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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 18 Mag 2019

Scuola: Sit-in per la prof di Palermo sospesa

Posted by fidest press agency su sabato, 18 Mag 2019

leoluca orlando e anief.jpgCentinaia di studenti e di docenti di Palermo ieri pomeriggio, come racconta La Repubblica, sono scesi in piazza per stringersi attorno a Rosaria Maria Dell’Aria, la professoressa di lettere sospesa per due settimane, con stipendio dimezzato, dall’ITI Vittorio Emanuele III, perché colpevole, secondo l’Ufficio scolastico provinciale, di non avere controllato l’elaborato di un gruppo di studenti preparato in occasione della Giornata della memoria: nel video, presentato poi in aula magna, i ragazzi hanno fatto un parallelismo tra le leggi razziali del ’38 e le misure del decreto sicurezza volute dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, che hanno cancellato alcuni diritti acquisiti dai migranti, come il permesso di soggiorno per motivi umanitari.Anche Anief con una sua delegazione era presente al sit-in davanti alla prefettura. «Le nostre scuole non sono caserme, la cultura non si arrende» hanno intonato i ragazzi; al loro fianco anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che ha appoggiato la mobilitazione. Il gruppo si è poi spostato in via Duca della Verdura, dove si è tenuto il secondo presidio, organizzato dai sindacati proprio davanti al Vittorio Emanuele III. Il caso è diventato politico. Interrogazioni parlamentari sono state presentate dal Pd ma anche dal M5s, alleato della Lega, per chiedere al governo chiarezza sulla sospensione della docente, ritenuta scandalosa e spropositata.«Finché esisterà Anief saranno difese la costituzione – sottolinea Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato autonomo – la libertà di espressione e non esisterà la censura di Stato, contro cui ci battiamo a gran voce. A Rosaria Maria Dell’Aria va la nostra piena e convinta solidarietà. Il controllo politico sulla cultura e sulla scuola rievoca le pagine peggiori della storia italiana del secolo scorso.» (foto: Leoluca Orlando e delegazione Anief)

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Il duo Moceri-Bonetti del team Alfa Romeo si aggiudica la 1000 Miglia 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 18 Mag 2019

Brescia, 18 maggio 2019 – Giovanni Moceri e Daniele Bonetti del Team Alfa Romeo si aggiudicano la 1000 Miglia 2019. Il duo a bordo di una Alfa Romeo 6C 1500 SS del 1928 – di proprietà del Museo Alfa Romeo di Arese – ha conquistato così la trentasettesima rievocazione storica, totalizzando 74752 punti. Moceri, medico palermitano, e Bonetti, giornalista bresciano, hanno avuto la meglio sul Team Villa Trasqua, l’equipaggio composto dai due bresciani Andrea Vesco e Andrea Guerini che, a bordo di una Alfa Romeo 6C 1750 SS Zagato del 1929, hanno totalizzato 73611 punti. In terza posizione, con 72786 punti, Juan Tonconogy e Barbara Ruffini, a bordo di una Bugatti Type 40 del 1927, la coppia detentrice del titolo dello scorso anno. A ridosso del podio, al quarto posto, Alberto Riboldi e Paolo Sabbadini, su una O.M. 665 S Superba 2000 del 1926.

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Come cambia la ricerca clinica nell’era dell’oncologia di precisione

Posted by fidest press agency su sabato, 18 Mag 2019

paolo marchetti oncologoSe fino a poco tempo fa la medicina di precisione veniva considerata una sfida per il futuro, oggi è invece una realtà anche in Italia: grazie all’innovazione tecnologica e diagnostica, è possibile infatti identificare le caratteristiche molecolari della malattia, indipendentemente dalla sua localizzazione. Questa vera e propria rivoluzione richiede però un cambiamento anche nel modello di ricerca clinica tradizionale, basato sul paradigma “istologia-sede del tumore”, alle prese oggi con sfide e opportunità, dalle applicazioni dell’intelligenza artificiale alla profilazione genomica, all’integrazione sempre maggiore dei big data e dei realworld data, ovvero i dati relativi alla salute dei pazienti raccolti nell’ambito del trattamento. I nuovi studi clinici nell’era della profilazione genomica si pongono dunque l’obiettivo di fornire risposte al quesito ancora aperto dell’applicazione del concetto di medicina personalizzata nell’ambito della pratica clinica.
Lo studio clinico “Rome – From Histology to target”, presentato ieri mattina in occasione del congresso “Implementing Precision Medicine In Cancer Care 2019” presso Palazzo Wedekind a Roma, è stato condotto dalla Fondazione per la Medicina di Precisione (FMP) insieme all’Istituto Superiore di Sanità. Lo studio, pionieristico in questo ambito, ha proprio l’obiettivo di valutare l’efficacia della terapia target guidata dalla profilazione genomica rispetto allo standard di cura. Si tratta di uno studio prospettico di fase II controllato randomizzato a due bracci che coinvolgerà 52 centri di eccellenza nel territorio italiano e circa 400 pazienti con tumore del polmone, tumore della mammella, tumori del tratto gastroenterico (esclusi i tumori del colon retto) e tumori rari in progressione ad un trattamento standard. Con il supporto di Roche, che fornirà gratuitamente i test per la profilazione genomica di Foundation Medicine, sarà possibile nell’ambito dello studio clinico mettere a confronto gli standard di cura finora utilizzati con la target therapy. Grazie ai testi di profilazione genomica sarà possibile identificare la mutazione driver del tumore di ogni paziente e raccomandare, attraverso un gruppo interdisciplinare in cui siano integrate le competenze oncologiche, di anatomia patologica, e di esperti bioinformatici e di genomica (il cosiddetto Molecular Tumor Board) la più appropriata terapia target, indipendentemente dall’indicazione terapeutica dei farmaci identificati. Un progetto ambizioso che è stato possibile realizzare grazie alla disponibilità delle aziende farmaceutiche, che collaborano con grande impegno allo studio, e che forniranno gratuitamente il farmaco.“Grazie alla caratterizzazione di quelle che sono le specificità di ogni singolo paziente, è possibile offrire loro percorsi terapeutici giuseppe cariglianosempre più personalizzati: la ricerca clinica, e in particolare lo studio presentato oggi, si muove ora infatti verso l’identificazione di mutazioni che possono essere bersaglio di una specifica soluzione terapeutica indipendentemente dalla sede da cui nasce il tumore, rispetto al modello tradizionale che finora ha visto negli studi randomizzati controllati l’unico strumento di riferimento – ha dichiarato il Professor Paolo Marchetti, Presidente Nazionale della Fondazione per la Medicina Personalizzata (FMP), Direttore del reparto dell’U.O.C. Oncologia B dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Umberto I, Professore Ordinario di Oncologia Medica alla Sapienza di Roma – Risulta però necessario raccogliere e convogliare tutti i nuovi flussi di informazioni oggi in possesso dei medici nei Molecolar Tumor Board, ovvero team multidisciplinari che integrano competenze di diverse professionalità e che si incontrano con regolarità con l’obiettivo primario di prendere decisioni terapeutiche calibrate sullo specifico tumore di ciascun paziente”.
Le terapie a bersaglio molecolare si sono dimostrate più efficaci rispetto alla chemioterapia e hanno nel corso degli ultimi anni progressivamente portato a un prolungamento dell’aspettativa di vita dei pazienti[1]. Inoltre, diverse metanalisi pubblicate su riviste a elevato impact factor dimostrano che in tutti i tipi di studi sperimentali la scelta di un trattamento mirato in base ai biomarcatori comporta un miglioramento statisticamente significativo del tasso di sopravvivenza, della sopravvivenza libera dalla progressione e del tasso di risposta (response rate).Una fotografia che certifica dunque la necessità di un cambiamento dal punto di vista della ricerca clinica per raccogliere allo stesso tempo le sfide e le opportunità che la svolta della medicina di precisione comporta, nell’ottica di mettere a disposizione dei pazienti cure e soluzioni terapeutiche personalizzate.
La Fondazione per la Medicina Personalizzata è un ente senza scopo di lucro nato per iniziativa di “AISCUP ONLUS” (Associazione Italiana per lo Studio e la Cura del Paziente Oncologico) che persegue le finalità di solidarietà sociale e di attività di ricerca sanitaria a beneficio della collettività diffusa nel settore biomedico, con particolare, ma non esclusivo, riguardo alla ricerca applicata in campo preclinico e clinico nei settori di interesse della Medicina Personalizzata. La Fondazione si impegna a divulgare e mettere a disposizione della collettività diffusa i risultati delle sperimentazioni cliniche e degli studi scientifici, comunque condotti, al fine di ampliare il patrimonio delle conoscenze scientifiche condivise. La Fondazione inoltre si propone di attivarsi per avviare una struttura, anche virtuale, di laboratori di ricerca che consentano di ottimizzare le connessioni tra ricercatori di ogni ordine e grado, sia a livello nazionale che internazionale; promuovere, sostenere e sviluppare iniziative atte a favorire la preparazione culturale delle diverse unità di ricerca anche esterne alla fondazione; istituire collaborazioni stabili nel campo della ricerca scientifica con organizzazioni nazionali ed internazionali.

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Un’alleanza per formare professionisti in International Business

Posted by fidest press agency su sabato, 18 Mag 2019

Perugia. Molte imprese italiane si stanno orientando sempre più verso i mercati internazionali: nuovi sbocchi commerciali, collaborazioni con partner esteri, lancio di nuovi business, accordi di fornitura strutturati, nonché strategie di back reshoring, si verificano con sempre maggiore frequenza. Le imprese si trovano, quindi, ad affrontare nuove sfide e nuove problematiche che riguardano aspetti organizzativi, produttivi, finanziari e commerciali. Per questo risulta fondamentale disporre di persone adeguatamente preparate, con competenze mirate e con un forte orientamento alla risoluzione di problemi complessi.Una sfida per il tessuto universitario italiano con l’obiettivo di formare figure professionali ad hoc. Per questo, l’università per Stranieri di Perugia ha attivato un master di I livello in International Business and Intercultural Context per un massimo di 35 studenti neolaureati.Di quei posti, fino a 15 saranno riservati ai ragazzi assistiti dall’ONAOSI (Opera Nazionale Assistenza Orfani dei Sanitari italiani).Lo prevede un accordo sottoscritto tra il presidente dell’ONAOSI, Serafino Zucchelli e la rettrice dell’università per Stranieri, professoressa Giuliana Grego Bolli: “É un ulteriore tassello della mission che la Fondazione ONAOSI ha da quando è stata costituita 145 anni fa: aiutare il percorso formativo ed educativo dei figli rimasti orfani di medici, veterinari e farmacisti che operano nella sanità italiana. E siamo felici di questa partnership con un ateneo così prestigioso” spiega Zucchelli. In base all’accordo, l’Università per Stranieri di Perugia assicurerà lo svolgimento delle attività̀ presso le proprie strutture didattiche e presso i laboratori informatici. La fondazione Onaosi assicurerà invece l’ospitalità per i docenti del Master presso il Collegio di Perugia. “Inoltre – prosegue Zucchelli – metteremo a disposizione due tutor: uno accademico per seguire i corsisti durante le attività in aula e uno organizzativo che si occuperà della gestione amministrativa del master”.Per ogni studente, l’università per Stranieri organizzerà degli stage da svolgere presso istituzioni a supporto dell’internazionalizzazione e in aziende operanti in tutto il territorio nazionale con particolare attenzione alle opportunità occupazionali offerte e alla loro localizzazione sul territorio rispetto alla residenza dei partecipanti al master. Qualche esempio? L’agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (ICE), Zeta farmaceutici Spa, Fondazione Umbria Jazz, Legacoop, Regione Umbria, Confcommercio, Maison Gattinoni, Università dei Sapori. “L’obiettivo del Master in International Business and Intercultural context – commenta la rettrice Grego Bolli – è quello di fornire ai partecipanti una concreta autonomia nella gestione di progetti di Internazionalizzazione. In particolare, il master intende fornire conoscenze e competenze tali da definire le politiche di marketing per il lancio di nuovi prodotti in mercati internazionali, acquisire autonomia nell’analisi dei nuovi mercati di sbocco, individuare i finanziamenti a supporto delle aziende, conoscere le modalità di ingresso nei mercati e il quadro giuridico della regolamentazione, nonché le differenze interculturali che si riflettono nei processi di negoziazione”

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Giornata mondiale degli oceani

Posted by fidest press agency su sabato, 18 Mag 2019

Ostia (Roma) Greenpeace presenta martedì 21 maggio, presso la Sala conferenze Lega Navale di Ostia, una spedizione di ricerca, monitoraggio, documentazione e sensibilizzazione sullo stato dei nostri mari che partirà dal porto capitolino e si concluderà in Toscana l’8 giugno, in occasione della Giornata mondiale degli oceani.
L’associazione ambientalista, insieme all’organizzazione The Blue Dream Project, monitorerà per tre settimane i livelli di inquinamento in mare da plastica, in particolare nel Mar Tirreno Centrale.Grazie alla collaborazione con i ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche e dell’Istituto per lo studio degli Impatti Antropici e Sostenibilità in ambiente marino Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IAS), durante la spedizione verranno effettuati campionamenti sulla presenza di microplastica nella colonna d’acqua, nei sedimenti e in organismi marini commerciali (invertebrati e pesci). In alcune aree sarà, inoltre, monitorata la presenza di nanoplastiche. In occasione della conferenza stampa di presentazione del tour, ricercatori dell’Università degli Studi di Padova presenteranno un report sullo spiaggiamento dei cetacei in Italia, con un focus sui capodogli e la plastica. Interverranno Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo Greenpeace Italia, Giuseppe Ungherese, Campagna Inquinamento Greenpeace Italia, Francesco Nanni, Presidente di The Blue Dream Project, ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche e del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

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Lidia Ravera: L’amore che dura (Bompiani)

Posted by fidest press agency su sabato, 18 Mag 2019

Torino lunedì 20 maggio, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 Lidia Ravera L’amore che dura (Bompiani) Teso come un thriller, forte di un montaggio cinematografico che tiene incollati alla pagina. E’ la storia di un amore nato al tempo della rivoluzione femminista. Lidia Ravera coglie con esasperata sensibilità gli slittamenti della vita di coppia, interrogandosi sulle ragioni del sentimento amoroso: dura quando l’altro è il fantasma che insegui e che ti insegue, il tuo pezzo mancante? Non è un appuntamento d’amore, quello che si sono concessi Emma e Carlo. È piuttosto una resa dei conti. A quarant’anni da quando hanno scoperto l’amore insieme, a vent’anni dalla fine del loro matrimonio: quando Carlo è volato a New York a sfidare se stesso ed Emma è rimasta a Roma, a insegnare in una scuola di borgata. Oggi lui è un regista quasi famoso, lei un’idealista fuori dal tempo. Lui ha girato un film che racconta con nostalgia la loro love story adolescente, lei l’ha stroncato su una rivista online. Lui si è offeso, lei è pronta a scusarsi. Ma quella è la colpa minore. L’altra, ben più grave, si è piantata fra loro come una spina. Lui non la immagina neppure, lei vorrebbe confessare ma non sa come. All’appuntamento va in bicicletta, difesa da un gilet di velluto vintage, armata di una borsa a bandoliera che contiene quattro quaderni neri traboccanti di verità. Ma la resa dei conti non avrà luogo. Un incidente la impedisce, o forse la ritarda soltanto. Resta il mistero dell’amore che dura, che resiste, anche se più Carlo ed Emma si allontanano dalla prima giovinezza più aumenta la distanza fra loro. Che cosa continua a tenerli legati dai movimentati anni settanta fino al disincanto del presente? Quella che Emma chiama la chimica dei corpi? O qualcosa di più misterioso e tenace? Lidia Ravera raggiunge la notorietà nel 1976 con il romanzo Porci con le ali, scritto a quattro mani insieme a Marco Lombardo Radice (con lo pseudonimo di “Antonia”). L’attività di scrittrice conta più di diciotto opere narrative e una sessantina di sceneggiature. Inoltre, undici canzoni, una commedia musicale, un’opera, romanzi rosa sotto pseudonimo, migliaia di articoli, radiodrammi, novelle, racconti, un libro per bambini, situation comedy, film, testi per documentari, per cabaret, monologhi.

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Franca D’Agostini: La verità al potere (Einaudi)

Posted by fidest press agency su sabato, 18 Mag 2019

Torino Giovedì 23 maggio, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 Franca D’Agostini. La verità al potere (Einaudi) Ci servono nuovi diritti e una nuova idea di politica democratica, per tutelare il nostro bisogno di verità e fermare la circolazione incontrollata di insensatezze e falsità dannose per tutti. La verità al potere (Einaudi), di Franca D’Agostini e Maurizio Ferrera, si fa portavoce dell’idea che il concetto di verità in democrazia svolga un ruolo politicamente cruciale: una formula provocatoria, per sostenere che il potere democratico non è tanto del popolo, o dei suoi rappresentanti, ma di come ragionano e decidono in base a quel che sanno e credono essere vero. Giovedì 23 maggio ore 18 al Circolo dei lettori, l’autrice Franca D’Agostini propone la nuova diagnosi e la nuova terapia per affrontare il “problema di verità” e identificare le possibili soluzioni. Per il pensiero liberale una «politica della verità» è un’assurdità e un pericolo, il principio di una società dogmatica, paralizzata da un potere totalitario e ingiusto. È davvero così? La teoria sviluppata in questo libro rovescia l’ipotesi. Uno sguardo più attento al ruolo del vero e del falso nelle nostre vite ci fa capire che oggi il destino della libertà e della giustizia è inestricabilmente legato al concetto di verità. Ma si tratta di guardare alla verità in un modo diverso: considerando anzitutto il suo speciale potere in democrazia, in cui le credenze (vere, false, incomplete o distorte) dei cittadini orientano le stesse condizioni della vita pubblica. Contro la proliferazione del falso e dell’insensato, una nuova politica della verità deve tutelare, per tutti noi, il diritto alla verità non soltanto in relazione al bisogno di sapere, ma anche al bisogno di essere garantiti in quei beni e valori critici che si legano a un uso razionale delle conoscenze.
Franca D’Agostini insegna Logica e Argomentazione all’Università Statale di Milano. Si è occupata di verità, paradossi, nichilismo, relazioni tra la filosofia analitica e la filosofia continentale. Per Einaudi ha pubblicato Breve storia della filosofia nel Novecento (1999), Disavventure della verità (2002) e, con Maurizio Ferrera, La verità al potere (2019).

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Tassare il cherosene degli aerei per diminuire l’inquinamento?

Posted by fidest press agency su sabato, 18 Mag 2019

Uno studio su incarico della Commissione europea raccomanda di tassare il cherosene degli aerei. Una tassa di 33 centesimi al litro dovrebbe ridurre le emissioni di CO2 dell’8% e il numero di voli nella stessa proporzione, senza impatto su occupazione ed economia nel suo insieme. Tassa che, secondo lo studio, dovrebbe far abbassare la pressione fiscale su altre categorie e nessun impatto sull’economia nel suo insieme.
Un buon proposito ma che, nella realtà – fatta di tasse in materia che hanno solo incrementato gli introiti fiscali degli Stati – non ha mai risolto nulla in termini ambientali. Inoltre, si tratterebbe di una tassa per le compagnie aeree europee… e quindi acuirebbe le difficoltà delle stesse per far fronte alla concorrenze dei vettori non comunitari (è questo lo zero impatto sull’economia?).
Il risultato immediatamente tangibile sarà quello dell’aumento dei prezzi dei biglietti aerei. Con un’altra contraddizione rispetto ai propositi enunciati di nessun impatto sull’economia generale: i prezzi al consumo non fanno parte dell’economia generale? Certo, ci sono ampie critiche rispetto al fatto che il “dio consumo” sia tale in questi ultimi decenni e che in nome di questa santità si siano perpetrati i peggiori crimini ambientali. E’ vero anche questo, e non a caso le politiche di “consumo sostenibile” sono sempre più prese in considerazione. Ma cosa significa “consumo sostenibile”, rinunciare o usare alternative? In teoria, per esempio, una tassa del genere potrebbe incrementare lo realizzazione del trasporto ferroviario, che dicono emettere CO2 40 volte meno per Km e passeggero rispetto a quello aereo (2). Bene, ma, in un ambito di liberalizzazione del trasporto ferroviario, come il maggiore introito degli Stati grazie a questa imposta avrebbe una ricaduta sul trasporto ferroviario? In termini vaghi si può intuire, ma, per l’appunto “vaghi”… a meno che non ci sia una nuova nazionalizzazione e un nuovo monopolio del trasporto ferroviario, e quindi lo Stato incassa e applica. Ma, salvo rivoluzioni in corso che ci sono sfuggite, non ci sembra che sia questa la tendenza. Anzi.
E’ ovvio che noi di Aduc non abbiamo le ricette precise, efficaci e più o meno credibili per ridurre l’inquinamento ambientale. Così come è ovvio che siamo anche noi interessati a sistemi sostenibili di trasporto che riducano questo inquinamento. Ma il nostro fervore civico e ambientale non ci porta a bloccare il cervello e a non farci capire che con queste tasse si fa solo pagare di più ai consumatori e non si realizzano politiche di contenimento dell’inquinamento. Perché, per esempio, un consumatore dovrebbe prendere un treno da Roma a Parigi che, al meglio in andata, ci mette 14 ore e costa più di 200 euro, rispetto ad un aereo che ci mette un paio d’ore e può costare anche il 75% in meno? Perchè inquina meno, risponderebbe chi perora imposte del genere. Ok, ma quando ci sarà questa imposta che magari farà costare il biglietto aereo 20-30 euro in più mentre il treno costerà uguale, il consumatore che mezzo utilizzerà per andare da Roma a Parigi? E’ ovvio
che userà sempre l’aereo, visto che sono una rarità i consumatori come la svedese Greta che prende il treno da Stoccolma a Roma (anche se la carica simbolica è notevole). Il problema, quindi, è che allo stato dei fatti non ci sono alternative praticabili rispetto all’aereo, e l’aumento dei costi per chi ci offre il trasporto aereo porta solo ad un maggiore esborso per i consumatori, con l’aggiunta della vaghezza (vicino alla beffa) degli incassi degli Stati che, con questi provvedimenti, sostengono di far qualcosa contro l’inquinamento. E, salvo nuove economie che al momento continuano a sfuggirci, il maggiore esborso da parte dei consumatori significa che questi ultimi spendono meno altrove. Un’imposta, quindi, che prende da una parte per togliere da un’altra: il famoso cane che si morde la coda. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Natasha Solomons presenta I Goldbaum

Posted by fidest press agency su sabato, 18 Mag 2019

Milano mercoledì 22 maggio ore 19 presso Gardenia, Via Gian Giacomo Mora 20, NATASHA SOLOMONS presenta I Goldbaum Introduce Tina Guiducci. Vienna, 1911. Sulla Heugasse, costruito con la pietra bianca più bella d’Austria, sorge il palazzo dei Goldbaum, una famiglia di influenti banchieri ebrei. In città si dice che siano così ricchi e potenti che, nelle giornate uggiose, noleggino il sole perché brilli per loro. Ben poco accade, dentro e fuori la capitale, su cui non abbiano voce in capitolo, e meno ancora senza che ne siano a conoscenza. Persino nei fastosi palazzi di Casa d’Asburgo.
Rinomati collezionisti di opere d’arte, mobili di squisita fattura, ville e castelli in cui esporli, gioielli, uova Fabergé, automobili, cavalli da corsa e debiti di primi ministri, i Goldbaum, com’è costume delle cosmopolite dinastie reali d’Europa, si sposano tra loro. Perché gli uomini Goldbaum continuino a essere ricchi e influenti banchieri è necessario, infatti, che le donne Goldbaum sposino uomini Goldbaum e producano piccoli Goldbaum.
Anche la giovane, ribelle Greta Goldbaum deve rassegnarsi alla tradizione di famiglia e dire addio alle sue scapestrate frequentazioni nella ribollente Vienna del primo decennio del Novecento, sposando Albert Goldbaum, un cugino del ramo inglese della famiglia.
Per una ragazza della sua estrazione sociale il matrimonio è una delle spiacevolezze della vita da affrontare prima o poi, e con questo spirito Greta lascia Vienna per la piovosa Inghilterra.
A Temple Court, dove si trasferisce, la ragazza si sente estranea persino a se stessa: la nuova famiglia la tratta con rispetto, la servitù con deferenza e Albert è cortese e sollecito. Ma la sua presenza riesce a essere opprimente come una coperta pesante in una nottata troppo calda, e tra i due giovani si instaura una gelida, sottile antipatia. Al punto che Lady Goldbaum, la madre di Albert, decide di donare alla ragazza un centinaio di acri come dono di nozze, un giardino dove sentirsi finalmente libera da ogni costrizione.
Alla silenziosa contesa di Temple Court si aggiunge, però, il fragore di ben altro conflitto: la prima guerra mondiale, il tragico evento che spazzerà via l’intero vecchio ordine su cui l’Europa si era retta per secoli. La corsa agli armamenti è tale che persino gli influenti Goldbaum, benché abituati a lavorare con discrezione dietro le quinte dei governi e delle dinastie reali, non possono alterarne il corso. Per la prima volta in duecento anni, la famiglia si troverà su fronti opposti e Greta dovrà scegliere: la famiglia che ha creato in Inghilterra o quella che è stata costretta a lasciare in Austria.
Attraverso pagine d’inconsueta bellezza Natasha Solomons dona al lettore una struggente storia d’amore e al contempo getta uno sguardo nuovo sulla complessità dell’identità ebraica all’inizio del XX secolo e sul ruolo delle banche nei finanziamenti alla causa bellica.

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75° Congresso della Società Italiana di Pediatria

Posted by fidest press agency su sabato, 18 Mag 2019

Bologna, 29 maggio 2019 Palazzo dei Congressi, Piazza della Costituzione 4 si apre il 75° Congresso della Società Italiana di Pediatria, il più importante appuntamento scientifico del Paese sui temi della salute psicofisica del neonato, bambino e adolescente. Il Congresso quest’anno sarà congiunto con due società affiliate alla SIP: SITIP (Società Italiana di Infettivologia Pediatrica) e SIMEUP (Società Italiana di Medicina Emergenza Urgenza Pediatrica).
Natalità, allattamento al seno, nutrizione, stili di vita, vaccini, benessere a scuola, problemi adolescenziali, organizzazione delle cure pediatriche, nuove prospettive di cura aperte dalla ricerca scientifica saranno alcuni dei temi affrontati nei corsi, nelle tavole rotonde e nelle letture magistrali. Ad animarli i diversi protagonisti che a vario titolo operano a tutela dei bambini: non solo pediatri, ma anche psicologi, neuropsichiatri infantili, bioeticisti, rappresentanti di istituzioni, accademici.
“Una novità, ma in linea con quanto la SIP sta facendo da anni, è il tentativo di coinvolgere i cittadini su grandi temi quali quelli della prevenzione, della natalità, degli stili di vita”, afferma il Presidente SIP Alberto Villani. “Per tale motivo saremo presenti in una delle piazze centrali di Bologna (Piazza Re Enzo) con un gazebo dove verranno date informazioni, distribuiti materiali informativi e offerta la possibilità di imparare alcune manovre salvavita”.
Lo sport e il bambino: perché, quando, quanto, come. La guida SIP per aiutare mamme e papà ad avviare correttamente i bambini all’attività sportiva.
Aiuta il fisico, influenza positivamente il carattere, è un potente moltiplicatore di esperienze sociali: per questo lo sport nella vita dei bambini deve essere parte integrante del processo di crescita. Sin da piccolissimi. Ma a che età si può iniziare a praticare sport? Qual è lo sport più indicato per ciascuna età? Quanto tempo dedicare all’attività motoria? La nuova Guida SIP con i consigli per avviare correttamente i bambini all’attività fisica (con un focus su asma e sport).
Smartphone e tablet, rischi e opportunità: un nuovo Position Statement della SIP destinato ai preadolescenti e agli adolescenti.
Preadolescenti e adolescenti trascorrono gran parte del loro tempo sui dispositivi digitali, la metà di essi è costantemente online. Quali sono gli effetti sull’apprendimento, sul sonno, sulla vista, sull’attenzione? Quando si può parlare di vera e propria “addiction”? Quali sono invece gli aspetti positivi sulle interazioni sociali che emergono dalle evidenze scientifiche? I Pediatri italiani, che lo scorso anno si erano espressi con un Position Statement sul corretto uso di smartphone e tablet da 0 a 6 anni, hanno prodotto un nuovo documento per la prima volta rivolto a preadolescenti e adolescenti. Il lavoro nasce da un’analisi della letteratura internazionale e sarà dibattuto in una tavola rotonda con neuropsichiatri, del mondo della scuola e dei media.
Figli, sempre di meno, sempre più sani. Diagnosi prenatale anticipata, tecniche non invasive con migliore accuratezza predittiva, maggiore sopravvivenza dei neonati prematuri, terapie geniche che consentono di guarire bambini da malattie per i quali un tempo l’unica soluzione sembrava l’aborto selettivo, screening postanali: tutto questo ha rivoluzionato in pochi anni la salute dei neonati. Questo e tanto altro in una tavola rotonda sulla promozione della natalità e della salute in Italia. Con un focus sul calo della fecondità in Italia. Salute del cuore, non è solo un affare da adulti. Le malattie cardiovascolari, che rappresentano la più importante causa di morte e di spesa sanitaria nelle società avanzate, si manifestano da adulti ma i processi di alterazione vascolare che ne sono la premessa cominciano nei primi 10 anni di vita. Diversi fattori di rischio (obesità, ipertensione) sono già presenti e attivi in età pediatrica e non riguardano esclusivamente gli obesi ma anche i bambini di peso normale. Quali sono nemici del cuore in età pediatrica? I consigli “salvacuore” dei pediatri italiani: sarà presentato il Manuale sul rischio cardiovascolare in età pediatrica e adolescenziale, primo nel suo genere, redatto dal Gruppo di Studio Ipertensione Arteriosa e Rischio Cardiovascolare della Società Italiana di Pediatria insieme alla SIEDP (Società Italiana Endocrinologia Pediatrica).
Allattare è bello. Un corso per aiutare le mamme ad allattare al seno con docenti di eccezione: mamme pediatre che hanno allattato.

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Giotto, restauro per le Storie di Francesco in Santa Croce

Posted by fidest press agency su sabato, 18 Mag 2019

Firenze.I Bardi, a capo di una delle compagnie medievali più potenti d’Europa, scelsero Giotto per decorare con le Storie di San Francesco la cappella di cui avevano il patronato nella basilica di Santa Croce. Il restauro del ciclo, dipinto nel terzo decennio del Trecento, costituisce un’occasione irripetibile per conoscere i segreti dell’artista e delle sue scelte riguardanti le tecniche della pittura murale. La Cappella Bardi, monumento dell’arte fiorentina del primo Trecento, occupa del resto una posizione speciale nel percorso artistico di Giotto e costituisce una delle sue ultime opere.La cappella ha sofferto vicende conservative tormentate e ha una rilevanza particolare nel processo che segna la nascita della grande tradizione italiana del restauro. A 70 anni dall’ultimo intervento sull’opera ne è oggi necessario uno nuovo, essenziale per la conservazione e per l’approfondimento della tecnica dell’artista. Il restauro, che durerà tre anni, è stato affidato dall’Opera di Santa Croce all’Opificio delle Pietre Dure e avrà il sostegno decisivo dell’Associazione per il Restauro del Patrimonio Artistico Italiano (ARPAI) e della Fondazione CR Firenze, oltre che del ministero per i Beni e le Attività Culturali.
“A distanza di settant’anni dall’ultimo intervento, il progetto di restauro della Cappella Bardi di Giotto rappresenta per l’Opera di Santa Croce un evento unico – sottolinea la presidente dell’Opera, Irene Sanesi – – L’Opificio delle pietre dure si appresta adesso ad avviare il cantiere che si prospetta complesso e non breve. Proprio per questo con l’Opificio, perché i visitatori e i fiorentini possano continuare a godere degli affreschi, grazie a tecnologie particolari, stiamo programmando i lavori perché siano accessibili dal vivo nel corso del restauro”.“Il progetto di conservazione e restauro dell’OPD sulla cappella Bardi di Giotto si inserisce nella complessa vicenda conservativa dell’opera che rappresenta uno dei casi più importanti a Firenze per la storia del restauro”, mette in evidenza Marco Ciatti, soprintendente dell’Opificio delle pietre dure.L’impegno economico complessivo è di circa un milione di euro e vede il concorso della stessa Opera di Santa Croce e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. ARPAI e Fondazione CR Firenze intervengono attraverso l’Art Bonus.
L’Opificio delle Pietre Dure, in anni recenti, ha condotto un approfondito lavoro di ricerca sull’opera di Giotto nelle Cappelle Bardi e Peruzzi. L’analisi dello stato di conservazione ha messo in evidenza criticità che riguardano sia l’intonaco che la pellicola pittorica.L’insieme dei risultati emersi da questa campagna di indagine preliminare ha consentito di mettere a punto un articolato progetto di intervento. È prevista una prima fase di campagna diagnostica, che sarà avviata immediatamente, e il successivo restauro conservativo articolato su più fasi che verrà ampiamente documentato. Le indagini verranno eseguite utilizzando le più recenti strumentazioni opto-elettroniche e verranno programmate in differenti momenti dell’intervento.Tornando alle vicende conservative è da ricordare che gli affreschi di Giotto sono stati addirittura cancellati, rimanendo nascosti per oltre un secolo. Nel 1730 vennero infatti coperti di vernice a calce, con la tecnica della scialbatura. La pittura di Giotto, dopo essere stata amata e ammirata per tutto il Rinascimento, finisce infatti per essere considerata fuori moda: colori troppo vivaci e uno stile definito con disprezzo primitivo. Ci vorranno centoventi anni per riscoprire la magnificenza semplice e la forza comunicativa di Giotto e del suo Francesco d’Assisi fiorentino con un intervento, che insieme a diversi altri (su opere che avevano subito un destino analogo), segnerà la nascita della grande tradizione italiana del restauro. Il rinvenimento delle pitture nella Cappella Bardi avviene in modo fortuito mentre stanno per essere avviati importanti lavori di risistemazione complessiva. La scopritura viene affidata ed eseguita integralmente da Gaetano Bianchi fra il 1850 e il 1853.
Le vicende della Cappella Bardi si inseriscono a buon titolo nella storia del restauro. In occasione della mostra giottesca del 1937 i cicli murali delle Cappelle Bardi e Peruzzi sono stati oggetto di un intervento diretto da Ugo Procacci ed eseguito dalla bottega di Amedeo Benini. Decisivo poi il restauro che, tra il 1958 e il 1961, viene portato a termine da Leonetto Tintori, sempre sotto la direzione di Ugo Procacci.

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Canapa – Una Storia Incredibile

Posted by fidest press agency su sabato, 18 Mag 2019

canapa una storia incredibile.pngRoma. E’ il libro di Matteo Gracis edito da Chinaski Edizioni, approda con il suo autore alla Feltrinelli di via Appia di Roma (numero civico 427, ore 18.00). Gracis che, dopo le polemiche sulla cannabis di Salvini, è diventato l’uomo del momento, sarà presente per incontrare il suo pubblico con il giornalista Alberto Castelli e il rapper Chicoria.
Canapa – Una Storia Incredibile nasce con un’importante missione: porre lo stop alla demonizzazione di questa pianta, puntando con forza l’attenzione sulle sue potenzialità di utilizzo nei settori più svariati e sulle sue caratteristiche, che la rendono un validissimo alleato nella lotta per uno sviluppo ecosostenibile. In pochi sanno, infatti, che con la canapa, oltre a tessuti, carta, medicamenti…, è possibile realizzare materiali per l’edilizia radicalmente ecologici, così come materie “plastiche” interamente biodegradabili. Un dato non poco rilevante in un momento storico in cui noi e il nostro ambiente stiamo affogando in un mare di plastica. E infatti la cannaplastica si sta affermando nel mondo delle produzioni d’avanguardia di materiali per l’arredamento, di imballaggi e giocattoli. E come mai piace così tanto? Perché è completamente atossica.
Nei giorni passati Chinaski Edizioni, in occasione delle polemiche sulla cannabis sollevate da Salvini ha avuto modo di sottolineare: “Chi alla parola canapa pensa immediatamente a una canna accesa in piazzetta non è solo stupido: è in malafede. Gracis lo urlerà forte e chiaro: fatevi un favore, andatelo a sentire”.Da una parte c’è una pianta che da migliaia di anni fa parte della vita degli umani, ma che da circa novant’anni è diventata oggetto delle attenzioni di quasi tutte le forze di polizia del mondo, un’icona del male nell’immaginario collettivo. Dall’altra un ragazzo che incontra quella pianta, e suoi prodotti, quando sono avvolti di quell’aura illecita che attrae e respinge, ma che non sempre fa riflettere. Due storie che si intrecciano, perché mentre il ragazzo cresce e cresce la sua consapevolezza, insieme si sviluppa anche la curiosità sul perché di quei divieti, sul motivo per cui quella pianta è bandita dall’agricoltura, dall’industria, dalla farmacopea; luoghi in cui aveva dimorato per secoli.Così l’autore, parallelamente al suo percorso che lo ha portato prima a fondare un sito con l’obiettivo di stimolare la discussione verso politiche di liberalizzazione della pianta, e poi a creare e dirigere Dolce Vita, la più importante rivista italiana nel settore degli “stili di vita alternativi”, ci racconta la tormentata vicenda del più controverso vegetale nella storia della nostra civiltà, cercando nuove domande e ottenendo alcune significative risposte.Due storie davvero incredibili; quella di Matteo che dai banchi abbandonati in fretta dell’Università si è inventato imprenditore di successo nel settore della comunicazione, e quella della Canapa che, con estrema fatica ma altrettanta forza, sta riemergendo dal limbo dell’illegalità in molte parti del mondo e da ultimo, almeno in versione “light”, anche nel nostro paese. Una “rivoluzione verde” che ha un solido retroterra culturale, ben oltre il cosiddetto uso ludico, narrata con sobrietà e leggerezza da uno dei suoi protagonisti.
Cos’hanno in comune un quattordicenne in vacanza in Vietnam alla fine degli anni Novanta, Cristoforo Colombo che sta per salpare con le sue caravelle e George Washington che scrive al direttore delle sue tenute in Virginia? Sembrerà strano ma il filo conduttore di questi e tanti altri eventi curiosi è proprio Lei, la Canapa, di cui questo libro narra la storia e le (dis)avventure.
Matteo Gracis ci accompagna infatti alla scoperta di un mondo poco conosciuto, raccontandoci la storia della Cannabis, quella che attraversa secoli e continenti, intrecciata, capitolo dopo capitolo, alla sua storia personale con questa Pianta straordinaria. Con un ritmo incalzante e uno stile asciutto e diretto, l’autore ci racconta dunque l’epopea della Canapa, dai primi utilizzi in campo medico in Cina quasi tremila anni prima di Cristo, alla diffusione in Europa nel Medioevo come fibra per fare carta, tessuti e cordame, fino agli studi scientifici più recenti che ne sperimentano con successo gli effetti curativi in un numero sempre maggiore di patologie. Sopravvissuta all’ultimo secolo di oscurantismo, la Canapa sta oggi tornando al centro della storia, trascinata da una rivoluzione verde, silenziosa ma inesorabile, che percorre tutto il pianeta.
L’Italia purtroppo rimane ancora tristemente chiusa alle politiche di piena legalizzazione, ma è indubbio che la nuova era stia bussando anche alla nostra porta. Avremo il coraggio di aprire?
Matteo Gracis (Pieve di Cadore – Belluno, 1983), giornalista e nomade digitale. Ha fondato e dirige la rivista Dolce Vita. È stato assistente alla comunicazione di un Deputato della Repubblica Italiana. Esperto di cultura della Canapa, è consulente di alcune delle più importanti aziende europee del settore. (foto copertina)

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Libro: I soldi della Chiesa

Posted by fidest press agency su sabato, 18 Mag 2019

Roma Venerdì 24 maggio 2019 – ore 18.30 Università LUMSA – Sala Pia – via delle Fosse di Castello, 7 Saluto iniziale Francesco Bonini, Magnifico Rettore – Università LUMSA. Intervengono S.E. Mons. Stefano Russo, Segretario Generale della CEI; Carlo Cardia, Ordinario di Diritto Ecclesiastico, Roma Tre; Danilo Paolini, Capo della Redazione Romana di Avvenire.Modera Francesca Fialdini, Conduttrice de La Vita in diretta – RAI.È presente l’Autore Mimmo Muolo, Vaticanista di Avvenire.
La Chiesa è ricca o povera? Come si concilia il possesso di beni con la povertà evangelica? Dove vanno a finire i fondi dell’8xmille derivanti dalle scelte dei contribuenti? Sono tante le domande che ruotano intorno ai “soldi della Chiesa”: un argomento di quelli che suscitano curiosità e generano discussioni, evocando quadri, per lo più a tinte fosche, in cui la Chiesa appare come una realtà molto ricca, con mire umanissime di potere e poco incline a pensare agli ultimi.Certo, è innegabile che ci siano stati episodi e lati oscuri nella gestione dei beni materiali, ma quando si parla di soldi della Chiesa, c’è spesso molta confusione. Per cercare di fare un po’ di luce e dare un quadro della situazione più chiaro arriva il libro del vaticanista Mimmo Muolo. Un’indagine, quella da lui presentata nel volume “I soldi della Chiesa”, che cerca di rispondere ai tanti dubbi della gente, sgombrando il campo da luoghi comuni ed equivoci, alla luce di fonti documentate e mostrando anche l’altra faccia della luna: quella della destinazione e dell’impiego delle risorse ai diversi livelli.Il libro è arricchito dalla prefazione del Cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente emerito di Caritas Italiana, e dalla postfazione di Carlo Cardia, docente di diritto ecclesiastico presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Roma Tre. Scrive il Cardinale Montenegro: “L’Autore ha fatto un lavoro davvero certosino per mostrare l’entità dei beni in denaro attribuiti alla Chiesa cattolica e la loro destinazione. Quella che ne viene fuori potrebbe sembrare un’opera apologetica, tesa a difendere alcune posizioni di principio. Mi piace, piuttosto, inserirla dentro quella grande riforma, voluta fortemente da papa Francesco, che come principio cardine ha la trasparenza. Si tratta, cioè, di mettere nero su bianco per conoscere le somme in denaro, capire il complesso meccanismo degli organismi che le gestiscono e apprendere i criteri con cui vengono spese. Trasparenza non è parola magica che può mettere al riparo da eventuali errori o abusi, ma è valore che permette di tenere alta l’attenzione e, come una fiaccola, consente ai soggetti interessati, e a coloro che osservano, di vedere il punto di partenza e il punto di arrivo del denaro”.Un testo, insomma, da leggere per poter poi argomentare sui soldi della Chiesa nel modo che si preferisce, ma sulla base di una più profonda cognizione di causa.
Mimmo Muolo, vaticanista e vicecapo della redazione romana del quotidiano Avvenire, ha seguito per il suo giornale i pontificati di Giovanni Paolo II, di Benedetto XVI e ora quello di Francesco.

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Agricoltura: E’ l’arma contro la crisi

Posted by fidest press agency su sabato, 18 Mag 2019

Ancora una volta sono i numeri a confermare il valore dell’agricoltura italiana e la necessità di investire di più sul comparto per svilupparne ulteriormente le potenzialità. Infatti, come rilevato dal Rapporto Istat sull’andamento dell’economia agricola del 2018 – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – il primario ha fatto segnare un aumento della produzione dello 0,6% e una crescita del valore aggiunto dello 0,9%.A performare ottimamente in questo quadro è stata soprattutto la produzione del vino, la quale rappresenta ben 10,2 di miliardi di euro dei 59,3 miliardi che determinano il valore complessivo del sistema agroalimentare italiano. Da modelli come questi – prosegue Tiso – possono e devono trarre esempio e forza anche altri importanti settori agricoli; tra i quali quello lattiero-caseario e quello olivicolo-oleario.Come Confeuro – continua Tiso – siamo convinti che con le giuste politiche si possano raggiungere risultati ancora più ambiziosi; ed è anche per queste ragioni che insistiamo per destinare risorse alle riforme delle filiere e per sostenere produzioni agroecologiche e sostenibili. D’altronde, è bene ricordarlo, l’Italia gode di una biodiversità animale e vegetale straordinaria e di un know agricolo che ha fatto divenire il Paese una delle maggiori potenze mondiali.Quel che serve ora – conclude Tiso – è una maggiore convinzione delle istituzioni nel far crescere ulteriormente il peso dell’agricoltura sull’economia italiana (attualmente è del 3.9% se unita all’industria alimentare) e una presa di coscienza del tutto nuova sulla figura degli agricoltori, i quali non vanno più visti come lavoratori di serie b, ma come i reali interpreti e detentori del maggiore patrimonio italiano.

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Difesa: Sindacati a Trenta, lavoratori stanchi, al via protesta

Posted by fidest press agency su sabato, 18 Mag 2019

Roma. “I lavoratori civili del Ministero della Difesa sono stanchi di assistere al teatrino messo su dal Ministro Trenta. Avviamo quindi da subito iniziative nazionali di protesta”. Ad annunciarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Confsal Unsa, nel sottolineare come: “Ieri sera al dicastero della Difesa è stata nostro malgrado registrata l’ennesima imbarazzante puntata nella quale gli attori protagonisti, dopo mesi di chiacchiere e presunte disponibilità al dialogo che non hanno prodotto alcuna soluzione tangibile agli annosi problemi denunciati dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori civili, hanno finalmente gettato la maschera, rivelando la propria reale ed inconsistente natura”.
Per i quattro sindacati, che insieme rappresentano quasi l’85% del personale civile della difesa, “l’aver consapevolmente scelto di caratterizzare, prima di abbandonare nuovamente e per l’ennesima volta i lavori, l’apertura della riunione con un vero e proprio tentativo di forzatura delle regole stabilite dalle norme di legge vigenti e dai contratti collettivi nazionali di lavoro sulla titolarità della rappresentanza sindacale ammessa al tavolo, che per i sindacati è certificata dall’adesione volontaria e dai voti espressi dai lavoratori, cercando addirittura di legittimare e ammettere nella discussione la posizione scritta assunta da presunti componenti di un ignoto comitato in violazione delle più elementari regole democratiche, introducendo ulteriori elementi di divisione tra le parti, costituisce il segno per noi invalicabile di una inadeguatezza istituzionale del Ministro Trenta e che dovrebbe far molto riflettere il Presidente del Consiglio”.”Abbiamo atteso per quasi un anno che alle parole spesso abusate seguissero i fatti, perché da allora non una delle criticità più volte denunciate dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori ad oggi è stata ancora risolta, e sono tante. È tempo che il Ministro della Difesa assuma per intero le responsabilità che derivano dall’esercizio del ruolo istituzionale affidato di fronte ai propri 27.000 dipendenti e alle loro famiglie. Per quanto ci riguarda la misura è colma e, nel dichiarare l’immediato avvio delle stato di agitazione nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori civili della difesa, ci riserviamo di comunicare già a partire dai prossimi giorni le forme di protesta e manifestazione di pubblico dissenso che insieme decideremo di attuare a Roma e su tutto il territorio nazionale”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Confsal Unsa.

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Giustizia allo sfascio

Posted by fidest press agency su sabato, 18 Mag 2019

Un’aria da incubo quella che si respira nei palazzi di giustizia italiani. Oltre agli uffici giudiziari semivuoti a causa della cronica carenza di personale, alle migliaia di fascicoli accantonati nelle cancellerie perché manca il personale per mettere in esecuzione i provvedimenti dei giudici, ci sono seri problemi per quanto riguarda le strutture giudiziarie.Un degrado strutturale che discende da anni di tagli sulla pubblica amministrazione che impediscono la manutenzione ordinaria e periodica, nonché la programmazione di interventi migliorativi sulle strutture.A questo si aggiunga che dal 2015 la responsabilità della manutenzione degli edifici giudiziari è passata dai Comuni in capo all’amministrazione giudiziaria.Peccato che a tutt’oggi manchi il personale qualificato, come ingegneri, architetti, geometri per fare fronte alle esigenze e alle emergenze della manutenzione.Per avere un quadro della drammaticità della situazione citiamo solo alcuni degli ultimi avvenimenti:
al tribunale di Roma che non è solo il più grande d’Europa ma anche il più martoriato, dopo l’amianto, i cedimenti dei soffitti, la presenza di topi, gli ascensori che si guastano in continuazione, ora è arrivata anche la legionella, con grave rischio di salute per gli operatori della Giustizia e per tutti coloro che frequentano i luoghi;
il palazzo di giustizia di Paola, a seguito di un black out, è completamente al buio da oltre tre giorni e ancora non si è trovata una soluzione;
il palazzo di giustizia di Bari dopo i cedimenti strutturali e le assicurazioni che entro novembre 2018 il problema sarebbe stato risolto, ancora non funziona a pieno;
gli uffici giudiziari di Siena, Treviso, Bari, Sassari, S. Maria C.V. e tanti altri, hanno ancora impianti di climatizzazione inefficienti se non addirittura inesistenti, con temperature da forno in estate e da gelo in inverno;
il palazzo di giustizia di S. Maria Capua Vetere non garantisce l’incolumità delle persone nel caso dovesse verificarsi un evento sismico.
Cosa dire poi delle inchieste che riguardano Gela, i crolli a Marsala, l’incidente di Milano occorso ad un avvocato, le cabine di alcuni ascensori della Cassazione precipitate, il certificato di prevenzione incendi e agibilità mancante in alcuni uffici?
È uno scenario di degrado e di abbandono degli edifici giudiziari ormai sotto gli occhi di tutti. Tranne di chi non vuole proprio vedere.
La USB P.I. – Giustizia da anni insiste con l’amministrazione affinché si doti di un piano di manutenzione capace di mettere in sicurezza tutti i palazzi di giustizia e di salvaguardare la salubrità dei lavoratori.Per fare ciò occorrono nuovi investimenti per potenziare la Direzione generale Risorse e Tecnologie del DOG, con a capo un esperto che abbia le competenze necessarie per governare la sicurezza degli uffici nonché assumere le figure qualificate da inviare negli uffici periferici.

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Collection René Huyghe

Posted by fidest press agency su sabato, 18 Mag 2019

Paris. Le 5 juin prochain, la dispersion par la maison Tessier & Sarrou de la collection de l’Académicien René Huyghe sera l’occasion de redécouvrir le fabuleux destin de ce psychologue, historien et mécène.
Né en 1906 à Arras, René Huyghe (1906-1997) fait partie des personnalités dont la vie se confond avec l’Histoire. Décoré de la Légion d’honneur de l’ordre national du Mérite et de l’ordre de Léopold, ses écrits et sa pensée font de lui une figure importante de l’histoire de l’Art. Après des études de littérature et d’art à l’École du Louvre et à la Sorbonne et malgré son jeune âge de 27 ans, René Huyghe est nommé conservateur au musée du Louvre. Parallèlement, il dirige plusieurs revues artistiques telle que l’Amour de l’Art et réalise en 1936 l’un des premiers films sur l’art, Rubens, qui sera primé à la Biennale de Venise.
Pendant l’Occupation, René Huyghe s’engage dans la Résistance et investit toute son énergie dans la sauvegarde des collections nationales. Il fait transférer vers diverses propriétés de province plus de quatre mille tableaux du Louvre qui échapperont ainsi aux nazis. Un journal en partie écrit sous la dictée de René Huyghe et relatant le quotidien de certains de ces châteaux en ces périodes troublées fait d’ailleurs partie de la vacation (estimation : 6 000 – 8 000 €). La guerre finie, le Collège de France crée spécialement pour lui la chaire de Psychologie des Arts Plastiques. En 1960 René Huyghe est élu à l’Académie Française et les enchérisseurs pourront acquérir son habit d’académicien (estimation : 3 000 – 4 000 €) ainsi que son épée executée par Ossip ZADNINE (1888-1967) (estimation : 10 000 – 15 000 €) lors de la vente. Six ans plus tard, il recevra le célèbre prix Erasme, récompensant les personnes ayant participé à la diffusion de la culture européenne.
Vente aux enchères publique – Drouot – salle 4 Mercredi 5 juin – 14h exposition publique – Drouot – salle 4 Lundi 3 juin – 11h / 18h Mardi 4 juin – 11h / 18h Mercredi 5 juin – 11h / 12h contacts presse Mathilde FENNEBRESQUE
À propos de Drouot Drouot est la plus grande place de ventes aux enchères publiques au monde, implantée à Paris depuis 1852. Réunissant 63 maisons de ventes aux enchères, Drouot a accueilli en 2018 plus de 1 000 ventes qui totalisent 376M€. Chaque année, 500 000 visiteurs viennent parcourir les 17 salles de ventes réparties sur deux sites, qui exposent des objets d’art et de collection issues de 21 grandes spécialités, de l’Antiquité au Street art. Le groupe Drouot comprend plusieurs filiales, dont Auctionspress qui publie chaque semaine la Gazette Drouot ainsi que Drouot Digital, plateforme e-commerce ouverte à tous, qui réunit les activités Live (retransmission et participation aux enchères en direct) et Online (ventes dématérialisées). Interviews et images sur demande.
La collection aujourd’hui mise en vente à Drouot rend hommage à l’homme qu’était René Huyghe. Au-delà des œuvres qu’il sauvait ou qu’il analysait, il y avait les œuvres avec lesquelles il vivait. Cette vacation est donc plus qu’un musée personnel, c’est l’environnement de sa vie. Dans ce décor presque théâtral, se côtoient peintures, sculptures, manuscrits et mobilier. Cependant, malgré l’ampleur de cette collection, chaque objet y trouve sa place et raconte son histoire. On y croise une sculpture en marbre blanc, Tête d’enfant riant, provenant de l’entourage de Desiderio da SETTIGNANO (estimation : 8 000 – 10 000 €) ou encore un exceptionnel exemplaire d’une bible comprenant une peinture originale de Marc CHAGALL (1887-1985) et dédicacée à René Huyghe (estimation : 5 000 – 8 000€) attestant de sa reconnaissance par les artistes du milieu artistique.
Au-delà de sa collection, René Huyghe laisse aux générations futures près de 65 livres et de très nombreux écrits. Son autobiographie rédigée un an avant son décès résume dans son titre Une vie pour l’Art la vocation de cet érudit. (par: http://www.drouot.com)

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South Asian Modern + Contemporary Art

Posted by fidest press agency su sabato, 18 Mag 2019

London – Christie’s annual summer auction of South Asian Modern + Contemporary Art comprises 77 lots, almost entirely from private collections from Europe, India, Asia, US and Australia. Following India’s participation and Pakistan’s debut at this year’s Venice Biennale, this year’s auction will celebrate art from both countries.
The auction is led by the striking Falling Figure with Bird painted in 2002 by Tyeb Mehta (1925-2009). This compelling composition manifests the sense of angst, helplessness and fear that Mehta felt at the societal violence and tragedy he experienced in the aftermath of partition. This image draws its power from a cinematic sense of suspense, freezing the action in an eternal moment of helpless free fall. Both deeply personal and politically poignant, this virtuoso painting distils complex psychological and metaphysical notions of suffering and trauma with the economy of line, form and colour characteristic of Mehta’s work. Here, the entwined avian and human figures draw perhaps from literary characters like Icarus or Phaethon, who failed in their quests of flight and union with divinity (estimate: £1,500,000-2,000,000).

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Aimmune to Present at RBC Capital Markets Global Healthcare Conference

Posted by fidest press agency su sabato, 18 Mag 2019

Aimmune Therapeutics, Inc. (Nasdaq: AIMT), a biopharmaceutical company developing treatments for life-threatening food allergies, today announced that its Chief Financial Officer, Eric Bjerkholt, will present at the RBC Capital Markets Global Healthcare Conference on Tuesday, May 21, 2019, at 2:35 p.m. E.T. in New York City.
A live webcast of the presentation will be accessible on the Events page under the Investor Relations section of the Aimmune website at http://www.aimmune.com. A replay will also be available following the webcast.Aimmune Therapeutics, Inc., is a biopharmaceutical company developing oral treatments for life-threatening food allergies. The company’s Characterized Oral Desensitization ImmunoTherapy (CODIT™) approach is intended to provide meaningful levels of protection against allergic reactions resulting from exposure to food allergens by desensitizing patients with defined, precise amounts of key allergens. Aimmune’s first investigational biologic product, AR101, is being developed as a treatment to reduce the frequency and severity and adverse events, including anaphylaxis, following exposure to peanut. The BLA for AR101 is under review by the FDA, which in 2015 granted AR101 Breakthrough Therapy Designation for the desensitization of peanut-allergic patients 4 to 17 years of age. Aimmune expects to file for marketing approval of AR101 in Europe in mid-2019. Aimmune has filed an IND application for its second product, AR201 for the treatment of egg allergy, and intends to start a randomized phase 2 clinical trial in mid-2019. For more information, please see http://www.aimmune.com.

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Cardiovascular Surgery Detailing Preclinical and Clinical Evaluation of SETALIUMTM Vascular Sealant

Posted by fidest press agency su sabato, 18 Mag 2019

TISSIUM, a privately-owned life science company developing fully synthetic, biomorphic programmable polymers, announced today the publication of its manuscript detailing preclinical and clinical evaluations of SETALIUMTM Vascular Sealant, the company’s first synthetic, biodegradable, on-demand, light-activated sealant.The results of these evaluations, published in The Journal of Cardiovascular Surgery on May 10th, 2019, ultimately showed that SETALIUM™ Vascular Sealant has good biocompatibility, good bioresorption, and a beneficial safety and efficacy profile.SETALIUMTM Vascular Sealant is a new synthetic on-demand, light-activated poly (glycerol sebacate) acrylate (PGSA), and pre-clinical and clinical studies were designed to assess the biocompatibility of this product, as well as its performance in living subjects. Pre-clinical trials included three successful large animal studies during which open vascular carotid and aortic reconstruction surgeries were performed. With these promising results, clinical trials were initiated in patients requiring carotid endarterectomy using an ePTFE patch.Biocompatibility testing demonstrated that standard clinical doses of the SETALIUMTM Vascular Sealant, and 40 times that dose, did not induce any significant toxic reaction. Animal studies produced excellent performance and safety data.Clinically significant hemostasis was achieved in 100% of the animals across carotid and aorta studies. In clinical studies, immediate hemostasis was achieved in 84% of cases with no device-related adverse events reported.As a result, the SETALIUM™ Vascular Sealant showed good biocompatibility, and an acceptable safety profile. In human trials, it was shown to be a safe and effective option that can achieve fast hemostasis in vascular carotid reconstructions.
TISSIUM is a privately-owned life sciences company based in Paris, France that is dedicated to the rapid development and commercialization of a unique biopolymer platform to address various unmet clinical needs.The company’s platform is based on a proprietary polymer family with unique properties including the ability to conform to, and integrate with, surrounding tissue to enable natural healing. Furthermore, the modular design of the polymers enables customization to match tissue-specific requirements for different therapeutic areas. The company also develops delivery and activation devices for enhanced performance and usability of its family of polymers.

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