Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 20 maggio 2019

Il GAL Elimos incontra il territorio dell’Agro Ericino

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

Agro EricinoIl GAL Elimos organizza, nell’ambito della programmazione comunitaria «Terre degli Elimi 2014-2020» e della Misura 19.4, un ciclo di incontri d’animazione al fine di condividere le strategie di sviluppo locale con il territorio. A tal fine si terrà a Valderice, martedì 21 maggio (ore 15.30) presso il Molino Excelsior (Via Simone Catalano) un Focus Group dal tema «L’animazione per gli Enti Locali e per le aziende, per uno sviluppo locale di tipo partecipativo». Il ciclo di incontri di animazione programmati dal GAL Elimos consentirà di condividere la strategia di sviluppo locale e di promuovere le misure di intervento, per avviare azioni mirate sui finanziamenti e sulle opportunità dei bandi programmati. Il tutto ovviamente dovrà procedere in maniera innovativa. Nel senso che il patrimonio territoriale, materiale e immateriale, deve fare leva sugli elementi di coesione sociale e di sostenibilità ambientale propri di questi contesti territoriali (Agro Ericino), promuovendo un modello di sviluppo alternativo a quello urbano, ma non per questo meno competitivo. Da qui l’esigenza di uno sviluppo territoriale incentrato sulla valorizzazione delle potenzialità in essere e, altresì, ancorato a meccanismi di governance allargata, che sappiano valorizzare la coesione sociale ed assicurino processi di convergenza strategica tra i diversi attori locali, cosi da mettere a sistema il territorio e orientarlo verso uno sviluppo sostenibile. Sono previsti, infine, gli interventi di Liborio Furco (Presidente GAL Elimos) e di Rocco Lima (Direttore GAL Elimos). La cittadinanza è invitata a partecipare. (foto copyright agro ericino gal elimos)

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Ceccato Motors Racing Team è protagonista a Misano nel Campionato Italiano Gran Turismo Endurance 2019

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

Ceccato Motors RacingUna sfida appassionante segnata dalla pioggia ha caratterizzato l’impegno di Ceccato Motors Racing Team sul Misano World Circuit, teatro nel weekend appena trascorso del secondo appuntamento del Campionato Italiano Gran Turismo Endurance 2019.
La divisione motorsport di BMW Ceccato Motors ha schierato in pista i due equipaggi ufficiali BMW Team Italia composti da Stefano Comandini (ITA), Erik Johansson (SWE) e Alexander Sims (GB) sulla BMW M6 GT3 #15 e Giuseppe Fascicolo (ITA), Francesco Guerra (ITA) e Andrea Fontana (ITA) al volante della BMW M4 GT4 #207.
Fin dalle qualifiche il maltempo è stato protagonista della sfida, con le prime due sessioni disputate in condizioni di pista asciutta e la terza svoltasi sotto la pioggia. Al termine dei tre turni, e grazie all’ottima performance dei tre piloti, la BMW M6 GT3 #15 ha chiuso con un tempo combinato di 4’53.971 che è valso all’equipaggio Ceccato Motors Racing Team la terza posizione. Positiva anche la qualifica della BMW M4 GT4 #207, che con un 5’24.638 complessivo si è assicurata il secondo posto di categoria GT4.
Davvero impegnativa la gara, partita sotto un violento acquazzone in regime di safety car. Sims, al volante della BMW M6 GT3 è salito al secondo posto grazie ad un ottimo approccio in condizioni di pista bagnata. Il pilota britannico ha patito delle difficoltà con le gomme nell’ultima fase del suo stint, Ceccato Motors Racing1ha dovuto lasciare qualche posizione ed è stato poi il primo a fermarsi ai box all’apertura della finestra per il pit stop. Nel secondo turno ottima prestazione di Comandini che è risalito al settimo assoluto grazie ad una guida concreta ed efficace. Con la fine della pioggia, l’ultima ora di gara ha visto Johansson guidare su un tracciato sempre più asciutto. Il pilota svedese ha gestito con esperienza le gomme rain in queste condizioni, ma un contatto con a pochi minuti dal termine con la Ferrari 488 GT3 #25 di Di Amato lo ha costretto a lasciare delle posizioni e a chiudere al decimo posto finale.Emozionante la gara in GT4. Fascicolo ha guidato il primo stint caratterizzato da pioggia battente e complice un testacoda ha impostato la strategia dell’equipaggio #207 sulla rimonta. Guerra nella seconda parte di gara è stato particolarmente efficace e ha recuperato fino al secondo posto, con l’equipaggio Ceccato Motors Racing Team che è salito al comando dopo l’ultimo pit stop. Fontana ha guidato con tutta la sua esperienza, ma nel finale ha dovuto lasciare strada a Pera, unico con gomme slick in pista. L’equipaggio ha così tagliato il traguardo conquistando il secondo posto in GT4 e il secondo podio stagionale. (foto copyright Ceccato Motors Racing Team)

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Plastica nello stomaco del capodoglio

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

capodoglioA pochi giorni dalla partenza di una spedizione di ricerca, monitoraggio, documentazione e sensibilizzazione sullo stato dei nostri mari, organizzata insieme a The Blue Dream Project, Greenpeace diffonde le immagini di quanto è stato ritrovato nello stomaco del capodoglio spiaggiato due giorni fa sulle coste della Sicilia.«Quello che è stato trovato due giorni fa sulla spiaggia di Cefalù era un giovane capodoglio di circa sette anni appena. Come si può vedere dalle immagini che diffondiamo, nel suo stomaco è stata trovata molta plastica. Le indagini sono appena iniziate e non sappiamo ancora se sia morto per questo, ma non possiamo certo far finta che non stia succedendo nulla», dichiara Giorgia Monti, responsabile campagna Mare di Greenpeace Italia. «Sono ben cinque i capodogli spiaggiati negli ultimi cinque mesi sulle coste italiane. Nello stomaco della femmina gravida ritrovata a marzo in capodoglio stomacoSardegna sono stati trovati addirittura 22 kg di plastica. Il mare ci sta inviando un grido di allarme, un SOS disperato. Bisogna intervenire subito per salvare le meravigliose creature che lo abitano».Greenpeace e The Blue Dream Project monitoreranno per tre settimane i livelli di inquinamento da plastica in mare, in particolare nel Mar Tirreno Centrale. Una spedizione di ricerca che si concluderà in Toscana l’8 giugno, in occasione della Giornata mondiale degli oceani.In occasione della conferenza stampa di presentazione del tour, che si terrà martedì 21 maggio alle ore 11 presso la Sala conferenze Lega Navale di Ostia, i ricercatori del Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione dell’Università degli Studi di Padova, centro di riferimento per le autopsie sui grandi cetacei spiaggiati lungo le coste italiane, presenteranno un report preliminare sullo spiaggiamento dei cetacei in Italia, con un focus proprio sui capodogli e la plastica. (foto copyright Greenpeace)

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Vitamina A: la nuova star della bellezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

medicina-estetica.jpgRiflettori puntati sulla vitamina A, sostanza protagonista della cosmetica (e non solo) del 2019. Un interesse motivato dai benefici che questa vitamina può apportare all’organismo e per le interessanti frontiere che ha recentemente aperto la sua somministrazione sistemica. Ma attenzione a farsi ‘trascinare’ dalla moda, perché anche le vitamine possono provocare effetti collaterali se assunte sconsideratamente. “Esistono due tipi di vitamine, quelle liposolubili e quelle idrosolubili – spiega Domenico Centofanti, specialista in Scienza dell’Alimentazione, segretario nazionale ANSiSA e vicepresidente della Società italiana di medicina estetica SIME – La vitamina A è una vitamina liposolubile, questo vuol dire che può accumularsi nell’organismo. Svolge un’importante serie di funzioni per il nostro sistema immunitario e per il metabolismo dell’osso, e ha inoltre un’azione antiossidante che contribuisce al benessere della cute. Tuttavia, un uso sconsiderato di integratori contenenti vitamina A (ma anche altre vitamine liposolubili, la D, la E e la K, ad esempio) può creare dei problemi di salute, come cute molto secca e fessurata, unghie e capelli fragili, gengiviti, irritabilità e astenia. Per questo motivo le integrazioni vanno seguite da un medico e consigliate solo se effettivamente servono”. L’azione della vitamina A è oggetto di numerosi approfondimenti all’interno del 40° congresso della Società italiana di medicina estetica (SIME) in corso a Roma, per il suo ruolo riconosciuto nell’ambito della medicina estetica e della cosmetologia, dove ben note sono le sue proprietà anti-aging: “Non dobbiamo dimenticare l’importanza dell’acido retinoico topico (vitamina A acida) nella cute invecchiata – ha spiegato il professor Emanuele Bartoletti, presidente della SIME – Questa sostanza è un vero e proprio riprogrammatore cellulare che ha la capacità di riportare indietro i danni da invecchiamento cutaneo fotoindotto con un miglioramento incredibile del colorito della cute, della sua vascolarizzazione e delle rughe su di essa presenti. Un farmaco meraviglioso che nelle mani di un medico estetico esperto riesce a ringiovanire la cute in maniera radicale”.Interessanti gli sviluppi anche in un’altra branca medica, la dermatologia, dove di recente ha trovato nuove e importanti applicazioni. “Si può dire che la vitamina A abbia fatto la storia della dermatologia – afferma Giuseppe Alessandrini, dermatologo – e in particolare della cura dell’acne. Applicata topicamente su una pelle acneica questa vitamina è in grado di pulire a fondo i pori e regolare la produzione di sebo, poiché è tra le poche sostanze in grado di penetrare in profondità e in modo efficace nel derma, rinnovandolo e migliorandone sensibilmente tono e qualità”. Oltre alle formulazioni per uso topico esistono poi quelle per uso sistemico, impiegate nel trattamento di forme più gravi di acne, come quella cistica. “L’acne cistica severa è una patologia di origine infiammatoria – illustra Alessandrini – e se non viene curata in modo appropriato tende a lasciare delle cicatrici visibili sul viso e sul corpo. Chi ne soffre vede notevolmente peggiorare la propria apparenza fisica e quindi ha un forte disagio anche a livello sociale. La vitamina A somministrata per via sistemica è in grado di agire sul processo infiammatorio e tenere sotto controllo questa patologia, evitando anche i ‘segni’ dell’acne. Recentemente questa formulazione ha trovato una nuova indicazione per un’altra grave patologia infiammatoria molto dolorosa: l’idrosadenite suppurativa (conosciuta anche come acne inversa) – prosegue – se la terapia viene intrapresa prima che l’infiammazione raggiunga gli strati profondi del derma il paziente ne ricava un immediato sollievo. Attenzione però: si tratta di farmaci che possono presentare effetti collaterali molto gravi, sono quindi da assumere sotto il controllo di uno specialista, che ne calibri attentamente il dosaggio”. (By Domenico Centofanti)

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Radiofrequenza: la tecnologia al servizio della bellezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

Nicolò ScuderiFuturo e innovazione tecnologica sono concetti quasi inscindibili tra di loro, per questo motivo pensare alla medicina estetica del futuro significa anche considerare le tecnologie in grado accompagnare medici e pazienti verso il domani. Per essere davvero ‘innovativa’ una tecnologia deve cambiare radicalmente la pratica quotidiana di una disciplina, deve ridurre al minimo l’invasività mantenendo ad alti livelli i risultati, senza per questo alterare le naturali armonie della figura. Sembrano standard irraggiungibili, eppure oggi esistono macchinari in grado di soddisfarli: si tratta di dispositivi per l’applicazione delle radiofrequenze endodermiche. “A mio avviso si tratta della più interessante novità della medicina estetica degli ultimi 10 anni – sottolinea Nicolò Scuderi, professore di chirurgia plastica e presidente della Conferenza italiana per la riparazione dei tessuti, in occasione del 40° congresso della Società italiana di medicina estetica (SIME) in corso a Roma – in quanto consente di intervenire su zone difficilmente trattabili con altre metodiche e fornisce dei risultati molto evidenti, tanto da rivaleggiare in qualche caso anche con quelli chirurgici. È inoltre sinergica con altre metodiche medico estetiche, (con i filler ad esempio) ed è estremamente duttile: variando i parametri di calore e di energia prodotti dal macchinario, si possono avere effetti diversi, che vanno da un effetto tensivo ad un effetto fibrolitico, fino ad attuare un’azione lipolitica mirata”.
La procedura consiste nell’inserimento sottocutaneo di un’agocannula e di una sonda che trasmette il calore generato dalla radiofrequenza ai tessuti. Lo specialista può selezionare la temperatura adatta all’ottenimento del risultato desiderato: con una temperatura di circa 50° C, il passaggio dell’agocannula produce la retrazione delle strutture collageniche del derma (con conseguente ‘effetto lifting’) e attiva i fibroblasti fondamentali per riparare il derma stimolando la produzione di collagene; A circa 60° C ha un effetto fibrolitico, ovvero riesce a eliminare aderenze tissutali derivanti da traumi o interventi chirurgici. Alzando ulteriormente la temperatura e arrivando intorno ai 70° C, ha un’azione lipolitica e permette di eseguire una liposcultura anche in zone ‘difficili’ come quella sotto-mentaliera, delle braccia e dell’interno cosce.
Ottimi sono poi i risultati, presentati nel corso del Congresso, dell’applicazione di questa tecnologia a livello del volto, dove è stata impiegata per contrastare il naturale cedimento dei tessuti dovuto all’età. L’estrema precisione e l’attento controllo delle aree da trattare garantiscono infatti un recupero significativo di tonicità che riesce a mantenersi nel tempo in modo soddisfacente per il paziente. “Sono risultati comprovati dalla pratica clinica – rileva Scuderi – il gruppo di pazienti da noi seguito e stato analizzato anche da un medico estetico esterno alla nostra indagine. I controlli sono stati effettuati a distanza di 3 e 6 mesi dal trattamento, e in tutti i pazienti hanno confermato la sua bontà. Erano infatti ben visibili effetti quali riduzione delle rughe, sollevamento degli zigomi e delle guance, qualità della pelle migliorata. Ma forse la conferma più importante è arrivata dall’autovalutazione dei pazienti, che in tutti i casi hanno affermato di avere una percezione di sé migliore di prima”. (by Nicolò Scuderi)

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Smagliature: “Ecco come combatterle”

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

Pur essendo un inestetismo largamente odiato, alle smagliature – o in termini tecnici atrofie dermo-epidermiche a strie – va riconosciuto un grande pregio: sono democratiche. Sono infatti in grado di avvicinare la più comune delle mortali agli angeli, in particolare a una delle Victoria’s Secret Angels, la modella Bella Hadid che durante il red carpet del Met Gala 2019 le ha esibite con un abito con oblò. Le smagliature sono il prezzo da pagare quando il nostro corpo affronta cambiamenti quali l’adolescenza, la gravidanza oppure un’importante perdita di peso, e, poiché largamente dipendenti da fattori ormonali, sono un problema prevalentemente femminile, anche se gli uomini non ne sono del tutto esenti. Ma una volta appurato che si tratta di una condizione comune rimane una domanda: è possibile trattarle? “Si tratta di vere e proprie cicatrici e come tali vanno trattate – spiega Veronica Manzoni, medico estetico, in occasione del 40° congresso della Società italiana di medicina estetica (SIME) in corso a Roma – le smagliature attraversano due fasi: inizialmente sono rosse e vengono dette striae rubrae, col passare del tempo diventano bianche e lucide, prendendo il nome di striae albae. La differenza principale, oltre al colore, è la vitalità del tessuto. Nella fase iniziale il tessuto è ancora vitale e quindi trattabile con successo, col passare del tempo assistiamo ad una inevitabile atrofia della smagliatura. Se si giunge a quel punto, l’inestetismo non è più reversibile, il medico estetico può solo attuare degli interventi che ne migliorino l’aspetto e ne riducano lo spessore”. In caso di comparsa di striae rubrae, rivolgersi a dei professionisti in tempo significa avere delle buone probabilità di farle scomparire. Ma anche sulle smagliature ormai bianche si possono avere dei margini di miglioramento, la parola chiave è ‘rivitalizzare’. “Intervenire sui bordi della smagliatura è l’unico modo per apportare dei cambiamenti significativi – continua Manzoni – al centro della smagliatura il tessuto è inerte, non reattivo. Per questo motivo trattamenti come la carbossiterapia, il needling e il laser vanno usati solo sui margini dell’inestetismo, dove le cellule possono ancora essere stimolate a produrre collagene. Dopo le sedute, qualsiasi metodica venga applicata, è molto importante un’idratazione profonda con prodotti specifici, che non solo riescano ad alleviare i sintomi dolorosi del trattamento delle smagliature, ma che rendano più efficaci i trattamenti, veicolando i fattori di crescita”. Insomma, il ‘fattore tempo’ è fondamentale contro le smagliature, ma ancora più fondamentale è metter in campo strategie di prevenzione “Le smagliature sono un’importante sfida in Medicina Estetica – afferma il professor Emanuele Bartoletti, presidente della SIME – Semplici da trattare quando ancora rosse, diventa molto difficile migliorarle quando schiarite e atrofiche. La prevenzione è fondamentale soprattutto nelle fasi di vita ‘a rischio’: il periodo puberale e la gravidanza. Seguire i consigli di un medico estetico dopo un check-up cutaneo può portare a scomparsa se in fase iniziale o ad un buon miglioramento se in fase più avanzata”. (By Veronica Manzoni)

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Medicina estetica cura dell’anima. Anche in presenza di un tumore

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

La gestione di un paziente affetto da tumore dovrebbe essere affidata a un’équipe multidisciplinare più che al singolo specialista, non solo per la complessità intrinseca delle patologie neoplastiche ma anche per le implicazioni che le terapie antitumorali hanno per l’organismo nel suo complesso. Sono farmaci la cui gestione è problematica: è infatti necessario che abbiano un certo grado di tossicità affinché siano efficaci, ma questo determina una serie di effetti collaterali per il paziente, e questi vanno seguiti attentamente, poiché potrebbero essere degli indicatori di un superamento dei livelli di tossicità tollerabili dall’organismo. Di particolare interesse sono gli effetti collaterali che si manifestano a livello cutaneo. “La cute è un organo che ha la straordinaria capacità di interagire con l’ambiente esterno, ricevendo contemporaneamente informazioni dall’interno – spiega Marta Carlesimo, docente di dermatologia presso il dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche, Università ‘La Sapienza’, Roma, in occasione del 40° congresso della Società italiana di medicina estetica (SIME) in corso a Roma – Tutto ciò che accade all’interno di un organismo si può leggere sulla pelle, se si ha una preparazione adeguata. Nel paziente oncologico è importante controllare accuratamente lo stato della pelle, in modo da scorgere per tempo delle spie di tossicità che ci permettono di modulare l’approccio terapeutico, evitando conseguenze anche mortali”. A dimostrazione dell’importanza e al tempo stesso della complessità di questo compito, in Europa è stata creata la figura dell’onco-dermatologo, con competenze di dermatologia, farmacodinamica e farmacocinetica delle terapie antitumorali. “Gli effetti collaterali visibili a livello cutaneo sono tantissimi, sia nella chemioterapia che nella target therapy, e purtroppo nemmeno le terapie immunoncologiche di nuova generazione ne sono prive. I più comuni e immediatamente riconoscibili sono perdita di capelli, eritemi, rush cutanei e manifestazioni bollose. Non vanno mai sottovalutati o considerati banalmente come ‘conseguenze inevitabili’ della terapia, sono spie da tenere sotto lo stretto controllo di professionisti competenti”.
La cura della pelle insomma può essere determinante, e per questo motivo in una visione globale della presa in carico del paziente oncologico scende in campo la medicina estetica “Si sta aprendo un importante filone della medicina estetica che viene chiamato medicina estetica sociale – afferma il professor Emanuele Bartoletti, presidente della SIME – e prevede l’utilizzo di terapie di medicina estetica in pazienti che stanno affrontando terapie oncologiche oppure si trovano sotto dialisi. Abbiamo potuto constatare come anche la sola prescrizione cosmetica possa alleviare la condizione del paziente, evitando complicanze che potrebbero addirittura portare all’interruzione della terapia inoltre una volta superato il periodo della terapia (destabilizzante sia dal punto di vista fisico che mentale) è la ripresa della vita di tutti i giorni viene resa più semplice se si percepisce positivamente il proprio aspetto. Lo stato emotivo del paziente è infatti molto importante per reagire alla lotta che il suo fisico deve sostenere per raggiungere la guarigione”. Un tema di primo piano nell’ambito del Congresso SIME, in cui viene per altro approfondita una serie di iniziative che stanno avendo luogo presso l’Ospedale Fatebenefratelli-Isola Tiberina. ”All’ospedale Fatebenefratelli è attivo ormai da anni un percorso di check up cutanei per i pazienti oncologici – spiega spiega Gloria Trocchi, specialista in Medicina Interna e vice presidente SIME – con i quali valutiamo (sia prima che durante il percorso terapeutico) parametri quali idratazione, produzione di sebo, reattività cutanea, presenza di ipercromie o meno. Questi check up sono parte fondamentale di progetti finalizzati al benessere del paziente oncologico, primo fra tutti ‘Care of me’. Si tratta di un progetto nato dalla collaborazione con la Fondazione ‘Le Cinque vie di Giorgio’ –– che vede coinvolto il Reparto di Oncologia insieme il Servizio di Medicina Estetica ed altri specialisti e professionisti. Vengono previsti check-up cutanei, manicure oncologica, make-up correttivo e corsi di autotrucco, yoga, meditazione, filosofia, scrittura creativa, musicoterapia e colorazione di mandala al fine di integrare il processo di cura con un percorso mirato al benessere e all’equilibrio corpo-mente della persona e per farlo”. (by Marta Carlesimo)

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Hai chili di troppo? la colpa è anche dei batteri intestinali

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

La medicina estetica viene spesso chiamata in causa per risolvere problemi legati al peso e alla percezione dell’immagine corporea. Tra questi, il più ‘estremo’ è senza dubbio l’obesità, ma è forse giunto il momento di ridefinire i contorni di questa condizione. “L’obesità fino ad oggi è stata considerata un problema prettamente di medicina estetica – sostiene presidente dell’Italian Obesity Network (ION) Giuseppe Fatati in occasione del 40° congresso della Società italiana di medicina estetica (SIME) in corso a Roma – ma in realtà si tratta di una vera e propria malattia, che per giunta si accompagna allo stigma sociale: si tende infatti a credere che la ‘colpa’ sia dell’obeso che mangia troppo, quando si tratta in realtà di una situazione notevolmente più complessa, ovvero di un fenomeno di popolazione”. L’obesità è patologia complessa, perché ha dei fattori singolarmente più o meno complessi che a loro volta interagiscono tra di loro, andando a complicare in maniera esponenziale il quadro. Al centro di questa complessità c’è l’intestino e, soprattutto, c’è il microbiota. Il microbiota è l’insieme di batteri contenuto nel nostro intestino. Un vero e proprio ‘mondo’ fondamentale nel determinare stati infiammatori, orientare la deposizione di grasso e calibrare la spesa energetica, quindi il nostro peso corporeo. Tutto l’insieme del microbiota intestinale, parliamo di almeno 100 trilioni di batteri per un peso di 1-2 kg. Un ecosistema insomma, già formato alla nascita – poiché bambino eredita molti dei batteri materni durante la gestazione e il parto – che poi si sviluppa in modo autonomo e risente fortemente del nostro stile di vita. “Per esempio con un’alimentazione ricca di grassi saturi si produce una disbiosi intestinale, ossia mangiare ‘male’ provoca il cambiamento della flora intestinale – spiega l’esperto – A questo cambiamento corrisponde l’attivazione del sistema immunitario e di quello endocrino, che vanno ad influenzare il cervello. Qui ci sono i meccanismi che presiedono ai gusti personali e alla sensazione di fame e sazietà”.Ma l’influenza di una flora batterica squilibrata non si ferma qui: a parità di introito alimentare una persona con una disbiosi intestinale tende a prendere più peso rispetto ad una con un microbiota in equilibro, e inoltre tenderà a depositare grasso a livello viscerale. “In queste condizioni si può andare incontro ad alterazioni quali l’insulino-resistenza, che a loro volta portano a obesità e a diabete. Quindi il microbiota è da considerare un organo endocrino, anche se attualmente è sconosciuto ai più – prosegue – Per completare la complessità del problema, bisogna considerare che anche l’inquinamento è in grado di alterare il microbiota intestinale. Ogni tanto qualcuno in ambulatorio fa affermazioni paradossali come ‘a me ingrassa pure l’aria’, che tuttavia sono vere è se il soggetto vive in ambiente inquinato. Questo perché con l’inquinamento vengono innescati fenomeni di infiammazione subclinica che portano all’aumento del peso e alla deposizione di grasso a livello viscerale, anticamera per il diabete, le cardiopatie metaboliche e la cardiopatia ischemica”. Il peso corporeo è dunque legato a fattori complessi, ma comunque relativi allo stile di vita, quindi non ci può essere una medicina estetica efficiente se non è corroborata da sane abitudini e dalla volontà di migliorare il proprio ‘ecosistema’, con una dieta varia e mediterranea. “Il Congresso della SIME è stato una delle prime sedi scientifiche in cui sono stati condivisi gli studi sul microbioma – commenta Emanuele Bartoletti – Si è partiti con l’intestinale e si è proseguito con il microbioma cutaneo. I batteri che convivono con noi sono ormai oggetto di studio quotidiano perché la loro presenza e il loro equilibrio condizionano fortemente la nostra salute”. (by Giuseppe Fatati)

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I quattro cavalieri dell’apocalisse dell’invecchiamento cutaneo

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

Rispetto a pochi decenni fa, il lavoro del medico è cambiato radicalmente: la grande mole di conoscenze che la ricerca ha prodotto ha fatto sì che la medicina si sia super-specializzata “e questo – afferma Domenico Centofanti, vicepresidente della Società italiana di medicina estetica SIME in occasione del 40° congresso della società scientifica in corso a Roma – se da un lato ci ha messo nella condizione di essere dei professionisti competenti per singoli organi, dall’altro ci ha fatto perdere di vista il corpo nella sua globalità. La pelle è tra gli esempi più evidenti in questo senso, ci preoccupiamo di curarla come se fosse un organo a sé, perdendo di vista il suo ruolo nel resto dell’organismo”. La pelle rappresenta l’interfaccia con il mondo esterno e comunica il nostro equilibrio psicofisico, riflettendo lo stato di salute e di invecchiamento di tutto il corpo. Su di essa influiscono fattori quali radiazioni ultraviolette, inquinamento, fumo, stress, alimentazione, alcool, sonno, quadro ormonale. Gli ormoni tiroidei, ad esempio, intervengono nel controllo del turnover cellulare e del tempo di rigenerazione cellulare che da 3-4 settimane, caratteristico dell’età giovanile, passa a 4-6 settimane nell’età adulta. “La nutrizione è senza dubbio uno dei principali responsabili della salute cutanea – continua l’esperto – il legame, o piuttosto l’effetto dell’alimentazione sull’invecchiamento cutaneo, è stato un interessante campo di ricerca non solo per gli scienziati, ma anche un campo comune di interesse per gli esseri umani negli anni, dai tempi antichi ai giorni nostri. Tralasciando l’importanza e le ben note azioni di vitamine, minerali e di altri nutrienti sul benessere cutaneo, l’attenzione dev’essere spostata su un concetto più ampio di alimentazione. Per rendere un’idea dell’impatto che la malnutrizione (sia qualitativa che quantitativa) può avere sulla pelle, basta pensare a pazienti affetti da disturbi dell’alimentazione, come anoressia nervosa”. Possiamo individuare principali responsabili nell’aging cutaneo, correlati al cibo, quattro processi fortemente connessi tra loro in una sorta di circolo vizioso che vengono attivati da un’alimentazione poco equilibrata:
L’eccesso di zuccheri, le diverse metodologie di cottura, l’improprio e eccessivo utilizzo di dolcificanti, favoriscono questo processo con produzione dei cosiddetti Advanced Glycation End products (AGEs) che si legano a recettori specifici denominati Receptor for Advanced Glycation End products (RAGE), localizzati su fibroblasti, adipociti, mastociti, macrofagi, cellule endoteliali, quindi sia epidermide che derma, favorendo la produzione di citochine infiammatorie, la glicazione delle fibre collagene e l’elastoressi (rottura delle fibre collagene). Gli AGEs promuovono l’infiammazione, lo stress ossidativo e l’alterazione della struttura e della funzione delle proteine intracellulari e di superficie anche indipendentemente dal recettore, attraverso danni diretti alla struttura delle proteine di membrana o intracellulari.
È la ridotta capacità dell’insulina di far utilizzare il glucosio nelle cellule dell’organismo, una condizione cioè in cui si favorisce una risposta biologica subnormale con accumulo di grasso e produzione di citochine infiammatorie da parte del tessuto adiposo, danneggiando anche l’architettura cutanea.
Nella sua genesi sicuramente l’alimentazione ha un ruolo primario. Una dieta tipicamente occidentale favorisce lo stress ossidativo con la formazione di radicali liberi, veri e propri killer anche per la cute.Infiammazione. Si parla di infiammazioni subcliniche generate da sedentarietà, ambiente, fumo, farmaci, stress e dieta. Un’alimentazione ricca di grassi saturi e trans – rispettivamente quelli di origine animale e quelli di origine vegetale cui vengono aggiunti atomi di idrogeno, entrambi responsabili dell’aumento del cosiddetto colesterolo LDL, quello ‘cattivo’ – e di zuccheri semplici finisce con l’essere pro-infiammatoria favorendo un’alterazione anche della matrice extracellulare dove si trovano le fibre collagene ed elastiche e da dove parte il nostro sistema linfatico, generando una decadenza estetica.“Per queste ragioni, la prima visita di medicina estetica, in accordo con quanto suggerito dalla SIME, prevede un’indagine anamnestica e un esame clinico tradizionale e mirato alla domanda con una serie di valutazioni morfologiche e funzionali – conclude Centofanti – Questo approccio permette di formulare innanzitutto un progetto di prevenzione e, poi, di correzione. La terapia antiaging, oltre alle metodiche impiegate abitualmente in medicina estetica, non può non valutare lo stile di vita del paziente e la sua alimentazione in particolare. E’ questo, forse, l’elemento che condiziona maggiormente la differenza di risultato”. Insomma una alimentazione variegata e corretta riesce davvero non fa la differenza solo in termini di ‘forma fisica’, perché la salute dell’organismo di riflette anche sulla superficie: “È comprensibile da tutto ciò l’importanza dell’educazione alimentare che rientra a pieno titolo tra gli obiettivi del medico estetico dopo il check up di Medicina Estetica – conclude il professor Emanuele Bartoletti, presidente della SIME – L’elaborazione di un ‘Diario alimentare’ da parte del paziente permette al medico estetico di capire se vi sono degli errori nelle abitudini alimentari e di aiutare il paziente ad evitarli e correggerli”. (by Domenico Centofanti)

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Cosmetici fatti in casa con le ricette dei social media

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

Il verbo ‘spignattare’ fino a qualche anno fa veniva usato esclusivamente in cucina col significato di ‘darsi da far intorno ai fornelli per cucinare’. Oggi, però, spignattare ha assunto anche un altro significato, quello di ‘creare cosmetici in casa’, e ha dato origine a una costellazione di neologismi da esso derivati, primo fra tutti ‘spignattatrice’ cioè ‘colei che spignatta’. Le spignattatrici trovano e scambiano in rete le ‘ricette’ per creare creme, smalti, lucidalabbra e altro ancora, nell’ottica di una filosofia ‘green’ che suggerisce di rinunciare a comprare prodotti di bellezza costosi o nocivi nei negozi per abbracciare una cosmesi genuina ed economica, in cui le materie prime siano state tutte scelte con cura e rispetto per l’ambiente. Ma siamo sicuri che sia così semplice? “I prodotti fatti in casa presentano rischi che sfuggono a quanto stabilito e sanzionato nel Regolamento 1223/2009 in materia di cosmetici – afferma l’avvocato Alexia Ariano in occasione del 40° congresso della Società italiana di medicina estetica (SIME) in corso a Roma – il fenomeno delle ‘spignattatrici’ nasce da internet, ma parte dalle aziende, che da un lato hanno creato dei prodotti personalizzabili che possono essere in parte ‘assemblati’ a casa dal consumatore e dall’altro hanno esasperato l’interesse per il ‘green’ usando strategie di marketing”.
Da qui un fenomeno parallelo, una sorta di concorrenza casalinga composta da un piccolo esercito di appassionate, che su blog e canali Youtube divulgano ricette di prodotti cosmetici a un seguito discretamente nutrito di persone che le riproducono. Sembrerebbe una pratica tutto sommato innocente, ma non è così: “è un modo di fare cosmetica che rischia di presentare problemi per l’utente, per la sua sicurezza – continua l’avvocato – sono prodotti fatti con ingredienti comprati online, che non possono essere correttamente valutati da chi non possiede solide competenze, che presentano problemi di conservazione, stabilità, rischio di contaminazione e di provocare allergie. I cosmetici ‘fai da te’ possono poi avere risvolti sgradevoli soprattutto se vengono regalati a terze persone: in questo caso (poiché si va a minare la sicurezza altrui) si rischiano conseguenze penali. Occorre una seria riflessione sulle insidie nascoste nel rapido evolversi del mercato cosmetico on-line, cercando risposte rapide ed efficaci in grado di fronteggiare le insidie che uno sviluppo costante richiede”.“I cosmetici non sono più pozioni magiche – commenta Emanuele Bartoletti – Per complessità, studi scientifici e indicazioni possono quasi essere paragonati a un farmaco. E come un farmaco dovrebbero essere prescritti. La scienza cosmetica ha fatto passi da gigante negli ultimi anni e possiamo tranquillamente affermare che esiste un cosmetico ormai per ogni sfumatura di pelle. Ma proprio per questo, la cute deve essere studiata prima di prescrivere un cosmetico. Il check-up cutaneo, una valutazione che fa parte del check-up di Medicina Estetica, permette al medico di studiare a fondo la cute e di realizzare una prescrizione cosmetica che possa ripristinare al meglio l’equilibrio cutaneo del paziente. Fondamentale per la prevenzione e la correzione dell’invecchiamento”. (by Alexia Ariano)

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La medicina estetica al tempo dei social

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

Generazione Y, MTV Generation, Net Generation, EchoBoomers… sono tanti i nomi della generazione dei nati tra i primi anni ‘80 e la metà degli anni ’90 – sulle date precise c’è molto disaccordo tra sociologi – ma in questi ultimi anni sembra essersi cristallizzato il termine ‘Millennial’, a sottolineare che si tratta dell’ultima generazione i cui estremi ricadono interamente nel secondo millennio dell’era cristiana. I Millennials sono i primi ‘nativi digitali’, poiché erano bambini, tutt’al più ragazzi, durante grande rivoluzione tecnologica che ha portato i computer dai laboratori scientifici più avanzati ai salotti di casa, e che ha trasformato i telefoni fissi in cellulari. Cresciuto navigando in lungo e in largo sulle acque sconfinate del web, chi fa parte questa generazione è approdato molto naturalmente sui social network – non a caso Mark Zukerberg, fondatore di Facebook, è nato nel 1984 – dove ha sperimentato forme di comunicazione radicalmente diverse rispetto al passato, in cui è l’immagine che si sceglie di pubblicare online a farla da padrone. Con un profondo impatto a livello psicologico. “Il rapporto con i social ha alterato notevolmente la percezione di sé – afferma il presidente della SIME Emanuele Bartoletti – questo ‘esercito del selfie’ vede degli inestetismi che non esistevano nemmeno fino a qualche tempo fa. Lo sguardo che i Millennial gettano su loro stessi è profondamente influenzato dalla fotocamera del cellulare, che restituisce loro un’immagine che non corrisponde alla realtà. Come medici estetici ci troviamo a dover spiegare che il difetto che ci viene mostrato in una foto è stato creato dalla prospettiva dell’inquadratura o dalla distorsione dovuta alla distanza focale dell’obiettivo, e che in realtà non esiste affatto. Non sono solo i tratti del volto ad essere alterati dalle fotocamere degli smartphone, tutto il corpo viene modificato da questo tipo di obiettivo”. D’altro canto, non è raro chi sui social sa sfruttare la propria ‘selfie face’ e in generale la propria immagine riesca a farne una vera e propria carriera – a dire il vero spesso solo temporanea – quindi sono in aumento le richieste di interventi mirati a ‘venire bene in foto’, più che all’apparire al meglio nella vita di tutti i giorni. Ma in fondo, anche quella sui social network è vita di tutti i giorni. Per la medicina estetica, la ‘selfie face’ non è l’unico risvolto negativo dei social network e forse non è nemmeno il più grave “Esistono colleghi che avviano molto rapidamente la propria carriera attraverso i social network – avverte Bartoletti – e sebbene a questi debba andare un plauso per la capacità di autopromozione e social media management (un grande pregio di questi tempi), bisogna ricordare che fare la gavetta è molto importante nel mestiere di medico, perché sono soprattutto l’esperienza e la pratica ad affinare tecnica e conoscenze. Chi, uscito dalla scuola di formazione (step imprescindibile per la formazione di un professionista) intraprende una carriera nella medicina estetica – prosegue – di norma impiega tempo a costruire una propria clientela, e lo fa con il passaparola dei pazienti soddisfatti. Se si cerca un medico estetico affidabile (ma il discorso vale anche per altri specialisti) è consigliabile diffidare dagli studi già affollati dopo pochi mesi di attività. A questi è meglio dare fiducia tra qualche anno!”. (by Andrea Sermonti)

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Congresso nazionale della Società Italiana di Medicina Estetica

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

Emanuele BartolettiIl Sime taglia un nuovo, importante traguardo: quello di quest’anno è il 40°, e cade in un momento strategico per la crescita della società scientifica e per le iniziative a tutela dei pazienti e dei medici estetici. In questo quadro si inserisce la collaborazione assai stretta tra la Sime e CittadinanzAttiva. L’esigenza di questa nuova sinergia nasce da una domanda sempre maggiore di richiesta di trattamenti di medicina estetica e da una informazione e consapevolezza dei cittadini che si sottopongono a questo tipo di ‘interventi’ e dei rischi che ne potrebbero derivare. Con Cittadinanzattiva abbiamo quindi deciso di:
-attenzionare il tema della formazione, mossi anche dalla ulteriore preoccupazione che trattamenti di medicina estetica non vengono effettuati solo da medici, ma anche da soggetti altri, non deputati realizzare tale attività, quali le estetiste, le stesse pazienti;
-informare i cittadini a fare scelte consapevoli, fornendo tutte le informazioni necessarie per effettuare tali scelte, rischi inclusi;
-fornire gli strumenti di tutela da attivare;
– realizzare una survey per monitorare il livello di informazione e di consapevolezza dei cittadini che fanno ricorso alla medicina estetica;
– studiare una campagna di informazione e sensibilizzazione sul tema della medicina estetica;
– lavorare alla revisione congiunta del modulo del consenso informato come principale strumento di comunicazione da conoscere e divulgare;
– siglare un vero e proprio Protocollo di intesa tra le parti;
-implementare la partnership con altre attività da definire;
– coinvolgere alcune tra le principali testate femminili per sensibilizzare i cittadini sul tema della medicina estetica;
In quest’ottica è stato organizzato un incontro, magistralmente condotto da Rosanna Lambertucci, tra il pubblico e alcuni dirigenti della Sime – Gloria Trocchi, Domenico Centofanti, Nadia Fraone, Elisabetta Fulgione e il sottoscritto – per parlare di temi ‘caldi’ come la tutela dei pazienti, la sicurezza degli interventi, le nuove tecniche e le possibili complicanze. Il nostro impegno è sempre quello di non banalizzare la medicina estetica, privilegiando il termine ‘medicina’ piuttosto che ‘estetica’, per evitare che si rivolgano a persone e strutture non competenti, rischiando danni e complicanze.
Con queste premesse il 40° congresso Sime ha dedicato diversi approfondimenti scientifici e highlight considerati più importanti nel senso e nella qualità della vita, complice anche un notevole allungamento dell’aspettativa e una nuova longevità. Allo stesso modo, per venire incontro alle esigenze dei pazienti e della Società in costante mutamento, è cambiata la nostra disciplina.Nella sessione centrale del Congresso opinion leader stranieri di chiara fama e indiscussa esperienza si sono confrontati affrontando il tema sotto diversi punti: dalla costante attenzione del natural look, alla evoluzione della tecnica nel corso degli anni, dall’attenzione al differente approccio e iter terapeutico che il medico deve adottare in caso di paziente anziano e di quello giovane, di paziente femminile e di paziente maschile, fino ad arrivare all’analisi della Medicina Estetica in rapporto alla millenial generation e all’influenza dei social.
Nello specifico è stato affrontato il tema delle occhiaie, partendo dall’eziopatogenesi dell’inestetismo fino ad arrivare ai possibili approcci terapeutici che comprendono la cosmesi, i filler, il trattamento con laser, la supplementazione orale e la chirurgia estetica. Il trattamento delle dark circles è molto richiesto dai pazienti perché l’attenuazione delle stesse aiuta a migliorare lo sguardo, illuminando il terzo superiore del volto e donando un aspetto più sereno e riposato con un conseguente effetto antiaging importante.
Si è passati poi alla terapia fotodinamica e alla sua evoluzione in medicina estetica: si è partiti dalla presentazione della Fotodinamica classica, o PDT (Photo Dynamic Therapy), per arrivare alla Daylight in cui foto-sensibilizzanti classici vengono utilizzati con la luce solare. Affrontandoo poi la più moderna fotobiomodulazione. Si tratta di strumenti molto utili per il medico estetico nel trattamento specifico dell’acne ma anche dell’invecchiamento cutaneo.
Per l’Acne considerata una patologia multidisciplinare che non coinvolge solo i giovani, ma anche le pazienti in età più avanzata è stata dedicata una tavola rotonda con specialisti di diverse discipline per fornire i diversi punti di vista sulla patologia e sul suo trattamento.
Ma non finisce qui. Importanti opinion leader hanno illustrato le loro esperienze sul trattamento di aree anatomiche di cui raramente si discute nei Congressi di Medicina Estetica. Sono stati analizzati quei distretti anatomici che erroneamente suscitano meno interesse ma che spesso costituiscono un disagio importante per il paziente, quali i padiglioni auricolari, le ginocchia, le palpebre inferiori dismorfiche, l’area ombelicale ed altre ancora.
Tra le novità del Congresso SIME, si parla di Exposoma: l’insieme di fattori esterni a cui il nostro corpo è esposto per tutta la durata della vita, partendo già dal concepimento. Tra questi troviamo il sonno, l’alimentazione, lo stress, i campi elettromagnetici e le radiazioni. Attraverso l’apporto e il confronto multidisciplinare, si è cercato di fare il punto su come questi fattori influiscono sui nostri organi e quindi anche sulla nostra cute.
Oltre a questi argomenti, il Congresso SIME di quest’anno offre numerosi approfondimenti su temi specifici. Tra questi le sessioni dedicate a esercizio, nutrizione e forma fisica, argomento che sta riscontrando sempre maggiore interesse, all’approfondimento sull’universo dei cosmetici in medicina estetica, in cui si vorranno sfatare i falsi miti per scoprire la realtà dietro questi prodotti, al trattamento degli inestetismi secondari o iatrogeni, al confronto tra dieta mediterranea e orientale, all’analisi degli esami più idonei da prescrivere nell’ottica della medicina anti-aging, agli ormoni di maggiore attualità: DHEA e melatonina, alla terapia con vitamina A nella sua formulazione topica e in quella sistemica.Nutrizione e cervello è l’argomento della sessione congiunta ADI, ANSISA, SIO, SISDCA, SIME. Vi sono, inoltre, i consueti approfondimenti sulla PEFS e su tecniche e novità nei vari settori della medicina estetica, quali filler,peeling, biostimolazioni, laser ealtri ancora. Infine viene data ampia visibilità agli strumenti innovativi di marketing a supporto del medico estetico.

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Gli enti locali si impegnano per la riduzione dei rifiuti

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

Il Comitato europeo delle regioni ha ospitato la cerimonia annuale di premiazione della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, nel quadro della Settimana verde 2019
Nel quadro della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti SERR sono stati premiati sei progetti, riconosciuti come le azioni migliori dell’anno nello sforzo di ridurre a zero i rifiuti nell’UE. I riconoscimenti, assegnati ogni anno, intendono segnalare e incoraggiare le iniziative di riduzione dei rifiuti attuate da tutti i soggetti della società. La SERR si svolge ogni anno in novembre, e comprende migliaia di attività di sensibilizzazione e di rimozione di rifiuti in tutta Europa. La decima edizione dei premi SERR mette in evidenza il ruolo centrale degli enti locali nella riduzione dei rifiuti. La prossima SERR avrà luogo dal 16 al 24 novembre 2019. Nel suo intervento di apertura, il membro del Comitato europeo delle regioni (CdR) André van de Nadort (NL/PSE) , sindaco di Weststellingwerf e membro della giuria dell’edizione di quest’anno, ha dichiarato: “Come membro della giuria sono impressionato dal numero di iniziative in corso in tutta Europa e dalla diversità dei gruppi, delle istituzioni e delle comunità che si impegnano attivamente nella prevenzione e nella riduzione dei rifiuti. Al Comitato europeo delle regioni e nei nostri comuni ci adoperiamo per aumentare il livello di ambizione della legislazione sui rifiuti in Europa. Ma non potremmo raggiungere i nostri obiettivi senza l’impegno e la dedizione delle comunità locali”. André van de Nadort (NL/PSE) è stato relatore del parere sulla Strategia europea per la plastica nell’economia circolare , adottato a ottobre 2018.

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Musiche di cinque compositori italiani contemporanei, ispirate alla poesia di Giacomo Leopardi

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

Roma 22 maggio 2019 h. 18.00 presso l’Università di Roma “Tor Vergata” (Auditorium “Ennio Morricone”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) la stagione di Roma Sinfonietta si conclude con musiche di cinque compositori italiani contemporanei, ispirate alla poesia di Giacomo Leopardi. È una nuova tappa del Progetto Archilochus, che vuole ricreare la stretta unione di musica e poesia che era propria della antica cultura greca.
Manuel Croci dirige l’Ensemble Roma Sinfonietta, con la partecipazione dell’attore Massimo Venturiello e di Giulio Ferroni, professore emerito di letteratura italiana all’Università “Sapienza”. Direttore Manfred Croci Ensemble Roma Sinfonietta.
Cinque sono i compositori e quattro le composizioni. Giovanni Costantini e Marcello Filotei sono infatti i due autori di “Fugaci riflessi”, i cui protagonisti sono il clarinetto e il suo alter ego elettronico. Domenico Turi ha composto “Aspasia” per violino e violoncello, “un piccolo omaggio alla celebre poesia leopardiana dedicata all’amore, un amore struggente, lacerante, ai imiti del delirio e dell’illusione”, come la definisce l’autore stesso. Giovanni Guaccero ha fatto una scelta di versi di Leopardi per il suo brano “Memoria del canto” per flauto, clarinetto, chitarra elettrica, violino, violoncello, e voce recitante. Antonio Di Pofi ha scelto tre dei “Canti” di Leopardi per “Alla luna”, melologo per voce recitante, flauto, clarinetto, chitarra, violino, violoncello e percussioni. Tutti i brani, composti espressamente per il Progetto Archilochus, sono in prima esecuzione assoluta.

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La forma dell’ideologia: Praga: 1948-1989

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

Parma. Dal 25 maggio al 28 luglio 2019 sarà ospitata a Parma la più grande mostra italiana dedicata all’arte cecoslovacca. “La Forma dell’Ideologia. Praga: 1948-1989” porterà nella storica sede del Palazzo del Governatore oltre 200 opere tra dipinti, disegni, acquerelli, lavori di grafica e di stampa, fotografie, oggetti di design e proiezioni cinematografiche.Promossa da Fondazione Eleutheria, Collezione Ferrarini-Nicoli e Comune di Parma, in collaborazione con il Museo di Arte Decorative di Praga, la mostra è curata da Gloria Bianchino, FrancescoAugusto e Ottaviano Maria Razetto.
L’esposizione, allestita su entrambi i piani del Palazzo, proporrà al pubblico un percorso temporale, a partire dagli anni ’20 del Novecento fino agli anni ’80, in cui verrà approfondita l’atmosfera culturale di Praga e dell’intera nazione cecoslovacca, altamente influenzata dalle vicende storico-politiche, che portò a una particolarissima produzione artistica, parte della quale trovò espressione nella pittura realista di artisti di primo piano come Josef Štolovský (1879-1936), Josef Brož (1904-1980), Adolf Žábranský (1909-1981), Jaromír Schoř (1912-1987), Sauro Ballardini (1925-2010) ed Alena Čermáková (1926-2009). Dalla pittura alla scultura, dalla fotografia al cinema fino al design, l’arte di quel periodo è declinata nelle sue variegate sfaccettature sottolineando, in particolare, l’impatto che ebbe lo “stato di regime”, dal ’48 in poi, sulla cultura della città e dell’intera nazione.
La mostra è realizzata con il patrocinio di: Ambasciata della Repubblica Ceca a Roma, Ambasciata d’Italia a Praga, Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana, Ministero della Cultura della Repubblica Ceca, Regione Emilia-Romagna, Praga Città Capitale, Provincia di Parma, Municipio di Praga 1, Istituto Italiano di Cultura di Praga, Centro Ceco di Roma, Archivio di Stato di Parma, Museo delle Arti Decorative di Praga, Camera di Commercio e dell’Industria italo-ceca, Famu (Film and TV School of the Academy of Performing Arts in Prague). Main sponsor: UniCredit bank, Architectural Consulting, s.r.o., Opem, Ferrarini porte blindate. Sponsor: Carebo, Terra d’Ombra. Partner: Rufa, GVERDI Eccellenze Italiane, Art Cafè, Ceci, Hotel Farnese.
Il Palazzo del Governatore (Piazza Garibaldi, 19) è aperto al pubblico con i seguenti orari: dal martedì al venerdì: 10,00-19,00, sabato e domenica: 10,30-19,30, primo e ultimo sabato del mese aperto fino alle ore 24.00. Biglietto intero € 7, biglietto famiglia € 10, ridotto € 5, ridotto speciale € 4, scolaresche e gruppi € 3. Catalogo edito da Eleutheria e a cura di FrancescoAugusto Razetto e Ottaviano Maria Razetto, con testi di Gloria Bianchino, FrancescoAugusto Razetto, Vittorio Sgarbi, Magdalena Kracik Storkanova e ricco apparato iconografico.

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Celebrazioni “Luigi Sturzo e il popolarismo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

Parigi l’11 Giugno 2019 a Parigi, presso l’Istituto Italiano di Cultura, si terrà il Seminario L’esilio della democrazia. Luigi Sturzo, Francesco Luigi Ferrari e gli antifascisti in Francia: una rilettura delle prime analisi fatte dagli esuli cattolici sulla crisi delle democrazie e sull’esilio della democrazia in Europa.
– dal 14 al 16 Giugno 2019 a Caltagirone si terrà il Convegno internazionale L’attualità di un impegno nuovo: una serie di incontri per rileggere l’attualità e l’attuabilità del pensiero sturziano ispirato ai 12 Punti programmatici dell’Appello “A tutti gli uomini Liberi e Forti”. (fonte:Istituto Luigi Sturzo)

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Il tumore alla prostata è il più diffuso tra gli uomini

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

Sono stati 35.300 i casi di tumori alla prostata diagnosticati nel 2018, con una incidenza negli uomini del 18% tra tutti i tumori, e al primo posto tra tutti i tumori maligni.La prostata è una ghiandola essenziale per la funzione riproduttiva maschile: essa infatti produce il liquido seminale, fondamentale per la sopravvivenza degli spermatozoi negli acidi ambienti della vagina. Nel corso della vita può capitare lo sviluppo di un carcinoma alla prostata.
Per carcinoma si intende un tumore maligno di origine epiteliale, che tende ad invadere i tessuti circostanti e a formare metastasi; può derivare da tessuti di rivestimento, come pelle e mucose oppure può essere di tipo ghiandolare. Il carcinoma alla prostata rappresenta uno dei tumori maligni più diffusi in italia.I fattori di rischio sono vari, il più importante è l’età: con l’avanzare degli anni infatti, aumenta di molto la possibilità di andare incontro a questa patologia.Altri fattori sono:
Fattori ormonali: l’aumento del testosterone e dell’ormone IGF1 entrambi favoriscono la crescita di cellule prostatiche.
Fattori familiari: il rischio di riscontrare un tumore alla prostata aumenta per chi ha avuto un parente consanguineo colpito da questa neoplasia.
Stile di vita: una alimentazione ipercalorica, iperproteica e ricca di grassi saturi, l’obesità e la mancanza di esercizio fisico possono indurre alla nascita del tumore.
Il carcinoma alla prostata viene classificato in base al grado e allo stadio: il primo fa riferimento all’aggressività del tumore, il secondo invece indica lo stato della patologia.
“Questo tipo di tumore non crea nessun problema fino a quando è di piccole dimensioni, risulta infatti asintomatico fino all’aumento della massa. Infatti quando le dimensioni del carcinoma aumentano si presentano i suoi sintomi: difficoltà a urinare, dolore o bruciore durante la minzione, bisogno continuo di urinare, senso di pienezza della vescica, sangue nelle urine, eiaculazione dolorosa e dolore alle ossa” spiega il dottor Militello, eletto miglior andrologo e urologo d’Italia nel 2018.
“Per prevenire il carcinoma alla prostata, è consigliabile, ad ogni uomo sopra i 50 anni, di eseguire almeno una volta l’anno una visita preventiva da uno specialista urologo. Infatti il periodico controllo della PSA (Antigene Prostatico Specifico) e dell’esplorazione rettale da parte del medico possono permettere l’individuazione precoce della malattia in modo tale da fornire maggiori possibilità per sconfiggerla” consiglia il Dottor Militello.”Un altro modo per prevenire questo tipo di tumore è quello di avere uno stile di vita non sedentario, una buona attività fisica legata ad una dieta mediterranea basata sul consumo di vegetali, frutta e olio di oliva” conclude l’andrologo. (fonte: eu-west-1.amazonses.com)

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Nuove Prospettive per i Tumori Rari

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

Roma Mercoledì, 22 maggio 2019 Ore 9.00 – 13.00 Piazza della Minerva, 38 Senato della Repubblica Sala degli Atti Parlamentari – Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” L’Associazione Giuseppe Dossetti: i Valori accende i riflettori sul tema “Tumori Rari”, definiti dalla Commissione Europea “entità con un tasso di incidenza inferiore a 6 ogni 100.000 persone ogni anno”. Tumori, i rari, che costituiscono il 20% di tutte le neoplasie e che sono stati identificati in un numero di circa 200 e raggruppati, da RARECAREnet, in 14 grandi gruppi sulla base delle caratteristiche cliniche.I tumori rari rappresentano un notevole problema medico e sociale a causa della necessità di gestire, in maniera diversa, ogni tipo di tumore e della difficoltà, per i pazienti, di identificare i centri di riferimento sul territorio adatti alla loro patologia. A ciò si aggiunge la frammentarietà del Sistema Sanitario Nazionale, con le disparità tra Regione e Regione per l’accesso alle cure, da cui deriva, inoltre, la conseguente lievitazione dei costi per lo Stato dovuti a prestazioni improprie e migrazione sanitaria.Tre i punti all’ordine del giorno del Workshop:
– fornire un adeguato inquadramento della tematica “tumori rari”
– confrontare le esperienze sull’inquadramento diagnostico-terapeutico in generale e sull’accesso rapido ed equo alle cure
– aprire il dibattito sulla modalità di inserimento dei tumori rari nella Rete Nazionale dei Registri dei Tumori e dei Sistemi di Sorveglianza e del Referto Epidemiologico per il Controllo Sanitario della Popolazione.

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Presentazione del volume Terra Calda di Francesca Ferragine

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

Roma Martedì 21 maggio alle 17.30 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea viale delle Belle Arti 131, Ingresso accessibile Via Gramsci 71 (orari di apertura dal martedì alla domenica: 8.30 – 19.30 ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura) ospita la presentazione del volume di Francesca Ferragine, Terra Calda, edito da De Luca Editori d’Arte. Intervengono Alfonso Veneroso (Attore) Omero Antonutti (Attore) Prof.ssa Francesca Romana De Angelis prof Tommaso Cozzitorto Prof. Pietro Bria Prof. Antonino Aprea Modera Teresa Di Fresco Sarà presente l’autrice. “La mia terra è una terra calda, viva, piena di sole, fatta di cento profumi. Lì dovrei sentirmi a casa mia, ma quando ci ritorno il dolore che provo è più forte e violento di ogni cultura, di ogni teoria. Forse avverto un legame così profondo che non può, o non ha bisogno di essere raccontato e spiegato. Così rimane dentro di me fino al prossimo ritorno. Io non ho paura, la gente come me non ha paura, il coraggio è in cima alle cose e l’amore è assoluto. L’amore per un uomo, l’amore per la gente, l’amore per il sorriso di un bimbo, l’amore per chi è triste.La gente come me non è sola. La gente come me ha il cuore pieno di tanti amori che ancora vivono, perché il tempo non li attenua. La gente come me è fatta di passioni che bruciano senza spegnersi. Sono Francesca, un grande cuore, una grande passione ma anche tempeste terribili che non si placano, capace di regalarti i miei giorni solitari e i miei sogni. Sono capace di lasciarmi alle spalle la parte di me stessa dai polsi di ferro, costretta a vincere per non morire, nutrita di forza perché non c’è altro cibo. Ma c’è qualcosa che ruba l’orizzonte ai miei sogni.
La mia terra è il paese di cui mi sento figlia, ma senza diritto. Il suo profilo mi somiglia, sua è la tristezza dei brevi inverni, sua è la dolcezza della primavera, sua è la magia dell’estate. Questo mio piccolo libro non sarebbe mai approdato ad un mattino di agosto, quando l’ho concluso, se non fosse stato sostenuto dall’amicizia che per me è assoluta. Dall’amicizia è nato, solo da questa. L’affetto di tanti è stato necessario per scriverlo, soprattutto perché mi ha più volte impedito di bruciare tutto quello che avevo scritto per me soltanto”.”Terra calda” di incanti e di miti è, emblematicamente, la vita di ogni coscienza. Un insospettato viaggio in noi stessi, nella parte recondita e assonnata della nostra anima troppo spesso dimenticata ed emarginata dai compromessi della ragione.

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Rotavirus: se lo conosci lo previeni

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

1 caso al minuto, circa 27.000 al mese, più di 400.000 bambini colpiti ogni anno: questi i numeri in Italia di una malattia diffusissima ma poco conosciuta, la gastroenterite da Rotavirus (GARV). Una malattia che colpisce i bambini al di sotto dei cinque anni, spesso entro il primo anno di vita, provocando diarrea, febbre, vomito e disidratazione e che può diventare così grave da richiedere il ricovero in ospedale, al fine di reintegrare i fluidi persi. L’agente scatenante è il Rotavirus, un virus in grado di sopravvivere molto bene nell’ambiente: estremamente contagioso, si trasmette con grande facilità per via oro-fecale, ma anche attraverso il respiro o tramite il semplice contatto con superfici contaminate, non esclusi i giocattoli. Refrattario alle più scrupolose procedure igieniche, prospera anche nelle strutture ospedaliere.
Al di là delle cifre, pur impressionanti, «con una infezione come quella da Rotavirus non sono i numeri a contare – sottolinea Giorgio Conforti, Referente Nazionale Vaccini della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) – quanto l’enorme stress che l’ospedalizzazione comporta a genitori e bambini. Il Rotavirus è ubiquitario e colpisce tutti, al Nord, al Sud, al Centro: è infatti definito un virus “democratico”, che prende indistintamente bambini “poveri” e bambini “ricchi”
L’infezione dura dai quattro agli otto giorni e anche se non si presenta in forma violenta, sono giorni di sofferenze, pianti, sintomi spiacevoli; successivamente, afferma Giovanni Vitali Rosati, Rete Vaccini FIMP Regione Toscana, «la diarrea può diventare cronica e richiedere l’uso di antibiotici per diverso tempo, debilitando ulteriormente il bambino. I genitori si trovano costretti a perdere giornate lavorative e affrontare un grosso disagio, oltre al dispiacere di vedere il proprio figlio sofferente; se poi ci sono fratelli o sorelle, anche loro ne sono inevitabilmente contagiati». Prevenire l’infezione da Rotavirus, parlandone col pediatra al primo bilancio di salute, permette ai genitori di avere una preoccupazione in meno nei primi anni di vita del bambino; un periodo impegnativo, in cui le cose a cui pensare sono tante e la tranquillità della famiglia va protetta.
Con questo preciso obiettivo parte oggi #unapreoccupazioneinmeno, campagna di disease awareness di GSK con il patrocinio della FIMP per diffondere una maggiore consapevolezza sulle insidie del Rotavirus e su come prevenirne l’infezione attraverso la via più efficace, semplice e sicura: la vaccinazione per bocca nei primi mesi di vita.
La vaccinazione contro i Rotavirus è in offerta attiva e gratuita a tutti i bambini a cominciare dalla sesta settimana di vita e da concludere entro la 24esima, se si tratta del vaccino a due dosi, o entro la 32esima se parliamo di vaccino a tre dosi.
La vaccinazione è inserita nel calendario del Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale 2017-2019 e inclusa tra i Livelli Essenziali di Assistenza, per via della sua elevata importanza per la Sanità Pubblica.
La GARV, infatti, incide negativamente e in modo sostanziale anche sulla spesa sanitaria: una stima del carico di malattia riporta che le gastroenteriti da Rotavirus comportano in Italia ogni anno più di 14.000 ospedalizzazioni, più di 50.000 accessi ai Pronto Soccorso e 8.000 infezioni nosocomiali, con un notevole sovraccarico delle strutture ospedaliere nei mesi invernali, quando l’infezione è più frequente.
Parliamo di una spesa annua di circa 186 milioni di euro: una vaccinazione capillare contro il Rotavirus ridurrebbe dal 70 al 90% le ospedalizzazioni di neonati e bambini.
Carichi eccessivi per il Sistema Salute ma anche per i genitori: secondo una survey pubblicata dalla rivista scientifica internazionale Human Vaccines & Immunotherapeutics che ha indagato il vissuto di un campione di famiglie italiane dopo il ricovero di un loro figlio per GARV, lo stress è stato considerato “elevato” dal 67.2%, mentre più del 74% dei genitori non è a conoscenza dell’esistenza di un vaccino orale ad hoc.Per fornire una risposta a questi problemi nasce la campagna #unapreoccupazioneinmeno, che si avvarrà di un sito web e canali social dedicati (Facebook e YouTube), di una capillare distribuzione di materiale informativo negli studi medici di pediatri e igienisti e di una serie di eventi informativi territoriali. Il primo, #tuloconosciGarvy, si terrà il prossimo 9 giugno al Parco Indro Montanelli di Milano.
Una giornata informativa dedicata a genitori e bambini all’aria aperta all’insegna della festa: musica, palloncini, zucchero filato e uno spettacolo speciale dedicato a grandi e piccini.
Prevenire è il concetto chiave di una medicina attenta non solo alle patologie dei bambini, ma anche alle ripercussioni negative sulla vita dei genitori e sul sistema sanitario: disagi, ansie, perdita di giorni di lavoro, mancata produttività, aumento delle ospedalizzazioni e dunque della spesa sanitaria. Come saggiamente consiglia il dottor Vitali Rosati, «evitare tutte queste problematiche con una semplice vaccinazione orale è di certo un vantaggio da non perdere».www.unapreoccupazioneinmeno.it

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