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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

V edizione del Festival della Scienza Medica

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 maggio 2019

Si è chiuso ieri a Bologna la quinta edizione del Festival della Scienza Medica dedicata all’Intelligenza della salute. Sale colme di pubblico – compreso il maestoso Salone del Podestà di Palazzo Re Enzo – al punto che si è reso necessario per diversi appuntamenti allestire una seconda sala dotata di maxischermo per consentire a tutti di ascoltare dalla voce di premi Nobel, scienziati, medici e ricercatori da tutto il mondo le più attuali innovazioni scientifiche, in un linguaggio divulgativo che consenta a tutti di mettersi al riparo dalle false credenze e dalle fake news, che anche in ambito medico spesso la fanno da padrone.Oltre 80 gli eventi che hanno coinvolto più di centotrenta relatori, con un pubblico che ha ampiamente superato nelle quattro giornate le 55.000 presenze. Una grande soddisfazione per Fabio Roversi-Monaco, Presidente di Genus Bononiae. Musei nella Città ed ideatore dell’evento, che ha rinnovato l’appuntamento al prossimo anno: “Anche quest’anno il Festival ha attratto un pubblico enorme, fatto soprattutto di giovani, neolaureati e specializzandi, oltre a medici, ricercatori e tanti cittadini alla ricerca di informazioni affidabili. È la nostra risposta a Dottor Google e alle fake news: proporre al grande pubblico e soprattutto ai giovani contenuti scientifici della medicina con voci autorevoli, per diffondere maggiore conoscenza sulle frontiere della ricerca e per contribuire ad una corretta divulgazione”.Una necessità, quella di promuovere un’informazione medico-scientifica trasparente ed accessibile a tutti, che è anche politica, perché – come ha ribadito anche Aaron Ciechanover, Premio Nobel per la Chimica nel 2004 che ha chiuso con il suo intervento di grande successo la quinta edizione del Festival – “la scienza sta viaggiando molto più veloce dello sviluppo etico e sociale, come emerge ad esempio dalle discussioni sulla bioetica”.
Il Festival della Scienza Medica continua: appuntamento al 14 giugno con la lettura del professor Tomas Lindhal, Nobel per la Chimica nel 2015 (ore 11, Aula Magna di Santa Lucia, via Castiglione 37).L’aspettativa di vita è cresciuta di almeno trent’anni nel Ventesimo secolo. Un avanzamento straordinario, legato ai progressi della medicina e della farmacologia, che promette risultati ancora più sorprendenti, stando alle prospettive della medicina personalizzata. Da alcuni anni infatti la ricerca si è orientata verso l’obiettivo di curare ogni persona in modo individualizzato: una vera e propria rivoluzione, della quale ha parlato oggi Aaron Ciechanover, biologo israeliano, vincitore assieme ad Avram Hershko e a Irwin Rose del Premio Nobel per la Chimica nel 2004 nel corso della Lectio che chiude la quinta edizione del Festival della Scienza Medica. L’unicità genetica ed epigenetica di ciascun individuo fa sì che ci ammaliamo anche in maniera diversa: non esiste un unico cancro alla prostata o un unico diabete, e allo stesso modo non possono esistere trattamenti unici, bensì ritagliati e personalizzati con estrema precisione. Le tecnologie di sequenziamento del DNA e dell’RNA e quelle che determinano il profilo molecolare e biochimico individuale però aprono il campo, oltre che a prospettive di cura sempre più efficaci, alle problematiche legate a quello che si configura come un inedito sconfinamento nel campo della privacy. Una sorta di “genoma-leak”, come lo definisce il biologo: pensiamo infatti a cosa accade se alla variabile imprevedibile della nostra morte si sostituisce una scienza in grado di determinare esattamente, attraverso il genoma, a quali tipi di malattie siamo più propensi. Senza contare gli alti costi di questo tipo di medicina, che determinano l’impossibilità di accesso alle cure per una larga maggioranza della popolazione. Problematiche bioetiche che il professor Ciechanover ha approfondito nel suo intervento, sottolineando anche come sia necessario aumentare il sostegno alla scienza. “Gli scienziati – ha detto il Nobel – devono rivolgersi ai giovani, anche per formare una nuova generazione di ricercatori. Le sfide da affrontare con urgenza sono le malattie neurodegenerative, ma anche quelle poste dall’ambiente, dall’inquinamento e dalle risorse energetiche, per le quali serve una collaborazione internazionale”.
http://www.bolognamedicina.it

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