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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Noduli tiroidei, follow-up long-term post-iniziale negatività bioptica. Servono davvero altre biopsie?

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 Mag 2019

Storicamente, per i noduli tiroidei caratterizzati come benigni segue un follow-up a tempo indeterminato, spesso con molteplici biopsie successive in base alla crescita nodulare. Le evidenze attuali, derivate da popolazioni-campione, suggeriscono che il tasso di neoplasie maligne nell’ambito di noduli tiroidei benigni dopo un follow-up di lungo termine è basso. Un recente studio – pubblicato come “Research Letter” su “JAMA Otorinolaringology – Head and Neck Surgery” – ha rivalutato la problematica, utilizzando i dati di un’intera popolazione per stabilire il rischio di ricevere la diagnosi di cancro della tiroide nel corso di un follow-up a lungo termine in individui con risultati bioptici tiroidei benigni.
A tale scopo un gruppo di ricercatori, guidati da Jesse D. Pasternak, dell’Università di Toronto (Ontario, Canada) ha effettuato un’analisi di dati tratti dal database amministrativo sanitario completo dell’Ontario. Sono state identificate tutte le biopsie della tiroide effettuate dal 1° gennaio 1991 al 31 dicembre 2010 e collegate all’Ontario Cancer Registry fino al 31 dicembre 2014 per determinare il numero di casi di cancro tiroideo differenziato con un follow-up fino a 24 anni. Durante il periodo dello studio, sono stati sottoposti ad almeno una biopsia tiroidea 146014 individui. Dei pazienti con un nodulo benigno, l’età media (SD) alla biopsia era di 52.2 (13.4) anni, l’81.2% erano donne e il 18.8% uomini. Durante il periodo dello studio, il numero di biopsie effettuate, tutte inizialmente risultate benigne, è aumentato da 2280 all’anno nel 1991 (22.1 per 1000000 abitanti) a 12074 all’anno nel 2010 (91.5 per 100000 abitanti). Nel periodo di follow-up, 6354 di questi soggetti hanno ricevuto una diagnosi di cancro tiroideo (396 per 100000 persone-anno). «Il rischio cumulativo di ricevere una diagnosi di cancro tiroideo nel corso del follow-up era del 4.6% dopo 10 anni e del 7.5% dopo 24 anni» riportano Pasternak e colleghi.«In modo coerente con la letteratura, l’effettuazione di biopsie tiroidee seguite a un follow-up a lungo termine è aumentata di 4.1 volte tra il 1991 e il 2010» scrivono i ricercatori. Invece, «il rischio di neoplasia maligna dopo risultati di benignità di una biopsia indice nella nostra popolazione è risultato più elevato rispetto alla letteratura recente che mostra tassi tra lo 0.3% e il 2.4% dopo meno di 10 anni di follow-up». Ciò in parte può essere dovuto al fatto che la definizione di “citologia benigna” nell’Ontario è stata variabile, fino all’adozione della classificazione Bethesda. La differente lunghezza dei periodi di follow-up, aggiungono Pasternak e colleghi, può inoltre avere determinato una maggiore rilevazione di trasformazione maligna ritardata, non colta nei dati riferiti a follow-up più brevi. In ogni caso, il maggiore punto di forza dell’analisi, secondo gli autori, risiede nell’accuratezza e completezza dei dati sanitari amministrativi del database dell’Ontario, che rende lo studio meno suscettibile a bias di selezione o fattori confondenti che possono invece avere influito su altri studi. Nel parere degli stessi autori, i limiti dello studio sono la mancanza di alcune informazioni cliniche specifiche come l’ecografia o test patologici. Inoltre, cambiamenti nel tempo nella gestione del campione prelevato e dei relativi criteri diagnostici possono avere influito a ridurre il tasso di carcinomi a causa del maggior numero di microcarcinomi riscontrati in modo incidentale.In conclusione, «in un’ampia popolazione seguita a lungo termine dopo referto bioptico iniziale di benignità, il tasso di neoplasie maligne è risultato basso, il che impone di interrogarsi sulla necessità di biopsie di follow-up per tutti i pazienti. Dato che il rischio cumulativo di cancro tiroideo in questi pazienti era più alto rispetto al rischio ‘lifetime’ della popolazione al basale, saranno necessari ulteriori ampi studi di stratificazione del rischio che incorporino i dati bioptici e standard ecografici per identificare i pazienti che richiedano effettivamente un follow-up a lungo termine».
by Arturo Zenorini font: Doctor33 – JAMA Otolaryngol Head Neck Surg, 2019 Apr 18. doi: 10.1001/jamaoto.2019.0386. [Epub ahead of print] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30998821

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