Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Presentazione al Senato dell’accordo Italia-Cina sulla Via della Seta senza dimenticare il bombardamento di Belgrado e le sanzioni all’Iran

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 maggio 2019

Riceviamo e pubblichiamo da Vincenzo Brandi (fonte: jure LT) Mittente: brandienzo via ComitatoNoNato. Venerdì 10 maggio presso un’aula del Senato è stato presentato l’accordo Italia-Cina che dovrebbe portare al potenziamento di alcuni porti italiani quali terminali europei del grande asse commerciale ed economico tra Cina-Asia Meridionale- Medio Oriente- Africa Settentrionale ed Europa. Il progetto, cui hanno già aderito numerosi paesi delle aree interessate, dovrebbe apportare grandi vantaggi economici e favorire il commercio tra i paesi aderenti.L’ambasciatore cinese ed un professore della più famosa università cinese hanno sottolineato gli aspetti anche culturali dell’accordo che crea legami più stretti tra paesi di antichissima civiltà in relazione tra loro già ai tempi dell’Impero Romano, per non parlare di Marco Polo e del gesuita Ricci, italiani alla corte di Pechino. Hanno detto che l’accordo è un esempio di un sistema internazionale di relazioni multilaterali su un piano di parità in assenza di tentazioni egemoniche, e che segnerà un nuovo “Rinascimento” per i paesi aderenti, sull’esempio del Rinascimento italiano di 500 anni fa.La Ministra per il Mezzogiorno Barbara Lezzi (5Stelle) ha dichiarato che l’accordo porterà al rilancio non solo dei porti di Trieste, Genova e Vado Ligure, ma anche dei porti dell’Italia Meridionale (Taranto, Gioia Tauro, Palermo ….), ricordando la visita a Palermo del Presidente cinese Xi Jin Ping. Ha ricordato che alcuni tipici prodotti italiani, come le arance siciliane, sono molto richiesti in Cina e che l’accordo favorirà l’esportazione di questi prodotti.La moderatrice Maria Novella Rossi (giornalista RAI che si è dimostrata ben informata su argomenti di storia e politica internazionale) ha ricordato che la Cina non è mai stata un paese con pulsioni colonialiste e che sta solo riprendendo il ruolo che le compete sul piano internazionale in collaborazione paritaria con i paesi che accettano di sfruttare un’enorme occasione di rilancio dell’economia internazionale dopo la grande stagnazione degli ultimi 10 anni, la più grave dalla fina della Seconda Guerra Mondiale.L’economista Vladimiro Giacchè ha mostrato con una puntuale analisi economica come i miglioramenti infrastrutturali previsti assicureranno vantaggi economici consistenti a tutti i paesi che aderiranno all’accordo.Il dirigente italiano Donati della terza compagnia di trasporti marittimi del mondo, la cinese COSCO, ha ricordato che i porti italiani non sono attrezzati per ricevere le grandi navi di trasporto di ultima generazione e che i miglioramenti che saranno apportati nel settore favoriranno il commercio nei due sensi ( cioè non solo per l’importazione di prodotti cinesi, ma anche per l’esportazione verso la Cina e paesi terzi).
Il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano (5Stelle) ha sottolineato – con un intervento moderato nella forma, ma incisivo nella sostanza – come questo accordo, criticato ed osteggiato dagli USA, da vari paesi europei e dall’opposizione interna italiana, è una manifestazione di indipendenza e spirito di iniziativa da parte del Governo italiano. Ha ironizzato sul fatto che vari paesi hanno criticato l’Italia per aver preso questa iniziativa, mentre in realtà stavano studiando in segreto il modo per aderire all’accordo, rimanendo indispettiti per essere stati preceduti dall’Itala.
Particolarmente incisivo, fino ad assumere toni polemici difficili da registrare in una sede così paludata, è stato l’intervento del giornalista Alberto Negri. Ha affermato che per capire ciò che succede, e l’importanza dello scontro in atto, è necessario partire da 20 anni fa quando l’aviazione americana bombardò l’ambasciata cinese di Belgrado. A questo sanguinoso “avvertimento” nei confronti della Cina (rea di sostenere il Governo di Belgrado diretto da Milosevic) seguì la beffa delle spudorate dichiarazioni del capo della CIA Tenet secondo cui i morti cinesi sotto le bombe erano dovuti al fatto che i servizi di informazione USA “non avevano mappe aggiornate”. Negri ha ricordato anche il servilismo dimostrato da vari Governi italiani, non solo nel caso del bombardamento della Jugoslavia, cui l’Italia ha attivamente partecipato, ma anche in molti altri casi successivi. Secondo Negri il caso più grave è stata la partecipazione dell’Italia nel 2011 all’attacco della NATO contro la Libia, che ha comportato il tradimento aperto verso il Governo alleato di Gheddafi ed alla fine è risultato il più grave scacco di politica internazionale subita dall’Italia dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, viste le attuali condizioni della Libia. Il giornalista ha anche denunciato il servilismo dimostrato dall’Italia aderendo, contro i suoi interessi, alle sanzioni contro l’Iran. Ha ricordato che l’ENI non ha nemmeno sfruttato la moratoria di 6 mesi concessa dagli USA per per permettere all’Italia l’acquisto di petrolio iraniano, tagliando subito le relazioni economiche con l’Iran. Ha concluso affermando che le sanzioni all’Iran, che potrebbero a breve trasformarsi in un’aggressione militare condotta di comune accordo dagli alleati Stati Uniti – Israele – Arabia Saudita, sono anche e soprattutto un attacco alla Cina mediante il blocco della Belt&Road di cui l’iran è un nodo essenziale (insieme alla Siria).
Infine il Senatore Vito Petrocelli (5Stelle), concludendo i lavori, ha ribadito, con toni moderati, ma con chiarezza, concetti già espressi dal sotto-segretario Di Stefano. In definitiva una manifestazione dai contenuti più positivi di quanto ci si potesse aspettare.
(a cura di Vincenzo Brandi)

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