Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Un Europarlamento a metà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

Le elezioni europee 2019 hanno chiamato alle urne, in tutti i Paesi che compongono l’Unione, circa 430 milioni di elettori. Di questi solo la metà di essi, vale a dire poco più di 200 milioni di cittadini, hanno espresso voto utile in base alla varietà dei partiti candidatisi a rappresentarne le idee e le aspettative politiche dei loro popoli. Lo scacchiere politico derivato da questa ennesima tornata elettorale-farsa, al netto di quella che è stata la mancata affluenza alle urne, oltre ovviamente alle schede bianche, nulle e alle deleghe espresse a quei partiti che non hanno superato le soglie di sbarramento fissate, è di conseguenza nella sua portata democratica e della rappresentatività complessiva fortemente limitato.Anche questo Parlamento europeo pertanto dovrà, al suo avvio, fare i conti col grande e incolmabile handicap determinato da una mancata “pienezza” di rappresentatività dell’espressione politica della maggioranza popolare.Se questo organismo istituzionale fosse davvero un organismo sovranazionale democratico non dovrebbe avere le mega ghigliottine elettorali e della rappresentatività che invece ha, ma essere quel contenitore aperto nel quale garantire quantomeno la visibilità di tutte le anime politiche dei popoli e delle civiltà che lo compongono. Anche a costo di incidere sul numero stesso degli eurodeputati, rapportandone il loro numero all’esatta moltitudine dei consensi utili fuoriusciti dalle urne, cosa che almeno investirebbe questi “rappresentanti” di quella carica di autorevolezza che tanto lascia a desiderare se il numero fisso di 750 unità compositive scatta sempre e comunque “a prescindere”.E’ questa la vera benzina dell’astensionismo. Ed è solo questa la causa dell’allontanamento degli elettori dalle urne. La rappresentatività e la democrazia sono aspetti troppo nobili e importanti da essere così barbaramente vilipesi e saccheggiati in nome di falsi sovranismi, populismi, popolarismi, socialismi e ambientalismi di facciata, che invece mascherano una enorme mole di interessi privati e le attività e la sete di potere di lobbies e consorterie ben collaudate.

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