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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

“Occorre restituire dignità e certezze ai docenti universitari”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 maggio 2019

Non solo i compiti dei docenti universitari, nonostante il loro Statuto giuridico unico, sono diversi da università a università, ma anche la progressione di anzianità è basata su criteri differenti a seconda dell’ateneo in cui matureranno lo scatto. Una deriva che bisogna arrestare. Pacifico (Anief): “Occorre restituire dignità e certezze ai docenti universitari” Nel corso dell’ultimo Consiglio nazionale del giovane sindacato autonomo è stata illustrata una piattaforma di alcune proposte avanzate da Anief, in vista del rinnovo del contratto: chiesti gli aumenti economici per il personale, il recupero della centralità della funzione docente, la difesa delle lavoratrici vittime della violenza, la modifica del sistema disciplinare, nuove regole per la mobilità, il riconoscimento del ruolo del personale educativo.C’è da intervenire anche sul fronte dell’università, per cui Anief si batte da tempo ed è di nuovo pronto a esporsi in prima linea, visto che negli ultimi anni i docenti hanno subito interventi durissimi su salari e organizzazione del lavoro e i generali tagli alle risorse hanno inciso sulla funzionalità dei rapporti di lavoro. I docenti, pur con un unico stato giuridico, uguale per atenei pubblici e privati, con relative classi stipendiali, hanno assistito a una diversa declinazione nei regolamenti con condizioni, orari e compiti diversi, a livello locale.Un esempio concreto, nel mondo accademico, è rappresentato dai ricercatori a tempo determinato, che devono firmare un contratto con condizioni che differiscono da università a università e talvolta persona per persona (i compiti didattici e di ricerca sono stabiliti nei bandi). Hanno un unico stipendio nazionale, ma compiti diversi, da realtà a realtà.Per non parlare della progressiva entrata a regime del nuovo sistema degli scatti, su base triennale per classi di professori e ricercatori universitari; anche in questo caso è stato demandato a ogni singolo ateneo la definizione dei requisiti. Ogni polo universitario ha declinato in modo totalmente autonomo, e autoreferenziale, le proprie esigenze. In alcune università per avere lo scatto si ha bisogno di raggiungere tutti i criteri, in altre ne bastano soltanto due, in altre ancora uno solo. In alcune viene considerata anche la valutazione degli studenti, in altre no. Nel nuovo contratto occorre dire basta a queste storture del sistema, cercando un’uniformità di massima per quanto riguarda le mansioni didattiche e la progressione degli scatti.

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