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Archive for 23 Mag 2019

Studenti da tutta Italia “invadono” Palermo nel nome di Falcone

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Mag 2019

Palermo 1992 Falcone e Borsellino_©T_GentileIn settantamila commemorano il sacrificio del magistrato, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta, ricordati assieme a Paolo Borsellino e agli uomini uccisi con lui. Il premier Conte depone una corona d’alloro alla stele di Capaci. In programma la cerimonia all’aula bunker dell’Ucciardone e due cortei che confluiranno all’albero Falcone. Marcello Pacifico (Anief): “La scuola non ha nulla da spartire con Cosa nostra, i nostri ragazzi sono coraggiosi e liberi”Ventisette anni dopo l’attentato mafioso di Capaci, il mondo della scuola, le istituzioni e la società civile ribadiscono il no alla criminalità organizzata e ricordano il martirio di eroi caduti all’inizio degli anni Novanta, per la scelta di opporsi allo strapotere mafioso, che teneva in una morsa Palermo e la Sicilia.Stamattina è sbarcata al porto di Palermo la Nave della Legalità, partita da Civitavecchia, dopo il saluto del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E giovani di tutta Italia stanno ricordando i giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e degli agenti delle loro scorte Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicilllo, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Claudio Traina.Il premier Giuseppe Conte ha deposto una corona d’alloro alla stele che ricorda la strage di Capaci. Nel corso della giornata prevista la cerimonia all’aula bunker del carcere Ucciardone – simbolo del maxiprocesso a Cosa nostra – alla presenza di Roberto Fico, presidente della Camera, e dei ministri Bussetti, Bonafede e Salvini. Nell’ambito della manifestazione promossa dal Miur sono in programma poi, attività nelle piazze e nelle scuole di Palermo e, in parallelo, in tante altre città italiane, sorta di “staffetta” a distanza tra gli studenti sui temi della legalità.Nel pomeriggio partiranno i due tradizionali cortei di #PalermoChiamaItalia, con studenti e docenti protagonisti, ma aperti a tutta la città. Il primo si muoverà alle 15.30 da via D’Amelio, luogo della strage Borsellino, il secondo alle 16 dall’aula bunker. Entrambi si ricongiungeranno sotto l’albero Falcone, in via Notarbartolo, per il Silenzio, alle 17.58, ora dell’eccidio.“Nessuno di noi – ha sottolineato Maria Falcone, presidente della Fondazione Falcone – quel 23 maggio di 27 anni fa avrebbe immaginato che un giorno tragico, di dolore e lutto, sarebbe stato l’avvio di una trasformazione profonda del Paese”. La sorella del magistrato ha inoltre esortato i palermitani a esporre i “lenzuoli della legalità”.
Il sindacato Anief e l’ente di formazione Eurosofia hanno presenziato alla manifestazione di stamattina. Marcello Pacifico, leader del giovane sindacato autonomo, ha sottolineato la centralità dell’istituzione scolastica e degli insegnanti per la formazione di giovani uomini consapevoli, che nulla hanno a che spartire con la criminalità organizzata. “Il rispetto della civile convivenza e delle leggi – osserva il presidente nazionale di Anief – l’istruzione e la cultura sono le armi migliori a favore della giustizia e contro l’omertà e l’indifferenza. I docenti della scuola italiana, quotidianamente, svolgono anche il ruolo di educatori. Riteniamo che la diffusione della cultura della legalità e la lotta alla mafia possa partire dall’istruzione e da messaggi positivi e di speranza”. (foto copyright fondazione falcone)

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Caritas Internationalis General Assembly: “One Human Family, One Common Home”

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Mag 2019

vaticanoBy Michelle Hough. On 23rd May 2019 with a strong call to work together to face the unprecedented scale of difficulties facing humanity.“We are driven by our collective belief that we are part of one human family, sharing one common home,” says Caritas’ President, Cardinal Luis Antonio Tagle. “The sheer number of displaced people, the spread of conflict and the environmental disaster which is becoming more and more evident, together threaten to overwhelm us – unless we urgently act together against these problems as one family with one home,” he says.They will welcome Maria José Alexander, who is the youngest director of a national Caritas, Caritas Somalia. Maria José will also speak at the General Assembly on the importance of mobilising young people and on the grassroots work of Caritas. “The future is made of us, let’s Share the Journey”. This is the title of an interactive collage of photos of migrants and re     fugees past and present, leaders and people associated with migration. After the press conference, Cardinal Tagle will paste a photograph of his grandfather – a child migrant to the Philippines from China – into the artwork. During the General Assembly, photos to complete it will be pasted by Caritas representatives and migrants.The three-metre high artwork has been created for Caritas’ global Share the Journey campaign on behalf of migrants and refugees by Roman artist Stefano Maria Girardi. It provokes reflections on how – although as individuals we are all very different – we still share one common humanity. Pope Francis will celebrate mass in St Peter’s Basilica for the General Assembly at 5.00pm the same day.
Cardinal Tagle will be confirmed as Caritas President for a second four-year term at the General Assembly, which will run from 23rd to 28th May at the Hotel Ergife in Rome. For the first time, a forum for Caritas Women and one for Caritas Youth will take place on the 22nd May.The international meeting, which is held every four years, will elect a new Secretary General, Treasurer and other senior officials. The confederation’s strategic direction for the next four years will be agreed and important new policies such as that on safeguarding will be discussed.Guest speakers include José Graziano da Silva, director general of the UN’s Food and Agriculture Organisation, FAO, and Cardinal Pedro Barreto, archbishop of Huancayo, Peru, and a leading light of REPAM, the Catholic Church’s network defending the rights of people living in the Amazon. https://www.caritas.org/ga2019

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Il maestro Carlo Iacomucci invitato tra i dieci artisti Cavalieri alla mostra di Spello

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Mag 2019

Carlo  Iacomucci.jpgdi Patrizia Minnozzi. Spello (Pg) Sabato 25 maggio 2019 alle ore 17.30, presso la galleria d’arte L’Angolo D’Ombre di Via Giulia 5, avrà luogo l’inaugurazione della seconda mostra di arte contemporanea dal titolo “I COLORI DEGLI INSIGNITI OMRI”(Ordine al Merito della Repubblica Italiana),che si protrarrà fino al 30 giugno 2019.L’evento è stato organizzato dal Cav. Gianluca Insinga, presidente della sezione ANCRI di Foligno, mentre l’allestimento della mostra è a cura del Cav. Aldo Canzi . Tra gli ospiti d’onore anche il Cav. Tommaso Bove, in qualità di Presidente Nazionale ANCRI, a cui si aggiunge il prestigioso supporto e intervento di esperti del Ministero dei Beni Culturali e della Galleria Nazionale dell’Umbria.L’iniziativa rientra tra i compiti statutari dell’Associazione Nazionale Cavalieri al merito della Repubblica Italiana, infatti nell’articolo 5 viene sancita la valorizzazione e la promozione di iniziative d’interesse artistico – culturale, quindi quale miglior occasione se non quella di offrire, al pubblico italiano e straniero, l’arte contemporanea.Le opere esposte raccontano un percorso di vita tra arte, colori e passioni assumendo, quindi, un grande pregio artistico. L’evento, unico nel suo genere, sarà sicuramente vanto non soltanto per la Città di Spello, che lo ospita, ma anche per la Sezione di Foligno che l’ha ideato, voluto e realizzato.Tra gli artisti che daranno lustro all’evento, ci sarà anche il Cav.Uff. Carlo Iacomucci, della sezione ANCRI di Macerata, la cui presenza, è particolarmente gradita, come testimonianza diretta della sua fertile carriera di incisore e pittore. Personaggio eclettico, Iacomucci nel suo lunghissimo excursus artistico, si è cimentato in percorsi e stili differenti che hanno avuto, come denominatore comune, la tematica del segno attraverso i motivi ricorrenti delle gocce o tracce o segni, che rappresentano la sua inconfondibile impronta.In molte sue opere, sono presenti anche personaggi e oggetti (come ad es. l’onnipresente aquilone) che danno dinamismo ai suoi quadri e, allo stesso tempo, esprimono un significato simbolico e realistico della natura da difendere.Numerosi e prestigiosi i premi e riconoscimenti che il Maestro Iacomucci ha ricevuto: ha partecipato alla 54^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, padiglione Italia per regioni; gli è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere e di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per motivi artistici e culturali con decreto del Presidente della Repubblica. Nel 2017 ha ricevuto il premio “L’Orgoglio Marchigiano” per la sezione cultura.Tutti questi numerosi riconoscimenti, rendono il Maestro Iacomucci il testimonial ideale per portare avanti e mantenere alto il nome delle Marche in Italia e fuori dai confini nazionali. Carlo Iacomucci nasce e studia ad Urbino, vive e opera a Macerata. (foto Carlo Iacomucci copyright)

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«Festival di storie, segni e disegni»

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Mag 2019

festival fumettoRoma 24/25/26 maggio 2019 – Orario: 10:00-20:00 MATTATOIO Piazza Orazio Giustiniani 4, (Testaccio) Biglietti: giornaliero ARF! € 10,00 – abbonamento 3 giorni ARF! € 20,00. Nell’intenso weekend di attività sarà possibile inoltre visitare le mostre esclusive di Giuseppe Palumbo (autore del manifesto di ARF!2019, conosciuto dal grande pubblico per Diabolik e Ramarro), dello scozzese Frank Quitely (uno dei disegnatori più amati del mondo grazie alle sue interpretazioni di personaggi iconici come Superman, Batman e gli X-Men), di Attilio Micheluzzi (tra i più incisivi e originali Maestri del fumetto degli anni ‘70 e ‘80) e di Kalina Muhova e Vinci Cardona, vincitori del Premio Bartoli 2018, il concorso dedicato alle giovani promesse del fumetto italiano, istituito sin dalla prima edizione di ARF!, in memoria dello sceneggiatore Lorenzo Bartoli prematuramente scomparso nel 2014.Parallelamente, in collaborazione con l’Instituto Cervantes di Roma, ARF! co-produce anche la mostra “Beyond Blacksad” di Juanjo Guarnido in programma dal 16 maggio al 29 giugno 2019 presso la Sala Dalì al civico 91 di piazza Navona. https://www.arfestival.it/mostre/Tra le sezioni del Festival, troveremo l’area dedicata alle opportunità professionali – la Job ARF! – uno spazio dove poter mostrare a editor e case editrici il proprio portfolio con idee, progetti e creatività. Anche quest’anno, la call per gli aspiranti autori ha realizzato un incredibile successo: i lavori inviati per essere sottoposti all’attenzione degli addetti al settore sono state infatti più di 4000. http://www.arfestival.it/jobarf/
Per i più piccoli non mancherà la ARF! Kids, il luogo dedicato all’immaginario dei bambini (a ingresso gratuito fino ai 12 anni) con un ricco programma di laboratori creativi curati da alcuni dei più rinomati illustratori italiani e internazionali, letture ad alta voce, disegni, giochi e tanti libri a disposizione di tutti. http://www.arfestival.it/kids. Confermate le Masterclass, vere e proprie classi “a numero chiuso” per tutti coloro che vogliono imparare a scrivere, disegnare e colorare con le superstar del fumetto italiano e internazionale come Gabriele Dell’Otto (talento pittorico tutto italiano della Marvel), Yoshiyasu Tamura (maestro giapponese del Manga), Casty (uno dei più importanti autori contemporanei della Disney), Stefano Disegni (uno dei più popolari autori-disegnatori satirici italiani), Katja Centomo (la disegnatrice di W.I.T.C.H e Monster Allegy), Davide Toffolo (fumettista, e voce e chitarra del gruppo Tre allegri ragazzi morti).Imperdibili le Lectio Magistralis tenute da tre Maestri del fumetto d’autore: tre appuntamenti in tre giorni (dalle 14.30 alle 16), tre pietre miliari della storia del fumetto si racconteranno mentre disegneranno dal vivo nella Sala Talk.José Muñoz (la leggenda del fumetto argentino, il creatore di Alack Sinner e altri indimenticabili personaggi), Angelo Stano (il disegnatore di Dylan Dog, l’autore dell’indimenticabile numero 1 ma anche degli albi più amati della serie dell’indagatore dell’Incubo), Riccardo Mannelli (fumettista, illustratore, pittore, disegnatore satirico, insegnante, un Maestro dell’arte visiva al servizio di un talento che ha pochi eguali nel mondo della nona arte), accompagnati rispettivamente da Laura Scarpa, Paulonia Zumo e Adriano Ercolani.
Self ARF! è un vero e proprio Festival nel Festival, una caccia ai tesori underground, un appuntamento imperdibile per immergersi nel mondo delle etichette indipendenti in cui sperimentazione e libera creazione artistica sono le parole d’ordine. In quest’area ad accesso gratuito saranno presenti una selezione di autrici e autori, collettivi e microeditori che scelgono di produrre autonomamente i loro lavori al di fuori delle logiche del mercato editoriale tradizionale con linguaggi e segni grafici estremamente diversi. La Self ARF! è coordinata da Francesca Protopapa & Rita Petruccioli e in questa quinta edizione presenta l’esclusiva mostra di Gloria Pizzilli e Tommy Gun Moretti http://www.arfestival.it/self/L’ARFist Alley è un luogo di incontro fra gli artisti e il pubblico, differente dalle dinamiche delle signing session agli stand delle case editrici o dei negozi. E come la Self Arf!, quest’anno anche l’Alley sarà una “piazza aperta” ad ingresso gratuito, dove incontrare i professionisti del panorama italiano e internazionale, per ammirare e acquistare tavole originali, stampe esclusive, sketchbook e richiedere commission agli autori!www.arfestival.it/arfist/ http://www.mattatoioroma.it (foto copyright)

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Il petrolio cresce per la paura

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Mag 2019

di Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista. Il recente andamento del prezzo del petrolio riflette qualche cosa di più serio e complesso rispetto al solo comportamento della domanda e dell’offerta. Ora è al livello di circa 70 dollari al barile. Una crescita importante dai 53 dell’inizio dell’anno. Solitamente l’aumento è spiegato con la decisione dei Paesi dell’Opec e della Russia di diminuire la loro produzione. A dicembre avevano annunciato di ridurla di 1,2 milioni di barili al giorno (bpd). A ciò naturalmente si aggiungono gli effetti della crisi politica e sociale del Venezuela, dell’embargo americano verso l’Iran, della preoccupante crescente incertezza sulla situazione libica e del raffreddamento della crescita globale.
Globalmente, la produzione e il consumo di petrolio oggi si stimano in circa 100 milioni di bpd. Si dimentica, però, di dire che le evoluzioni negative sono ampiamente compensate dall’aumento della produzione di petrolio da parte degli Stati Uniti, che hanno raggiunto i 12 milioni di bpd. Anche le esportazioni americane di petrolio hanno toccato il livello record di 3,6 milioni bpd e ci si aspetta che presto arrivino fino ai 4,6 milioni bpd. Si stima che la produzione giornaliera di petrolio da parte dei paesi non-Opec, con gli Usa in testa, possa presto crescere di circa 2 milioni di barili al giorno.
Già nel 2018 il prezzo medio del barile di greggio aveva registrato un aumento del 30% rispetto all’anno precedente. Però, l’aumento della media annuale salirebbe al 65% se il paragone lo facessimo con i dati del 2016, quando il prezzo del barile era poco sopra i 40 dollari. Certamente sono lontani anni luce dai 100 dollari del periodo 2011-2013 e dai picchi di 150 dollari nel mezzo dell’euforia speculativa legata alla grande crisi finanziaria. Com’è noto, a ottobre del 2018 si raggiunsero i 73 dollari al barile per poi scendere ai 53 dollari di dicembre. Da gennaio scorso il prezzo è in progressiva salita.
Si può dedurre che le varie spiegazioni fornite dagli esperti e dalle stesse compagnie circa le variazioni dei livelli delle produzioni non sono molto convincenti. In particolare, non si giustificano le repentine oscillazioni del prezzo e i loro strettissimi tempi non riflettono gli andamenti della domanda e dell’offerta. Né l’evidente cambiamento del tasso della crescita globale e di quello del commercio internazionale può essere una giustificazione valida.A nostro avviso, l’attuale volatilità dei mercati energetici deve essere spiegata anche dalla crescente attenzione posta da settori della finanza sul petrolio e sulle commodity. La storia insegna che, quando altri settori finanziari (quali quelli del corporate bond, dell’immobiliare e dei titoli di stato arrancano, proprio come adesso) le grandi banche e i fondi di investimento più speculativi tendono a cercare altrove possibilità di profitto, anche al prezzo di maggiori rischi. E i prodotti energetici e in generale le commodity possono diventare oggetto di speculazioni.Infatti, i recenti venti di guerra in Libia, anche intorno ai maggiori pozzi petroliferi, avrebbero accresciuto l’interesse da parte di taluni speculatori per operazioni finanziarie legate ai future sul prezzo del petrolio.
Non è un caso che la Banca dei regolamenti internazionali di Basilea abbia rilevato un notevole aumento nelle attività legate ai derivati finanziari otc. Il suo ultimo rapporto trimestrale, pubblicato in aprile, evidenzia che già a metà 2018 il valore nozionale totale degli otc ha raggiunto i 600 mila miliardi di dollari. Anche i derivati sulle commodity hanno registrato un notevole aumento, superando, dopo molti anni, i 2 mila miliardi di dollari, con un aumento del 15% rispetto ai dati rendicontati del semestre precedente. La Bri, perciò, parla «di mercati finanziari particolarmente irrequieti». Bisognerà tenerne conto.Non è nostra intenzione immaginare future gravi crisi finanziarie frutto di nuove speculazioni. Sono tante le variabili, economiche e geopolitiche, in gioco. Inoltre, la storia non si ripete mai negli stessi modi. Dato, però, l’aggravamento generale del processo debitorio pubblico e privato, come da noi recentemente evidenziato, auspichiamo che non sia una ripetuta mancanza di controlli e di interventi a mettere il mondo di fronte a nuovi e insostenibili rischi di crisi. Soprattutto non vorremmo che, ai tanti danni che di norma le attività petrolifere generano (guerre, colpi di stato, corruzione, danni alla salute e all’ambiente), si aggiungano quelli più diffusi della speculazione finanziaria fatta sui barili di petrolio, che spesso sono solo sulla carta e non realmente pieni del liquido nero. (fonte: Società libera online http://www.societalibera.org)

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End of waste, Costa a Radio 24: Dopo pannolini pronti altri 17 decreti da biometano a rifiuti edilizi

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Mag 2019

“Ci sono voluti 12 mesi ma adesso abbiamo un risultato straordinario, uno standard sicuro valido per sempre e in arrivo ci sono altri 17 decreti End Of Waste”. Il ministro dell’ambiente Sergio Costa a Si può fare su Radio 24 torna sulla recente approvazione del decreto End of Waste sui rifiuti, in particolare sul recupero di materia prima come cellulosa, plastica e materia assorbente dai pannolini (ottenuto dallo stabilimento Fatersmart di Treviso, ndr). “Il ministero dell’ambiente deve rispettare le procedure del diritto” spiega Costa a Radio 24 e ricorda: “io mi sono insediato 12 mesi fa, nel frattempo il decreto è dovuto passare attraverso gli enti territoriali, l’Ispra, il parere del Consiglio di stato, e poi l’Unione Europea dove va notificato l’atto e ci vogliono da 3 a 5 mesi. Tuttavia, il risultato è importante perché al termine di questo percorso il decreto è inattaccabile”.Ci sono molte altre attività di economia circolare che aspettano le autorizzazioni, domandano i conduttori Alessio Maurizi e Carlo Gabardini, di Si può Fare, per esempio la produzione di biometano dai rifiuti che già avviene a Milano o negli stabilimenti Eni a Gela: quando arriveranno questi End Of Waste? “Abbiamo in lavorazione 17 EOW nuovi, siamo alla coda, all’ultimo miglio. Appena mi sono insediato ho costituito una task force di 8/10 persone, esperti, che lavorano all’80% su questo e sono una interfaccia con le aziende. Dopo i pannolini arriveranno presto anche gli altri. Ho pronti i decreti sulla gomma vulcanizzata granulare o i rifiuti di costruzione e demolizione, per fare degli esempi. Appena firmo il decreto potranno tornare a essere materia prima seconda e anzi farci risparmiare il consumo delle risorse e farci risparmiare i costi della ristrutturazione edilizia”.Novità in arrivo anche sul fronte della spesa nei supermercati. La soluzione dei sacchetti biodegradabili per frutta e verdura si è infatti rivelata una soluzione a metà perché occorrono da 3 a 5 anni per essere smaltiti, mentre la retina riutilizzabile venne bloccata dal ministero della salute per questioni igieniche. “Stiamo lavorando a un tavolo con il ministro della salute Giulia Grillo per superare l’impasse sanitario” spiega Costa che annuncia a Radio 24: “siamo all’ultimo miglio. Penso entro quest’anno ce la dovremmo fare tranquillamente”. (by Chioda Maria Luisa Il sole 24 ore)

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Concerto con il chitarrista Gian Marco Ciampa e l’Orchestra Giovanile di Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Mag 2019

Roma Sabato 25 maggio 2019 alle 17.30 la IUC presenta nell’Aula Magna della Sapienza un concerto straordinario fuori abbonamento con il chitarrista Gian Marco Ciampa e l’Orchestra Giovanile di Roma diretta da Vincenzo Di Benedetto.
Dopo essersi esibito in quattro continenti, Gian Marco Ciampa fa ora il suo debutto all’Aula Magna, la prestigiosa sede della stagione della IUC-Istituzione Universitaria dei Concerti, per la quale ha già suonato con vivissimo successo in varie sedi decentrate. È nato a Roma nel 1990 e già nel 2004 la critica scriveva di lui: “Un vero e proprio enfant prodige con una spiccata personalità musicale che si sta imponendo nel panorama musicale italiano” (Il Tempo). Nel 2006 ha partecipato al programma “Domenica In – Ieri, oggi e domani” di Rai 1, condotto da Pippo Baudo e diretto dal Maestro Pippo Caruso. Dopo essere risultato vincitore di premi in numerosi concorsi internazionali (tra i quali Melbourne International Guitar Competition, Tokyo International Guitar Competition ed Concorso Europeo di Chitarra, che lo ha premiato con la Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana) ed essere stato premiato anche con la Chitarra d’oro 2014 come miglior giovane talento, ha iniziato una serie di tournée, che lo hanno fatto conoscere in Australia, Cina, Giappone, USA, Argentina, Germania, Danimarca, Spagna, Croazia e Olanda. In occasione della Giornata della Memoria 2013, si è esibito in diretta su Rai 3, davanti alle autorità riunite nella Sala dei Corazzieri del Quirinale.
Con Ciampa suonerà l’Orchestra Giovanile di Roma, che si è costituita come associazione indipendente nel 2009. In questi anni ha tenuto più di cento concerti in sedi prestigiose, tra cui Auditorium Conciliazione e Parco della Musica a Roma e Teatro Strehler a Milano e ha compiuto tournée in Russia, Francia, Spagna e Svezia. Vincenzo Di Benedetto ne è il direttore.
La prima parte del concerto è interamente dedicata a Mario Castelnuovo-Tedesco, compositore italiano che nel 1939 fu costretto dalle leggi razziali promulgate dal regime fascista ad emigrare negli USA, dove ottenne enorme successo. Da alcuni anni è stato riscoperto nel suo giusto valore anche in Italia e Ciampa ne eseguirà insieme all’orchestra due brani – il Capriccio diabolico e il Concerto n. 1 – composti su richiesta di Andrés Segovia, il più grande chitarrista del secolo scorso, che era un grande ammiratore di Castelnuovo-Tedesco.
Si volta pagina nella seconda parte, in cui l’orchestra eseguirà Andante festivo di Jan Sibelius e musiche di tre grandi classici viennesi, cominciando col celebre Intermezzo n. 3 da Rosamunde di Franz Schubert, per passare poi a quei piccoli gioielli che sono le danze firmate da Wolfgang Amadeus Mozart (quattro Contraddanze) e Ludwig van Beethoven (Danza tedesca n. 12).Il concerto è in collaborazione con Arte2o

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Rinnovo Parlamento europeo. Perché andare a votare

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Mag 2019

Prima di tutto perché siamo in democrazia e, si sa, il regime funziona proprio perché ci son quelli che decidono chi deve fare cosa. Ma questo può sembrare banale, visto che ci sono fior fiore di regimi con assetti democratici discutibili dove si vota e… si dà solo il consenso ai regimi autoritari dominanti. Come in Turchia (sic!). Ma, per il momento e salvo nuove innovazioni e intuizioni della scienza politica, sembra che le elezioni continuino ad essere il metodo meno dannoso. Per i riottosi e amanti della perfezione “in terra” non c’è da fare altro che “rassegnarsi” e dare il proprio contributo.
Fatta la “lezione” di educazione civica, passiamo allo specifico. Abbiamo pubblicato vari articoli in materia nella nostra specifica rubrica “Stati Uniti d’Europa”, per cui argomenti ce ne sono diversi, collegati o meno con la nostra storia nazionale, passata e presente. Non stiamo qui a riproporli, sperando che il link alla rubrica faccia trovare un po’ di tempo ai nostri lettori per dedicarsi ad approfondire. Ma, al di là di tutto – e lo diciamo proprio come associazione per i diritti degli utenti e consumatori – se non ci fosse stato il Parlamento europeo e le istituzioni europee, associazioni come la nostra avrebbero molte difficoltà ad avere punti di riferimento legali e normativi per far valere i diritti spesso violati del cittadino economico. Soprattutto se pensiamo a cosa è diventato oggi il nostro Paese dopo – recuperata credibilità e buon senso (nazionale, europeo ed internazionale) in seguito al disastro della Seconda Guerra Mondiale a metà del
secolo scorso – il passaggio dai monopoli a quello che oggi viene chiamato mercato libero: un contesto in cui – noi individui economici e anche chi ci offre i servizi – siamo stati e siamo ancora sbattuti e maltrattati in considerazione delle vecchie abitudini monopoliste di considerarci sudditi e non consumatori e utenti. E’ evidente che siamo insoddisfatti e “polemici” rispetto all’assetto libero e democratico del nostro mercato di consumi e utenze. Nel contempo, però, siamo consapevoli che se non ci fosse stato il Parlamento europeo e l’Unione, è altamente probabile che saremmo messi peggio .
Se crediamo che questa sia la strada da seguire, per migliorarla, consolidarla, perfezionarla, e far crescere noi e i nostri figli con certezze e potenziale ricchezza e felicità… diamo il nostro contributo. A partire dalla partecipazione al voto.
E poi nel pretendere, pretendere e pretendere che le decisioni siano rispettate, che le cose fatte male siano cambiate, modificate, rivoluzionate. Trattando anche male chi ci crea difficoltà. Ma consapevoli che farlo in un assetto come quello dell’Unione, con la prospettiva di un federalismo sempre più politico e non solo parzialmente economico, sia possibile raggiungere risultati migliori e più funzionali. Altrimenti ci “infogniamo” in una sorta di girone dantesco in cui ci condanniamo da soli a tornare sempre indietro e a cominciare sempre tutto da capo… che è quello che grossomodo ci propongono, raccontandoci non poche balle, i detrattori dell’Unione e dell’euro. Buon voto. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Immigrazione: Report FdI su islamizzazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Mag 2019

Nel 2050 con l’immigrazione incontrollata degli ultimi anni l’Europa vedrebbe triplicato il numero dei musulmani in Europa. E dal 2001 in Europa sono 729 i morti in attentati, di questi 641, pari all’88 per cento delle vittime, per mano di islamici. Sono questi alcuni dei dati più significativi diffusi oggi dalla Fondazione Farefuturo e dall’Ufficio studi di Fratelli d’Italia nel corso di una conferenza stampa alla Camera, in cui è stato annunciato il Rapporto annuale sull’islamizzazione d’Europa e la costituzione di un Comitato scientifico, che sarà presieduto dal professor Francesco Alberoni e composto, tra gli altri, dallo psichiatra Alessandro Meluzzi, da Gianpaolo Rossi, componente CdA Rai e Mario Ciampi, segretario generale della Fondazione Farefuturo.”Intendiamo come Ufficio Studi di FdI e Farefuturo, presentare ogni 11 settembre un rapporto che faccia emergere l’islamizzazione in maniera scientifica attraverso indicatori ufficiali dell’Istat e di altre agenzie demoscopiche. E la scelta della data non è casuale, spiega il senatore di FdI e presidente della Fondazione Adolfo Urso, è legata al gravissimo attacco alle Torri gemelle alla data della battaglia di Vienna del 1683 che segnò la fine dell’assedio e la sconfitta dei turchi”.Tra i dati diffusi emerge che tra gli immigrati irregolari il 78 per cento sono musulmani, con un’età media di 30,4 anni rispetto ai 43,8 di chi non è musulmano. Mentre sul piano della natalità una donna musulmana in Europa ha in media 2,6 figli contro l’1,6 delle non musulmane. E riferito all’Italia il dato delle donne italiane scende fino all’1,32.”Dai dati che abbiamo elaborato – spiega il senatore di FdI Giovanbattista Fazzolari, responsabile nazionale del programma – emerge che siamo in presenza di un processo di islamizzazione, dovuto in particolare all’immigrazione illegale, e che viene amplificato dall’età più giovane dei musulmani e dalla natalità. In particolare tra Dal 2010 al 2016 la popolazione islamica è aumenta di un terzo in Europa, 32 per cento, e in Italia nello stesso periodo è aumenta del 38 per cento. E questo fenomeno con l’attuale gestione dell’immigrazione nel 2050 porterà a triplicare il numero degli immigrati islamici in Europa. Con aumenti sostenuti in Germania del 253 per cento, del 229 per cento nel Regno Unito e in Italia del 182 per cento”.Penetrazione islamica che, come ha spiegato Nicola Procaccini, dirigente di FdI e candidato alle elezioni europee, è “effettuata in modo orchestrata dalle monarchie del Golfo attraverso operazioni di soft power orizzontale, investendo in attività culturali, e verticali, iniziative popolari come il calcio. Proprio qui, infatti, è sempre più evidente il peso degli investimenti arabi”.Sul piano delle proposte, infine, la senatrice di FdI, Isabella Rauti, vicepresidente vicario del gruppo al Senato oltre ad evidenziare l’assenza di una normativa che impedisce all’Italia di contrastare l’integralismo islamico, ha ricordato che: “Fratelli d’Italia nella scorsa legislatura e in quella in corso ha presentato una proposta di legge per introdurre il reato di integralismo islamico. Siamo in una condizione di vacatio legis non solo in Italia ma anche in Europa, che si è rivelata una incubatrice di militanti estremisti, di jihadisti, di reclutatori, di predicatori, di radicalizzatori e radicalizzati. Dobbiamo impedire la diffusione ed il proselitismo estremista e allo stesso tempo tracciando i flussi di denaro vietare i finanziamenti da parte di quegli Stati che foraggiano le correnti islamiche integraliste”.

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C’è bisogno di un’Europa più unita, forte e solidale, attenta al sociale

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Mag 2019

Per difendere la pace e creare sviluppo, per tutelare i diritti alla libertà, alla sicurezza, per impegnarsi maggiormente nelle politiche su lavoro, istruzione e formazione dei giovani, ambiente, assistenza sociale, sviluppo sostenibile, privacy e identità digitale. Queste sono le risposte di 14 mila italiani della società civile, del mondo delle parti sociali e delle imprese al questionario proposto dal Cnel in merito al Documento “Unire l’Europa per cambiarla” presentato a Villa Lubin oggi e condiviso dalla maggior parte delle associazioni del mondo sindacale, del terzo settore e produttivo italiani.Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo della Confedir che ha partecipato agli incontri per la stesura dello stesso documento, così commenta: “Bisogna ricostruire un’Europa unita che superi l’attuale esistenza di almeno tre spazi a velocità differente (mediterraneo, continentale e orientale) , rimettere l’uomo al centro del dibattito politico rispetto all’economia, alla finanza e alle sfide dell’intelligenza artificiale partendo dalla ricostruzione storica di ciò che, in termini di patrimonio culturale, l’Europa ha rappresentato”. “Già nel XIII secolo – continua Pacifico – possono essere individuati i caratteri identificativi dell’uomo europeo e oggi dopo tanti anni, le nuove elezioni rappresentano un momento importante per superare gli episodi di disaffezione o di acredine verso il progetto Europa, a partire proprio dall’adozione di una carta comune dopo una moneta comune e leggi comuni che interagiscono con le norme nazionali”.Poi “rispetto al pareggio di bilancio, bisogna scomporre le spese per investimenti, welfare, istruzione, formazione, ricerca e politiche giovanili. Nel bilanciare i rapporti tra datori di lavoro e lavoratori bisogna introdurre un salario minimo garantito in tutto lo spazio europeo, regole comuni su accesso al lavoro e pensioni, e porre maggiore attenzione alla mobilità transfrontaliera con politiche comuni su diritto all’asilo e immigrazione, senza dimenticare come già al tempo dell’imperatore Caracalla tutti gli abitanti dell’impero romano fossero considerati suoi cittadini”, afferma il sindacalista autonomo.“Il patrimonio culturale conservato e sviluppatosi nello spazio europeo rappresenta il faro della società civile mondiale, che oggi deve essere ancora pienamente condiviso da 500 milioni di cittadini europei a partire dai giovani verso cui si devono concentrare politiche ben precise tese all’incontro fra formazione e lavoro, grazie anche alla ricerca e all’innovazione. La sfida è ancora una volta tra un europeismo fiero ma possibile e un nazionalismo deciso e già fallimentare in un mondo e mercato globale che è influenzato dalle nostre radici”, aggiunge il segretario organizzativo della Confedir.“C’è bisogno di un’Europa giusta, equa e solidale che superi le sue barriere interne, che potenzi la mobilità dei suoi cittadini pur nel rispetto delle singole tradizioni territoriali. La tutela e lo sviluppo del sapere, dell’ambiente e del lavoro saranno fondamentali per la nuova classe politica europea, come ricordano i cittadini italiani consultati”, conclude Marcello Pacifico.

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Scuola: Superano il concorso, ma rimangono disoccupati o precari

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Mag 2019

I docenti vincitori e idonei del Concorso 2016 dovrebbero essere assunti, a domanda, a livello nazionale, come è avvenuto per i loro colleghi del 2012, rispetto all’attuale grave vacanza di posti, al fine di non disperdere preziose risorse. Anief chiede un intervento urgente del Legislatore che garantisca a questi docenti la possibilità di essere assunti nei ruoli dello Stato anche in una regione diversa da quella indicata a suo tempo e prima della prossima procedura ordinaria. Marcello Pacifico (Anief) ricorda come anche loro siano precari, ma per merito perché hanno superato il concorso pubblico e si chiede perché Bussetti voglia selezionare altri docenti con un nuovo concorso quando fa decadere le graduatorie di migliaia di docenti selezionati dallo Stato per essere assunti nei ruoli. Nel frattempo, l’ufficio legale di Anief fornisce assistenza legale a tutti i vincitori dei precedenti concorsi non ancora assunti per rivendicarne il ruolo.
Mentre il ministro dell’Istruzione continua a ripetere il mantra dei nuovi concorsi in arrivo, ci sono decine di migliaia di vincitori dell’ultima selezione che rimangono al palo e rischiano di essere pure estromessi dalle graduatorie di merito pre-ruolo dove oggi sono collocati: sono gli idonei del concorso 2016 e potranno essere assunti sino alla validità delle graduatorie di merito, che è stata prorogata di un anno, dopo che Anief prima ha vinto la battaglia legale sul diritto degli idonei a essere inseriti nelle graduatorie di merito e poi ha convinto il Parlamento a eliminare il limite del 10% della quota di idonei stessi, salvo vedersela rispuntare nel nuovo bando. Anief, infatti, si è battuta per la proroga della scadenza delle graduatorie di merito disciplinata dai commi 113-114 articolo 1 della legge 107/ 2015, grazie all’approvazione del comma 603 dell’articolo 1 della legge 205/2017 e all’abolizione del limite del 10% degli idonei anche ai docenti che hanno vinto il concorso nella scuola dell’infanzia e primaria 2016, attraverso l’approvazione del comma 604 dell’articolo 1 della suddetta legge di stabilità 2018. A seguito della precedente procedura concorsuale, in presenza dell’alto numero di vincitori non assunti nel triennio di riferimento e dell’elevato numero della vacanza dei posti che portò il Miur a bandire ben 26 mila posti rispetto ai 16 mila attuali, il Parlamento decise di consentire a vincitori e idonei (rientrati grazie a una sentenza definitiva del Tar Lazio ottenuta dai legali Anief contro il bando voluto dal ministro Profumo) di essere assunti anche in regione diversa da quella dove avevano partecipato e dove erano scomparsi gli stessi posti messi a concorso.

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Scuola – Anief apre le pre-adesioni gratuite per aderire ai ricorsi al Tar Lazio

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Mag 2019

Sono otto le censure di merito che l’ufficio legale del giovane sindacato denuncia rispetto al D.M. n. 327/19, dal numero dei posti banditi che non contempla i posti su sostegno in deroga e quelli in organico nelle sezioni primavera, all’esclusione di alcuni insegnanti (educatori, laureandi SFP, abilitati all’estero con titolo non riconosciuti dal Miur), dagli elenchi degli esclusi dopo le prove selettive (nonostante abbiano raggiunto la soglia della sufficienza e comunque rientrano nel numero compreso tra tre a quattro volte i posti banditi) a quelli degli idonei che non potranno essere inclusi nelle graduatorie di merito perché collocati oltre la soglia del 10%, per arrivare alla contestazione della mancata valutazione del servizio di insegnamento prestato a dispetto del concorso 2016.
Se nel concorso 2016 erano stati banditi ben 26 mila posti, nonostante l’incremento in organico di 2 mila posti di tempo pieno e prolungato, questa volta il ministro Bussetti indice un concorso ordinario senza contemplare le migliaia di posti in deroga assegnati in base a effettive esigenze e quelli ordinari delle sezioni primavera introdotti dalla Buona scuola. Se accolto, il ricorso potrà persino raddoppiare il numero delle assunzioni.
Che gli educatori siano inquadrati quali docenti lo dice la legge, lo dice il contratto e lo dice anche il tribunale amministrativo che ne ha in ogni occasione ribadito il valore abilitante del titolo posseduto. Ecco perché hanno pieno diritto all’accesso al concorso per la scuola dell’infanzia e della primaria, ma ancora una volta il Miur non prevede tale titolo tra quelli utili per il prossimo concorso ordinario.I docenti che stanno frequentando l’ultimo anno di Scienze della Formazione primaria, invece, saranno esclusi dalla possibilità di partecipare al concorso anche se conseguiranno la laurea entro i termini di svolgimento degli scritti ma non di presentazione della domanda.
Sotto la lente dell’Ufficio Legale Anief, infine, anche l’esclusione di quanti si sono abilitati all’estero, in Spagna, Bulgaria e in Romania e hanno ricevuto dal Miur il diniego per l’equipollenza del titolo acquisito. Questi docenti se hanno un contenzioso pendente avverso la domanda negata di riconoscimento o le note ministeriali specifiche pubblicate dal Miur, possono aderire al nuovo ricorso per chiedere di partecipare con riserva al concorso ordinario. A tal proposito, Anief per chi non ancora ricorso avverso la Nota Miur dello scorso 2 aprile che nega in partenza la possibilità di riconoscimento del titolo abilitante conseguito in Romania, avvierà nelle prossime ore un ricorso al Tar Lazio per impugnare entro i termini l’atto ritenuto illegittimo. Tutti gli altri che non hanno mai ricorso avverso le note ministeriali o i procedimenti di diniego di riconoscimento del proprio titolo dovranno contattare la segreteria nazionale Anief per verificare la procedibilità del nuovo ricorso per l’accesso al concorso.
Sulla prova preselettiva, lo studio legale di Anief ha gia dimostrato dal concorso 2016 al TFA come il raggiungimento della quota di sufficienza sia motivo di per sé valido per accedere alle prove scritte, mentre appare irragionevole attivare le prove preselettive soltanto se il numero delle domande è superiore a quattro volte il numero dei posto salvo far accedere dopo il loro svolgimento soltanto chi si ritrova entro tre volte il numero dei posti banditi.
Dell’incredibile ha la riproposizione della soglia del 10% degli idonei introdotta dalla Buona scuola e superata dalla legge di stabilità 2018. Ancora una volta sarà battaglia nei tribunali per chi supera la soglia del Sette agli scritti e agli orali ha superato il concorso e ha diritto a essere inserito nella graduatoria di merito come Anief ha sempre dimostrato nei tribunali.
Il mancato riconoscimento di un qualsiasi punteggio attribuito dalla Tabella Titoli al servizio prestato è un qualcosa di scandaloso, visto che la rapida successione dei ricorsi risponde al bisogno di dimostrare in Europa che esiste uno speciale canale di reclutamento teso ad assorbire i precari con tanti anni di servizio.
Anief informa i propri iscritti che è già possibile preaderire gratuitamente ai ricorsi avverso il Decreto Miur che avvia le procedure del prossimo concorso ordinario 2019 per la scuola infanzia, primaria in modo da ricevere tutte le informazioni utili per l’effettiva proposizione delle specifiche azioni legali non appena saranno pubblicati i relativi Bandi concorsuali.

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Sostegno: Nuova riforma, vecchi problemi

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Mag 2019

Il Governo approva in prima lettura nuove regole per dare maggior voce a famiglie e studenti nel piano educativo, ma il 40% degli organici rimane in deroga nonostante le effettive esigenze rilevate e nei casi gravi le ore scoperte, alcuna novità sugli assistenti all’autonomia e al raccordo scuola/mondo del lavoro, mentre la legge sui bisogni educativi e speciali rimane sulla carta.Marcello Pacifico (Anief): In verità, aspettiamo di leggere il testo approvato in Consiglio dei Ministri. Più di dieci anni fa, sotto la presidenza di Prodi, fummo convocati. Da allora nessuno ci ha voluto più ascoltare o ha chiesto il nostro parere.
Intanto Anief rilancia l’operazione ‘Sostegno, non un’ora in meno!’ che, come ogni anno, registra un successo grandioso.Come riporta la rivista specializzata Orizzonte Scuola, il Consiglio dei Ministri ha appena approvato un provvedimento che porta rilevanti novità per quanto concerne la disabilità a scuola; infatti, “con la revisione del decreto delegato della ‘Buona Scuola’ 66/2017 potremo migliorare l’inclusione degli oltre 200mila studenti con disabilità, aumentando la partecipazione di tutti i soggetti che affiancano questi giovani nella vita di tutti i giorni. Sono fiero di poter dire che la nuova norma è frutto dell’ascolto di istanze reali e di un lavoro partecipato, che si è svolto nei mesi passati gomito a gomito con le associazioni”. Il testo, approvato in via preliminare in cdm, prevede che i genitori siano maggiormente coinvolti nelle scelte che riguardano i figli con disabilità e che lo stesso minore possa contribuire a definire piani e progetti più adeguati per lui.Il sottosegretario al Miur Salvatore Giuliano, attraverso una nota, fa sapere come sia stato previsto che “le ore di sostegno, così come le attività didattiche e gli strumenti materiali per la formazione, non siano più stabiliti da un ufficio distante dall’alunno che agisce per procedure standardizzate, così come potevano essere i Gruppi per l’Inclusione Territoriale previsti nel vecchio testo. Al contrario, con il decreto Inclusione, coinvolgiamo in queste decisioni fondamentali la famiglia dell’alunno, lo psicologo o chi lo prende in cura a livello sanitario, un rappresentante dell’ente locale e, nel caso fosse maggiorenne, anche l’alunno stesso”. Altresì, è stato previsto che i gruppi territoriali siano trasformati in gruppi di docenti esperti nell’inclusione che saranno a disposizione delle scuole per supportarle in tutti i passaggi e nelle singole situazioni critiche con gli studenti.Si tratterebbe quindi di un modo differente di concepire la disabilità che recepisce i principi della Convenzione Onu dei diritti delle persone disabili applicandoli nel concreto a livello scolastico. In sintesi “più attenzione alle esigenze degli alunni con disabilità e maggiore coinvolgimento delle famiglie” è quanto prevede “il nuovo provvedimento normativo per l’inclusione scolastica elaborato dai ministri Lorenzo Fontana (Famiglia e Disabilità) e Marco Bussetti (Istruzione), che hanno lavorato alla riforma tenendo conto delle esigenze manifestate da associazioni, famiglie e docenti.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma che “in verità, aspettiamo di leggere il testo approvato in Consiglio dei Ministri. Più di dieci anni fa, sotto la presidenza di Prodi, fummo convocati. Da allora nessuno ci ha voluto più ascoltare o ha chiesto il nostro parere”.“Del resto, siamo ben lieti – continua Pacifico – di recepire le parole del ministro Marco Bussetti circa il fatto che l’inclusione scolastica sia una priorità del governo, ma, oltre le parole, crediamo che adesso sia giunto il tempo dei fatti. I nostri alunni diversamente abili hanno necessità che le belle idee siano calate nella realtà, dove purtroppo i docenti specializzati e formati non vengono assunti, gli studenti sono costretti a cambiare docente arbitrariamente, mentre in questi mesi si stanno selezionando nuovi docenti da far specializzare, in presenza di pecche, a partire dagli errori delle preselettive”.“Infine, come sindacato, non possiamo che sperare nella migliore delle soluzioni per il bene degli insegnanti, ma soprattutto dei nostri alunni che necessitano di più attenzioni: per essi e per le loro famiglie rilanciamo l’operazione ‘Sostegno, non un’ora in meno!’ che, come ogni anno, registra un successo grandioso”, ha concluso il presidente Pacifico.

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La scuola si trasforma “alla pari” con strumenti e modelli condivisi

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Mag 2019

Dopo il successo della prima edizione che ha coinvolto 470 insegnanti, la Fondazione Mondo Digitale lancia a 5 “super docenti” la sfida di formare oltre 500 colleghi di 5 regioni all’uso di Google Computer Science First (g.co/csfirst/it) per l’insegnamento del coding in classe. Con la collaborazione di docenti della scuola primaria, prende vita anche il primo tentativo di curriculum mapping e di sperimentazione dell’uso della piattaforma per l’insegnamento delle materie tradizionali.Anche per il 2019 la Fondazione Mondo Digitale è al fianco di Google per appassionare i docenti della scuola italiana al pensiero computazionale attraverso l’esperienza di Computer Science First, la piattaforma gratuita, semplice e innovativa per insegnare e apprendere nuovi linguaggi di programmazione e acquisire velocemente le competenze digitali per integrare la didattica con metodologie più efficaci e trasversali.
Dopo il successo della prima edizione, che ha coinvolto 470 insegnanti e 9.000 studenti, la Fondazione Mondo Digitale lancia una nuova sfida a 5 “super docenti” che dovranno formare nel 2019 oltre 500 colleghi di Lazio, Campania, Sicilia, Veneto e Piemonte. Il modello di insegnamento “alla pari”, supportato da attività guidate, giochi e video animazioni, aiuta il docente, anche senza esperienza, a introdurre i nuovi linguaggi digitali nell’insegnamento delle materie scolastiche e a creare curriculum verticali, dalle elementari alle superiori, che rispettano tempi e modalità di apprendimento di ciascuno studente, anche con bisogni speciali.La piattaforma, basata sul linguaggio intuitivo Scratch, ideato dal gruppo Lifelong Kindergarten del MIT Media Lab, non è pensata solamente per acquisire in modo veloce le abilità base di programmazione ma anche per accompagnare i docenti lungo percorsi didattici capaci di intrecciare il coding con le discipline curricolari. Il lavoro fianco a fianco con alcuni insegnanti di scuola primaria, protagonisti della prima edizione del progetto, ha permesso infatti alla Fondazione Mondo Digitale di sperimentare un primo tentativo di mappatura del curriculum per creare connessioni tra le aree di attività di CS First (Story-telling, Fashion and Design, Arte, Friends, Social media, Game design, Animation, Mathematics, Computer Science) e le principali materie scolastiche. Il risultato della collaborazione è una selezione di attività trasversali che ogni insegnante può implementare e personalizzare secondo le proprie esigenze per trovare soluzioni pedagogiche nuove e accattivanti: da animazioni di scienze sul ciclo dell’acqua e sulla nascita della terra, a progetti di storytelling sulla storia, fino a giochi interattivi di geografia, matematica e inglese. Nel mese di ottobre, con la “CSF League”, vengono premiati i progetti migliori realizzati dai docenti insieme ai loro studenti.
“I risultati raggiunti con la prima edizione del progetto ci hanno confermato che ci sono moltissimi docenti e dirigenti innovatori pronti a sperimentare nuovi modi di fare didattica. Il nostro impegno, al fianco di Google, è quello di offrire formazione e strumenti per renderli protagonisti del cambiamento e attori consapevoli della trasformazione digitale della scuola”, dichiara Alfonso Molina, direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale.“A Google vogliamo ispirare i giovani di tutto il mondo non solo a utilizzare la tecnologia, ma anche a crearla. Desideriamo preparare gli studenti per il futuro, e incrementare l’accesso all’educazione informatica. Per questo siamo entusiasti di collaborare nuovamente con il nostro partner Fondazione Mondo Digitale per la formazione di 500 insegnanti sui moduli di Computer Science First”, dichiara Verónica Gebhardt, Google Education Program Manager.Per prenotarsi ai corsi di Google Computer Science First https://forms.gle/uR5Q4hbHPMWqGxmY8

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In Sicilia, a Licata, si discuterà di sostenibilità della filiera del Mediterraneo

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Mag 2019

Licata Dal 2 al 4 ottobre 2019 sulle coste meridionali della Sicilia si svolgerà ‘nnumari, l’evento di Pino Cuttaia dedicato alla sostenibilità della filiera del Mediterraneo. Lo chef bistellato del ristorante La Madia e promotore della “cucina della memoria” convoca a Licata cuochi, giornalisti, economisti, pescatori, allevatori, agricoltori, produttori, artigiani, pescatori, imprenditori, artisti e comunicatori per costruire assieme modelli di sviluppo sociali e ambientali replicabili e condivisi. Pino Cuttaia: «Siamo parte del Mediterraneo e viviamo tutti in terre unite dal mare; abbiamo tutti problemi in comune e abbiamo il dovere di trovare soluzioni, insieme».
Sul litorale di Agrigento nella località di Licata circondata da mare pulito e sapori mediterranei si è riusciti a creare, nonostante le difficoltà, un modello di sostenibilità che ha dato sviluppo al territorio e lavoro alla filiera. E’ qui che nasce ‘nnumari – termine siciliano che vuol dire “nel mare”- l’evento ideato dallo chef bistellato Pino Cuttaia che dal 2 al 4 ottobre ha deciso chiamerà a raccolta cuochi, giornalisti, economisti, pescatori, allevatori, agricoltori, produttori, artigiani, pescatori, imprenditori, artisti e comunicatori. Si tratta di giornate di riflessioni sulla sostenibilità della filiera nel Mediterraneo con l’obiettivo di costruire modelli di sviluppo sociali e ambientali replicabili e condivisi.«Durante il percorso della mia carriera ho capito come la Sicilia, il mio territorio, sia il frutto delle contaminazioni dei popoli che hanno vissuto in questa terra. L’arte culinaria del mio territorio non è altro che il frutto di queste diverse esperienze» spiega Pino Cuttaia. «Mi sono accorto che i miei gesti sono simili ai gesti di altri cuochi e i miei viaggi mi hanno portato a capire che il territorio sul quale insisto ogni giorno è simile in tutti i Paesi del Mediterraneo con la sola differenza del microclima, della stagionalità, degli usi e dei costumi di ognuno di essi. E così ho capito che è arrivato il momento di realizzare un convivio che ho voluto intitolare ‘nnumari, nel mare, in cui alla stessa tavola ci si confronta su come ogni cuoco di ogni Paese del Mediterraneo lavora la stessa materia prima, come lo stesso cuoco riscontri problematiche simili e come abbia già analizzato quel problema e trovato una soluzione, coinvolgendo tutta la filiera. E non solo, ma anche altri interlocutori per far diventare quel convivio un pensatoio aperto ad artisti, comunicatori, economi, imprenditori. Siamo parte del Mediterraneo e viviamo tutti in terre unite dal mare; abbiamo tutti problemi in comune e abbiamo il dovere di trovare soluzioni, insieme con l’unico scopo di studiare modelli comuni di sviluppo economici, sociali, ambientali sostenibili».Un appuntamento dunque da non perdere, unico nel suo genere e che per la prima volta permette a tutti di discutere su argomenti che stanno a cuore a tutta la comunità del Mediterraneo. Il programma di ‘nnumari è in via di definizione e maggiori dettagli saranno resi noti al più presto. Il video racconto su http://www.nnumari.it

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Concerto corale: “Un florilegio sacro dal Barocco ai giorni nostri”

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Mag 2019

Ivrea sabato 25 maggio alle 21 nella chiesa del Sacro Cuore di Cantone Maridon 11 ad Ivrea, è in programma il concerto corale intitolato “Un florilegio sacro dal Barocco ai giorni nostri”. Protagonisti dell’appuntamento eporediese sono la Cappella musicale e il Coro di voci bianche della Cattedrale di Vercelli, accompagnati all’organo portativo da Carlo Montalenti e diretti dal maestro direttore e concertatore monsignor Denis Silano.Il programma propone brani corali che coprono l’arco temporale dall’età barocca al XX secolo. Gli autori scelti sono Marc’Antonio Centorio (vissuto a cavallo tra il XVI e il XVII secolo), Pietro Heredia, Orazio Colombano, Maurice Duruflè (1902-1986) e Domenico Bartolucci (1917-2003), quest’ultimo maestro della Cappella Sistina. Sarà presentato il CD Elegia interamente dedicato a Marc’Antonio Centorio e Pietro Heredia, con mottetti, inni e antifone eseguite dalla Cappella Musicale della Cattedrale di Vercelli diretta da monsignor Silano. Il concerto è patrocinato dalla Città di Ivrea.“Organalia 2019 nel Canavese” proseguirà sabato 1 giugno alle 21 nella chiesa parrocchiale di San Maurizio Martire a San Maurizio Canavese con il concerto “Il soffio del vento. Musiche tradizionali irlandesi, francesi e del nord Italia” di cui saranno protagonisti lo studioso della cornamusa e concertista Fabio Rinaudo e l’organista Silvano Rodi. Saranno eseguiti brani di Turlough O’Carolan (1670-1738), John Dowland (1563-1626), Johan Helmich Roman (1694-1758), Michel Corrette (1707-95), Louis-Claude Daquin (1694-1772), Jean-Jacques Beauvarlet-Charpentier (1734-94), Carlo Monza (1735-1801), Fortunato Chelleri (1690-1757), Pietro Alessandro Yon (1886-1943), oltre a composizioni tradizionali piemontesi, della celtic music e della new age. Da oltre trent’anni Fabio Rinaudo è interprete e studioso delle cornamuse irlandesi Uilleann Pipes, delle cornamuse francesi Musette Bechonnet e del flauto Whistle britannico e irlandese. Ha tenuto oltre millecinquecento concerti in tutta Europa e può vantare una produzione discografica notevole, svariate incisioni radiofoniche in Italia e all’estero, collaborazioni con le maggiori reti televisive italiane e con cantautori del calibro di Riccardo Cocciante, Angelo Branduardi e Paolo Conte. Con il gruppo “Birkin Tree” da lui fondato ha inciso tre album di successo, sia a livello nazionale che internazionale. Innumerevoli le collaborazioni musicali al suo attivo, tra cui quella iniziata con Claudio De Angeli, chitarrista ligure dedito da anni allo studio della musica acustica e tradizionale. Alla consolle dell’organo costruito da Vittino Vegezzi Bossi nel 1912 siederà invece Silvano Rodi, diplomato in clavicembalo, organo e composizione organistica al Conservatorio di Genova, “Premier Prix d’Orgue” al Conservatoire Pierre Cochereau di Nizza, organista titolare della chiesa di Santa Devota nel Principato di Monaco, concertista in Europa e in Sud America come solista e in collaborazione con altri musicisti e con l’ensemble barocco “Collegium Musicum Alpazur”. Rodi è consulente della Commissione di Arte Sacra per la tutela e restauro degli antichi organi della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo ed è stato ispettore onorario presso la Soprintendenza ligure. E’ autore di CD e pubblicazioni su organi storici. Dal 1994 al 2000 è stato direttore e docente di organo all’Istituto di Musica Sacra della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo. Dal 1998 insegna organo e clavicembalo al Conservatoire Départemental de Musique des Alpes-Maritimes di Nizza.
http://www.organalia.org http://www.elegiaclassics.com

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L’antisemitismo sui social media

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Mag 2019

Nell’epoca dei populismi, dei suprematismi e delle fake news, e in uno scenario in cui Internet è diventato per le masse la fonte primaria per l’aggregazione del consenso e della formazione del pensiero comune, l’antisemitismo corre sempre più veloce.
I contenuti che circolano sulla rete oggi sono simili a quelli di un tempo: si sono semplicemente evoluti in base alla piattaforma con la quale le persone oggi li pubblicano e condividono – in un processo che, però, da verticale è diventato partecipativo e orizzontale.Tesi complottiste di matrice anche antisemita come ad esempio il supposto “Piano Kalergi” un tempo viaggiano di persona a persona attraverso suadenti e pericolose parole sussurate nelle orecchie degli europei mentre oggi troviamo sedicenti esperti che ci illustrano i pericoli che la nostra società sta correndo attraverso video su Youtube accompagnati da infografiche animate e musiche persuasive. L’ampiezza del fenomeno, inoltre, tende a crescere anche a causa del fenomeno chiamato “Echo Chamber” – un effetto collaterale degli “algoritmi” dei social media, che genera uno stato di isolamento ideologico degli individui. All’interno di queste “camere dell’eco”, l’utente fruisce e visualizza di fatto soltanto notizie con una natura confermativa delle proprie posizioni, rafforzando così le proprie convinzioni e senza avere la possibilità di uscire da questo circolo vizioso. Facendo un parallelo con la scienza medica, il risultato di una Echo Chamber è il medesimo di una malattia che si autoalimenta.Nel tempo, l’antisemitismo sui social ha avuto dei trend sempre in crescita, fino a raggiungere dei veri picchi esponenziali negli ultimi 5 anni. Diventa quindi indispensabile dotarsi di strumenti adeguati per analizzare la mole di conversazioni social dal contenuto potenzialmente antisemita, xenofobo e razzista.
Nel 2016 il World Jewish Congress ha elaborato e pubblicato uno studio sul fenomeno dell’antisemitismo sui social media a livello internazionale. Nel report prodotto, sviluppato attraverso la piattaforma di social listening TalkWalker, vennero raccolte 382.000 menzioni di chiaro stampo antisemita (2.700 in Italia) secondo la definizione dell’IHRA, di cui – realmente – fu valutato qualitativamente solo il 2% dei post.
Sempre il World Jewish Congress, l’anno scorso, ha pubblicato un secondo report, diverso da quello dell’anno precedente, “Anti-Semitic Symbols and Holocaust Denial in Social Media Post” che analizzava la simbologia antisemita e la negazione della Shoah sui social media.Tra le ricerche italiane si segnala quella di VOX, Osservatorio italiano sui diritti, che ha realizzato la “mappa dell’intolleranza”. In sintesi, si trattava di uno studio ibrido tra quanti atti antisemiti avvenivano offline e quante volte venivano citati gli ebrei su Twitter. Il dato che emerse fu di 165.968 tweet sugli ebrei e, di questi, “solo” 8.854 con sentiment negativo nel 2017 e 6.586 nel 2018. Benché sintetizzato in alcune infografiche e seppur contenente informazioni e parametri interessanti, questo studio rimane però vincolato a un limite evidente di perimetro dell’analisi, in quanto sono state monitorate unicamente le conversazioni su Twitter – solo una delle piattaforme in cui l’antisemitismo online prolifera.Recentemente, l’Agenzia dell’UE per i diritti fondamentali dell’Uomo ha pubblicato un’indagine sull’antisemitismo online attraverso il metodo del sondaggio tradizionale, applicata agli appartenenti alle comunità ebraiche di alcuni Paesi europei – una modalità che, seppur valida a livello teorico, non ha determinato i perimetri del fenomeno.

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Due terzi dei viaggiatori preferiscono gli strumenti digitali per la prenotazione dei viaggi in aereo

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Mag 2019

Minneapolis. Secondo l’ultima ricerca di CWT, la piattaforma di gestione dei viaggi B2B4E, i viaggiatori preferiscono gestire le prenotazioni per le proprie trasferte a livello digitale, tramite app o browser.Il 69% dei viaggiatori d’affari preferisce prenotare i propri voli con strumenti digitali piuttosto che tramite gli operatori. La percentuale è ancora più alta per le prenotazioni degli alberghi (78%), il trasporto via terra (71%) e il check-in dei voli (68%). I viaggiatori sono invece più propensi a rapportarsi direttamente con le persone nelle fasi di check-in (46%) e check-out (51%) presso le strutture alberghiere.”La tecnologia sta diventando sempre più dominante nel settore dei viaggi – ha dichiarato Andrew Jordan, Chief Product and Technology Officer di CWT -. Le interazioni digitali stanno prendendo il sopravvento, perciò l’industria dei viaggi deve continuare a evolversi per soddisfare i desideri e le aspettative delle aziende e dei loro dipendenti”.In generale, i viaggiatori dell’area Asia Pacifico tendono a privilegiare la tecnologia rispetto al contatto umano: il 73% preferisce prenotare i voli attraverso strumenti digitali, rispetto al 71% dei viaggiatori americani e al 61% degli europei. Per quanto riguarda gli hotel, arrivano addirittura all’84% i viaggiatori dell’Asia Pacifico che preferiscono fare ricorso a strumenti digitali per le prenotazioni, rispetto al 77% dei viaggiatori americani e al 70% di quelli europei.Per effettuare il check-in per i propri voli, i viaggiatori americani sono quelli maggiormente propensi a utilizzare la tecnologia rispetto al contatto umano. Il 73% dichiara infatti di preferire la tecnologia, rispetto al 66% degli europei e al 65% dei viaggiatori dell’Asia Pacifico.

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25th of May: International Missing Children’s Day

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Mag 2019

“The Smile of the Child”, for the 16th consecutive year, on the occasion of the 25th of May – International Missing Children’s Day, organized a dedicated event on the new actions, initiatives and synergies for the prevention and tackling of cases of missing children, as well as persons that belong to vulnerable and high-risk groups. The event was moderated by journalist Mrs. Alexandra Kapelentzi.According to the official statistics of “The Smile of the Child”, 191 children were reported missing and were being searched for in 2018, while the Amber Alert Hellas mechanism was activated 11 times. Respectively, within the period from January to April 2019, 37 children were reported missing and were being searched for, while Amber Alert was activated on 2 occasions. According to the data of the Hellenic Police, presented by Mr. Nikolaos Zervakakos, Head of the Missing Persons’ Subdivision of the Hellenic Police, from 1/1/2018 to 11/5/2019 299 cases of missing children and 1.514 cases of missing unaccompanied children were handled.
At the opening of the meeting a short addresses were extended by Mrs. Xeni Dimitriou Vasilopoulou, Prosecutor of the Supreme Court, Mr. Nikolaos Manios, MP, Mrs. Anthoula Mpoumpa, Head of the Piraeus Prosecutor’s Office, Mr. Lucian Fătu, Ambassador of Romania (Romanian Presidency of the Council of the EU), Mrs. Iveta Hricova, Ambassador of Slovakia (Slovak 2019 OSCE Chairmanship), Mr. Georgios Kastanis, Head of the Security Division of the Hellenic Police, Mr. Thomas Stavroathanasopoulos, Captain, Hellenic National Defense General Staff, Mrs. Maria Papamichail, Colonel, Hellenic Army General Staff, and Mr. Aristeidis Kalovredis, Battalion Chief, Hellenic Fire Brigade. Short addresses were also extended by Mr. Panagiotis Vasilakis, Head of the Security Division of the Omonoia Police Station, Athens, Mr. Stuart Kenny, President of the National Search and Rescue Dog Association (NSARDA), while a recorded message from Mr. Paul Shapiro, Chief Executive Officer of International Centre for Missing and Exploited Children (ICMEC) was screened.
The new innovative programme of Missing Alert was presented during the event, an initiative that will be implemented by the Organization based on the model of Amber Alert Hellas for the prevention and tackling of cases of missing persons that belong to vulnerable and high-risk groups. The aim of this initiative is to provide specialized protection to persons that run a risk of going missing (for example due to a mental disorder, psychological problems etc.), missing persons following an accident or a natural disaster, or persons with serious health problems in need of constant medical/pharmaceutical support.In addition, in the context of new tools and technological means, whose utilization is made possible by “The Smile of the Child” thanks to the cooperation of international organizations, technology leading companies on a worldwide level, as well as companies and organizations in Greece, the following tools were presented:
● The Missing Alert App with the kind support of COSMOTE
● The Child Rescue programme, with the participation of 10 organizations from 6 EU Member States and the coordination of the National Technical University of Athens
● The GMCNgine and the FIA Missing Child Alert of the Global Missing Children’s Network (GMCN)
● The Chat App of the SOS 1056 hotline implemented with the kind support of the National Bank of Greece.
In addition, the new members of the Amber Alert Hellas were presented with the participation of DHL Express, the Greek Amateurs Radio Association and the new members of the Search and Rescue Team “Thanasis Makris”. In the outdoor facilities of the venue, the logistical and technical means at the disposal of missing children were presented, including among others the Mobile Lab of Information, Education and Technology “Odysseas”, Mobile Medical Units (ambulances), rescue vehicles, bicycles, motorbikes, mobile generators, rescuers and volunteers, dog teams from across Greece, vehicles from the Fire Brigade, the Hellenic Police, Hellenic Army and the Coast Guard.Finally, young visitors from the private kindergarten “Lilipoupoli” had the opportunity to attend the presentation of a fairytale on the issue of child disappearances and pass their own unique message for the International Day.

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CEC Governing Board meets in Strasbourg

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Mag 2019

To set priorities for the work of the Conference of European Churches (CEC), focusing on the theme “Together in Hope and Witness” – CEC Governing Board met from 15 to 18 May in Strasbourg, France.The important areas that surfaced in CEC’s strategic work plan for 2020-2023 include promoting peace, justice and reconciliation in Europe, strengthening ecumenical fellowship and promoting church renewal, and raising churches’ voice in Europe and the European Institutions.The meeting was significant to take place this year when CEC is celebrating its 60th Anniversary. To mark the anniversary a formal reception was held at the Council of Europe for the participants. CEC President Rev. Christian Krieger welcomed the guests. CEC Governing Board members Rev. Alison McDonald and Prof Petr Kratochvil made presentations about the history of CEC, ecumenical movement in Europe and its relevance to CEC’s current work.At the meeting CEC Governing Board made two public statements.One statement titled Towards peaceful coexistence in the Middle East was endorsed. The statement produced at the CEC Cumberland Lodge conference in December 2018, signed by the representatives of churches, aid organisations, politics and academia, stresses the need for mutual respect crucial to the peaceful co-existence of religions in the Middle East.
The second statement by the board recognises the “need for a renewal of democratic vision, attention to political and economic institutions, the recovery of memory, and an expansion of civil society.” In context of European elections, political change and UN Peacekeeping day on 29 May, the statement urges CEC Member Churches to “pay attention to the language of public discourse”.The participants visited the Council of Europe and European Youth Centre, meeting with staff of both organisations, sharing about democratic culture, youth, human rights and bioethics.The meeting was also an opportunity to bring together young representatives of European churches and youth organisations to engage with CEC. Together they discussed the role of youth in the life of CEC, sharing their expectations and contributing to CEC’s work plan.The meeting was hosted by the Union of Protestant Churches in Alsace and Lorraine.

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