Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 21 Mag 2019

Il nuovo Ragioniere Generale dello Stato e il nuovo Comandante Generale della Guardia di Finanza

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

A Biagio Mazzotta, e al Generale di Corpo d’Armata Giuseppe Zafarana, nuovo Comandante Generale della Guardia di Finanza, designati dal Consiglio dei ministri, auguri di buon lavoro da parte di laura Castelli, vice ministro dell’Economia e delle Finanze e che in proposito dichiara: “Sono certa che continueranno a servire lo Stato con la stessa professionalità e abnegazione con cui lo hanno fatto sino ad oggi. Al dott. Franco ed al Generale Toschi, che li hanno preceduti nei rispettivi incarichi, un sincero ringraziamento per quanto hanno fatto fino ad ora nell’interesse ed al servizio della Nazione”.

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Metamorfosi: Altre Storie Oltre il Mito

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

Roma Domenica 26 maggio ore 18.00 e ore 21.00 Teatro Ghione Via Delle Fornaci, 37 Enrico Lo Verso Con la partecipazione di Sade Mangiaracina in METAMORFOSI – Altre Storie Oltre il Mito regia di Alessandra Pizzi.
Un testo a parti fisse e parti modificabili in base agli “ospiti” della serata. Storie da raccontare, tratte dal capolavoro della classicità: Metamorfosi, scritto da Ovidio, nel tentativo di “tessere” quel grande arazzo di miti e leggende che, a distanza di duemila anni, fanno parte del tessuto collettivo patrimonio dell’umanità.
In scena l’amore di Apollo e Dafne, il viaggio impervio di Dedalo e Icaro, la bellezza incontenibile di Narciso, la brutale violenza ai danni di Proserpina, la vendetta di Pallade contro Aracne ed altri ancora. Il racconto su testi tradotti esclusivamente per lo spettacolo dal latinista Nicola Pice, è affidato ad Enrico Lo Verso che guida il pubblico in un viaggio senza tempo tra miti e leggende, attraversa l’Olimpo e svela vizi e virtù degli dei. Come un moderno Ovidio, l’attore traccia la narrazione avvalendosi della presenza sul palcoscenico di “ospiti d’eccezione”, che, per ogni replica, portano il loro omaggio al Poeta. Lo spettacolo così diventa in ogni replica “altra cosa”, si trasforma grazie alle diverse sensibilità artistiche che si avvicendano e dalla sinergia che si crea fra le diverse interpretazioni. Nasce così l’idea di uno spettacolo evento destinato a sole poche date su territorio nazionale che ha debuttato nell’estate del 2017 presso il teatro antico di Segesta, ha fatto tappa nei teatri e nei festival italiani, portando sui palcoscenici musicisti, coreografi ed artisti di vario genere.Il 26 maggio sarà in scena a Roma dove la recitazione di Enrico Lo Verso sarà accompagnata dal pianoforte di Francesco Maria Mancarella, dal clarinetto di Lorenzo Mancarella e dalla beatbox di Filippo Scrimieri, in arte BigByps.Parole e musica saranno incorniciate dalle coreografia aeree e a corpo libero di Marilena Martina. Pregiata partecipazione sarà quella di Sade Mangiaracina, straordinaria pianista jazz di fama internazionale (che ha portato la sua musica e il suo talento nei più prestigiosi teatri e jazz club di New York, Mosca, Shangai, Parigi e Tokio, per citarne alcuni), nominata da MUSICA JAZZ, la più autorevole rivista Jazz, attraverso il referendum TOP JAZZ, tra i primi 10 artisti nella categoria “Miglior Talento dell’Anno”.
“Un’idea di spettacolo nata dal desiderio di coniugare al racconto altre forme artistiche ed espressive, per tessere una narrazione multidisciplinare di un viaggio fantastico, in uno dei più interessanti capolavori della letteratura”, spiega Alessandra Pizzi, che ha curato l’adattamento e la regia dello spettacolo.Tutto all’interno di una messa in scena che tenta di rendere il mito popolare, avvicinandolo quanto più possibile alla sua primaria funzione, cioè quella di “spiegare” agli uomini le verità imponderabili. L’allestimento è un omaggio che la regista ha voluto fare alla lunga tradizione delle feste popolari che scandiscono la vita sociale del Paese, ma soprattutto alla sua terra d’origine: il Salento. Sul palco è quindi rievocata l’atmosfera delle feste di piazza, dove tra luminarie, decori e le sonorità della “pizzica” si animano i miti, in uno spazio “ludico” come sa essere quello del palcoscenico.Storie ri-lette con un linguaggio contemporaneo, efficace ed essenziale, riattualizzano il mito, individuandone i tratti essenziali della validità nella società contemporanea. Di classico resta, dunque, il valore del messaggio, che supera il tempo e resta integro. Perché il mito persiste solo oltre la storia, se il suo potere è senza tempo, se il suo valore è universale.

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La visione di Mallet

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

Roma ore 11.00, nella Sala Conferenze della Sede di Roma dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) (Via di Vigna Murata, 605) – Sala Conferenze verrà presentato il fumetto “La visione di Mallet”, realizzato dal Gruppo Lucano di Protezione Civile in collaborazione con Graziano Ferrari, ricercatore dell’INGV, e grazie alla mano esperta del fumettista lucano Giuseppe Palumbo.Robert Mallet, considerato il padre della sismologia, era un eclettico ingegnere irlandese. Il suo studio dei terremoti si concretizzò nel 1846 quando presentò alla Royal Irish Academy la sua teoria sulla dinamica dei terremoti, On the dynamics of earthquakes, che costituisce il primo tentativo di far rientrare i fenomeni sismici nel campo delle scienze esatte. A seguito del fortissimo terremoto lucano che il 16 dicembre del 1857 colpì l’Italia meridionale causando circa 19.000 vittime, Mallet riuscì a farsi finanziare dalla Royal Society di Londra un viaggio nelle zone terremotate italiane al fine di verificare sperimentalmente la sua teoria.Il Gruppo Lucano di Protezione Civile, la principale organizzazione di volontari di protezione civile dell’Italia meridionale, ha promosso (con il sostegno della Fondazione con il Sud) la divulgazione della storia di Mallet sotto forma di fumetto, in una originale esperienza di sinergia tra scienza e arte sequenziale. Obiettivo dell’iniziativa, sensibilizzare giovani e famiglie alle tematiche del volontariato e alle buone pratiche della resilienza.La presentazione del volume si svolgerà alla presenza dell’ambasciatore d’Irlanda in Italia, Colm Ó Floinn, del Presidente del Gruppo Lucano di Protezione Civile, Giuseppe Priore, e del fumettista Giuseppe Palumbo.

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Impiego delle valvole aortiche realizzate in tessuto resilia

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

Edwards Lifesciences Corporation (NYSE: EW), leader mondiale nelle malattie cardiache strutturali e nel monitoraggio in terapia intensiva, ha presentato, in occasione del 99esimo congresso dell’American Association for Thoracic Surgery (AATS), i risultati dello studio clinico Commence. I dati mostrano che le protesi valvolari aortiche chirurgiche biologiche Edwards realizzate con l’innovativo tessuto pericardico bovino Resilia mantengono prestazioni emodinamiche e profilo di sicurezza favorevoli su una mediana di quattro anni di follow-up, senza alcun evento di deterioramento strutturale della valvola (SVD). Lo studio Commence ha arruolato 694 pazienti, di cui 144 (21 per cento) di età inferiore a 60 anni al momento della sostituzione chirurgica della valvola.
“Questo studio preliminare è molto importante per la sicurezza di impianto di questa nuova protesi. I risultati dimostrano assenza di deterioramento strutturale della valvola in una mediana di quattro anni in pazienti giovani” – ha commentato Pierluigi Stefano, Direttore Cardiochirurgia, Azienda ospedaliero-universitaria Careggi, Firenze. “La protesi con tessuto Resilia, conservato a secco e non in glutaraldeide, presenta tutti i presupposti per essere più resistente nel tempo alle calcificazioni che sono alla base della degenerazione protesica. Il nuovo sistema di trattamento e di conservazione del tessuto pericardico Resilia, infatti, riduce in modo significativo il legame con le aldeidi libere che sono alla base del processo di calcificazione e quindi di degenerazione della protesi biologica tradizionale. Questi dati incoraggiano all’utilizzo di questa protesi nei pazienti più giovani ed attivi che non vogliono sottoporsi a vita al trattamento anticoagulante dopo impianto di protesi meccanica, lasciando presupporre una libertà da re-intervento maggiore e una eccellente qualità della vita”.Il tessuto Resilia, studiato e realizzato da Edwards, prevede, infatti, una nuova tecnologia di conservazione dell’integrità, che può eliminare un fattore chiave nei processi di calcificazione che stanno alla base del deterioramento delle protesi valvolari. La tecnologia consente inoltre di conservare la valvola in condizioni di confezionamento a secco, facilitando l’impiego in sala operatoria.
Lo studio Commence è uno studio clinico prospettico, non randomizzato, multicentrico, a braccio singolo, investigational device exemption (IDE) condotto in 27 centri clinici negli Stati Uniti e in Europa. Lo studio ha arruolato 694 pazienti di età pari o superiore a 18 anni, con malattia valvolare aortica diagnosticata e in procinto di sottoporsi a sostituzione della valvola con o senza innesto di bypass aorto-coronarico. Commence è uno studio premarket approval (PMA) ed è disegnato per determinare, fino a cinque anni, con un sottogruppo di pazienti valutato per 10 anni, la sicurezza e l’efficacia delle protesi valvolari aortiche chirurgiche con tessuto Resilia in questa popolazione. Allo stadio attuale, lo studio ha registrato 2.533 pazienti-anno di follow-up. http://www.Edwards.com

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Fernando Aramburu Dopo le fiamme (Guanda)

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

Torino Lunedì 27 maggio, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 Fernando Aramburu, grande caso editoriale di questi anni, torna con un nuovo libro ancora immerso nell’universo e nell’atmosfera di Patria, Dopo le fiamme (Guanda). I protagonisti sono ancora le vittime, i caduti di una guerra strisciante che ha segnato la vita dei Paesi Baschi fin nelle pieghe più intime della quotidianità. Come in un romanzo corale, la molteplicità e l’originalità delle voci, la polifonia dei personaggi e la varietà delle loro esperienze compongono un quadro indimenticabile. L’autore Premio Strega 2018 – definito da El Cultural «scrittore magnifico, uno dei tre o quattro nomi indiscutibili della narrativa attuale» – propone al Circolo dei lettori la sua raccolta di racconti insieme allo scrittore Fabio Geda.
Con grande empatia per un’umanità dolente, la penna magistrale di Fernando Aramburu ci consegna un libro indispensabile sugli anni baschi di piombo e sangue. Una ragazza che dopo sei mesi esce dall’ospedale invalida, vittima casuale di una bomba piazzata davanti a una banca, e il dolore silenzioso e impotente di suo padre; una donna che cerca in tutti i modi di resistere alle pressioni della comunità che vorrebbe espellerla, perché le hanno assassinato il marito e la sua presenza è diventata per tutti motivo di disagio; un vecchio accusato di collaborazionismo che vive in una condizione di insopportabile angoscia; la visita di una madre al figlio detenuto in un carcere di massima sicurezza, e la loro difficoltà di capirsi fino in fondo. I protagonisti delle storie di Fernando Aramburu colpiscono e commuovono per la verità del narrare e per la «normalità» delle situazioni che ritraggono.
Fernando Aramburu è nato a San Sebastián nel 1959, ha studiato Filologia ispanica all’Università di Saragozza e negli anni Novanta si è trasferito in Germania per insegnare spagnolo. Dal 2009 ha abbandonato la docenza per dedicarsi alla scrittura e alle collaborazioni giornalistiche. Ha pubblicato romanzi e raccolte di racconti, che sono stati tradotti in diverse lingue. Patria ha avuto un successo eccezionale e ottenuto, tra gli altri, il Premio de la Crítica. Pubblicato da Guanda nel 2017, ha conquistato anche i lettori e la critica italiani e nel 2018 ha vinto il Premio Strega Europeo e il Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Per Guanda è uscito anche il romanzo Anni lenti.

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Risultati finanziari Gruppo Schwarz

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

Il Gruppo Schwarz, il più grande operatore GDO europeo di cui fanno parte Lidl e Kaufland, ha chiuso lo scorso anno fiscale registrando un fatturato netto di 104,3 miliardi di euro (+7,4 % rispetto all’anno precedente), di cui circa 81,2 miliardi di euro provenienti dalla catena di discount Lidl (+ 8,8%) e circa 22,6 miliardi di euro dagli ipermercati a marchio Kaufland (+1,6%).Il Gruppo Schwarz, quinto retailer a livello mondiale, è presente in oltre 30 Paesi con più di 12.100 punti vendita e oltre 429.000 collaboratori. L’Azienda, la cui sede principale si trova a Neckarsulm in Germania, opera con due diverse insegne commerciali: Lidl, catena di discount presente anche in Italia, e Kaufland specializzata nelle grandi superfici.Klaus Gehrig, a capo del Gruppo Schwarz, attribuisce il merito di questi risultati all’espansione della rete commerciale, all’offerta di prodotti con un rapporto qualità/prezzo conveniente e, non da ultimo, all’impegno dei collaboratori. Oltre a prezzo, servizio e qualità – i tre pilastri dell’offerta Schwarz – l’Azienda ha ulteriormente puntato su: freschezza, regionalità dell’assortimento e prodotti biologici. Per il 2019, ci si attende uno sviluppo in linea con l’anno precedente nonostante la crescente complessità dei mercati e la sfavorevole congiuntura economica mondiale. Nel futuro dell’Azienda c’è la sfida digitale che, per il Gruppo Schwarz, significherà connettere in modo intelligente persone, merci e punti vendita.Anche Lidl Italia, nonostante il complessivo calo dei consumi nazionali e l’ingresso sul mercato di nuovi player, ha contribuito in modo significativo all’espansione del Gruppo, confermando il trend di crescita degli ultimi anni. L’Azienda ha investito lo scorso anno oltre 350 milioni di Euro sul territorio nazionale, destinati per la maggior parte all’apertura di 40 nuovi supermercati e alla modernizzazione di una cinquantina di punti vendita. A questi investimenti è stato affiancato un ambizioso piano di oltre 2.000 assunzioni. Per l’anno in corso sono previsti investimenti e assunzioni in linea con i dati del 2018, segno tangibile della volontà di Lidl di proseguire a pieno ritmo lo sviluppo sul territorio italiano.

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Comportamenti “extra-lavorativi” dei lavoratori

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

Parma mercoledì 22 maggio alle 17 nell’Aula dei Filosofi della Sede centrale dell’Ateneo (via Università, 12). Relatore dell’incontro, intitolato Adempimento dell’obbligazione di lavoro e libertà della persona: i cosiddetti comportamenti “extra-lavorativi” del prestatore di opere, sarà Fabio Pantano, docente di Diritto del lavoro al Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali.
«La dottrina e la giurisprudenza – spiega il prof Pantano – definiscono come “extra-lavorativi” comportamenti posti in essere al di fuori dell’orario di lavoro, ma che sarebbero comunque idonei a influire sul rapporto, giustificando l’adozione di provvedimenti disciplinari da parte dell’imprenditore, incluso il licenziamento. Spesso si tratta di comportamenti che attengono a scelte esistenziali dell’individuo, legate a orientamenti etici, politici, morali o religiosi e che possono implicare un coinvolgimento di caratteristiche proprie della persona tutelate dal diritto antidiscriminatorio. Si pensi all’ampia discussione suscitata da recenti pronunce delle corti nazionali ed europee sull’uso del cosiddetto “velo” da parte di lavoratrici di religione islamica o da licenziamenti irrogati in ragione delle scelte sessuali o familiari del lavoratore. In alcuni casi, invece, ci si riferisce a condotte di rilevanza penale o alle quali si attribuisce un certo “disvalore morale”, ma che non presentano ricadute dirette sull’esecuzione della prestazione lavorativa, quali il commercio o il semplice utilizzo di sostanze stupefacenti. Il rilievo di questo tema è destinato ad aumentare in ragione delle più recenti trasformazioni sociali, che propongono un più intenso conflitto tra contrapposte visioni ideologiche, legato anche alla manifestazione pubblica delle diverse scelte di vita e convinzioni di ogni individuo e alle contrapposizioni di questo diritto con l’interesse economico dell’impresa.Per queste ragioni, il potere del datore di lavoro di sanzionare o licenziare il lavoratore in ragione di simili comportamenti implica un’attenta ricostruzione del contenuto dell’obbligazione lavorativa, rispettosa del rilievo attribuito dalla Costituzione alla tutela della dignità della persona e della sua libertà.Nell’ambito del seminario, saranno ricostruiti gli orientamenti più recenti della giurisprudenza italiana ed europea, evidenziandone le criticità denunciate dalla dottrina. In particolare, sarà dato risalto al rilievo del principio costituzionale di tutela della persona e alle sue immediate ricadute sul potere sanzionatorio dell’impresa».

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Richieste di mutui da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

Anche nel mese di aprile è proseguito il rallentamento delle richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane, che fanno registrare una contrazione del -10,8% rispetto allo stesso mese del 2018, dato che accentua ulteriormente la brusca frenata che aveva caratterizzato il I trimestre dell’anno (-7,9%).Si segnala, tuttavia, la costante crescita dell’importo medio richiesto, che fa segnare un +3,7% per attestarsi a 130.311 Euro: a livello di singole rilevazioni mensili si tratta del 2° valore medio più elevato registrato dall’inizio del 2013 ad oggi. Relativamente alla distribuzione per fasce di importo, ad aprile le richieste si sono concentrate prevalentemente nella classe compresa tra 100.001 e 150.000 euro, con una quota pari al 29,4% del totale ma va sottolineato come i mutui di importo inferiore ai 75.000 euro rappresentino un quarto del totale.

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Differenze di genere nel mondo lavorativo?

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

In tutto il mondo ci sono solo 6 Paesi in cui si può affermare che le donne e gli uomini hanno gli stessi diritti. Parliamo di Francia, Belgio, Danimarca, Lettonia, Lussemburgo e Svezia.In tutti gli altri Paesi del globo, norme alla mano, le donne partono svantaggiate. A sottolinearlo ancora una volta è uno studio della Banca Mondiale, il rapporto “Women, business and the law 2019”, che ha dimostrato come a livello mondiale le donne possano vantare solo tre quarti dei diritti che sono invece riservati agli uomini.
In tutto lo studio ha analizzato 187 Paesi, tenendo in considerazione 8 diversi indicatori, in base ai quali misurare la parità – o meglio, la disparità – di diritti tra uomini e donne. Raccolti tutti i dati, ai singoli Paesi sono stati assegnati i relativi punteggi, da 0 a 100. A livello mondiale, il punteggio medio è di 74 punti, con i Paesi dell’Africa e del Medio Oriente a presentare i risultati peggiori.
Gli indicatori utilizzati dallo studio sono:“Going places”, che si riferisce alla libertà di movimento di uomini e donne, indicatore che in Paesi come Iran, Iraq, Arabia Saudita, Brunei e Cameron (e alcuni altri) non ha raggiunto nemmeno i 50 punti;“Starting a job”, indicatore influenzato grandemente dalla presenza o meno di norme contro le molestie sessuali, presenti in solo 35 Paesi;
“Getting paid”, sulle possibilità di effettuare lavori pagati in tutti gli ambiti;
“Getting Married”, parametro influenzato dalle norme che regolano il matrimonio nonché dalle leggi che puniscono le violenze domestiche;
“Having Children”, relativo alla presenza di norme che tutelano il lavoro dopo la gravidanza; “Running business”, che si concentra sulle reali opportunità di una donna di gestire un’attività in proprio, a partire dall’accesso ai finanziamenti; “Managing Assets”, relativo al diritto di proprietà e di ereditarietà;“Getting a Pension”, ultimo indicatore che confronta le condizioni pensionistiche di donne e uomini.Commentando i risultati finali del rapporto, la Presidente della Banca Mondiale Kristalina Georgieva ha sottolineato che «se le donne avessero pari opportunità rispetto agli uomini per raggiungere il loro pieno potenziale, il mondo sarebbe non solo più giusto ma anche più prospero».
Ma com’è la situazione in Italia? Stando al rapporto della Banca Mondiale, l’Italia presenta un punteggio che – se raffrontato alla media globale – è mediamente alto: il nostro Paese ha infatti raggiunto 94,38 punti, guadagnando il 22° posto, il quale resta comunque tra i peggiori a livello europeo.A pesare è soprattutto la differenza di stipendio tra uomini e donne, un gender gap che, nelle regioni settentrionali, si esplicita con una differenza fino a 880 euro.
«Le indagini degli ultimi anni hanno dimostrato che il gender pay gap complessivo in Italia è indubbiamente molto marcato» spiega Carola Adami, amministratore delegato della società di head hunting Adami & Associati «con gli ultimi dati Eurostat a confermare che la differenza salariale complessiva si conferma oltre il 43,%, una percentuale altissima, risultante da una presenza minima delle donne nelle posizioni di impiego con stipendi più alti».Non è dunque un caso se, nella classifica del World Economic Forum, l’Italia si piazza al 126esimo posto per quanto riguarda la differenza salariale.«Sono indubbiamente tanti i fattori che frenano le donne sul mercato del lavoro, a partire, per esempio, dal diverso congedo dal lavoro per madre e padre: il primo dura 5 mesi, il secondo 5 giorni, danneggiando inevitabilmente le prospettive di assunzione per le donne. Non è tutto qui: i datori di lavoro tendono ovviamente a premiare il lavoro fatto, finendo per incentivare gli uomini, i quali, dedicandosi mediamente meno a casa e famiglia, hanno una maggiore presenza fisica sul luogo di lavoro» » conclude l’head hunter Adami.

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Mostra fotografica san Francesco e il Sultano Malik al-Kȃmil

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

ASSISI (PERUGIA), – Si terrà venerdì 24 maggio alle 9.30 nella Sala Dono Doni del Sacro Convento di Assisi l’inaugurazione della mostra fotografica dedicata all’ottavo centenario dell’incontro a Damietta tra san Francesco e il Sultano Malik al-Kȃmil. Un percorso iconografico, con oltre cinquanta immagini, che parte dalle primissime rappresentazioni dell’incontro negli affreschi e nelle miniature medievali per arrivare alle proposte di artisti contemporanei come Marco Rupnik.Il percorso espositivo è commentato dallo storico Franco Cardini e dalle testimonianze del direttore del CEFID (Centro Francescano Internazionale per il Dialogo), padre Silvestro Bejan, e dal presidente del Co.Re.Is. (Comunità Religiosa Islamica Italiana), Yahya Pallavicini. Saranno questi ultimi due ad intervenire in occasione dell’inaugurazione.L’evento, che ricorda il coraggio e l’importanza del dialogo tra Cristianesimo ed Islam, sarà l’occasione per ammirare, nel Museo del Tesoro della Basilica di San Francesco, alcuni manoscritti medievali della Biblioteca del Sacro Convento contenenti narrazioni dell’incontro con il Sultano. Verranno esposti anche antichi inventari d’archivio che fanno menzione della reliquia del “corno del Sultano” donato al Poverello di Assisi. Grazie alla disponibilità del Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali di Ravenna sarà inoltre esposta una rarissima copia della prima edizione a stampa della “Divina commedia”, che nel canto XI del “Paradiso” ricorda con alcuni celebri versi l’incontro tra Malik al-Kȃmil e San Francesco.La mostra, aperta al pubblico fino al 1 settembre, è promossa dal Sacro Convento di san Francesco e dal Centro Francescano Internazionale per il Dialogo dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, in collaborazione con il Co.Re.Is. e l’Archivio fotografico del Sacro Convento. Per maggiori informazioni http://www.sanfrancesco.org (foto mostra francesco e il sultano)

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Progetto di Educazione Ambientale per la Scuola primaria

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

Roma Roma Dal 22 al 25 maggio torna ad Euroma2 “Colimbro”, in Via Cristoforo Colombo, angolo Viale dell’Oceano Pacifico sarà presentato il Progetto di educazione ambientale per gli alunni delle scuole primarie che ha l’obiettivo di insegnare ai più piccoli il rispetto per la natura e l’importanza del riciclo anche nei piccoli gesti quotidiani. I circa 800 bambini coinvolti, provenienti da 14 Istituti Comprensivi di Roma, dopo aver partecipato durante l’anno scolastico a laboratori pratici, attraverso il percorso espositivo della mostra allestita ad Euroma2 nei 4 giorni dell’evento, incontreranno biologi che illustreranno loro il ciclo di vita delle piante ed il risultato delle tecniche da loro applicate nelle attività di laboratorio. I bambini potranno vedere i frutti, i fiori, gli ortaggi e le piante coltivati durante l’anno scolastico grazie a Colimbro ed esposto il risultato concreto del loro lavoro.E come per altri importanti progetti promossi da Euroma2, anche per “Colimbro” saranno i giovani a tenere le lezioni ai più piccoli: i biologi saranno infatti affiancati da circa 20 ragazzi dell’Istituto Tecnico Agrario Giuseppe Garibaldi, che nell’ambito del Progetto di alternanza scuola-lavoro spiegheranno alle classi primarie la procedura e il valore del compostaggio ed affronteranno il più ampio tema del corretto smaltimento dei rifiuti e delle tecniche di riciclaggio in generale.
“COLIMBRO” è un sistema brevettato che permette di trasformare i rifiuti organici e gli scarti verdi in fertilizzante naturale tramite triturazione e lombricultura, in un unico apparato che può essere installato all’interno della propria abitazione o nelle strutture lavorative. Il progetto promosso da Euroma2, attraverso l’utilizzo di tale sistema da parte dei bambini, mira a spiegare ai piccoli in cosa consiste la corretta gestione dei rifiuti urbani e si focalizza sulla frazione organica, promuovendo la raccolta differenziata e la pratica del compostaggio domestico, ossia quel processo naturale nel quale gli scarti organici si trasformano in concime naturale o compost.
Per l’importanza del progetto, “Colimbro” è patrocinato dalla Regione Lazio. L’iniziativa rientra nell’ampio ventaglio di progetti realizzati da Euroma2 volti a promuovere la formazione dei più giovani: il Progetto Young, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, le giornate di orientamento scolastico, l’alternanza scuola lavoro, il Progetto Ettore il Riccio finalizzato a diffondere la conoscenza da parte dei più piccoli delle città italiane e del loro patrimonio artistico-culturale. Nella convinzione che solo attraverso una corretta formazione dei giovani sarà possibile una crescita che non sia solo economica, ma culturale, di valori e di rispetto verso l’individuo e l’ambiente in cui viviamo.  www.euroma2.it

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Scuola: Maxi tassa sulla trasparenza, per saperne di più su atti e trasferimenti docenti

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

È quello che da qualche giorno devono sborsare i lavoratori e le famiglie degli alunni che vogliono vederci chiaro su documenti conservati dall’amministrazione scolastica, domande di mobilità, verbali degli organi collegiali, atti di gestione del rapporto di lavoro oppure conservati nel fascicolo personale custodito nelle segreterie: per effetto di un decreto Miur di metà aprile, attuativo della Legge 241/90, in presenza di documenti cartacei serviranno 12,50 euro per ogni ricerca, 10 euro per le notifiche, più i costi per la visura (10 centesimi a pagina), per l’estrazione di copia (25 centesimi a pagina) e l’oscuramento degli eventuali dati personali (1 euro a pagina). Poi ci sono i bolli.
Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “premesso che tutto questo è assurdo, visto che in Italia si pagano già le tasse più alte d’Europa, siamo convinti che ci troviamo davanti ad un’operazione nata non tanto per motivi di spending review, ma con il preciso scopo di disincentivare la trasparenza degli atti pubblici. Noi non ci stiamo e siamo pronti a fare ricorso al Tar. Diventa salato il conto da pagare per chi nella scuola vuole vederci chiaro su trasferimenti, concorsi e burocrazia. In base al decreto n. 662 emanato dal ministero dell’Istruzione il 17 aprile scorso, d’ora in poi per estrarre copia degli atti e dei documenti in possesso dell’amministrazione scolastica e universitaria non basterà più pagare 25 centesimi per ogni fotocopia, ma cifre ben consistenti: 10 euro per la notifica al controinteressato, un euro a pagina se la domanda contiene dati personali da oscurare e 10 centesimi a pagina solo per la visura, sintetizza Italia Oggi. E se l’accesso e l’estrazione di copia avverranno per posta, i relativi costi saranno posti a carico del richiedente: le spese per l’eventuale scansione saranno quantificati come se si trattasse di fotocopie. Le somme da sborsare non finiscono qui. “Se poi i documenti richiesti dovessero essere in formato cartaceo – continua la stampa specializzata – bisognerà anche pagare 12,50 euro per ogni ricerca in archivio. I contributi saranno dovuti solo se il costo dell’operazione supererà i 50 centesimi. Al di sopra di tale importo, dovrà essere effettuata la riscossione dell’intera cifra. Compresi i 50 centesimi”. E nel caso di richiesta di copie di documenti in bollo, al pagamento dell’imposta provvederà direttamente il richiedente, fornendo all’ufficio competente al rilascio la marca da bollo. L’importo è pari a euro 16 per marca da bollo ogni 4 fogli/facciate.
È ampio il ventaglio dei casi per cui bisognerà mettere mano al portafoglio: “L’accesso a pagamento vale per tutti gli atti e documenti conservati dall’amministrazione scolastica, comprese le domande di trasferimento, i verbali degli organi collegiali, gli atti di gestione del rapporto di lavoro e tutti gli atti conservati nel fascicolo personale di docenti e Ata presso le segreterie scolastiche. Ma anche gli atti della selezione per i Prin da parte delle università escluse”. Le norme erano attese da tempo, quasi 30 anni: danno infatti attuazione all’articolo 25, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241. Il quale dispone che il diritto di accesso si esercita mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi, nei modi e con i limiti indicati dalla presente legge. Il mero esame dei documenti è gratuito. Ma il rilascio di copia «è subordinato al rimborso del costo di riproduzione, salve le disposizioni vigenti in materia di bollo, nonché i diritti di ricerca e di visura». Ciò che si paga, dunque, non è la cosiddetta ostensione del documento richiesto e la relativa lettura (che può comprendere anche la possibilità di prendere appunti), ma tutto ciò che viene prima della messa in mostra dell’atto o del documento richiesto, affinché il richiedente possa visionarlo (cosiddetta ostensione) e per l’eventuale estrazione di copie. Il procedimento di accesso, peraltro, dal 2006 è gravato anche dall’onere, per l’amministrazione, di individuare e notiziare il controinteressato all’accesso (si veda il dpr 184/2006).

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Alfredo De Girolamo Giorgio Nissim Una vita al servizio del bene

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

Milano Mercoledì 22 maggio 2019, ore 18 via Pier Lombardo 14 Teatro Franco Parenti sala tre Alfredo De Girolamo e Giorgio Nissim: Una vita al servizio del bene. Giuntina, 2016 ne discutono PIERO NISSIM, VERA PAGGI e LEONARDO COEN. Questo libro vuole essere un piccolo omaggio all’opera di Giorgio Nissim, un ebreo impavido e generoso che negli anni della Seconda guerra mondiale e delle leggi antisemite ha salvato dalla deportazione e da morte centinaia di ebrei. Al tempo stesso, è un omaggio alla memoria delle numerose persone senza le quali Nissim non avrebbe mai potuto portare a termine la sua missione. Queste persone sono un segnale di speranza, la testimonianza che anche quando l’umanità sprofonda nell’abisso più nero vi è ancora qualcuno capace di tenere viva la luce della solidarietà e dei buoni sentimenti. Non tutte saranno ricordate, non tutte riceveranno il titolo di “Giusto tra le Nazioni”, ma a ognuna di queste persone, che abbia compiuto un gesto piccolo o grande in soccorso dei perseguitati, deve andare la nostra riconoscenza.
Piero Nissim, figlio di Giorgio, è cantante, compositore, poeta, uomo di teatro, interprete di musica Yiddish, operatore della Memoria. Vera Paggi è giornalista e conduttrice RAI, autrice di molti servizi sulla Memoria.Leonardo Coen è scrittore e giornalista di Repubblica, (ne è tra i fondatori) e del Fatto Quotidiano.
Alfredo De Girolamo è manager e pubblicista. Ha pubblicato, tra gli altri, Gino Bartali e i Giusti toscani, ETS 2014.Nel corso dell’incontro:Proiezione di Giorgio Nissim, un eroe semplice, prod. RAI, a cura di Vera Paggi. 20’Breve concerto di Piero Nissim (canti Yiddish e di Memoria) Biglietto TFP cortesia € 3,50

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Anguillara e Capodimonte: siglato gemellaggio tra Musei

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

Atto di Gemellaggio tutto al femminile e dalle grandi prospettive di collaborazione per il settore della pesca nei laghi di Bracciano e Bolsena quello sottoscritto il 18 maggio ad Anguillara nell’ambito dell’iniziativa Musei in Gemellaggio che ha unito il Museo della Navigazione nelle Acque Interne di Capodimonte sul lago di Bolsena e il Museo della Civiltà Contadina e della Cultura Popolare “Augusto Montori” di Anguillara. A siglare l’atto sono state Caterina Pisu, direttore scientifico del MNAI di Capodimonte, Graziarosa Villani, presidente della Sabate, l’associazione culturale che ha fondato nel 1992 il di Anguillara e che da allora lo gestisce, assieme alle assessore alla Cultura di Anguillara Sabazia e di Capodimonte, Viviana Normando e Angela Catanesi. Con l’atto di gemellaggio le firmatarie “si impegnano a collaborare attivamente con lo scopo di salvaguardare le tradizioni, gli usi e i costumi riguardanti la pesca e la navigazione nei laghi di Bracciano, di Martignano e di Bolsena, ponendo in essere tutte quelle attività necessarie a valorizzare la memoria dei pescatori di professione, coinvolgendo in particolar modo le nuove generazioni così da tramandare, quale vera identità dei territori interessati, i saperi e i sapori della cultura lacustre”. L’incontro si è rilevato da subito un workshop di lavoro ponendo in evidenza le criticità del settore della pesca e della navigazione sui laghi e le prospettive future da ricercare soprattutto in chiave normativa. In tal senso si è impegnato il consigliere regionale del Lazio Emiliano Minnucci che ha prospettato anche l’idea di dar vita ad un organismo che riunisca e valorizzi i tanti laghi del Lazio e di attività mirate alla trasformazione del pescato lacuste. Importante inoltre, come sottolineato da Claudio Serangeli arrivare a spendere quanto l’Europa stanzia, con il fondo dedicato, per il settore pesca con progetti studiati ad hoc. Interessante l’intervento di Franco Chiavari che per l’associazione Arca sul Lago ha illustrato alcuni documenti custoditi nell’archivio storico comunale di Anguillara, da quelli più antichi a quelli più recenti tra i quali l’elenco di una Cooperativa di Pescatori Anguillara che arrivò a contare oltre sessanta componenti. Mario Marri, docente dell’Istituto Paciolo di Bracciano ha parlato del progetto di Alternanza Scuola Lavoro che a breve verrà avviata tra il Museo Contadino di Anguillara e l’istituto. Dall’assessora Angela Catanesi è arrivato l’appoggio incondizionato alla collaborazione avviata con il gemellaggio. Sulla stessa linea l’assessora Viviana Normando che ha ricordato come a legare i due territori ci sia anche la navigazione preistorica sottolineando inoltre il quotidiano impegno per il mantenimento di una delle piroghe, tra le più antiche in Europa occidentale, rinvenute al villaggio neolitico sommerso della Marmotta, risalente a 8 mila anni fa. Il filo conduttore tra i due laghi è emerso anche dalla testimonianza scritta di Mario Bordo, donatore della collezione museale custodita a Capodimonte, che ha ricordato che suo padre negli anni Cinquanta aveva preso in affitto per poter pescare il lago di Martignano e che insieme a lui visse una stagione presso un casolare dal lato di Campagnano di Roma. Di grande effetto anche dal punto di vista didattico inoltre il Laboratorio di Autocostruzione di Barche Tradizionali dedicato ai bambini curato da Giorgio Olivetti, carpentiere navale, dell’Associazione Nauticlub Martignano, che ha dato la possibilità a molti di riprodurre una batana in scala, a due culatte rigorosamente in legno, una imbarcazione ormai praticamente scomparsa nella sua versione originale e sopravanzata oggi, anche a seguito di disposizioni provinciali, da natanti di vetroresina. Sia Pisu che Villani hanno sottolineato l’urgenza di fare presto sia nell’attività di recupero di una memoria tradizionale a rischio estinzione, sia nell’individuazione di strumenti che possano ridare linfa e vigore all’attività di pesca professionale nei laghi. La collaborazione culturale si è avviata anche dal punto di gastronomico con lo scambio di ricette: la sbroscia, tipica del lago di Bolsena, con il luccio all’anguillarina.

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Più vita, meno dolore: Per gestire il dolore cronico moderato

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

Artrosi, fibromialgie, nevralgie, sono alcune delle cause del dolore cronico, definibile come “dolore che si protrae oltre i tempi normali di guarigione di una lesione o di un’infiammazione, abitualmente 3-6 mesi, e che perdura per anni”. Ne soffre in Italia 1 persona su 4, circa il 25 per cento della popolazione totale[1], tanto da essere riconosciuto come una vera e propria patologia per le conseguenze invalidanti che comporta per la persona che ne soffre, dal punto di vista fisico, psichico e socio-relazionale.Sebbene il “non soffrire” sia un diritto, a nove anni dall’attuazione della Legge 38/2010 per le cure palliative e la terapia del dolore, in Italia il dolore è spesso non adeguatamente inquadrato e trattato, con ripercussioni sulla qualità di vita dei pazienti e un notevole impatto sulla sostenibilità della spesa sanitaria e socioassistenziale.
Si tratta di uno tra i maggiori problemi mondiali di salute pubblica, come lo definisce l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Recentemente,con il contributo non condizionato di Sandoz, sono state condotte in Italia due importanti ricerche. L’indagine “Dolore cronico moderato nel paziente anziano” realizzata da Fondazione Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere) e ELMA Research e la survey “Il dolore cronico moderato” condotta da SIAARTI (Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva).Dall’indagine Onda è emerso come il dolore sia tra i disturbi cronici più frequentemente trattati dai geriatri, che operano nelle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) o in altre strutture (ospedali, ambulatori ASL, ecc.). I geriatri coinvolti hanno affermato che più del 50% dei pazienti anziani soffre di dolore cronico.“L’indagine verte sulla gestione del dolore cronico moderato nel paziente anziano da parte dei geriatri” – ha commentato Nicoletta Orthmann, Coordinatore medico-scientifico presso Fondazione Onda (Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna e di genere) – “Sul fronte della scelta terapeutica, è stato evidenziato come i geriatri riconoscano negli oppioidi quella più appropriata. Tuttavia, nella pratica clinica, esiste ancora un gap importante nel loro utilizzo. Va ricordato che l’anziano è particolarmente esposto al rischio di sottodiagnosi e sottotrattamento a cui concorrono la complessità clinica, connotata da fragilità e polipatologia (tra cui spesso demenza senile e depressione), e fattori socioculturali. Perché, quindi, non aiutare queste persone a soffrire meno con soluzioni terapeutiche in grado di offrire importanti benefici clinici e di migliorare la qualità della vita? Come Onda riteniamo fondamentale lavorare sul fronte sociale per far comprendere che il dolore cronico è molto diverso dal dolore acuto e che dunque è necessario gestirlo in modo appropriato. Nell’ottica di contribuire alla cultura scientifica in tale ambito, i dati dell’indagine saranno riportati in una pubblicazione di approfondimento dedicata agli operatori del settore che verrà veicolata presso gli ospedali Bollini Rosa e le RSA del nostro network Bollini Rosa Argento”.
Strutture, quelle assistenziali, dove il geriatra è riconosciuto come la figura di riferimento sia in fase di diagnosi che in fase decisionale per il trattamento del dolore cronico moderato.La quasi totalità dei geriatri intervistati si dichiara prescrittore di terapie a base di oppiacei riconoscendo l’importanza di poter avere diverse formulazioni tra cui scegliere. Tra queste soluzioni, riconosciute anche per la loro capacità di garantire una maggiore aderenza terapeutica, il cerotto transdermico a base di buprenorfina viene valutato in modo positivo dal 78% dei geriatri dell’indagine Onda. Maneggevolezza (73%), valida opzione per categorie particolarmente fragili di pazienti quali quelli con problemi di deglutizione (43%) o con deficit comportamentali (7%), rilascio prolungato (29%) e tollerabilità (16%), sono le caratteristiche positive segnalate dai geriatri.
Ruolo centrale quello delle soluzioni a base di oppioidi, confermato anche dalla survey SIAARTI condotta negli ambulatori di terapia del dolore in Italia. Queste terapie sono considerate dai 1129 specialisti del dolore intervistati, una risorsa importante nell’ottica di raggiungere l’obiettivo primario di cura, ovvero un equilibrio tra riduzione del dolore e comparsa di effetti collaterali, nell’ottica di raggiungere una maggiore aderenza terapeutica da parte del paziente. “La survey condotta da SIAARTI negli ambulatori di terapia del dolore mostra uno spaccato interessante sul dolore cronico moderato, definendolo la sfida attuale sia per il numero di pazienti colpiti, che per la scarsità di indicazioni univoche sul suo trattamento – ha affermato Consalvo Mattia, Professore Associato in Anestesia, Rianimazione e Medicina del Dolore presso il Dipartimento di Scienze e Biotecnologie Medico-Chirurgiche, Università La Sapienza di Roma.

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Nuovi casi di melanoma

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

Roma, 24 maggio 2019, ore 11.30 Ministero della Salute (Auditorium), Lungotevere Ripa 1. Il progetto sarà presentato a Roma nell’Auditorium del Ministero della Salute in una conferenza stampa con gli interventi di Fabrizio Nicolis (Presidente Fondazione AIOM), Stefania Gori (Presidente Nazionale AIOM, Associazione Italiana di Oncologia Medica), Paola Queirolo (responsabile scientifico del progetto e Direttore Unità Operativa Tumori Cutanei dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova) e Monica Forchetta (Presidente Associazione Pazienti Italia Melanoma).
Nel 2018, in Italia, sono stati stimati circa 13.700 nuovi casi di melanoma. L’arma più efficace per combattere questa forma di cancro della pelle è la prevenzione. Con l’arrivo dell’estate, aumentano le occasioni per stare all’aria aperta. Ma attenzione all’abbronzatura “selvaggia”: i danni provocati da ripetute ed eccessive esposizioni solari si sommano ogni anno sulla pelle e aumentano il rischio di sviluppare la malattia. Per sensibilizzare i giovani, in particolare gli adolescenti, sull’importanza di adottare comportamenti corretti quando si espongono al sole, Fondazione AIOM lancia una campagna nazionale che sarà realizzata nelle spiagge italiane e prevede una forte ricaduta sui social network.

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Summit sulle malattie cardiovascolari

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

Borgo Egnazia (Savelletri in Puglia) da oggi fino al 23 maggio 2019 ospita il congresso annuale di EHN – European Heart Network, al quale partecipano i rappresentanti di tutti i Paesi dell’Unione Europea, una alleanza di associazioni e fondazioni impegnate nella lotta alle CVD.Alcuni fra i principali clinici, ricercatori, esperti di comunicazione europei e del mondo tracceranno un “Tour d’Horizon” – questo il tema del summit – affrontando presente e futuro della CVD e dei meccanismi che le determinano. Per molti anni Cancro, Alzheimer e HIV sono state considerate le malattie più temibili e più diffuse: ma negli stessi anni una grave epidemia incominciava a diffondersi nella popolazione dei Paesi cosiddetti industrializzati in tutto il mondo. Infarto del miocardio, Ictus cerebrale, Embolia polmonare, Aterosclerosi, Trombosi, provocano ogni anno quasi 18 milioni di morti nel mondo (i tumori 9 milioni, le malattie respiratorie quasi 4 milioni, il diabete 1,6 milioni). Non si tratta di una gara, amara e difficile, per capire quale sia la malattia più grave ma di una evidenza confermata da molti studi negli ultimi 30 anni, che peraltro prevedono una espansione ancora più catastrofica per i prossimi decenni, per l’aumento della diffusione dei fattori di rischio legati allo stile di vita, come il sovrappeso, il fumo, l’abuso di sostanze stupefacenti, il diabete, l’ipertensione, l’aumento dei livelli di colesterolo nel sangue legato a ragioni ereditarie ma soprattutto a uno stile alimentare scorretto e pericoloso, e non solo per l’allungamento della vita media e del conseguente invecchiamento.Il Report 2017 di EHN conferma che le CVD sono la principale causa di morte e di grave invalidità in Europa, sono la causa di 45 morti su 100, 3,9 milioni di morti ogni anno negli Stati Membri della Regione Europea, secondo i dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Di questi decessi, 1,8 milioni si verificano nell’UE, ogni anno. Anche in Italia, le CVD sono la prima causa di morte: nel 2015 hanno causato quasi 240.000 decessi, il 37% dei decessi totali. E sono anche la causa più frequente di ricovero ospedaliero: nel 2016 si sono verificati circa 1 milione di ricoveri per un evento a CVD, pari al 14,6% del totale. Non solo morti, quindi, ma gravi invalidità, per chi sopravvive, con condizioni di vita sono notevolmente compromesse, con un importante aggravio di costi economici e sociali sia per le famiglie che per lo Stato. Nessuno Stato avrà risorse disponibili sufficienti per curare i sopravvissuti.
Una situazione complessa, dunque, che durante il meeting in Puglia gli esperti analizzeranno a 360 gradi, valutando i sistemi di assistenza sanitaria, i meccanismi di prevenzione precoce, le ricadute economiche, l’utilità dei test che studiano la predisposizione genetica, gli sviluppi delle politiche globali, la comunicazione indispensabile per rafforzare l’attitudine alla prevenzione e i metodi necessari per misurare l’impatto delle azioni avviate.«ALT è parte attiva del network di EHN fin dai primi anni ’90: abbiamo condiviso idee e progetti, avviato riflessioni e promosso strumenti volti a diffondere una maggiore consapevolezza sul tema delle CVD e della possibilità di evitarle, con l’obiettivo di ottenere un impatto positivo sul presente e, soprattutto, sulle generazioni future. Portare in Italia i rappresentanti di EHN nell’ambito del meeting annuale di EHN significa sottolineare l’urgenza e l’importanza di promuovere la sensibilizzare anche il nostro Paese per le possibilità di una efficace prevenzione e di una diagnosi precoce – dichiara la dr.ssa Lidia Rota Vender fondatrice e presidente di ALT – Le CVD sono una epidemia presente e annunciata, che può e deve essere combattuta attraverso lo strumento strategico dell’informazione, fornendo a tutta la popolazione di ogni età la conoscenza più approfondita sui rischi legati alla predisposizione e allo stile di vita, e sollecitando persone di ogni età a non sottovalutare il benefico impatto di uno stile di vita sano ed equilibrato per far parte di coloro, uno su tre, che potranno evitare una CVD. ALT e EHN sono e saranno sempre più impegnate, coordinandosi con i diversi Paesi europei, per diffondere in modo moderno appropriato e convincente questo messaggio, affinché nessuno un domani possa dire “……io non lo sapevo…..”».
Il summit sarà aperto dalla presidente di ALT, Lidia Rota Vender e da Simon Gillespie, presidente di EHN e Chief Executive di British Heart Foundation, ai lavori parteciperanno esponenti delle più importanti Fondazioni e Associazioni provenienti da Germania, Inghilterra, Stati Uniti d’America, Italia, Finlandia, Svezia Estonia, Portogallo e fino alle isole Faroe, che condivideranno campagne di comunicazione, strategie di raccolta fondi e informazioni recenti sui futuri trend delle CVD.

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L’etica della ricerca clinica

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

Parma Mercoledì 22 maggio, alle 16.30, nell’Aula Magna della Sede Centrale dell’Ateneo, si terrà il quarto incontro del ciclo di letture magistrali Bioetica/Scenari – terza edizione, curato dal Centro Universitario di Bioetica diretto dal prof. Antonio D’Aloia, con la Lecture del prof. Silvio Garattini L’etica della ricerca clinica.
L’incontro sarà aperto dai saluti del prof. Antonio D’Aloia, che introdurrà e modererà l’incontro.Silvio Garattini è medico e libero docente in Chemioterapia e Farmacologia. Fondatore nel 1961 e Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, e dal luglio scorso Presidente dello stesso, è stato membro di diversi organismi tra cui il Comitato di Biologia e Medicina del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), la Commissione della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la politica della ricerca in Italia, la Commissione Unica del Farmaco (CUF) del Ministero della Salute. Ha ricoperto numerose cariche anche a livello internazionale e ricevuto moltissimi premi e onorificenze. È autore di centinaia di lavori scientifici pubblicati e di numerosi volumi nel campo della farmacologia. Fa parte del gruppo dei ricercatori italiani altamente citati nella letteratura scientifica internazionale. In oltre cinquant’anni di attività, l’Istituto Mario Negri, sotto la sua direzione, ha prodotto oltre 13.000 pubblicazioni scientifiche, tra cui si segnala Fa bene o male. Salute, ricerca e farmaci: tutto quello che dovete sapere (2013) e Lunga Vita. Quello che devi sapere su salute, vaccini, dieta e farmaci (2017).È da poco più di 20 anni che nel paese va crescendo la presa di coscienza sulla necessità di valutare con attenzione gli aspetti etici di ogni attività scientifica, ma già dal 1947, con il Codice di Norimberga, poi ripreso nella Dichiarazione di Helsinki (1964), ci si era posti il problema etico connesso alla sperimentazione clinica. La complessità del problema è evidenziata dal fatto che dalla seconda metà del Novecento ad oggi sono stati redatti oltre trecento codici etici e linee-guida bioetiche, e molti riguardano la sperimentazione clinica sull’uomo; il che ha portato negli anni ’80 all’istituzione dei comitati etici nelle strutture ospedaliere. Ad oggi molti sono i nodi problematici della questione, primo fra tutti la mancanza di indipendenza nella sperimentazione clinica dei farmaci, effettuata dalle industrie farmaceutiche e non da soggetti indipendenti, a cui si collega una indisponibilità di dati. L’etica è dunque una componente essenziale della ricerca scientifica: la ricerca clinica che non osserva le regole della scienza non è etica.Le passate edizioni delle Letture magistrali Bioetica/Scenari hanno visto la partecipazione di Carlo Alberto Redi, Guido Barilla, Stefano Canestrari, Roberto Cingolani, Carlos Maria Romeo Casabona e Guido Barbujani; la terza edizione si è aperta con la Lecture di Angela Spinelli, tenutasi il 27 novembre 2018.

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“DoloreInBellezza” si parla di “S-oggetti in transizione”

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

Parma mercoledì 22 maggio Alle 14.30 nell’Aula F della Sede Centrale dell’Ateneo (via Università 12) terzo appuntamento con la nona edizione della rassegna DoloreInBellezza, ideata e coordinata da Maria Inglese, psichiatra dell’Azienda Usl di Parma e Vincenza Pellegrino, sociologa dell’Università di Parma, e organizzata da Dipartimento assistenziale integrato dell’Azienda Usl di Parma e dal Dipartimento di Giurisprudenza, Studî politici e internazionali dell’Università di Parma.
S-oggetti, il soggetto collettivo e la ricerca della felicità il tema complessivo della rassegna. Si parla di S-oggetti in transizione: la soggettività come viaggio. Intervengono Ciro Tarantino, sociologo dell’Università della Calabria (Disabilità, possibilità e retoriche dell’intransigenza) e Porpora Marcasciano, sociologa e Presidente MIT – Movimento Identità Trans (Transiti di liberazione Trans). Introduce Vincenza Pellegrino. La soggettività nasce dalla presenza, dalla reciprocità, dalla relazione, dall’interazione con le altre vite e si serve di tutto: il riflesso di cose, persone, animali sviluppa il costante dibattito interiore da cui sorge, appunto, la soggettività. Riflettere su questo tema aiuta ad allontanare il rischio di una individualità esasperata che genera competizione, diffidenza, contrapposizioni e compromette il rapporto con la felicità. L’antidoto è la via di un s-oggetto che si immagina come “altri” e come “mondo”, senza mantenere separati la sensibilità affettiva, il corpo, la ragione.
La rassegna si concluderà il prossimo martedì 18 giugno, alle 10, agli Istituti Penitenziari di Parma (S-oggetti collettivi: il carcere come castello dei destini incrociati).

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Giornata mondiale delle api

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

Circa il 75% delle coltivazioni alimentari dipende dall’impollinazione animale. Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), oggi le colonie di api sono soggette a livelli di estinzione che sono da 100 a 1000 volte più elevati del normale. La responsabilità? Dell’uomo e dall’uso e abuso di pesticidi in agricoltura.Per far fronte a questi dati allarmanti, in occasione della Giornata mondiale delle api, attivisti, comunità e Condotte Slow Food pianteranno arbusti o alberi biologici da fiore per offrire alle api un nutrimento privo di pesticidi. Una mobilitazione lanciata a livello globale tra tutta la rete della Chiocciola e non solo: chiunque può partecipare, piantando fiori e alberi biologici e condividendo il lavoro fatto sui propri canali social usando gli hashtag #onetreeforahive, #plantoneforpollinators e #slowtreesforbees.
«Siamo convinti che parlare e far conoscere il mondo di api e impollinatori sia il segreto per osservare, conoscere, misurare e proteggere la biodiversità, mettendo in primo piano le conoscenze tradizionali riguardanti le pratiche agricole sostenibili. Non possono esserci impollinatori sani senza un numero sufficiente di fiori biologici per tutto il periodo vegetativo: ecco perché è fondamentale agire adesso!» commentano gli apicoltori Jennifer Holmes (Florida), Terry Oxford (California) e Guido Cortese (Italia), coordinatori delle attività di Slow Food per la Giornata mondiale delle api.
Simbolicamente, il 20 maggio alcuni rappresentanti di Stati membri dell’Unione Europea si incontreranno per discutere l’attuazione degli standard per la valutazione della tossicità, ovvero il Bee Guidance Document elaborato dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) già nel 2013, e che comprende anche la proposta di protocolli più adeguati e cautelativi in caso di valutazione dell’autorizzazione di nuove molecole. Questi infatti non sono ancora stati adottati in tutta Europa e si persevera con le farse pseudo-precauzionali, per l’ostinata opposizione degli Stati membri dell’Ue e delle filiere agrochimiche.Per completezza di informazioni, aggiungiamo che l’Efsa ha applicato appieno le nuove norme solo nella valutazione dei tre neonicotinoidi (imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam), vietati in Unione Europea nel 2018. Finora, i governi nazionali europei non hanno applicato le linee guida dell’Efsa in tutte le altre decisioni riguardanti i pesticidi.Per questo Slow Food chiede che queste linee guide vengano adottate al più presto e fa parte di una coalizione di organizzazioni della società civile che chiedono a chi detiene il potere di salvare le api e una maggiore trasparenza nel processo di valutazione del rischio. Qualche giorno fa si è svolta in diverse città europee un’azione congiunta: apicoltori e organizzazioni ambientaliste hanno consegnato una petizione firmata da più di 230.000 europei ai ministri nazionali dell’Agricoltura in 7 capitali europee, chiedendo di migliorare il modo in cui l’Unione testa i nuovi pesticidi. Il gruppo locale di apicoltori e attivisti Slow Food ha rivolto tali richieste al ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo Marco Centinaio chiedendo al governo italiano di proteggere davvero le api dai pesticidi tossici.Slow Food teme che, in assenza di regole precise, continuino a essere usati molti pesticidi letali per le api e che altri vengano messi in commercio, rendendo inutili i tanto celebrati divieti europei sui neonicotinoidi dell’anno scorso. Slow Food sa bene che, per salvare le api, l’Unione Europea deve bandire tutti i pesticidi letali per questi insetti, non solo tre oggi vietati.

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