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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Archive for 13 Mag 2019

Codici: per rilanciare il turismo servono condivisione e incentivi

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 Mag 2019

L’Associazione Codici ha preso parte questa mattina all’audizione presso la Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera sul disegno di legge del Governo in materia di turismo.“Il quadro normativo che abbiamo di fronte è alquanto frastagliato – dichiara l’Avvocato di Codici Carmine Laurenzano, intervenuto in audizione – sarebbe opportuno valutare se non sia il caso di ricondurre la materia nell’ambito della competenza legislativa concorrente Stato-Regioni, attraverso una revisione dell’articolo 117 della Costituzione, considerando le implicazioni trasversali e la connessione con altre tematiche di competenza esclusiva statale. Le normative regionali potrebbero portare, come già si è verificato in passato, a sostanziali differenze tra le qualificazioni delle strutture turistiche, i loro requisiti ed i criteri di identificazione, con il rischio di indurre in confusione il consumatore/utente tra definizioni e livelli di qualità. Auspichiamo un’attività promozionale unitaria, che contrasti la frammentazione dell’offerta turistica, e la predisposizione, a livello centrale, di un quadro programmatico unitario. Il tutto – continua Laurenzano – accompagnato dalla semplificazione amministrativa per gli adempimenti burocratici, ad esempio con la creazione di strutture centralizzate sovracomunali nel caso di investimenti importanti che coinvolgono più interessi e territori, perché la frammentazione delle competenze, aggiunta a quella del territorio nazionale in piccoli o piccolissimi Enti, rischia di pregiudicare l’appetibilità di investimenti”.Un quadro normativo più chiaro, basato sulla condivisione tra gli Enti e su una burocrazia semplice e veloce. Questa, secondo Codici, è una delle strade da seguire per rilanciare il turismo, ma non l’unica. “Il turismo rappresenta circa il 12% del Pil, con circa il 15% degli occupati su base nazionale – sottolinea l’Avvocato Laurenzano – parliamo quindi di un settore importantissimo per il Paese, che per essere rilanciato necessita anche di incentivi e sgravi, anche del lavoro occasionale ed intermittente, del sostegno delle aree di crisi, del coordinamento e della programmazione unitari degli Enti preposti e dell’implementazione delle piattaforme tecnologiche che fanno da intermediazione tra domanda e offerta turistica”.

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Riflettendo ad alta voce sulle amministrative in Sicilia

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 Mag 2019

Le elezioni amministrative svolte a Caltanissetta, unico capoluogo di provincia chiamato alle urne, ci offrono l’opportunità di riflettere sui risultati alla luce di un “passato prossimo” e di un futuro a breve o a lungo termine. L’argomento di più immediato interesse è l’elezione del sindaco, con due candidati andati al ballottaggio: i “5 Stelle” e l’unione autoidentificata come “centri destra”, composta da un eccessivo coacervo di politici-politicanti.
Perché ha perso il candidato dell’aggregazione di destra?
Il candidato sindaco Giarratana ha perso due volte: la prima quando Salvini, caricato da una spasmodica arroganza, volle prendere le distanze dal centro-destra per andare al voto solingo e solitario; la seconda nella campagna elettorale per il ballottaggio, quando lo stesso Giarratana ha, pubblicamente, tacciato i candidati del Movimento 5 Stelle di essere “un branco di ubriaconi, morti di fame”. Alla tornata precedente l’assembramento di destra, con i voti della Lega, avrebbe vinto alla grande, fornendo una ragione in più per sostenere il motto berlusconiano “uniti si vince”; motto ragionevole, ma non applicabile alla odierna realtà, in quanto una “unione” per vincere deve stringersi intorno ad un progetto articolato e condiviso, e non presentandosi come una “raccolta indifferenziata” di politici-politicanti che non si sono neanche recati a votare nel secondo turno, attendendo sul greto del fiume il passaggio della barca del vincitore sulla quale saltare a piè pari.
Allora ha vinto il Movimento 5 Stelle? No!
Ha vinto l’astensionismo, grazie alle rivendicazioni personali dei candidati nelle (troppo) numerose formazioni di appoggio al centro-destra, i quali hanno preferito rimanere alla finestra in attesa delle evoluzioni. Di Maio non può cantare vittoria, magari potrà cantare, ma solo se trova un balcone dal quale esibirsi.
Velocemente su Salvini e la Lega: hanno ricevuto esattamente ciò che meritavano, il castigo degli elettori all’ arroganza del capo, il cui parlare inizia sempre con “IO”, ritenendosi il sale della terra, senza umile accettazione dei grandi limiti che lo schiacciano.
Il PD ha dato inizio ad un nuovo corso, alleandosi con Forza Italia di Berlusconi nella elezione del sindaco di Gela, vecchio sogno di Renzi, ma non certo di una larga parte dell’elettorato che si sente tradita, specialmente nella componente socialdemocratica. Ma si tratta di una alleanza formale, di comodo, priva di prospettive future, nell’ annoiata sintesi di una rivisitazione di un piatto tipico siciliano: “maccheroni alla Norma”, diventata “maccheroni alla Renzusconi”. (Rosario Amico Roxas)

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I sindacati militari per la tutela dei loro diritti si rivolgono ai componenti della Commissione Difesa della Camera

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 Mag 2019

Dopo mesi di audizioni e fasi pre-emendative, la IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati, nella stesura del testo definitivo della proposta di legge sulla sindacalizzazione militare, stabiliva i confini secondo i quali i militari avrebbero potuto godere degli stessi diritti sindacali riconosciuti ad altri lavoratori del comparto sicurezza. Per tali ragioni il SIM Carabinieri e il SIULM nei giorni scorsi hanno inviato a tutti i membri della IV Commissione Difesa una dura missiva, con toni molto aspri, con la quale sono stati sfiduciati tutti i membri della IV Commissione e le parti politiche di riferimento, se non venissero presi in considerazioni gli emendamenti alla legge segnalati dalle organizzazioni sindacali, indirizzati ad ottenere uno strumento normativo equo e strumentale alla tutela dei diritti dei lavoratori in divisa.L’invito è stato in parte recepito dal Movimento5Stelle, il quale ha presentato un emendamento che introduce la regola generale della devoluzione alla giurisdizione del giudice ordinario di tutte le controversie promosse dalle associazioni sindacali nel rapporto di impiego del militare.
Nella mattinata odierna in Commissione, durante la discussione di questo emendamento, ritenuto dai Sindacati Militari fondamentale per la tutela dei diritti sindacali dei nostri militari, si avrà prova di quali partiti vorranno ostacolare questa norma, negando così lavoratori in divisa delle tutele sindacali adeguate.Se verranno confermate le posizioni contrarie a quanto chiesto dai sindacati militari, questi sono pronti a sfiduciare l’attuale classe politica e potrebbero decidere di non dare il loro consenso ai rappresentanti politici, ritenuti colpevoli di non aver avuto il necessario coraggio per porre in essere il vero cambiamento ed evoluzione della rappresentatività dei lavoratori in divisa. (n.r. Condividiamo l’amarezza di chi crede che la politica stia prendendo delle decisioni sbagliate nei confronti dei militari che si battono per avere al loro interno una forza sindacale operativa a tutti gli effetti, ciononostante consigliamo prudenza. La politica è mediazione tra opposti interessi e il politico è il primo a dover convivere con le idee altrui e a sapersene fare una ragione. In tutto questo vi possono essere delle eccezioni ma la regola resta immutata. Non dimentichiamo che stiamo attraversando un momento difficile in cui tutte le istituzioni sono state messe in discussione con giudizi critici spesso fuori misura che minano dalle fondamenta gli stessi sistemi democratici di governo. Per quanto ci riguarda, come giornalisti, siamo sempre con tutti coloro che si battono per la tenuta e la salvaguardia dei loro diritti in specie dove è più arduo affermarli.)

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V edizione del Festival della Scienza Medica

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 Mag 2019

Si è chiuso ieri a Bologna la quinta edizione del Festival della Scienza Medica dedicata all’Intelligenza della salute. Sale colme di pubblico – compreso il maestoso Salone del Podestà di Palazzo Re Enzo – al punto che si è reso necessario per diversi appuntamenti allestire una seconda sala dotata di maxischermo per consentire a tutti di ascoltare dalla voce di premi Nobel, scienziati, medici e ricercatori da tutto il mondo le più attuali innovazioni scientifiche, in un linguaggio divulgativo che consenta a tutti di mettersi al riparo dalle false credenze e dalle fake news, che anche in ambito medico spesso la fanno da padrone.Oltre 80 gli eventi che hanno coinvolto più di centotrenta relatori, con un pubblico che ha ampiamente superato nelle quattro giornate le 55.000 presenze. Una grande soddisfazione per Fabio Roversi-Monaco, Presidente di Genus Bononiae. Musei nella Città ed ideatore dell’evento, che ha rinnovato l’appuntamento al prossimo anno: “Anche quest’anno il Festival ha attratto un pubblico enorme, fatto soprattutto di giovani, neolaureati e specializzandi, oltre a medici, ricercatori e tanti cittadini alla ricerca di informazioni affidabili. È la nostra risposta a Dottor Google e alle fake news: proporre al grande pubblico e soprattutto ai giovani contenuti scientifici della medicina con voci autorevoli, per diffondere maggiore conoscenza sulle frontiere della ricerca e per contribuire ad una corretta divulgazione”.Una necessità, quella di promuovere un’informazione medico-scientifica trasparente ed accessibile a tutti, che è anche politica, perché – come ha ribadito anche Aaron Ciechanover, Premio Nobel per la Chimica nel 2004 che ha chiuso con il suo intervento di grande successo la quinta edizione del Festival – “la scienza sta viaggiando molto più veloce dello sviluppo etico e sociale, come emerge ad esempio dalle discussioni sulla bioetica”.
Il Festival della Scienza Medica continua: appuntamento al 14 giugno con la lettura del professor Tomas Lindhal, Nobel per la Chimica nel 2015 (ore 11, Aula Magna di Santa Lucia, via Castiglione 37).L’aspettativa di vita è cresciuta di almeno trent’anni nel Ventesimo secolo. Un avanzamento straordinario, legato ai progressi della medicina e della farmacologia, che promette risultati ancora più sorprendenti, stando alle prospettive della medicina personalizzata. Da alcuni anni infatti la ricerca si è orientata verso l’obiettivo di curare ogni persona in modo individualizzato: una vera e propria rivoluzione, della quale ha parlato oggi Aaron Ciechanover, biologo israeliano, vincitore assieme ad Avram Hershko e a Irwin Rose del Premio Nobel per la Chimica nel 2004 nel corso della Lectio che chiude la quinta edizione del Festival della Scienza Medica. L’unicità genetica ed epigenetica di ciascun individuo fa sì che ci ammaliamo anche in maniera diversa: non esiste un unico cancro alla prostata o un unico diabete, e allo stesso modo non possono esistere trattamenti unici, bensì ritagliati e personalizzati con estrema precisione. Le tecnologie di sequenziamento del DNA e dell’RNA e quelle che determinano il profilo molecolare e biochimico individuale però aprono il campo, oltre che a prospettive di cura sempre più efficaci, alle problematiche legate a quello che si configura come un inedito sconfinamento nel campo della privacy. Una sorta di “genoma-leak”, come lo definisce il biologo: pensiamo infatti a cosa accade se alla variabile imprevedibile della nostra morte si sostituisce una scienza in grado di determinare esattamente, attraverso il genoma, a quali tipi di malattie siamo più propensi. Senza contare gli alti costi di questo tipo di medicina, che determinano l’impossibilità di accesso alle cure per una larga maggioranza della popolazione. Problematiche bioetiche che il professor Ciechanover ha approfondito nel suo intervento, sottolineando anche come sia necessario aumentare il sostegno alla scienza. “Gli scienziati – ha detto il Nobel – devono rivolgersi ai giovani, anche per formare una nuova generazione di ricercatori. Le sfide da affrontare con urgenza sono le malattie neurodegenerative, ma anche quelle poste dall’ambiente, dall’inquinamento e dalle risorse energetiche, per le quali serve una collaborazione internazionale”.
http://www.bolognamedicina.it

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Mostra Luigi Bartolini La fragile esistenza delle cose

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 Mag 2019

Roma Sabato 18 maggio dalle ore 18.30 Galleria Mizar Via di S. Sebastianello 16/b (Piazza di Spagna) mostra Luigi Bartolini La fragile esistenza delle cose cinquantacinque acqueforti. Luigi Bartolini è stato una figura assolutamente atipica nell’arte italiana del Novecento: scrittore, pittore, poeta, incisore e molto altro. Bartolini, Morandi, Viviani e Maccari sono stati tra l’altro gli unici italiani premiati nel secolo scorso dalla Biennale di Venezia proprio per la loro opera grafica. Bartolini è stato inoltre l’autore del romanzo “Ladri di Biciclette” che divenne uno dei più famosi film del Neorealismo sceneggiato da Cesare Zavattini per la regia di Vittorio De Sica.
La mostra presenta cinquantacinque opere scelte dalla sua vasta, caotica, meravigliosa produzione. Tra queste sono presenti in mostra alcune delle sue lastre più famose: dalla mitica “Storia del Martin Pescatore” allo “Scarabeo Ercole” al “Grillo del focolare” alla “Fragile conchiglia” al “Poeta sul ponte” ai “Fiori di campo” alle “Genziane in ombra” e molte altre a testimoniare i labili confini che (non) separano una stupenda acquaforte da una emozionante poesia. Quattro acqueforti dell’artista sono state acquistate presso di noi alcuni anni fa dal British Museum di Londra che ne conserva dodici.
Ci introduce alla mostra un illuminante scritto di Stefano Malatesta, giornalista, scrittore, collezionista e da sempre appassionato “bartolinista”.

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XIV edizione di Fiera4passi

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 Mag 2019

Treviso XIV edizione, il 17-18-19 Maggio, parco Sant’Artemio si parlerà di Economia Circolare intesa come un continuo ciclo di sviluppo positivo che preservi e valorizzi il capitale naturale, ottimizzi i rendimenti delle risorse e riduca al minimo i rischi di sistema gestendo azioni finite e flussi rinnovabili. La Fiera gode dei patrocini del Ministero dell’Ambiente, Regione Veneto, Provincia e Comune di Treviso, Camera di Commercio Treviso Belluno.
Tra i promotori anche Crédit Agricole Friuladria, Volontarinsieme – CSV Treviso, Contarina SpA, Cesare Pozzo società mutuo soccorso, RubnerHolzbau. A lanciare e approfondire il tema di quest’anno, sarà l’ex Premier e noto Docente universitario di Economia e politica industriale all’Università di Bologna, prof. Romano Prodi, che offrirà ai presenti una lectio magistralis sulle principali funzioni dell’Unione Europea e sul ruolo centrale che, da sempre, gioca per ridare eguaglianza e ridefinizione di regole efficaci all’economia e alla finanza. A una settimana dalle Elezioni Europee, l’intervento del prof. Prodi sarà l’occasione per approfondire e comprendere appieno il sistema europeo e il senso profondo di questa istituzione.
Oltre 100 gli appuntamenti in Fiera, tra dibattiti, workshop, laboratori, tra i quali citiamo Sabato 18 Maggio, dalle 10, primo TedSalon, sezione tematica del TedX Treviso, mentre alle ore 18, il confronto tra la Ministro della Difesa Elisabetta Trenta e Susi Snyder, Premio Nobel per la Pace 2017 con la campagna ICAN sul tema del disarmo nucleare.
Domenica 19, dal mattino, l’Equo-Pridededicato al commercio equo, mentre alle ore 18, Paolo Rumiz con la presentazione del suo libro “Il filo infinito” “I principi su cui si basa l’economia circolare sono gli stessi che da 14 anni cerchiamo di trasmettere in Fiera4passi” afferma Alessandro Franceschini direttore organizzatore di Fiera e Vice Presidente nazionale di Altromercato“. Ci è sembrato quindi naturale dedicare tre giorni alla divulgazione e approfondimento di questo tema attraverso ospiti di grande rilevanza, tra i quali il professor Romano Prodi, che avremo l’opportunità di ascoltare nella giornata di apertura.”Tre giornate, che si sviluppano attraverso spettacoli culturali, musica, laboratori approfondimenti e 120 espositori selezionati che porteranno in Fiera prodotti, progetti, pratiche e proposte a partire dall’ambito alimentare, passando attraverso l’abbigliamento fino alla cosmesi ma anche edilizia, architettura, finanza e turismo. Tutto all’insegna delle buone e concrete pratiche per costruire un’economia più giusta, sostenibile e capace di futuro.Fiera4passi ha da sempre cercato di creare possibili sinergie tra le pratiche di equità sociale e sostenibilità ambientale. Per questo il tema dell’Economia Circolare sarà anche esteso al coinvolgimento della società civile, dell’associazionismo, del volontariato (da qui l’allargamento del tema a “circoli e comunità”) come motori possibili di un cambio di paradigma economico che metta al centro la relazione tra cittadini e realtà produttive, istituzioni, organizzazioni del Terzo Settore.
Importante la collaborazione con la “Rete Festival” del territorio, in particolare saranno protagonisti TedX Treviso, Pensare il Presente festival filosofico, Treviso Comic Book Festival.

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Concerto “La Dolce Vita”

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 Mag 2019

Roma Mercoledì, 15 Maggio 2019, dalle ore 18.00 alle ore 20.00, nella Sala Koch di Palazzo Madama in Piazza San Luigi De’ Francesi, 9, si terrà il Concerto “La Dolce Vita – Le grandi Musiche da Film da “La Dolce Vita” di Federico Fellini a “Kill Bill” di Quentin Tarantino”, organizzato dall’Associazione Naschira su iniziativa di Barrett International Group, con il Patrocinio del Senato della Repubblica e con il contributo della Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele. Al Pianoforte e alla Direzione il M° Vince Tempera, accompagnato dall’Ensemble “Umberto Giordano” (quartetto d’Archi). L’evento, condotto da Virginia Barrett, sarà l’occasione per essere trasportati nei ricordi dei periodi più belli del Cinema Internazionale. Un tuffo nel tempo per riascoltare i brani più famosi delle grandi colonne sonore di tutti i tempi.
In programma: Temi di Nino Rota da “La Dolce Vita”, “La strada”, “8 e mezzo”, “Il Gattopardo”, “Il Padrino” e ancora di Ennio Morricone Temi da “Giù la testa”, “Metti una sera a cena” e “C’era una volta il west”. Inoltre Temi originali tratti dalle colonne sonore composte dal M° Vince Tempera tra i quali “7 Note in nero” usata da Quentin Tarantino nel suo famoso Film “Kill Bill”.Il Concerto sarà impreziosito da omaggi a Totò, Stelvio Cipriani, Luis Bacalov, Riz Ortolani e da aneddoti raccontati dal M° Vince Tempera e brevi monologhi recitati da Virginia Barrett.Interverrà il Senatore Francesco Maria Giro.
Tra gli ospiti: Dario Salvatori, Edoardo Vianello, Lino Patruno, Luca Pitteri, Martine Brochard, Francesca Rettondini, Alma Manera, Marcia Sedoc, Sara Pastore ( soprano-attrice figlia di Aichè Nana), Andrea Dezzi, membro comitato scientifico della Dolce Vita Gallery; Vito Zagarrio, regista, storico e critico cinematografico; Enrico Bernard, drammaturgo, regista e saggista; Daniele Padelletti, Presidente Circuito Storico S. Marinella Trofeo La Dolce Vita; Giovanni Pallotta, maestro orafo autore dei preziosi riconoscimenti al M° Vince Tempera e al Presidente di FCA, Conny Notarstefano (Miss World Italy 2017 e Miss Rossonera 2014) accompagnata da alcune modelle di Miss Universe Italy che indosseranno meravigliose creazioni a Tema di Lara Roggi Atelier. Il Concerto si sposterà in tour a partire dal 22 Maggio con la Prima tappa al Teatro “Umberto Giordano” di Foggia.

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Le milizie jihadiste praticano la tortura ad Afrin

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 Mag 2019

Di ritorno dal suo viaggio nel nord della Siria, Kamal Sido, referente dell’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) per il Medio Oriente, racconta di una popolazione che vive nel terrore di nuovi attacchi e aggressioni da parte dello Stato Islamico, delle milizie jihadiste alleate della Turchia e dell’esercito turco. Nonostante la critica situazione di sicurezza nella regione, Kamal Sido si è recato nel nord della Siria per verificare le condizioni di vita della popolazione kurda, cristiana, yezida e alevita. Mentre la provincia di Idlib è sotto l’attacco dell’esercito siriano sostenuto dalla Russia per eliminare le ultime sacche di milizie dell’IS e riportare il territorio sotto il controllo di Bashar al-Assad, molti ipotizzano un accordo informale tra il presidente turco Erdogan e il suo collega russo Putin secondo cui Ankara e i suoi alleati jihadisti manterrebbero, in cambio dell’offensiva siriana a Idlib, il controllo indisturbato delle regioni kurde di Afrin e Aleppo. Ancora una volta in questo gioco internazionale di potere, a pagare le conseguenze è la popolazione civile. Decine di migliaia di persone sono infatti in fuga dai nuovi e indiscriminati bombardamenti.
Le province kurdo-siriane di Afrin e Aleppo sono invece sotto il controllo e l’occupazione della Turchia e delle milizie jihadiste sue alleate, con il tacito benestare della NATO. Se prima dell’occupazione turca Afrin e Aleppo avevano accolto migliaia di profughi cristiani, yezidi e aleviti in fuga dalle milizie jihadiste, con l’occupazione turca sono riprese le persecuzioni sia delle minoranze religiose sia della popolazione kurda di fede musulmana. Le milizie jihadiste hanno espropriato case, terreni ed esercizi commerciali, hanno messo in fuga con la forza migliaia di persone e continuano gli arresti arbitrari. Pur non avendo il coraggio di parlarne apertamente, molti kurdi arrestati vengono poi torturati dalle milizie jihadiste. Un uomo, kurdo originario del villaggio di Mirka nel distretto di Mabata a nord di Afrin, ha raccontato al referente dell’APM di essere stato arrestato da una brigata di una delle tante milizie jihadiste mentre, nel marzo 2018, stava tornando a casa dopo la fine dei combattimenti militari nella regione. Durante la sua detenzione nel carcere di Qarmitlik nel distretto di Shayk al Hadid (Shiye), l’uomo racconta di essere stato legate mani e piedi per diversi giorni, essere stato picchiato selvaggiamente, torturato con l’elettroshock mentre gli venivano strappate le unghie delle dita.Lo scopo della Turchia sembra essere quello di destabilizzare le regioni controllate dai Kurdi. Da marzo 2018 la regione kurda di Afrin è occupata dalle forze turche. Da allora circa 300.000 persone sono state messe i fuga e almeno 1000 kurdi risultano detenuti. Il tutto sotto gli occhi della NATO di cui la Turchia fa parte e i governi occidentali, anche essi partner nella NATO.

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“Refice”: 10 giorni di musica dal mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 Mag 2019

Il Conservatorio “Refice” di Frosinone, diretto dal maestro Alberto Giraldi, è il secondo, in Italia, per spesa relativa alla internalizzazione: tanti, infatti, i progetti, a livello europeo e internazionale, portati avanti a beneficio di studenti e insegnanti, per promuovere l’istruzione, la formazione e l’ingresso nel mondo del lavoro. Nell’ambito delle iniziative volte alla promozione di tradizioni e linguaggi musicali provenienti da altri Paesi, si terrà la seconda settimana di “Musica dal mondo”, dal 13 al 22 maggio. Per l’occasione, l’istituto di viale Michelangelo ospiterà il prof. Cleber da Silveira Campos, docente di percussioni, e il prof. Ranilson Bezerra de Far, docente di tromba dalla Universidade Federal Do Rio Grande Do Norte, Natal, (Brasile), oltre al prof. Randall Stubbs, docente di organo, e al prof. Seth Ole Sululu, docente di percussioni dalla Tumaini University Makumira, Usa River (Tanzania). Il ricchissimo programma della manifestazione – che prevede masterclass di percussioni, batteria, tromba e organo, laboratori e concerti – è pensato per coinvolgere un pubblico composito, non solo di studenti e docenti, appassionati sia del settore classico sia di quello jazz e pop. L’evento di apertura si terrà lunedì 13 alle 14 in sala Paris e vedrà protagonista il racconto delle due culture musicali, brasiliana e tanzaniana. Sono previsti, inoltre, due workshop di percussioni per non-percussionisti, aperti a tutti: i due docenti lavoreranno con la body percussion. In particolare, saranno utilizzate musiche dei Masai, che usano proprio questa tecnica. L’evento di chiusura, mercoledì 22 maggio a partire dalle 19, si terrà in sala Paris e vedrà sul palco Stefano Pagni al basso, Filiberto Palermini al sassofono, il direttore Alberto Giraldi al pianoforte e Cleber da Silveira Campos alla batteria. Info su http://www.conservatorio-frosinone.it/international.aspx

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Global compact su migranti e rifugiati:il contributo della Chiesa

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 Mag 2019

Roma 15 maggio 2019 ore 17,00. L’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum Via degli Aldobrandeschi 190 promuove l’evento Global compact su migranti e rifuciati il contributo della Chiesa.L’Ateneo, particolare attraverso l’istituto di bioetica e la cattedra UNESCO di Bioetica e Diritti Umani, è da sempre impegnato nella ricerca accademica e nel confronto per promuovere una cultura dell’accoglienza e della comprensione. L’evento intende proporre spunti di riflessione partendo da contributi filosofici, bioetici e sociali.
“Le migrazioni non sono un fatto emergenziale,ma epocale – afferma Mons. Guerino d Tora, Presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione Cei sulle Migrazioni e ospite del Global compact – che cambierà la geopolitica mondiale. Pertanto si manifesta chiara la necessità e l’opportunità di affrontare queste tematiche dal punto di vista culturale e non solo assistenziale; cosa che si sta già facendo perché tale tema è al centro di iniziative cinematografiche, filosofiche, artistiche; è quindi importante discuterne anche a livello accademico. Questa problematica rischia di diventare un punto di contraddizione, di divisione e di contrapposizioni, perdendo così la possibilità di cogliere l’opportunità geopolitica di disegnare un mondo nuovo. Le migrazioni non sono, come qualcuno vuole farci credere, la fine dei tempi, ma l’inizio di un mondo nuovo, ecco perché vogliamo esaminarlo da diversi punti di vista, da quello della Chiesa italiana, da quello sociologico, dalle connessioni di più popolazioni portare ad un mndo nuovo”.Tra i contributi autorevoli: Don Francesco Soddu, Direttore della Caritas Italiana, Don Pierpaolo Felicolo, Direttore Ufficio Pastorale delle Migrazioni, Vicariato di Roma, P. Fabio Baggio, Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale.L’evento è a partecipazione gratuita.

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“In Italy Festival 2019. Culture del cibo e dell’ospitalità”

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 Mag 2019

Perugia Dal 15 al 17 maggio a palazzo Gallenga. Si chiama “In Italy Festival 2019. Culture del cibo e dell’ospitalità”, l’evento presentato alla stampa a palazzo Gallenga dell’Università per Stranieri di Perugia, dalla prof.ssa Giuliana Grego Bolli, rettrice dell’Ateneo internazionale insieme al prof. Giovanni Capecchi, presidente del corso di laurea in Made in Italy, cibo e ospitalità (MICO), Mauro Cesaretti della Fondazione Cassa di Risparmio Perugia; Maurizio Beccafichi, nella doppia veste di rappresentante di Confcommercio Umbria e dell’Università dei Sapori; e Diego Furia, direttore regionale della Coldiretti Umbria. Si tratta della prima edizione di una tre giorni, a palazzo Gallenga dal 15 al 17 maggio, dedicata alle culture del cibo e dell’ospitalità. Una kermesse ricca e variegata di appuntamenti, tra lezioni, tavole rotonde, cooking show, presentazioni di libri, proiezioni di film, laboratori, workshop. “Questo festival – ha detto la rettrice Giuliana Grego Bolli – rappresenta una sinergia importante fra istituzioni che si occupano di formazione e il territorio con un obiettivo di una promozione reciproca. L’Umbria ha la fortuna di avere molte realtà vocate all’alta promozione che deve trovare con queste istituzioni, uno strumento di sviluppo che non è solo culturale, ma anche sociale ed economico. Credo che la Stranieri – ha aggiunto la rettrice – abbia da sempre svolto una funzione importante in questo cento anni di nostra storia che festeggeremo nel 2021. Questo palazzo per due giorni intensi sarà un luogo di incontro e di confronto, che conferma il ruolo che la Stranieri ha sempre avuto e vuole continuare ad avere: un Ateneo internazionale aperto all’approfondimento culturale e al dialogo”.Per Mauro Cesaretti della Fondazione della Fondazione Cassa di Risparmio Perugia si tratta “di un progetto condiviso da molte realtà non solo umbre ma anche su scala nazionale. La Fondazione non ha voluto far mancare il proprio sostegno a questo nuovo progetto della Stranieri. Siamo di fronte ad un esempio di sperimentazione e innovazione didattica che coniugando innovazione e tradizione cultura scientifica e cultura umanistica avesse tutte le caratteristiche per offrire il bagaglio formativo trasversale necessario per formare professionisti in grado di promuovere e valorizzare uno dei settori trainanti dell’economia italiana”.
Un progetto dalla duplice valenza secondo Diego Furia, direttore regionale della Coldiretti Umbria: “perché da una parte può formare professionisti che possono portare il vero Made in Italy nel mondo – ha affermato – e dall’altra formare e promuovere figure per diffonderlo nel nostro territorio. La nostra presenza in questo festival è significativa perché porta alla ribalta quello il made in Italy rappresenta come vetrina da diffondere e custodire”.
Maurizio Beccafichi, in veste di rappresentante di Confcommercio Umbria e dell’Università dei Sapori, ha ribadito l’importanza della condivisione fra realtà culturali innovative che promuovono idee brillanti e che le trasformano in concrete opportunità per gli studenti.
Il festival, in partnership con Coldiretti Umbria, Confcommercio Umbria e Università dei Sapori, è realizzato grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.
L’Università per Stranieri di Perugia ha istituito un nuovo corso di laurea triennale su “Made in Italy, cibo e ospitalità” (MICO). Il corso, che è iniziato il 1° ottobre 2018, unisce due classi di laurea (Scienze del turismo e Scienze culture e politiche della gastronomia) ed è incentrato sul Made in Italy, con particolare attenzione a cibo, turismo e ospitalità. L’Università per Stranieri, che è nata per diffondere la lingua e la cultura italiana nel mondo, ha così aggiunto un nuovo tassello alla sua missione: quello di conoscere e raccontare l’Italia attraverso i suoi prodotti, il suo paesaggio, le sue eccellenze enogastronomiche. Strettamente collegato al corso MICO, nato in partnership con Coldiretti Umbria, Confcommercio per l’Italia e Università dei Sapori, è il progetto IN-ITALY: un festival dedicato alle culture del Made in Italy, del cibo e dell’ospitalità, con cadenza annuale, aperto a tutti e gratuito, realizzato grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Tra gli eventi da non perdere si segnala quello di giovedì 16 maggio, alle 21.30, alla Sala Raffaello delll’ hotel Brufani, sul cibo e altre storie, un incontro con Simonetta Agnello Hornby; e quelli di Palazzo Gallenga di venerdi 17 maggio, (sala Goldoni, ore 16.30) con Allen J. Grieco, professore emerito dell’Harvard University Center of Italian Renaissance Studies – Villa I Tatti, (aula magna, ore 17.30); la “Storia dei sentimenti umani”, un incontro con Oscar Farinetti, fondatore di Eataly.

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Mostra Artigianato e Palazzo: 25° edizione Memorie di Russia

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 Mag 2019

Firenze dal 16 al 19 Maggio a Palazzo Corsini la Fondazione Romualdo del Bianco, in occasione dei 20 anni di rapporti e scambi culturali con la Russia, ha ideato numerose iniziative “a tema” per celebrare questo importante anniversario. Nell’ambito dell’evento, che vedrà in passerella 150 mestieri presentati da 700 espositori e la campagna volta al recupero e alla conservazione di alcune straordinarie opere d’arte, testimoni del legame culturale tra Firenze e la comunità russa, il Movimento Life Beyond Tourism ha previsto la distribuzione eccezionale della ristampa del volume “Russaskja Florencija”.
Nell’ambito della manifestazione, il 17 Maggio alle 11.30 è prevista anche la Tavola Rotonda “Quando a Firenze si parlava il russo: società, arti e cultura” con interventi sul tema “Il Patrimonio Costruttore di Pace: dal 1991 l’attività della Fondazione Romualdo Del Bianco per il dialogo tra culture”, che verrà presentato dal suo Presidente Paolo del Bianco, e “Ricerca e Formazione Life Beyond Tourism” da Corinna Del Bianco, Direttore area Didattica e Formativa dell’Istituto Life Beyond Tourism.
L’evento, nato 25 anni fa da un’idea di Neri Torrigiani e promosso dalla principessa Giorgiana Corsini principalmente per rivalutare la figura dell’artigianato e del suo lavoro, sposa perfettamente le ideologie del Movimento Life Beyond Tourism, che da sempre sostiene iniziative che valorizzino l’artigianato considerandolo alta espressione di qualità e di tecnica, elemento fondamentale della tradizione.Il recente protocollo d’intesa tra la Fondazione Romualdo del Bianco e Confartigianato Firenze, l’iniziativa gratuita del Vo per Botteghe offerta agli ospiti degli hotel del Centro Congressi al Duomo per andare alla scoperta delle storiche botteghe artigiane fiorentine e le mostre di artigianato allestite al centro polivalente ICLAB, sono solo alcuni esempi delle iniziative portate avanti dal Movimento Life Beyond Tourism, con l’obiettivo di valorizzare gli antichi mestieri e promuovere un turismo esperienziale alla ricerca delle antiche tradizioni e della ricchezza del “fatto a mano”.
A completamento delle attività lanciate dal Movimento Life Beyond Tourism per l’anniversario dell’inizio delle relazioni con il mondo russo, il prossimo 15 Maggio, durante i ricorrenti incontri conviviali interculturali dei “Mercoledì al Caffè”, verrà anche inaugurata la Mostra Fotografica “Russkaja Florencija – La Firenze dei Russi” allestita a Palazzo Coppini presso la Sala Rovenko, visitabile dal pubblico fino al 24 Maggio dal lunedì al venerdì in orario 10/17. Un itinerario alla scoperta delle presenze russe nella città di Firenze, che con le sue opere d’arte, i suoi edifici, la cultura dei suoi abitanti e la natura circostante, ha sempre avuto un potere di attrazione anche per il popolo russo. Dostoevskij, Tchaikovskij, la famiglia Demidoff, la chiesa russa ortodossa: sono queste le tappe fondamentali dell’itinerario attraverso cui ci guidano le fotografie della mostra che ha viaggiato tra San Pietroburgo, Mosca e Firenze e ha già riscontrato grande interesse e successo. Anche in questo contesto si potrà apprezzare e ricevere una copia della ristampa del libro “Russaskja Florencija. La Firenze dei Russi”.
https://www.lifebeyondtourism.org/it/

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Mostra fotografica: La Firenze dei russi

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 Mag 2019

Firenze Mercoledì 15 Maggio 2019 ore 17:00 Palazzo Coppini Via del Giglio, 10, Mostra fotografica: La Firenze dei russi di Massimo Agus con la partecipazione dell’autore e la presentazione di Lucia Tonini.
La mostra “Russkaja Florentsija – La Firenze dei Russi” è un itinerario nella città e nei dintorni di Firenze alla ricerca delle tracce delle presenze russe nella città: degli artisti, degli intellettuali, dei viaggiatori, dei mecenati, sia quelli passati per poco tempo a Firenze, sia quelli che la elessero a loro residenza per lunghi periodi.
Le tracce seguite non sono solo quelle materiali fatte di luoghi, targhe, tombe, monumenti, palazzi, ma sono anche quelle frutto di suggestioni poetiche, scritte o dipinte, che vengono interpretate fotograficamente ed rivisitate inserendole nella città di oggi.
Firenze nella sua vocazione internazionale ha da sempre accolto visitatori o residenti provenienti da altri paesi, che di volta in volta l’hanno amata, ammirata, odiata, ma mai restandone indifferenti. Con le sue opere d’arte, gli edifici, la natura circostante, la cultura dei suoi abitanti, Firenze ha sempre avuto un potere di attrazione anche per i russi, che dopo le prime visite meravigliate del quattrocento, l’hanno eletta a meta obbligata dei loro soggiorni nell’Europa occidentale.Dostoevskij, Tchaikovskij, Brodskij, Tarkovskij, la famiglia Demidoff, la chiesa russa ortodossa, i cimiteri per stranieri, sono queste le tappe dell’itinerario attraverso cui ci guidano le fotografie di Massimo Agus, affiancato nelle ricerche storiche da Michail Talalay e Lucia Tonini che hanno curato la parte storica della mostra.
La mostra viene in questa occasione aperta al pubblico dal Museo Fondazione Del Bianco in occasione dei 20 anni di rapporti e scambi culturali con la Russia.La mostra nel tempo ha viaggiato molto e ha avuto un importante successo: è stata portata nel 1999 a San Pietroburgo al Museo Dostoievskij, nel 2000 a Firenze nella Sala Ferri di Palazzo Strozzi, nel 2011 a Firenze nel Cortile di Michelozzo di Palazzo Medici Riccardi e poi a Mosca nel Museo Storico di Mosca e quindi viene riaperta nel 2019 a Firenze nel Museo Fondazione Del Bianco.In questa occasione la Fondazione ha anche ristampato una piccola tiratura del libro che, nel 1999, venne curato da Lucia Tonini e Maurizio Bossi e lo ha omaggiato ai partecipanti di Artigianato e Palazzo, evento patrocinato dal Movimento Life Beyond Tourism.

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Bruxelles celebra il Rinascimento con Bruegel e il Festival di Carlo V

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 Mag 2019

Se Firenze è conosciuta in tutto il mondo per essere la culla del Rinascimento, molti storiografi e critici d’arte concordano nel riservare al Belgio – e a Bruxelles in particolare – un ruolo decisamente rilevante nella storia del movimento a livello europeo. Il riferimento è alla scuola dei Primitivi Fiamminghi, una delle correnti più importanti nel panorama delle arti figurative del XV secolo, che viene spesso considerata parallela al Rinascimento italiano.“Il volto storico e rinascimentale di Bruxelles è una scoperta inattesa – dichiara Ursula Jone Gandini, direttore Italia Ufficio del Turismo di Bruxelles – e testimonia un’epoca ricca e gloriosa che influenzò anche la produzione artistica della città, definendo uno stile del tutto particolare, che ebbe in Bruegel uno dei suoi esponenti più importanti”.
Dal 1515 al 1555, infatti, Bruxelles fu la residenza ufficiale di Carlo V, che si stabilì nel Palazzo del Coudenberg (i cui resti sono ancora visitabili), trasformando la città nell’epicentro politico-economico del Vecchio Continente. Nominato re di Spagna nel 1516 e, solo 3 anni più tardi, imperatore del Sacro Romano Impero, Carlo V governava un regno nel quale “non tramontava mai il sole”, che si estendeva fino alle terre del Nuovo Mondo, scoperte pochi anni prima da Colombo.Per ripercorrere le tappe essenziali del rinascimento belga Bruxelles ospita fino a settembre il Festival di Carlo V. Tra esposizioni a tema, concerti, dibattiti, spettacoli teatrali, rievocazioni storiche e attività dedicate alle famiglie, il programma del Festival di Carlo V comprende anche una serie di percorsi tematici, sviluppati da Visit Brussels per permettere a tutti i visitatori della città di entrare in contatto con la sua anima storica.“Carlo V e l’Età dell’Oro di Bruxelles”, ad esempio, è un itinerario che parte dalla Piazza Reale nel quartiere di Sablon e prosegue alla volta della Grand Place, per ammirare chiese, palazzi, statue e fontane che ricordano le gesta di Carlo V. In alternativa, si può optare per “Bruxelles ai tempi di Erasmo”, tour focalizzato sugli usi e i costumi della popolazione raccontati dall’umanista rinascimentale, che ha soggiornato in città nel 1521. La visita guidata parte dalla piazza Petit Sablon e arriva fino al giardino della casa di Erasmo che conserva ancora oggi alcuni resti archeologici del castello di Anderlecht, abbinati poeticamente a diverse installazioni di artisti contemporanei.
Nel corso del Festival di Carlo V trovano ampio spazio anche gli eventi dedicati a Pieter Bruegel il Vecchio, il più grande pittore che la storia fiamminga abbia mai conosciuto: un’opportunità straordinaria per scoprire i capolavori dell’Artista che ha legato in maniera indissolubile la propria vita a Bruxelles, trascorrendo in città gli ultimi anni della sua breve esistenza, dal matrimonio con Mayeken Coecke (figlia del suo maestro Pieter Coecke) nel 1563, fino alla morte nel 1569.In occasione del 450° anniversario dalla morte, che sarà celebrato il 5 settembre, Visit Brussels, in collaborazione con la collettiva Farm Prod, ha inaugurato una serie murales che compongono un vero e proprio “street art trail” a tema. Si parte con rue Haute, vicino a Porte de Halle, con un’opera dell’artista francese Lazoo, ispirata alla celebre “Danza Nuziale” del 1566, olio su tela attualmente conservato al Detroit Institute of Arts. Da metà giugno in poi, inoltre, vedranno la luce altri undici affreschi, dipinti da artisti che fanno parte della collettiva, che prendono spunto dai lavori svolti dal pittore fiammingo: un’opportunità per scoprire Bruegel sotto un’altra luce.Murales a parte, Bruxelles è ricchissima di testimonianze dell’Artista: dalla tomba, custodita nella chiesa di Notre-Dame de la Chapelle, al Museo Reale delle Belle Arti, che custodisce la seconda collezione al mondo delle sue rare e preziosissime opere, tra cui la Caduta degli Angeli Ribelli del 1562, il Paesaggio Invernale con Pattinatori e Trappola per Uccelli del 1565, il Censimento di Betlemme del 1566 e l’Adorazione dei Magi, datato 1564. Bruegel fu uno dei primi artisti del periodo rinascimentale belga ad abbandonare le icone religiose e i soggetti storici per rappresentare la quotidianità, cogliendo perfettamente quella “joie de vivre” tipica di Bruxelles e dei suoi cittadini. Buona parte dei suoi lavori, infatti, rappresentano le attività quotidiane dei contadini, danze popolari, feste e attività all’aperto nei mesi invernali.

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Gli oncologi italiani sono impegnati in prima linea sul fronte del conflitto di interessi

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 Mag 2019

Ragusa. Tema sensibile, che può interessare l’attività clinica quotidiana, la formazione, la produzione di linee guida fino alle campagne di informazione e alla ricerca. Il conflitto di interessi, prima che un comportamento, rappresenta una “condizione, nella quale il giudizio professionale riguardante un interesse primario (la salute di un paziente o la veridicità dei risultati di una ricerca o l’imparzialità nella presentazione di un’informazione) tende a essere indebitamente influenzato da un interesse secondario (ad esempio un guadagno economico o un vantaggio di carriera)”. L’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), a tutela della trasparenza di ogni sua iniziativa, ha adottato un “Regolamento per dichiarazione e regolamentazione degli eventuali conflitti di interessi”, proprio per tutelare l’imparzialità di ogni sua iniziativa. E al “Conflitto di interessi” AIOM e Fondazione AIOM dedicano l’VIII edizione delle “Giornate dell’etica in oncologia”, che si apre oggi a Ragusa.
“L’alta qualità dell’oncologia italiana è in grado di attrarre investimenti da parte dell’industria e rappresenta una leva importante dello sviluppo scientifico, economico e sociale – spiega Stefania Gori, Presidente Nazionale AIOM -. Ricerca, assistenza e formazione devono essere tutelate e sostenute, grazie a un nuovo modello virtuoso basato sulla confluenza dei reciproci interessi fra pubblico e privato”.
“Un modello virtuoso di partnership pubblico-privato – sottolinea Giordano Beretta, Presidente eletto AIOM – favorisce anche l’innovazione e si traduce in un miglioramento della salute dei cittadini e della qualità di vita dei pazienti e della sostenibilità del sistema sanitario. È necessario quindi promuovere l’educazione ad un comportamento etico anche in ambito professionale, assistenziale e scientifico”.
“Attenzione particolare va posta al ‘conflitto di interessi e associazioni pazienti’ – sottolinea Fabrizio Nicolis, Presidente Fondazione AIOM -. La mancanza di conoscenza e di informazioni specifiche, ad esempio, può far sì che le associazioni di pazienti oncologici diventino veicolo di interesse non dei pazienti ma di altri soggetti ad esse collegati. È importante quindi che i pazienti siano sempre più ‘informati’ e ‘formati’: è questo uno degli obiettivi prioritari di Fondazione AIOM. È fondamentale inoltre che le singole associazioni abbiano sempre maggior percezione dei possibili fattori di rischio correlati alle interazioni con i diversi attori con i quali devono interagire: industrie del farmaco o di tecnologie biomedicali e medici specialisti, ad esempio”.
In Italia sta aumentando il numero degli studi clinici in oncologia: nel 2017 sono stati 238 (42,2% del totale), nel 2016 erano 235 (35,6%). Rispetto al totale delle sperimentazioni l’incremento in un anno è stato del 6%. Non solo. Nel 2017, i lavori scientifici italiani in ambito oncologico pubblicati su riviste mediche indexate sono stati oggetto di 3.009 citazioni da parte di altri autori, ponendo il nostro Paese al primo posto in Europa in questa classifica, davanti a Germania (3.008), Regno Unito (2.656), Francia (2.471) e Olanda (1.457), tutte nazioni con solidissime tradizioni di eccellenza nella ricerca biomedica.
“Il dato diventa ancora più importante se si pensa che il nostro Paese investe solo l’1,3% in ricerca e sviluppo, collocandosi al dodicesimo posto tra i 28 dell’Unione Europea – afferma Roberto Bordonaro – Segretario Nazionale AIOM-. È quindi importante che esista una attenzione particolare sul conflitto di interessi tra sperimentatori e aziende del farmaco”.
L’interesse primario di una società scientifica come AIOM è la tutela della salute pubblica, attraverso redazione di Linee Guida e raccomandazioni, pubblicazioni su riviste scientifiche, eventi formativi per i professionisti, sostegno alla ricerca. “Proprio l’elaborazione di Linee Guida, uno degli obiettivi prioritari di AIOM, necessita di una particolare attenzione al conflitto di interesse – afferma Saverio Cinieri, Tesoriere Nazionale AIOM -. E l’associazione garantisce l’indipendenza nella stesura di Linee Guida grazie a Regole comportamentali che da molti anni segue”.
L’oncologia è l’area terapeutica in cui si concentrano i maggiori investimenti. Tutte le terapie antitumorali (chemioterapia, ormonoterapia, terapie a bersaglio molecolare, immunoterapia) utilizzate oggi per la cura dei tumori sono infatti il risultato di ricerche e studi precedenti. Ma anche i progressi tecnologici in ambito diagnostico (radiologia, anatomia-patologica, biologia molecolare) e terapeutico (chirurgia e radioterapia) sono il risultato della ricerca.
“Ed è grazie alla ricerca di laboratorio e clinica che abbiamo ottenuto quei progressi che si sono tradotti nell’aumento della sopravvivenza dei malati e nel continuo incremento del numero delle persone vive dopo una diagnosi di cancro, quasi 3 milioni e quattrocentomila in Italia – conclude il presidente Gori -. Il supporto economico da parte dell’industria, che rappresenta una fonte di finanziamento per queste attività, non ne compromette l’indipendenza, purché sia delimitato e trasparente. È fondamentale che esistano delle regole precise che governino il conflitto di interessi: proprio per questo il convegno di Ragusa si concluderà con le ‘Regole di trasparenza’ in oncologia”.

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Scuola:Quei numeri che non tornano sulle assunzioni di dirigenti, docenti, Ata e Dsga

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 Mag 2019

Sarebbero più di 80 mila quelle avviate dal ministro Marco Brussetti, ma per il presidente Marcello Pacifico del sindacato autonomo Anief – non invitato dal Miur al tavolo sul precariato, nonostante abbia vinto le ultime elezioni RSU raggiungendo la rappresentatività – i posti potrebbero essere il doppio se soltanto si adeguasse l’organico di fatto all’organico di diritto, mentre più di 50 mila cattedre sono andate vacanti durante le immissioni in ruolo degli ultimi due anni per via della mancata riapertura delle GaE, che tiene fuori dal reclutamento i precari storici. “Concorsi, assunzioni e sicurezza a scuola certificata” sono i provvedimenti sui quali il Governo sta lavorando e i cui risultati “arriveranno a breve”: a dirlo, al Giornale di Como, durante una visita negli istituti di Cantù e Mariano, è stato il ministro dell’Istruzione, tornando quindi a confermare l’intenzione del dicastero di Viale Trastevere di investire nel nuovo reclutamento, attraverso l’indizione di nuove procedure concorsuali. Marcello Pacifico (Anief) risponde a caldo: è vanagloria pensare che l’intesa prodotta alla vigilia del 25 aprile a Palazzo Chigi, con un’apertura ai concorsi riservati, selettivi e un numero di posti ridotto rispetto alle necessità effettive, possa risolvere il problema del precariato e degli oltre 120 mila posti andati a supplenza quest’anno e destinati ad aumentare ulteriormente. Servono procedure straordinarie, come l’inserimento annuale nelle ex graduatorie permanenti di tutti i docenti abilitati, l’avvio del vero doppio canale e l’organizzazione di snelli e gratuiti corsi abilitanti per i docenti con oltre 36 mesi di servizio svolto, l’adeguamento dell’organico di fatto a quello di diritto. Per amministrativi, tecnici e collaboratori occorre invece un piano di assunzioni straordinario, come quello adottato per i lavoratori socialmente utili, oltre che l’avvio dei passaggi professionali verticali previsto dalla legge; mentre per i Dsga, la selezione, giunta dopo 20 anni, ha ignorato gli assistenti facenti funzione, chiamati a svolgere una inutile prova preselettiva, a giugno, al pari di altri 100 mila candidati dopo anni di onorato servizio. A che punto sono i concorsi pubblici nella scuola? A seguito delle dichiarazioni del ministro dell’Istruzione, a fare il punto della situazione, riepilogando le procedure concorsuali previste o in corso di svolgimento, è stata Orizzonte Scuola: la rivista specializzata ha ricordato che è intenzione del Miur attivare un “concorsone” per la scuola secondaria con 48.536 posti, di cui 8.491 sul sostegno (tanti ne sono stati chiesti al Ministero dell’Economia e delle Finanze) da distribuire tra i partecipanti con titolo (non figurerà più l’abilitazione all’insegnamento tra i titoli di accesso); poi c’è il concorso ordinario per i maestri della scuola dell’infanzia e primaria, il cui decreto è già stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, con 16.000 posti in palio.

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Scuola: Docenti precari, è boom 150 mila il prossimo anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 Mag 2019

Il sindacato autonomo invitaa ripristinare e aggiornare annualmente le graduatorie permanenti per tutto il personale abilitato e ad organizzare GRATUITI corsi abilitanti di 50 ore, presso gli ex provveditorati per i docenti con 36 mesi di servizio, perché possano essere assunti in ruolo al di là dei nuovi concorsi riservati, e per il personale già di ruolo. Basta trattare i docenti in maniera diversa in base alla procedura o all’anno di assunzione “Bisogna stabilizzare anche gli Ata precari e non soltanto i lavoratori utilizzati dalle cooperative, riattivare i passaggi verticali professionali per quelli di ruolo e assumere i Dsga facenti funzione, senza dimenticare il personale educativo. Tutto questo presuppone una nuova politica sugli organici a partire da quello di sostegno dove l’organico di diritto deve essere rivisito alla luce dei posti in organico di fatto, vacanti e disponibili, comunque legati a reali esigenze”, afferma il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico. L’introduzione di un nuovo PAS o di un nuovo concorso riservato non risolverà un bel niente se non si attueranno queste minime soluzioni. Continuando così, il prossimo anno scolastico si supererà lo stesso la quota record delle 200 mila supplenze annuali.

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I sindacati della dirigenza s’incontrano a Palermo in un convegno sul middle management nella scuola italiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 Mag 2019

Palermo 24 maggio 2019 dalle ore 8 alle 14 presso l’Aula Magna dell’IC A. UGO Via E. Arculeo, 39. Anche Udir ha risposto all’invito dell’Associazione Nazionale Collaboratori Dirigenti Scolastici e presenterà la sua proposta su un tema così cruciale come valorizzare il ruolo dei collaboratori dei dirigenti scolastici, per migliorare la scuola dell’autonomia. Come riporta la rivista specializzata Orizzonte Scuola, “il convegno sarà l’occasione per chiedersi se il riconoscimento dei “quadri intermedi” – che ai sensi dell’art. 25 comma 5 delD.lgs. 165/2001 e dell’art. 1 comma 83 della Legge 107/2015 operano nella visione dell’autonoma Istituzione scolastica al fianco dei dirigenti scolastici, dei docenti, dei DGSA e del personale non docente – possa considerarsi una necessaria innovazione contrattuale o rimanere un’utopia nel sistema scolastico italiano”, oltre a essere un importante “momento di confronto unitario per capire se è arrivato il tempo per sostenere nelle sedi proprie quelle azioni giuridiche e contrattuali finalizzate all’istituzione delle figure quadro nella scuola italiana attraverso la determinazione di procedure di accesso, di selezione, di carriera, di formazione”. Tante le varie sigle della dirigenza scolastica, prenderà la parola anche la giovane Udir, nella persona del suo presidente nazionale, Marcello Pacifico, che affronterà il cuore del tema nella relazione su “Come riconoscere il middle management nel Ccnl 2019/21”, perché possa avviarsi anche per via contrattuale il pieno riconoscimento della vice-dirigenza e del lavoro svolto dai tanti collaboratori del preside e si possa superare l’attuale impasse dovuto anche alla spending review. Presente anche l’ANCI Sicilia piccoli Comuni, “poiché è nelle piccole realtà locali che le relazioni istituzionali in prima istanza vengono tenute dai Collaboratori Fiduciari di plesso che quotidianamente si adoperano in tutti i modi per consentire all’Istituzione scolastica di espletare al meglio il proprio servizio per alunni e famiglie”, dopo il processo di dimensionamento delle scuole autonome che ha falciato negli ultimi dieci anni un quarto delle sedi di presidenza. Prenderà parte anche il Miur con un rappresentante del ministro Bussetti.

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Noduli tiroidei, follow-up long-term post-iniziale negatività bioptica. Servono davvero altre biopsie?

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 Mag 2019

Storicamente, per i noduli tiroidei caratterizzati come benigni segue un follow-up a tempo indeterminato, spesso con molteplici biopsie successive in base alla crescita nodulare. Le evidenze attuali, derivate da popolazioni-campione, suggeriscono che il tasso di neoplasie maligne nell’ambito di noduli tiroidei benigni dopo un follow-up di lungo termine è basso. Un recente studio – pubblicato come “Research Letter” su “JAMA Otorinolaringology – Head and Neck Surgery” – ha rivalutato la problematica, utilizzando i dati di un’intera popolazione per stabilire il rischio di ricevere la diagnosi di cancro della tiroide nel corso di un follow-up a lungo termine in individui con risultati bioptici tiroidei benigni.
A tale scopo un gruppo di ricercatori, guidati da Jesse D. Pasternak, dell’Università di Toronto (Ontario, Canada) ha effettuato un’analisi di dati tratti dal database amministrativo sanitario completo dell’Ontario. Sono state identificate tutte le biopsie della tiroide effettuate dal 1° gennaio 1991 al 31 dicembre 2010 e collegate all’Ontario Cancer Registry fino al 31 dicembre 2014 per determinare il numero di casi di cancro tiroideo differenziato con un follow-up fino a 24 anni. Durante il periodo dello studio, sono stati sottoposti ad almeno una biopsia tiroidea 146014 individui. Dei pazienti con un nodulo benigno, l’età media (SD) alla biopsia era di 52.2 (13.4) anni, l’81.2% erano donne e il 18.8% uomini. Durante il periodo dello studio, il numero di biopsie effettuate, tutte inizialmente risultate benigne, è aumentato da 2280 all’anno nel 1991 (22.1 per 1000000 abitanti) a 12074 all’anno nel 2010 (91.5 per 100000 abitanti). Nel periodo di follow-up, 6354 di questi soggetti hanno ricevuto una diagnosi di cancro tiroideo (396 per 100000 persone-anno). «Il rischio cumulativo di ricevere una diagnosi di cancro tiroideo nel corso del follow-up era del 4.6% dopo 10 anni e del 7.5% dopo 24 anni» riportano Pasternak e colleghi.«In modo coerente con la letteratura, l’effettuazione di biopsie tiroidee seguite a un follow-up a lungo termine è aumentata di 4.1 volte tra il 1991 e il 2010» scrivono i ricercatori. Invece, «il rischio di neoplasia maligna dopo risultati di benignità di una biopsia indice nella nostra popolazione è risultato più elevato rispetto alla letteratura recente che mostra tassi tra lo 0.3% e il 2.4% dopo meno di 10 anni di follow-up». Ciò in parte può essere dovuto al fatto che la definizione di “citologia benigna” nell’Ontario è stata variabile, fino all’adozione della classificazione Bethesda. La differente lunghezza dei periodi di follow-up, aggiungono Pasternak e colleghi, può inoltre avere determinato una maggiore rilevazione di trasformazione maligna ritardata, non colta nei dati riferiti a follow-up più brevi. In ogni caso, il maggiore punto di forza dell’analisi, secondo gli autori, risiede nell’accuratezza e completezza dei dati sanitari amministrativi del database dell’Ontario, che rende lo studio meno suscettibile a bias di selezione o fattori confondenti che possono invece avere influito su altri studi. Nel parere degli stessi autori, i limiti dello studio sono la mancanza di alcune informazioni cliniche specifiche come l’ecografia o test patologici. Inoltre, cambiamenti nel tempo nella gestione del campione prelevato e dei relativi criteri diagnostici possono avere influito a ridurre il tasso di carcinomi a causa del maggior numero di microcarcinomi riscontrati in modo incidentale.In conclusione, «in un’ampia popolazione seguita a lungo termine dopo referto bioptico iniziale di benignità, il tasso di neoplasie maligne è risultato basso, il che impone di interrogarsi sulla necessità di biopsie di follow-up per tutti i pazienti. Dato che il rischio cumulativo di cancro tiroideo in questi pazienti era più alto rispetto al rischio ‘lifetime’ della popolazione al basale, saranno necessari ulteriori ampi studi di stratificazione del rischio che incorporino i dati bioptici e standard ecografici per identificare i pazienti che richiedano effettivamente un follow-up a lungo termine».
by Arturo Zenorini font: Doctor33 – JAMA Otolaryngol Head Neck Surg, 2019 Apr 18. doi: 10.1001/jamaoto.2019.0386. [Epub ahead of print] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30998821

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Ruolo dell’alimentazione come fattore delle principali cause di morte

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 Mag 2019

Uno studio, condotto da più di 130 scienziati, è stato appena pubblicato sulla prestigiosa rivista medica Lancet, relativo all’ importanza del cibo come causa di morte: un’analisi sistematica per lo studio Global Burden of Disease. Nello studio sono stati presi in esame i dati di 195 paesi tra il 1990 e il 2017, relativi a 15 tipi di alimenti, consumati in quantità più o meno elevate: frutta, verdura, legumi, cereali integrali, noci e semi, latte, fibre, calcio, omega 3 derivanti dal pesce, acidi grassi polinsaturi, carni rosse e lavorate, bevande zuccherate, e sodio. Dal punto di vista geografico: pur con le differenze dovute alle culture alimentari e alla posizione, nessuna area è immune da squilibri, eccessi e carenze. I fattori alimentari che più incidono sulla salute sono la carenza di cereali integrali e di frutta, l’alto consumo di sodio e di carne rossa o processata, l’abbondanza di bevande zuccherate e di grassi animali, e i bassi livelli di frutta secca e semi di fibre vegetali e omega-3. Ogni anno, una morte su cinque è imputabile al consumo insufficiente di cibi sani o, consumo eccessivo di cibi insalubri, come bevande zuccherate, alimenti molto salati e carni rosse o processate. La dieta scorretta è risultata responsabile, nel 2017, di 11 milioni di morti: malattie cardiovascolari (9.497.300 di morti), seguite da cancro (913.100 morti) e diabete (338.700. Inoltre, fattori di rischio dietetici sono risultati all’origine di 255 milioni di disability-adjusted life year o DALY (“attesa di vita corretta per disabilità”) un indice della gravità globale di una malattia, che valuta gli anni persi per disabilità o morte prematura. i principali fattori di rischio alimentare per decessi e DALY: Alto apporto di sodio (3 milioni morti e 70 milioni DALY), basso apporto di cereali integrali (3 milioni morti e 82 milioni DALY) basso consumo di frutta (2 milioni morti e 65 milioni DALY). Questo studio fornisce un quadro completo del potenziale impatto della dieta subottimale su NCD (risk factor for non-communicable diseases), evidenziando la necessità di migliorare la dieta nei vari paesi. I risultati di questo studio costituisce un’importante base scientifica per la progettazione di interventi mirati per migliorare l’alimentazione attraverso l’implementazione di interventi dietetici evidence-based e fornire una piattaforma per la valutazione del loro impatto sulla salute umana ogni anno. L’articolo è talmente importante da meritare una lettura approfondita.
(fonte: GBD 2017 Diet Collaborators. Health effects of dietary risks in 195 countries, 1990-2017: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2017.Lancet. 2019 Apr 3. pii: S0140-6736(19)30041-8. doi: 10.1016/S0140-6736(19)30041-8.Eugenia Gallo Biologa Esperta di fitovigilanza CERFIT, AOU Careggi Università di Firenze, fitoterapia33)

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