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Personale di Marina Falco: “Il tempo dell’acqua”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Mag 2019

Mantova inaugurazione sabato 11 maggio alle ore 18.00 Galleria Arianna Sartori di Mantova in via Cappello 17. La mostra è realizzata a cura di Felice Bonalumi e Massimo Cassani.
Affianca la mostra un catalogo, realizzato su progetto grafico di Massimo Cassani, con testo di Felice Bonalumi, traduzione di Monica Colombo e con la collaborazione di Nicoletta Colombo Lazzari. La mostra mantovana, curata da Arianna Sartori, si potrà visitare fino al 23 maggio, dal lunedì al sabato con orario di apertura 10.00/12.30 – 15.30/19.30.
Scrive tra l’altro Felice Bonalumi: “Il tempo dell’acqua, titolo della mostra, si può considerare un ossimoro. Perché l’acqua, a livello simbolico, rappresenta la luna con il suo dualismo, faccia illuminata – faccia nascosta, e il contrasto latente chiama in causa sentimenti, emozioni e legami.Come simbolo l’acqua è eterna, sta fuori dal tempo o, meglio, è prima del tempo e infatti per gli antichi è all’origine di tutti gli esseri viventi (Oceano padre degli dei). Cioè della vita, quindi del bene e del male e allora l’acqua è anche distruzione e morte, vale a dire il lato oscuro della personalità. Nel caso di Marina Falco la tematica ha anche un valore esistenziale con quello che sembra uno iato fra un prima, l’indagine sul corpo umano, e un dopo che è il presente con la centralità dell’acqua. Dal microcosmo al macrocosmo? Sì, credo sia una possibile chiave di lettura sottolineando la contemporanea presenza nei suoi lavori attuali di acqua e terra in quanto la prima, elemento indifferenziato, trova la sua dimensione e delimitazione solo nel rapporto con la seconda, isola o bosco o marcita della pianura padana poco importa.
Il rischio nell’affrontare il tema del paesaggio è il déjà vu o, peggio, la banalità e Marina Falco li evita reinterpretando la tradizione: in primo piano l’acqua resa con pennellate orizzontali e verticali, a volte ampie altre di superficie minore, con sfumature di bianco in cui possono riflettersi o meno parti del paesaggio circostante e nei disegni spesso con linee che sembrano essere graffi.Insomma, non c’è descrizione realistica nel senso di rappresentazione del vero, ma neppure una dimensione sentimentale-romantica con l’idillio o la tragedia conseguenti. Qui scatta l’altro aspetto, decisivo nel lavoro dell’artista: la materia è luce, diretta nella serie di oli su tela e disegni del Lago, delle Isole e delle Marcite, riflessa nella serie intitolata appunto Riflessi o filtrata attraverso gli alberi del bosco in tanti lavori fino all’olio su tela Nemus (2015) in cui è il bosco a creare la chiazza di luce.
Sulla scia degli impressionisti? Ancora una volta sì, ma con due precisazioni. La prima è la rinuncia ad ogni descrizione realistica, come già detto, ma anche a ogni frammentazione della realtà che si costruisce per piani, per fasci e non per atomi di luce. Il mistero è dentro le cose e analizzare queste ultime significa sovrapporvi il piano razionale e non accettare l’irrappresentabile o, meglio, la parte di realtà che in un quadro/disegno possono essere rappresentati.
La seconda precisazione è tecnicamente e concettualmente molto interessante: luce diretta, riflessa, filtrata sono solo apparentemente momenti diversi nel tempo e nello spazio. Lo sguardo attento dice che sono contemporaneamente presenti perché il mistero non è mai lineare: bastano due-tre tonalità, campiture differenti, tratti orizzontali e verticali che si incontrano e sovrappongono, un particolare che richiama e riassume l’intera scena. È la complessità della visione e della riflessione ed è un motivo che si ripete sia nei quadri sia nei disegni. Ecco allora ritornare la parola tempo. Nel senso che tonalità, campiture, linee e particolari costruiscono il mistero che è un oltre ma si realizza in un qui che è sensoriale e sono le stagioni. Nelle singole opere di Marina Falco è possibile indicare la stagione in cui l’occhio dell’artista ha catturato quel paesaggio, perché è il tempo, attraverso il cambiamento delle cose, a darci il mistero del macrocosmo. A noi il compito di parteciparvi con la nostra interiorità, anch’essa misteriosa”.

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Benvenuti nel Nuovo Rinascimento con art+b=love(?)

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Mag 2019

Ancona Dal 16 al 19 maggio, alla Mole vanvitelliana di Ancona torna l’appuntamento con art+b=love(?), quattro giornate all’insegna del potere innovatore dell’arte, di un Nuovo Rinascimento in cui competenze tecniche, artistiche e umanistiche si incontrano per generare soluzioni innovative che vanno a vantaggio di un’intera comunità. Per un rapporto tra scienziati, filosofi, artisti e il mondo delle imprese sempre più vitale. Il claim dell’edizione 2019 è: “Lancia il cuore oltre l’imprevisto”. Ogni grande innovazione è caratterizzata da un imprevisto inteso come occasione di scoperta di qualcosa di nuovo mentre si sta cercando qualcos’altro. Ogni grande innovatore si è contraddistinto per la capacità di tradurre l’imprevisto in un fattore positivo e strategico di scoperta. Il festival di quest’anno declinerà il binomio imprevisto/innovazione tra arti, scienze, economia, società, tra passato e futuro, da Leonardo ad Adriano Olivetti, attraverso esperienze di formazione e di ricerca, mostre, intrattenimento, networking, start-up.

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Nuovo sito web del Centro Studi e Ricerche IDOS

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Mag 2019

Da oggi è possibile accedere su internet al nuovo sito web del Centro Studi e Ricerche IDOS, completamente rinnovato nella grafica, nei contenuti e nelle funzionalità. Il sito è stato realizzato grazie al supporto tecnico di Lai-momo, che da anni collabora con IDOS per la realizzazione e la promozione del Dossier Statistico Immigrazione e di altre pubblicazioni e iniziative. Nel nuovo sito (www.dossierimmigrazione.it) è possibile trovare non solo informazioni dettagliate circa tutte le iniziative che IDOS promuove o in cui viene chiamato a intervenire (convegni, conferenze, seminari, docenze, incontri, interviste e altri eventi di formazione e/o sensibilizzazione), ma anche notizie e aggiornamenti utili a operatori e studiosi, reportage esclusivi curati dalla rete dei referenti territoriali, e ancora comunicati stampa, schede socio-statistiche, video e infografiche (tutti scaricabili
o stampabili) riguardanti le ricerche e le pubblicazioni che il Centro Studi realizza durante l’anno. La novità assoluta consiste nel fatto che per la prima volta è possibile acquistare online, in formato cartaceo o – a un prezzo ridotto – elettronico (pdf), tutte le pubblicazioni di IDOS, attraverso un rapido, facile e sicuro sistema di pagamento e fatturazione online. In particolare, delle principali pubblicazioni (Dossier Statistico Immigrazione, Osservatorio Romano sulle Migrazioni, Rapporto Immigrazione e Imprenditoria ecc.) sono disponibili, per le diverse annualità, sia la versione integrale sia – nel solo formato elettronico – i singoli capitoli tematici o le appendici di tavole statistiche, acquistabili separatamente. A questo ricco repertorio storico di rapporti annuali, si aggiungono le pubblicazioni monografiche curate periodicamente dal Centro Studi e realizzate in collaborazione o per conto di enti privati o istituzionali, come ad esempio – per restare alle più recenti – la ricerca L’Europa dei talenti.
Immigrazione sarà on-line anche in lingua inglese, rendendo così fruibile a un pubblico internazionale i contenuti salienti del più noto e diffuso rapporto socio-statistico sull’immigrazione in Italia.

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The new website of IDOS Research and Study Centre

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Mag 2019

From today the new website of IDOS Research and Study Centre, entirely renewed in its layout, contents and functions, is online. The website has been implemented thanks to the technical support of Lai Momo cooperative association, which for many years has been collaborating with IDOS to realize and promote the annual socio-statistical report on immigration in Italy, Dossier Statistico Immigrazione – Statistical Dossier
on Immigration, together with other publications and events. On the new website (www.dossierimmigrazione.it) everyone can find not only detailed information on all
events promoted by IDOS or where IDOS is called to intervene (meetings, conferences, seminars, courses, interviews and other training and/or sensitization activities), but also news and updates useful for operators and researchers, original reports edited by IDOS network of local researchers, press releases, socio-statistical tables and summaries, videos, graphics (all things that can be downloaded or pressed) concerning studies and publications annually edited by IDOS. What’s absolute new is that for the first time everyone can buy online all IDOS publications, both in paper format and – at a lower price – in digital format (pdf), through a fast, easy and sure online system of payment and invoice. In particolar, for every main annual report (Dossier Statistico Immigrazione – Statistical Dossier on Immigration, Osservatorio Romano sulle Migrazioni – Roman Observatory on Migrations, Rapporto Immigrazione e Imprenditoria – Report on Immigration and Entrepreneurship, etc.), it’s available for sale both the entire book and – separately purchasable in electronic format only – every single thematic chapter and the final addendum of statistical tables. Many other monographic publications, periodically edited by IDOS in collaboration with – or for commission of – some private or institutional bodies, are also available in addiction to such a rich archive of annual reports.

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New Relic to Present at Upcoming Investor Conferences

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Mag 2019

New Relic, Inc. (NYSE: NEWR), provider of real-time insights for software-driven businesses, today announced that members of its management team will present at the following investor conferences: J.P. Morgan 47th Annual Global Technology, Media and Communications Conference in Boston on Thursday, May 16, 2019, at 8:40 a.m. ET.
Needham Emerging Technology Conference in New York on Wednesday, May 22, 2019, at 8:20 a.m. ET. Baird Global Consumer, Technology & Services Conference in New York on Thursday, June 6, 2019, at 12:50 p.m. ET.
Live webcasts of the presentations will be accessible from the investor relations page of the New Relic website at http://ir.newrelic.com. Following the events, replays will be made available at the same location.
New Relic provides the real-time insights that software-driven businesses need to innovate faster. New Relic’s cloud platform makes every aspect of modern software and infrastructure observable, so companies can find and fix problems faster, build high-performing DevOps teams, and speed up transformation projects. Learn why more than 50% of the Fortune 100 trust New Relic at newrelic.com.

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Psychiatric Times® Releases May 2019 Issue

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Mag 2019

Psychiatric Times®, the No. 1 multimedia platform for psychiatrists in the United States, has released its May 2019 issue. Highlights include several expert articles, reports, and breaking news for health care professionals with interest in the psychiatric industry.
“Our May issue of Psychiatric Times® will cover some of the most pressing topics that are most important to today’s psychiatrists,” said Tom Ehardt, president of MultiMedia Healthcare, LLC.Featured stories include:
Former Editorial Director Susan Kweskin takes readers on a medical and spiritual journey through the mental health landscape of Laos, a country that has only two psychiatrists.
This month’s special report on practice management serves as a guideline to help psychiatrists deal with a range of issues—from tips on handling negative online reviews to the unexpected benefits of locum practice.
The May CME article focuses on the challenges posed by the negative symptoms of schizophrenia. Although these symptoms are the most reliable predictors of poor outcomes, effective treatment remains elusive. The CME article is available for 1.5 AMA PRA Category 1 Credits for physicians and AMA PRA Category 1 Credit for nurse practitioners and physician assistants.Previous CME articles can be found online at the Psychiatric Times® Continuing Medical Education Center, where physicians can earn 30 free Category 1 CME Credits all year round. Credits can be claimed at CME Outfitters.

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