Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Sei incidenti mortali avvenuti nel giro di un paio di giorni in Campania, Puglia e Sicilia

Posted by fidest press agency su domenica, 12 Mag 2019

Sono la conferma che il 2019 si sta rivelando un anno durissimo sul fronte degli infortuni sul lavoro. Una mattanza inaccettabile che rischia di farci arrivare a fine anno con numeri ancora più severi di quelli del recente passato: l’Italia sfora costantemente la soglia dei mille decessi l’anno, con indici che la pongono nettamente al di sopra della media europea. Morti, feriti, invalidi e nuclei familiari distrutti non possono essere il prezzo da pagare per favorire la ripresa economica o in cambio di dati migliori sul fronte dell’occupazione».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, urbanista e presidente di Sogeea SpA, azienda specializzata nella sicurezza sui luoghi di lavoro.«Il tema della sicurezza sul lavoro dovrebbe trovare spazio quotidiano nell’agenda del Paese, dal punto di vista politico, sindacale, produttivo, educativo. La sensazione, invece, è di tutt’altro segno. Se ne parla poco e quasi sempre con un tono di stanca retorica in coincidenza di ricorrenze o di eventi estremamente tragici. In questo senso, anche la riduzione dei premi assicurativi per le imprese contenuta nell’ultima Legge di bilancio non ha costituito un bel segnale.Non solo per il miliardo e mezzo di euro di tagli previsti nei prossimi tre anni, ma anche perché il provvedimento stride nettamente con l’unico messaggio che dovrebbe essere veicolato: in tema di sicurezza non si può arretrare di un millimetro. Vanno al più presto reperite le risorse necessarie per incrementare le attività ispettive e di controllo, rafforzando la repressione dei fenomeni di illegalità. Contestualmente, va avviata una campagna di informazione e formazione che coinvolga ogni settore della società e produca un vero e proprio shock culturale. Senza trascurare le scuole e i centri di aggregazione giovanile, cioè i luoghi frequentati dai lavoratori del prossimo futuro».

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