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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 12 maggio 2019

Settimana della Neuroetica

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

Milano Lunedì 13 maggio dalle 9:00 alle 13:00 si terrà un evento scientifico divulgativo organizzato dall’Università Cattolica su Neuroscienze e professioni future: questioni etiche presso il Palazzo Lombardia (Piazza Città di Lombardia 1, Milano – Ingresso N4, Sala Marco Biagi, 1° piano).Lavorare con le neuroscienze: neuromanagement e neuromarketing (con M. Balconi, C. Manzi, S. Malanga, E. Salati, M. Santoro)
· Martedì 14 maggio dalle 14:30 alle 17:30 si terrà, presso l’Università Statale di Milano, Dip. Studi internazionali, giuridici e storico-politici (Via Conservatorio, 7, Sala Seminari DILHPS) un evento divulgativo sul tema Homo Homini Lupus? L’aggressività umana tra basi neuropsicobiologiche, contesti sociali, dinamiche politiche e questioni etiche. Ossia: cosa dicono le neuroscienze sui nuovi fenomeni di violenza, quale dialogo con le scienze umane? (con R. Cammarata, R. Ferrucci, M. Massari, F.G. Pizzetti)
· Martedì 14 maggio dalle 14:00 alle 17:00 si terrà, presso l’Università di Milano-Bicocca (Via Cadore 48, Monza, Edificio U18, Aula 5) un evento divulgativo sul tema Riabilitare il cervello. Manipolazione fisica, interfaccia robotica e stimolazione virtuale: prospettive cliniche e nodi neuroetici. Ossia: come si può recuperare da malattie e traumi cerebrali grazie alle nuove tecnologie (con V. Sironi, M. Cerri. S. Songhorian, M. Bartolo, R. Folgieri)
· Mercoledì 15 maggio dalle 14:30 alle 17:30 si terrà un evento scientifico divulgativo presso l’Università Bocconi (via Röntgen 1, Aula 1 c3 sr01) dal titolo Diritto penale, filosofia e neuroscienze. Sviluppi tecnologici e profili etici. Ossia: come possono cambiare i processi e i codici e la prevenzione del crimine grazie alle neuroscienze (con G. Canzio, S. Fuselli, C. Grandi, G. Tuzet)
· Dal 15 al 17 maggio si terrà il Convegno Internazionale della Società italiana di neuroetica e della International Neuroethics Society presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano (via Olgettina, 58, DIBIT 1). I grandi temi della neuroetica, dal neurodiritto al potenziamento, dalla clinica alla cognizione morale fino al free will (ospiti: A. Owen, B. Sahakian, R. Rumiati, F. Guala, A. Mele, J. Savulescu, C. Ferrarese, A. Salles).
· Giovedì 16 maggio dalle 9:30 alle 13:00 si terrà un evento scientifico divulgativo presso la Fondazione IRCSS Istituto Neurologico Carlo Besta (Via Celoria 11- SALA Pluribus -3 piano) dal titolo Una introduzione alla Legge 219/2017: Consenso informato, DAT, Pianificazione Condivisa della Cura e malattie neurologiche. Ossia: dilemmi della cura e del fine vita e questioni giuridiche quando ad ammalarsi è il cervello (con A. Solari, M. Leonardi, F.G. Pizzetti, A. Pessina)
· Venerdì 17 maggio dalle 11:00 alle 17:00 si terrà presso la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM (Via Carlo Bo, 1, Aula dei 146), un evento dal titolo scientifico divulgativo Neuroetica e coscienza: dalla mente alla natura. Un rebus scientifico: ciò che ci rende umani è ancora da spiegare, ipotesi a confronto (con F. Cimatti, R. Manzotti, V. Fano, P. Perconti, S. Sarasso, T. Parks)
· Venerdì 17 maggio dalle 18:30 alle 20:00 presso la libreria Walden (via Vetere, 14) si terrà la presentazione del libro di J. Savulescu e I. Persson, Inadatti al futuro. L’esigenza di un potenziamento morale, Rosenberg & Sellier, 2019. La necessità di potenziarsi moralmente per evitare catastrofi planetarie, ne parlano J. Savulescu, A. Lavazza e M. Reichlin.
· Sabato 18 maggio dalle 9:00 alle 13:00 presso IRCCS – Fondazione Don Carlo Gnocchi Milano (via don Palazzolo, 21) si terrà un evento scientifico divulgativo dal titolo La compromissione cognitiva: verso una nuova assistenza ecologica. Il modello della RSA aperta e l’etica della cura. Le emergenze create dal diffondersi di malattie neurodegenerative. Il metodo nuovo per affrontarle (con M. Mozzanica, G. Fumagalli, F. Giunco, S. Inglese).
La Società italiana di neuroetica e filosofia delle neuroscienze (SINe) è nata nel 2013 e riunisce studiosi di diverse discipline, interessati alle nuove conoscenze sul cervello, alle loro ricadute etiche, filosofiche, sociali e legali. Tra i soci, neuroscienziati, medici, filosofi, psicologi e giuristi. La SINe promuove attività scientifica, convegni e iniziative di divulgazione intorno alla nuova disciplina, nata agli inizi degli anni Duemila. L’attuale presidente è Michele Di Francesco, rettore dello IUSS di Pavia, vicepresidente è Massimo Reichlin, professore ordinario di filosofia morale alla Università Vita-Salute San Raffaele, dove ha sede la Società. Il convegno 2019 è organizzato in collaborazione con la Società internazionale di neuroetica (INS), che ha sede negli Stati Uniti.

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Grandi investimenti per salvare il lago Ciad. Il ruolo del “Progetto Transaqua”

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha recentemente dichiarato l’intenzione di affiancare il presidente della Nigeria, Muhammadu Buhari, nella raccolta di fondi per la realizzazione del progetto di “trasferimento idrico” dalla regione dell’Africa centrale verso il Lago Ciad, nel Sahel. Intendono presenziare insieme a un Forum Speciale dove coinvolgere sponsor pubblici e privati per finanziare il progetto.
L’intero grande progetto richiederebbe 50 miliardi di dollari che i paesi direttamente interessati dal bacino acquifero del lago Ciad, cioè la Nigeria, il Camerun, il Niger e il Ciad, ovviamente non sarebbero da soli in grado di disporre.
L’accordo è stato mediato dall’African Development Bank, che negli anni passati si è mossa con grande impegno per la realizzazione d’infrastrutture in Africa e portare il continente e la sua popolazione fuori dal sottosviluppo e dal continuo spettro della povertà.
A causa di una gestione del lago quasi inesistente e, soprattutto, dell’avanzamento del deserto, nei decenni passati il lago ha perso il 90% della sua superficie, con catastrofici effetti climatici e sociali.
Come è risaputo, intorno al bacino del lago vivono circa 30 milioni di persone che di giorno in giorno vedono le loro vite e il loro futuro sempre più minacciati. Di conseguenza, sono sorti conflitti tra i paesi rivieraschi per l’approvvigionamento dell’acqua e forti tensioni tra agricoltori e pescatori. Una vera lotta tra poveri.
Non c’è quindi da essere sorpresi se i giovani di queste terre vogliano o debbano emigrare e se altri possano finire nelle reti del terrorismo e del crimine organizzato. Com’è noto sono proprio la mancanza di lavoro e le guerre locali, le cause principali delle migrazioni anche verso l’Europa.
E’ il caso di ricordare che la parte centrale del programma d’investimenti ipotizzato sarebbe la realizzazione del “Progetto Transaqua”, elaborato ben 40 anni fa dall’impresa italiana “Bonifica” del gruppo IRI per la creazione di un canale lungo 2.400 km per portare acqua dolce dal fiume Congo verso il lago Chad.
Già nel febbraio 2018 nella conferenza internazionale sul lago Ciad, tenutasi ad Abuja in Nigeria con la partecipazione anche dell’Italia e dell’Unesco, si era sostenuto con forza la realizzazione di Transaqua. Allo stato, il trasferimento idrico tra i bacini acquiferi non ci sembra un’opzione né un “miraggio faraonico” ma una vera e propria necessità.
Si prevede il trasferimento di 100 miliardi di metri cubi di acqua all’anno dal bacino del fiume Congo al lago Ciad, equivalente a circa l’8% della portata del fiume, che, comunque, la scarica tutta nell’Oceano Atlantico. Il piano prevede anche la costruzione di un sistema di dighe, bacini artificiali e canali che forniranno energia pulita, trasporto fluviale e acqua dolce per le popolazioni interessate e per lo sviluppo di un moderno settore agroindustriale nell’Africa Centrale.
Transaqua affronta molti aspetti della crisi africana, offrendo la possibilità di lavoro e benefici per i paesi a sud del Sahel, inclusa la Repubblica Democratica del Congo, che metterebbe a disposizione l’acqua in cambio di un importante arricchimento infrastrutturale e produttivo.
Come prevedibile, la Cina è il primo paese a essere interessato, non solo per ragioni geopolitiche ma anche per soddisfare la sua necessità di importare beni alimentari.
Già nel 2016 PowerChina, il gigantesco conglomerato industriale cinese che ha costruito anche la diga delle Tre Gole, aveva discusso del progetto con il governo della Nigeria esprimendo la sua disponibilità a partecipare al finanziamento e alla realizzazione dello stesso.
Oltre ai grandi investimenti miliardari in molti paesi dell’Africa, Pechino organizza ogni due anni uno specifico forum con la partecipazione di tutti i capi di stato africani. L’ultimo si è tenuto lo scorso settembre dove la Cina ha presentato il piano d’integrazione dell’Africa nelle Vie della Seta, la Belt and Road Initiative.
Nel frattempo si è mossa anche la Russia che il prossimo ottobre organizzerà il primo Russian African Summit con i leader di tutti i paesi africani.
L’Italia, fin dai tempi di Enrico Mattei, è sempre stata attenta all’idea di una vera cooperazione e dello sviluppo dell’Africa. Da sola, però, non è riuscita a smuovere gli altri grandi attori occidentali e internazionali.
Lo scorso ottobre è stato meritoriamente firmato un memorandum d’intesa tra il nostro Ministero dell’Ambiente e la Commissione del Bacino del Lago Ciad per il finanziamento dello studio di fattibilità del Progetto Transaqua. L’Italia vi contribuisce con 1,5 milioni di euro. Anche PowerChina cofinanzia lo studio.
Negli ultimi anni l’Europa ha ripetuto la necessità di lanciare un “Piano Marshall per l’Africa” per sviluppare il continente e per contenere il flusso dei cosiddetti “migranti economici” verso l’Europa. Questo a parole.
L’Italia ha sempre mantenuto un rapporto storico positivo con molti paesi africani. Siamo conosciuti come i costruttori di dighe e d’importanti infrastrutture. E’ interesse nostro e dell’Europa di lavorare per una genuina collaborazione, superando anche qualche vecchio retaggio del colonialismo di certi paesi europei.
In definitiva, la realizzazione del grandioso progetto in questione sarebbe un aiuto concreto allo sviluppo del continente africano e un modo serio di “aiutarli a casa loro”. Sarebbe, inoltre, anche una scelta coerente per difendere la Terra dal processo di desertificazione evidenziato dallo stesso ONU. Sarebbe probabilmente una risposta importante al problema dei mutamenti climatici denunciati dagli scienziati e dai giovani di tutto il mondo. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Notariato cattolico: “Scopo di lucro e utilità sociale tra prospettive future e norme statutarie da modificare”

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

Assisi Venerdì 17 (ore 9-18) e Sabato 18 Maggio (9-13) Sacro Convento Serafico. L’importanza del ruolo dei professionisti nella vita civile, la competenza al servizio della società e la solidarietà. Saranno questi alcuni dei temi al centro della due giorni del VI congresso annuale che si svolgerà al Sacro Convento di Assisi il 17 e 18 maggio. Le relazioni di autorità civili e religiose, di notai, magistrati, avvocati, commercialisti saranno al centro della prima giornata dell’assise mentre il sabato sarà dedicato in particolar modo alla solidarietà e alla beneficenza.“La necessità di un confronto, il ruolo essenziale del notaio a garanzia dei cittadini e dei soggetti più deboli e la funzione di raccordo con il terzo settore, rappresentano il cuore del dibattito che, grazie a numerosi e prestigiosi ospiti, terremo nella due giorni di Assisi che prevede anche importanti momenti di solidarietà affinché lo spirito che ci guida di professionisti impegnati nel sociale abbia anche una immediata ricaduta sulla società”. Lo ha dichiarato Andrea Dello Russo, presidente nazionale Ainc illustrando il ricco programma della manifestazione che nella giornata di sabato prevede anche l’annuale assemblea dell’Associazione Italiana Notai Cattolici.La giornata di venerdì sarà aperta da Andrea Dello Russo, Presidente AINC, Fausto Cardella, Procuratore Generale della Repubblica presso Corte d’Appello di Perugia e Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino.Sono previste relazioni di Roberto Dante Cogliandro, Vicepresidente AINC, Prof. Giuseppe Recinto, Notaio Domenico De Carlo, Avvocato Carlo Orlando, Consigliere, di Monsignor Orazio Pepe, Assistente Ecclesiastico AINC, Prof. Andrea Orestano, Università degli Studi di Perugia, Notaio Andrea Fusaro, Dottore Commercialista Cristina Bertinelli, Notaio Giovanna Costamante e i saluti di Stefania Proietti, Sindaco del Comune di Assisi, Francesca Di Maolo, Presidente Istituto Serafico di Assisi, Salvatore Lombardo, Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato, Filippo Brufani, Presidente del Consiglio Notarile di Perugia.Modera Claudia Marra, Giornalista RAI

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Elezioni universitarie

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

Perugia. Il 14 e 15 maggio si terranno le elezioni degli organi di rappresentanza studentesca nazionale (CNSU), in questo importante momento democratico per il mondo universitario, Omphalos ha deciso di riconfermare il sostegno alla Sinistra Universitaria-UDU, da sempre impegnata in prima linea nella promozione di una società libera e antifascista. «L’UDU – dichiara Lorenzo Ermenegildi Zurlo, Segretario di Omphalos LGBTI – continua ad essere negli anni nostra alleata nella battaglia per i diritti civili delle persone LGBTI (gay, lesbiche, bisessuali, trans, intersex) sia all’interno degli organi di rappresentanza, dove si è attivamente impegnata per l’approvazione della carriera alias per studenti in transizione di genere, sia nella società civile e nelle piazze.»
UDU negli ultimi anni ha infatti supportato la comunità LGBTI locale nelle mobilitazioni per l’approvazione della legge sulle unioni civili, nel tortuoso percorso che ha portato all’adozione della legge regionale contro l’omo-transfobia, nel favorire politiche di parità di genere e partecipando ai Pride cittadini. «Per queste ragioni – conclude Ermenegildi – invitiamo la comunità studentesca a recarsi alle urne in tutti i dipartimenti degli atenei pubblici del centro Italia scegliendo Sinistra Universitaria-UDU ed esprimendo la preferenza di voto per Luigi Leone Chiapparino detto “Gigio”.»

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“Moda all’Ombra del Vesuvio 2019”

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

Ercolano (Na) GIOVEDÍ 16 MAGGIO 2019, ORE 10.30 Sede di Confartigianato Imprese Napoli Via Medina 63, conferenza stampa. Interventi di: Enrico Inferrera, Presidente di Confartigianato Imprese Napoli Annabella Esposito, Presidente dell’Associazione Piazza di Spagna. Sfilata e premiazione VENERDÍ 24 MAGGIO 2019, ORE 20.30 MAV – Museo Archeologico Virtuale Via IV Novembre 44, Ercolano (NA) Nel corso della serata si svolgerà anche la terza edizione del “Premio Ulisse per Arte e Ingegno”, un riconoscimento voluto dal Presidente di Confartigianato Napoli, Enrico Inferrera – in collaborazione con ANCoS Napoli e i movimenti Giovani Imprenditori e Donne Impresa – per promuovere l’impegno imprenditoriale sul territorio e le sue ricadute virtuose. L’iniziativa si avvale del patrocinio della Regione Campania e del Comune di Ercolano e del contributo di Artigiancassa Gruppo BNP Paribas e Centrale Garanzia Fidi.

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Primo torneo al mondo fra città dedicato alla mobilità sostenibile

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

Palermo lunedì 13 maggio alle ore 15 a Palazzo delle Aquile verrà presentato alla Stampa il primo torneo al mondo fra città dedicato alla mobilità sostenibile, ideato all’interno del progetto “MUV – Mobility Urban Values”. Il torneo avrà inizio il 3 giugno e si andrà ad aggiungere alle sfide già presenti nell’app, incoraggiando con premi offerti dai partner locali i migliori “atleti” della mobilità sostenibile in otto città del mondo. MUV è un progetto europeo di ricerca applicata a cura del laboratorio di design PUSH nell’ambito del programma Horizon 2020. I dati raccolti a Palermo saranno messi a disposizione del Comune e di tutti i cittadini per migliorare le politiche di mobilità sostenibile.Alla conferenza stampa interverranno:
Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo
Giusto Catania, Assessore alla Mobilità
Salvatore Di Dio, Managing Director di Push
Raffaella Saba, campionessa in carica Muv Game

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Castelli ai Segretari Comunali: “Siete figura cardine della nostra Repubblica”

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

Castello di Parella (TO) – “I Segretari comunali vivono con i Sindaci d’Italia un rapporto dialettico non sempre facile e irto anche di difficoltà, ma rappresentano lo snodo inevitabile ed ineludibile affinché l’azione della macchina burocratica di un comune sia orientata agli obiettivi di mandato amministrativo nel pieno solco della legalità.
Da sempre dico che come il Sindaco rappresenta il vertice politico di un comune così il Segretario comunale è la figura dirigenziale apicale che deve assicurare agli amministratori, democraticamente eletti, gli strumenti, le competenze e l’esperienza al fine di raggiungere quelli che sono gli obiettivi di programma.
Da questa consapevolezza nascono le mie recenti indicazioni in Conferenza Stato Città di una formazione altamente qualificata e soprattutto della necessità di procedure che consentano di immettere rapidamente e velocemente nuovi Segretari Comunali negli organici. La vostra è una categoria professionale che, insieme ai Sindaci, rappresenta una delle ossatura cardine della nostra Repubblica.
Siamo convinti non solo della vostra centralità, ma soprattutto della necessità che la vostra professionalità sia sempre accompagnata da una formazione continua di altissima qualità”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, intervenendo al convegno “Il Segretario Comunale e la direzione apicale” organizzato da UNSCP.

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Campidoglio: dal primo novembre scatta divieto circolazione diesel Euro 3 all’interno dell’Anello ferroviario

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

Roma. Dal primo novembre 2019 entrerà in vigore il divieto di circolazione permanente dei veicoli Diesel Euro 3 nella Ztl Anello Ferroviario, area che include le zone centrali e semicentrali della Capitale. Il divieto, come previsto dalla delibera di Giunta approvata ieri, sarà in vigore nei giorni dal lunedì al venerdì, ad eccezione dei festivi infrasettimanali.Si prevede inoltre la progressiva limitazione, all’interno delle diverse Ztl, alla circolazione dei veicoli più inquinanti, secondo la programmazione che verrà definita nell’ambito del quadro di interventi del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums), la cui approvazione è prevista entro il mese di agosto 2019. Sono escluse dal divieto alcune categorie di veicoli come quelli muniti del contrassegno per persone invalide.Obiettivo è prevenire e contenere l’inquinamento atmosferico e salvaguardare la salute dei cittadini, in linea con gli impegni già assunti da Roma Capitale nel quadro della lotta ai cambiamenti climatici.Secondo la Sindaca di Roma Virginia Raggi questo provvedimento è un passo importante verso l’eliminazione del diesel dal Centro storico entro il 2024 a tutela della salute di tutti e dell’ambiente.Per l’assessora alla Città in Movimento Linda Meleo il provvedimento si unisce al Piano urbano della mobilità sostenibile, un programma utile a realizzare forme di spostamento alternative all’auto privata, a incentivare l’uso dei mezzi pubblici e per migliorare la qualità dell’aria a Roma.Per i veicoli adibiti al trasporto merci è previsto un periodo transitorio dal primo novembre 2019 al 31 marzo 2020 durante il quale il divieto per i Diesel Euro 3 sarà in vigore dal lunedì al venerdì, ad eccezione dei festivi infrasettimanali, nelle fasce orarie 7:30-10:30 e 16:30-20:30.

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Enti Locali: ridurre obblighi sul conto economico patrimoniale per i piccoli Comuni

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

“Il governo intervenga per semplificare gli obblighi per i comuni sotto i 5mila abitanti”. A chiederlo in un’interrogazione al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, il senatore di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini.
“In questo periodo dell’anno – spiega il senatore di FdI – i piccoli Comuni con popolazione inferiore ai 5mila abitanti si trovano nella difficile situazione di dover predisporre il rendiconto economico e patrimoniale, pena sia la nullità del consuntivo sia la possibilità di avere gravi conseguenze che potrebbero portare fino allo scioglimento del Consiglio comunale. Un onere molto gravoso per i Comuni di dimensioni ridotte che possono contare su poche risorse umane. Per questo ritengo sia importante intervenire presto alleggerendo i piccoli Comuni, già molto in difficoltà, da questi ulteriori vincoli”.
“Un intervento da parte del governo che verrebbe incontro a quanto annunciato in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, garantendo sia proroghe agli adempimenti più gravosi e sia affrontando il tema delle more ai Comuni. Tutto ciò anche alla luce delle richieste giunte dall’Anci secondo cui i benefici provenienti da tali adempimenti sono abbastanza esigui” conclude il senatore Calandrini.

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Sei incidenti mortali avvenuti nel giro di un paio di giorni in Campania, Puglia e Sicilia

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

Sono la conferma che il 2019 si sta rivelando un anno durissimo sul fronte degli infortuni sul lavoro. Una mattanza inaccettabile che rischia di farci arrivare a fine anno con numeri ancora più severi di quelli del recente passato: l’Italia sfora costantemente la soglia dei mille decessi l’anno, con indici che la pongono nettamente al di sopra della media europea. Morti, feriti, invalidi e nuclei familiari distrutti non possono essere il prezzo da pagare per favorire la ripresa economica o in cambio di dati migliori sul fronte dell’occupazione».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, urbanista e presidente di Sogeea SpA, azienda specializzata nella sicurezza sui luoghi di lavoro.«Il tema della sicurezza sul lavoro dovrebbe trovare spazio quotidiano nell’agenda del Paese, dal punto di vista politico, sindacale, produttivo, educativo. La sensazione, invece, è di tutt’altro segno. Se ne parla poco e quasi sempre con un tono di stanca retorica in coincidenza di ricorrenze o di eventi estremamente tragici. In questo senso, anche la riduzione dei premi assicurativi per le imprese contenuta nell’ultima Legge di bilancio non ha costituito un bel segnale.Non solo per il miliardo e mezzo di euro di tagli previsti nei prossimi tre anni, ma anche perché il provvedimento stride nettamente con l’unico messaggio che dovrebbe essere veicolato: in tema di sicurezza non si può arretrare di un millimetro. Vanno al più presto reperite le risorse necessarie per incrementare le attività ispettive e di controllo, rafforzando la repressione dei fenomeni di illegalità. Contestualmente, va avviata una campagna di informazione e formazione che coinvolga ogni settore della società e produca un vero e proprio shock culturale. Senza trascurare le scuole e i centri di aggregazione giovanile, cioè i luoghi frequentati dai lavoratori del prossimo futuro».

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La visione di Bolton e Pompeo sulla Russia si scontra con l’ottimismo di Trump

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

By Domenico Maceri. “La montagna ha partorito un topolino”.Queste le parole di Vladimir Putin per commentare i risultati delle indagini di Robert Mueller sul Russiagate. Putin ha ripetuto essenzialmente le stesse parole nella recente conversazione telefonica con Donald Trump, secondo le dichiarazioni del 45esimo presidente.Rispondendo alla domanda di un giornalista se i due leader avevano discusso l’interferenza russa nelle elezioni, Trump ha detto che non hanno toccato il tema. Nessuno gli ha domandato se avessero discusso la situazione dei dodici ufficiali dell’intelligence russa incriminati da Mueller nel mese di luglio del 2018 e la loro possibile estradizione. Ma con ogni probabilità i due non lo hanno discusso nemmeno.Secondo Trump i due leader hanno toccato parecchi temi incluso la situazione in Venezuela. L’inquilino della Casa Bianca ha dichiarato che Putin si interessa a una soluzione pacifica. Tutto bene dunque, secondo le parole di Trump.La visione rosea di Trump sulla Russia e Putin non è però condivisa dallo staff del presidente. Emerge infatti una politica sulla Russia in netto contrasto con i suoi collaboratori.Il rapporto di Mueller non ha dimostrato alcuna cospirazione fra la campagna di Trump e i russi nonostante i frequenti contatti. Da aggiungere i dodici agenti russi incriminati da Mueller, e Maria Butina, spia russa condannata in America a 18 mesi di carcere per avere cospirato contro il governo degli Stati Uniti. Mueller però ha confermato ciò che si sapeva già dai servizi di intelligence americana che la Russia aveva interferito nell’elezione americana del 2016 in maniera “sistematica” aiutando Trump e fomentando discordia mediante i social media. Trump da parte sua non ha mai digerito questa verità vedendola come macchia alla sua vittoria presidenziale. Ecco perché quando si è incontrato con Putin a Helsinki nel mese di luglio del 2018, Trump ha dichiarato che il leader russo era stato molto forte nella sue negazioni di interferenza. Trump in effetti ha rinnegato le raccomandazioni di 17 agenzie di intelligence americana. Per questa posizione alcuni ex leader dei servizi segreti statunitensi hanno dato del traditore a Trump.Non si sa esattamente che cosa avranno discusso i due leader a Helsinki poiché Trump ha detto alla sua interprete di distruggere gli appunti presi durante l’incontro. Ciò rappresenta una violazione delle procedure tipiche poiché storicamente i presidenti informano in dettaglio il loro staff di quello che esattamente si discute in questi colloqui. L’idea è di evitare contraddizioni quando i collaboratori americani si riuniscono con i loro omologhi russi o di altri Paesi. Le contraddizioni fra l’intelligence americana e la visione di Trump sull’interferenza russa nell’elezione si stanno ripetendo adesso nella situazione del Venezuela. Nonostante il quadro roseo di Trump che Putin non è coinvolto in Venezuela, i russi hanno un ruolo molto attivo e possibilmente destabilizzante, secondo John Bolton, il consigliere di sicurezza nazionale, e Mike Pompeo, segretario di Stato. Pompeo non è d’accordo con le parole di Trump e ha dichiarato che i russi hanno “centinaia o più di persone” in Venezuela che assistono le migliaia di cubani a mantenere Nicolas Maduro al potere. Pompeo ha anche dichiarato che Maduro deve andare via e che i cubani e i russi in Venezuela devono “seguirlo”. Il segretario di Stato americano ha anche detto che avvertirà i suoi omologhi russi in incontri imminenti a non interferire in Venezuela.Anche Bolton ha usato parole simili persino minacciando che se i russi continuano la loro influenza malevole in Venezuela “ne pagheranno le conseguenze”. Bolton è preoccupato dal ruolo russo in Venezuela dichiarando che Putin non vorrebbe altro che ottenere il controllo di un Paese in America del Sud. Secondo Bolton, i russi sono stati informati che il loro comportamento è inaccettabile.Trump però continua a ripetere che buoni rapporti con la Russia recheranno benefici ai due Paesi. Il problema però rimane che il 45esimo presidente non riesce ad affrontare la realtà, continuando a non vedere che un Paese ostile ha interferito nell’elezione americana. In ciò l’atteggiamento di Trump riflette un’insicurezza personale che lui trasporta in campo politico. La sua ex direttrice dell’Homeland Security, Kirstjen Nielsen, licenziata da Trump il mese scorso, i cui compiti includevano anche possibili interferenze straniere sulle elezioni americane, aveva tentato di organizzare riunioni di alto livello per affrontare il problema. La Nielsen era però stata informata da altri membri del gabinetto di Trump di non fare molto rumore sulla questione poiché il presidente non ne vuole sentire parlare.In ciò Trump abbandona uno dei compiti fondamentali del presidente di difendere la democrazia americana non solo dalla Russia ma da altri potenziali avversari come la Cina e l’Iran. Se l’unica superpotenza al mondo non riesce a difendersi da hackeraggio di Paesi ostili, che speranza possono avere Paesi molti meno deboli?Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.

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Scuola: Corsi di sostegno, il festival dell’inefficienza

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

Le selezioni per partecipare ai corsi specializzanti si confermano tra le più disorganizzate degli ultimi anni: non bastava aver distribuito i 14.224 posti a caso, introducendo una soglia “mobile” per la prova preselettiva e arrivando a respingere ammessi con 27/30, avere predisposto malamente i test, con tanto di prove annullate in tre atenei, avere mutato, con il D.M. n. 92/2019 la soglia per passare allo step orale; nelle ultime ore dalle Università coinvolte nella rettifica della graduatoria dei candidati ammessi alla prova scritta continuano a giungere ammissioni di errori nelle risposte attribuite nei test preselettivi del 15 e 16 aprile. Anief ritiene che sia doveroso tutelare i diritti dei docenti danneggiati da questo bailamme: a questo scopo, dopo avere ottenuto dal Tribunale Amministrativo un provvedimento cautelare d’urgenza per far aumentare al Miur il numero di posti attivati e la sua distribuzione sul territorio, il giovane sindacato è sceso in campo per far partecipare ai corsi tutti i docenti non ammessi che hanno superato almeno la soglia della sufficienza (18/30), prorogando la possibilità di presentare ricorso sino a tutto il 13 maggio. Marcello Pacifico (Anief): Essere scalzati in modo incoerente, avendo introdotto delle soglie di accesso mutevoli, è inaccettabile. Dagli atenei italiani continuano a giungere prove di ammissione sugli errori maldestri che hanno caratterizzato le selezioni dei docenti che, lo scorso 15 e 16 aprile, hanno partecipato ai test preselettivi per partecipare ai corsi specializzanti nel sostegno agli alunni disabili. A Foggia – scrive Orizzonte Scuola – alcuni candidati, dopo la diffusione dei test, hanno segnalato all’Università un errore nel requisito n. 22 “Individuare la parola sillabata erroneamente”. L’ateneo pugliese ha spiegato che “a seguito di segnalazioni su un quesito (n. 22 del questionario tipo) con duplice risposta esatta (A. Pres-sapo-chis-mo – B. At-tua-l-men-te), si comunica che in entrambi i casi la Commissione ha attribuito il punteggio di 0.50. Pertanto sono ammessi alla prova scritta della scuola secondaria di I grado, che si terrà il 17/05/2019, tutti coloro che hanno sommato il punteggio di 26″. Sul sito dell’università di Foggia è quindi comparsa una nuova ulteriore graduatoria corretta. Ma ad ammetterne altri è anche la struttura organizzatrice “madre” delle prove, che ha fornito le domande della preselettiva a tutti gli atenei, tanto che sono state riformulate alcune delle graduatorie della scuola di infanzia in cui i candidati avevano svolto il test preparato dal Consorzio interuniversitario CINECA. La domanda in questione era quella relativa a Piaget: “Nei processi fondamentali che caratterizzano lo sviluppo cognitivo del bambino, J. Piaget individua delle fasi evolutive, che chiama “stadi”. Quante sono?” la risposta corretta è “quattro” e non “sei” come in un primo tempo era stato indicato.” A correggere l’errore sono state l’Università di Salerno, Enna, Messina. Errori sono stati corretti anche presso l’Università di Cassino e Cagliari. Nel frattempo, continua la formulazione delle prove scritte e arrivano i primi risultati dei candidati ammessi alla prova orale. Le quali prove, però, ora rischiano fortemente di essere inficiate dai troppi errori commessi nelle fasi precedenti e quindi, perlomeno, di essere ripetute anche più volte, anche con delle verifiche suppletive. Davanti a questo festival dell’inefficienza, Anief ribadisce tutta la sua disponibilità ad accogliere le impugnazioni dei docenti che, dopo mesi di preparazione e attese snervanti per lo svolgimento delle prove, si sono visti sfumare l’accesso ai corsi specializzanti per motivi che non hanno nulla a che vedere con le loro conoscenze e competenze. Ma in questa situazione, avere introdotto una soglia “ballerina”, mutevole da ateneo ad ateneo, è risultato l’errore più grande: per questo motivo, il giovane sindacato è sceso in campo per far partecipare ai corsi tutti i docenti non ammessi che hanno superato almeno la soglia della sufficienza (18/30), prorogando la possibilità di presentare ricorso sino a tutto il 13 maggio. L’approdo in tribunale si basa anche sul fatto che i bandi delle Università, sulla scia delle discutibili indicazioni fornite dal Miur, hanno limitato l’accesso alle prove scritte a un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili per ogni ordine e grado, riducendo l’accesso in moltissimi casi solo di poche decine di aspiranti. Per Anief la decisione è meritevole di un intervento del giudice amministrativo, il quale sarà chiamato a valutare i profili di legittimità dell’esclusione a priori di questi candidati dalle prove successive al test preselettivo. Va ricordato che Anief aveva anche impugnato con successo, al Tar del Lazio, la decisione del Miur, attraverso il Decreto del 21 febbraio 2019 n. 118, di autorizzare un numero di posti, rispetto al fabbisogno di personale docente specializzato, decisamente più piccolo rispetto alle effettive esigenze ed impellenze territoriali: il Tribunale Amministrativo, con un provvedimento cautelare d’urgenza, ha dato ragione al sindacato, ordinando al Miur l’immediato riesame della situazione, chiedendo all’amministrazione di redigere una relazione circostanziata attraverso la quale si possano finalmente chiarire, tra l’altro, i presupposti e le ragioni posti a fondamento delle scelte prodotte.

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Sciopero: Continua la mobilitazione dei DS, Udir fornisce indicazioni precise circa l’adesione

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

A causa dell’accelerazione dell’iter del ddl Concretezza, che inserisce le impronte digitali e i sistemi biometrici per la rilevazione delle presenze solo per i DS, alcune sigle sindacali hanno organizzato un sit-in dei dirigenti scolastici davanti al Senato il 16 maggio. Udir rilancia il proprio sciopero fissato per venerdì 17 maggio e comunica che anche chi partecipa al sin-in del 16 può, il giorno dopo, continuare la protesta aggiungendosi ai nostri scioperanti.
Per lo sciopero dei dirigenti scolastici e dei presidi incaricati, la comunicazione va inviata al direttore regionale, via mail, all’indirizzo dell’Usr: avviene sulla base dell’allegato al contratto (Cnnl 1998-2001) del comparto scuola, in attuazione della Legge 146/90. Non sono state infatti approvate le nuove norme sui servizi minimi. Nell’art. 2 del citato allegato, ai commi 3 e 4, si precisa che il DS o il preside incaricato che intende scioperare deve semplicemente comunicare la propria adesione. Bisogna inoltre comunicare la propria assenza per sciopero al personale della scuola e che le funzioni del dirigente aventi caratteri di essenzialità e urgenza saranno svolti, nell’ordine, dal collaboratore con delega a sostituire il dirigente, da altro collaboratore, o dal docente in servizio più anziano di età. Il dirigente o preside incaricato deve prendere in considerazione lo sciopero anche in assenza di comunicazione da parte dell’amministrazione, che non è tenuta, a norma di legge, a informare le singole scuole, risultando sufficiente l’informazione attraverso gli organi di stampa.
Il dirigente scolastico (preside incaricato) dunque: comunica al direttore regionale la propria adesione; comunica al personale docente e Ata la sua adesione allo sciopero e che, in sua assenza, le funzioni del dirigente aventi caratteri di essenzialità e urgenza saranno svolte, nell’ordine, dal collaboratore con delega a sostituire il DS, da un altro collaboratore o dal docente in servizio più anziano d’età. Richiama, nella stessa comunicazione di adesione allo sciopero, che il docente che lo sostituirà dovrà farsi carico di inviare, nei tempi indicati dal Miur, la comunicazione dell’adesione del dirigente allo sciopero.

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Scuola: Maestri e docenti laureati pagati con stipendi da diplomati, per Anief è ora di equipararli

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

Svolgono lo stesso lavoro ma vengono remunerati di meno: in questa condizione si trovano circa 300 mila insegnanti della scuola pubblica. L’Ufficio Studi del sindacato ha realizzato un focus: considerando le ore di lezione settimanali, il grado di responsabilità, il coinvolgimento professionale e la complessità dell’offerta formativa, ha constatato che non vi è alcuna differenza. Una norma afferma in modo esplicito che in Italia si considera di pari dignità la formazione iniziale di ogni docente. Nella stessa condizione sono gli Itp e i docenti di sostegno laureati. Se poi si guarda all’Europa, esce fuori il solito raffronto impietoso. Marcello Pacifico (Anief): Appena ci siederemo al tavolo di contrattazione chiederemo spiegazioni per abbattere questa discriminazione andando a cambiare il Contratto collettivo nazionale. In caso contrario, siamo pronti ad avviare una procedura giudiziaria.Un insegnante laureato che svolge attività di insegnamento nella scuola del primo ciclo, per quale motivo deve percepire uno stipendio inferiore a quello dei colleghi della secondaria anch’essi laureati? A chiedere spiegazioni all’amministrazione pubblica è il sindacato Anief, dopo avere raccolto una lunga serie di richieste di equiparazione stipendiale. Sulla base di diversi parametri oggettivi, l’Ufficio Studi dell’organizzazione sindacale ritiene che l’osservazione sia pertinente: le ore di lezione settimanali svolte da un docente della scuola primaria e dell’infanzia sono superiori a quelle del secondo ciclo; il grado di responsabilità quotidiana nell’affidamento degli alunni, in tenera età risulta il più alto; il grado di coinvolgimento professionale, anche con le famiglie, non è certo da meno rispetto a quello che si instaura nella secondaria; se è infine vero che il livello di complessità dell’offerta formativa è minore, c’è però da constatare che la minore ricettività ad apprendere degli alunni rende comunque sempre molto impegnativo il raggiungimento quotidiano e finale degli obiettivi. A tutto questo c’è da aggiungere, poi, una precisa norma, contenuta nella Legge 53 del 2003: all’articolo 5 comma I lettera A, infatti, c’è scritto in modo esplicito che in Italia si considera di pari dignità la formazione iniziale di ogni docente. Questo significa che ai fini della collocazione professionale, anche stipendiale, non conta la scuola dove si opera servizio, ma il titolo di accesso: un titolo, peraltro, che per la stessa scuola del primo ciclo oggi è proprio quello della laurea. Tutti questi aspetti sono ben considerati in diversi altri Paesi europei, dove, infatti, lo stipendio dei docenti con laurea viene assegnato prescindendo dal tipo di insegnamento che si svolge. In Irlanda e Danimarca, ad esempio, lo stipendio iniziale è il medesimo per tutti i cicli scolastici, salvo poi differenziarsi lievemente a fine carriera. In Portogallo, Slovenia, Grecia, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, i compensi dei docenti della scuola pubblica non si differenziano mai, né ad avvio carriera né al termine.

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Convegno nazionale: “Il middle management nella scuola italiana”

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

Palermo Venerdi 24 maggio 2019 presso l’Aula Magna dell’IC A. UGO dalle ore 8,00 alle ore 14,00 convegno nazionale con tema “Il middle management nella scuola italiana a 20 anni dall’istituzione dell’autonomia scolastica: innovazione culturale o utopia di sistema?”
Lo scorso 10 marzo i Collaboratori di Ancodis hanno voluto ricordare i 20 anni dell’istituzione dell’autonomia scolastica (8 marzo 1999) con la proposta di uno spazio unitario di riflessione sull’autonomia (che ritengono di fatto essere una perfetta incompiuta!) e sul ruolo dei Collaboratori del DS nell’attività gestionale, organizzativa e didattica in ciascuna scuola (oggi di fatto contrattualmente inesistenti).
Il Convegno, dunque, sarà l’occasione per chiedersi se il riconoscimento dei “quadri intermedi” – che ai sensi dell’art. 25 comma 5 del D. Lvo 165/2001 e dell’art. 1 comma 83 della Legge 107/2015 operano nella visione dell’autonoma Istituzione scolastica al fianco dei DS, dei docenti, dei DGSA e del personale non docente – possa considerarsi una necessaria innovazione contrattuale o rimanere un’utopia nel sistema scolastico italiano.
Sarà un momento di confronto unitario per capire se è arrivato il tempo per sostenere nelle sedi proprie quelle azioni giuridiche e contrattuali finalizzate all’istituzione delle figure quadro nella scuola italiana attraverso la determinazione di procedure di accesso, di selezione, di carriera, di formazione.
I Collaboratori dei DS ritengono che il tema non possa più essere condizionato da posizioni ideologiche arcaiche che hanno discriminato il lavoro di alto profilo che essi quotidianamente espletano in favore delle Istituzioni scolastiche in ruoli, mansioni e tempi diversi. E’ stato chiesto alle Associazioni dei DS (ANP, ANDIS, DISAL, UDIR, DIRIGENTISCUOLA), dei DSGA (ANQUAP), degli EE.LL. (Anci Sicilia piccoli comuni), alle OO.SS dei DS (CISL, CGIL, UIL), al MIUR di presentare le loro posizioni e di avanzare proposte costruttive su un tema che i Collaboratori dei DS ritengono sostanziale per le moderne Istituzioni Scolastiche.
Il coinvolgimento dell’ANCI Sicilia piccoli comuni è stato perorato poiché è nelle piccole realtà locali che le relazioni istituzionali in prima istanza vengono tenute dai Collaboratori Fiduciari di plesso che quotidianamente si adoperano in tutti i modi per consentire all’Istituzione scolastica di espletare al meglio il proprio servizio per alunni e famiglie. (by Il Presidente A.N.Co.Di.S. Palermo Prof. Rosolino Cicero)

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Papa Francesco e la “Mirabile eresia”

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

L’accusa di eresia mossa a papa Francesco da un gruppo di scribi che ha ora ripreso e aggravato la denuncia, sfrontatamente denominata “Correctio filialis”, già presentata contro di lui il 16 luglio 2017, è una cosa meravigliosa.
Per sostenere infatti l’anatema e le conseguenti dimissioni o deposizione del papa, il pamphlet riunisce in un’unica sezione alcuni passaggi dell’Esortazione “Amoris laetitia” e la citazione di “atti, parole e omissioni” di papa Francesco che, letti tutti insieme, sono una straordinaria affermazione di libertà, verità e misericordia evangeliche; moniti che anzi dovrebbero essere affissi nelle sacrestie di tutte le chiese perché predicatori celebranti e confessori vi si ispirino per trasmettere ai fedeli in omelie e parole finalmente persuasive l’anelito a seguire le vie di Dio e ad assaporarne l’amore.
Del resto non si potrebbe fare una lode più grande a un cristiano e in modo più ficcante definirne l’identità che imputarlo di eresia. È il peccato rimproverato a Gesù, fin da quando nella sinagoga di Nazaret annunziò misericordia e non vendetta di Dio e perciò già allora volevano gettarlo dalla rupe, e per questo fu poi arrestato nel Sinedrio, per aver rivelato l’universale paternità di Dio: la sua religione ne era messa a rischio, Anna e Caifa avevano tutte le ragioni per metterlo a tacere. E dopo la resurrezione, quando ancora non c’era né Chiesa né religione cristiana, di certo erano eretici per la religione del tempio Pietro e Giovanni che proprio lì annunciavano Gesù e la resurrezione dei morti, meritandosi la prigione. Ed eretico è lo Spirito Santo, che pure invochiamo come guida e maestro, ma non si sa da dove viene e dove va, e la ragione di questo andare e venire è di condurci a tutta la verità, che appunto tutta ancora non conosciamo, sicché proprio lui è il latore nel mondo dell’eresia divina; e c’è un non capire oggi, che dovrà capire domani, che perfino Pietro ha ricevuto come compito.
Invece i lillipuziani che vogliono correggere il papa, e stanno tentando di sollevargli contro la Chiesa (perché quella lettera del 30 aprile altro non è che un appello alla sedizione) credono di sapere tutto, credono di avere in mano tutto, credono di avere in pugno Dio stesso che fin lì deve andare e non oltre, deve stare nei limiti che loro stessi gli hanno assegnato, che corrispondono al loro “deposito” di cui come fondamentalisti e integristi hanno la chiave (la naftalina è già dentro); e di tutte le ricchezze del cielo e della terra e di tutte le teologie delle Chiese e dei santi sanno solo il Concilio di Trento, che nelle pezze d’appoggio per l’accusa di eresia è citato a ogni piè sospinto, 13 volte (e il Concilio Vaticano Primo, 10 volte). A leggere il corredo dei testi canonici che essi hanno allegato per definire la vera fede, che sarebbe negata nella Chiesa di oggi, ci è tornata alla mente una facezia che si raccontavano i Padri al Concilio Vaticano II, quando negli intervalli si recavano ai due bar installati dietro alle tribune, scherzosamente chiamati l’uno “Bar Jona” e l’altro “Bar Abba”. Si diceva che una mattina il cardinale Ottaviani, il gran carabiniere dell’ortodossia, prefetto del Sant’Uffizio e come tale predecessore dei cardinali Ratzinger e Müller, svegliatosi tardi saltò su un tassì chiedendo di essere portato subito al Concilio. Nel tragitto si addormentò, e quando si svegliò si accorse che il tassì viaggiava fuori Roma, in aperta campagna; allarmatissimo disse all’autista: “ma dove andiamo, le ho detto di portarmi al Concilio”. E quello rispose: “Certo, Eminenza, la sto portando al Concilio di Trento”.
Il Concilio di Trento ha segnato tutta una stagione della vita della Chiesa, controriforma, divisione dei cristiani, lotta alla modernità. Bisogna leggere “Il paradigma tridentino” dello storico Paolo Prodi per sapere quanto l’aver ristretto il sacro nei bastioni di Trento sia costato alla Chiesa e alla stessa umanità contristata nella sua gioiosa fruizione di Dio; ad ogni modo, come nella sua autobiografia ha scritto quel grande storico del Tridentino che fu Hubert Jedin, “l’epoca tridentina della storia della Chiesa è tramontata” e proprio il Vaticano II ha fatto di ciò un “patrimonio comune” e ha elaborato il “commiato da Trento”, avvertito “come il maggior ostacolo alla riunificazione dei cristiani”.
Non a caso il papa è accusato dai restauratori di oggi di indulgere alle idee di Lutero, di essere andato a celebrarlo a Lund, di aver fatto dare la comunione in san Pietro a un gruppo di luterani e di aver perfino presieduto alla sala Nervi un incontro di cattolici e protestanti usando loro la cortesia di metterci una statua del riformatore tedesco.
Ma questo svela anche qual è la vera posta in gioco, che non è il caso specifico della disciplina del matrimonio indissolubile e della comunione ai divorziati risposati, materia delle sette eresie contestate al pontefice, ma è la questione della dignità umana, la “Dignitatis Humanae” dell’ultimo Concilio, cioè la questione suprema della libertà delle persone, del primato della coscienza, dei ritmi e dei modi propri di ciascuno di obbedire ai richiami morali e alla guida di Dio, di una Chiesa che non è la padrona dei comportamenti deputata a prescrivere il dover fare dei singoli e di ogni potere, ma è l’ospedale che fascia le ferite e il pastore che guida danzando i popoli ai pascoli lussureggianti di vita, non centrale mondana dell’etica ma veicolo universale di salvezza.
Ed è veramente consolante, dopo secoli di cultura finiti nell’ateismo globale, vedere che le accuse alla Chiesa di papa Francesco sono ora quelle di non condannare eternamente nessuno, di ritenere tutti raggiungibili dalla grazia santificante, di non rinchiudere nessuno nel peccato mortale per lo stato in cui è invece che per quello che fa, di riconoscere la gradualità con cui ciascuno progredisce nella risposta all’amore di Dio e al dettato morale, di far conto del giudizio della coscienza sulla bontà degli atti sessuali, di non usare il corpo del Signore nella comunione come scettro di divisione invece che di unità, di non voler trasformare i confessionali in sale di tortura, di proclamare, insieme ai musulmani (è l’ottava, suprema eresia del papa!) che Dio stesso ama e ha pensato nella sua Sapienza i molti modi e le diverse forme in cui gli uomini si rivolgono a lui, mentre è sempre Dio a prendere l’iniziativa di venirci incontro e di giustificarci.
Ed è proprio questo ciò di cui l’umanità ha bisogno: sentirsi amata, non selezionata tra giustificati e “dannati al fuoco eterno”, ha bisogno di Chiese che capiscano il faticoso viaggiare umano tra le stazioni della libertà, che sappiano che la libertà di coscienza è stata data agli esseri umani da Dio prima ancora della libertà della grazia (Bernardo da Chiaravalle).
Noi comprendiamo che a molti uomini di potere non piaccia la libertà traboccante dalla fede al posto di una libertà centellinata e vigilata dalla legge, e non piace nemmeno ai siti web della campagna anti-Bergoglio, agli ex vaticanisti “embedded” e svezzati in un Vaticano che non c’è più e, perduto quello, persuasi a retrocedere al Sinedrio. Ma questo inno alla gioia, alla libertà, alla misericordia e al perdono che rompe la tristezza dei tempi è così prezioso che nessuna “correctio” potrà soffocare.
Nel nostro sito, nella sezione “Dice Francesco”, pubblichiamo quello che dice Francesco, e con lui altri vescovi, nella sintesi che ne fanno i suoi accusatori, i quali, proprio in tal modo, senza saperlo, ne fanno a sua gloria la più grande apologia.
Dell’assemblea di “Chiesa di tutti Chiesa dei poveri” del 6 aprile scorso pubblichiamo l’intervento di Luca Attanasio sui “minori migranti” e quello di Antonio De Lellis sul cappio del debito; dal “Foglio” di Torino pubblichiamo un commento sul papa che bacia piedi neri e musulmani. http://www.chiesadituttichiesadeipoveri.it

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JUSTLX: selección de obras de artistas latinoamericanos

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

Lisboa Jueves, 16 de mayo, 15 h – 22 h Viernes, 17 de mayo, 13 h. – 22 h. Sábado, 18 de mayo, 12 h. – 22 h. Domingo, 19 de mayo, 12h. – 18 Museu da Carris Rua 1º de Maio, n.º 101
El arte latinoamericano de HEArTBEATS desembarca en JUSTLX
La galería con sede en Ciudad de México presentará por segundo año consecutivo en Portugal una selección de obras de artistas latinoamericanos Abraham Jiménez, Paulina Jaimes, Escoto + Carrara, Anahi H. Galaviz, Horacio Quiroz, Mateo Pizarro, Taller Daroal y Guillermo García Cruz, con una propuesta muy plástica, visual y colorista que reúne distintos acercamientos al hecho artístico desde narrativas figurativas y abstractas.
En esta edición, se contará con la colaboración especial del artista multidisciplinar José Luis Serzo, considerado uno de los más reputados creadores de la actual figuración española. Serzo presentará un gabinete con una selección de piezas en las que despliega su capacidad narrativa, su singular figuración y torrente imaginativo. HEArTBEATS nace en Ciudad de México en 2017 con una apuesta clara para promover e internacionalizar a artistas visuales emergentes de México y Latinoamérica. Su propuesta artística respalda el arte sólido, en defensa de la pintura viva que a veces se cuestiona desde postulados conceptuales.
Desde su fundación, HEArTBEATS ha apostado por la participación en ferias internacionales desde la convicción de que el nuevo modelo de galería requiere pensar de manera global. Así, en 2018 participaron en la primera edición de JustLX en Lisboa y este año, hicieron su presentación en España en la X edición de JUSTMAD. JUSTLX se afianza como una cita ineludible con el arte emergente de calidad en Portugal. En esta segunda edición, se apuesta por la clara internacionalización de la feria con más de 50 expositores de diferentes países como China, Colombia, España, Francia, Perú, México, Portugal o Suecia.

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Las formas del alma

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

Beograd (Serbia) Fecha: Del 08/05/2019 al 20/06/2019 Todos los días de 9-21h. Entrada gratuita.Institut Servantes (Beograd) / Instituto Cervantes (Belgrado) – Sala de exposiciones Cika Ljubina, 19.
By Vicky Méndiz. El hilo conductor de esta original e impactante exposición, que reúne la obra de algunos de los más importantes artistas contemporáneos de España, es la espiritualidad y las diversas formas de entender y representar el alma. El proceso creativo surge de la lectura de textos de la escritora Teresa de Ávila y las conversaciones entre comisaria y artistas, lo que nutre y da vida al proyecto. «Las formas del alma» se estructura en tres partes por las que el público podrá transitar desde el estado zen, a las visiones y los rituales. La exposición, comisariada por Susana Blas, presenta obras de los siguientes artistas: Chechu Álava, María Bueno, Soledad Córdoba, Antonio F. Elvira, Santiago Lara, Mireya Martín Larumbe, Vicky Méndiz, Mapi Rivera, José Luis Serzo, Paula Noya, Yolanda Tabanera, SUSO33, Marina Vargas y Juan Zamora.

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Piper Jaffray Eastern Bank Symposium

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

Cambridge Bancorp (NASDAQ: CATC) and its subsidiary, Cambridge Trust Company, announced today that Chief Executive Officer Denis K. Sheahan, along with Chief Financial Officer Michael F. Carotenuto, will attend the 2019 Piper Jaffray Eastern Bank Symposium on Tuesday, May 14, 2019. The conference will take place in Washington, DC.Cambridge Bancorp (NASDAQ: CATC), the parent company of Cambridge Trust Company, is a Massachusetts chartered commercial bank with $2.1 billion in total assets and maintains 10 Massachusetts banking offices. The Wealth Management Division has $3.1 billion in client assets under management and administration as of March 31, 2019 and maintains offices in Massachusetts and New Hampshire.On April 17, 2019, Cambridge Trust Company completed its merger with Optima Bank & Trust Company. The combined total asset value of Cambridge Bancorp after the merger is approximately $2.6 billion. The addition of Optima’s six banking offices will bring our total full service banking office count to sixteen.

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Abeona Therapeutics Reports First Quarter 2019 Financial Results and Business Highlights

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

NEW YORK and CLEVELAND (GLOBE NEWSWIRE) — Abeona Therapeutics Inc. (Nasdaq: ABEO), a fully-integrated leader in gene and cell therapy, today announced first quarter 2019 financial results and business highlights, which will be discussed on a conference call scheduled for Tuesday, May 14 at 10:00 a.m. ET. “We’ve had a great start to 2019, with continued progress across our pipeline, including the completion of CMC work in advance of initiating our Phase 3 VITAL™ clinical trial evaluating EB-101, our gene-corrected cell therapy for patients with recessive dystrophic epidermolysis bullosa,” said João Siffert, M.D., Chief Executive Officer. “The study, which will utilize clinical material produced at our Cleveland manufacturing facility, is on track to start mid-2019 following completion of ongoing FDA review.”“We have continued to advance our lysosomal storage disease programs. Our increased efforts around patient recruitment are starting to bear fruit as we observe an uptick in patient screening for both MPS programs. In addition, we have submitted the IND for our CLN1 program.” added Dr. Siffert.First Quarter Financial Results:
Cash, cash equivalents and marketable securities as of March 31, 2019 were $68.3 million, compared to $85.0 million as of December 31, 2018. The decrease in cash of $16.7 million was driven primarily by the net cash used for operating activities of $15.1 million.
Research and development expenses for the first quarter ended March 31, 2019 were $11.7 million, compared to $8.2 million for first quarter 2018. The increase in research and development expense was primarily attributable to increased R&D headcount, related facility costs and internal manufacturing costs.
General and administrative expenses for the first quarter ended March 31, 2019 were $5.7 million, compared to $2.9 million for the first quarter 2018. The increase in general and administrative expenses was primarily attributable to increased headcount and related facility costs.
Net loss was $0.39 per share for the first quarter of 2019, compared to $0.22 per share in the same period of 2018.

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