Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Spezzare il funesto collegamento tra guerre e fame

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 maggio 2019

Mentre cambiamenti climatici e la siccità hanno il loro peso sui focolai di malnutrizione acuta, resta il fatto che le otto più gravi crisi di fame nel mondo abbiano luogo in paesi interessati da conflitti: Yemen, Repubblica Democratica del Congo, Afghanistan, Etiopia, Siria, Sudan, Sud Sudan e Nigeria, dove complessivamente 72 milioni di persone si trovano in situazioni di insicurezza alimentare acuta. “Questa è una questione di vita o di morte per milioni di persone. Il Consiglio di Sicurezza deve fare di più per raggiungere i civili intrappolati in situazioni di conflitto “, ha detto Shashwat Saraf, direttore di Azione contro la Fame in Nigeria. “Non solo c’è bisogno di un accesso senza restrizioni per soddisfare le esigenze umanitarie, ma anche di raccogliere dati essenziali per comprendere la portata delle crisi e pianificare risposte coordinate ed efficaci. Il mondo ha bisogno di un modo efficace per spezzare il collegamento in essere tra fame e conflitti, e il Consiglio di Sicurezza può svolgere un ruolo fondamentale negli sforzi collettivi di tutti noi in questa direzione. Sono in gioco troppe vite.” In una nota presentata ieri alle Nazioni Unite, Azione contro la Fame ha sottolineato il ruolo vitale che può giocare il Consiglio di Sicurezza nell’invitare gli Stati Membri a sostenere il diritto umanitario internazionale, nel supportare i governi a garantire accessi umanitari senza ostacoli e limiti nelle zone di conflitto, e nel ritenere i singoli Paesi responsabili qualora non si muovessero abbastanza rapidamente, minimizzando così le conseguenze, anche non intenzionali, che sanzioni e misure antiterrorismo possono avere sulla popolazione civile maggiormente vulnerabile. “La comunità globale ha anche l’obbligo morale di agire in situazioni in cui le informazioni non sono disponibili, ma dove ci sono motivi sufficienti per credere che milioni di persone hanno un bisogno disperato di assistenza”, ha detto Charles Owubah, CEO di Azione Contro la Fame negli Stati Uniti. “Il mondo non può aspettare che una carestia venga ufficialmente dichiarata, per poter iniziare a aiutare le persone in quei luoghi dove una carestia è altamente probabile”.Azione contro la Fame è un’organizzazione umanitaria internazionale che combatte le cause e le conseguenze della malnutrizione in 50 Paesi del mondo. Da quasi 40 anni salviamo la vita dei bambini malnutriti, garantiamo alle loro famiglie accesso all’acqua potabile, cibo, istruzione e assistenza sanitaria di base.

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