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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Chi vince e chi perde sull’immigrazione in Europa: un primo flash

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

Chi ha vinto e chi ha perso in queste elezioni europee? E rispetto a che cosa? Europa sì/Europa no; immigrazione sì/immigrazione no. Dal 23 al 26 maggio i cittadini dei 28 stati membri dell’Unione Europea hanno votato per eleggere i propri rappresentanti al Parlamento Europeo. Fondazione ISMU ha elaborato una prima analisi sui risultati.
Le forze più europeiste, cioè quelle che in passato hanno espresso atteggiamenti favorevoli verso l’integrazione europea e l’euro, hanno visto ridursi i loro consensi, ma solo marginalmente.Se da una parte popolari e socialdemocratici hanno perso considerevolmente, liberaldemocratici e verdi hanno, invece, incrementato i consensi, compensando in larga parte i voti persi dai primi due gruppi.Nello specifico, i partiti nazionali che hanno manifestato posizione pro-EU si raccolgono nel Parlamento Europeo nei seguenti gruppi parlamentari:
– European People’s Party (EPP), passato da 221 seggi a 165;
– Progressive Alliance of Socialists and Democrats (S&D), passato da 191 seggi a 141;
– Alliance of Liberals and Democrats for Europe (ALDE), passato da 67 seggi a 115;
– The Greens/European Free Alliance (G/EFA), passato da 50 seggi a 75.
Viceversa, le forze contrarie ad una maggiore integrazione hanno guadagnato consensi:
– Europe of Freedom and Direct Democracy (EFDD), passato da 48 seggi a 46;
– Europe of Nations and Freedom (ENF), passato da 37 seggi a 74.
I gruppi European United Left-Nordic Green Left (GUE/NGL) e European Conservatives and Reformists (ECR), moderatamente euroscettici, sono passati rispettivamente da 52 e 70 seggi a 42 e 57 seggi.
Dal punto di vista dell’immigrazione, possiamo classificare i gruppi parlamentari sulla base dell’appoggio a una politica di ricollocamento obbligatorio dei rifugiati tra i paesi membri. Sono favorevoli:
– European People’s Party (EPP),
– Progressive Alliance of Socialists and Democrats (S&D),
– Alliance of Liberals and Democrats for Europe (ALDE),
– European United Left-Nordic Green Left (GUE/NGL),
– The Greens/European Free Alliance (G/EFA).
In totale tali gruppi sono passati da 581 a 542 seggi.
Sono contrari:
– European Conservatives and Reformists (ECR),
– Europe of Freedom and Direct Democracy (EFDD),
– Europe of Nations and Freedom (ENF) .
In totale tali gruppi sono passati da 155 a 177 seggi.
Possiamo, quindi, affermare che il sostegno alla politica di ricollocamento dei rifugiati sarà più debole di quanto non lo fosse nella scorsa legislatura.
E in Italia? La Lega ha conquistato la soglia di un terzo degli elettori, attestandosi oltre il 34% dei consensi. Secondo partito il PD che supera il M5S e si attesta sopra il 22%. Fermo al 17% il Movimento 5 Stelle, principale sconfitto di queste elezioni e con delle posizioni non ben definite sull’Europa e sull’immigrazione. Sotto la soglia del 10% Forza Italia, che stenta ad arrivare al 9%. Supera lo sbarramento anche Fratelli d’Italia con il 6,5% (posizione simile alla Lega, ma da questa sovrastati). Non ce la fanno a entrare nel Parlamento Europeo +Europa, Europa verde e La sinistra. Una indubbia vittoria degli euroscettici e dei fautori dei porti chiusi. (fonte: http://www.ismu.org)

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