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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 26 maggio 2019

Scuola: Regionalizzazione, per Bussetti porterà più risorse

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

Per il Ministro Bussetti il progetto di regionalizzazione chiesto da Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, portato avanti dalla Lega e al momento bloccato dalle giuste perplessità del M5S la scuola deve restare fuori dalle strumentalizzazioni politiche. L’autonomia, secondo Bussetti, è un’opportunità, in quanto l’obiettivo è fornire maggiore e migliori servizi ai cittadini. Replica del presidente Anief: Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito a una miriade di processi e condanne per corruzione nei confronti di diversi presidenti di regione. Un fenomeno che la dice lunga sulla reale consistenza del “salto di qualità” che si vuole andare ad attuare nella scuola pubblica intesa come bene comune da salvaguardare. Il ministro dell’Istruzione non sembra avere dubbi: approvando l’autonomia differenziata, saranno garantiti livelli di educazione e formazione adeguati in tutto il territorio nazionale, per cui l’unità del Paese non è assolutamente in discussione. Ribadisco: aumentare le risorse destinate alla scuola è sempre una buona notizia. D’altra parte, afferma ancora il titolare del Dicastero di Viale Trastevere, l’autonomia è prevista dall’articolo 116 della Costituzione. Lo Stato, conclude il Ministro, avrà sempre un ruolo centrale.
Orizzonte Scuola ricorda che il Governo, nella persona di Bussetti e del premier Conte, ha siglato un’intesa con i sindacati, in base alla quale l’Esecutivo si è impegnato a tutelare l’unità e l’identità culturale del sistema di istruzione, l’uniformità del sistema di reclutamento e la regolamentazione tramite il CCNL dello status giuridico del personale. L’accordo relativo all’autonomia prevede che il Governo si impegni “a salvaguardare l’unità e l’identità culturale del sistema nazionale di istruzione e ricerca, garantendo un sistema di reclutamento uniforme, lo status giuridico di tutto il personale regolato dal CCNL, e ‘a tutela della unitarietà degli ordinamenti statali, dei curricoli e del sistema di governo delle istituzioni scolastiche autonome”. Il Mef riguardo alla regionalizzazione della scuola ha espresso diversi dubbi per i costi che la riforma porterebbe con sé: dove reperire le maggiori risorse da destinare alle Regioni che si trovassero sotto il livello della spesa media pro capite? È proprio questo il problema principale. Sino a quando non saranno definiti i fabbisogni standard e i livelli essenziali delle prestazioni, le risorse per le Regioni al di sotto della media non saranno sottratte a quelle (Regioni) al di sopra della media, ma saranno finanziate dallo Stato. Nello specifico, dovrebbe essere il Miur a reperire all’interno del proprio bilancio le risorse necessarie. Ai dubbi del Mef si aggiungono quelli degli alleati di Governo della Lega, ossia il M5S: l’Onorevole Luigi Gallo, presidente della VII Commissione Cultura della Camera, ha detto che “l’autonomia del Nord non toccherà il mondo della scuola”.
È ampio, quindi, il ventaglio dei contrari al processo di autonomia differenziata. Tra i pochi, sino ad oggi, che sono usciti allo scoperto per avallare il progetto di regionalizzazione, figurano gli imprenditori: solo qualche giorno fa, ad esempio, si è schierato favorevolmente il presidente di Cna Lombardia, Daniele Parolo, intervenuto a Milano, nel corso di un convegno sulla presentazione dei “dati dell’Osservatorio delle Cna Lombardia, Emilia Romagna e Veneto” presentati con Carlo Cottarelli: “l’autonomia che vogliamo è uno strumento per disporre di maggiori risorse per lo sviluppo e per la crescita”. Sulla stessa scia, risultano le affermazioni della ministra alle Regioni, Erika Stefani (Lega), secondo la quale “tutto questo allarmismo su scuola e sanità propalato da alcuni è infondato, perché purtroppo già oggi ci sono cittadini di serie B, il che evidentemente non può dipendere da un’autonomia differenziata che ancora non c’è, ma da un problema di mala gestione. Noi con l’autonomia vogliamo far crescere il Paese, non certo creare differenze”. A preoccupare è proprio, invece, la gestione delle risorse scolastiche da parte dei governatori: negli ultimi anni, infatti, abbiamo assistito a una serie di processi con diversi presidenti di regione coinvolti. Qualche settimana fa, dopo quasi sei ore di Camera di consiglio, i giudici della Cassazione hanno reso definitiva la condanna per l’ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, riducendo la pena a cinque anni e dieci mesi per l’accusa di corruzione in relazione alle vicende Maugeri e San Raffaele.
Il problema, secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, è che “la gestione delle risorse scolastiche nelle mani dei governatori non garantisce alcuna salvaguardia per l’istruzione e l’offerta formativa. Anzi, ci sono troppi precedenti di mala gestione che dovrebbero far riflettere E fa bene il M5S a mettersi di traverso. Detto questo, se già oggi esiste un divario notevole tra le regioni del Sud rispetto a quelle più avanzate del Nord, cosa potrà accadere quando a gestire dei servizi pubblici essenziali, come la scuola e la sanità, saranno le regioni? Quali fondi potrà concedere, quali investimenti potrà realizzare, una regione con un budget ridotto a disposizione oppure indebitata per decenni a causa di precedenti pessime gestioni? Secondo noi, che a maggio abbiamo scioperato due volte anche contro questa intenzione, è chiaro che uno Stato avveduto non può pensare di far gestire delle strutture così importanti delegandole alle risorse locali”.

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La fregata Martinengo ormeggiata nel porto di Civitavecchia

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

Civitavecchia. Da oggi a mercoledì 29 maggio, la fregata Federico Martinengo della Marina Militare sarà in sosta nel porto di Civitavecchia e ormeggiata presso la banchina Cialdi. e sarà visitabile dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00.
La nave Martinengo è la settima Unità del programma italo-francese FREMM e la terza commissionata in versione GP (General Purpose). L’unità è stata costruita negli stabilimenti Fincantieri di Riva Trigoso e Muggiano ed è la prima Unità Navale della Marina Militare a portare il nome dell’Eroe Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria (MOVMM) Contrammiraglio Federico Martinengo. La fregata, ha un equipaggio di 168 tra uomini e donne, è lunga 144 metri di lunghezza e ha un dislocamento a pieno carico di 6.700 tonnellate. È una fregata polivalente, progettata all’insegna dell’innovazione e della flessibilità, in modo da operare attivamente nella tutela degli interessi nazionali e poter rispondere con successo agli scenari futuri. (www.marina.difesa.it)

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Insegnante sospesa a Palermo, nessun ritiro della sospensione: si andrà in tribunale

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

Marcello Pacifico (Anief): È servito solo a dare visibilità ai ministri Matteo Salvini e Marco Bussetti l’incontro di giovedì scorso con la professoressa Rosa Maria Dell’Aria, sospesa dal provveditore di Palermo per omessa vigilanza su un video degli studenti che accostava le leggi razziali al decreto Sicurezza: non ci sarà nessun ritiro della sospensione per 15 giorni dal servizio, come annunciato al termine di quell’incontro. “Non si è fatto sentire nessuno dal Ministero – ha detto il legale della docente – e in assenza di elementi di novità, nei prossimi giorni saremo costretti a depositare il ricorso al tribunale di Palermo”. Secondo Anief, dopo questo melodramma inconcludente, sarebbe opportuno che entrambi i ministri riferiscano in Parlamento come sono andati i fatti. È incredibile che una docente venga sospesa per due settimane senza che a Roma nessuno ne sapesse nulla. E poi, sull’onda dell’indignazione della scuola e dell’opinione pubblica, caso strano a pochi giorni dal voto per il rinnovo del Parlamento europeo, si annunci l’intenzione di rimediare all’errore da chi sosteneva di non averne i poteri. Ma poi non si fa nulla per dare seguito a tale impegno. Episodi come questo non devono più accadere: è compito della politica accertare tutte le dinamiche di un’iniziativa del tutto inopportuna, che è andata a minare l’azione formativa di chi opera per elevare lo spirito critico degli allievi e insegnare loro a riflettere.

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L’Europa delle Costituzioni e delle Carte dei diritti

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

di Franco Ippolito. Nel giugno del 1918 Luigi Einaudi, avendo alle spalle la carneficina della Prima guerra mondiale, evidenziava sul Corriere della Sera l’anacronismo dello Stato sovrano, definendolo «il nemico numero uno della civiltà umana, il fomentatore pericoloso dei nazionalismi e delle conquiste», e aggiungeva, criticando la natura e la struttura della nascente intergovernativa Società delle Nazioni, «se si vuole tra 25 anni una nuova guerra che segni la fine dell’Europa, si scelga la via della Società delle Nazioni; se si vuole tentare seriamente di allontanare lo spettro della distruzione totale, si vada verso l’idea federale». La stessa convinzione Einaudi ribadì con forza, in un discorso alla Costituente il 29 luglio 1947. Forse Jean Monnet e Robert Schuman avevano in mente la tragica profezia einaudiana del 1918, quando affermarono, nella Dichiarazione del 9 maggio 1950 da cui scaturì la creazione della Ceca, «gli Stati non hanno voluto l’Europa, hanno avuto la guerra». L’opzione federalista di Einaudi, mentre ancora infuriava la guerra e sembrava che la furia totalitaria nazista avrebbe dominato l’Europa, era stata ripresa e rilanciata da Altiero Spinelli, con il Manifesto di Ventotene, che avvertiva «se la lotta restasse domani ristretta nel tradizionale campo nazionale, sarebbe molto difficile sfuggire alle vecchie aporie». Monnet, Schuman, Adenauer e De Gasperi percorsero un’altra via, quella funzionalistica. Pur nella rilevante diversità di impostazione, anche la costituzione della Ceca (poi Cee, Ce e infine UE) fu finalizzata ad impedire altre guerre tra Francia e Germania: intendeva sottrarre agli Stati nazionali le politiche sul carbone e sull’acciaio, risorse indispensabili per preparare e fare le guerre. Da qui dunque occorre partire per ogni discorso sull’Europa. Il primo straordinario risultato della costruzione europea − in un continente per secoli devastato da guerre, massacri, feroci lotte religiose, crimini contro l’umanità sino all’orrore dell’Olocausto e ai 50 milioni di morti − è stata la pace, «il più lungo periodo di pace della propria storia ultramillenaria: basti pensare che il precedente più lungo fu la famosa Pax romana di Ottaviano Augusto, durata meno della metà di quella che, dal 1945 a oggi, caratterizza il nostro continente» (F. Munari). Un periodo di pace così lungo da sembrare scontato e naturale alla gran parte degli europei (e degli italiani) chiamati a votare per il rinnovo del Parlamento europeo. Ma la pace, come la democrazia, non è naturale; va costruita e va mantenuta con cura, passione e determinazione. Naturali sono la forza e il dominio del più forte. La pace non si conserva per inerzia, ma per rinnovata iniziativa di chi la persegue attivamente e con convinzione. Basti ricordare le guerre divampate tra gli “Stati sovrani”, rinati dopo la disintegrazione della Jugoslavia e dell’Unione Sovietica.
Evidentemente non basta la garanzia della pace, se l’indice della fiducia degli italiani verso l’Europa è calato vistosamente negli ultimi anni. Sembra riacquistare forza il mito sovranista, per quanto anacronistico e pericoloso, alimentato da forze politiche nazionaliste e autoritarie che alimentano e strumentalizzano, a fine di consenso elettorale, incertezze e paure diffuse.Al di là di ogni discussione sulla risorgenza del fascismo, sta di fatto che nell’incertezza e nel disorientamento determinati dalla crisi, come negli anni Venti e Trenta del secolo scorso, è facile, soprattutto per i più vulnerabili, scivolare nell’affidamento alle illusorie promesse di nazionalisti e demagoghi, che − autoqualificandosi sovranisti e populisti − recitano slogan semplicistici dinanzi a difficoltà e situazioni complicate.
Non è sufficiente una posizione puramente difensiva e di denuncia contro i sovranismi e i populismi. Né basta la pur indispensabile rivendicazione al processo europeo del mantenimento della pace tra i paesi dell’Unione e del conseguimento del più alto livello di tutela dei diritti umani e di sviluppo rispetto ad ogni altra parte del mondo.
A noi, che non possiamo e non vogliamo parlare alla pancia ma alle teste e ai cuori delle persone, non bastano le parole né la pur nobile retorica europeistica, ma necessitano fatti e proposte di cambiamento e di rilancio del progetto europeo, sulla base di una preliminare evidente constatazione: senza l’Unione europea il nostro Paese non ha futuro!
Nessuno degli Stati europei, neppure la Germania, è in grado di confrontarsi da solo con le grandi potenze di dimensioni continentali (Stati Uniti, Cina, Russia) né di rappresentare un reale argine di equilibrio all’aumentato rischio di conflitti (non solo commerciali), in una fase di rifiuto o messa in discussione del multilateralismo. Del resto è ben evidente il comune interesse degli Usa di Trump e della Russia di Putin a minare la costruzione di un’Unione politica, preferendo il rapporto con tanti staterelli nazionali, inevitabilmente destinati al vassallaggio.L’Unione, che è stata capace di elevare gli standard dei diritti dei suoi cittadini e di assicurare pace tra i suoi Paesi membri, è l’unica entità che può rilanciare multirateralismo e diritto internazionale, anche sui grandi temi dell’ambientalismo, del cambiamento climatico e della tecnologia, e giocare un ruolo di pace nel mondo, ponendo così anche rimedio, sia pure postumo e tardivo, alle pesanti responsabiltà di Paesi europei nella guerra jugoslava e in quella libica.L’Unione europea, per promuovere, come vuole il Trattato sull’Unione (art. 3.1), «il benessere dei suoi popoli», deve abbandonare l’ideologia neoliberista e le politiche antisociali di austerità, che hanno favorito i Paesi più forti e fatto crescere le disuguaglianze prodotte dalla finanziarizzazione dell’economia, rese ancora più manifeste dalla crisi economica in atto dal 2008.A tale risultato negativo ha concorso anche l’impianto istituzionale, che vede il sistema di “governo” dell’Unione affidato, nelle materie più rilevanti (politica economica, politica estera, immigrazione, sicurezza) all’accordo unanime (e perciò al veto) dei governi, anziché alle deliberazioni del Parlamento europeo e della maggioranza qualificata degli Stati membri. Una vera Unione in effetti funziona soltanto nei settori affidati alle decisioni delle istituzioni di tipo “federale” (Parlamento, Commissione, Corte di giustizia, Banca centrale europea). Molte delle politiche realizzate o mancate, che vengono quotidianamente criticate dai governi nazionali (a cominciare da quello italiano), sono ascrivibili a scelte degli stessi governi che scaricano la responsabilità sull’Europa. Ne consegue la necessità di rafforzare le istituzioni “federali”, con la formazione e il sostegno attivo di partiti, movimenti e associazioni europei e transnazionali.
L’Europa delle Costituzioni e delle Carte dei diritti, l’Europa della pari dignità delle persone non può chiudersi in una fortezza, alzando muri materiali o giuridici, senza tradire sé stessa e perdere la sua identità e la sua stessa “anima”.Sappiamo bene che per governare fenomeni complessi non basta invocare il diritto e i diritti, ma è necessaria la politica, a cui compete la cura e la responsabilità degli interessi delle popolazioni. Chi ha il compito di adottare scelte politiche deve certamente tenere conto delle dimensioni dei movimenti migratori e non può ignorare i diffusi timori che percorrono le società europee né la complessità dei processi di integrazione dei migranti e dei rifugiati.
I limiti e le carenze dell’Unione sono evidente anche in altri settori. È stato creato un unico mercato interno, ma si continuano a permettere trattamenti differenziati dei lavoratori sul piano salariale, contributivo, fiscale e si tollerano “paradisi fiscali” che comportano una concorrenza sleale fra i Paesi membri e i loro cittadini.Come ha scritto Luigi Ferrajoli, in un documento che delinea uno specifico impegno della Fondazione Basso, per rilanciare l’Europa nella mente e nei cuori dei cittadini è urgente una politica in grado di restituire popolarità al progetto dell’Unione, ricostruendo, a livello d’opinione, la fiducia in una comunità politica basata sull’uguaglianza e sui diritti fondamentali di tutti. Questo mutamento dell’immagine dell’Europa nella percezione popolare, oggi screditata soprattutto tra i ceti più deboli, dipende − più ancora che da riforme, pur necessarie, di carattere istituzionale − da una modifica delle politiche degli organi comunitari idonea a riaccreditare l’Unione presso i popoli europei.È indispensabile un vero ed efficace welfare dell’Unione con l’adozione di misure sociali direttamente europee, a cominciare dall’unificazione del diritto del lavoro e delle sue garanzie, prime tra tutte la stipulazione di un salario minimo e l’effettiva tutela, prevista dall’art. 30 della Carta dei diritti dell’Unione, contro i licenziamenti ingiustificati; dall’istituzione di un servizio sanitario europeo realmente uguale, universale e gratuito.
Queste misure varrebbero a mostrare, dell’Europa, il volto benefico della solidarietà e della giustizia e non più solo quello ostile dei mercati, dell’austerità e dei sacrifici. L’uguaglianza nei diritti, del resto, è il principale fattore di unità politica. Realizzarla anche soltanto in qualcuno dei diritti sociali promessi dalla Carta dei diritti dell’Unione varrebbe a ristabilire il senso di appartenenza a una medesima comunità politica. (Il testo integrale dell’articolo è possibile richiederlo a ”
Fondazione Lelio e Lisli Basso – ONLUS via Dogana Vecchia 5 Roma”)

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Voglia di votare: appello giovani atleti

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

Voglia di votare e richieste precise da indirizzare tanto alla politica nazionale, per semplificare l’esercizio del voto, che alla UE, per intervenire nella formazione dei giovani, nel sostegno a fine carriera e nella tutela della salute degli atleti. Sono questi i dati più importanti che emergono dal sondaggio Parlamento europeo-Assocalciatori presentato oggi a Roma. Con questo sondaggio AIC aderisce alla campagna #stavoltavoto, che, grazie al protocollo FIFPro Division Europe – Parlamento Europeo, ha visto attivi diversi sindacati europei di calciatori professionisti.Un sondaggio unico, che a cui hanno risposto quasi 400 tra calciatori e calciatrici, oltre il 10% degli affiliati AIC tra professionisti, ex professionisti e calciatrici di Sere A, tutti interessati ad esprimersi sull’importanza del voto alle prossime elezioni europee e su quelle che dovrebbero essere le priorità della UE nel settore della tutela e della promozione dello sport più amato al mondo, come delle vite di chi gioca o ha giocato nei più importanti campionati italiani.
Il sondaggio evidenzia il rapporto tra calciatori e politica: oltre il 52% dei 387 atleti cittadini comunitari che hanno risposto alle domande ha assicurato che domenica 26 maggio scenderà non in campo ma al seggio. Il 34,3% non ha ancora preso la decisione mentre il 13,1% fa già sapere che non voterà. Ma di questi, la gran parte, il 60%, non può votare per impegni sportivi, mentre il 38%, afferma di non credere nella politica e solo il 2% di non credere nella UE. Tirando le somme, solo 19 intervistati su 387 esprime un chiaro disinteresse verso la politica, meno del 5% del totale.
Un altro dato interessante è quello legato ai limiti dell’esercizio del voto. La legge italiana, che non prevede il voto per posta (come consentito in molti Stati e anche per gli italiani all’estero) o la delega ad un altro votante di fiducia (come previsto per esempio in Franca), preclude di fatto ai calciatori in trasferta ed alle calciatrici in ritiro pre-Mondiale, come per molte altre categorie professionali, la possibilità di scegliere i propri rappresentanti. Non un caso quindi che il 70% di chi non può votare affermi che lo farebbe se potesse esprimere la propria scelta per posta o tramite delega, ossia tramite una modifica legislativa finalizzata a facilitare l’esercizio del voto.
Formazione per i giovani, sostegno per il fine carriera e tutela per la salute degli atleti. Sono queste le tre principali richieste avanzate alle istituzioni comunitarie, ed in particolare al prossimo Parlamento europeo, da chi ha partecipato al sondaggio. L’inchiesta on line vuole porsi infatti come il punto di partenza di un dialogo strutturato tra AIC e UE sui temi che più stanno a cuore a calciatrici e calciatori italiani. Subito sotto al podio, si posiziona la richiesta di misure per contrastare la violenza negli stadi e la lotta al razzismo.Il sondaggio Parlamento UE – AIC ha coinvolto 392 tra calciatori, calciatrici ed ex-calciatori, di cui 387 di nazionalità comunitaria. A rispondere all’appello 215 calciatori professionisti in attività, 26 calciatrici di Serie A e 146 ex calciatori professionisti.

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Settimana europea del “movimento”

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

Lunedì 27 maggio scatta l’8^ edizione della MOVE Week: una settimana di mobilitazione dedicata alla promozione dello sport per tutti e di stili di vita attivi, che si svolge ogni anno in tutta Europa. L’iniziativa internazionale è promossa dall’ISCA – International Sport and Culture Association, con l’obiettivo di incrementare del 20% il numero di europei fisicamente attivi entro il 2020.
In Italia la campagna è coordinata dall’Uisp, con il patrocinio dell’ANCI e del Ministero della Salute: si terrà in 65 città, dove saranno organizzati oltre 230 eventi sportivi con centinaia di volontari e di società sportive del territorio, associazioni, Aziende Sanitarie locali e Istituti scolastici, hanno inserito le loro proposte nel calendario della Move Week. La campagna in Italia è sostenuta da Alce Nero, marchio biologico che rispetta la natura e che condivide i valori di movimento e sana alimentazione.
Regine delle proposte sportive saranno le camminate e il trekking urbano per persone di tutte le età. Molte altre attività sportive saranno protagoniste degli eventi, con coreografie e musica, ginnastiche e danze capaci di coinvolgere persone di tutte le età.
Non mancheranno tornei di calcio, basket e pallavolo fino a equitazione, zumba, giochi tradizionali, yoga e biciclettate.
La parte del leone la faranno proprio le camminate: si parte il 27 maggio con le camminate notturne a Bologna e Cividale del Friuli; sempre il 27 gruppi di cammino si muoveranno a Piossasco (To), ai laghi di Pietrarossa, Montefalcone, a Cremona con la salita sul torrazzo degli studenti del Liceo Daniele Manin, a Crotone con la camminata della salute. Martedì 28, invece, si camminerà a Reggio Emilia, Venezia, Mantova e Bisceglie (Bt). Ma altri gruppi di cammino partiranno il 29 maggio a Mantova, a Udine, ancora in notturna, a Mestre nei parchi Piraghetto e Catene, a Terni lungo il fiume Nera. Il 30 maggio a Melfi in programma una camminata ecologica, e a Putignano nordic walking che ritroveremo anche il 31 a Casalecchio di Reno. Infine, segnaliamo la camminata in riva al mare per le dune di giovino a Catanzaro il 1 giugno.
Molte proposte anche per gli amanti delle due ruote: il 1 e 2 giugno Bicincittà a Lavello (Pz), il 1 giugno Movebike citybike mtb a Cividale del Friuli e il 2 giugno grande festa con Bicincittà a Rieti, Taranto, Monterotondo, Pignataro maggiore (Ce),Roccapiemonte (Sa), Castel S.Giorgio (Sa),Siano (Sa), Nocera Superiore e Nocera Inferiore (Sa).
Anche danza e ginnastica avranno molti spazi in questa Move Week 2019, in particolare con le pratiche più dolci e legate al benessere. Ad esempio lo yoga sarà a Bologna con lezioni gratuite (27-30 maggio e 1 giugno) e a Roveredo in piano (27 maggio); ancora a Bologna ginnastica dolce e posturale (29 maggio) e pilates (27-29 maggio), pilates anche a Legnago (Vr) il 1 giugno, ginnastica a Nardò (Le) (30 maggio), Jesi (An) (1 giugno). Ginnastica dolce anche a Matera (29 maggio), a Martina Franca (Ta), (27-31 maggio e 1 giugno) , a Piossasco (To) (29 maggio). L’aerobica dolce arriverà a Reggio Emilia martedì 28 maggio. La danza sarà protagonista il 31 maggio a Roccapiemonte (Sa), il 1 giugno a Catania e a Legnago (Vr) e Messina. Le discipline orientali conquisteranno le piazze il 27 maggio Vimercate (Mb), il 29 a Bologna, Venezia e Crema.Ci sarà anche l’occasione per provare attività più originali, come il parkour a Venezia (28-30 maggio e 2 giugno), il basket ad Ameglia e Crotone il 30 maggio, l’equitazione a Equipromo a Soverato (Cz) (28 maggio) e Roccapiemonte (Sa) (31 maggio). Per gli appassionati di nuoto, invece, appuntamento il 1 giugno a Potenza, Catania e Legnago (Vr). Chi non può proprio rinunciare al calcio potrà divertirsi il 1 giugno a Cividale del Friuli e il 2 a Cremona con il torneo di calcio arcobaleno per bambini, Amaroni (Cz) e Rovigo.Per trovare l’evento più vicino a te visita il sito italy.moveweek.eu alla pagina “Eventi”

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HyperloopTT presenta alla Commissione Europea le linee guida per i sistemi Hyperloop

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

Hyperloop Transportation Technologies ha annunciato la presentazione della prima linea guida generica finalizzata per la progettazione, il funzionamento e la certificazione dei sistemi Hyperloop al direttore dei trasporti terrestri presso la DG Move, la direzione generale della mobilità e dei trasporti della Commissione Europea a Bruxelles. Questo segna il primo passo fondamentale per iniziare il processo di regolamentazione dei sistemi Hyperloop da parte dell’Unione Europea.La linea guida è stata creata come parte di un progetto ambizioso da parte di HyperloopTT e TÜV SÜD, una delle principali società di test, certificazione e ispezione al mondo.Nel Settembre del 2018, le due organizzazioni insieme a Munich Re, azienda leader mondiale nel settore della riassicurazione, hanno rivelato che Hyperloop era sicuro e assicurabile con i primi requisiti di sicurezza fondamentali e le strutture assicurative per i sistemi Hyperloop. Le linee guida odierne si basano sul completamento dei principali requisiti di sicurezza e sull’implementazione dei processi di certificazione nonché sull’ulteriore sviluppo per la costruzione e il funzionamento dei sistemi Hyperloop in tutto il mondo.“L’Unione Europea è un riferimento mondiale per la ricerca sui trasporti, norme di sicurezza e regolamentazione. Per facilitare il loro sviluppo ed essere aperti all’innovazione: ecco perché siamo interessati all’analisi presentata qui su Hyperloop. Hyperloop, in quanto nuova tecnologia di trasporto, può essere una grande opportunità per collegare ancora meglio i paesi e le regioni dell’UE e per fornire trasporti via terra privi di emissioni di Carbonio”, ha dichiarato Elizabeth Werner, Direttore dei trasporti terrestri presso la DG Move. “Non vediamo l’ora di aprire la strada con HyperloopTT e altri fornitori di componenti e sistemi per Hyperloop nell’UE per garantire che questa entusiasmante tecnologia continui a emergere in Europa nel modo più fluido e sicuro possibile”.“È importante creare procedure unificate standard con il sistema di HyperloopTT insieme ad altri potenziali fornitori di sistemi. HyperloopTT continua ad essere in prima linea nel movimento Hyperloop, lavorando direttamente con governi e membri del settore normativo”, ha dichiarato Dirk Ahlborn, CEO di HyperloopTT. “Siamo lieti di collaborare con la Commissione Europea e i nostri partner leader del settore per contribuire a creare questa ultima linea guida”. “Stiamo lavorando con i governi di tutto il mondo per creare il quadro legale necessario. È emozionante vedere questi sforzi andare avanti”, ha detto Andres De Leon, COO di HyperloopTT. “Gli Stati Uniti hanno creato un consiglio speciale per la commercializzazione di Hyperloop e la Commissione Europea ha compiuto il primo passo verso la creazione di regolamenti a livello di settore”. “In un approccio multidisciplinare, utilizzando la certificazione per le industrie aerospaziali, ferroviarie e di altro tipo esistenti – e testando questo contro l’esperienza dei team di progettazione di HyperloopTT abbiamo creato il lavoro più completo finora per la progettazione, il funzionamento e la certificazione dei sistemi Hyperloop”, Ferdinand Newwieser, CEO di TÜV SÜD industrie Service Gmbh. “Con questo sforzo saremo in grado di accelerare lo sviluppo della tecnologia Hyperloop creando al contempo ciò che promette di diventare il mezzo di trasporto più sicuro nell’era moderna”.

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Oggi si vota per gli Stati Uniti d’Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

Tutto iniziò a Roma, in Campidoglio, nella sala degli Orazi e Curiazi del Palazzo dei Conservatori. Era il 25 marzo 1957 e 6 Paesi, Italia, Francia, Germania Ovest, Belgio, Olanda e Lussemburgo, firmarono il Trattato che istituì la Comunità Economica Europea.
L’insieme dei Trattati, in seguito sottoscritti, portò alla nascita dell’Unione europea, che oggi comprende 28 Paesi.L’Unione europea garantisce la libera circolazione di persone, merci, servizi e capitali all’interno del suo territorio attraverso un mercato europeo comune e la cittadinanza dell’Unione europea, promuove la pace, i valori e il benessere dei suoi popoli, lotta contro l’esclusione sociale e la discriminazione, favorisce il progresso scientifico e tecnologico e mira alla stabilità politica, alla crescita economica e alla coesione sociale e territoriale tra gli Stati membri.
L’inno ufficiale dell’Unione europea, è costituito da un brano del movimento finale della Nona sinfonia di Ludwig van Beethoven, chiamato Inno alla Gioia.
Così l’Europa, uscita da una devastante guerra, ha garantito 74 anni di pace e, pur rappresentando solo il 7% della popolazione mondiale, produce il 25% della ricchezza mondiale e spende il 50% delle sue risorse nel welfare, cioè in sanità, assistenza e pensioni. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Paolo Nulli in concerto per la mostra “Bob Krieger imagine”

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

Milano 30 maggio ore 19.00 Palazzo Morando (via Sant’Andrea 6) Concerto con Paolo Nulli, organizzato da Yamaha nell’ambito della mostra “Bob Krieger Imagine. Living through fashion and music” con un medley di brani da Domenico Scarlatti a Debussy, attraverso Brahms e Chopin.
Vincitore nel 2016 del premio come miglior interprete in occasione del MiAmiOr Music Festival 2016, Paolo Nulli si esibisce da anni tenendo concerti in manifestazioni artistiche di grande rilievo, come la Galleria d’Arte Moderna di Milano, la Palazzina Liberty e il PAC di Milano. Fondamentale nel suo percorso è l’incontro con il maestro Andrea Vizzini, sotto la cui guida continua a perfezionarsi, affrontando anche il grande repertorio per pianoforte e orchestra sinfonica.Il concerto del 30 maggio rientra nella rassegna musicale promossa dalla mostra “Bob Krieger imagine” con la preziosa collaborazione di Yamaha Music, PianoLink e Silent System – protagonisti nella realizzazione dei Silent Wifi Concert® in Italia ed Europa.
Una rosa di musicisti di fama internazionale, da Andrea Vizzini a Gloria Campaner e Leszek Możdżer, arricchiscono con il loro talento la mostra “Bob Krieger Imagine”, in corso fino al 30 giugno 2019, dando vita a un’esperienza multisensoriale di grande suggestione. Un’occasione unica per scoprire le opere del grande fotografo Bob Krieger, che ha saputo documentare l’affermazione del Made in Italy nel mondo, immortalando i volti, le geometrie, i colori e le linee della moda italiana, firmando le campagne pubblicitarie dei più grandi stilisti, come Armani, Missoni, Valentino, Versace, Biagiotti, Gucci, Fendi e Dolce & Gabbana Ingresso: € 12 fino a esaurimento posti
Si consiglia l’acquisto in prevendita: https://www.ticketone.it

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Scuola: – Il futuro del middle management

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

A.N.Co.Di.S. ha organizzato il convegno nazionale “Il middle management nella scuola italiana a 20 anni dall’istituzione dell’autonomia scolastica: innovazione culturale o utopia di sistema?”, presso l’Aula Magna dell’IC A. Ugo di Palermo. Pacifico (Udir): Si reintroduca l’indennità di presidenza e ai vicari si riconosca il cinquanta per cento dei posti nei concorsi per DS” Un convegno nazionale sul middle managment e idee chiarissime da parte di Udir, con il presidente nazionale, Marcello Pacifico, presente come relatore, all’IC A. Ugo di Palermo, con l’intervento “Come riconoscere Il middle management nel CCNL 2019-21”. Qualche settimana fa i collaboratori di Ancodis hanno ricordato i 20 anni dell’istituzione dell’autonomia scolastica, 8 marzo 1999, con la “proposta di uno spazio unitario di riflessione sull’autonomia (che ritengono di fatto essere una perfetta incompiuta!) e sul ruolo dei Collaboratori del DS nell’attività gestionale, organizzativa e didattica in ciascuna scuola (oggi di fatto contrattualmente inesistenti)”. Durante il convegno ci si è chiesto se il riconoscimento dei “quadri intermedi” – che ai sensi dell’art. 25 comma 5 del D. Lvo 165/2001 e dell’art. 1 comma 83 della Legge 107/2015 operano nella visione dell’autonoma Istituzione scolastica al fianco dei DS, dei docenti, dei DGSA e del personale non docente – possa considerarsi una necessaria innovazione contrattuale o rimanere un’utopia nel sistema scolastico italiano.
Secondo il sindacato, il nuovo contratto della dirigenza e del comparto è una sfida che bisogna affrontare con idee chiare e determinate. Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, ha affermato che “il fatto che ci sia una legge che ha abolito il 17 bis, che introduceva la vicedirigenza nelle funzioni centrali, non significa che non si possa reintrodurre nei prossimi contratti. Bisognerà impegnarsi ai tavoli, sia come Anief, presto in quanto rappresentativo, che come Udir, spero rappresentativo fra due anni. Dove il legislatore sbaglia o dimentica, noi che rappresentiamo i lavoratori dobbiamo intervenire. Crediamo fermamente nelle capacità e nel grande lavoro dei dirigenti e dei vicedirigenti e faremo proposte concrete. Bisogna impegnarsi, in sede di rinnovo contrattuale, per ripristinare l’articolo 146, relativo all’indennità di presidenza, che non si capisce bene perché sia scomparso: va reintrodotto. Occorre poi regolarizzare l’area della vicedirigenza per contratto e riconoscere, a chi per anni ha ricoperto questo ruolo, il cinquanta per cento dei posti riservati nelle selezioni per DS e la possibilità di non sostenere le preselettive”.

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Scuola: Concorso infanzia e primaria: Si confermino nei ruoli le 7 mila maestre assunte con riserva dalle GaE

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

Il Decreto inviato dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è autorizzato ad avviare, per il biennio scolastico 2020/2022, procedure concorsuali per il reclutamento del personale docente della scuola dell’infanzia e primaria”. Il provvedimento, scrive oggi Orizzonte Scuola, è stato inviato dalla Buongiorno al Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’autorizzazione economica delle prossime assunzioni.Anief ricorda che sono otto le censure di merito che l’ufficio legale del giovane sindacato denuncia rispetto al D.M. n. 327/19, dal numero dei posti banditi che non contempla i posti su sostegno in deroga e quelli in organico nelle sezioni primavera,all’esclusione di alcuni insegnanti (educatori, laureandi SFP, abilitati all’estero con titolo non riconosciuti dal Miur), dagli elenchi degli esclusi dopo le prove selettive (nonostante abbiano raggiunto la soglia della sufficienza e comunque rientrano nel numero compreso tra tre a quattro volte i posti banditi) a quelli degli idonei che non potranno essere inclusi nelle graduatorie di merito perché collocati oltre la soglia del 10%, per arrivare alla contestazione della mancata valutazione del servizio di insegnamento prestato a dispetto del concorso 2016. Per ulteriori informazioni e pre-aderire ai ricorsi, clicca qui.Prendono il via le attese procedure concorsuali per l’assunzione di quasi 1.700 nuove maestre e maestri: l’annuncio ufficiale è arrivato oggi dal ministro della Pubblica amministrazione, Giulia Buongiorno, che ha anche firmato il decreto apposito. Il Decreto è stato già pubblicato in Gazzetta Ufficiale senza ancora l’indicazione dei posti. A poter accedere, per i posti comuni: laurea in Scienze della formazione primaria; diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002; analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto dal Miur. Per i docenti di sostegno, bisogna essere in possesso dell’abilitazione specifica in Italia o all’estero con riconoscimento secondo la normativa vigente. Il concorso prevede una prova preselettiva, una prova orale e uno scritto.Secondo Anief, concorso del 2016, il decreto Miur del 23 febbraio 2016 continua a minare fortemente la stabilizzazione di diverse migliaia i candidati docenti, vincitori dell’ultimo concorso a cattedra, quello del 2016, i quali pur avendo regolarmente partecipato e superato le prove, preselettive e selettive, scritte e orali, continuano a rimanere precari, con la prospettiva di uno o al massimo di anni di possibilità ulteriori di essere assunti. Considerando che moltissimi degli idonei del concorso 2016 sono anche precari storici, l’Italia seleziona docenti senza assumerli e nel contempo continua a calpestare la clausola 5 della 70/99 UE che prevede l’immissione in ruolo automatica per tutti coloro che hanno svolto oltre 36 mesi di servizio anche non continuativo.
A complicare le cose è stata anche la decisione di introdurre il concorso straordinario del primo ciclo, riservato allo stesso ciclo scolastico, con il DDG n. 1456 del 9 novembre 2018, che servirà solo a creare l’ennesima graduatoria. La svolta nel reclutamento si avrebbe invece con la riapertura della GaE, la stabilizzazione automatica di chi ha effettato già 36 mesi di supplenze e l’assegnazione di risarcimenti adeguati, in presenza dei tanti abusi nei confronti del personale precario o anche già di ruolo. Anief, infine, tutela anche chi è stato licenziato, anche se oggi di ruolo, avviando la più grande battaglia giudiziaria conosciuta dallo Stato per violazione della normativa comunitaria presso il tribunale di Roma con richieste di risarcimenti milionari”.

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Scuola Bussetti ci ripensa: tornano i PAS per fare abilitare i docenti precari e i concorsi riservati per assumerli

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

Alla vigilia delle elezioni del Parlamento europeo, un particolare non di poco conto, arriva il via libera del ministro dell’Istruzione a “misure uniche e straordinarie per la stabilizzazione del precariato storico e sì a percorsi abilitanti aperti a tutti coloro che hanno acquisito adeguata esperienza, con selezione in uscita come nel 2013”: nell’annuncio, ‘postato’ sul profilo Facebook dello stesso Marco Bussetti, si spiega che in tal modo si dà “seguito al “confronto costruttivo aperto insieme al Presidente Giuseppe Conte a Palazzo Chigi – Presidenza del Consiglio dei Ministri lo scorso 24 aprile con le organizzazioni sindacali”, così da “recepire nel primo veicolo normativo utile la proposta unitaria presentata dai sindacati, che troviamo concreta, di buon senso e in linea con il contratto di governo”.
La novità palesata dal ministro dell’Istruzione sembrerebbe essere bene accolta dai sindacati della scuola firmatari dell’accordo della terza decade di aprile, mentre per le forze politiche di opposizione si tratta di “una presa in giro a 24 ore dalle elezioni, misure senza cifre di copertura, atti concreti o tempistiche di attuazione”, sottolinea Anna Ascani del Partito Democratico. Le critiche dell’opposizione appaiono condivisibili. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, i corsi abilitanti, se è vero che danno un’opportunità a chi inizia a svolgere questo mestiere, non bastano assolutamente a risolvere l’annoso problema della supplentite e del precariato scolastico italiano: “abbiamo ancora sotto gli occhi – spiega il sindacalista autonomo – le conseguenze dei corsi di tirocinio e formazione, i cosiddetti Fit, frequentati da decine di migliaia di docenti precari. Tra loro, ad oggi, ce ne sono ancora 35 mila in lista di attesa e se non cambiano le regole sul reclutamento molti di loro possono mettersi l’anima in pace e andare in pensione da supplenti”. “Per non parlare degli idonei degli altri concorsi, ad iniziare da quello del 2016, che si ritrovano con un pugno di mosche in mano e la prospettiva di riiniziare tutto daccapo perché le graduatorie sono in via di cancellazione. In generale – continua Pacifico – ci ritroviamo con oltre 100 mila docenti già abilitati, che chiedono da tempo di essere stabilizzati attraverso un vero doppio canale di reclutamento. Ovvero chiedono di riapplicare né più né meno il modello di assunzioni previsto fino al 2012”.

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Presentazione di: Reality – Siamo tutti protagonisti

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

Roma Venerdì 31 maggio Ore 12.00 Sala A Viale Mazzini, 14 Conferenza stampa per la presentazione di: Realiti – Siamo tutti protagonisti Condotto da Enrico LucciIdeato da
Umberto Alezio in collaborazione con Rai2 Un format originale, prodotto da Rai2 in collaborazione con Fremantle Il primo Truman show dell’informazione targato Rai2.
Un conduttore pazzo che si è autoconvinto di condurre un reality che nessuno gli ha mai chiesto di condurre e inconsapevoli concorrenti, che non hanno mai chiesto di partecipare ad un reality. Interverranno: Carlo Freccero – Direttore di Rai2 Enrico Lucci Umberto Alezio Asia Argento Luché Aurelio Picca In onda su Rai2 da mercoledì 5 giugno ore 21.20

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Presentazione di: “Reazione a catena”

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

Napoli Giovedì 30 maggio Ore 11.30 Studio Tv2 di Napoli Centro di Produzione Tv Rai Via Marconi, 9 conferenza stampa per la presentazione di: “Reazione a catena”Conduce Marco Liorni Un programma di Tonino Quinti, Francesco Ricchi, Stefano Santucci Regia di Claudia De Toma Interverranno:
Teresa De Santis – Direttore di Rai1
Francesco Pinto – Direttore Centro di Produzione Tv Rai di Napoli
Adriano De Maio – Dirigente responsabile del programma Marco Liorni
In onda su Rai1 da lunedì 3 giugno ore 18.45

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Presentazione di “Il corpo dell’amore”

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

Roma Mercoledì 29 maggio Ore 12.00 Sala A Viale Mazzini, 14 Conferenza stampa per la presentazione di “Il corpo dell’amore”. Quattro storie per capire cosa significa il desiderio di relazione, di affetto, di abbracci delle persone con disabilità.
Patrizia. L’ombra della madre
Giuseppe. Todos Santos
Valentina. La settimana enigmistica
Anna. La prima volta
Regia di Pietro Balla, Monica Repetto. Soggetto e sceneggiatura di Pietro Balla, Stella Biliotti, Teresa Lucente, Monica Repetto
La voce narrante è di Enrica Bonaccorti. Interverranno:
Stefano Coletta – Direttore Rai3
Vincenzo Zoccano – Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
con delega a famiglia e disabilità
Vincenzo Spadafora – Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Fabrizio Quattrini – Sessuologo, Docente presso il Dipartimento di
Scienze Cliniche Applicate e Biotecnologiche dell’Università degli Studi dell’Aquila
Giovanni Anversa – Vice Direttore Rai3 In onda su Rai3 da venerdì 31 maggio ore 23.10

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Lutech acquisisce DISC

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

Il Gruppo Lutech ha annunciato l’acquisizione del 100% del capitale sociale di DISC, storico System Integrator e software house specializzato nella progettazione e nello sviluppo di soluzioni informatiche. Con sede a Bergamo, l’azienda è dal 1984 sul mercato italiano e internazionale e si avvale di oltre 180 risorse.“Quest’acquisizione porta nel nostro Gruppo nuove competenze in ambito application management, con servizi e soluzioni verticali per il mercato Finance, oltre a rafforzare il portafoglio di soluzioni in ambito ERP e CRM, dichiara Tullio Pirovano, CEO del Gruppo Lutech. Un’altra storica realtà in Italia con solide certificazioni e una significativa presenza nel mondo finanziario e industriale che si unisce al nostro percorso di crescita”.Le competenze principali DISC ricoprono aree quali lo sviluppo software custom, progetti sistemistici, consulenza/implementazione di piattaforme gestionali per specifici mercati e la manutenzione applicativa. DISC si avvale di risorse qualificate in tre divisioni quali Banking, Application Development, Technology & Data Center, fornendo supporto ad oltre cento clienti di medie e grandi dimensioni.Nel mondo finanziario, DISC ha un portafoglio di clienti molto significativo a cui fornisce servizi di outsourcing dei sistemi a 360 gradi e di gestione applicativa (AM), forte di una profonda conoscenza di questo ambito, soprattutto in Area Finance. Inoltre, le piattaforme per la gestione dei fondi pensione e l’assistenza sanitaria sono state negli ultimi anni oggetto di notevole attenzione. Nel mondo industriale, la significativa esperienza in settori merceologici quali il chimico-plastico e il metalmeccanico, pongono DISC tra i principali player di riferimento per tali ambiti.“Con l’ingresso nel Gruppo Lutech, diamo totale continuità al supporto verso i nostri clienti e ampliamo la possibilità di proporre servizi complementari non solo in ambito bancario rivolgendoci a un mercato sempre più ampio e con la possibilità di proporre soluzioni sempre più complete ed integrate”, ha sottolineato Gianroberto Donadelli, Amministratore Delegato DISC. Ad assistere Lutech nell’ambito dell’operazione è stato lo studio legale Nctm, con un team guidato dal socio Guido Fauda e composto da Eleonora Sofia Parrocchetti e da Isabella Antolini. Lo studio legale DLA Piper ha invece assistito i venditori con un team guidato dal partner Danilo Surdi e composto da Silvana Bonazzi. Il partner Federico Strada, coadiuvato da Lorenzo Vittorio Caprara e Tommaso Erboli, ha seguito gli aspetti giuslavoristici.

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Deutsche Bank: con la crisi aumentano i suoi manager milionari

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

By Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista. In Europa nel settore bancario ognuno ha i suoi guai e i suoi compiti a casa da fare. L’Italia ha i crediti inesigibili da smaltire, la Germania ha la Deutsche Bank, il colosso sempre più traballante da sistemare. A ciò si aggiungano le mine vaganti delle banche “too big to fail” negli Stati Uniti che, come più volte sottolineato, rappresentano sempre un rischio sistemico. Da qualche tempo le azioni DB sono in caduta libera: sono scese sotto i 7 euro. Valevano ancora 20 euro nel 2017. Non a caso i vari tentativi di salvataggio sono falliti. In particolare il piano di fusione con la banca tedesca numero due, la Kommerzbank, partecipata per il 15% dallo Stato. Si è dovuto prendere atto che, sommando i problemi delle due banche, non si sarebbe ottenuta una soluzione positiva. La DB è pur sempre un colosso con 200.000 clienti, mentre la Kommerzbank ne conta 180.000. Insieme sarebbero diventate la seconda banca europea per dimensioni, dopo l’inglese Hong Kong Shangai Bank Corporation. Negli ambienti bancari si stima che, per restare a galla, la DB dovrebbe licenziare almeno 20.000 dei suoi attuali 90.000 impiegati. Anche in terra germanica, invece di rivedere il modello di business e di cambiare gli orientamenti e le priorità della gestione bancaria, si preferisce, purtroppo, penalizzare il lavoro e la tradizionale sana politica del credito alle famiglie e alle imprese. Del resto, si tenga presente che entrambe le banche tedesche sono partecipate da due tra i più speculativi hedge fund americani, Cerberus e Black Rock. Si ricordi che la Deutsche Bank ha il record di derivati finanziari per oltre 43.500 miliardi di euro, un po’ di più dei livelli delle tre banche americane, la JP Morgan Chase, la Citigoup e la Goldman Sachs. Il suo ammontare di attivi pari a circa 1.600 miliardi di euro contrasta con i soli 15 miliardi di capitalizzazione: uno tra i più squilibrati rapporti al mondo!
Secondo uno studio del quotidiano francese Les Echos, incomprensibilmente essa occupa anche il primo posto nella classifica delle banche europee con il più alto numero di manager con stipendi superiori al milione di euro: ben 643! Seconda è la Barclays inglese con 542. La nostra Intesa Sanpaolo è dodicesima con 33 dirigenti milionari.
In altre parole, le banche più attive nella speculazione e, di conseguenza più a rischio, pagano profumatamente chi, di fatto, le “pilota” nelle acque più burrascose e limacciose del business finanziario. Infatti, nella BD è proprio il capo del settore investment banking a guadagnare il massimo, 8,6 milioni di euro nel 2018! Ci sfugge la razionalità di tutto ciò. Qualche anno fa sembrava che la partecipazione in DB di HNA, il conglomerato cinese dell’aviazione e della logistica, avesse portato nuovi capitali e un po’ di stabilità, diventandone, di fatto, il maggiore azionista. Ma per realizzare simili operazioni il gruppo cinese si era pesantemente indebitato tanto da giungere alla soglia del collasso, costringendolo a una progressiva ritirata.
L’uscita della HNA aveva momentaneamente aperto la strada della fusione con la Kommerzbank che, si ricordi, nel mezzo della crisi finanziaria globale, aveva già evitato la bancarotta solo per l’intervento di salvataggio del governo tedesco con oltre 16 miliardi di euro, in seguito, comunque, restituiti allo Stato. In verità, è da un decennio che la DB è continuamente sotto osservazione e sotto indagini da parte delle autorità tedesche, inglesi e soprattutto americane. Si stima che nel periodo 2015-2017 essa abbia dovuto pagare soltanto agli enti di controllo americani e inglesi ben 11,2 miliardi di dollari in multe e condanne giudiziarie per varie truffe e per altri comportamenti finanziari sanzionabili, tenuti prima e dopo la crisi del 2008.
Più recentemente negli Usa la banca tedesca è coinvolta in alcune importanti indagini. La prima è relativa a una possibile frode bancaria attribuibile a Trump. Il presidente americano e tre dei suoi figli hanno presentato alla corte di New York la richiesta di non trasmettere i dati relativi ai propri conti bancari presso la Deutsche Bank e la Capital One Financial Corporation, richiesti dal Congresso americano. La seconda ha a che fare con operazioni di riciclaggio di soldi sporchi da parte della Danske Bank, legata alla DB. Si indaga, poi, su un suo possibile ruolo nell’evasione fiscale di alcuni suoi clienti, come emerso nei famosi Panama Papers. Una cosa che disturba i tedeschi è quello che loro chiamano “Shadenfruede”, cioè il piacere di alcuni per le disgrazie altrui. E’ la stessa irritazione che si prova anche in Italia quando alcuni esponenti europei si compiacciono delle nostre difficoltà. Non è nostra intenzione discutere in questo modo dei problemi della Deutsche Bank. Al contrario, vorremmo che ci fosse un serio approccio europeo unitario nell’affrontare questi e altri problemi. L’Europa si costruisce anche con la condivisione degli intenti e degli impegni nei campi più importanti. E quello bancario certamente lo è.

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Convegno sulla ricerca per le malattie di Parkinson e di Alzheimer

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

Parma Giovedì 30 maggio, dalle 14 alle 17 nell’Aula C del Polo Bio-Tecnologico del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma (via Volturno 39), si terrà il convegno “Malattia di Parkinson e Malattia di Alzheimer: nuovi paradigmi nella ricerca scientifica, e applicazioni in clinica, nell’intervento assistenziale coordinato e multidisciplinare, e per la formazione della rete di assistenza al paziente e ai caregiver”. L’incontro è aperto alla cittadinanza.
Al convegno interverranno il prof. Ubaldo Bonuccelli, Direttore della Clinica neurologica dell’Università di Pisa, esperto di levatura internazionale in particolare della malattia di Parkinson, la dott.ssa Maria Modugno, della UOC di Geriatria dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, esperta anche di cure palliative e che persegue un approccio multidisciplinare alle malattie geriatriche con particolare attenzione anche ai “caregever”, la dott.ssa Stefania Miodini, Psicologa e Psicoterapeuta, direttrice della ASP “Ad Personam” di Parma, il dott. Davide M. Cammisuli, assegnista di ricerca su un protocollo di ricerca interateneo Pisa-Parma e neuropsicologo impegnato in varie ricerche cliniche a livello nazionale e internazionale, e il prof. Carlo Pruneti, responsabile dei laboratori di Psicologia clinica, Psicofisiologia clinica e Neuropsicologia clinica del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma e docente di Psicologia clinica e Psicopatologia generale, da tempo impegnato nell’area dell’interdisciplinarietà tra malattia organica e i fattori clinico psicologici collegati alla genesi, fattori predisponenti o concomitanti nell’interfaccia tra la clinica medica e psicologica.
La malattia di Alzheimer e la malattia di Parkinson rappresentano oggi due dei più rilevanti temi della ricerca scientifica nel campo delle neuroscienze cliniche e sperimentali. Questo, però, è anche uno dei problemi più attuali e importanti della sanità pubblica e privata. Infatti, con l’invecchiamento della popolazione e la conseguente più probabile disabilità apportata da tali patologie neurodegenerative, milioni di pazienti nel mondo e di “caregiver” preposti al loro sostegno, determinano un costo assistenziale e sociale altissimo, oltre che richiedere un’adeguata preparazione per le varie figure sanitarie preposte alla cura e all’accudimento. Nello stesso tempo, si è assistito all’enorme sviluppo delle scienze del comportamento e delle neuroscienze, con un’enorme quantità di forze messe in campo dalla ricerca biomedica volte alla migliore comprensione e cura dei vari quadri clinici. L’approccio fornito dalla ricerca sperimentale ha però avuto recentemente varie battute d’arresto dovute principalmente agli alti costi di quest’ultima e dagli ancora scarsi o pressoché inconsistenti progressi nella cura effettiva, a livello farmacologico, in particolare, della malattia di Alzheimer.
L’équipe dei Laboratori di Psicologia Clinica, Psicofisiologia Clinica e Neuropsicologia Clinica del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma svolge da tempo ricerca clinica in questo campo, ed è, tra l’altro, convenzionato con la ASP “Ad Personam” di Parma e collabora con centri di riabilitazione cognitiva anche di Lombardia e Toscana. Inoltre, sta portando a termine due importanti protocolli di ricerca, con collaborazioni sia internazionali che con centri di eccellenza nazionali.
Un altro protocollo di ricerca congiunto tra l’Università di Pisa e l’Università di Parma sta al contempo esplorando gli effetti della stimolazione transcranica (mindcaps), a corrente continua (tDCS) sulle funzioni cognitive superiori (esecutive) in pazienti con malattia di Parkinson. Interventi come quelli realizzati con tDCS offrono ad oggi utili strumenti di lavoro per una adeguata stimolazione cognitiva e per il miglioramento del quadro motorio in questi pazienti, offrendo moderne tecniche ad alta ripetibilità ed esenti da effetti collaterali e disegnando scenari moderni in tema di riabilitazione.

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“Depressione e altri disturbi mentali”

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

Sarà focalizzato sul tema della depressione il nuovo bando della Fondazione Cariplo – settore Ricerca scientifica dal titolo “Sindrome ansioso-depressiva: prevenzione, diagnosi precoce e terapia personalizzata”. Tre milioni di euro a disposizione di iniziative volte alla comprensione dei meccanismi biologici e fisiopatologici alla base dei disturbi dell’umore, che integrino ricerca di laboratorio e ricerca clinica.
Uno studio della Organizzazione Mondiale della Sanità su “depressione e altri disturbi mentali” pubblicato nel 2017 ha rivelato che circa 300 milioni di persone nel mondo sono affette da depressione, con un aumento di oltre il 18% avvenuto tra il 2005 e il 2015. Le conseguenze di queste patologie in termini di anni di salute persi sono enormi. La depressione è infatti classificata dall’ OMS come la maggior causa al mondo di disabilità (7,5% di tutti gli anni vissuti con disabilità nel 2015). Il bilancio dei costi necessari al mantenimento e alle cure di una persona depressa sono molto alti: il soggetto perde infatti la sua produttività e difficilmente mantiene il posto di lavoro o trova un nuovo impiego. Secondo tali calcoli, solo in Inghilterra, gli effetti della depressione costerebbero circa 12 miliardi di sterline l’anno.L’OMS ha inoltre identificato forti legami tra depressione e altre malattie non trasmissibili, tra cui l’aumento del rischio di abuso di sostanze, nonché di malattie come il diabete e le malattie cardiache.
Dati epidemiologici indicano una chiara correlazione tra invecchiamento della popolazione e incidenza del disturbo depressivo, nonchè evidenti differenze di genere, con netta prevalenza del sesso femminile. Anche il livello socio-economico incide in modo rilevante: infatti, la patologia è più frequente nei ceti inferiori e con minor grado d’istruzione.L’OMS ha dichiarato che nel 2020 la depressione sarà la più diffusa al mondo tra le malattie mentali e in generale la seconda malattia più diffusa dopo le patologie cardiovascolari.

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106° Congresso Nazionale della Società Italiana di Otorinolaringoiatria

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

Palacongressi di Rimini tra il 29 maggio ed il 1° giugno 2019 106° Congresso Nazionale della Società Italiana di Otorinolaringoiatria. Una vera e e propria riunione del “gotha” dei massimi esperti mondiali di Otorinolaringoiatria, organizzata dal prof.Claudio Vicini, direttore del Dipartimento Testa – Collo dell’ Ausl Romagna, dell’Uo di Otorinolaringoiatria di Forlì e presidente della Società italiana di Otorinolaringoiatria
“Il Congresso Nazionale – spiega il prof.Vicini – è il vero e più alto punto di incontro non solo per tutti Soci, ma anche per quanti desiderino a qualunque titolo contribuire alla crescita della cultura scientifica e medico-chirurgica del distretto testa-collo. Lo sviluppo, la promozione ma soprattutto la diffusione e la condivisione di questa cultura sono il vero obiettivo dell’evento.” L’importanza e la dimensione scientifica del congresso si evince gia’ dal simbolo scelto per rappresentarlo e dal richiamo continuo, anche attraverso l’organizzazione di vari eventi durante il congresso, della figura del patologo forlivese G.B.Morgagni, Sua Maestà Anatomica. “Innanzitutto – spiega il prof.Vicini – l’angelo in primo piano, che mi è piaciuto per la scelta cromatica e per l’incredibile effetto tridimensionale. Il primo richiamo di questa immagine è relativo alla sede del Congresso: il dettaglio è infatti tratto dalla Pietà, dipinto a tempera su tavola, di Giovanni Bellini, databile 1470 circa, conservato nel Museo della città di Rimini. Ancora, presso gli antichi Romani la pietas esprimeva essenzialmente l’insieme dei doveri che l’uomo ha verso gli uomini: cosa di più allusivo all’atto medico? In secondo piano poi, in filigrana, il frontespizio dell’opera principale di sua maestà anatomica Giovan Battista Morgagni (che pochi sanno avere avuto i natali a Forlì …), che simboleggia le profonde ed antiche tradizioni culturali della nostra società. Non in contrapposizione ma in naturale evoluzione l’immagine del globo, con le diverse nazioni collegate da un moderno reticolo elettronico che rappresenta il web. Infine in basso l’inconfondibile profilo a disco volante del Palacongressi, che, sono certo, vi stupirà per modernità, bellezza ed efficienza.”
Durante il congresso verranno affrontate tutte le classiche aree tematiche della disciplina (AUDIOLOGIA, VESTIBOLOGIA E FONIATRIA; OTOLOGIA E NEUROTOLOGIA; ONCOLOGIA E CHIRURGIA RICOSTRUTTIVA; LARINGOLOGIA; RINOLOGIA E ALLERGOLOGIA; DISTURBI RESPIRATORI DEL SONNO; DAY SURGERY; NUOVE TECNOLOGIE). Tantissimi gli esperti mondiali che parteciperanno alle sessioni, provenienti da Stati Uniti, Egitto, Spagna, Corea, Olanda, Belgio, Francia, Turchia, Gran Bretagna, Singapore, Qatar.

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