Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 29 maggio 2019

Vuoi vedere che la piattaforma chiederà a Di Maio di non dimettersi?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

“La grave crisi che sta travolgendo il M5S coinvolge tutti, non è solo ‘cosa loro’… Il fatto che Di Maio interpelli l’oracolo Rousseau invece di prendere atto del più democratico giudizio del popolo italiano che gli ha sottratto ben 6 milioni di voti in un anno, svela in anticipo l’esito della consultazione digitale: vuoi vedere che la piattaforma chiederà a Di Maio di non dimettersi? La casta degli iscritti Rousseau conta più del popolo italiano, alla faccia della democrazia e della Costituzione”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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L’ On. Nissoli (FI) incontra gli studenti di italiano della Rice University (USA)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

Roma. Oggi l’On. Nissoli ha ricevuto a Montecitorio gli studenti di italiano della Rice University, Texsas – USA, che successivamente hanno visitato il Parlamento.
“Bello vedere studenti americani appassionati della nostra lingua che studiandola li aiuta a comprendere pienamente la cultura italiana. Infatti, la lingua italiana è fondamentale per lo studio dell’arte e della musica. Quindi studiare l’italiano è importante per conoscere meglio il patrimonio culturale che abbiamo ereditato ma anche la cultura odierna che trae ispirazione continua anche dai classici. Inoltre, la lingua di Dante educa al bello con la sua ricchezza di vocaboli e la sua sonorità, per cui auguro che gli studenti possano fruire pienamente di questi studi linguistici non solo come semplice conoscenza ma anche come esercizio culturale che li porta ad incontrare e comprendere quell’umanesimo che ci caratterizza come italiani sia in Patria che all’estero”. Lo ha dichiarato l’On. Nissoli, eletta nella Circoscrizione estero – Ripartizione Nord e Centro America.

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Elezioni enti locali: La politica è confronto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

All’indomani del trionfo della destra populista, trovo singolare polemizzare contro i 5Stelle e la loro presunta identità politica. Distribuire patenti di destra e di sinistra, oltre a peccare di presunzione, potrebbe rivelarsi un esercizio sterile se non dannoso. Credo, invece, che in alcuni Comuni dove ci attende il ballottaggio sia scelta responsabile tentare di dialogare con i 5 Stelle, partendo da sensibilità e temi affini, a cominciare dall’ambiente e dalla difesa del territorio. Valori che mi paiono da sempre essere di sinistra. Ieri andavano bene i patti con Berlusconi e Verdini, mentre oggi si demonizzano i 5Stelle forse per affossare qualsiasi tentativo di confronto: la teoria delle due destre può avere solo una funzione, quella di alibi per le nostre sconfitte presenti e future. Compito della politica è costruire alleanze e progetti, non sostituirsi ai politologi. Chiudere la porta ad ogni dialogo con i 5Stelle significa una sola cosa: continuare a far vincere Salvini. Gli abbiamo consegnato il Paese, forse possiamo evitare di consegnargli anche molti Comuni. Altrimenti, da sconfitti e senza contare un bel niente, non ci resterà che stare a discettare tra chi è più di destra. (By Nino Boeti Presidente Consiglio regionale del Piemonte)

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Scuola: Regionalizzazione, Salvini e Bussetti pronti all’affondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

Subito dopo l’esito delle elezioni dei cittadini che rappresenteranno l’Italia fino al 2024 in Europa, svolte il 26 maggio, quando un italiano su due non si è recato alle urne, sono diventati tre gli obiettivi immediati del Governo: “Ridurre le tasse, accelerare su autonomia e infrastrutture”. A dirlo è stato il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, indicando, a caldo, i provvedimenti sui quali l’Esecutivo deve ora accelerare. Alle parole di Salvini, che ha preso il 34% sul 55% dei voti espressi, si aggiungono quelle recenti pronunciate da un altro esponente leghista, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, secondo il quale l’autonomia è un’opportunità che porta maggiori risorse: “Ribadisco: aumentare le risorse destinate alla scuola è sempre una buona notizia”, ha detto di recente il titolare del Miur ricordando anche che “l’autonomia è prevista dall’articolo 116 della Costituzione”. A dire no all’autonomia differenziata è in realtà la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica. E tutto il fronte sindacale, Anief in testa. Il suo presidente, Marcello Pacifico: Noi abbiamo sempre detto che regionalizzare la scuola è un’operazione impossibile, perché se attuata metterebbe ancora più in crisi l’offerta in certe zone d’Italia, le quali convivono con problemi strutturali e di risorse così evidenti da rifiutare, come accaduto in questi giorni in Sicilia, un contingente aggiuntivo per attivare il tempo pieno. Secondo la rivista Orizzonte Scuola, il ministro Marco Bussetti e la Lega sembrano pronti a varare il provvedimento sulla regionalizzazione, scuola compresa, ma ci sono almeno tre elementi che depongono a sfavore: l’accordo stipulato dal Governo con i sindacati all’alba dello scorso 24 aprile a Palazzo Chigi; i dubbi del Mef, secondo cui la regionalizzazione della scuola sarebbe troppo costosa; il M5S, che con diversi suoi esponenti ha espresso la propria contrarietà. Per rispondere alle richieste delle regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, le regioni che hanno richiesto l’autonomia differenziata, sull’adozione nella scuola di un sistema di servizi differenziato e non più coordinato dallo Stato, bisognerebbe drenare molte delle risorse economiche assegnate alle regioni del Centro e del Sud, così da marcare le attuali distanze in termini di servizi offerti al cittadino e sviluppo economico e aprire a una secessione mascherata. Nella scuola le singole regioni avrebbero piena facoltà di stabilire il tipo di offerta formativa da adottare, le modalità di reclutamento, di utilizzo delle graduatorie dei tanti precari in lista di attesa, mobilità del personale a livello provinciale e interprovinciali, ma anche il trattamento economico dei dipendenti, docenti e Ata, aprendo alle pericolosissime gabbie salariali. Per non parlare della gestione di immani risorse da parte dei governatori, i quali in passato, anche recente, hanno spesso dimostrato di non essere in grado di gestire determinati ambiti, come la formazione, e anche, in alcuni casi, di arrivare a trarre benefici personali derivanti dal loro stato di potere. Contro questo, tutti i sindacati erano d’accordo a scioperare insieme, il 17 maggio, prima dell’accordo del Governo che tutti affermano avrebbe allontanato quanto ora richiesto dal vincitore delle elezioni europee.
“Uno scenario del genere non è accettabile – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché andrebbe a cozzare con gli articoli 33 e 34 della Costituzione italiana, i quali garantiscono degli standard minimi qualitativi della formazione dei cittadini, l’equa distribuzione dei fondi statali per il diritto allo studio, l’adizione delle norme generali sull’istruzione, la possibilità di raggiungere i gradi più alti degli studi a tutti gli studenti capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi. In Sicilia, è tutto dire che il 40% di cattedre aggiuntive assegnate dal Miur con lo scopo di introdurre il tempo pieno alla scuola primaria verrà restituito per inadeguatezza”.

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Protocollo d’intesa tra Università per Stranieri di Perugia e Confindustria Umbria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

Percorsi formativi sui temi dell’internazionalizzazione delle imprese; progetti e attività promozionali all’estero; incoming di operatori esteri in Umbria per ex studenti: include molteplici ambiti il protocollo di intesa tra l’Università per Stranieri di Perugia e Confindustria Umbria sottoscritto a Palazzo Gallenga, sede principale dell’Università per Stranieri di Perugia. L’accordo, di durata biennale, è stato firmato dalla rettrice professoressa Giuliana Grego Bolli e dal presidente di Confindustria Umbria Antonio Alunni alla presenza, tra gli altri, dei docenti della Stranieri Daniele Piccini, Emidio Diodato, Valerio De Cesaris, Antonio Rigano, Stefania Spina, Giovanna Scocozza e Donatella Padua. La firma è avvenuta nel corso della riunione del Consiglio Generale di Confindustria Umbria che, in questa occasione, è stato ospite dell’Università per Stranieri di Perugia.
“Quest’accordo con Confindustria Umbria – ha sottolineato la rettrice Giuliana Grego Bolli al momento della firma – è molto importante per il nostro Ateneo in quanto ci permette una collaborazione stretta sia da un punto di vista della didattica sia per quanto riguarda la formazione. Favorisce, inoltre, incoming di operatori esteri in Umbria, che possano prevedere, in via sperimentale, il coinvolgimento di ex studenti della Stranieri di Perugia che ricoprono nei loro paesi di origine posizioni di rilievo e di interesse per le imprese”. “Si tratta – ha aggiunto Antonio Alunni, presidente di Confindustria Umbria – di un ulteriore tassello di apertura di Confindustria Umbria verso le istituzioni del territorio. La sinergia tra l’Università per gli Stranieri e la nostra Associazione può contribuire a consolidare la presenza delle imprese sui mercati internazionali e nello stesso tempo concorrere a una formazione più focalizzata sulle esigenze di internazionalizzazione del tessuto produttivo locale”.

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Scuola: Gli istituti a basso rischio sismico devono rimanere aperti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

Con la sentenza n. 21175/2019 della Corte di Cassazione viene affermato che le amministrazioni comunali non sono obbligate a chiudere gli edifici scolastici a basso rischio sismico se programmano gli interventi di adeguamento sismico. Tuttavia si sottolinea che tutte le strutture scolastiche italiane prive di agibilità non possono stare in esercizio all’uso laddove gli enti locali non eseguano una programmazione degli interventi per edifici vulnerabili al rischio sismico. La Corte di Cassazione ha approvato la decisione del Tribunale che non imponeva al Comune la chiusura dell’edificio, ma richiedeva solo una programmazione degli interventi di adeguamento sismico.In virtù dunque del nuovo indirizzo cassazionistico, il sindacato ha preparato una nuova diffida atta a chiedere le idonee soluzioni alle non valutate criticità statiche legate alla realizzazione di pertinenti interventi strutturali ed al corretto inserimento nel piano triennale delle opere pubbliche comunali.
Non si arrestano le polemiche che riguardano il mondo dei dirigenti scolastici: mentre su di essi sta arrivando quella misura biometrica che prima ancora di essere “un costoso e ingiustificato strumento di controllo rappresenta un atto politico ingeneroso e di sfiducia verso una dirigenza”, “un dirigente scolastico su tre ha il carico della reggenza di un’altra istituzione scolastica con raddoppio delle responsabilità a fronte di una modesta indennità senza rimborsi di viaggi e di spese”, “un altro gravame incombe sul capo dei capi d’istituto: la sicurezza”. Infatti, “gli edifici scolastici, di proprietà delle Amministrazioni locali, in cui quotidianamente vivono i ragazzi e il personale della scuola, sono sotto il controllo del dirigente per quanto riguarda la sicurezza della struttura e delle persone. Lo prevede il decreto legislativo 81/2008”.
È recente la notizia della sentenza della Corte di Cassazione che afferma come le amministrazioni comunali non siano obbligate a chiudere gli edifici scolastici a basso rischio sismico se programmano gli interventi di adeguamento sismico. Tuttavia si sottolinea che tutte le strutture scolastiche italiane prive di agibilità non possono stare in esercizio all’uso laddove gli enti locali non eseguano una programmazione degli interventi per edifici vulnerabili al rischio sismico.

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Università e mercato del lavoro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

Roma 6 giugno 2019 ore 9,00 Piazzale Aldo 5 Moro, Aula Magna L’obiettivo del Convegno è quello di accompagnare i principali stakeholder del sistema universitario nella riflessione su nuovi percorsi per migliorare la qualità della formazione superiore e l’accesso ai mercati del lavoro dei laureati, tenendo conto delle trasformazioni strutturali in atto, del quadro di incertezza sistemica e di “coopetizione” internazionale.Dopo i saluti istituzionali saranno presentati i due Rapporti annuali di AlmaLaurea, giunti alla loro XXI edizione, che quest’anno hanno coinvolto i laureati di 75 Università italiane.Il Rapporto sul Profilo dei laureati si basa su un’indagine che coinvolge oltre 270 mila laureati del 2018 e restituisce una fotografia analitica delle loro principali caratteristiche.Il Rapporto sulla Condizione occupazionale dei laureati si basa su un’indagine che riguarda oltre 630 mila laureati ed esamina la posizione raggiunta nei mercati del lavoro di Italia, Europa e resto del mondo dai laureati nel 2017, 2015 e 2013, intervistati rispettivamente ad 1, 3 e 5 anni dal conseguimento del titolo.Alla presentazione delle Indagini seguiranno tre tavole rotonde che approfondiranno rispettivamente i temi: “Verso un modello di università europea: la dimensione del placement universitario”; “Verso nuove connessioni tra università e industria: l’università italiana e lo scenario internazionale”; “Strategie di orientamento e manutenzione dei percorsi formativi per alimentare il successo occupazionale dei laureati”. Le conclusioni saranno affidate al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

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Sblocca Cantieri: Fp Cgil, telecamere non risolvono, colpiti lavoratori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

“Le telecamere non sono la soluzione ai problemi che quotidianamente vivono le lavoratrici e i lavoratori impegnati nei servizi educativi, così come nelle strutture socio sanitarie e assistenziali. Si sta svilendo così la professionalità, si criminalizza il lavoro e ci si dimentica dei problemi che i lavoratori vivono tutti i giorni, dalle condizioni in cui operano alla carenza drammatica di risorse”. Così la Fp Cgil commenta il via libera dalle commissioni Lavori pubblici e Ambiente del Senato all’emendamento al decreto Sblocca Cantieri che introduce l’obbligo di installare telecamere in tutte le aule delle scuole dell’infanzia e in tutte le strutture di assistenza e cura di anziani e disabili.Per la Funzione Pubblica Cgil, “si continua sulla strada della pura demagogia e si declinano i servizi pubblici in una chiave totalmente securitaria. L’ennesima misura di becera propaganda, che svilisce anche il ruolo e la natura delle istituzioni. Continua il processo di smantellamento dei servizi pubblici, calpestando le lavoratrici e i lavoratori che li erogano, in questa continua campagna elettorale, fatta di misure spot da dare in pasto agli elettori”, conclude.

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“Pizza & Birra made in Petronio”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

Monterusciello (Pozzuoli) Giovedì 30 maggio (ore 20) si terrà l’evento conclusivo dei progetti “Scuola Viva” che si sono svolti nell’Ipseoa Petronio di Pozzuoli. L’evento si terrà nei locali dell‘Istituto in via Matilde Serao.
Il progetto “Scuola Viva”, alla sua terza annualità, ha come intento generale interventi volti a rafforzare la relazione tra scuola, territorio, imprese e cittadini trasformando le scuole in luoghi d’incontro e favorendo l’integrazione nella didattica tradizionale di esperienze positive acquisite con il coinvolgimento delle famiglie e delle aziende, in linea con la programmazione del POR Campania FSE 2014/2020.Gli alunni dell’alberghiero di Pozzuoli hanno portato avanti, con l’aiuto dei docenti e degli esperti, un modulo relativo alla produzione della birra artigianale. Il modulo Intitolato “Cheers!” – esclamazione anglosassone che invita ed un brindisi solitamente fatto con un boccale di birra – si è svolto nei locali dell’istituto ed è stato dedicato a tutti coloro che vogliono muovere i primi passi nell’affascinante mondo della birra.
Gli obbiettivi sono stati quelli di conoscere i processi fondamentali per avvicinarsi con maggior consapevolezza al processo produttivo; l’utilizzo delle materie prime e di attrezzature per la produzione di un prodotto che è sempre più presente nella ristorazione moderna. Il corso ha coinvolto un gruppo di 24 allievi appartenenti classi terze, quarte e quinte dell’indirizzo di “Enogastronomia” e “Sala e Vendita”. Il gruppo di partecipanti ha eseguito interamente -, coadiuvati del mastro birraio Bruno Indiveri dell’azienda “Birrificio Partenopeo” e del docente Sandro Barletta – tutto il processo produttivo per la preparazione di una birra artigianale. Il prodotto ottenuto dopo circa tre mesi di meticolosa preparazione sarà offerto agli ospiti della manifestazione. Le birre prodotte saranno degustate insieme alle pizze preparate dal corso “Pizzaioli… alla riscossa”. Gli allievi oltre ad offrire agli ospiti dei prodotti artigianali di qualità daranno informazioni sui vantaggi e i pericoli derivanti dal consumo di questo prodotto. “La nostra scuola – dichiara il dirigente scolastico, professor Filippo Monaco – con questi progetti, con le attività curriculari ed extracurriculari si prefigge di raggiungere gli obiettivi di una scuola professionale che accompagna alla crescita dei nostri giovani per avviarli al mondo del lavoro. Stavolta abbiamo puntato sulla formazione nel settore della birra e della pizza. Si tratta di due settori importanti dell’enogastronomia che se da un lato hanno radici nella tradizione, dall’altro, richiedono competenze e innovazione continue. I nostri percorsi formativi hanno l’intento di sviluppare nei nostri ragazzi creatività e know how”.

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III edizione del Premio Giornalistico Alessandra Bisceglia per la Comunicazione Sociale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

Roma Giovedì 30 Maggio, alle ore 16.30, presso l’Aula Magna dell’Università LUMSA, in via Borgo S. Angelo 13, cerimonia di consegna del premio giornalistico “Alessandra Bisceglia per la Comunicazione Sociale”, promosso dalla fondazione “W Ale Onlus” in memoria della giornalista Alessandra Bisceglia, giunto quest’anno alla terza edizione.Aprono l’evento la Prof.ssa Donatella Pacelli, Docente Università LUMSA, Vice Presidente Fondazione Alessandra Bisceglia, Francesco Bonini, Rettore Università LUMSA, Lorenza Lei, Presidente Onorario Fondazione Alessandra Bisceglia, Paola Spadari, Presidente Ordine dei Giornalisti del Lazio. Seguirà una tavola rotonda, dal titolo: “Malattie: le parole giuste”, introdotta e coordinata da Andrea Garibaldi, giornalista e Socio Fondatore della Fondazione Alessandra Bisceglia W Ale Onlus, a cui parteciperanno con testimonianze dirette: Gioia Di Biagio, artista colpita dalla Sindrome di Ehlers Danlos e Pamela Pompei, regista e autrice del docufilm «Attraverso te, storie di Siblings». Avremo inoltre il piacere di dare spazio agli interventi di Fabio Zavattaro (direttore scientifico del Master in Giornalismo della LUMSA Master School), Vincenzo Morgante (direttore TV2000), Roberto Natale (Responsabilità Sociale Rai), Paolo Ruffini (Prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede), Mirella Taranto (Capo Ufficio Stampa, Istituto Superiore di Sanità), Marco Tarquinio (Direttore di Avvenire).
Alle 18 inizia la Cerimonia di Premiazione durante la quale verranno consegnati premi e riconoscimenti ai 9 vincitori delle 3 categorie in concorso: “Agenzie e Stampa”, “Radio-Televisiva”, “Web”, tra cui un premio in denaro di 1.000,00 euro ai primi classificati.
I vincitori sono stati selezionati in una rosa di 24 finalisti provenienti da tutta Italia.A consegnare i premi saranno Lorenza Lei, Vincenzo Morgante e Marco Tarquinio.
Verrà inoltre consegnato un riconoscimento speciale alle testate che più si sono distinte nell’informazione sulle patologie rare, a consegnarlo saranno: Eleonora Daniele giornalista e conduttrice, Andrea Garibaldi, Rita Pinci, giornalisti.Al termine della premiazione, Serena Bisceglia, Presidente della Fondazione “Alessandra Bisceglia W Ale Onlus”, concluderà l’evento con un breve intervento.
Il Premio Giornalistico, che viene realizzato per iniziativa della Fondazione Alessandra Bisceglia W Ale Onlus e la Libera Università Maria SS. Assunta – LUMSA di Roma, in collaborazione con l’Ordine Nazionale dei Giornalisti, il Vicariato di Roma e l’Istituto Superiore di Sanità, è stato istituito a memoria del coraggio e dell’iniziativa di Alessandra, nell’intento di riconoscere e stimolare l’impegno sia di giovani che si apprestano alla professione di Giornalisti che Studenti delle Scuole di giornalismo riconosciute dall’Ordine, per la diffusione e lo sviluppo di una cultura della solidarietà e dell’integrazione delle persone diversamente abili, con particolare attenzione all’equità nell’accesso alla cura.

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Difesa: Sindacati a Trenta, basta promesse, 30 maggio sarà mobilitazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

“I lavoratori civili della Difesa sono stanchi delle incertezze del Ministro Trenta. Basta con le promesse, via alla giornata nazionale di protesta giovedì 30 maggio”. Ad annunciarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Confsal Unsa, aggiungendo che: “Dopo l’avvio dello stato di agitazione dei dipendenti civili della Difesa, e in vista della manifestazione nazionale di sabato 8 giugno a Roma ‘Il Futuro È Servizi Pubblici’, abbiamo ritenuto di organizzare per giovedì assemblee e presidi unitari di protesta nei maggiori enti della Difesa e sotto tutte le prefetture per testimoniare il nostro fermo dissenso nei confronti dell’inerzia istituzionale fin qui palesata dal Ministro Trenta verso il personale civile della Difesa”.A un anno dall’insediamento del vertice politico per i sindacati “non una delle criticità discusse con il ministro Trenta è stata risolta”, ovvero: “Il superamento dei vincoli imposti dalla legge 244/2012; un urgente piano straordinario di almeno 5.000 assunzioni nel triennio 2019/2021; il recupero del divario economico esistente (certificato attorno al 30% in meno) tra la retribuzione accessoria attribuita ai lavoratori civili della Difesa e quella percepita dai colleghi impiegati in altri Ministeri e amministrazioni; lo sblocco delle progressioni tra le aree funzionali del personale civile; la definizione del Ccni parte normativa; il legittimo riconoscimento dei benefici previsti per i lavori insalubri e polverifici espletati nel corso degli anni; la ricollocazione su base volontaria in altri Ministeri o pubbliche amministrazioni del personale ex militare transitato nei ruoli civili della Difesa; la risoluzione di problemi legati alla pessima gestione delle buste paga del personale civile, che fa della Difesa un unicum negativo in tutta la Pa”. Per i sindacati è giunto, quindi, “il momento di dire basta alle promesse non mantenute e alle solite vuote dichiarazioni di disponibilità del Ministro Trenta, è tempo che il Ministro della Difesa assuma per intero le responsabilità che derivano dal ruolo istituzionale di fronte ai propri 27 mila dipendenti e alle loro famiglie, e realizzi senza ulteriore ritardo gli impegni che ha assunto nei loro confronti”. Per queste ragioni il 30 maggio appuntamento con la mobilitazione dei lavoratori civili della Difesa “Basta Promesse”.

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Stati Uniti d’Europa: Un mezzo bicchiere da riempire

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

Bicchiere mezzo pieno da rendere pieno. Dopo le elezioni europee, questo sarà il compito che attende il Parlamento, la Commissione e il Consiglio europeo. Al di là delle singole articolazioni, i partiti europeisti hanno vinto. Popolari, socialisti, liberali e verdi rappresentano oltre 500 dei 751 parlamentari europei. La percentuale degli europeisti aumenterà ulteriormente, perché gli eletti del Brexit Party dovranno abbandonare i seggi parlamentari dopo uscita del Regno Unito dalla Ue, prevista ad ottobre.Dal 1957, data della istituzione della Comunità Economica Europea, ai giorni nostri, la povertà è diminuita dal 47% al 14%, la ricchezza delle famiglie è aumentata di 4 volte e il 50% delle risorse è speso nel welfare, cioè in sanità, assistenza e pensioni.
Ci sono, ovviamente, disuguaglianze da colmare ma, ricordiamo, che l’Europa è l’area più benestante del Mondo.Nei prossimi 5 anni l’Ue dovrà lavorare per riempire il bicchiere mezzo pieno, o mezzo vuoto che dir si voglia, per proseguire verso quel progetto di Stati Uniti d’Europa che auspichiamo, vale a dire: l’unione bancaria per garantire i risparmiatori, l’unione fiscale per eliminare le disparità di trattamento alle imprese, il riequilibrio del debito complessivo, una politica estera comune che si confronti con le altre potenze mondiali, USA, Cina e Russia e che affronti il problema dei flussi migratori, un bilancio comune per la difesa e la valorizzazione ambientale.Un grande lavoro per una grande Europa! (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Si presenta a Palermo il saggio «Irredimibile Sicilia?»

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

Palermo, venerdì 31 maggio 2019 (Ore 17.30) Via Terrasanta, 82 presso la Sala Conferenze della prestigiosa «Fondazione Giuseppe e Marzio Tricoli», presentazione del volume «Irredimibile Sicilia? – L’Isola e il sogno infranto della sua Autonomia speciale» di Fabrizio Fonte (Presidente Centro Studi Dino Grammatico). È prevista la partecipazione di Umberto Balistreri (Presidente Istituto Siciliano di Studi Politici ed Economici) e di Antonino Sala (saggista e storico). Modererà l’incontro il giornalista Giampiero Cannella.«Il volume – afferma Fabrizio Fonte – è il frutto di una lunga serie di interventi pubblici che avevano come tema centrale la Sicilia ed il suo mancato sviluppo socio-economico. Mi sono reso conto, infatti, che in pochi conoscevano, se non superficialmente, lo statuto autonomista siciliano e soprattutto le sue inespresse potenzialità. Ragion per cui ho ritenuto opportuno scrivere questo testo, edito dalla Solfanelli, al fine di consentire un veloce approfondimento. Ed oggi, guarda caso, il tema che impone l’agenda politica nazionale innesca delle serie riflessioni anche sulla Autonomia siciliana. La Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna stanno invocando, non a caso, l’art. 116 della Costituzione (che regola i rapporti Stato-Regione), chiedendo a gran voce una maggiore autonomia sui temi quali la salute, il lavoro, l’ambiente, l’attività internazionale e l’istruzione. Il concetto di irredimibilità – prosegue Fonte – si deve far ricondurre a Leonardo Sciascia che, quando gli chiesero di trovare un aggettivo che in sé bastasse a riassumere l’Isola, rispose: «che la Sicilia è irredimibile, ma che comunque bisogna continuare a lottare, a pensare e ad agire, come se non lo fosse». Anch’io, con questo volume, mi sono posto il quesito. Se la Sicilia sia realmente irredimibile o se magari ci possano essere delle possibilità che questa Terra, invece, abbia delle condizioni di riscatto e di speranza. Ecco il perché del punto interrogativo nel titolo. Il ragionamento si dipana, ovviamente, nella storia recente della sua Autonomia, che doveva consentire all’Isola uno sviluppo di altro genere, ma che purtroppo oggi la vedono terzultima, in termini di sviluppo economico, a livello europeo, con dei tassi di natalità molto bassi ed altissimi tassi di disoccupazione e di emigrazione. Mi auguro – conclude Fabrizio Fonte – che nel futuro, e anche abbastanza prossimo, le cose possano cambiare. Ma tutto è legato alla reale volontà della gran parte dei siciliani di variare, innanzitutto dal punto vista culturale e quindi da quello politico e sociale, per davvero le loro sorti. Tuttavia non sarà un processo affatto semplice!».
Fabrizio Fonte, giornalista, è laureato in «Scienze della Comunicazione». È autore di diversi saggi e di numerosi articoli di natura politica, economica e culturale per diverse testate giornalistiche regionali e nazionali. È stato insignito del Premio alla Cultura «G.M. Calvino» nel 2014, del Premio letterario «La Campana di Burgio» nel 2015, del Premio alla Cultura «Magister Vitae» nel 2017 e del Premio «Gaia» per la letteratura nel 2018. Presiede dal 2014 il «Centro Studi Dino Grammatico». Ha già pubblicato, infine, i saggi Dal separatismo all’autonomia regionale. Storia dell’idea indipendentista siciliana nel XX secolo (Rubbettino, Soveria Mannelli 2011) e L’operazione Milazzo e la mafia. L’inchiesta Merra la prima operazione antimafia nella Sicilia autonoma (Solfanelli, Chieti 2017).

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Un Europarlamento a metà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

Le elezioni europee 2019 hanno chiamato alle urne, in tutti i Paesi che compongono l’Unione, circa 430 milioni di elettori. Di questi solo la metà di essi, vale a dire poco più di 200 milioni di cittadini, hanno espresso voto utile in base alla varietà dei partiti candidatisi a rappresentarne le idee e le aspettative politiche dei loro popoli. Lo scacchiere politico derivato da questa ennesima tornata elettorale-farsa, al netto di quella che è stata la mancata affluenza alle urne, oltre ovviamente alle schede bianche, nulle e alle deleghe espresse a quei partiti che non hanno superato le soglie di sbarramento fissate, è di conseguenza nella sua portata democratica e della rappresentatività complessiva fortemente limitato.Anche questo Parlamento europeo pertanto dovrà, al suo avvio, fare i conti col grande e incolmabile handicap determinato da una mancata “pienezza” di rappresentatività dell’espressione politica della maggioranza popolare.Se questo organismo istituzionale fosse davvero un organismo sovranazionale democratico non dovrebbe avere le mega ghigliottine elettorali e della rappresentatività che invece ha, ma essere quel contenitore aperto nel quale garantire quantomeno la visibilità di tutte le anime politiche dei popoli e delle civiltà che lo compongono. Anche a costo di incidere sul numero stesso degli eurodeputati, rapportandone il loro numero all’esatta moltitudine dei consensi utili fuoriusciti dalle urne, cosa che almeno investirebbe questi “rappresentanti” di quella carica di autorevolezza che tanto lascia a desiderare se il numero fisso di 750 unità compositive scatta sempre e comunque “a prescindere”.E’ questa la vera benzina dell’astensionismo. Ed è solo questa la causa dell’allontanamento degli elettori dalle urne. La rappresentatività e la democrazia sono aspetti troppo nobili e importanti da essere così barbaramente vilipesi e saccheggiati in nome di falsi sovranismi, populismi, popolarismi, socialismi e ambientalismi di facciata, che invece mascherano una enorme mole di interessi privati e le attività e la sete di potere di lobbies e consorterie ben collaudate.

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Chi vince e chi perde sull’immigrazione in Europa: un primo flash

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

Chi ha vinto e chi ha perso in queste elezioni europee? E rispetto a che cosa? Europa sì/Europa no; immigrazione sì/immigrazione no. Dal 23 al 26 maggio i cittadini dei 28 stati membri dell’Unione Europea hanno votato per eleggere i propri rappresentanti al Parlamento Europeo. Fondazione ISMU ha elaborato una prima analisi sui risultati.
Le forze più europeiste, cioè quelle che in passato hanno espresso atteggiamenti favorevoli verso l’integrazione europea e l’euro, hanno visto ridursi i loro consensi, ma solo marginalmente.Se da una parte popolari e socialdemocratici hanno perso considerevolmente, liberaldemocratici e verdi hanno, invece, incrementato i consensi, compensando in larga parte i voti persi dai primi due gruppi.Nello specifico, i partiti nazionali che hanno manifestato posizione pro-EU si raccolgono nel Parlamento Europeo nei seguenti gruppi parlamentari:
– European People’s Party (EPP), passato da 221 seggi a 165;
– Progressive Alliance of Socialists and Democrats (S&D), passato da 191 seggi a 141;
– Alliance of Liberals and Democrats for Europe (ALDE), passato da 67 seggi a 115;
– The Greens/European Free Alliance (G/EFA), passato da 50 seggi a 75.
Viceversa, le forze contrarie ad una maggiore integrazione hanno guadagnato consensi:
– Europe of Freedom and Direct Democracy (EFDD), passato da 48 seggi a 46;
– Europe of Nations and Freedom (ENF), passato da 37 seggi a 74.
I gruppi European United Left-Nordic Green Left (GUE/NGL) e European Conservatives and Reformists (ECR), moderatamente euroscettici, sono passati rispettivamente da 52 e 70 seggi a 42 e 57 seggi.
Dal punto di vista dell’immigrazione, possiamo classificare i gruppi parlamentari sulla base dell’appoggio a una politica di ricollocamento obbligatorio dei rifugiati tra i paesi membri. Sono favorevoli:
– European People’s Party (EPP),
– Progressive Alliance of Socialists and Democrats (S&D),
– Alliance of Liberals and Democrats for Europe (ALDE),
– European United Left-Nordic Green Left (GUE/NGL),
– The Greens/European Free Alliance (G/EFA).
In totale tali gruppi sono passati da 581 a 542 seggi.
Sono contrari:
– European Conservatives and Reformists (ECR),
– Europe of Freedom and Direct Democracy (EFDD),
– Europe of Nations and Freedom (ENF) .
In totale tali gruppi sono passati da 155 a 177 seggi.
Possiamo, quindi, affermare che il sostegno alla politica di ricollocamento dei rifugiati sarà più debole di quanto non lo fosse nella scorsa legislatura.
E in Italia? La Lega ha conquistato la soglia di un terzo degli elettori, attestandosi oltre il 34% dei consensi. Secondo partito il PD che supera il M5S e si attesta sopra il 22%. Fermo al 17% il Movimento 5 Stelle, principale sconfitto di queste elezioni e con delle posizioni non ben definite sull’Europa e sull’immigrazione. Sotto la soglia del 10% Forza Italia, che stenta ad arrivare al 9%. Supera lo sbarramento anche Fratelli d’Italia con il 6,5% (posizione simile alla Lega, ma da questa sovrastati). Non ce la fanno a entrare nel Parlamento Europeo +Europa, Europa verde e La sinistra. Una indubbia vittoria degli euroscettici e dei fautori dei porti chiusi. (fonte: http://www.ismu.org)

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Il Gruppo Albini cresce e investe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

Il Gruppo Albini chiude l’esercizio 2018, il migliore degli ultimi tre anni, con ricavi netti consolidati di 152 milioni di euro, con un incremento del 2% rispetto al fatturato di 149 milioni di euro registrato nell’anno 2017. L’anno 2018 si è chiuso con un utile di 2,75 milioni di euro. L’Ebitda è passato da 9,1 milioni del 2017 a 13,7 milioni nel 2018. Il cash-flow è stato di 11,8 milioni di euro rispetto ai 5,7 milioni del 2017. L’indebitamento finanziario netto al 31.12.2018 è in diminuzione di 12,9 milioni di euro, il 25% in meno rispetto all’anno precedente.In un mercato che si conferma globalmente in contrazione, il Presidente Stefano Albini, commenta così i risultati: “Il mercato premia l’eccellenza e da sempre il Gruppo Albini è posizionato nella fascia più alta, puntando e investendo in progetti innovativi con centri di ricerca internazionali, sui temi della sostenibilità garantendo il massimo della trasparenza tramite il controllo diretto della filiera, sulla qualità eccellente delle materie prime accuratamente selezionate e su prodotti e servizi al cliente sempre più performanti, grazie anche a un uso più spinto delle tecnologie digitali. Inoltre la determinazione di voler essere da sempre produttori del Made in Italy, di cui rimane molto alta la considerazione nel mondo, si è rivelata vincente”.Tessuti in Denim Albiate 1830 realizzati con il prezioso Sea Island Cotton, l’esclusivo cotone setoso, omogeneo e corposo prodotto a Barbados e in Giamaica.Questa è l’ultima novità in termini di eccellenza di Albini Group, un denim di rara bellezza che segna un nuovo traguardo nello streetwear di alta gamma e che si aggiunge alle recenti innovazioni legate alle performance di tessuti all’avanguardia: X-Aquatech, il tessuto idrorepellente all’esterno e perfettamente asciutto all’interno; X-Soltech, che assicura massima protezione contro i raggi UV-A e UV-B e X-Thermotech, che grazie alla termoregolazione conferisce una straordinaria sensazione di asciutto sulla pelle e Yoga, tessuti che acquistano un’elasticità naturale, senza ricorrere a materiali sintetici.Accanto a questi, l’impegno costante di Albini Group, per rendere la filiera della moda sempre più sostenibile e trasparente. Lo dimostra il primo tessuto in cotone scientificamente tracciabile al 100% realizzato grazie alla partnership con Supima e Oritain, che ha stabilito un nuovo standard nella moda etica di alta qualità.
Fondata nel 1876 ad Albino (Bergamo), Albini Group è da sempre un’impresa familiare ed oggi, giunta al 143° anno di attività, è guidata dalla quinta generazione della famiglia rappresentata da Fabio, Andrea e Stefano Albini. Albini Group conta oggi su sette stabilimenti (di cui quattro in Italia), per un totale di oltre 1.400 dipendenti ed è il maggior produttore europeo di tessuti per camicia.

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Torino si riconferma capitale dell’urologia senza bisturi con due centri di eccellenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

Dal recente Congresso Nazionale della Società Italiana di Endourologia –IEA co-presieduto dal professor Francesco Porpiglia, Direttore dell’ Urologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria San Luigi Gonzaga di Orbassano (Torino), e dal dottor Cesare Marco Scoffone, Direttore dell’Urologia dell’Ospedale Cottolengo di Torino, che ha riunito a confronto oltre 400 urologi, tutte forze in campo contro le patologie urologiche che affliggono milioni di italiani.Protagoniste vincenti del congresso sono state avanzate tecniche endoscopiche basate sull’uso di varie fonti di energie laser .Le fibre del diametro di 0,2 – 0,5 mm che erogano l’energia laser arrivano in qualsiasi punto delle vie urinarie e asportano direttamente dall’interno i calcoli renali (in Italia affliggono 7-8 milioni di persone con 100mila nuovi casi l’anno) l’ipertrofia prostatica benigna (l’80% degli italiani over 50). La stessa tecnica rimuove i tumori dell’urotelio (reni, vescica e uretere) senza sacrificare l’organo che con la chirurgica tradizionale sarebbe stato asportato.
Calcolosi renale e laser – La terapia miniinvasiva della calcolosi si avvale ora della ECIRS (Endoscopic Combined IntraRenal Surgery) che utilizza laser e microstrumenti per risolvere la patologia con efficacia e sicurezza. La metodica impiega sottilissimi ureteroscopi attraverso i quali la fibra laser raggiunge direttamente il calcolo che viene polverizzato o frantumato. Rispetto alla chirurgia del passato invasiva e con grossi tagli ,la nuova tecnica si effettua utilizzando le vie naturali o con piccole incisioni, riduce i tempi di catetere e di degenza e consente di operare anche pazienti “difficili”, bambini e anziani. Enucleazione laser per la prostata ingrossata – “La HoLEP”,spiega il dottor Scoffone, “che si effettua per via endoscopica transuretrale passando per le vie naturali (l’uretra), quindi senza alcuna incisione cutanea, si avvale dell’ energia del laser ad olmio erogata da una fibra sottile come un capello a brevissima distanza dal tessuto, per asportare adenomi prostatici ostruenti di qualsiasi dimensione (anche di 300 grammi) che prima erano trattati solo con la chirurgia open . La parte rimossa viene sospinta in vescica dove viene frantumata dal morcellatore e asportata per essere sottoposta all’esame istologico. Questo approccio riduce notevolmente intensità e durata dei fastidiosi disturbi minzionali spesso presenti dopo l’intervento. Durante la HoLEP il controllo del sanguinamento è ottimale e i numerosi vasi prostatici vengono coagulati in modo mirato e selettivo. Questo ci consente di trattare anche pazienti affetti da gravi patologie cardiovascolari in terapia anticoagulante o antiaggregante, e quindi ad alto rischio in caso di chirurgia tradizionale”.Il bisturi ad acqua e il robot per la vescica al San Luigi – “Ulteriori novità nel campo delle più avanzate tecnologie”, dice il professor Francesco Porpiglia, “sono l’ablazione endoscopica robot-assistita dell’adenoma prostatico mediante getto di acqua ad alta pressione e l’ approccio robotico dell’ asportazione della vescica per tumori infiltranti con successiva ricostruzione durante lo stesso intervento. Il robot “lavora” attraverso 3-4 piccole incisioni cutanee e permette di ricostruire una neovescica con un tratto di intestino del paziente, riposizionata nella stessa sede dell’organo originale. Entrambi gli interventi vengono eseguiti in pochissimi centri di eccellenza in Italia e all’estero, tra cui il nostro centro piemontese”. ll laser asporta i tumori dell’urotelio (reni, vescica e uretere) permettendo di salvare il rene a differenza della chirurgia a cielo aperto che lo rimuoveva – “Il laser a olmio ha rivoluzionato la terapia dei tumori che interessano le cavità renali e l’uretere, vale a dire quelli dell’alta via escretrice” conclude il dottor Scoffone. “Gli ureteri collegano i reni alla vescica e i tumori che li interessano costituiscono il 5-10% delle neoplasie dell’apparato urinario. La fibra laser dato il suo diametro microscopico è in grado di entrare nell’uretere dove può vaporizzare le lesioni tumorali mantenendo integra la parete ureterale. Rispetto al tradizionale intervento chirurgico demolitivo, che comporta l’asportazione di rene, uretere e pastiglia vescicale, il laser ad olmio permette dunque di non sacrificare un organo funzionalmente rilevante”.

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Spondilite Anchilosante

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

8 anni per avere una diagnosi, 7 persone su 10 senza lavoro e disagio psicologico per oltre il 60% dei pazienti. Un percorso diagnostico-terapeutico complicato quello di chi soffre di Spondilite anchilosante con continui rimandi dal medico di medicina generale, all’ortopedico, all’osteopata con passaggi anche dal neurologo prima di arrivare dal reumatologo e dare un nome alla propria condizione e trovare una cura efficace. Tanto – troppo – tempo perso che porta a conseguenze che possono essere evitate. Oggi abbiamo anche una chiara indicazione temporale di questo ritardo che oscilla tra i 7 e gli 8 anni come evidenziato dai risultati del sondaggio EMAS (European Map of Axial Spondyloarthritis) recentemente pubblicati sul Current Rheumatology Reports. Si tratta del disegno della prima mappa europea della spondiloartrite assiale che oltre a indagare il ritardo della diagnosi descrive gli effetti fisici, psicologici e sociali auto-riferiti dai pazienti con spondiloartrite che comprende la forma radiografica (la Spondilite Anchilosante) e quella non radiografica (nr-axSpA).
Secondo questo sondaggio il 74,1% delle persone intervistate ha dichiarato di avere difficoltà a trovare un lavoro a causa della malattia, il 61,5% di aver sofferto di un disagio psicologico, con un rispondente su tre che ha manifestato ansia e/o depressione. I partecipanti hanno inoltre riferito di temere in particolare la progressione della malattia, la sofferenza o la perdita di mobilità.
“I risultati della mappa europea sulle spondilartriti offrono un quadro chiaro sullo status della malattia. Non conoscerla, non sapere della sua esistenza, porta a un ritardo nell’inizio del corretto percorso terapeutico che può avere conseguenze importanti e cambiare il corso della vita sociale, familiare, professionale.” ha dichiarato Antonella Celano, Presidente dell’Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare (APMAR), Associazione che ha contribuito per l’Italia a disegnare la mappa.
“E’ partito proprio in questo mese di sensibilizzazione sulla SA il progetto ‘Reumatologo in farmacia’ ulteriore capitolo di informazione della campagna SAichelaSA; alcune farmacie italiane tra Lombardia, Piemonte, Lazio, Campania, Emilia Romagna e Sicilia metteranno a disposizione dei loro clienti uno specialista in reumatologia e materiale informativo specifico – racconta Angela Bianchi, Country Head of Communications & Pharma Patient Advocacy Novartis – per rendere visibile questa patologia nascosta e accorciare i tempi di diagnosi e trattamento”.
La spondilite anchilosante (SA) colpisce più di 40.000 persone solo in Italia. E’ una patologia dolorosa e spesso progressivamente invalidante, causata da un’infiammazione della colonna vertebrale che può determinare danni irreversibili. Si tratta di una patologia che colpisce maggiormente i soggetti giovani di sesso maschile e di età superiore ai 25 anni1,2. Fino al 70% dei pazienti che soffrono della forma severa di SA sviluppa, nel corso di qualche anno, fusione dei corpi vertebrali con significativa riduzione della mobilità della colonna3. Depressione, ansia e isolamento sono conseguenze, spesso inevitabili, per chi soffre di questa patologia.

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SYZ AM Investitori alla ricerca di un porto sicuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

Un contributo di SYZ Asset Management, a cura del portfolio manager Benoît Vaucher. Di fronte a indicatori economici che invertono la tendenza da un mese all’altro, violente oscillazioni del clima di fiducia e quotazioni che passano repentinamente da livelli sopravvalutati a sottovalutati, agli investitori sono rimaste ben poche certezze. Se a tutto ciò aggiungiamo i comportamenti anomali dei mercati, è normale che le decisioni di asset allocation siano diventate un vero rompicapo.
Dal 2017 in poi gli operatori di mercato hanno beneficiato di un quadro di mercato ottimale (“Goldilocks”), grazie a condizioni monetarie che hanno favorito un tasso di crescita e d’inflazione ideale. Questo scenario non poteva durare per sempre: nella seconda metà del 2018 è stato sopraffatto da un clima ribassista. La spesa al consumo delle famiglie cinesi è calata per effetto delle guerre commerciali, come la fiducia nei confronti delle economie dell’eurozona. La domanda esterna, in particolare quella dei paesi emergenti asiatici, è rallentata. Germania e Italia si sono trovate sull’orlo di una recessione tecnica, e la prospettiva di una Brexit senza accordo ha penalizzato il sentiment di mercato. Il malessere globale ha portato a revisioni al ribasso delle stime di crescita del PIL e i mercati finanziari hanno pagato in termini di performance. La situazione è migliorata nel 2019, quando la Fed ha frenato i rialzi dei tassi, creando un contesto “silverlocks”. Il ritorno ad una politica monetaria accomodante è stato accolto positivamente dai mercati, ma alla lunga li ha indeboliti. L’apprezzamento delle quotazioni è stato alimentato dal basso costo del denaro piuttosto che dalla crescita economica, perciò le valutazioni sono estremamente precarie. Anche l’indice VIX, il cosiddetto “indice della paura” del mercato azionario si trova attualmente su livelli di oltre il 30% inferiori alla media degli ultimi 30 anni. Ciò è in parte attribuibile al numero record di posizioni nette negative detenute sull’indice dagli hedge fund, che hanno toccato i massimi degli ultimi 15 anni. Queste strategie aggressive sono preoccupanti per molti operatori di mercato, memori delle conseguenze di una politica monetaria troppo espansiva, come quelle manifestatesi a febbraio 2018, quando molti ETF sulla volatilità erano implosi creando un vero e proprio “vixmageddon” che aveva esacerbato le turbolenze del mercato azionario. Anche la recente divergenza tra il VIX e il MOVE, l’indice della volatilità dei mercati obbligazionari, potrebbe anticipare una nuova fase di turbolenza. Gli investitori che in passato hanno sempre sfruttato la correlazione storica tra queste due classi di attivi per attenuare la volatilità, si chiedono come sia possibile oggi definire l’allocazione tra azioni e obbligazioni, visto il comportamento anomalo di entrambe. E non si capisce come i mercati riescano a sostenere questo ritmo frenetico: per giustificarlo bisognerebbe prevedere rendimenti annualizzati del 10-20% per le obbligazioni e del 55-65% per le azioni nel 2019! Gli investitori sono davanti ad un vero e proprio dilemma e cercano un porto sicuro. Crediamo che questo possa essere rappresentato da soluzioni con bassa correlazione sia con i mercati azionari che con quelli obbligazionari, ma rendimenti a lungo termine elevati, e che abbiano un universo di investimento globale ampio, che consente di affrontare i rischi idiosincratici diversificando le posizioni a livello di regioni, paesi, settori, attività, stili e dimensioni. Così è possibile generare alpha sfruttando tutte le opportunità disponibili, ovunque si trovino, senza lasciarsi influenzare dai rialzi dei mercati o dai movimenti dei tassi. Un approccio sistematico offre il vantaggio di eliminare i fattori emotivi, specialmente nei periodi di maggiore incertezza. È fondamentale anche garantire un ribilanciamento con cadenza almeno trimestrale e un processo di gestione del rischio rigoroso, che assicuri la neutralità al beta e gli obiettivi di volatilità.

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Il futuro delle imprese italiane passa ancora per i mercati esteri”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

Milano giovedì 30 maggio alle ore 15.30 a Palazzo Mezzanotte quali le prospettive per l’export italiano in un mondo sempre più incerto e complesso? A questa e altre domande risponde il Rapporto Export 2019 di SACE SIMEST (Gruppo Cdp), “Export Karma. Il futuro delle imprese italiane passa ancora per i mercati esteri”, con un’unica grande certezza: la proiezione internazionale è il principale motore del nostro Paese.
n base al programma interverranno Raffaele Jerusalmi, Amministratore Delegato di Borsa Italiana, Beniamino Quintieri, Presidente di SACE, Alessandro Terzulli, Chief Economist di SACE, Licia Mattioli, Vice Presidente per l’internazionalizzazione di Confindustria, Victor Massiah, CEO di UBI Banca, Alessandro Decio, Amministratore Delegato di SACE, Diana Bracco, Presidente e Amministratore Delegato di Gruppo Bracco, Francesco Caio, Presidente di SAIPEM, Gianfranco Simonetto, Presidente di Gruppo ICM e Massimo Tononi, Presidente di Cassa depositi e prestiti.

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