Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 30 Mag 2019

Lettera aperta a un pentastellato: Egregio Senatore Vito Claudio Crimi

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2019

Ho partecipato, con altri colleghi, all’incontro, da lei presieduto in qualità di Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’editoria, del 28 maggio scorso presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dove i convenuti hanno discettato sul genere di futuro che le agenzie stampa avrebbero potuto ritagliarsi nel composito mondo dell’informazione.
Ho apprezzato gli interventi, le preoccupazioni emerse non solo legate all’inaffidabilità di talune fonti e al modo come porvi riparo, ma anche a livello occupazionale e alla necessità di collegare la riforma del settore a possibili accorpamenti o acquisizioni per meglio adeguarsi al passo dei tempi nuovi. Al di là di questi aspetti tecnici ed operativi, tipici di un’informazione certificata e di utilità pubblica, vi intravedo la necessità che la politica non prenda sottogamba un settore che ritengo nevralgico per misurare le pulsioni popolari e gli orientamenti che esprimono.
In tale ambito ho avvertito in più occasioni, e tra i più disparati ceti sociali, una crescente preoccupazione dell’agire politico e una forte delusione riguardo i pentastellati che hanno fin dalla loro scesa in campo, come soggetto politico, suscitato grandi speranze per un reale cambiamento al cospetto di un paese che da 20 anni a questa parte non riesce a crescere e a scrollarsi di dosso la pesante ipoteca di quei poteri che prosperano proprio sulla patologica inefficienza del sistema.
Lasciando da parte la dietrologia che ha portato il Movimento a responsabilità di governo del paese, stilando un contratto con la Lega di Matteo Salvini, posso dire che il malessere avvertito dalla base pentastellata, per una cogestione governativa, è stata accettata, dopo che il PD ha chiuso la porta ad ogni dialogo con i 5Stelle. E’ stata e resta una coda polemica da parte PD, che continua tutt’oggi, sulla presunta identità politica di 5 stelle che è destinata a continuare e con il rischio di affossare qualsiasi tentativo di confronto odierno e futuro. Questa eventualità è stata percepita dallo stesso Salvini che non ha esitato considerare il sodalizio pentastellato dissolto e ad intravedere una contrapposizione solo con il PD. Tutto questo genera nell’opinione pubblica l’impressione che 5 stelle abbia esaurito la sua spinta propulsiva per essere, alla fine, assorbito dal sistema. A questo punto, e strano a constatarlo, sono proprio i commentatori politici di rango, che in passato non hanno lesinato critiche ai pentastellati, a rammaricarsi e a dirlo esplicitamente. E noi cronisti che viviamo tra la gente possiamo aggiungere che è un’amarezza popolare condivisa, ma accettata come un male inevitabile. Eppure ritengo sia possibile invertire la tendenza, ma per farlo il movimento deve scegliere con più cura la sua classe dirigente e saperla coinvolgerla convintamente nel suo progetto rinnovatore rivolto alla società civile fatta di associazioni, di movimenti, di centri culturali, mondo accademico, intellettuali e andando tra la gente più e meglio di prima. E i giornali dalla carta stampata al web possono fare agevolmente la differenza perché sono esercitati a convivere con le idee altrui e a saper dare il giusto risalto a quella informazione virtuosa che è costata la vita e anche la perdita del lavoro a tanti giornalisti in nome della loro coerenza e ricerca della verità. Così si ritorna al movimento di un tempo con un crescente consenso popolare e, facendosi perdonare gli errori fatti, durante la sua esperienza di governo. (Riccardo Alfonso direttore Fidest e dei centri studi Politici, sociali ed economici della Fidest)

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“Blue my mind – Il segreto dei miei anni”

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2019

(Svizzera/Germania, 2017), film d’esordio della regista svizzera Lisa Brühlmann, racconto di formazione intimo e surreale che affronta in chiave fantasy la crescita, l’emancipazione e la trasformazione di un’adolescente, arriva nelle principali sale d’Italia da giovedì 13 giugno distribuito da Wanted Cinema dopo essere stato presentato ad Alice nella Città alla 12/ma Festa del Cinema di Roma, dove ha ricevuto il premio Camera D’oro Alice/Taodue.
Il film, che vede come protagonista la giovane attrice Luna Wedler – selezionata fra le migliori promesse del cinema dalla European Film Promotion – racconta di Mia, una ragazza di quindici anni appena trasferitasi con la sua famiglia alle porte di Zurigo. Mentre la ragazza si lancia in una selvaggia adolescenza cercando di fronteggiarla, il suo corpo comincia a cambiare in modo radicale. Nella disperazione cerca di anestetizzarsi con sesso e droghe, ma nonostante i tentativi di arrestare il processo è presto costretta ad accettare il fatto che la natura è molto più potente di lei. La trasformazione prosegue inesorabile, facendo diventare Mia quell’essere che per anni si è assopito dentro di lei… e che ora sta prendendo il sopravvento.Ho voluto realizzare un film sulla crescita, sulla ricerca della propria identità, sull’emancipazione femminile – ha spiegato la regista Brühlmann – Questo lavoro si focalizza sul sentimento di sentirsi imprigionata. Imprigionata in un mondo pieno di regole da rispettare, un mondo a cui adeguarti e adattarti soprattutto quando si è giovani. Per me la sirena è il simbolo del desiderio di libertà, di quel potere femminile primordiale e di un mondo senza confini. Ho cercato di dare delle risposte a quelle domande su come ci si sente quando il proprio corpo inizia a seguire delle leggi diverse, inizia a cambiare e non c’è via di ritorno, quando ci si sente impotenti mentre la situazione scivola via a poco a poco. In questo modo sarà forse possibile alle persone provare nuovamente che cosa vuol dire crescere. wantedcinema.eu/catalogo

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Per il Parlamento europeo una nuova Pac

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2019

La conclusione delle elezioni sancisce la fine di una lunga competizione elettorale. Ora – dichiara in una nota il Presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – con il formarsi del nuovo Parlamento Europeo bisognerà concentrarsi sui temi essenziali per la vita dei cittadini; e quindi anche sulla nuova Pac.E’ importante ricordare – continua Tiso – che la Politica Agricola Comunitaria riguarda quasi il 40% del bilancio europeo e ha un peso considerevole sulla qualità della vita delle persone che vivono in Europa; per queste ragioni è giunto il momento di immaginare una Pac diversa e più coraggiosa di quella attuale. Urgono nuove politiche per tutelare l’ambiente e per garantire cibi sani, genuini e prodotti da chi conosce le terra ed è in grado di preservarne le qualità. Come Confeuro – conclude Tiso – chiediamo che il nuovo Parlamento Europeo tenga conto delle tante richieste che vengono dai cittadini per l’adozione di modelli agroecologici e sostenibili. Il futuro, infatti, è nella creazione di nuovi paradigmi che premino i sacrifici dei piccoli produttori del comparto agroalimentare e non le mire espansionistiche dei colossi dell’agrocindustria.

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Mostra Barbara Lalle – Marco Marassi: Realtà Istantanee

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2019

Roma 1- 9 giugno 2019 MACRO – Project Room – Via Nizza 138 del MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma ospiterà il progetto Realtà Istantanee di Barbara Lalle e Marco Marassi, a cura di Roberta Melasecca. Il progetto è promosso da Interno 14 next, con la collaborazione di Bridge Art, della FIJLKAM – Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali e del Museo FIJLKAM. Confine è frontiera che separa due terre: fissare un confine è riconoscere una differenza, costruire la propria alterità e identità attraverso la distinzione per opposizione. Tracciare un confine è anche arginare la propria paura dell’ignoto, ma anche la propria brama di infinito. Confine ha una accezione mobile, flessibile: luogo che separa le personali territorialità e permette la rappresentazione di se stessi attraverso i confini del corpo, dei valori, della familiarità, di espressione; luogo che lega due organismi e che favorisce la condivisione e la compartecipazione, luogo di relazioni, in cui l’uomo si riconosce come essere sociale. E’ proprio sulla linea di confine del contatto che si manifesta il flusso delle relazioni. Il progetto Realtà Istantanee vuole indagare quella zona del confine oltre la quale il contatto perde il suo significato vitale per diventare ingerenza, invadenza, violenza, una zona invalicabile ma estremamente variabile e soggettiva. La percezione del proprio confine evidenzia il livello degli opposti, dentro/fuori, pieno/vuoto, apertura/chiusura, indifferenziazione/individualizzazione; valicare la linea del confine del contatto può essere percepita come violazione o al contrario come accettazione. Il progetto coinvolgerà coppie o gruppi relazionali: ognuno ha un suo confine invalicabile, non standardizzabile ma estremamente peculiare e modificabile nel tempo. Gli artisti, attraverso interviste, l’ascolto, il silenzio, l’accoglienza, la poesia, approfondiranno il personale confine del contatto relazionale. Realtà Istantanee, finalista a Bridge Art full(Y)_grounding residency#3, ha ricevuto nel 2017 la Menzione Speciale Gestalt. Durante i giorni di residenza il progetto verrà approfondito ed arricchito da una serie di appuntamenti che coinvolgeranno artisti e diversi operatori culturali.

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Nasce all’Università di Genova il Centro del Mare

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2019

Genova. 5 corsi di laurea triennale, 8 corsi di laurea magistrale, 1 dottorato di ricerca con 23 borse di studio e 6 curricula (il più grande in Italia dedicato al mare): la più ricca offerta formativa a livello nazionale dedicata alle Scienze e Tecnologie del mare. La ricerca sul mare coinvolge oltre 400 studiosi tra docenti, assegnisti, dottorandi e collaboratori. Grazie alle loro attività, l’Ateneo genovese costituisce un punto di riferimento internazionale nella ricerca e nel trasferimento tecnologico in tali discipline, rispetto alle quali si posiziona tra le migliori 10 università al mondo.

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Mostra: Omaggio a Leonardo

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2019

Castello di Rivau La mostra “Omaggio a Leonardo” (‘Hommage à Léonard’), in programma allo Chateau du Rivau fino al 5 novembre 2019, traspone in arte contemporanea l’eredità del maestro del Cinquecento morto nella Valle della Loira 500 anni fa. La mostra è concepita in maniera tale da catturare la curiosità dei visitatori verso i differenti contributi di Leonardo, grande spirito universale nella storia dell’arte in Europa, interpretato o “prolungato” da trenta artisti contemporanei che operano sulla scena internazionale e che in questa mostra evidenziano il loro debito nei confronti di Leonardo e del Rinascimento in generale.L’esposizione mostra anche gli scambi tra Italia e Francia dall’inizio del Sedicesimo secolo fino ai nostri giorni, con i lavori di artiste italiane come Antonella Bussanich, Alessandra Capodacqua, Giulia Andreani e Alessandra Ragionieri.
La mostra, dislocata nelle sale storiche del castello, fa eco al sistema di pensiero del maestro, genio polivalente per il quale la realizzazione non costituisce il fine ma il mezzo della riflessione. Come nei capitoli di un libro, ogni sala illustra i diversi temi studiati da Leonardo: l’autoritratto, il dipinto storico, l’anatomia, i macchinari, il paesaggio, il codice (annotazioni, appunti e disegni ), il ritratto femminile e il drappeggio. Le opere esposte sono, tra gli altri, dei seguenti artisti: Pierre ARDOUVIN, Adel ABDESSEMED, Delphine BALLEY, Katia BOURDAREL, Catherine BRET-BROWNSTONE, ChangKi CHUNG, Céline CLERON, Nicolas DARROT, Laurent GRASSO, Christian HIDAKA, Ange LECCIA, Wolfe von LENKIEWICZ, Fabien MERELLE, Jean-Luc MOERMAN, ORLAN, PANAMARENKO, Laurent PERBOS, Antoine ROEGIERS, Daniel SCHLIER, Andres SERRANO, Jean-Luc VERNA. Il 1 giugno è inoltre in programma la conferenza “Il visibile e l’invisibile nei lavori di Leonardo Da Vinci esposti agli Uffizi” con Giovanna Giusti, direttore onorario della Galleria degli Uffizi a Firenze.

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“Festa delle Rose”

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2019

Castello di Rivau 1 e 2 giugno 2019 (Valle Della Loira – Francia) “Festa delle Rose” 450 varietà di rose profumate e 1600 rosai: la visita allo Chateau du Rivau tra fine maggio e giugno è uno spettacolo per gli occhi e l’olfatto! Tutte le rose dei Giardini, infatti, sono state selezionate in base al loro profumo, come le rose inglesi di David Austin con i loro profumi di mirra, mele, miele, muschio… Al Rivau si trovano sia rose antiche, come ‘Madame Hardy’, ottenuta nel 1832, dai fiori bianchi doppi ma piatti che lasciano intravedere il cuore verde, sia rose moderne, come la ‘Jacqueline du Pré’, dai fiori madreperlacei quasi trasparenti. I visitatori possono passeggiare ammirando anche le rose ‘Golden Wings’, dai larghi petali color canarino schiariti da lunghi stami gialli, così lunghi che si direbbe siano ciglia, le rose a fiore doppio come la ‘Petite Lisette’ o la ‘William Lobb’ e la particolarissima rosa ‘Rhapsody in Blue’, viola con riflessi blu e dal profumo intenso.
Le rose sono le vere protagoniste al Castello che, per la ricchezza e varietà di specie ospitate, ha ricevuto il titolo di “Conservatorio della Rosa Profumata” e che a questo fiore dedica la “Festa delle Rose” che si terrà l’1 e 2 giugno. Un appuntamento imperdibile con passeggiate botaniche, artistiche, ludiche e dedicate ai sapori tenute da diversi esperti. In programma anche laboratori creativi per famiglie, un atelier di creazione di profumi e una mostra mercato con più di 50 espositori tra cui coltivatori di rose, collezionisti e vivaisti.Il tema della Festa di quest’anno sono i giardini europei e protagoniste saranno le rosee europee della collezione del Rivau: tedesche, inglesi, irlandesi e italiane come la Rosa ‘Carla Fineschi’ – a fiore semi-doppio con un colore rosso carminio – creata da André Eve e dedicata alla moglie del professor Gianfranco Fineschi ideatore del roseto privato più grande del mondo, il “Roseto Botanico Carla Fineschi” di Cavriglia (Ar) che ospita più di 6000 rosai. Per biglietti e informazioni: http://www.chateaudurivau.com
La fioritura delle rose è l’occasione perfetta per visitare il Rivau, castello medievale che in passato ha ospitato molti personaggi illustri (anche Giovanna d’Arco e Rabelais sono passati di qui…), circondato da 14 giardini classificati come “Jardin Remarquable” dal Ministero della Cultura francese – eccellenze botaniche ispirate dalle fiabe e dalla mitologia come l’Orto di Gargantua, la Foresta Incantata, il Giardino dei Filtri d’Amore o il Giardino della Principessa Raperonzolo – e arricchito da 20 opere d’arte monumentali dislocate nel parco.
Immerso in un’atmosfera da sogno, il Castello di Rivau è stato trasformato dall’amore e dall’impegno della famiglia Laigneau in un luogo magico, stravagante e fatato che soddisfa l’interesse degli appassionati di botanica, di cibo naturale, di storia e di arte.Alla Tavola delle Fate, il ristorante biologico curato da Caroline Laigneau, si possono degustare gli ortaggi e le varietà di verdure locali della Regione del Centro coltivati nell’Orto di Gargantua, come il Cavolo rapa giallo di St. Marc, il Fagiolo del Barangeon, la Lattughina del Berry, la Zucca di Touraine… Tutti questi ortaggi sono poi proposti ai visitatori, a seconda delle stagioni, nel ristorante La Tavola delle Fate, che propone piatti semplici, freschi e sani come insalate, quiches e zuppe ma realizzati solo con i prodotti del Castello o delle fattorie vicine. Non mancano i buoni vini di Chinon (Rivau, Donjon e Fée du Rivau) prodotti dalla cascina del castello. http://www.chateaudurivau.com
Biglietti: Adulti: 11 € – Bambini dai 5 ai 18 anni: 7,00 € (gratuito per i bambini di età inferiore ai 5 anni)
Studenti, disoccupati: 8,50 € Per i gruppi su prenotazione: visite guidate (1h-1h30) disponibili anche in italiano.

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Festival dell’economia di Trento

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2019

Trento. E’ in programma venerdì 31 maggio, alle ore 11, in via Santa Croce a Trento, (FBK) l’incontro organizzato dalla Fondazione Edmund Mach nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento, intitolato “Alieni senza confini”. Facendo tesoro delle competenze acquisite soprattutto negli ultimi anni in tema di specie aliene, la Fondazione Mach, primo centro One-Health in Italia, vuole proporre una sessione in cui si affronteranno le ricadute nella società della presenza di queste specie invasive.
Moderato dal presidente FEM, Andrea Segrè, l’incontro vedrà intervenire Piero Genovesi, responsabile del Servizio Coordinamento Fauna Selvatica di ISPRA e Chair dell’IUCN Invasive Species Specialist Group, Nikolaos Stilianakis, ricercatore presso il Joint Research Centre della Commissione Europea e professore alla Erlangen-Nurnberg Medical School (Germania) e Annapaola Rizzoli, dirigente Centro Ricerca e Innovazione FEM.
Queste specie non autoctone, grazie alle attuali dinamiche globali, si muovono liberamente oltre i confini nazionali, alterando le componenti ecologiche dei sistemi agro-ambientali, causando una serie di problematiche sia nei settori produttivi (agricoltura e turismo in particolare) sia in ottica paesaggistica.
Alcune di esse sono inoltre portatrici di una serie di malattie che possono avere conseguenze anche sulla salute umana. Nel corso dell’evento si vuole spaziare da una visione globale ad una più contestualizzata (come quella dei territori alpini e delle produzioni agricole) che possa presentare anche esempi concreti di successo, dove le stesse specie aliene vengono utilizzate per contrastare gli impatti delle dinamiche globali. Evento con traduzione simultanea.

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Ottavo rapporto di Deutsche Bank sui prezzi e gli standard di vita mondiali

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2019

È stato pubblicato l’ottavo rapporto di Deutsche Bank sui prezzi e gli standard di vita mondiali, indagine che analizza l’andamento dei prezzi e la qualità della vita in tra 56 grandi città nel mondo, rilevanti per il mercato finanziario mondiale.
Complessivamente, i principali Paesi dell’Eurozona segnano un generale aumento nel livello dei prezzi. Anche l’Italia, con Milano, non fa eccezione a questo trend, riportando un aumento del +1,24% rispetto al 2018. Milano è alla 35° posizione a livello globale per qualità della vita.Milano nel 2019 è in assoluto la destinazione più costosa (1° posto) per un weekend, dove una notte in albergo 5 stelle con vista per due persone costa in media 961$ e due giorni interi compreso shopping e cene al ristorante possono costare fino a 2,706$, più contenuti risultano essere i prezzi per attività dedicate ad esempio al tempo libero come il cinema (10,6$), l’abbonamento mensile in palestra (100,2$) e una cena completa per 2 in un ristorante italiano (86,9,4$, +8% rispetto all’anno scorso).Milano è la città meno costosa per bere un cappuccino, ultima in classifica, dove la bevanda può costare un massimo di 1,7$. Economici a Milano anche i trasporti pubblici (38°) per i quali in media al mese si spendono 37,9$ contro i 179,5 $ di Londra, discorso diverso per il servizio taxi dove a Milano si classifica al 9° posto a livello globale con una tariffa di 22,3$ per una media di 8 km.
Roma è alla 40° posizione a livello globale per qualità della vita.Dall’analisi emerge che la Capitale, pur essendo tra le destinazioni più costose a livello globale risulta essere meno cara di Milano.Roma è al 6° posto tra le destinazioni più costose per un weekend, dove una notte in albergo a 5 stelle con vista per due persone costa in media 609$, e due giorni interi compreso shopping e cene al ristorante possono costare fino 1,926$, più contenuti risultano essere i prezzi per attività dedicate ad esempio al tempo libero come il cinema (8,9$), l’abbonamento mensile in palestra (73,5$, il -26,5% in meno rispetto al costo milanese) e una cena completa per 2 in un ristorante italiano (67,5$, ben il – 22,5% in meno rispetto a Milano).Roma è la città meno costosa per bere un cappuccino, terz’ultima in classifica, dove la bevanda può costare un massimo di 1,9$. Economici a Roma anche i trasporti pubblici (37°) per i quali in media al mese si spendono 40,1$ contro i 179,5 $ di Londra, e per il servizio taxi (21°) con una tariffa più bassa del -20% rispetto a Milano per una media di 17,8,$ per 8 km di corsa.
Tale andamento non si discosta molto nei maggiori paesi dell’eurozona: Ai primi 3 posti ci sono rispettivamente Zurigo, Wellington e Copenaghen, seguiti da Edimburgo (4°), Vienna (5°), Helsinky (6°), Francoforte (13°), Madrid (27°), Milano (35°), Parigi (36°)
Nel 2019 si riscontra un generale decremento del valore reale dello stipendio netto mensile nella maggior parte delle città Europee, Roma e Milano (-13% e – 10%), Oslo e Parigi (-11%), Amsterdam, Vienna e Madrid (-9%), Francoforte (-7%)
A livello globale invece: il maggior decremento si riscontra a Beunos Aires (-45%), a Istanbul (-31%), a Johannseburg (-26%) e a Mumbai e New Delhi (-22%). Se nella maggioranza dei Paesi nel 2019 il valore dello stipendio netto è sceso, negli Stati Uniti si è riscontrato un aumento del valore con in testa San Francisco (+31% ), seguito da Boston (+15%), New York (+12%) e Chicago (+11%).Al primo posto nella classifica mondiale degli stipendi più alti, San Francisco con 6,526 $, seguito da Zurigo con 5,896$ e new York con 4,612$. Le principali città europee si trovano in mezzo alla classifica: Francoforte (17°), Parigi (22°), Berlino (26°), Vienna (29°), Milano e roma (31° e 32°), in coda alla classifica Jakarta con 362$, Lagos 236$ e Il Cairo 206$.La peggiore città in cui vivere è Lagos (Nigeria). Lagos si aggiudica le ultime posizioni anche a livello di costi per l’acquisto di auto, jeans, vestiti e sigarette, risultando la città dove i prezzi sono i più bassi tra le città esaminate.

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Norme sulla rigenerazione urbana

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2019

«Le norme sulla rigenerazione urbana contenute nel decreto sblocca cantieri sono parziali e non brillano per incisività, segno che il legislatore si è mosso con eccessiva timidezza a proposito di un tema che invece andrebbe trattato con grande determinazione. Almeno per due motivi: il patrimonio edilizio italiano, sia pubblico che privato, denuncia una fragilità complessiva e dei limiti qualitativi che andrebbero affrontati al più presto; inoltre, un’estesa campagna di rigenerazione dell’esistente, preferibilmente con un contestuale miglioramento dell’efficienza energetica e della capacità antisismica degli edifici, ha le potenzialità per sviluppare un indotto di oltre 300 miliardi di euro».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, urbanista e direttore scientifico del Centro Studi Sogeea.«Legiferare a livello nazionale in materia urbanistica non è mai facile, in particolar modo perché si tratta di un campo in cui gli enti locali hanno delle prerogative forti e che reclamano a gran voce. Il decreto sblocca cantieri, però, oltre a qualche enunciazione di principio, si limita a delle semplificazioni negli interventi antisismici e a porre alle Regioni delle prescrizioni sulle deroghe alle distanze minime tra gli edifici e alle altezze massime degli stessi nell’ambito di opere di demolizione e ricostruzione. Si è, insomma, assai lontani da quel piano nazionale in grado davvero di incidere a fondo sul tessuto dei nostri centri urbani.
Altra cosa sarebbe un progetto complessivo con obiettivi di medio e lungo termine di cui non può che farsi carico l’amministrazione centrale dello Stato. Solo così si avrebbe una normativa capace, da una parte, di fornire linee guida chiare e uniformi agli enti locali e, dall’altra, di attrarre ingenti investimenti privati, irrinunciabili per mettere in piedi un ampio ventaglio di interventi in una fase di enorme difficoltà per le casse pubbliche. Con evidenti ricadute positive anche a livello occupazionale».

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Sentimenti di solitudine e distacco sul posto di lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2019

Negli uffici moderni, i professionisti sono sempre iper connessi: email, chat aziendali e Skype facilitano la comunicazione rapida, ma portano anche a una notevole diminuzione delle interazioni faccia a faccia. Comunicare attraverso l’uso della tecnologia sul posto di lavoro è sicuramente un vantaggio, ma può portare a un senso di isolamento e solitudine che, a lungo andare, nuoce alla serenità e al benessere dei dipendenti. È compito dell’azienda assicurarsi che ciò non avvenga, mantenendo il giusto equilibrio tra interazioni tecnologiche e relazioni vis a vis.Il senso di solitudine e distacco può avere un impatto diretto sull’impegno e sul benessere del dipendente portandolo, in alcuni casi, anche a decidere di dimettersi. L’infelicità sul posto di lavoro, infatti, è una delle principali motivazioni che spingono un professionista a cercare nuove opportunità di carriera. Questo può rappresentare un problema per l’azienda poiché, soprattutto in contesti altamente specializzati, la retention dei talenti migliori è fondamentale.
Lo smart working, ad esempio, è un vantaggio non indifferente sia per i dipendenti sia per i datori di lavoro in termini di costi e flessibilità. Tuttavia il contatto con i colleghi deve rimanere sempre parte integrante della vita lavorativa di un professionista. L’azienda deve assicurarsi che le risorse che lavorano da remoto siano presenti in azienda almeno una volta alla settimana, per arginare l’eventuale senso di isolamento che nasce dall’interagire con i propri colleghi solo attraverso computer e telefono.Per contrastare sentimenti di solitudine e distacco sul posto di lavoro, è importante:
1. Costruire una cultura aziendale volta all’inclusione di tutti i dipendenti;
2. Incoraggiare il dialogo sia tra colleghi sia tra dipendenti e manager;
3. Organizzare meeting periodici, includendo anche i dipendenti che lavorano da remoto;
4. Promuovere attività di engagement rivolte a tutto il team per incrementare il senso di appartenenza dei dipendenti.

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Campidoglio: via libera alla nuova rete di bus notturni

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2019

Una nuova rete di linee notturne e un servizio più capillare per tutti gli utenti del trasporto pubblico di Roma: a partire da lunedì 3 giugno Atac aumenterà e trasformerà l’offerta di bus così da garantire il servizio sull’intero territorio capitolino. Il nuovo piano sarà diviso in due parti: nasceranno la Night to 2 (Nto2), con alcune linee diurne che prolungheranno il servizio fino alle 2 di notte, e la Night to 5 (Nto5) – attiva da lunedì 10 giugno – con linee in strada dalle 23.30 alle 5.La Nto2 sarà composta in primo luogo da 15 linee diurne che avranno l’orario di esercizio esteso fino alle 2. Questi collegamenti avranno la duplice funzione di supportare la rete notturna servendo zone attualmente non coperte nelle ore notturne e quella di garantire, il venerdì e il sabato, il collegamento con le stazioni metro la cui ultima corsa è in programma all’1.30.La Nto5 prevede tre 3 nuove linee (N543, N74 e N075) e la modifica e il potenziamento di 13 linee: tutte inizieranno il servizio alle 23.30 e proseguiranno fino alle 5 del mattino.“Roma si dota di una rete capillare di linee notturne, dal centro alle periferie. Nuove connessioni che ci permettono di garantire un servizio importante a tutti i cittadini e utenti del trasporto pubblico. Un servizio pensato per venire incontro alle esigenze di chi vive la nostra città anche di notte, per lavoro o semplicemente per svago”, afferma la Sindaca di Roma Virginia Raggi.La rimodulazione porterà per gli utenti numerosi benefici:
• servizio potenziato nella fascia oraria 23:30-2:00. Ossia quella che, dai monitoraggi, risulta essere la più frequentata soprattutto dal Centro verso la periferia della città;
• collegamenti notturni estesi, sfruttando le linee diurne che prolungano l’orario, anche a zone periferiche densamente popolate che ne erano prive;
• tre nuove linee che aumentano i collegamenti da e verso la periferia: la N543 che prende il posto delle corse prolungate della linea N12; la N075 che collega largo Preneste a Colle degli Abeti servendo la parte esterna di via Prenestina, Torre Angela e Ponte di Nona; la N74 che collega la stazione Laurentina a Tor Pagnotta;
• offerta di trasporto potenziata a supporto della metropolitana il venerdì e il sabato quando il servizio metro è prolungato fino all’1.30;
• potenziamento dei punti di interscambio della rete notturna;
• nuova denominazione dei collegamenti per una maggiore riconoscibilità e leggibilità della rete.

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Prenotare un acquisto e trovarsi con l’azienda fallita

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2019

La vicenda del fallimento della cosiddetta “Ikea italiana” (povera Ikea…) “Mercatone Uno” è tornata sulle cronache dopo il fallimento della Holding che la gestiva e che aveva preso in gestione questa azienda, in amministrazione straordinaria dal 2015, da solo nove mesi dopo che, ad agosto scorso, le era stata venduta dai tre commissari di questa amministrazione straordinaria, che ora la riprendono in mano. Le vicende finanziarie, occupazionali e creditizie sono cronaca, mentre rimangono una sorta di “nulla” le storie di chi (sembra siano circa 20 mila) aveva versato qualcosa come 3,8 milioni di acconti per ordinare una merce che non ha ritirato prima della chiusura. “Nulla” per il fatto che gli acquirenti, nella ipotetica divisione di quanto dovrebbe/potrebbe essere rimasto del patrimonio, non sono “creditori privilegiati” al pari di dipendenti e fornitori: una situazione in cui abitualmente queste persone rimangono senza nulla. Questa di “Mercatone Uno” è occasione per mettere i puntini sulle “i” di situazioni come questa, che accadono e finiscono sempre male per chi ha un acquisto o un servizio in sospeso, dal venditore di mobili ad uno studio dentistico o ad un mediatore di trading online. Prima di tutto c’è da mettere sul “chi va là” rispetto a facili promesse (che spuntano come funghi, soprattutto in Rete, e in particolare per le vittime del trading online, falliti o spariti che siano gli operatori) di chi, magari facendosi pagare un qualche acconto, invita a usare il proprio servizio per recuperare i soldi versati: il fatto stesso che chiedano soldi in anticipo per un recupero e non, magari, una percentuale su quanto recuperato e da trattenere solo ad operazione conclusa, la dice lunga sulla reale utilità ed onestà di queste proposte. Poi ci sono coloro che, magari anche in buona fede, chiedono che sia lo Stato a farsi carico dei crediti di queste persone. E’ di ieri una richiesta dell’associazione Codacons: “…chiediamo … al Governo di attivarsi per tutelare i cittadini coinvolti nella chiusura dei punti vendita di Mercatone Uno, garantendo loro il rimborso di quanto pagato nei casi di mancata consegna della merce, istituendo un apposito fondo di garanzia”. Cioè l’intera comunità, lo Stato, si dovrebbe far carico di garantire ad un privato che acquista da altrettanto privato, che il suo acquisto sia garantito. Senza neanche tanto estremizzare, sarebbe come chiedere allo Stato di garantire che la verdura e la frutta acquistata dall’ortolano siano buone, ché in caso contrario tutti gli altri cittadini devono pagare per rimborsarmi di questa cattiva qualità. E’ una estremizzazione, ma il concetto è lo stesso: il Leviatano a garanzia di tutto. Neanche le rappresentazioni letterarie e cinematografiche di George Orwell sono arrivate a tanto…. Ma forse abbiamo sottovalutato la fantasia di chi crede che lo Stato ci debba garantire e assistere dalla culla alla bara: una sottovalutazione che in un’economia di libertà monca come la nostra, non ci vergogniamo a valutare come una nostra pecca o illusione del contrario. Oltre queste due situazioni c’é la realtà. Che è quella che ci preme evidenziare, per amara che possa essere in casi del genere. Quella di consumatori che decidono di acquistare un prodotto o un altro, in un luogo o in un altro, rispetto a quello che viene offerto dal mercato. Pieno di insidie, per carità, ma proprio per questo “mercato” e non monopolio (ed associazioni come Aduc cercano di dare una mano a non essere vittime di queste insidie). “Mercato” perché, grazie alla concorrenza, consente una ampia scelta di prezzi e qualità. In cui districarsi è meglio che non acquistare, per esempio, il frigorifero unico prodotto dallo Stato… per cui vale la pena di correre il rischio di essere anche gabbati, truffati o magari di scegliere in modo superficiale facendosi ingannare da apparenze o semplici e facili occasioni… e non essere costretti al frigorifero unico che, proprio perché tale, presuppone che le esigenze di uso e consumo siano uniche e stabilite dallo Stato. E’ questa la leva delle economie e delle culture dei cosiddetti Paesi occidentali… di cui, al momento, sembra che facciamo ancora parte. Realtà che può portare un consumatore anche a finire a “gambe all’aria” come sembra sia accaduto nel caso di “Mercatone Uno”. Il consumatore ha scelto di acquistare da questo negozio per tanti e diversi motivi, ed ha fatto un patto (contratto) che se non rispettato da uno dei due contraenti, ci sono le leggi a cui appellarsi per costringere la parte inadempiente a non essere più tale (codice civile, codice penale, norme antitrust, codice del consumo, etc). Ma se il consumatore non ha più soldi per far fronte al proprio impegno verso il commerciante, quest’ultimo può cercare di rifarsi sul patrimonio del consumatore, nei modi e nei limiti dell’esistenza di questo patrimonio. E viceversa: se il commerciante non è più in grado di mantenere il proprio impegno contrattuale, il consumatore può cercare di rifarsi sul patrimonio (restante come nel caso di fallimento) del commerciante. Stiamo parlando di regole base della nostra economia, dove entrambi i contraenti sono uguali di fronte alla legge.
Così, almeno, abbiamo capito che funziona il mercato, pur nella sua non piena libertà come quello del nostro Paese. Ad ognuno le proprie responsabilità. Forse i soggetti più deboli (spesso i consumatori) non sono consapevoli di queste responsabilità, ed allora è proprio il caso che si facciano istanze e richieste perché fin dalle prime scuole si sia messi in grado di avere questa consapevolezza (coscienza e conoscenza civica), ma chiedere che la consapevolezza del consumatore sia sostituita da quello dello Stato (cioè dai soldi di tutti gli altri), ci sembra proprio una cosiddetta bestemmia.
(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Il programma radiofonico di Europhonica vince il Premio Carlo Magno della gioventù 2019

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2019

Il Premio Carlo Magno della gioventù va al progetto italiano Europhonica IT, un programma radio dove i giovani condividono le loro storie e i loro punti di vista sull’Europa.A consegnare il premio nel corso della cerimonia che è tenuta ad Aquisgrana, in Germania, il vice-Presidente del Parlamento europeo Rainer Wieland, che ha dichiarato: “Europhonica è il perfetto esempio di come avvicinare le istituzioni dell’Unione europea ai cittadini, sia chiarendo loro come funzionano, sia migliorando le condizioni per la loro partecipazione civica”.Lanciato per la prima volta nel 2008, il Premio europeo Carlo Magno della gioventù viene assegnato ogni anno dal Parlamento europeo insieme alla Fondazione del premio internazionale Carlo Magno di Aquisgrana a giovani fra i 16 e i 30 anni che abbiano realizzato un’idea per promuovere lo scambio fra persone di diversi paesi europei.I rappresentanti dei 28 progetti vincenti nazionali hanno ricevuto un certificato e una medaglia. Il 30 maggio, inoltre, parteciperanno alla consegna del Premio Internazionale Carlo Magno ad António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite. Sarà premiato per il suo ruolo di “eccellente sostenitore del modello europeo di società”.I tre vincitori del Premio Carlo Magno della gioventù 2019
1° premio: Italia – Europhonica IT (RadUni – Associazione Operatori Radiofonici Universitari)Europhonica è una rete radiofonica che dà voce ai media indipendenti di studenti e università. La redazione è composta da giovani provenienti da Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Germania e trasmette mensilmente dal Parlamento Europeo a Strasburgo.L’obiettivo dei programmi di Europhonica IT è quello di avvicinare le istituzioni ai cittadini, contribuendo alla comprensione del funzionamento dell’Unione europea e a migliorare le condizioni per la partecipazione attiva di tutti.
2° premio: Finlandia – Your European Citizenship – La tua cittadinanza europea (Parlamento europeo dei giovani)Il progetto Your European Citizenship fornisce ai giovani finlandesi un modo relazionabile per conoscere il processo decisionale dell’UE e la cultura europea. Oltre alle lezioni sull’UE nelle scuole, quattro eventi internazionali hanno riunito circa 500 giovani per discutere, parlare e formarsi opinioni su temi di attualità europea. I partecipanti hanno anche simulato il processo decisionale del Parlamento europeo.
3° premio: Austria – Musulmani contro l’antisemitismo, Muslimische Jugend Österreich
Il progetto pilota “Musulmani contro l’antisemitismo” mira a sensibilizzare i giovani musulmani di entrambi i sessi sul tema dell’antisemitismo da una prospettiva critica interna musulmana. Ci sono stati workshop con esperti e sono stati creati luoghi di incontro per musulmani ed ebrei per promuovere un’identità austriaca ed europea condivisa.

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Dopo le elezioni europee può tornare una crisi finanziaria in Italia?

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2019

Quando sui media imperversavano le ipotesi di una rottura dell’area Euro ed addirittura giravano notizie in base alle quali in Germania avevano già le rotatorie in funzione per la stampa fisica delle banconote in marchi, noi di Aduc scrivevamo che la crisi era perfettamente risolvibile e che sarebbe stata solo ed esclusivamente una scelta politica. Scrivevamo che non era una questione tecnica legata alla presunta insostenibilità dei debiti, ma solo una questione di scelta politica.
Il rischio poteva venire solo da un’assoluta incapacità politica di gestire la questione, ma ci sembrava altamente improbabile una rottura dell’area Euro perché la scelta era troppo costosa per tutti i politici che erano in gioco. Ritenevamo che una soluzione, alla fine, l’avrebbero trovata.In sintesi, mentre la grande maggioranza dei commentatori proponeva scenari catastrofici, noi sconsigliavamo fortemente di vendere i titoli di Stato Italiani (e per chi aveva il giusto profilo di rischio sottolineavamo come quei prezzi fossero un’occasione). Queste cose sono scritte e quindi chi vuole può tornare a leggerle sul web di Aduc.Oggi la situazione è molto diversa, ma non dal punto di vista delle variabili macro economiche bensì dal punto di vista politico. Esattamente lo stesso ragionamento che durante la crisi dell’Euro ci ha portato a ritenere altamente improbabile una rottura dell’area Euro, oggi ci porta a dire che le probabilità, pur restando molto contenute, non sono più irrilevanti.Ripetiamo, ancora oggi, che non è una questione di numeri, si tratta solo ed esclusivamente di dinamiche politiche. Mentre durante la crisi dell’Euro l’ipotesi di una rottura era politicamente insostenibile, oggi – specialmente in Italia – l’idea che lo stare dentro l’area Euro sia più svantaggioso che vantaggioso si sta facendo sempre più larga e potrebbe essere politicamente premiante cavalcarla, così come nel Regno Unito è stato premiante per una parte politica cavalcare la Brexit.
Non è questa la sede per valutare il merito della vicenda (ovvero la s/convenienza di un’uscita dell’Italia dall’Euro), ciò che desideriamo sottolineare è il cambiamento del contesto politico rispetto al 2010/12.
Nel nuovo scenario politico-istituzionale che si sta delineando, l’Italia potrebbe trovarsi in una situazione particolarmente delicata. Il 31 ottobre prossimo Mario Draghi completerà il suo mandato alla Banca Centrale. Fra i vari candidati che si fanno nei media (Jens Weidmann, Governatore della Bundesbank tedesca, il più probabile; Christine Lagarde, Presidente del Fondo Monetario Internazionale; Ewald Nowotny; Klaas Knot; Ardo Hansson; rispettivamente Austriaco, Olandese ed Estone) tutti hanno profili che – per usare un eufemismo – non sembrano favorevoli agli interessi italiani. I giochi per la successione lasciano spazio ancora a molte sorprese. Una vittoria francese potrebbe vedere una BCE meno ostile ad un prosecuzione delle logiche impostate da Mario Draghi.
E’ praticamente certo che il prossimo mandato del Governatore della BCE dovrà affrontare un periodo recessivo per l’economia mondiale (non sappiamo quando, ma sappiamo che questo ciclo economico mondiale è durato moltissimo e non potrà che terminare, come tutti gli altri cicli) e se la BCE facesse l’errore di inaugurare una politica monetaria all’insegna del “torniamo alla normalità” invece del “facciamo un passo avanti”, con una recessione alle porte o addirittura conclamate, esporrebbe l’Italia alla speculazione internazionale.
La vittoria di Matteo Salvini alle elezioni Europee non potrà che portare instabilità politica dal momento che l’attuale governo è nato in un contesto nel quale il peso politico dei due partiti che lo componevano era esattamente invertito.
I “sovranisti” che hanno vinto in Italia non hanno affatto sfondato a livello Europeo. Subito dopo le elezioni Salvini ha promesso un “piano da 30 miliardi” e la volontà di modificare le “regole vecchie” sui conti pubblici. Ma ha ricevuto come risposta sostanzialmente la minaccia delle sanzioni (che già sono state evitate all’ultimo momento).Si prospetta quindi un quadro composto da un possibile:
1) peggioramento dello scenario economico mondiale con ripercussioni su quello italiano (che da molti anni cresce meno quando gli altri crescono e perde di più quando gli altri perdono),
2) peggioramento della politica monetaria europea,
3) peggioramento delle tensioni politiche interne al governo,
4) peggioramento delle tensioni politiche fra governo e Commissione europea.
In questo contesto, bisogna capire se Salvini sceglierà di usare l’Europa come il “nemico esterno” sul quale far confluire lo scontento della sua base elettorale e puntare al suo successo politico attraverso un’operazione simile a quella compiuta nel Regno Unito, oppure se opterà per una linea più “moderata”. Al di là delle singole opinioni politiche e delle valutazioni dei singoli partiti, non sembra che si possa dire che lo scenario post Elezioni Europee sia migliorato per l’Italia nel suo complesso, almeno dal punto di vista delle possibili conseguenze sui mercati finanziari. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc per la Tutela del Risparmio)

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Nuovo libro di Carmelo Musumeci: “Zanna Blu – Le Nuove Avventure”

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2019

È uscito un nuovo libro di Carmelo Musumeci: “Zanna Blu – Le Nuove Avventure”, con vecchie (dove c’è la Prefazione della grande Margherita Hack) e le nuove avventure, inedite, di Zanna Blu, in un testo unico ampliato. Assolutamente da non perdere!
È un libro di favole per bambini e adulti. È la storia delle incredibili avventure di Zanna Blu, un cucciolo di lupo abbandonato da mamma lupa perché non ce la faceva ad allattare tutti e quattro i suoi piccoli: fu costretta a scegliere se farli morire tutti di fame o sacrificarne uno. Ma Zanna Blu, spaventato, solo e affamato, è salvato da un lupo mannaro, uomo o animale, non si sa bene.
Alla sua morte, di nuovo solo, Zanna Blu incontra l’amore della sua vita, Lupa Bella. Catturato dagli uomini, legato a una slitta, frustato a sangue, Zanna Blu fugge, viene ripreso, ferito, ma sempre risorge quasi immortale.
Leggendo questo libro ci si sente in colpa per avere avuto un’infanzia felice, una famiglia che ci ha protetto e aiutato a crescere. E ci si domanda come saremmo stati se fossimo stati lasciati abbandonati a noi stessi, orfani o con genitori in carcere, o assenti. È di nuovo il bimbo Musumeci che si riaffaccia, che mette in mostra tutto il suo vissuto. Quell’infanzia rovinata dal bisogno di pane, con la nonna che gli insegnava a rubare al mercato e poi lo menava perché scoperto. È il male che emerge sordo al ricordo degli anni passati in collegio, dove Carmelo-Zanna Blu venne mandato dopo la separazione dei suoi genitori.
Carmelo è Zanna Blu e questa opera di Musumeci è il riscatto: non più il racconto reale di una vita nuda e cruda che trova nel presente il risultato di un passato rovinoso, poco attento, gramo di sentimenti e di amore di cui un fanciullo ha bisogno e chiede. Questi sono racconti che insegnano il coraggio, l’amore per la libertà, l’amore disperato per la compagna; scritti in maniera semplice, senza retorica. Grazie a questa sua capacità di esprimere i suoi sentimenti, Carmelo si ricostruisce una vita spirituale libera, che vale la pena di essere vissuta e che trasmette al lettore, bambino o adulto che sia, una profonda umanità. Sono favole, ma favole che fanno riflettere. (Dalla prefazione di Margherita Hack) https://www.amazon.it/dp/1095975625?ref_=pe_3052080_397514860

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“Quasi tutto” esordio letterario di Massimo Sergi

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2019

E’ uscito nelle librerie e negli store online Quasi tutto il libro d’esordio di Massimo Sergi, pubblicato dalla casa editrice Terre Sommerse nella nuova collana “Le Pillole”.Il fantastico – “visionario” e “quotidiano”, come direbbe Calvino – e il verosimile si alternano nei dodici racconti che compongono questa piccola silloge, spesso fondendosi in maniera sotterranea, evanescente o inavvertita, fino a dipanarsi nei colpi di scena finali.Una sottile crepa si insinua nella realtà, lascia emergere visioni talvolta oscure, talvolta illuminanti, frutto di un inconscio che suggerisce voci, memorie che rasentano il filo della follia e della nostalgia.Il soprannaturale domina in “Fantasma”, “Le voci lontane” e “Notturni”, esplode nell’horror – creato, appunto, nella dimensione interiore – di “Sonno” e de “Il rumore nei muri”, oppure inverte la freccia del tempo in “Prima di dormire”; la fantascienza diventa lo sfondo di quotidianità rabberciate e difficoltose in cui è costretto a vivere un quasi negletto avamposto spaziale in “Un mese di ritardo”.Il quotidiano, invece, si addentra in minuscoli mondi con “Sera d’agosto”, mentre la realtà brutale è alla base di “In tram” e de “L’altro angelo”. Infine, “Spartiti” e “Quasi tutto” narrano due storie d’amore, o meglio, la scoperta e la successiva consapevolezza del sentimento.
Massimo Sergi, nato a Taranto, nel novembre del 1962, vive e lavora a Roma. Organista Hammond, pianista e compositore, segue in particolare il jazz e la musica classica. Si dedica, inoltre, alla scrittura, alla fotografia analogica e allo studio delle arti marziali tradizionali.

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Italy’s fiscal policies after European elections will be critical for the sovereign rating outlook

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2019

The strong showing by Lega, the party led by Matteo Salvini, in the European elections raises fresh questions about Italy’s commitment to disciplined fiscal policy as the coalition government heads into talks over the 2020 budget.
Click here to download Scope’s updated presentation on the “Italy sovereign rating outlook”The outcome of upcoming budget negotiations with the EU will be highly relevant for Italy’s sovereign rating outlook.European elections in Italy on 26 May saw Lega come in first place – with a 34% vote share – representing a significant victory over coalition partner Five Star Movement (M5S), the latter which received 17%. Forthcoming negotiations with the EU over the 2020 budget could be as contentious as last year’s disagreements over the 2019 budget.In December 2018, Scope downgraded the sovereign rating of Italy to BBB+, from A-, and assigned a Stable Outlook. At a BBB+ rating level, Scope’s evaluation on Italy is 1-2 notches higher than that from its US rating agency peers, and three notches above non-investment-grade. Scope’s next scheduled review date on Italy comes on 2 August.The outlook for Italy’s public finances is highly sensitive to any fiscal deterioration that could result from the forthcoming 2020 budget as well as future budgets through 2023 when the current government’s term in office is scheduled to expire – unless a decision is made to hold elections before then.“We anticipate a 2019 fiscal deficit of 2.6% of GDP, which would mark a deterioration from 2.1% in 2018,” says Dennis Shen, lead analyst at Scope on Italy. “This assumes 2019 growth of just 0.2% – even if this growth assumption represents a slight upward revision from an earlier forecast of 0% growth for this year.”The deficit and growth forecasts embed impacts from the “growth decree” and “sblocca cantieri” decree announced last month, alongside activation of 0.1% of GDP of spending cuts reserved in case of fiscal underperformance.
“A 2.6% of GDP deficit in 2019 would represent a significant underperformance of the 2.0% of GDP deficit the government agreed with the European Commission last December,” says Shen.Scope forecasts a slightly upward trajectory for debt-to-GDP, with public debt reaching 133.8% of GDP by 2021, from 132.2% in 2019, assuming elevated fiscal deficits over 2019-21, real growth of 0.2%, 0.6% and 0.75% in 2019, 2020 and 2021 respectively, and financing conditions held constant at current BTP yields (2.7% at the 10-year maturity, 1.9% on the 5-year).“The risk is that Italy’s debt ratio will have remained roughly stagnant during years of global economic growth like at present, only to worsen significantly come the next financial crisis,” says Giacomo Barisone, managing director of sovereign ratings at Scope.“We think the latest government forecasts for a declining debt ratio from 2020 onwards (to 130.2% by 2021) are too optimistic,” says Barisone.
“The deterioration in Italy’s fiscal dynamics exposes Italy to the risk of an Excessive Deficit Procedure being recommended by the European Commission – now with European elections out of the way,” notes Shen.“Italy’s room for manoeuvre in coming 2020 budget talks with the EU will be less than that which Italy had last year during negotiations around the 2019 budget – simply as the starting point for Italy’s deficit is now closer to the 3% of GDP limit,” says Shen. The risk of an Excessive Deficit Procedure relates to violations of the EU’s debt criterion given the significant upward revision in deficit figures, the continued non-observance of the debt brake rule, and Italy’s limited progress towards its medium-term objective of a balanced budget in structural terms (requiring an annual structural deficit improvement of about 0.6% of GDP).In the December agreement with the European Commission, it was assumed that Italy would hold its structural deficit unchanged in 2019 after exclusion of certain spending under flexibility clauses. The structural deficit will instead increase in 2019, having risen each year since 2015.The European Commission envisions Italy’s budget deficit reaching 3.5% of GDP in 2020; the IMF sees it reaching 3.4% next year. However, Scope observes that such projections for a deviation of this scale could be prevented should the government temper expansionary policy objectives later this year, including under EU and market pressure.

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Telaria to Present at the Credit Suisse Communications Conference

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2019

Telaria, Inc. (NYSE:TLRA), the complete software platform for publishers to manage and monetize premium video advertising, today announced that CEO, Mark Zagorski will present at the Credit Suisse Communications Conference in New York, NY on Tuesday, June 4, 2019 at 3:45 PM ET.A live audio webcast of the respective presentations will be available on the Company’s Investor Relations website at http://www.telaria.com. Replays will be available following the live presentations.
Telaria, Inc. (NYSE:TLRA), is a complete software platform to manage premium video advertising. We engineer the most robust suite of analytics, automated decisioning, and integrated programmatic and direct monetization tools in the industry. Global publishers require total command of their business; Telaria’s independent solution empowers unbiased decisions for the best revenue outcomes. Telaria operates out of 13 offices worldwide across North America, EMEA, LATAM and APAC.

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The ExOne Company to Participate at Stifel 2019 Cross Sector Insight Conference

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2019

The ExOne Company (Nasdaq: XONE) (“ExOne” or “the Company”), a global provider of three-dimensional (“3D”) printing machines and 3D printed and other products, materials and services to industrial customers, announced that John F. Hartner, Chief Executive Officer, will present and be available for investor meetings at the Stifel 2019 Cross Sector Insight Conference in Boston on Tuesday, June 11, 2019.
ExOne’s presentation will begin at 1:50 p.m. ET. A link to the live webcast, along with presentation materials, will be available at http://www.investor.exone.com. An archive of the presentation can be accessed using the same link following the conference, along with a transcript once available.
Additionally, during the conference, Mr. Hartner will be a panelist on the 3D Printing Panel discussion, which will be held at 3:35 p.m. ET on Monday, June 10, 2019.
ExOne is a global provider of 3D printing machines and 3D printed and other products, materials and services to industrial customers. ExOne’s business primarily consists of manufacturing and selling 3D printing machines and printing products to specification for its customers using its installed base of 3D printing machines. ExOne’s machines serve direct and indirect applications. Direct printing produces a component; indirect printing makes a tool to produce a component. ExOne offers pre-production collaboration and print products for customers through its network of ExOne Adoption Centers (“EACs”). ExOne also supplies the associated materials, including consumables and replacement parts, and other services, including training and technical support that is necessary for purchasers of its 3D printing machines to print products. The Company believes that its ability to print in a variety of industrial materials, as well as its industry-leading volumetric output (as measured by build box size and printing speed) uniquely position ExOne to serve the needs of industrial customers.

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