Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 1 giugno 2019

Strage in ufficio negli Stati Uniti: funzionario ammazza 13 persone e viene ucciso

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Un ingegnere, pubblico funzionario del dipartimento dei lavori pubblici a Virginia Beach, negli Stati Uniti, ha commesso una strage aprendo il fuoco contro i colleghi di lavoro all’interno di un ufficio municipale. L’uomo ha ucciso in tutto 13 persone prima di essere colpito a morte dalla polizia. Altre cinque persone sono rimaste ferite, alcune in grave modo. Erano da poco passate le 16 (le 22 in Italia), quando il 40enne, ha fatto irruzione armato all’interno dell’edificio, che ospita anche il commissariato della polizia, per poi colpire in modo casuale su diversi piani. Nella sparatoria è stato colpito anche un poliziotto ma a salvarlo è stato il giubbotto antiproiettile, ha precisato il capo della polizia. Sul luogo della sparatoria sono stati trovati una pistola semi automatica e un fucile. Le armi sarebbero state acquistate legalmente, secondo le prime informazioni. Negli Stati Uniti ci sono più armi che persone. Secondo le ultime statistiche sono 357 milioni le armi in possesso di civili contro i 317 milioni di popolazione totale. Si tratta di una stima basata su una combinazione di dati del Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives e del Congresso. La cifra di 357 milioni, però, non tiene inoltre conto delle armi entrate illegalmente oppure di quelle distrutte o andate perse. Sta di fatto poi, che l’industria delle armi ha comunque raddoppiato la sua produzione, passando da 5 milioni e 600mila a quasi 11 milioni. Purtroppo, osserva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, l’allarme e il dibattito sulle regole per l’accesso alle armi da fuoco negli Stati Uniti si riaccende ogni volta che una nuova strage di massa fa notizia. Questa è la terza in un mese: si tratta della terza sparatoria mortale avvenuta negli Stati Uniti nell’ultimo mese dopo quella alla University of North Carolina (2 vittime) del 30 aprile scorso e quella del liceo Stem School Highlands Ranch in Colorado (1 vittima) del 7 maggio.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Castelli: “Abbasseremo le tasse”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Trento. La vice ministra all’Economia, Laura Castelli, è protagonista al Festival dell’Economia. Prenderà parte all’incontro che si svolgerà al Teatro Sociale alle 14.30 dal titolo “La Guerra del debito”, l’appuntamento è coordinato dalla giornalista Lucia Annunziata con Renato Brunetta, Carlo Cottarelli, Massimo Garavaglia e Pier Paolo Padoan.
Nell’incontro si discuterà del debito pubblico e della fragilità che ne deriva per il nostro Paese. Il 12 giugno del 2018 Laura Castelli è stata nominata sottosegretario all’economia, successivamente vice ministra, nel governo Conte ed ha inoltre partecipato anche alla stesura del cosiddetto contratto di governo tra 5 Stelle, forza politica a cui appartiene, e Lega. Per la Vice ministra Castelli, il Governo sta andando avanti e sta mettendo in campo diversi interventi per i cittadini, per la piccola e media impresa, per le amministrazioni locali. Un impegno costante, soprattutto in settori strategici della nostra economia, partendo dal mettere a sistema il lavoro della partecipate di Stato.
“In questi mesi – soggiunge la Castelli – sono stati messi in campo investimenti concreti e lavorato allo sviluppo di servizi che fanno ricadere i propri benefici direttamente sui territori. Se vogliamo parlare del Gruppo Ferrovie dello Stato, la più grande stazione appaltante d’Italia, da quando ha in pancia anche Anas, il piano industriale è decisamente ambizioso, ma al contempo credibile, con un valore quinquennale da 58 miliardi di Euro, che porterà a 15 mila nuove assunzioni, 6 miliardi di investiti sui treni regionali, lo sblocco di 1.600 cantieri nei prossimi due anni tra Anas e Rfi. Un piano che punta a promuove lo sviluppo sociale dei cittadini e il loro benessere, cercando di intercettare 70 milioni di nuovi passeggeri e 20 milioni di turisti. Dal lato economico contribuirà, secondo le stime di FS, ad un aumento annuo del PIL tra lo 0,7% e lo 0,9%. E le infrastrutture? E’ un settore su cui investiremo parecchio, lo ha ribadito anche il Presidente del Consiglio di recente. Stiamo lavorando alla riforma del codice degli appalti e, parallelamente, alla conversione dei Decreti Sblocca Cantieri, che anticipa parte delle norme, e Crescita.
Per la vice ministra: “La pressione fiscale va abbassata. Nel contempo le clausole di salvaguardia sull’Iva saranno disinnescate anche quest’anno, è un impegno preciso del Governo, che abbiamo manterremo”. Per quanto riguarda il debito pubblico esso “resta uno dei principali problemi per il nostro Paese”. “Nonostante le politiche di austerità il debito è aumentato sensibilmente dal 2011 in poi, con la conseguenza che il Paese è stato ridotto in ginocchio. L’Italia ha bisogno di ristabilire l’equità sociale, di ridare dignità ai lavoratori ed a chi un lavoro ancora non lo ha. Il Decreto Dignità, fortemente voluto dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Di Maio e che non dimentichiamolo è uno strumento che praticamente esiste in tutta Europa, Quota 100, con cui superiamo la Legge Fornero, e soprattutto il Reddito di Cittadinanza, vanno in questa direzione, ma rappresentano un primo tassello. Abbiamo davanti altri 4 anni per rimettere a posto le cose. Con il collega Garavaglia stiamo lavorando alla razionalizzazione della spesa, e  abbiamo già individuato numerosi ambiti di intervento”.
“Ma il Paese per crescere e rendersi competitivo, a livello internazionale, ha bisogno di incisivi interventi sulla digitalizzazione, cosa che l’Unione Europea non è riuscita a portare avanti con politiche comuni provocando perdita di risorse e competitività soprattutto in Italia. E poi si pensi al blockchain. Ci troviamo di fronte ad una rivoluzione tecnologica che potrebbe cambiare, radicalmente, il nostro futuro, per questo dobbiamo essere assolutamente pronti”.
Per la Castelli: “Occorre investire nella digitalizzazione per aumentare la competitività, ridurre i costi ed aumentare i servizi ai cittadini. Su questo credo che concordiamo tutti. Recentemente, al Forum della PA, ho voluto raccontare quello che può sembrare un sogno, ma che invece si concretizzerà nei prossimi dodici mesi, implementando le funzioni collegate alla Carta d’Identità elettronica potremo attestare la nostra presenza a lavoro, identificarci sul portale della banca, fruire dei servizi digitali di tutta la pubblica amministrazione e non solo. Forse non è una rivoluzione, ma sicuramente è la direzione giusta”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Presentato alla Fiera del Libro di Imperia il libro di Stefania Orengo “Le 7 Porte”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

E’ stato presentato alla Fiera del Libro di Imperia il libro della giornalista Stefania Orengo “Le 7 Porte”, di Onirica Edizione, alla seconda ristampa. Il libro parla della storia di Fawn e Venison, due gemelle identiche nell’aspetto, ma agli antipodi nel carattere. Quando la sorella più ambiziosa, Venison, lascia Boston per trascorrere un anno a Santiago di Compostela, dove svolgerà la tesi in storia delle religioni, Fawn, prossima a diventare avvocato, ha il presentimento che qualcosa stia per cambiare inesorabilmente. Ed è quando, all’improvviso, passati alcuni mesi dal suo arrivo in Spagna, Venison sparisce nel nulla che la sorella, metodica, razionale e avversa ai cambiamenti, decide di affrontare un lungo oscuro viaggio alla sua ricerca. Questo viaggio la porterà molto oltre le sue aspettative, riuscendo, suo malgrado, a scoprire verità nascoste sulle origini della loro famiglia, viaggiando attraverso Spagna e Francia sullo sfondo di due grandi e misteriosi santuari, Santiago e Rocamadour. (Christian Flammia)

Posted in Cronaca/News, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

I battibecchi fra Pelosi e Trump: preludio all’impeachment?

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

By Domenico Maceri. “Il fatto è che questo presidente sta ostruendo la giustizia ed è impegnato in un insabbiamento”. Queste le parole durissime di Nancy Pelosi, speaker della Camera, mentre commentava la questione del possibile impeachment di Donald Trump. Qualche giorno dopo, Trump, adirato da queste aspre parole, ha reagito ponendo fine dopo solo tre minuti a un incontro sulle infrastrutture con la Pelosi e Chuck Schumer, leader della minoranza democratica al Senato. In una conferenza stampa nel Rose Garden, Trump ha poi dichiarato che lui “non fa insabbiamenti”.Gli scontri verbali fra i due sono continuati nei prossimi giorni e la Pelosi ha aumentato i toni suggerendo che la famiglia o l’amministrazione del presidente dovrebbe fare un intervento con Trump per metterlo sulla strada giusta. Il 45esimo presidente ha controbattuto immediatamente dichiarando che la Pelosi era “pazza” e che lui era “un genio molto stabile”, espressione usata spesso da Trump per cercare di giustificare alcuni suoi comportamenti poco ortodossi. Trump e i suoi alleati hanno continuato i loro attacchi su Pelosi, cadendo nel ridicolo, distribuendo un video manipolato dove si vede la Pelosi balbettare durante una conferenza stampa per suggerire che fosse ubriaca o poco lucida. Trump ha condiviso il video nonostante il fatto che anche la Fox News lo ha classificato come falsato. Rudy Giuliani, l’avvocato “televisivo” di Trump, ha anche lui condiviso il video, aggiungendo legna al fuoco per deridere la leader democratica. Il video è apparso su Facebook ed altri social media ed è stato visionato da parecchi milioni di utenti. YouTube lo ha rimosso appena stabilito che si trattava di un falso ma i dirigenti di Facebook si sono rifiutati di seguire la stessa strada asserendo che vogliono lasciare al pubblico di decidere per se stessi.Per dimostrare che lui aveva ragione, Trump ha anche fatto una “scenetta” con parecchi suoi collaboratori, telecamere presenti, dove si vede il presidente che chiede loro quale era stato il suo tenore nell’incontro con Pelosi e Schumer. Tutti quelli chiamati in causa hanno detto che il loro capo si era comportato con calma. Ovviamente non potevano dire altrimenti poiché di tratta di individui che lo conoscono bene e si rendono conto dell’importanza di assecondarlo.Trump però ha dichiarato ai giornalisti che non coopererà con i democratici su infrastrutture o altri programmi se loro continuano a investigare sul suo operato. Si tratta di una continua caccia alle streghe, secondo lui, come era stata l’indagine del Russiagate. Ciononostante alcuni dei suoi collaboratori si trovano già in carcere ma Trump non è stato incriminato. Il Congresso, però, continua a indagare tramite le sue commissioni e il 45esimo presidente ha deciso che sfiderà tutte le subpoena che i parlamentari democratici continuano a inviare. Fino ad adesso il sistema giudiziario si è schierato coi democratici ma Trump spera che queste richieste di informazioni verranno esaminate alla fine dalla Corte Suprema, dove crede di uscirne vincitore.Nel frattempo, Trump ha deciso che non svolgerà i suoi compiti legislativi e non coopererà coi democratici. In un certo senso si sbaglia, specialmente nel caso delle infrastrutture. Si tratta di un tema condiviso da tutti poiché bisogna investire per il futuro. Trump potrebbe uscirne vincitore poiché un accordo coi democratici dimostrerebbe a tutti che può governare in modo bipartisan, dando prova di essere il grande negoziatore che si è sempre vantato di essere.Ma al di là dei capricci di Trump, un accordo sulle infrastrutture sarebbe molto utile al Paese anche se politicamente poco vantaggioso per i democratici. Una cooperazione con Trump gli conferirebbe qualità di un leader tradizionale, legittimandolo, anche se non completamente, come “presidenziale”. Conferirebbe a Trump una vera vittoria legislativa poiché nei due anni e mezzo di presidenza può solo additare alla riduzione delle tasse come suo unico risultato, che come si ricorda, ha però beneficiato in grande misura i benestanti. Ovviamente ci sarebbe il nodo del supporto dei repubblicani, i quali non sono propensi a spendere soldi, e quindi Trump li avrebbe dovuto convincere con le buone o con le cattive.Con cooperazione o no, i democratici continueranno le loro indagini e giorno dopo giorno sembra che Pelosi si stia dirigendo verso la presa di posizione dell’ala sinistra del suo partito che ha già deciso sulla necessità di sottomettere Trump all’impeachment. La speaker però continua ad avere dubbi sulla saggezza di una tale manovra. Lei crede che anche se la Camera, dominata dal suo partito, avrebbe la meglio su un voto di impeachment, il Senato richiederebbe 60 voti per condannare Trump. La Pelosi crede che l’impeachment senza la condanna del Senato aiuterebbe Trump a essere rieletto nel 2020. Questa in sintesi la sua spiegazione a un gruppo di leader democratici in un incontro privato.
La Pelosi potrebbe cambiare idea specialmente dopo il recentissimo discorso di Robert Mueller, il reticente procuratore speciale sul Russiagate. In otto minuti Mueller ha reiterato le conclusioni incluse nel suo rapporto. I russi hanno interferito nell’elezione americana del 2016 per aiutare Trump. Questa interferenza dovrebbe preoccupare tutti gli americani, secondo Mueller. Per quanto riguarda l’ostruzione alla giustizia e la possibile colpevolezza di Trump, Mueller ha ripetuto che il suo rapporto non esonera il presidente e se “non avesse commesso un reato” il rapporto lo avrebbe confermato. Con riguardo alla colpevolezza del presidente, Mueller ha anche riconfermato, come si legge nel rapporto, che un presidente in carica “non può essere incriminato”, seguendo la direttiva del ministero di giustizia. Mueller ha di nuovo aggiunto che la costituzione include percorsi per giudicare il presidente. La strada suggerita da Mueller è l’impeachment. Per la Pelosi sta diventando sempre più difficile escludere una tale ipotesi specialmente considerando che Justin Amash, parlamentare repubblicano del Michigan, ha indicato che il rapporto di Mueller non lascia alternative.
Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Europa: una settimana dopo il voto, 30 anni dalla fine del comunismo

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Roma lunedì 3 giugno, ore 18.30, alla John Cabot University di Roma, via della Lungara 233, Trastevere 1989-2019: l’Europa a una settimana dalla chiusura delle urne elettorali e a 30 anni dalla fine dei regimi comunisti. Su questo tema, e sui molteplici, relativi, aspetti, sarà incentrata la tavola rotonda – fra i maggiori atenei americani della Ue, con sede nel cuore di Roma, a Trastevere – a cura dell’Istituto Guarini per gli Affari pubblici.
Interverranno, in particolare, tre docenti internazionali: Angela Brintlinger, direttore del Centro di studi slavi ed est-europei presso la Ohio State University, che nel 1988-89 si trovava nell’Urss di Gorbaciov come borsista; Petr Mucha, partecipante alla “Rivoluzione di velluto” ed ex collaboratore di Václav Havel (ultimo presidente della Cecoslovacchia e primo della Repubblica Ceca); Caterina Preda, del dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Bucarest, studiosa dei totalitarismi.
«Il 3 e 4 giugno 1989 avvennero due eventi molto diversi: le elezioni, quasi del tutto libere, in Polonia, e la strage di piazza Tienanmen a Pechino. Da questo punto di partenza discuteremo di come sia cambiato il continente europeo in tre decenni, e su quali siano le principali sfide da affrontare», ha dichiarato il direttore dell’Istituto Guarini della JCU, Federigo Argentieri, anch’egli testimone degli eventi. Infatti, il 16 giugno 1989 era presente al funerale di Imre Nagy a Budapest, cui parteciparono anche Craxi e Occhetto, all’epoca segretari rispettivamente del Psi e del Pci.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Posti di lavoro, aumenta la ricerca di Facility Manager

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Nell’Italia del lavoro negli ultimi anni ci sono state molte figure che si sono caratterizzate per una impennata di richieste da parte delle aziende italiane. Tra queste c’è senz’altro la richiesta dei Facility Manager, cioè profili manageriali che si occupano dell’utilizzo dei workplace, delle riparazioni, delle manutenzioni e degli interventi relativi all’efficienza energetica e alla qualità dell’ambiente. E questi, va sottolineato, sono solamente alcuni dei compiti principali di questi professionisti.La domanda di Facility Manager è aumentata negli ultimi anni, e continuerà a farlo in futuro. Del resto è lo stesso mondo del Facility Management a svilupparsi in modo continuo e accelerato: stando a un report Markets and Markets, per questo ambito si prevede una crescita dai 32.21 miliardi di dollari del 2017 ai 59.33 miliardi del 2023, con un Compound Annual Growth Rate (CAGR) dell’11.4%. Tutto questo è reso possibile dallo sviluppo degli strumenti più innovativi di Big Data e di Data Analysis, sempre più indispensabili per il Facility Manager.A confermare la crescente domanda di Facility Manager da parte delle imprese italiane è Carola Adami, amministratore delegato della società di head hunting Adami & Associati, che aggiunge che «la maggior parte delle aziende ha iniziato a capire che, per migliorare la produttività, è necessario contribuire alla qualità della vita all’interno dell’impresa, e questo è uno degli obiettivi chiave di chi si occupa di Facility Management».A spingere il Facility Manager al centro dell’attenzione degli amministratori e degli esperti di selezione del personale è il fatto che attorno a questa figura si congiungono i principali temi che stanno a cuore alle aziende in questo periodo: il Facility Manager ha infatti voce in capitolo per quanto riguarda la qualità degli ambienti lavorativi, la gestione dell’energia, la sicurezza aziendale e la gestione dei dati.
Come sottolineato più volte nell’ultimo periodo dagli esperti del settore infatti il Facility Manager non può più essere considerato come un costo per l’azienda perché si tratta di un ruolo chiave per il supporto del business.Così dalla mera missione di riduzione dei costi, il Facility Manager si è spostato verso nuove dimensioni strategiche e decisionali per l’azienda.
Ma quali sono i temi principali, le tematiche prioritarie che le aziende riconoscono al Facility Manager?
Si parla sempre più spesso di manutenzione predittiva, di efficienza energetica, di sicurezza e, guardando soprattutto al futuro – ma neanche troppo lontano – di data monetization. Da questo punto di vista, dunque, il Facility Manager è diventato una figura attraente per le imprese dei più differenti settori, dalle costruzioni alla manifattura, passando per il retail e per la ristorazione.Indubbiamente, però, è necessario essere in grado di selezionare il Facility Manager giusto per la propria impresa.
«Per gestire in modo ottimale gli spazi e i servizi integrati, il Facility Manager deve vantare grandi doti organizzative, una profonda conoscenza tecnica del settore, una spiccata managerialità e la capacità di sfruttare i più moderni strumenti per l’analisi dei dati» sottolinea Carola Adami.«Poiché questo professionista è chiamato a gestire e a ottimizzare tutti gli spazi che ci circondano, inoltre, è fondamentale riuscire a selezionare un professionista con uno sguardo a 360 gradi, peculiarità piuttosto rara e difficile da individuare».

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il segreto per vendere casa velocemente e bene?

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Si chiama home staging, e gli italiani stanno imparando a conoscerlo. A dimostrarlo sono i dati raccolti dalle due associazioni di categoria italiane che riuniscono i professionisti della valorizzazione immobiliare. Da un sondaggio svolto dall’Associazione Nazionale Home Staging Lovers e dall’Associazione Professionisti Home Staging Italia, emerge che, quando si allestisce l’immobile ad hoc, si riesce a trovare un compratore in media in 49,9 giorni, oltre 4 volte più velocemente rispetto ai 7,2 mesi della media italiana (fonte: Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia – Banca d’Italia, IV trimestre 2018). Il dato complessivo del venduto post home staging raggiunge il 91,6%.E il fattore tempo, spiega la presidente di Home Staging Lovers Fosca de Luca, è fondamentale per concludere un buon affare: «In un mercato ribassista, è importante ridurre i tempi di vendita, perché vendere prima significa vendere a un prezzo superiore». I dati raccolti dalle associazioni di categoria evidenziano proprio questo aspetto: lo sconto medio post home staging è del 5,6% contro il 10,5% della media italiana rilevato sempre da Bankitalia. «E anche sul fronte delle locazioni a lungo termine – fa notare sempre de Luca – i nostri associati rilevano canoni annui del 10% più alti rispetto al mercato e media dei tempi di affitto di 10 giorni». L’home staging, inoltre, è un valido strumento per valorizzare anche gli immobili destinati al turismo, che si collocano sul mercato con un prezzo di locazione più alto del 20% e registrano un aumento del tasso di occupazione medio del 30%.«Sono tutti dati che confermano la validità del lavoro svolto dagli home stager italiani, sempre più riconosciuti come figure chiave del mercato immobiliare, sia dagli addetti ai lavori, sia dal pubblico, che oggi comprende come l’investimento in home staging venga subito ripagato» afferma la presidente di Home Staging Lovers. Fino a pochi anni fa, infatti, la figura dell’home stager era poco conosciuta in Italia. Si tratta di un professionista che unisce diverse competenze – design d’interni, decorazione, fotografia e marketing immobiliare – per preparare le abitazioni alla vendita o all’affitto. Non una ristrutturazione, ma un allestimento temporaneo basato su colori, complementi d’arredo, elementi decorativi e illuminazione, completato da un servizio fotografico, studiato per attrarre il giusto target di compratori.«È un lavoro in cui non ci si improvvisa – sottolinea de Luca – ed è per questo che puntiamo moltissimo sulla formazione per i nostri soci, sempre al passo con l’evoluzione del mercato». Nell’ultimo anno, Home Staging Lovers ha visto un aumento del 53% del numero degli iscritti in tutta Italia; nei primi mesi del 2019 ha ampliato l’offerta formativa, che è obbligatoria e gratuita per gli associati e aperta anche ai non soci, e rappresenta quindi una valida occasione per accostarsi a questa professione. Corsi e workshop della prima metà dell’anno comprendono per esempio appuntamenti focalizzati sulla comunicazione, sulla gestione del tempo e su Instagram, strumento diventato indispensabile e dove una casa, per spiccare fra le moltissime proposte, deve presentarsi con un’immagine attentamente curata.
Dal sondaggio effettuato dalle associazioni di categoria emerge inoltre che il fenomeno home staging riguarda tutto il territorio nazionale, a partire dalle grandi città, ma non solo. Il 61% dei lavori di home staging per la vendita si concentra infatti in tre regioni: Lazio (23%), Emilia Romagna (21%) e Lombardia (17%). A seguire Veneto e Sardegna (7% ciascuna), Toscana (6%), Umbria e Liguria (4%), Sicilia e Piemonte-Valle d’Aosta (3%). Per quanto riguarda gli allestimenti finalizzati agli affitti, guida la classifica il Lazio (31%), seguito da Lombardia (20%), Piemonte-Valle d’Aosta ed Emilia Romagna (9,5%), Sicilia e Sardegna (6% rispettivamente), Toscana, Abruzzo-Molise e Marche (3% ciascuna). La classifica degli interventi su immobili turistici vede al primo posto il Lazio (19%); a seguire Veneto (14%), Lombardia (12%), Sardegna, Emilia Romagna e Toscana (9,5% ciascuna) Sicilia, Umbria e Piemonte-Valle d’Aosta (5%).

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Progetto per il recupero delle materie critiche

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Circa 45 tonnellate di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) raccolte in Europa e 7 processi di recupero portati a termine con 14 modalità diverse. Sono i numeri con cui si è concluso il progetto Critical Raw Material (CRM) Closed Loop Recovery, per la sperimentazione di nuove tecniche per il recupero delle “materie critiche” provenienti dai RAEE domestici, di cui Ecodom ed ENEA sono stati partner.
L’iniziativa ha visto Ecodom, in collaborazione con AMSA, COOP Lombardia, Stena Technoworld e S.E.Val., impegnato nella raccolta e trattamento di oltre due tonnellate di vecchi cellulari e piccoli elettrodomestici fuori uso (videogiochi, videocamere, ferri da stiro, tastiere per computer, cavi elettrici, mouse, asciugacapelli, radio, torce elettriche, lettori cd e dvd, caricabatterie, ecc.), tra i principali apparecchi contenenti CRM.“Dentro i piccoli elettrodomestici – spiega Dario della Sala, responsabile della Divisione tecnologie e processi dei materiali per la sostenibilità – Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali di ENEA – si possono recuperare alcune delle principali materie prime di difficile reperimento in natura, ma che hanno un ruolo fondamentale in moltissimi settori, dall’aeronautica, all’elettronica di consumo alle energie rinnovabili, dall’eolico al fotovoltaico”.Nei tre anni e mezzo del progetto, Ecodom ed ENEA, insieme con i partner della sperimentazione RecyclingBorse, Asekol, Axion Consulting, Re-Tek hanno testato diverse modalità di recupero: dal trattamento meccanico a processi chimici, volti a incrementare il recupero dei CRM, con particolare focus su cobalto, antimonio, grafite, tantalio, terre rare, oro, argento, metalli del gruppo del platino e rame.“Secondo le stime – spiega Luca Campadello, Projects & Researches Manager di Ecodom – in Europa ogni anno vengono generati 9,9 milioni di tonnellate di RAEE. Di queste però solo il 30% viene gestito correttamente. Se tutti i RAEE prodotti in Europa fossero raccolti e riciclati adeguatamente si potrebbero recuperare 186 tonnellate di argento, 24 tonnellate di oro e 7,7 tonnellate di platino. È con questo scopo che nel 2015 è nato il progetto: aumentare il tasso di riciclo delle materie prime essenziali contenute nei RAEE del 5% entro il 2020 e del 20% entro il 2030. Ecodom e ENEA faranno tesoro delle lezioni apprese dal progetto portandole in discussione all’interno della rete di esperti europei dell’iniziativa SCRREEN che si propone di rafforzare la strategia europea per la gestione responsabile dei CRM”.In particolare, Ecodom ha collaborato con ENEA mettendo a punto una procedura per valutare l’effettiva obsolescenza dei monitor a fine vita, che è stata applicata in via sperimentale su 43 schermi piatti presso lo stabilimento STENA di Angiari (Verona): 36 sono stati avviati alla filiera di recupero di metalli e di altri materiali, mentre i restanti 7 – ancora funzionanti – sono stati recuperati e potrebbero essere pronti per l’eventuale rientro in commercio.Oltre ai monitori, grazie a questo progetto in Italia sono stati raccolte e trattate da parte di Ecodom, insieme a AMSA, COOP Lombardia, Stena Technoworld e S.E.Val, oltre 2 tonnellate tra cellulari e piccoli elettrodomestici fuori uso.Il progetto, finanziato dal programma europeo LIFE, da Innovative UK, dal Governo gallese e dal Dipartimento per l’Ambiente, l’Alimentazione e gli Affari Rurali (Department for Environment, Food and Rural Affairs – DeFRA), e guidato da WRAP, è stato articolato in quattro fasi: la sperimentazione di nuovi sistemi di raccolta dei RAEE, la sperimentazione di innovativi sistemi di trattamento per il recupero dei CRM, la valutazione dei risultati ottenuti, e l’elaborazione di raccomandazioni per i decisori politici e per l’intero sistema di gestione dei RAEE.Da qui sono nate 5 linee guida che tutti, politici e gestori, dovrebbero seguire per aumentare la raccolta e il recupero dei CRM dai RAEE: ridisegnare e armonizzare le infrastrutture di raccolta; aumentare la consapevolezza dei cittadini sull’importanza dei CRM e della corretta raccolta e trattamento dei RAEE; introdurre incentivi per favorire buone pratiche per la raccolta e il trattamento dei RAEE; promuovere la ricerca e l’innovazione nel campo del recupero dei CRM incoraggiando la collaborazione internazionale; introdurre negli standard relativi al trattamento dei RAEE requisiti specifici sul recupero dei CRM.
Ecodom – Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici – è il Sistema Collettivo nazionale che gestisce, senza fini di lucro, il trasporto e il trattamento dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Costituito nel 2004 su base volontaria dai principali produttori di grandi elettrodomestici, cappe e scalda-acqua operanti nel mercato italiano, Ecodom ha l’obiettivo fondamentale di evitare la dispersione di sostanze inquinanti nell’ambiente e massimizzare il recupero dei materiali da reinserire nel ciclo produttivo, nel rispetto della normativa in materia (D. Lgs. 49/2014). Ecodom gestisce i RAEE provenienti dai nuclei domestici di tutti i Raggruppamenti – R1 (frigoriferi e condizionatori), R2 (lavatrici, lavastoviglie, cappe, forni, scalda-acqua), R3 (TV e monitor), R4 (piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, informatica, apparecchi di illuminazione) e R5 (sorgenti luminose).www.ecodom.it

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Uno spaccato sulle figure più influenti nell’ambiente di lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Relativamente all’ambiente lavorativo, i professionisti italiani individuano principalmente tre tipologie di persone come maggiormente influenti sulle scelte intraprese:
il competitor, inteso come il collega che generalmente ci pone delle sfide da affrontare durante le attività di lavoro;
la cheerleader (maschio o femmina), ovvero quel/la collega particolarmente brillante e sotto la luce dei riflettori, per attitudine e/o risultati professionali, sempre pronta a motivare e far sentire coinvolti i propri colleghi in ogni attività;
e il cosiddetto work bestie, ovvero l’amico/a del cuore sul posto di lavoro, quella persona in ufficio più solidale, con la quale ci confrontiamo nei momenti di difficoltà, festeggiamo insieme i successi lavorativi, e con il/la quale può capitare di uscire per un caffè o un aperitivo.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Anatomia patologica: Matrice essenziale nella ricerca

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Candiolo, (TO) Costituito il Working Group cui partecipano 23 IRCCS della Rete | Basato all’Istituto Candiolo garantirà uniformità ai flussi di raccolta, processazione e manipolazione dei campioni biologici | Il Presidente di ACC Ruggero De Maria: ruolo sempre più centrale.
L’appassionata narrazione sui progressi in oncologia racconta spesso di ciò che accade quando il Paziente è già stato messo nelle condizioni di beneficiare dei frutti della ricerca traslazionale, anello di congiunzione tra il laboratorio e il suo letto. Per praticità sfuggono le competenze attive a monte di questo processo: in Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale fondata nel 2002 dal Ministero della Salute, parte di esse coincidono con quelle riunite nel Working Group di Anatomia Patologica e Biobanche, gruppo di lavoro cui partecipano 32 professionisti (anatomopatologi affiancati da biologi molecolari), trasversale a quelli impegnati su singole neoplasie e a Genomics, la piattaforma di ricerca nata per facilitare l’accesso alle tecnologie di analisi molecolare. Il WG, coordinato da Caterina Marchiò e basato all’IRCCS di Candiolo, ha il compito essenziale di garantire ai colleghi, grazie a un percorso uniforme di raccolta dei campioni biologici, uno start del processo di ricerca qualitativamente elevato ed omogeneo.
«Sì, è così – commenta Marchiò – le procedure hanno un forte impatto sulle analisi genomiche ed è molto importante garantire uniformità ai flussi di raccolta e di processazione e manipolazione dei campioni che costituiranno poi il substrato prezioso delle analisi». Si tratta di campioni primariamente tissutali inviati per scopo diagnostico all’Anatomia Patologica ma che possono essere necessari per trial clinici, studi di validazione di indagini molecolari o per l’allestimento di una biobanca certificata, ove sia presente il consenso specifico del Paziente. Se non lavoriamo su questo fronte rischiamo di spendere molte forze e risorse che potrebbero risultare vane a causa di non fattibilità di certe analisi molecolari o di difficoltà di interpretazione dei dati ottenuti derivanti di artefatti tecnici».
La qualità che il WG garantisce tramite lo standard esteso agli IRCCS della Rete – un modello potenzialmente estendibile in futuro a tutte le AP afferenti il SSN – passa attraverso tre fasi: l’acquisizione per i singoli Istituti di documenti dell’International Organization for Standardization (ISO) per la fase pre-analitica che precede all’estrazione di acidi nuclei da tessuto paraffinato e tessuto congelato; l’elaborazione delle procedure operative standard (SOP) comuni per la fase pre-analitica da condividere tra le AP; un “Ring Study” finalizzato a verificare l’efficacia del progetto che coinvolgerà le AP in un controllo della qualità degli acidi nucleici estratti dai campioni di tessuto. «Fasi che rappresentano il substrato fondamentale del WG – conclude Marchiò – per fornire un indirizzo comune preliminare alle attività di biobanking».

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Arezzo capitale dei matrimoni

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Arezzo capitale europea dei matrimoni. Arrivano da tutto il mondo i wedding planners che dal 2 al 4 giugno prendono parte all’ EWPC (Exotic Wedding Planning Conference), esclusivo appuntamento che riunisce i più quotati operatori del settore del mondo, provenienti da 50 paesi diversi. Un meeting riservato agli addetti ai lavori dove si condividono le ultime novità dell’universo wedding e dove si costruiscono quelle che sono le tendenze del futuro per questo settore.L’appuntamento arriva nella città toscana a seguito di un importante accordo di collaborazione stretto tra la Fondazione Arezzo Intour e Exito Media Concepts Private Ltd, la società di Bangalore (India) che crea rete e costruisce relazioni nell’industria del wedding. Dopo Dubai, Goa (India) e Barcellona, dove si sono svolte le ultime edizioni del EWPC, è Arezzo la sede europea scelta per ospitare la conferenza. La tre giorni realizzata da Exito insieme alla Fondazione Arezzo Intour e in collaborazione con la Fondazione Guido d’Arezzo, il Comune di Arezzo e la Camera di Commercio di Arezzo, sarà un’occasione esclusiva per raccontare l’unicità della terra toscana e dello stile italiano a coloro che progettano il giorno più bello per le coppie che decidono di sposarsi e per presentare Arezzowedding, il ramo della neonata DMO (ente per la gestione della destinazione turistica) che si occuperà di riunire e proporre i servizi di tutti coloro che operano nel settore.E Arezzo con la sua bellezza sarà essa stessa protagonista dell’evento: gli ospiti di Exito verranno infatti accolti in due strepitose location cittadine che per l’occasione saranno teatro di altrettanti serate esclusive. Il 3 sera nella Fortezza Medicea di Arezzo un allestimento a tema storico sorprenderà i convegnisti che saranno immersi in atmosfere che raccontano la città rinascimentale. Il 4 giugno l’Anfiteatro romano sarà palcoscenico di una serata all’insegna della musica che, sulle orme di Guido d’Arezzo, rende la città famosa nel mondo.

Posted in Spazio aperto/open space, Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Telematica e “mobilità connessa” entrano in ANIASA

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Il settore della telematica e della mobilità connessa entra ufficialmente in ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità. La nuova sezione “Digital Automotive” si aggiungerà alle quattro già esistenti (noleggio a lungo termine, rent-a-car, vehicle sharing, servizi all’auto) per trovare adeguati strumenti di interlocuzione, analisi e rappresentanza nei confronti dei diversi stakeholder della mobilità e delle istituzioni nazionali e locali. La decisione è stata annunciata nel corso dell’Assemblea dell’Associazione.
Soci fondatori della nuova sezione sono alcuni tra i principali protagonisti dell’Intelligence of Things a bordo dell’auto: ACI Infomobility, Alphaevolution Technology (UNIPOL), LoJack, Omoove (Octo), Safo Group, Targa Telematics, Texa, Viasat, Vodafone Automotive.“L’apertura di ANIASA verso le nuove forme di mobilità condivisa e connessa che si stanno rapidamente diffondendo”, dichiara Massimiliano Archiapatti, Presidente di ANIASA, “evidenzia il ruolo da protagonista che l’Associazione sta giocando nell’evoluzione in corso dell’offerta e della domanda di mobilità, sempre più propensa al modello ‘pay per use’ e meno vincolata alla proprietà del bene auto. Primo obiettivo dell’Associazione in questo ambito sarà la definizione, attraverso il dialogo con le istituzioni, di un contesto chiaro di regole sulla gestione dei dati condivisi attraverso i dispositivi che mettono in connessione i veicoli”.
Secondo uno studio condotto recentemente da ANIASA con la società di consulenza strategica BAIN & Company oggi 1 italiano su 3 guida un’auto connessa, oltre la metà intende dotarsene; il 60% degli automobilisti è disposto a condividere i dati del veicolo (ma non quelli personali del telefono) per servizi che possano aumentare la sicurezza personale e dell’auto, come la localizzazione in caso di emergenza o furto, la diagnostica da remoto e la manutenzione predittiva. (Marco Catino)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le persone e le figure professionali che influenzano maggiormente le scelte dei lavoratori italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

La strada per il successo non è mai semplice, soprattutto se percorsa da soli, per questo, spesso, un’influenza positiva nella scelta del proprio lavoro e nella crescita del percorso professionale intrapreso, sicuramente aiuta i professionisti a raggiungere i propri obiettivi più facilmente. È proprio su questi aspetti legati all’influenza nel mondo del lavoro che LinkedIn, la rete professionale online più grande del mondo, ha voluto indagare attraverso la Community Research, che fa emergere quali figure legate alla vita personale e lavorativa hanno influito, e influiscono tutt’ora, sulle scelte relative alla carriera dei professionisti italiani.Lo studio, sviluppato dalla società Censuswide per conto di LinkedIn, ha coinvolto oltre 2.000 lavoratori italiani, part-time e a tempo pieno, di diverse fasce d’età e provenienza geografica.
La famiglia, gli insegnanti e i professionisti del work placement sono le persone che maggiormente influenzano le scelte iniziale della nostra carriera lavorativa
Tra i principali dati della ricerca, emerge che, in merito alla scelta della tipologia di lavoro e di carriera da intraprendere, circa il 50% degli intervistati hanno fatto emergere diverse tipologie di figure in diversi ambiti della vita personale, il 13% ha indicato i propri insegnanti durante la scuola, l’11% un career advisor o un professionista deputato al work placement dopo il periodo degli studi, il 10,5% il recruiter/HR con il quale i professionisti italiani hanno sostenuto un primo colloquio, l’8% ha attribuito le proprie preferenze ai professori universitari, con il restante 7,5% legato a diverse tipologie di figure significative, come un politico, un business leader o, addirittura, un attore/attrice particolarmente carismatico/a.
Di quel 50% di professionisti che ha indicato molteplici figure chiave nella scelta del proprio lavoro, i suggerimenti ricevuti in famiglia (genitori, nonni, zii, fratelli sorelle e cugini) sono quelli che hanno maggiormente influenzato le scelte dei professionisti italiani con il 59,5% delle risposte; andando nello specifico di questo dato, entrambi i genitori (indistintamente tra madre e padre) risultano come gli elementi familiari più influenti, con il 34,6% delle preferenze, e in particolare il padre, con il 20,5% delle risposte, è il genitore che risulta più influente, mentre alla madre resta solo il 4,7% delle risposte. A seguire, con un netto distacco, vi sono gli amici, che influenzano le scelte dei professionisti italiani in merito al percorso di carriera da intraprendere per il 16,1% degli intervistati, poi le figure professionali incontrate durante le primissime esperienze di lavoro (capi, colleghi e soci di lavoro) con l’11,7% delle risposte, con un restante 5% che attribuisce solo a se stessi le proprie scelte professionali, e il 7,7% di risposte attribuito a fattori generici e non imputabili a nessuna delle principali categorie (es. conoscenti, consulenti, psicologi etc.).
Il maturare degli anni e la maggiore esperienza porta a credere di più in noi stessi, ma i formatori e i superiori in ufficio restano figure chiave per il proseguimento della nostra carriera.
Lo scenario cambia sostanzialmente in relazione alle scelte intraprese dai professionisti italiani per il proseguimento del proprio percorso di carriere: in questo contesto, i lavoratori del nostro paese indentificano in se stessi (o in alcuni casi nessuna figura in particolare oltre se stessi) la risorsa fondamentale in termini di crescita professionale, con il 35% delle risposte, a dimostrazione che, con il procedere degli anni, i lavoratori italiani tendono a sentirsi più maturi e self confident rispetto alle proprie capacità di avere successo nel lavoro; a seguire, il 19,5% degli intervistati ha, invece, identificato il primo capo o un superiore nella precedente esperienza professionale; il 18,5% ha indicato l’attuale superiore o manager di linea; il 13,5% degli intervistati si sono dimostrati ancora legati ai professori dei tempi della scuola o dell’università, o un formatore generico, come figure che continuano ad avere influenza anche sugli anni successivi nelle proprie esperienze professionali; il 5,5% ha indicato un/a collega; il 2,5% un business leader e un residuo 1,5% ha addirittura indicato i propri sottoposti in ufficio. In questa speciale classifica, gli “indecisi”, ovvero coloro che hanno indicato più tipologie di risposta, totalizzano il 4% delle risposte.

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Il tempo pieno al Sud non s’ha da fare

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

L’obiettivo impossibile dal realizzarsi, almeno alle condizioni attuali. Soprattutto nella regione siciliana, dove fare più ore di lezione servirebbe non poco, visto che ben 85 alunni della primaria su 100 escono oggi da scuola all’ora di pranzo e continuano ad esserci alcune province – come Caltanissetta – dove oltre il 40% lascia i banchi di scuola prima dei 16 anni: un tasso altissimo di abbandono precoce degli studi, quasi sempre per andare ad aggiungersi ai Neet, che in altre aree si sta vincendo proprio aumentando la permanenza a scuola degli alunni, a partire da quelli più esposti e deboli, sempre attratti dalle scorciatoie della strada. Marcello Pacifico (Anief): Non basta assegnare del personale docente per introdurre il tempo pieno: certamente, gli organici vanno allargati, sganciandoli dal numero di iscritti ma legandoli soprattutto alle difficoltà del territorio dove sono collocate le scuole. Ma poi servono anche servizi di base, strutture e fondi adeguati.
Chi si illudeva che per introdurre più ore di tempo scuola nel primo ciclo bastasse assegnare più docenti è servito: delle già poche 246 cattedre di tempo pieno nelle scuole primarie della Sicilia, assegnate dal Governo con la Legge di Bilancio 2019 proprio per favorire il tempo pieno, ben 96 (il 39%) “verranno restituite al Miur, perché – spiega La Repubblica – le richieste pervenute alle scuole siciliane durante le iscrizioni che si sono chiuse lo scorso mese di gennaio non consentono di istituire altre classi a tempo pieno”. La regione italiana con meno tempo pieno alla primaria è costretta a restituire al mittente quasi metà delle cattedre assegnate dal ministero per potenziare le lezioni pomeridiane. In Sicilia mancano gli spazi e le mense che permettono al tempo pieno di decollare. E pare che neppure le famiglie abbiano troppa voglia di lasciare a scuola i propri figli fino alle quattro del pomeriggio. “I posti non assegnati in Sicilia, a questo punto, prenderanno la strada delle regioni centrali e settentrionali che potranno utilizzarli. Dalle nostre parti, mancano i locali da adibire a mensa che consentono di prolungare la permanenza a scuola dei bambini delle elementari. E sembra che anche da parte dei genitori il servizio non sia richiestissimo. Nelle altre realtà italiane si viaggia su tassi completamente diversi: in Lombardia, il tempo pieno copre il 50% delle classi funzionanti, in Piemonte il 48% e nel Lazio si sfiora il 53%”, conclude il quotidiano. È chiaro, commenta Anief, che stando così le cose il gap sul tempo pieno tra le regioni del Centro-Nord e quelle del Sud non potrà che acuirsi: “Per avviare la permanenza delle classi in una scuola – spiega il suo presidente nazionale, Marcello Pacifico – occorrono delle strutture e cucine a norma, dei finanziamenti importanti per adeguare le strutture che non lo sono, delle somme rilevanti da assegnare con stabilità agli enti locali e altro ancora. Purtroppo, tutto questo nelle regioni del Sud non è riscontrabile. Noi lo abbiamo sempre detto e adesso si realizzano le conseguenze di un progetto ispirato da obiettivi nobili ma organizzato, in determinate aree del Paese, su una base fragile”. È significativo che in tutta la Sicilia, ma vale anche per la Sardegna, oltre il 35% dei giovani non arrivi al diploma di maturità. “Il nostro no categorico alla regionalizzazione, anche questa espressa in tempi non sospetti, deriva anche dal fondato timore – continua il sindacalista – di vedere rafforzata la differenza tra le regioni più ricche e quelle meno fortunate. Dovendosela cavare in proprio, le regioni con meno strutture, risorse e finanziamenti non potranno che ridurre la portata dei servizi di loro pertinenza. Servizi che, con l’eventuale autonomia differenziata approvata in Parlamento, riguarderanno anche l’istruzione e la sanità pubblica. Con il rischio fondato di assistere all’esodo di tanti giovani e di molti cittadini che, per formarsi e curarsi meglio, si sentiranno costretti a spostarsi nelle realtà che offrono maggiori garanzie in merito”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola ‘Quota 100’: ok solo per 7.544 domande su 17 mila

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Anief chiede di far accedere anche i 7 mila docenti che terminano il Fit. È in dirittura d’arrivo l’accordo sul Contratto collettivo nazionale che regolerà per il prossimo triennio le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie del personale scolastico. Durante l’incontro svolto il 29 maggio si evince che il problema numero uno da risolvere rimane la possibile apertura del Miur ai tanti docenti che stanno seguendo il percorso di formazione, il cosiddetto Fit: potranno partecipare alle operazioni di mobilità annuale? Questo è un punto posto sul piatto del tavolo di contrattazione tra sindacati e Ministero e che dovrà essere sciolto. Per Anief non vi sono dubbi: l’esclusione sarebbe discriminatoria, dopo l’approvazione dell’ultima legge di stabilità che ha cambiato le regole della formazione iniziale.Sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del personale della scuola non si sarebbe giunti ad una risposta univoca su diverse importanti questioni, come l’assegnazione provvisoria all’interno del comune di titolarità, qualora fosse diviso in due distretti, ma anche la conferma della possibilità di ottenere la mobilità su posto di sostegno agli alunni disabili anche per i candidati docenti di ruolo privi di specializzazione. Tutti i nodi da sciogliere, spiega la rivista Orizzonte Scuola, con molta probabilità saranno affrontati in modo definitivo il prossimo 4 giugno. Anief ricorda che il contratto dei candidati insegnanti ammessi al terzo anno Fit comporta lo stesso lavoro di chi sta superando l’anno di prova, assunto da GaE o da concorso ordinario. Ne consegue che i predetti docenti non godono delle tutele contrattuali previste per i colleghi assunti a tempo indeterminato, anche se, a tutti gli effetti, risultano in periodo di prova e formazione come gli altri docenti assunti da GaE e da graduatoria di merito 2016. Sulle motivazioni di questo differente trattamento non si hanno informazioni sicure. “L’unica certezza è che il vincolo per l’accettazione della richiesta di assegnazione provvisoria – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – dovrebbe rimanere quello dello svolgimento del periodo di prova. Superato questo periodo, chiamato anche di ‘straordinariato’, riteniamo che tutti i docenti a gli Ata abbiano pieno diritto ad accedere ai trasferimenti di sede e anche alle utilizzazioni ed assegnazione provvisorie di durata annuale. Introdurre dei paletti è ingiusto, perché discrimina dei lavoratori che, anche per i giudici, italiani e non, hanno identici doveri e diritti rispetto a chi è assunto a tempo indeterminato”.Per Anief è un ritardo intollerabile. In questo modo potrebbero rimanere scoperte altre 10 mila cattedre da coprire con la mobilità o le assunzioni in ruolo. Inps procede immediatamente. È deluso chi pensava che fosse poco più di una formalità la validazione delle pratiche delle 17 mila richieste per andare in pensione con l’anticipo Quota 100, formulate nei mesi scorsi dai lavoratori della scuola: ad oggi, ad anno scolastico quasi al capolinea, risultano acquisite solo 7.544 domande, ossia il 36% del totale. Secondo le informazioni fornite dalla rivista Orizzonte Scuola, si tratta di 1.458 unità di personale Ata; 123 dirigenti scolastici; 5.875 docenti; appena 56 insegnanti di religione cattolica e 32 educatori. Risulta, infine, una difformità sul territorio, soprattutto per le province più grandi. Marcello Pacifico (Anief): Non è tollerabile questo procedere a rilento, perché le domande sono state presentate da mesi e i posti che si libereranno a settembre è bene che siano da subito disponibili sia per mobilità del personale di ruolo che per le assunzioni dei precari. Anief ritiene ingiustificato il via libera, in media, da parte dell’Inps, ad uno solo dipendente della scuola su tre che ha aderito alla formula ‘Quota 100’, quindi con almeno 38 anni di contributi e 62 di età, introdotta con l’ultima legge di Bilancio dal Governo M5S-Lega. “I posti che si libereranno – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – devono essere tutti utilizzabili sia per le operazioni di mobilità, ad iniziare dagli imminenti trasferimenti, passando per utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie, sia per le immissioni in ruolo”. Il giovane sindacato ricorda, a questo proposito, che in ogni caso nella prossima estate vivremo un ulteriore incremento dei posti vacanti e disponibili, i quali andranno ad aggiungersi ai tanti già privi di titolare; basti pensare agli oltre 50 mila di sostegno, a quelli fintamente inseriti in organico di fatto, ma anche ai quasi 33 mila restituiti dagli Uffici scolastici lo scorso anno dopo che le convocazioni per le immissioni in ruolo erano andate praticamente deserte, più alcune decine di migliaia di pensionati che andranno via con i requisiti previsti dalla riforma Fornero. “Per fare fronte a questi numeri in aumento – conclude il sindacalista autonomo – è bene che nei prossimi giorni il Miur si convinca a riaprire da subito le GaE, in modo da utilizzare i tanti docenti abilitati ma che invece, relegati come sono oggi nelle graduatorie di una manciata di istituti, rischiano di rimanere al palo, perdendo supplenze annuali e anche la possibilità di essere immessi in ruolo. Senza dimenticare il pericolo fondato del caos organizzativo, visto che tante delle oltre 150 mila supplenze annuali da assegnare a settembre verranno molto probabilmente affidate solo dopo svariati tentativi”.

Posted in scuola/school, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Autonomia differenziata

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Lombardia e Veneto spingono per la gestione “fatta in casa” di diversi servizi pubblici, ad iniziare da quello scolastico. Solo che per realizzarlo il Governo dovrebbe drasticamente tagliare diversi fondi oggi assegnati agli istituti del Sud del Paese già in difficoltà. Marcello Pacifico (Anief): Con il via libera al modello imposto dalla Lega, sulla scia di quello adottato già nelle province a statuto speciale di Trento e Bolzano, tornato in auge dopo le elezioni europee di domenica scorsa, stravinte dal Carroccio, si andrebbe a realizzare una secessione mascherata da una Costituzione violata in diversi punti. Una chimera la promessa di stipendi maggiori sul modello trentino perché lo Stato, dopo aver prosciugato il Meridione, non avrebbe ulteriori risorse. Anief è pronta a rivolgersi alla Consulta. Il modello a cui la Lega si ispira per introdurre la regionalizzazione scolastica, applicando l’articolo 116 della Costituzione per oltre 70 anni non adottato (chissà perché), potrebbe coinvolgere subito almeno un lavoratore della scuola su quattro. A questi dipendenti, che lavoreranno diverse ore in più a settimane, è vero che potrebbe arrivare ad assegnare circa 200 euro in più, intervenendo sul contratto integrativo, ma “per ottenere i fondi, nonostante le assicurazioni della ministra leghista Erika Stefani, non si potrà che attingere alle risorse generali togliendo disponibilità e servizi alle altre diciotto regioni, a partire dalle scuole del Sud”, ha sottolineato qualche settimana fa La Repubblica. Le anticipazioni riguardano anche il destino di questo personale: “Nelle tre regioni del Nord che chiedono l’autonomia differenziata — ma l’Emilia vuole più poteri solo sull’istruzione tecnico-professionale – lavora il 23 per cento dei docenti: sono 176 mila. Solo Lombardia e Veneto hanno chiesto le graduatorie parallele su base volontaria: significa che entro un anno dall’approvazione della legge un docente, un preside, un amministrativo potranno chiedere di essere trasferiti alla nuova scuola regionale”.
È questo l’obiettivo della Lega. Ed è questo modello a cui i vertici del partito vogliono arrivare in breve tempo. A ribadirlo è stato il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, indicando, a caldo, i provvedimenti sui quali l’Esecutivo deve ora accelerare, subito dopo avere appreso l’esito positivo delle elezioni europee. Alle parole di Salvini si aggiungono quelle recenti pronunciate da un alto esponente leghista, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, per il quale l’autonomia è un’opportunità che porterebbe maggiori risorse. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “il processo di autonomia differenziata condurrà verso la scuola ‘spezzatino’: si verrebbe a creare un sistema scolastico spezzettato, non più dettato da una linea nazionale unitaria dei percorsi formativi. Il tutto verrebbe gestito da governatori che spesso in passato hanno pensato a gestire importanti fondi più per benefici personali che per il bene del servizio che si deve realizzare”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Docenti precari, cosa non funziona nella proposta dei sindacati al Miur sull’avvio dei Pas

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Si chiede di attivare i percorsi abilitanti, ma poche righe e vaghe riguardano il destino di idonei ed ex FIT, nessuna parola sugli oltre 40 mila docenti abilitati che non hanno partecipato al piano straordinario, stabilizzazione di meno della metà dei supplenti con 24 mesi con evidente discriminazione dei 31 mila relegati nella seconda fascia, esclusi gli ITP. Marcello Pacifico (Anief): il solito pasticcio all’italiana. Per gli ATA facente funzione DSGA, soluzioni fuori tempo massimo.
Arriva la proposta dei sindacati maggiori per l’attivazione dei PAS per i docenti con tre anni di servizio e la loro relativa stabilizzazione: i posti disponibili per il concorso della scuola secondaria saranno circa 48.500 e andranno assegnati per metà a docenti con i requisiti ordinari (abilitati, laurea + 24 cfu, etc.) e per l’altra metà ai precari con 3 annualità. Secondo Anief è incredibile constatare come quando si parli di precariato, piuttosto che risolvere semplicemente il problema ripristinando a regime il doppio canale di reclutamento (50% dai concorsi, 50% dalle graduatorie permanenti dove inserire tutto il personale abilitato ogni anno, da cui peraltro chiamiamo i supplenti), la politica e il sindacato s’inventano pluri-sistemi di reclutamento che vanno in conflitto gli uni con gli altri e non risolvono il problema.L’ultima trovata ha veramente dello straordinario: si propone un percorso abilitante di un anno presso dei corsi universitari aboliti per legge, che porta alla stabilizzazione una tantum un precario su tre, senza una selezione (se non per voto di laurea e servizio – lasciando ancora una volta gli ITP fuori da ogni schema in barba alla legge), relegando i restanti a continuare a fare i supplenti a vita dalla seconda fascia delle graduatorie di istituto. Cui prodest? Certamente ai 24.250 che potrebbero avere un ruolo il 1° settembre 2020. E i 35 mila che hanno fatto domanda per un FIT che non esiste più? E gli idonei del concorso 2016 che hanno avuto prorogato di un anno la graduatoria di merito? E gli insegnanti tecnico-pratici che non hanno una laurea? E i 40 mila docenti abilitati con il vecchio PAS o il TFA che la selezione l’hanno fatta in entrata e in uscita e non hanno partecipato al piano riservato?
“Come Anief – commenta il suo presidente nazionale Marcello Pacifico – preghiamo il Miur di rivedere questo progetto, perché almeno con la riapertura annuale delle GaE e corsi brevi abilitati e gratuiti tutti potrebbero concorrere non una tantum ma a regime al 50% dei posti messi a concorso, mentre un piano straordinario di assunzione degli ex FIT e degli idonei dei concorsi già per quest’anno scolastico eliminerebbe il conflitto tra le graduatorie di merito. Anche l’estensione del doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto provinciali, esaurite le GaE, potrebbe costituire una valida soluzione, ma non certo – conclude il sindacalista autonomo – la proposta che abbiamo analizzato e che rappresenta un vero e proprio pasticcio”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

SCUOLA – Assunzioni docenti piano Renzi 2015/16, i giudici confermano: algoritmo non trasparente

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Le sentenze confermano la posizione del giovane sindacato: l’assegnazione automatica alle sedi, tramite un meccanismo automatico secretato, non ha garantito i diritti dei precari immessi in ruolo a centinaia di chilometri, peraltro in presenza di posti vicino casa. Marcello Pacifico (Anief): Dopo l’ammissione dell’errore da parte del Miur e la conferma dei giudici, urge una norma che faccia tornare i danneggiati nelle loro province. Anief conferma i ricorsi per far tornare quei docenti nella loro terra d’origine.
Anief lo ha sempre sostenuto: il piano straordinario di assunzioni dei docenti del 2015/16 introdotto dal Governo Renzi per combattere la supplentite, ha costretto decine di migliaia di precari ad essere immessi in ruolo fuori regione pur in presenza di posti nelle loro province, basandosi su un discutibilissimo meccanismo di assegnazione delle sedi. Nel 2017 lo ha confermato una perizia tecnica, che ha definito “Confuso, lacunoso, ampolloso, ridondante, elaborato in due linguaggi di programmazione differenti, di cui uno risalente alla preistoria dell’informatica, costruito su dati di input gestiti in maniera sbagliata”; qualche settimana fa lo ha ammesso, in un’intervista a Panorama il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti (“Sa quanto ho impiegato a capire che non funzionava?…. Dieci secondi”); nel frattempo, si accavallano i pronunciamenti giudiziari sulla richiesta di annullamento dei provvedimenti conclusivi della procedura di mobilità nazionale straordinaria di cui all’O.M. 241/2016.
Una delle ultime sentenze – scrive oggi Orizzonte Scuola – è quella del TAR Lazio del 19/04/2019 N. 05139/2019: i ricorrenti con l’atto introduttivo de giudizio chiedevano l’annullamento della procedura di mobilità descritta in ricorso relativa alla procedura di mobilità straordinaria di cui all’ordinanza ministeriale n. 241 dell’8.4.2016, con cui l’amministrazione disponeva il trasferimento dei ricorrenti in ambiti territoriali non richiesti o richiesti solo in via residuale. Questione analoga – continua la rivista – è stata definita dalla sezione con la decisione n. 9224/2018, che si ritiene in toto di richiamare e condividere. Nella stessa, in particolare, in accoglimento del ricorso si afferma che “dirimente si profila in punto di diritto l’argomento secondo cui è mancata nella fattispecie una vera e propria attività amministrativa, essendosi demandato ad un impersonale algoritmo lo svolgimento dell’intera procedura di assegnazione dei docenti alle sedi disponibili nell’organico dell’autonomia della scuola”.
A fronte di un errore clamoroso, che ha segnato negativamente la vita personale e professionae di tantissimi precari, il Miur avrebbe dovuto adottare provvedimenti adeguati. Invece, da Viale Trastevere non si è voluti andare oltre a delle quote allargate sui trasferimenti fuori provincia dei docenti, introdotte con il contratto sottoscritto a dicembre sulla mobilità del personale: per l’anno scolastico 2019/20 sono stati previsti il 40 % di trasferimenti interprovinciali e il 10% di passaggi di ruolo; per il 2020/21, il 30% di trasferimenti interprovinciali e il 20% di passaggi; per il 2021/22, il 25% di trasferimenti interprovinciali e il 25% di passaggi”.L’intervento modesto dell’amministrazione scolastica, che non è andata oltre l’adozione di percentuali risibili sui trasferimenti, ha portato il M5S, attraverso il primo firmatario Marilotti, ad avviare un’interrogazione: l’obiettivo è “chiedere al Ministro se intenda assumere urgenti iniziative al fine di consentire il rientro stabile nei luoghi di origine dei docenti del Sud che con la Buona Scuola hanno ottenuto il ruolo nelle province del Nord”. Lo stesso ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha del resto ammesso, commentando l’assegnazione sbagliata dei precari: “Non è ancora finita… ci vorranno tre anni”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Con l’intelligenza artificiale bisogna avere cervello”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

E’ lo slogan del corso su artificial intelligence che negli ultimi mesi ha appassionato oltre 12.000 studenti e docenti italiani.Disponibile sia in presenza, con laboratori interattivi, sia online, il percorso formativo fa parte del programma “Ambizione Italia per la scuola”, promosso da Fondazione Mondo Digitalee Microsoft, che consentirà a 250mila giovani e 20mila insegnanti di scoprire come le tecnologie stiano rivoluzionando con grande rapidità il modo di apprendere, vivere e lavorare.
Si chiamano Selene, Maria Teresa, Maria Giulia, Carolina, Francesco e Valentina e hanno tra i 15 e i 17 anni. Sono studenti dell’IIS Marconi di Civitavecchia (Roma), ISIS Da Vinci di Poggiomarino (Napoli) e IISS Majorana di Brindisi, tre scuole selezionate tra i 37 hub che stanno sperimentando in Italia il programma di intelligenza artificiale. Questa mattina, in occasione del Microsoft Innovation Summit all’Università Bocconi di Milano, i ragazzi hanno incontrato Satya Nadella, CEO di Microsoft Corporation, e presentato i primi risultati del loro lavoro.Siamo sicuri di fare sempre le scelte giuste? Chi può aiutarci a modificare le abitudini nocive per il nostro pianeta? “Ecoassistant” è un’intelligenza artificiale realizzata dagli studenti campani, basata sull’apprendimento automatico e composta da analizzatore di ambiente, chatbot e molte funzioni per l’interazione uomo-macchina. Usando dati rilevati da sensori, Ecoassistant è in grado di suggerire il comportamento migliore per proteggere l’ambiente e produrre energia rinnovabile. Come insegnare a un’intelligenza artificiale a risolvere problemi reali di interazione e comunicazione per migliorare la vita sociale delle persone? È questo l’obiettivo che si sono posti gli studenti di Civitavecchia e di Brindisi. I primi hanno ideato “Easy talk”, un dispositivo capace di “ascoltare” la conversazione, interpretare lo stato emotivo di chi sta parlando e intervenire per facilitare l’interazione in caso di fraintendimento. Al progetto ha contribuito anche una ragazza con la sindrome di Asperger, che ha vissuto in prima persona questo tipo di problematica. Dall’esperienza di volontariato di una studentessa è nato invece “Pablobot”, il robot pittore dei ragazzi di Brindisi che può realizzare disegni e dipinti interpretando sentimenti e emozioni di chi ha di fronte.
“I nuovi trend digitali come l’Intelligenza Artificiale e la Robotica stanno creando nuovi posti di lavoro che spesso in Italia rischiano di restare scoperti perché mancano figure professionali qualificate per svolgerli. Secondo una ricerca Microsoft, il 65% degli studenti di oggi svolgerà in futuro professioni che ancora non esistono. Investire nella formazione avanzata diventa quindi indispensabile. Ambizione Italia per la scuola va proprio in questa direzione: con Fondazione Mondo Digitale stiamo affiancando alle lezioni tradizionali training su AI e Robotica per consentire agli studenti di acquisire le capacità funzionali e trasversali che serviranno per i lavori del futuro. I progetti presentati oggi a Satya Nadella dimostrano che siamo sulla strada giusta!” – spiega Barbara Cominelli, Chief Operating Officer di Microsoft Italia.
Il corso online è disponibile all’indirizzo http://www.innovationgym.org/entra-nel-mondo-dellai/
http://www.mondodigitale.org

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Palio della Gru

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Grugliasco. Domenica 2 giugno ritorna a Grugliasco il Palio della Gru, giunto alla trentaseiesima edizione. L’organizzazione è a cura dell’associazione “Cojtà Gruliascheisa”, ideatrice e organizzatrice dell’evento dal 1984. Il momento clou del Palio è la corsa dei carri, durante la quale le sette borgate di Grugliasco si contendono l’ambito drappo e i prodotti dell’abbondanza contadina: vino, formaggi e pane.
Il Palio, per il valore storico culturale che rappresenta e per la precisione filologica e il rigore storico con cui, fin dalla prima edizione, vengono rappresentate le vicende, venne inserito a partire dal 2011 nel circuito delle rievocazioni storiche “Viaggio nel Tempo”, promosso dall’allora Provincia di Torino. Per questo motivo anche quest’anno la Città Metropolitana di Torino ha concesso il patrocinio ad un appuntamento che richiama pubblico proveniente da paesi e città vicine e che negli anni ha allargato i confini di interesse.Sono tre le principali novità della trentaseiesima edizione: innanzitutto la possibilità di fare del bene acquistando i “Braccialetti del Palio” con i colori delle sette borgate grugliaschesi e della Cojtà: l’intero ricavato sarà destinato in beneficenza per progetti concreti del territorio a supporto di persone e famiglie in difficoltà. La seconda novità è il Palio dei piccoli nel parco culturale Le Serre, sabato 1 giugno alle 17.30 grazie alla collaborazione con l’associazione “GrugliaschiAmo”, che vedrà sette squadre di bambini in rappresentanza delle borgate sfidarsi in una breve corsa a staffetta portando un testimone raffigurante un simbolo di Grugliasco. Sabato 1 giugno è inoltre in programma la Cena del Palio nelle piazze 66 Martiri e Matteotti, grazie alla collaborazione con GrugliascoGiovani. http://www.cojtagrugliasco.it

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »