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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Anatomia patologica: Matrice essenziale nella ricerca

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Candiolo, (TO) Costituito il Working Group cui partecipano 23 IRCCS della Rete | Basato all’Istituto Candiolo garantirà uniformità ai flussi di raccolta, processazione e manipolazione dei campioni biologici | Il Presidente di ACC Ruggero De Maria: ruolo sempre più centrale.
L’appassionata narrazione sui progressi in oncologia racconta spesso di ciò che accade quando il Paziente è già stato messo nelle condizioni di beneficiare dei frutti della ricerca traslazionale, anello di congiunzione tra il laboratorio e il suo letto. Per praticità sfuggono le competenze attive a monte di questo processo: in Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale fondata nel 2002 dal Ministero della Salute, parte di esse coincidono con quelle riunite nel Working Group di Anatomia Patologica e Biobanche, gruppo di lavoro cui partecipano 32 professionisti (anatomopatologi affiancati da biologi molecolari), trasversale a quelli impegnati su singole neoplasie e a Genomics, la piattaforma di ricerca nata per facilitare l’accesso alle tecnologie di analisi molecolare. Il WG, coordinato da Caterina Marchiò e basato all’IRCCS di Candiolo, ha il compito essenziale di garantire ai colleghi, grazie a un percorso uniforme di raccolta dei campioni biologici, uno start del processo di ricerca qualitativamente elevato ed omogeneo.
«Sì, è così – commenta Marchiò – le procedure hanno un forte impatto sulle analisi genomiche ed è molto importante garantire uniformità ai flussi di raccolta e di processazione e manipolazione dei campioni che costituiranno poi il substrato prezioso delle analisi». Si tratta di campioni primariamente tissutali inviati per scopo diagnostico all’Anatomia Patologica ma che possono essere necessari per trial clinici, studi di validazione di indagini molecolari o per l’allestimento di una biobanca certificata, ove sia presente il consenso specifico del Paziente. Se non lavoriamo su questo fronte rischiamo di spendere molte forze e risorse che potrebbero risultare vane a causa di non fattibilità di certe analisi molecolari o di difficoltà di interpretazione dei dati ottenuti derivanti di artefatti tecnici».
La qualità che il WG garantisce tramite lo standard esteso agli IRCCS della Rete – un modello potenzialmente estendibile in futuro a tutte le AP afferenti il SSN – passa attraverso tre fasi: l’acquisizione per i singoli Istituti di documenti dell’International Organization for Standardization (ISO) per la fase pre-analitica che precede all’estrazione di acidi nuclei da tessuto paraffinato e tessuto congelato; l’elaborazione delle procedure operative standard (SOP) comuni per la fase pre-analitica da condividere tra le AP; un “Ring Study” finalizzato a verificare l’efficacia del progetto che coinvolgerà le AP in un controllo della qualità degli acidi nucleici estratti dai campioni di tessuto. «Fasi che rappresentano il substrato fondamentale del WG – conclude Marchiò – per fornire un indirizzo comune preliminare alle attività di biobanking».

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