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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 28 maggio 2019

Convegno: È efficace una formazione sull’etica della legalità?

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2019

Parma. Mercoledì 29 maggio, alle 17, nell’Aula Magna della Sede Centrale dell’Ateneo (via Università 12), nell’ambito del progetto di Ateneo “Ambasciatori della legalità”, è in programma il convegno: È efficace una formazione sull’etica della legalità?, organizzato e moderato da Monica Cocconi, docente di Diritto amministrativo e Delegata del Rettore a Anticorruzione e Trasparenza. Dopo i saluti della Pro Rettrice alla didattica dell’Ateneo Sara Rainieri, del Sindaco di Parma Federico Pizzarotti, del Presidente del Circolo culturale Il Borgo Giuseppe Giulio Luciani, della Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Parma Simona Cocconcelli e di Giorgio Pagliari, docente ordinario di Diritto amministrativo dell’Università di Parma, interverranno Bernardo Giorgio Mattarella, docente di Diritto amministrativo alla Luiss “Guido Carli” di Roma, sul tema L’etica della funzione pubblica, e Carlo Cottarelli, Direttore dell’Osservatorio sul debito pubblico dell’Università Cattolica di Milano, sul tema I benefici economici della legalità.Il convegno si caratterizza sia come proposta formativa rivolta agli Ambasciatori della Legalità, ossia agli studenti e studentesse del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî politici e Internazionali che in questi mesi sono andati nelle scuole per diffondere e promuovere, con grande disponibilità e competenza, i valori della legalità e della Costituzione, sia quale momento obbligatorio, previsto dal Piano Nazionale Anticorruzione, per la formazione del personale dirigente e direttivo dell’Ateneo sul versante del contrasto all’illegalità.All’interno del convegno sarà anche dato spazio al “Progetto dell’Ateneo per la legalità” che la studentessa di Scienze Politiche e delle Relazioni internazionali Alessia Pellicciari, come rappresentante dell’Associazione Cortocircuito, ha presentato il 2 maggio scorso a Genova presso la Fondazione Falcone.Il cuore del problema dell’etica pubblica sono le regole di comportamento che, anche sotto il profilo deontologico, deve osservare chi lavora all’interno e dentro un’istituzione pubblica. Di queste l’analisi giuridica si è spesso disinteressata perché attenta unicamente al dato normativo e non ai valori che lo sottendevano o lo ispiravano, in nome della purezza del metodo giuridico. In realtà la stessa Costituzione, all’art. 54, quando afferma che «le funzioni pubbliche devono essere assolte con disciplina e onore», sottopone i dipendenti pubblici a un supplemento di doveri, anche sul versante etico, che non si limita alla mera osservanza del dato normativo. L’osservanza di queste regole non è solo fondamentale perché arricchisce la qualità della convivenza sociale, ma anche perché dalla sua osservanza discendono benefici economici e quindi una crescita della competitività del nostro Paese sul fronte internazionale. Fra i peccati capitali che affliggono l’economia italiana, riducendo le possibilità di crescita, sono infatti annoverabili sia l’evasione fiscale, che la corruzione e la lentezza della giustizia.
Il convegno si svolge con il patrocinio del Comune di Parma e del Circolo culturale Il Borgo ed è inserito negli eventi di Parma Capitale della Cultura 2020.

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Prendere la parola

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2019

Di fronte al riemergere di pulsioni che partono dal populismo per arrivare all’autoritarismo, “è il tempo di uscire dall’astensione, dal prendere cautamente le distanze, dalla litania dei distinguo. Questo è il tempo del coraggio”. Sono le parole del direttore di Repubblica Carlo Verdelli nell’editoriale di presentazione del restyling del quotidiano. “In questo giornale”, conclude, “abbiamo già deciso: alzeremo la voce”. Dagli striscioni contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini esposti sui balconi (Valigia Blu) alla risposta del direttore del Tg di La7, Enrico Mentana, alle critiche sui contenuti dei telegiornali italiani (La7), emerge sempre più l’esigenza di “alzare la voce” e “prendere la parola”. E spesso sono figure femminili a farlo, inserendosi in un percorso di manifestazione del dissenso che molte donne in Italia hanno espresso, finendo in alcuni casi per essere oggetto di critiche e attacchi.La vocazione a dissentire – In questo contesto, appare cruciale allora il ruolo degli intellettuali, in particolare quelli “eterodossi”, che con il loro pensiero non allineato rendono possibile la dinamica del mutamento. Oggi chi fa ricerca, chi produce e promuove cultura deve avere il coraggio di esserci. Non per somministrare ricette salvifiche, ma per offrire un argine alla lettura propagandistica dei fatti, per non arrendersi al monologo piatto del “non c’è alternativa”, per allentare – con il potere del racconto e della condivisione di informazioni ed esperienze – la diffidenza che oggi sfilaccia il legame sociale. Di questi tempi serve restare e rimboccarsi le maniche.

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Presentazione del volume Naturans. Il paesaggio nell’arte contemporanea di Angelo Capasso

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2019

Roma venerdì 31 maggio ore 18.00 Sala delle Colonne, ingresso libero, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Viale delle Belle Arti, 131 Intervengono: Roberto Cavasola, Lars Krückeberg, Maurizio Mochetti, Arnold Witte. Il “paesaggio” è il genere nella storia dell’arte che meglio ci aiuta a comprendere lo sguardo dell’artista. Questo volume di Angelo Capasso, edito da Skira, analizza questo sguar­do in uno scorcio storico – dalla seconda metà dell’Ottocento al Novecento, fino ai giorni nostri – durante il quale, attraverso la cre­azione artistica, il paesaggio si trasforma in un modello per verificare la complessità del fare arte.

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Mostra Impronte dell’arte

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2019

Roma martedì 28 maggio ore 17.30 Sala delle Colonne, ingresso liberoGalleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Viale delle Belle Arti, 131 conversazione tra Achille Bonito Oliva e Valter Rossi sul lavoro della stamperia romana 2RC in occasione della mostra Impronte dell’arte. 2RC 1963-2018, ancora visitabile fino al 2 giugno. L’obiettivo di questo incontro è quello di approfondire ulteriormente le tematiche che riguardano le opere grafiche e le matrici.

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Concerto benefico: “Da Mozart a Piazzolla”

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2019

Torino giovedì 6 giugno alle ore 20.30, il Piccolo Regio Puccini di Torino ospita “Da Mozart a Piazzolla”, un concerto benefico che vede protagonisti la pianista Rita Cucè e il Quartetto del Teatro Regio di Torino, con la partecipazione straordinaria del violinista Alessandro Quarta.Un viaggio pieno di note che partendo dal Concerto per pianoforte n. 14 in mi bemolle maggiore, K. 449 di Wolfgang Amadeus Mozart, maestro che trova in Rita Cucè una delle sue interpreti più sensibili, arriverà fino alle atmosfere del tango di Astor Piazzolla con Alessandro Quarta che proporrà brani del compositore argentino quali Chau Paris, Oblivion, La Muerte del Angel, Jeanne y Paul, Fracanapa, Libertango.
Questa di Torino è la quinta tappa del progetto “Da Kabul a Camerino – In viaggio con Rita Cucé” finalizzato alla raccolta di fondi per la ricostruzione dell’Istituto Nelio Biondi di Camerino, distrutto dal sisma del 2016.
Il progetto ideato e promosso dell’associazione UnAltroPremio-Festiv’Art2.0, in accordo con il Comune di Camerino, nasce dall’esperienza maturata dalla pianista Rita Cucè, nel programma “Afghanistan back to the music” voluto nel 2005 da Marco Braghero dell’Associazione Peacewaves International Network che ebbe tra i suoi sostenitori il Teatro Regio di Torino.
Naturale che in questa occasione, l’Associazione Peacewaves International Network abbia saputo coinvolgere partner come il Consiglio Regionale, la Fondazione CRT e il Teatro Regio di Torino.Comune capofila del progetto “Da Kabul a Camerino” è Arezzo “Città della Musica” e sostenitori sono i comuni di Bolsena e Ascoli Piceno e la Fondazione Festival Puccini di Torre del Lago.Dopo Torino il concerto “Da Mozart a Piazzolla”, verrà offerto alla città di Camerino in un appuntamento che avrà luogo il prossimo 10 giugno nell’aula magna del Polo Liceale della città marchigiana. Media partner è CLASSICA HD.
Ingresso 20 euro – Ridotto 15 euro Online http://www.vivaticket.it

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Esposta nella mostra “Buried by Vesuvius: Treasures from the Villa ei Papiri” la fontana dell’Idra di Lerna

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2019

Los Angeles dal 26 giugno 2019 al 28 ottobre 2019 Getty Museum sarà esposta nella mostra “Buried by Vesuvius: Treasures from the Villa ei Papiri” la fontana dell’Idra di Lerna all’ingresso dell’Antiquarium. Al posto della Demetra i visitatori aell’Antiquarium potranno scoprire la fontana in bronzo dell’Idra di Lerna, il mostro serpentiforme con molteplici teste che Ercole affrontò nella seconda delle sue dodici fatiche.La fontana – posta al centro della Piscina a forma di croce nel cortile centrale della Palestra della città di Herculaneum, dove ora è esposta una copia – sarà per la prima volta presentata al pubblico che visita gli scavi al pianterreno dell’Antiquarium. L’Idra ercolanese, realizzata con la tecnica a cera persa, raffigura il mostro stretto intorno ad un tronco d’albero all’interno del quale passava una conduttura collegata alle cinque teste dalle quali fuoriuscivano scenografici getti d’acqua.Agli occhi dei giovani ercolanesi che frequentavano la Palestra, la monumentale presenza dell’Idra doveva rievocare le gesta dell’eroe fondatore della città, Ercole, esempio di virtus per i futuri cittadini.
L’Idra di Ercolano è molto probabilmente ispirata ad un celebre monumento di Roma, ricordato dallo scrittore latino Festo: la fontana dell’Idra che ornava il Lacus Servilius nel Foro Romano, donata da Agrippa, amico e fedele collaboratore dell’imperatore Augusto.“ Il Parco coglie questa partenza come occasione – dichiara il Direttore Francesco Sirano – un’ occasione per proseguire con la sperimentazione di soluzioni espositive e di monitoraggio e per condividere con il suo pubblico l’eccezionale patrimonio conservato nei depositi nella prospettiva del Museo del sito. L’Idra, simbolo di forza selvaggia e distruttiva domata grazie alla mutua cooperazione tra l’eroe Ercole e suo nipote Iolao, celebra la comunità solidale e la reciproca umana comprensione che il Parco intende promuovere verso tutti i portatori di interesse”. L’Idra ercolanese restituisce dunque una testimonianza di raro pregio della bronzistica della prima età imperiale quale espressione della capacità da parte della comunità di Herculaneum di aderire alle politiche sociali e culturali di avvio dell’Impero, senza però rinunziare ad operare scelte consapevoli e appropriate al contesto urbanistico locale. Protagonista di questa politica del consenso ad Ercolano fu, come noto, Marco Nonio Balbo, cittadino benemerito la cui famiglia da lunga data era legata ad Augusto.?

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Smart Working, una rivoluzione. Lavorare fuori dall’ufficio aiuta a vivere meglio

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2019

Il modo migliore per conoscere più da vicino lo smart working è imparare dagli altri, osservare chi ha già adottato con successo questa filosofia e ne ha implementato i vantaggi ed i benefici. Se n’è parlato ieri al settimo appuntamento di “Conosciamoci Meglio”, dal titolo “Smart Working, una rivoluzione. Lavorare fuori dall’ufficio aiuta a vivere meglio”, insieme a numerosi ospiti ed esperti del settore: Giuseppina Corvino, Responsabile Unità Mercato del Lavoro del Comune di Milano, Alessandra Mazzei, Director at Centre for Employee Relations & Communication dell’Università IULM, Katia Foglia, Head of HR Operations – Bayer Italia e Giuseppe Sabella, Direttore Think Industry 4.0.
“La Settimana del Lavoro Agile è l’occasione, per il comune di Milano di promuovere la cultura che sottende questa nuova ed innovativa forma di lavoro che conquista sempre più spazi ed è una formula win – win-win, per le persone per il aziende e per l’ambiente. – esordisce Giuseppina Corvino, Responsabile Unità Mercato del Lavoro del Comune di Milano. Lo smart working consente alle persone di equilibrare i tempi di vita e di lavoro individuali, agisce nella direzione di una più equa divisione dei compiti genitoriali, aumenta la produttività nelle aziende e salvaguarda l’ambiente. I risultati ottenuti in questi anni confermano che la strada intrapresa è quella giusta e ci auguriamo di poter incrementare e perfezionare ulteriormente quanto finora fatto.”
L’appuntamento di ieri è stato l’occasione per offrire un quadro aggiornato di come cambia il lavoro in una società in continua evoluzione e di come lo smart working rappresenta un’incredibile opportunità anche per i lavoratori o per chi vuole approcciarsi a questo mondo in modo smart e attuale. Ad oggi sono sempre più numerose le aziende e le istituzioni che adottano il Lavoro Agile e, più in generale, politiche di flessibilità oraria e di welfare, favorendo sempre di più la conciliazione vita lavoro per donne e uomini che lavorano in realtà professionali sempre più articolate e in contesti urbani ad alta complessità. Come dimostra l’esperienza di Bayer:
“Oggi lo smart working è utilizzato da oltre 620 dipendenti con una media di 3 gg al mese – dichiara Katia Foglia, Head of HR Operations – Bayer Italia. Da una Survey interna risulta che per la quasi totalità aumenta l’engagement (99%), oltre il 70% dichiara che l’organizzazione e la pianificazione del lavoro sono migliorate e che c’è un notevole beneficio nell’equilibrio tra vita personale e lavorativa. Significativi anche i risultati relativi al risparmio di tempo e ai kpi in termini di impatto ambientale”
L’introduzione dello smart working è stata frutto di un percorso costruito lentamente affinché l’impatto per l’organizzazione fosse positivo. A questo proposito è intervenuta Alessandra Mazzei, Director at Centre for Employee Relations & Communication dell’Università IULM:
Ma lo smart working è davvero una rivoluzione? Lo spiega, per concludere, Giuseppe Sabella, Direttore Think Industry 4.0: “Lo smart working può davvero esserlo perché – come ci dice l’esperienza di Bayer Italia – lavorare fuori dall’ufficio aiuta a vivere meglio. E una delle grandi sfide del nostro tempo è il welfare inteso soprattutto come work-life balance. È vero che registriamo anche casi di applicazione non felice dello smart working; del resto, ciò richiede un nuovo modo di concepire il rapporto con il lavoro e con l’impresa e un nuovo modello di governance i cui assi fondamentali sono fiducia, responsabilità e autonomia. È tutto ciò che chiamiamo “centralità della persona” ma rendere centrale la persona nel lavoro è, appunto, un grande lavoro. Ad ogni modo, questo è il futuro. E indietro non si torna”. Il ciclo di incontri “Conosciamoci meglio” sono realizzati da Bayer, con il patrocinio del Comune di Milano e in collaborazione con UNAMSI (Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione).

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Melanoma e la crema in spiaggia: linee di tendenza

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2019

Solo il 10% degli adolescenti afferma che è “cool” spalmarsi la crema solare in spiaggia. I giovani ignorano le regole fondamentali per esporsi al sole in modo sicuro. I raggi ultravioletti sono il principale fattore di rischio per il melanoma, il tumore della pelle più aggressivo e in costante crescita soprattutto fra i giovani: il 20% dei nuovi casi è riscontrato in pazienti fra i 15 e i 39 anni. Ma quasi il 40% degli adolescenti (39%) non mette mai la crema protettiva in spiaggia, per oltre la metà (51%) utilizzarla è “da sfigati” perché impedirebbe di abbronzarsi. Solo il 18% sa cos’è il fototipo (per il 53% è un tipo di immagine, per il 16% una tecnica di selfie e per il 13% una tonalità di colore dei fiori). Non solo. Il 63% ritiene che le lampade solari aiutino ad abbronzarsi meglio (per il 28% proteggono la pelle dai raggi del sole, solo il 9% afferma che in realtà fanno malissimo) e il 48% non sa cosa sia il melanoma (per il 24% è un problema alimentare). È la fotografia scattata dal sondaggio che dà il via al progetto #soleconamore, campagna nazionale di sensibilizzazione sull’abbronzatura consapevole e sulla prevenzione del melanoma indirizzata ai giovanissimi, realizzata da Fondazione AIOM e presentata oggi al Ministero della Salute.
“Il melanoma è una delle neoplasie che ha fatto registrare i più alti tassi di crescita – spiega Fabrizio Nicolis, presidente Fondazione AIOM -. È il secondo tumore più frequente negli uomini under 50 e il terzo nelle donne nella stessa fascia d’età. In particolare, in un quindicennio in Italia, il numero delle nuove diagnosi è raddoppiato, passando da poco più di 7.000 nel 2003 a 13.700 nel 2018, con un incremento sia negli uomini (+3,4% per anno) che nelle donne (+2% per anno). La mancata conoscenza dei fattori di rischio gioca un ruolo decisivo e le diagnosi negli adulti di oggi sono la conseguenza dell’esposizione scorretta al sole da giovani in passato. Ecco perché la nostra campagna è rivolta agli adolescenti e sarà declinata in particolare sui social network, con il coinvolgimento di influencer di primo piano. Un semplice gesto come spalmarsi la crema può diventare ‘cool’”. Al questionario, diffuso a maggio sui social, hanno risposto circa 3.500 adolescenti.
“Il progetto si concentra su prevenzione e diagnosi precoce, le due armi principali per sconfiggere il melanoma – afferma Paola Queirolo, responsabile scientifico del progetto #soleconamore e Direttore Unità Operativa Tumori Cutanei dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova -. Il sole non è un nemico, ma vanno seguite alcune regole, a partire dall’uso di creme solari con un fattore di protezione alto. È importante spalmarle in modo abbondante, più volte durante tutta la giornata: la quantità giusta è non meno di 40 grammi ogni ora di esposizione. Le creme, però, non possono fare miracoli, cioè non esistono solari in grado di garantire una protezione totale, per questo il sole va sempre evitato nelle ore centrali, fra le 12 e le 15. Le scottature solari gravi, durante l’infanzia e l’adolescenza, triplicano il rischio di melanoma in età adulta, ma fra i teenager è ancora molto scarsa la consapevolezza di questi aspetti”.
La campagna, realizzata grazie al contributo non condizionante di Novartis e di Pierre Fabre, prevede l’impegno di una decina fra le influencer più seguite a livello nazionale sui social network, coordinate da Iaia De Rose. Da un lato, a partire da giugno, si svolgerà un vero e proprio tour nelle spiagge italiane più affollate di giovanissimi, con la distribuzione di un opuscolo informativo. Sul fronte digitale, la campagna proseguirà sui social, dove gli adolescenti saranno invitati dalle influencer a realizzare video accattivanti, per stimolare il dibattito e rendere virale il tema. Basandosi su quiz, le influencer intervisteranno i ragazzi in modo da testare la loro preparazione sul tema “sole sicuro”. L’obiettivo è raggiungere più di 100mila teenager. “Vogliamo trasmettere un messaggio educazionale attraverso l’intrattenimento – sottolinea Fabrizio Nicolis -. E lo facciamo usando il linguaggio dei social, che è immediato, condivisibile e divertente, ma sempre validato dal punto di vista scientifico. L’ignoranza degli adolescenti non è limitata ai fattori di rischio del melanoma. Un’altra falsa convinzione, molto diffusa soprattutto tra i ragazzi, è che le lampade solari siano utili per preparare la pelle all’abbronzatura estiva”. “Niente di più sbagliato – afferma Stefania Gori, presidente nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar -. I danni di queste apparecchiature sono sottovalutati. È dimostrato che il loro utilizzo, soprattutto in età inferiore ai 35 anni, aumenta in maniera significativa il rischio di melanoma. L’intensità degli ultravioletti artificiali è di 12-15 volte superiore all’esposizione solare naturale. Infatti, secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) le lampade solari sono ‘cancerogene’ per l’uomo al pari del fumo di sigaretta e, dal 2011, il Ministero della Salute ne ha vietato l’utilizzo ai minorenni e alle donne in gravidanza”.
“Troppe persone ignorano i danni del sole e non adottano nessuna protezione – afferma Monica Forchetta, presidente APaIM (Associazione Pazienti Italia Melanoma) -. I ragazzi devono essere informati anche grazie ai nuovi strumenti digitali, perché contro questo tumore è possibile adottare regole efficaci di prevenzione. Inoltre, il melanoma lascia i suoi ‘segni’ sulla pelle. In seguito a ogni modifica di un neo, è indispensabile rivolgersi allo specialista per approfondimenti”.
“La diagnosi precoce salva la vita – spiega Paola Queirolo -. Per individuare un neo sospetto è necessario seguire la regola ‘A B C D E’: Asimmetria nella forma; Bordi frastagliati; cambiamento del Colore; Dimensioni superiori a 6 millimetri di diametro; Evoluzione anomala con modificazioni evidenti nell’arco di settimane o mesi con fenomeni, ad esempio, di sanguinamento. Va sempre seguita la regola del ‘brutto anatroccolo’: l’insorgenza di un neo diverso per forma e colore rispetto a quelli già presenti è un segnale da tenere in considerazione e da far controllare dal dermatologo. Avere la pelle chiara, i capelli biondi o rossi e gli occhi chiari (blu, grigi o verdi) è un altro fattore di rischio. Se scoperto precocemente ed eliminato con una corretta asportazione chirurgica durante la fase iniziale, il melanoma è del tutto guaribile perché la probabilità che abbia invaso altri organi è pressoché nulla. Se, invece, la diagnosi avviene in fase avanzata, oggi abbiamo a disposizione armi efficaci per tenere sotto controllo la malattia a lungo termine, garantendo ai pazienti una buona qualità di vita. E grazie ai test di biologia molecolare possiamo individuare i pazienti da trattare con terapie mirate”.
“Va posta particolare attenzione anche ai tatuaggi, molto diffusi fra i giovani e non solo – conclude Fabrizio Nicolis -. Non aumentano il rischio di melanoma, ma in alcuni casi ne rendono più difficile la diagnosi. I pigmenti infatti ostacolano il monitoraggio dei nei, i cui cambiamenti rappresentano il segnale della trasformazione in forma tumorale. Inoltre il 50% dei melanomi si sviluppa a partire da nei preesistenti, per cui i tatuaggi non dovrebbero mai essere eseguiti su lesioni pigmentate della cute”.

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Clima: circa il 90% del peso delle malattie attribuibili al cambiamento climatico

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2019

In occasione del secondo Global Strike for Future (oggi), l’UNICEF ricorda che i cambiamenti climatici hanno un impatto sproporzionato sui bambini e i giovani – circa il 90% del peso delle malattie attribuibili al cambiamento climatico ricade sui bambini sotto i 5 anni.I cambiamenti climatici comportano un aumento dell’impatto delle calamità sui più vulnerabili. Circa 530 milioni di bambini vivono in aree con una frequenza di inondazioni estremamente alta. Le inondazioni compromettono la fornitura di acqua sicura e danneggiano le strutture igienico-sanitarie, aumentando il rischio di diarrea e altre epidemie di malattie a cui i bambini sono più vulnerabili. Eventi meteorologici estremi, come una maggiore frequenza e intensità di siccità, inondazioni, ondate di calore e altre condizioni climatiche gravi, causano distruzione e contribuiscono alla crescente diffusione delle condizioni più letali per i bambini, come malnutrizione, malaria e diarrea.Anche l’inquinamento atmosferico è strettamente legato ai cambiamenti climatici. Circa 300 milioni di bambini vivono in aree in cui l’inquinamento atmosferico è almeno 6 volte maggiore rispetto ai limiti internazionali fissati dall’OMS, di conseguenza respirano aria tossica e ciò mette a rischio la loro salute e il loro sviluppo cerebrale.I cambiamenti climatici comportano inoltre un aumento dello stress idrico dei più vulnerabili. Circa 160 milioni di bambini vivono in aree ad alta o estremamente alta intensità di siccità, principalmente in Africa e Asia. La siccità può portare a cattivi raccolti e all’aumento del prezzo del cibo, che comporta insicurezza alimentare e deprivazione nutrizionale per i più poveri, che possono a loro volta avere un impatto lungo tutta la vita per i bambini.Il tempo sta per scadere: le ultime ricerche indicano che abbiamo solo meno di 11 anni per attuare i cambiamenti necessari ad evitare l’impatto peggiore dei cambiamenti climatici. Questa è la prima volta nella storia che una generazione globale di bambini crescerà in un mondo reso molto più pericoloso e incerto a causa dei cambiamenti climatici e della degradazione dell’ambiente. Dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per ridurre le emissioni e l’inquinamento. Dobbiamo anche ridurre il rischio di calamità investendo nella preparazione alle emergenze e fare in modo che i servizi da cui dipendono i bambini siano resilienti ai cambiamenti climatici.I bambini e i giovani sono gli attori principali del cambiamento, la loro partecipazione e il loro coinvolgimento sono elementi fondamentali per la risposta collettiva globale ai cambiamenti climatici: secondo un sondaggio condotto dall’UNICEF fra più di 5.000 bambini e adolescenti in oltre 60 paesi, circa l’80% di loro considera i cambiamenti climatici la problematica più urgente che affrontano oggi. Sempre più bambini e giovani nel mondo stanno agendo, anche i governi devono fare la loro parte. sito web: http://www.unicef.it

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Melatonina: l’ormone del sonno è un prezioso alleato anche per la vista

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2019

La melatonina è comunemente nota come l’ormone che aiuta a regolare il ritmo sonno-veglia; in pochi però sanno che si tratta soltanto di uno degli aspetti legati all’azione biologica di questa sostanza vitale prodotta dalla ghiandola pineale, un piccolo organo situato nel cervello. Recenti studi[1-5] hanno infatti confermato che la sintesi della melatonina avviene anche a livello oculare, dove sono presenti recettori specifici per questo ormone, da cui derivano importanti benefici in termini di protezione della retina dallo stress ossidativo, tra le principali cause, insieme all’età, della degenerazione maculare senile (DMLE). Si tratta di una delle più gravi patologie dell’occhio che interessa oltre 1 milione di italiani, e rappresenta la prima causa di grave perdita della vista e cecità nella popolazione occidentale di età superiore ai 65 anni.
Di questi temi si è discusso a Roma, all’incontro “Melatonina dall’occhio al cervello, andata e ritorno”, organizzato, nell’ambito del 17° Congresso della SOI – Società Oftalmologica Italiana, da Polifarma, azienda italiana leader in ambito oftalmologico, con soluzioni terapeutiche efficaci e di qualità per migliorare la vita delle persone affette da patologie dell’occhio.
“La melatonina è sintetizzata in molti tessuti, tra cui l’occhio, dove esercita un potente effetto protettivo sulle cellule retiniche, eliminando le proteine danneggiate, spesso irreversibilmente, per effetto dell’ossidazione”, spiega Gianluca Scuderi, Professore associato di Oftalmologia all’Università La Sapienza e Responsabile UOC Oculistica all’Ospedale Sant’Andrea di Roma. “È stata ipotizzata una stretta correlazione tra la carenza di melatonina e la degenerazione maculare senile, patologia dell’occhio che insorge principalmente dopo i 65 anni e rappresenta una delle principali cause di ipovisione importante nel 7-10% della popolazione mondiale. La malattia si caratterizza per alterazioni nella parte centrale della retina, la macula, causate da una combinazione di fattori ambientali (in primis l’età) e stress ossidativo. Non dobbiamo dimenticare che l’occhio è l’organo bersaglio del nostro stile di vita e, come tale, subisce i danni di comportamenti scorretti: fumo, dieta ricca di grassi, eccessiva esposizione alla luce blu di schermi e lampade al LED”.La produzione di melatonina diminuisce con l’avanzare dell’età: raggiunge i livelli massimi durante l’infanzia – il picco si registra intorno ai 10 anni – per poi ridursi progressivamente. Già a 40 anni la sua concentrazione è un quarto rispetto a 20 anni, fino a raggiungere livelli prossimi allo zero dopo i 65-70 anni.
La prevenzione gioca un ruolo importante nel contrastare il processo di deterioramento delle cellule della retina, dal momento che chi soffre di degenerazione maculare senile, in particolare della forma secca che è quella più diffusa (85% dei pazienti), si trova ad affrontare una malattia irreversibile, per la quale non esiste una cura definitiva.

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Prende il via SardiniaFormazione

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2019

Cagliari. E’ la piattaforma per la distribuzione di formazione di qualità e specialistica al servizio di imprese e professionisti della Sardegna e contemporaneamente utile strumento per far conoscere e valorizzare dentro e fuori dall’isola i migliori prodotti e percorsi formativi opera di docenti professionisti, consulenti e agenzie formative sarde.La formazione è offerta in tutte le modalità, e-learning , videoconferenza, aula e in house per le aziende e i professionisti dell’Isola e, perché no, anche per il resto d’Italia.La piattaforma di SardinaiaFormazione è un modo concreto per abbattere Il costo della formazione e renderla più facilmente fruibile a favore dei fabbisogni delle aziende sarde, in particolare le piccole e medie imprese, che potranno utilizzare in modo semplice ed economico la formazione di cui necessitano per espletare obblighi formativi di legge o ottenere il know how per la crescita della propria attività produttiva o commerciale. La piattaforma di formazione è inoltre uno strumento per facilitare i professionisti per l’espletamento dell’aggiornamento con Crediti Formativi Professionali, nonché la efficace specializzazione e utile accrescimento, in un mondo sempre più competitivo. Diversi i vantaggi della nuova innovativa piattaforma:
– Formazione e-learning senza costi in tempo e denaro per spostamenti che libera le esigenze formative di scambio e acquisizione di know how dai limiti di spazio e tempo cui siamo quotidianamente sottoposti;
– Formazione in video conferenza, nei casi ove viga l’obbligo di frequenza, circoscritta entro precisi orari e dimensioni numeriche dei discenti, con una formula che rivoluziona il concetto di formazione e lo rende di più immediato accesso per l’utente che potrà seguire un seminario o un convegno senza inutili e costosi spostamenti;
– Formazione frontale, classica in aula o dentro la stessa azienda, quando questa è necessaria o addirittura obbligatoria ;
– SardiniaFormazione inoltre non offrirà solo formazione, ma anche convegni, eventi culturali, seminari specialistici, conferenze e forum, diventando una piazza virtuale dove sarà possibile trovare tutto quel che possa servire per accrescere il saperedi aziende e professionisti, incrementando il proprio capitale di conoscenza;
Tutta la formazione sarà infine tenuta dai più noti docenti e consulenti professionisti e dalle migliori agenzie formative dell’isola.
SardiniaFormazione è una spin off di 626School srl, agenzia formativa in possesso di accreditamento regionale, certificata ISO 9001:2015 da Bureau Veritas, e iscritta all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche del MIUR: l’obiettivo è diventare non solo la prima piattaforma e-commerce ma anche il più popolare marketplace sardo della formazione e della consulenza specialistica, per le aziende e i professionisti dell’isola.

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Musei, Archivi, Biblioteche ecclesiastici: una settimana per riscoprirli

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2019

Roma Dal 3 al 9 giugno 2019 si svolgerà l’iniziativa nazionale Aperti al MAB. Musei Archivi Biblioteche ecclesiastici, che punta a dare risalto al ruolo centrale svolto da ogni Istituto culturale nel proprio territorio e in particolare con la sua comunità.
Il progetto è promosso dall’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della CEI insieme all’Associazione musei ecclesiastici italiani (AMEI), all’Associazione archivistica ecclesiastica (AAE) e all’Associazione bibliotecari ecclesiastici italiani (ABEI), con il patrocinio del coordinamento MAB-Italia Musei Archivi Biblioteche e in collaborazione con l’International archives day e con le Giornate nazionali dei musei ecclesiastici.Musei, archivi e biblioteche ecclesiastici potranno partecipare all’iniziativa promuovendo, in raccordo tra di loro o anche come singoli istituti, aperture straordinarie, visite guidate, mostre, seminari o convegni per mettere in luce il loro stretto legame col territorio e la comunità locale.Musei, archivi e biblioteche, infatti, sono spazi dal valore storico e culturale, per la crescita di relazioni umane e per l’evangelizzazione, dove la cultura favorisce l’incontro tra le diverse fedi religiose e lo scambio di esperienze.
Alle varie iniziative, che verranno organizzate su tutto il territorio italiano, verrà dedicato un ampio spazio sui siti dell’Ufficio BCE, di AMEI, di AAE e ABEI nonché sui siti MAB-Italia, ANAI e Il mondo degli archivi. Sul portale BeWeB (beweb.chiesacattolica.it) per l’occasione verrà creata una sezione dedicata di informazione sugli eventi in corso.
Il 3 giugno a Roma, in apertura della settimana di eventi, l’Ufficio Nazionale proporrà questi quattro workshop a numero chiuso: “La comunicazione”, “La gestione del cambiamento. Gli aspetti giuridici”; “La narrazione del patrimonio” e “ Il MAB. Scommesse e prospettive”.

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Priyanka Chopra Jonas in missione in Etiopia tra i bambini rifugiati

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2019

Questa settimana la Goodwill Ambassador dell’UNICEF Priyanka Chopra Jonas ha effettuato una missione sul campo in Etiopia con l’UNICEF per incontrare i bambini rifugiati fuggiti dai propri paesi a causa di conflitti e crisi umanitarie.
Durante la missione, Chopra Jonas ha incontrato bambini e giovani che vivono nel campo di rifugiati di Bambasi, dove si trovano circa 17.000 rifugiati provenienti principalmente dal Sudan, e nei campi di Hitsats e Adi-Harush, dove vivono 55.000 rifugiati dall’Eritrea.”I bambini sradicati dalle loro case a causa della guerra e delle catastrofi subiscono i maggiori disagi nella loro vita”, ha detto Chopra Jonas. “Mancano di istruzione, assistenza sanitaria e stabilità, il che li rende estremamente vulnerabili alla violenza, agli abusi o allo sfruttamento”.L’Etiopia ospita circa 900.000 rifugiati – la seconda popolazione rifugiata più ampia in Africa. La maggior parte è stata costretta a lasciare le proprie case in Somalia, Sud Sudan, Eritrea, Sudan e Yemen. Molti erano alla ricerca di pace o di una vita migliore, hanno dovuto affrontare pericoli e discriminazioni lungo il percorso.Presso la scuola primaria per rifugiati a Bambasi, Chopra Jonas ha incontrato Zulfa Ata Ey, di 8 anni, uno dei 6.000 studenti iscritti alla scuola. Come in molte altre scuole per rifugiati in Etiopia, a Bambasi c’è una grave carenza di classi, insegnanti e libri di testo.Sia a Hitsats sia a Adi-Harush i campi, le scuole, i centri sanitari e altri servizi essenziali sono integrati e sono utilizzati sia da etiopi che da rifugiati eritrei. Al campo di Adi-Harush Chopra Jonas ha visitato un centro per il monitoraggio nutrizionale gestito dal governo e il vicino ospedale MayTserbi, entrambi utili sia per i rifugiati sia per i membri delle comunità ospitanti. Lì i bambini hanno accesso a cure per la malnutrizione e le madri ricevono le cure mediche necessarie.
L’UNICEF chiede ai governi di difendere i rifugiati e i richiedenti asilo adottando politiche che affrontino le cause per cui i bambini vengono sradicati dalle loro case, aiutino i bambini ad andare a scuola e a stare in salute, tengano le famiglie unite e dare ai bambini uno status legale, pongano fine alla detenzione di bambini rifugiati, combattano la xenofobia e le discriminazioni, e proteggano i bambini sradicati da sfruttamento e violenza.

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Perché ci sono i cicli economici?

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2019

Come per quasi tutto in economica, la (presunta) scienza economica non ha una spiegazione univoca sul perché esistano i cicli economici e – soprattutto – da cosa siano causati.
Per un investitore è importante comprendere che l’economia procede inevitabilmente per cicli, fasi di espansione e fasi di forti rallentamenti (e talvolta di recessioni). Questi cicli economici hanno riflessi nelle oscillazioni dei prezzi delle attività finanziarie (in particolare delle azioni).
Attualmente stiamo vivendo una fase terminale del ciclo economico mondiale (non parliamo d’Italia, l’economia italiana, sul piano finanziario, è sostanzialmente irrilevante). L’attuale ciclo è stato allungato in modo esasperato da interventi assolutamente straordinari delle banche centrali.
Cercare di capire perché i cicli economici accadono può aiutarci a fare scelte finanziarie più oculate, in particolare qualora dobbiamo iniziare un progetto d’investimento che non sia di lunghissimo termine.
Sebbene non vi siano spiegazioni universalmente accettate, si può dire che le cause dei cicli economici si devono ricercare in un intreccio di fattori. Le varie scuole economiche pongono maggiormente l’accento su alcuni di questi e trascurano altri, ma la realtà è che ogni ciclo è diverso dall’altro ed è causato da un diverso mix. Ecco alcuni fattori particolarmente importanti sono:
– Grandi cambiamenti tecnologici
– Grandi cambiamenti sociali/politici
– Eventi naturali/climatici eccezionali
– Gestione del credito e della moneta
– Fattori psicologici (in particolare le aspettative)
C’è stato un acceso dibattito teorico riguardo alla natura esogena o endogena dei cicli economici, ovvero se questi siano causati da fattori esterni al sistema economico (ad esempio un grande cambiamento tecnologico) o se le stesse istituzioni che governano l’economia (il libero mercato, il sistema del credito, ecc.) generino inevitabilmente queste fasi di espansione/contrazione.
Al di là delle dotte argomentazioni, la verità è semplice: sono vere entrambe le tesi.
L’elemento endogeno sul quale desideriamo soffermarci in questo articolo, poiché riteniamo che sia probabilmente il più significato o – quantomeno – quello per il quale potremmo agire con maggiore efficacia è quello del credito / moneta.
Una teoria economica non ortodossa ed abbastanza poco conosciuta, la Teoria del Circuito Monetario (la quale ha visto contributi importanti – fra gli altri – di Augusto Graziani, nipote ed omonimo del più conosciuto economista italiano dei primi del ‘900) identifica nella creazione di moneta da parte del sistema bancario, attraverso il credito, il momento chiave del processo economico capitalista, il suo stesso inizio.Nelle teorie economiche ortodosse (quelle neoclassiche e marginaliste), la moneta è poco rilevante, un mero strumento tecnico che facilita lo scambio economico. Quest’ultimo, però, trova la sua ragion d’essere nel famoso equilibrio fra domanda ed offerta di beni e servizi.Il concetto di equilibrio è il totem intoccabile delle teorie economiche attualmente dominanti.La Teoria del Circuito Monetario mette in discussione proprio questo totem. Un aspetto tecnico che ha ostacolato non poco lo sviluppo della teoria, almeno inizialmente, è il fatto che sia difficilmente modellizzabile matematicamente, almeno con la matematica più semplice che normalmente utilizzano gli economisti.
Quando abbandoneremo il totem dell’equilibrio ed anche le teorie economiche prevalenti prenderanno atto del fatto che lo scambio economico, nel mondo reale, non avviene in modo simultaneo, allora apparirà evidente che la Teoria del Circuito Monetario descrive l’economia in modo molto più preciso ed avremo fatto un notevole passo avanti nella gestione dei cicli economici , in particolare dei periodi di crisi.
Il credito innesca inevitabilmente un mini-ciclo e la somma di tanti mini-cicli, messi in fase, determinano dei cicli più grandi.
Quanto un soggetto economico ottiene un finanziamento sviluppa una possibilità di spesa molto superiore alle sue capacità reddituali. Inizialmente, quindi, genera inevitabilmente un potenziale espansivo. Contemporaneamente, però, inizia una fase nella quale le sue possibilità di spesa diventano per un lungo periodo inferiori alle sue capacità ordinarie perché dovrà rimborsare annualmente il finanziamento con la quota capitale più gli interessi (questo viene chiamato “servizio per il debito”, termine che useremo più avanti) . Già si vede, quindi, il nucleo basilare del ciclo.
Le cose si fanno molto, ma molto, più complicate nel momento in cui consideriamo le dinamiche aggregate di milioni di operatori economici. Una dinamica aggregata legato al credito, però, è sempre chiaramente riscontrabile (sebbene possa manifestarsi con tempistiche e grandezze diverse).
All’inizio dei cicli economici l’indebitamento è sostenibile perché il reddito aggregato cresce più di quanto cresca il servizio per il debito a causa dell’espansione economica generata al credito stesso. Questo genera nuova domanda e per sostenerla si crea nuovo debito.Abbiamo visto, però, che la natura stessa del debito crea una fase iniziale di espansione e poi una fase naturale di contrazione. Arriva quindi un momento nel quale il servizio per il debito cresce ad un tasso più elevato del reddito e ciò innesca la fase contraria del ciclo.Questo è uno dei meccanismi di base che generano i cicli economici. Tale meccanismo, poi, s’intreccia con gli altri fattori e ciò genera cicli sempre diversi in termini di durata e di ampiezza.A che punto è il debito mondiale?
Una volta compreso quanto l’elemento del debito sia una variabile centrale per i cicli economici, viene spontaneo domandarsi a che punto sia il debito pubblico e privato mondiale. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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Bilancio e prospettive delle risorse idriche nelle politiche comunitarie

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2019

Roma venerdì 31 Maggio p.v. alle ore 10.30,nella sede ANBI, (via Santa Teresa 23) all’indomani delle elezioni per il Parlamento Europeo, ANBI organizzerà una conferenza stampa su bilancio e prospettive delle risorse idriche nelle politiche comunitarie. Il significativo appuntamento, cui saranno invitati i neoeletti parlamentari europei nella circoscrizione centrale, si terrà e presenterà il bilancio delle attività del progetto PAC 2014/2020.
Nell’occasione sarà anche presentato il libro “Consorzi di bonifica italiani ed Irrigants d’Europe rilanciano le sfide sulle risorse idriche”.Oltre ai vertici di ANBI, l’incontro vedrà, come relatori, ricercatori e docenti universitari.

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Impatto della guerra commerciale USA-Cina

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2019

A cura di Luca Paolini, Chief Strategist e Patrick Zweifel, Chief Economist. Quando il commercio smette di funzionare, ci perdono tutti. Quindi gli investitori dovrebbero prepararsi alle conseguenze del recente tira e molla nella disputa commerciale tra Cina e Stati Uniti, in cui Pechino ha annunciato tariffe di ritorsione in risposta alla mossa di Washington di aumentare i dazi su 200 miliardi di dollari di merci cinesi. I nostri calcoli indicano che una guerra commerciale su larga scala tra la prima e la seconda economia al mondo ha il potenziale di far entrare l’economia globale in recessione e condurre ad un brusco crollo dei titoli mondiali.Il nostro modello indica che se un dazio del 10% sul commercio statunitense fosse trasferito al consumatore, l’inflazione mondiale salirebbe di circa 0,7 punti percentuale.Ciò, a sua volta, potrebbe diminuire gli utili societari del 2,5% e tagliare i price-to-earnings ratio delle azioni globali fino al 15%. Tutto ciò significa che le azioni globali potrebbero perdere il 15-20%. Il che, in effetti, riporterebbe indietro di tre anni l’orologio del mercato azionario mondiale. I rendimenti delle obbligazioni statunitensi possono crollare, ma la portata della flessione sarà limitata per via di un impatto inflazionistico dovuto ai dazi.
Washington e Pechino potrebbero ancora raggiungere un accordo alla riunione di giugno del G-20. Ma se così non fosse, gli aumenti dei dazi previsti potrebbero causare sofferenza ad entrambe le economie: riteniamo che i provvedimenti commerciali esistenti potrebbero ridurre la crescita cinese dello 0,5% e quella degli Stati Uniti di circa lo 0,2%.A peggiorare le cose, l’impatto di una guerra commerciale sarebbe percepito ben oltre i confini delle prime due potenze economiche mondiali. Economie aperte, come Singapore e Taiwan in Asia e Ungheria, Repubblica ceca e Irlanda in Europa sono potenzialmente più vulnerabili rispetto a Stati Uniti e Cina.

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CEWE acquisisce l’eccellenza WhiteWall

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2019

CEWE Stiftung & Co. KGaA ha di recente concluso un accordo per l’acquisto di WhiteWall Media GmbH, con sede a Berlino e a Frechen, vicino a Colonia. WhiteWall si occupa di progettare e realizzare stampe di altissima qualità per gallerie artistiche e fotografi professionisti e propone un servizio di ordinazione espresso con una qualità eccellente e una tecnica moderna. CEWE porta l’azienda nella propria scuderia con l’obiettivo di promuovere il brand e l’attività correlata al marchio stesso. Grazie all’acquisizione delle azioni di WhiteWall si prevede un effetto positivo e duraturo rispetto al posizionamento sul mercato e sul valore della società nel suo complesso. Il brand, le attività commerciali, lo stabilimento produttivo di Frechen e i quattro negozi WhiteWall ad Amburgo, Düsseldorf, Berlino e Monaco di Baviera saranno rilevati dal venditore Avenso GmbH, mentre nell’acquisizione non rientreranno le gallerie LUMAS a New York, Vienna, Zurigo, Colonia, Francoforte e Parigi, che invece manterranno la loro autonomia. WhiteWall infatti produrrà a Frechen, dove continueranno ad essere realizzate le opere d’arte per LUMAS. La collaborazione tra i due brand proseguirà sia per la produzione sia per l’area “shop in shop”. Tutto lo staff dei 170 dipendenti WhiteWall verrà trasferito insieme al laboratorio specializzato in cui 310 gallerie a oltre 12.000 fotografi professionisti fanno ingrandire, incorniciare e rivestire le loro fotografie. Amministratore delegato di questo nuovo capitolo di WhiteWall diventa Alexander Nieswandt, fondatore e amministratore delegato di WhiteWall Media GmbH a Frechen. Il completamento della transazione vede l’aggiunta di un ulteriore amministratore delegato, Thomas Alscheid, che conta già 10 anni di carriera all’interno del gruppo CEWE.
WhiteWall cresce a dismisura e CEWE pianifica l’espansione del marchio premium prevedendo un’ulteriore crescita in Germania e sui mercati internazionali. Viene riproposta la procedura di acquisizione adottata con DeinDesign e Cheerz, che ha prodotto ottimi risultati.Dichiara il CEO di CEWE, Dr. Christian Friege: “L’acquisizione di WhiteWall è un’aggiunta eccellente al nostro portafoglio di marchi, in linea con lo standard premium del gruppo CEWE. Lo sviluppo di WhiteWall è impressionante, con la società che offre una qualità eccezionale nel segmento di fascia alta. L’indipendenza del marchio è quella di garantire le sue prestazioni nel futuro, rafforzando così anche la posizione di mercato complessiva del gruppo CEWE.”
Marc Ullrich, co-fondatore e CEO di Avenso GmbH: “Siamo lieti di sapere che WhiteWall non potrebbe essere in mani migliori: CEWE e WhiteWall rappresentano entrambi una straordinaria qualità del prodotto e un buon servizio clienti. La garanzia che il marchio WhiteWall rimanesse indipendente era importante: la forza finanziaria e l’esperienza del gruppo CEWE sono ideali per garantirne l’ulteriore sviluppo.”Alexander Nieswandt, amministratore delegato, dichiara: “Sono lieto di avere l’opportunità di continuare a espandere WhiteWall come marchio premium con il leader di mercato europeo CEWE come nostro partner e proprietario. La filosofia di un impegno CEWE a lungo termine è un vantaggio importante per WhiteWall e i suoi dipendenti.”
CEWE concorderà con WhiteWall un prezzo di acquisto basato sul valore di impresa di 30 milioni di euro al 1° giugno 2019 sulla base del resoconto intermedio di gestione alla fine di maggio 2019. La transazione valuta l’impresa a circa 0,9 volte il valore fatturato realizzato nel 2018 dall’impresa da rilevare. Ci si aspetta che l’acquisizione abbia un effetto positivo sostenuto dal valore della società nel suo insieme. Il completamento della transazione dipenderà anche dall’approvazione delle commissioni di Monopolio e di Fusione.

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Dal dagherrotipo al digitale La fotografia e le sue tecniche

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2019

Pavia 1-30 giugno 2019 Inaugurazione: sabato 1° giugno 2019 ore 17.30 Museo della Tecnica Elettrica (MTE) via Adolfo Ferrata 6 mostra a cura di Roberto Mutti Orari di apertura al pubblico martedì, mercoledì e domenica: 9.00-19.30 giovedì, venerdì, sabato: 9.00-24.00. La storia della fotografia, l’invenzione che quest’anno festeggia il suo 180° compleanno, è sempre stata frutto di emozioni, ricerche, innovazioni infinite che non si fermano né conoscono frontiere, passando da arte riservata a pochi a mezzo di comunicazione universale.La fotografia si basa su due grandi principi, quello estetico-creativo e quello tecnologico ma se la sua storia si è giustamente identificata con quella dei grandi autori che l’hanno realizzata, meno attenzione è stata riservata alla straordinaria evoluzione delle sue tecniche. È dunque nell’ottica di raccontare proprio le tecniche che ne hanno segnato la crescita della fotografia che il Museo della Tecnica Elettrica (MTE) di Pavia, nato nel 2007 con l’obiettivo di preservare e promuovere il patrimonio culturale della tecnica elettrica, e oggi importante punto di riferimento culturale sul territorio diretto dalla prof.ssa Michela Magliacani, presenta dal 1° al 30 giugno la mostra “AA.VV. Dal dagherrotipo al digitale. La fotografia e le sue tecniche” a cura di Roberto Mutti.
Michela Magliacani, direttrice del Museo della Tecnica Elettrica di Pavia: «Per noi è stato un onore, ancor prima che un dovere, poter ospitare nei nostri spazi una mostra che raccontasse la storia di uno dei mezzi della comunicazione più democratici che si conosca, la fotografia. L’MTE fa parte del Sistema Museale dell’Università di Pavia ed è nostro compito ricercare, conservare e divulgare la storia e la cultura della tecnica elettrica. Ovvero spiegare alle persone che vengono a trovarci la nascita di un qualcosa che fa parte della quotidianità di tutti noi. Con questo spirito crediamo nell’arte e in tutte le sue espressioni per avvicinare grandi e piccoli alla conoscenza del nostro patrimonio».La mostra, inserita nella programmazione della prima edizione di Pavia Foto Festival, espone in apposite teche pezzi originali antichi raramente visti da vicino (dagherrotipi, ambrotipi, ferrotipie, carte de visite, calotipi, carte salate, autochrome, stampe “al chiaro di luna”), pellicole, diapositive e immagini analogiche di un recente passato, fotografie digitali contemporanee.Tutte le storie hanno un inizio, e quella della fotografia moderna la si può far risalire al 9 luglio del 1839 con il pittore e scenografo teatrale francese Louis Jacque Mandè Daguerre che dava vita al procedimento fotografico conosciuto come “dagherrotipo”: una lastra ricoperta d’argento che, esposta ai vapori dello iodio, messa in camera oscura e posizionata davanti al soggetto da riprendere, dopo una posa lunga e un lavaggio in sale marino e mercurio, svelava un’immagine speculare del soggetto fotografato.
In mostra al Museo della Tecnica Elettrica di Pavia compaiono anche opere di autori contemporanei (Beniamino Terraneo con i suoi dagherrotipi, Stefania Ricci con le cianotipie, Paolo Marcolongo con clichè verre e kyrlian, Federico Patrocinio con la fotografia stenopeica, Beppe Bolchi con il distacco polaroid in bottiglia, Roberto Montanari con la gomma bicromatata, Dino Silingardi con le stampe al platino e al carbone, Erminio Annunzi con la stampa ad annerimento) che si dedicano a queste antiche e talvolta più recenti tecniche con risultati sorprendenti. Ma anche all’evoluzione contemporanea è dedicato molto spazio, perché il passaggio dalla “camera oscura” (in mostra esempi di comparazione fra stampe su carta baritata e politenata) alla “camera chiara” ha portato a una varietà di soluzioni che vanno dalla stampa lambda a quella ai pigmenti di carbone, dalla fine art alla stampa su materiali diversi come il propilene, il metallo, il plexiglass. Organizzata da photoShowall, la prima edizione di Pavia Foto Festival, vuole favorire la “contaminazione” tra progetti artistici, spazi espositivi e visitatori, propone sino 30 giugno 2019 un calendario di 15 differenti mostre in 14 spazi pubblici e privati, tra Pavia, Milano e Voghera (www.paviafotofestival.it).

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Nove anni di USB: le sfide che ci attendono

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2019

Il 23 maggio 2010 dall’unione di RdB e di Sdl nasceva l’Unione Sindacale di Base. Oggi, a nove anni da quella data, possiamo senz’altro dire che quella fu una scelta felice, che ha rafforzato l’ipotesi di un sindacato confederale, indipendente e conflittuale, con una precisa identità di classe, radicato nelle categorie pubbliche e private, in grado di relazionarsi con i cambiamenti intervenuti, a partire dalla riorganizzazione produttiva che ha portato ad una scomposizione e frantumazione del mondo del lavoro, con l’emersione di forme di lavoro nero non lontane dallo schiavismo.Abbiamo trascorso anni in cui, come mai prima, i diritti dei lavoratori sono stati brutalmente subordinati alla voracità delle imprese, in cui i profitti hanno raggiunto vette stratosferiche mentre i vari governi di centro destra, di centro sinistra o tecnici si esercitavano nel distruggere qualsiasi strumento di difesa conquistato con lotte e sacrifici, con la consapevole complicità dei sindacati CGIL CISL UIL e dei loro accoliti autonomi.Come dimenticare i loro flebili vagiti di fronte alla cancellazione dell’art.18, alla demolizione ogni giorno più pesante del diritto di sciopero, alla disgraziata riforma delle pensioni ad opera della Fornero o all’approvazione del Jobs Act e di tutte le altre normative che hanno privatizzato, precarizzato, licenziato, centinaia di migliaia di lavoratori, consegnando alle attuali generazioni un futuro di miseria e povertà?USB si è sempre fatta promotrice di lotte e mobilitazioni non solo nel tentativo di respingere questi attacchi, individuando in essi una radice comune, ossia le imposizioni dell’Unione Europea, una costruzione basata sugli interessi del mercato, della finanza, delle multinazionali, sull’osservanza di trattati e di diktat che hanno devastato intere nazioni come la Grecia e che stanno impoverendo paesi come l’Italia, ma ha anche allargato la sfera del suo intervento ai settori dove più brutali sono le condizioni di lavoro. Cioè le campagne dove in condizioni di schiavitù vengono sfruttati migliaia di migranti e la logistica dove le multinazionali più all’ ‘avanguardia’, con il sistema degli appalti e subappalti, non esitano a rivolgersi a organizzazioni mafiose e camorristiche per impedire il conflitto laddove non bastano licenziamenti, denunce e financo omicidi, come nel caso di Abd El Salam a Piacenza o di Soumaila Sacko nelle campagne di San Ferdinando.Tre rinnovi delle RSU nel Pubblico Impiego hanno confermato il nostro radicamento in questo settore, dove la presenza di USB va allargandosi ad un buon ritmo al mondo della scuola, come pure straordinari sono i risultati conseguiti all’ILVA o alla GD di Bologna, solo per fare qualche esempio, o l’affermarsi di numerose strutture nel settore industriale, nei servizi, nel terzo settore, in cui lavoratori e utenti sono sottoposti a continui stress da manovre di bilancio sempre più restrittive.
L’ottimo risultato della lotta ventennale degli ex LSU della scuola contro la privatizzazione e il sistema degli appalti, che dall’anno prossimo saranno assunti nella pubblica amministrazione, è stata portata avanti in solitudine dal nostro sindacato, contro i pesanti condizionamenti di CGIL CISL UIL, e indica che la sconfitta non è inscritta nel nostro DNA e che con la perseveranza e le lotte la difesa dei veri interessi dei lavoratori si può affermare.La costituzione della Federazione del Sociale, che rispondeva alla necessità di una ricomposizione dei settori sociali e produttivi più disgregati, frantumati nel tessuto metropolitano, il suo sviluppo con il recupero di un attivismo sociale per troppo tempo sopito sul terreno della casa, della sanità, dei migranti, delle questioni ambientali, della disoccupazione, della questione del reddito sociale e del salario minimo unito alla riduzione dell’orario di lavoro per combattere il lavoro povero, ci ha permesso di allargare il raggio del nostro intervento a tematiche e ambiti sociali poco raggiungibili con gli schemi del sindacato strutturato sui posti di lavoro, che pure rimane centrale per USB.Nuove sfide ci attendono: sul piano politico il contrasto a obiettivi portati avanti da forze potenti, Unione Europea, Confindustria, che si coniugano con gli interessi di altre forze e partiti che hanno fatto della divisione e della lotta tra poveri, della xenofobia e del razzismo, i principi della loro identità; il contrasto alle politiche repressive di qualsiasi forma di dissenso – un esempio per tutti la punizione della professoressa Dell’Aria a Palermo – che con i decreti sicurezza di Salvini stravolgono i principi basilari della libera espressione democratica; le mobilitazioni contro l’autonomia differenziata che rischia di tagliare fuori da ogni possibilità di sviluppo sociale metà del nostro paese.A questo ci prepariamo, altro che appelli per convincere i lavoratori a votare per una Unione Europea che nel proprio DNA ha la difesa del mercato e dei poteri forti, come hanno fatto CGIL CISL UIL insieme a Confindustria poche settimane fa.

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