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Melatonina: l’ormone del sonno è un prezioso alleato anche per la vista

Posted by fidest press agency su martedì, 28 Maggio 2019

La melatonina è comunemente nota come l’ormone che aiuta a regolare il ritmo sonno-veglia; in pochi però sanno che si tratta soltanto di uno degli aspetti legati all’azione biologica di questa sostanza vitale prodotta dalla ghiandola pineale, un piccolo organo situato nel cervello. Recenti studi[1-5] hanno infatti confermato che la sintesi della melatonina avviene anche a livello oculare, dove sono presenti recettori specifici per questo ormone, da cui derivano importanti benefici in termini di protezione della retina dallo stress ossidativo, tra le principali cause, insieme all’età, della degenerazione maculare senile (DMLE). Si tratta di una delle più gravi patologie dell’occhio che interessa oltre 1 milione di italiani, e rappresenta la prima causa di grave perdita della vista e cecità nella popolazione occidentale di età superiore ai 65 anni.
Di questi temi si è discusso a Roma, all’incontro “Melatonina dall’occhio al cervello, andata e ritorno”, organizzato, nell’ambito del 17° Congresso della SOI – Società Oftalmologica Italiana, da Polifarma, azienda italiana leader in ambito oftalmologico, con soluzioni terapeutiche efficaci e di qualità per migliorare la vita delle persone affette da patologie dell’occhio.
“La melatonina è sintetizzata in molti tessuti, tra cui l’occhio, dove esercita un potente effetto protettivo sulle cellule retiniche, eliminando le proteine danneggiate, spesso irreversibilmente, per effetto dell’ossidazione”, spiega Gianluca Scuderi, Professore associato di Oftalmologia all’Università La Sapienza e Responsabile UOC Oculistica all’Ospedale Sant’Andrea di Roma. “È stata ipotizzata una stretta correlazione tra la carenza di melatonina e la degenerazione maculare senile, patologia dell’occhio che insorge principalmente dopo i 65 anni e rappresenta una delle principali cause di ipovisione importante nel 7-10% della popolazione mondiale. La malattia si caratterizza per alterazioni nella parte centrale della retina, la macula, causate da una combinazione di fattori ambientali (in primis l’età) e stress ossidativo. Non dobbiamo dimenticare che l’occhio è l’organo bersaglio del nostro stile di vita e, come tale, subisce i danni di comportamenti scorretti: fumo, dieta ricca di grassi, eccessiva esposizione alla luce blu di schermi e lampade al LED”.La produzione di melatonina diminuisce con l’avanzare dell’età: raggiunge i livelli massimi durante l’infanzia – il picco si registra intorno ai 10 anni – per poi ridursi progressivamente. Già a 40 anni la sua concentrazione è un quarto rispetto a 20 anni, fino a raggiungere livelli prossimi allo zero dopo i 65-70 anni.
La prevenzione gioca un ruolo importante nel contrastare il processo di deterioramento delle cellule della retina, dal momento che chi soffre di degenerazione maculare senile, in particolare della forma secca che è quella più diffusa (85% dei pazienti), si trova ad affrontare una malattia irreversibile, per la quale non esiste una cura definitiva.

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