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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Stati Uniti d’Europa: Corteccia cerebrale e pensiero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 maggio 2019

Sono passati circa 4,5 miliardi di anni dall’origine della vita sulla Terra e i processi evolutivi hanno portato l’Uomo nella forma che vediamo: una struttura complessa, governata dal cervello del quale fa parte la corteccia cerebrale, una lamina di circa 3 millimetri di spessore che, con i suoi miliardi di neuroni, consente una funzione cognitiva complessa: il pensiero.Pensare è vivere, ma la storia umana spesso del pensiero ne fa a meno. Basterebbe ricordare le guerre che hanno coinvolto milioni di persone e hanno provocato milioni di morti nel secolo scorso; solo la Prima e la Seconda guerra mondiale hanno causato 63 milioni di morti. Da 74 anni l’Europa non vive le tragedie delle guerre mondiali del secolo scorso, ma la memoria, che ha sede nella corteccia cerebrale, sembra venir meno; si dà per acquisito che la pace sia una costante del nostro vivere comune, ma non è così. L’origine dei conflitti è il nazionalismo, cioè l’idea di supremazia di una nazione, di un popolo, di una razza o di una religione sull’altra.Il sovranismo, rivendicato dalla Lega e da Fratelli d’Italia, è teso alla rivendicazione della sovranità nazionale, la quale ha come effetto deteriore il nazionalismo e le sue tragedie.Da rilevare, a differenza di quanto propagandato, che l’Unione europea non limita la sovranità nazionale, infatti, la politica estera, della sicurezza, dell’istruzione e del sociale, il livello delle imposte, l’importo dei salari, il diritto del lavoro, l’assetto del territorio sono riservati agli Stati nazionali.
L’Unione europea esercita il principio di sussidiarietà e il coordinamento delle decisioni assunte concordemente.La consapevolezza, che risiede anch’essa nella corteccia cerebrale, ricorda che lo stare insieme è comunque la soluzione per evitare di ripetere le sciagure del passato.
Semmai, occorre fare un passo ulteriore, in più, per integrare popoli con storie diverse ma con esigenze comuni.Oggi l’Europa rappresenta il 7% della popolazione mondiale, produce il 25% della ricchezza mondiale e spende il 50% delle sue risorse nel welfare, cioè in sanità, assistenza e pensioni. E’ un unicum mondiale. Da ricordare alle prossime elezioni europee.
(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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