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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 3 giugno 2019

L’Eschilo d’oro all’attrice premio Oscar Vanessa Redgrave

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Siracusa 17 giugno. È Vanessa Redgrave, l’attrice premio Oscar nel 1978, che al Teatro Greco di Siracusa riceverà l’Eschilo d’oro. La Fondazione Inda assegnerà il prestigioso riconoscimento all’interprete britannica che ha fatto la storia mondiale del cinema e del teatro e che in carriera ha vinto un premio Oscar come attrice non protagonista per Giulia, il film diretto da Frank Zinnemann con Jane Fonda, ha ricevuto in carriera sei nomination all’Oscar, e ha ottenuto due Golden Globe, un Bafta, due Prix al Festival di Cannes, la Coppa Volpi a Venezia, due Emmy e, in campo teatrale, un Tony Award e un Olivier Award, entrambi come miglior attrice.
La cerimonia di consegna dell’Eschilo d’Oro, il riconoscimento assegnato dal 1960 dalla Fondazione Inda a personalità che si sono internazionalmente distinte nel teatro classico e negli studi sulla classicità greca e latina, è in programma il 12 giugno al Teatro Greco di Siracusa prima della replica di Elena di Euripide. L’Eschilo d’oro nel corso degli anni è stato assegnato tra gli stranieri ai registi Theo Anghelopulos, Ariane Mnouchkine e Peter Stein ma anche a Vittorio Gassman, Giorgio Albertazzi e Irene Papas. Vanessa Redgrave è interprete di innumerevoli produzioni teatrali, dagli inizi con i testi di William Shakespeare, Anton Čechov, Henrik Ibsen e Bertolt Brecht al Tony Award vinto nel 2003 come miglior attrice per Il lungo viaggio verso la notte di Eugene O’Neill. Lunghissima e pluripremiata la carriera cinematografica con Redgrave interprete di alcune delle pellicole che hanno segnato la storia del cinema, da Blow-up di Michelangelo Antonioni ad Assassinio sull’Orient Express di Sidney Lumet. L’attrice è anche Andromaca nelle Troiane di Micheal Cacoyannis ed è stata protagonista di produzioni televisive di grande qualità come il film Fania che le consente nel 1980 di ricevere l’Emmy Award come miglior attrice. Nel 2018 le è stato conferito il Leone d’oro alla carriera alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Da sempre impegnata politicamente e per il rispetto dei diritti umani, Vanessa Redgrave è ambasciatrice dell’Unicef e il 12 giugno, prima di ricevere l’Eschilo d’oro, presenterà al Teatro comunale di Siracusa, Sea Sorrow. Il film documentario, diretto dall’interprete britannica racconta la storia passata e presente dei rifugiati in Europa concentrandosi in particolare sui bambini rifugiati. La proiezione del film documentario è organizzata dalla Fondazione Inda in collaborazione con l’Ortigia Film Festival.
Tra giugno e luglio sono poi previsti gli incontri all’Orecchio di Dionisio con gli interventi dello scrittore e saggista Claudio Magris, il 19 giugno su Alcesti, Euridice e l’idea del tempo; di Luciano Canfora il 25 giugno sul tema Il colpo di stato di Lisistrata; il 29 giugno con l’attrice e scrittrice Lella Costa che dialogherà con Margherita Rubino su Donne e guerra in Aristofane. A chiudere i quattro incontri sarà Eva Cantarella, lunedì 1 luglio, con un intervento su Donne e misoginia nel mondo antico. Tutti gli incontri sono in programma alle 17,30 e sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Il 21 giugno, alle 21, al Teatro Greco di Siracusa appuntamento con Agon, il processo simulato ai personaggi degli spettacoli classici. A organizzare l’evento, che si tiene al Teatro Greco di Siracusa dal 2009, sono la Fondazione Inda, The Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights, l’Associazione Amici dell’Inda e l’Ordine degli Avvocati di Siracusa. Sul banco degli imputati per l’edizione 2019 di Agon salirà Elena interpretata nelle Troiane da Viola Graziosi. Processo a Elena: artefice o vittima della guerra di Troia? è il titolo della serata che vedrà l’ex magistrato Gherardo Colombo sostenere l’accusa contro Elena, Vittorio Manes, avvocato e professore ordinario di Diritto penale all’Università di Bologna ricoprire i panni del legale difensore mentre la giuria sarà presieduta da Livia Pomodoro, ex presidente del Tribunale di Milano, e composta da Giuseppina Paterniti Martello, direttrice del Tg3 e Loredana Faraci, docente all’Accademia delle Belle arti di Roma. Protagoniste della serata saranno anche le attrici Laura Marinoni, interprete di Elena nell’Elena di Euripide diretto da Davide Livermore e Maddalena Crippa, Ecuba nelle Troiane con la regia di Muriel Mayette-Holtz. Come ogni anno, dopo il dibattimento la giuria popolare, costituita dal pubblico che seguirà il processo, esprimerà il proprio giudizio di condanna o assoluzione nei confronti dell’imputata.

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48esimo congresso nazionale dell’AIDP

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Assisi 7 e 8 giugno 2019. Il futuro del lavoro si fonderà sull’imprescindibile convergenza complementare di due intelligenze: quella umana e quella artificiale. Il programma della due giorni è fitto di interventi e dibattiti di grande rilievo e autorevolezza con personalità di primo piano del mondo accademico, dell’impresa, del giornalismo, del sindacato e delle istituzioni. I temi affrontati verteranno sulle nuove frontiere del lavoro, l’impatto delle nuove tecnologie e le mutate forme di organizzazione del lavoro.
“L’innovazione non è mai solo una questione tecnologica ma strategica. C’è sempre più la consapevolezza che a nulla serviranno le tecnologie se non ci riappropriamo del pensiero che nulla succede se le persone non lo fano accadere e che sono le persone che fanno la differenza, sempre e comunque, ottimizzando le innovazioni e dando loro il ruolo che hanno, un ruolo di supporto e di miglioramento della qualità della vita – spiegaIsabella Covili Faggioli, Presidente AIDP-.Questo significa un modo radicalmente diverso di affrontare la rivoluzione digitale perché rassicura la persona sulla sua importanza ed insostituibilità se non nei ruoli dove vuole essere sostituita per stare meglio. Sono tre secoli che il rapporto uomo macchina è complicato perché basato sulla paura. Paura che le macchine, in questo caso i robot, sostituiranno le persone mentre si è poi sempre verificato che è solo migliorata la qualità della vita e che si sono venute a creare nuove professionalità. Il 48esimo congresso nazionale dell’AIDP prende spunto da queste considerazioni di fondo per avviare un ampio dibattito e confronto su un tema strategico di frontiera, ossia far collaborare in una sorta di osmosi positiva le due intelligenze che della nuova era: quella umana e quella artificiale. Lo chiave di tutto, come dice il titolo del nostro congresso è nel concetto di pluralità.”
Il Congresso apre i lavori con l’intervento e i saluti di Monsignor Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi Nocera Umbra – Gualdo Tadino, prima degli interventi della Presidente AIDP nazionale, Isabella Covili Faggioli e di Adriana Velazquez,Presidente Aidp Umbria. Seguirà poi l’intervento del giornalista Oscar Gianninodal titolo, Il business in un mondo iper regolamentato. Interverranno, tra gli altri, durante le due giornate: Umberto Bertelè, Professore emerito di Strategia del Politecnico di Milano; Walter Passerini, giornalista economico; Marco Bentivogli,Segretario Generale Fim Cisl; Michele Tiraboschi,Ordinario di diritto del lavoro dell’Università di Modena e Reggio Emilia; Maurizio Sacconi,già Ministro del Lavoro e autore di Teoria e pratica delle relazioni adattive di prossimità; Bruno Siciliano, professore di Robotica, Università di Napoli Federico II; Luca Solari, Professore di Human Resources Università degli Studi di Milano. Prima della chiusura del congresso verranno consegnati i gli Aidp Award a tre aziende finaliste. Per il programma completo si rimanda al sito dell’AIDP: http://www.aidp.it.

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La ricerca oncologica italiana al vertice nel mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Chicago. Sono in totale sette le presentazioni orali di ricercatori italiani selezionate alla più importante assise internazionale sul cancro, il 55° Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) in corso a Chicago in questi giorni. Tra queste due sono studi sul tumore del seno condotti dall’Ospedale Policlinico San Martino di Genova. La prima è relazione è della prof.ssa Lucia Del Mastro (Coordinatrice della Breast Unit dell’Ospedale) e riguarda il trattamento adiuvante della neoplasia. La seconda invece è del dott. Matteo Lambertini e affronta il delicato tema della preservazione della fertilità per le donne colpite da questa forma di cancro. “E’ un grande onore poter esporre ai colleghi, provenienti da ogni parte del mondo, i risultati importanti che abbiamo ottenuto – afferma la prof.ssa Lucia Del Mastro -. Viene presentato uno studio condotto all’interno del Gruppo Italiano Mammella che ha coinvolto oltre 2.000 pazienti. I risultati contribuiscono a migliorare il trattamento ormonale effettuato dopo la chirurgia. La ricerca è stata svolta in 62 centri italiani e coordinata dal San Martino di Genova che rappresenta un’assoluta eccellenza italiana per quanto riguarda la ricerca, in particolare quella sul carcinoma mammario. Grazie alle importanti collaborazioni che siamo riusciti ad attivare con altri centri italiani, e internazionali, lavoriamo per individuare nuove strategie terapeutiche utili a contrastare la neoplasia femminile più diffusa nel nostro Paese. Il tumore della mammella, infatti colpisce, ogni anno oltre 52mila donne. Nonostante i risultati in termini di sopravvivenza sia in forte aumento la patologia è ancora la prima causa di morte da cancro tra le italiane. Bisogna quindi riuscire a migliorare la pratica clinica quotidiana degli specialisti e l’assistenza alle pazienti”.

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Il grande cinema russo torna a Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Roma. L’Istituto di Cultura e Lingua Russa di Roma organizza una retrospettiva sul grande regista russo e presidente della Mosfilm Karen Šachnazarov. L’evento è organizzato in collaborazione con la Mosfilm, Sandro Teti Editore, Nuovo Cinema Aquila e Cinema Farnese.
La retrospettiva prevede la proiezione di sette film in russo con sottititoli in italiano. La rassegna si svolgerà dal 7 al 9 Giugno 2019.
VENERDI’ 7 GIUGNO 2019 19:30 Ingresso in sala e presentazione 19:45 inizio proiezione di “Anna Karenina, la storia di Vronskij”.presso il Nuovo Cinema Aquila Proiezione di “Anna Karenina, la storia di Vkronskij”. Film in russo con sottotitoli in italiano, durata: 98’Si avrà l’incontro di apertura della retrospettiva e si proietterà “Anna Karenina, la storia di Vronskij” presso il Nuovo Cinema Aquila. Costo del biglietto: 4 euro. Il biglietto viene fatto al botteghino del Nuovo Cinema Aquila.
SABATO 8 GIUGNO 2019 presso il Cinema Farnese La retrospettiva di Karen Šachnazarov prosegue al Cinema Farnese con tre proiezioni, ecco il programma. Tutti i film sono in russo con sottotitoli in italiano.
16:45 Proiezione di “Tigre Bianca” Scheda del film: https://www.filmtv.it/film/57449/white-tiger/
18:45 Proiezione di “La figlia americana” Scheda del film: https://mubi.com/films/amerikanskaya-doch
20:45 Proiezione di “Città Zero” Scheda del film: https://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_Zero. La partecipazione è gratuita.
DOMENICA 9 GIUGNO 2019 presso il Cinema Farnese La retrospettiva di Karen Šachnazarov si conclude al Cinema Farnese con le ultime tre proiezioni, ecco il programma.Tutti i film sono in russo con sottotitoli in italiano.
16:45 Proiezione di “Una sera d’inverno a Gagra” Scheda del film: https://www.comingsoon.it/…/una-sera-d-invern…/45378/scheda/
18:45 Proiezione di “L’assassino dello Zar” Scheda del film: https://www.comingsoon.it/…/l-assassino-dello…/37447/scheda/
20:45 Proiezione di “Il corriere” Scheda del film: https://en.wikipedia.org/wiki/Courier_(film)La partecipazione è gratuita. Ingresso libero. ждём вас! http://www.italia-russia.it

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La grande distribuzione scommette sulla multicanalità e la tecnologia

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Una Web App che, senza costringere il cliente a scaricare nulla sul suo cellulare, lo riconosce quando entra nuovamente nel supermercato e permette al personale di sapere il suo nome e le sue preferenze, o suggerisce prodotti in offerta sulla base dei precedenti acquisti. È il progetto primo classificato all’hackathon “Hack Your Shopping Experience”, lanciato nei mesi scorsi da Gruppo VéGé, colosso della grande distribuzione, e PoliHub, l’incubatore del Politecnico di Milano gestito dalla Fondazione Politecnico, e conclusosi ieri. Due giorni in cui giovani talenti da tutta Italia – sono state oltre 100 le candidature e 9 i progetti selezionati – hanno potuto confrontarsi con professionisti ed esperti del settore, docenti e mentor, per sviluppare un loro progetto in grado di migliorare l’esperienza di acquisto del consumatore, grazie all’adozione di nuove tecnologie, attraverso l’utilizzo di strumenti e metodologie in fase di sperimentazione all’interno del network di PoliHub.Il team di Samuele Milanesi, Luca Fabio Parafioriti, Andrea Pasotti, Federico De Faveri, Mattia Toffanetti, che si è classificato primo, ha ricevuto un premio in denaro e la possibilità di accedere gratuitamente a un programma di tre mesi di accelerazione imprenditoriale e tecnologica in PoliHub.
Al secondo posto si è classificato il team di Giulio Cantoro, Antonio Canu, Andrea Milanta, Gabriele Morgan Pereira, con un progetto che offre ai clienti retail un’esperienza personalizzata sulla base dei gusti e delle scelte personali tracciati con i big data. Il team di Andrea Natalino e Luca Mazza si è invece aggiudicato il terzo posto con un’applicazione che guida non vedenti e ipovedenti nella loro esperienza d’acquisto, ma che risulta utile a tutti per fruire in maniera potenziata di informazioni sui prodotti.Menzione speciale al team composto da Massimo Dell’Erba, Federico Quarato, Mario Turco, Michael Oggionni per un sistema di dynamic pricing che fidelizza il cliente proponendogli in tempo reale offerte profilate durante la sua permanenza nello store, grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale e big data.
“Il Gruppo VéGé, primo gruppo della GDO nato in Italia, si conferma ancora una volta la realtà nazionale della moderna distribuzione più all’avanguardia nella sperimentazione di progetti innovativi, facendosi promotore di un evento che valorizza i giovani talenti. Datempo stiamo assistendo ad un processo di digitalizzazione della realtà in costante aumento” sostiene Giorgio Santambrogio, Amministratore Delegato di Gruppo VéGé. “Anche nel nostro settore siamo chiamati ad individuare soluzioni innovative in cui la tecnologia sia sempre più avanzata ma nello stesso tempo in grado di mantenere l’uomo al centro per assicurare un’esperienza d’acquisto piacevole. Con l’evento ideato insieme a PoliHub vogliamo stimolare proprio i giovani che saranno gli imprenditori, i manager e i creativi di domani, per sperimentare insieme a loro le linee guida per creare il futuro”.
“In Italia oggi sono 37 milioni le persone che acquistano in chiave multicanale, circa il 67% della popolazione sopra i 14 anni”, afferma Giuliano Noci, Professore Ordinario di Strategia & Marketing del Politecnico di Milano. ”La grande distribuzione in questo senso deve essere pronta a cogliere un’importante sfida di trasformazione del processo di vendita attraverso un impiego sinergico ed ibrido di touchpoint online e offline. Il tema dell’hackathon apre quindi un’opportunità di confronto tra giovani innovatori digitali e una primaria realtà del settore come il Gruppo VéGé, per mettere a sistema il patrimonio di competenze e relazioni in un ambito che sarà oggetto di straordinarie trasformazioni come quello della GDO”.
“Come PoliHub siamo orgogliosi di poter contribuire a creare iniziative che mettano in connessione talenti in campo scientifico e tecnologico con i reali bisogni del mercato, stimolando l’attivazione di concreti processi di innovazione imprenditoriale volti a ridisegnare le aziende del futuro”, commenta Claudia Pingue, Direttore Generale di PoliHub. “Adesso per il team vincitore si apre un’opportunità importante: quella di accedere a risorse economiche e a un percorso di accelerazione della durata di tre mesi che porterà i ragazzi a poter sviluppare il prototipo per il test concreto al punto vendita”.

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Libro: Favola di New York Victor Lavalle

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Collana Le strade «Come i migliori film dei Coen, questa toccante fatasmagoria letteraria, questo romanzo che rifugge qualsivoglia classificazione, si insedierà in ogni fessura e recesso dell’immaginazione, conducendo il lettore in quei luoghi che non ha mai visitato perché o ne era troppo terrorizzato o non sapeva esistessero» Paul Beatty, autore di Lo schiavista, Man Booker Prize 2016.Una favola indimenticabile ambientata nel cuore dell’America di Trump, che racconta il coraggio richiesto per essere genitori ai giorni nostri fondendo il fiabesco dei Grimm, l’orrifico di Poe e il distopico di Black Mirror.
Un page turner che mescola la vita quotidiana in una modernissima New York al mito e alla leggenda, toccando temi caldi come la privacy dei figli nell’era dei social network. In libreria dal 6 giugno.

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Libro: Jalna Mazo de la Roche

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Con Jalna Fazi Editore riporta in libreria l’appassionante serie di romanzi di Mazo de la Roche, che tra gli anni Venti e Cinquanta ebbe un successo clamoroso, con 193 edizioni inglesi, 92 edizioni straniere e undici milioni di copie vendute in tutto il mondo.
Mazo de la Roche, tra le pochissime scrittrici canadesi a superare con la sua fama i confini nazionali, visse appartata e fu una figura tanto misteriosa quanto controversa, tanto da ispirare un recente film sulla sua vita, The Mystery of Mazo de la Roche.
Al centro delle vicende narrate, che ruotano attorno alla famiglia Whiteoak, c’è la grande tenuta coloniale di Jalna, sullo sfondo di un Canada dai paesaggi selvaggi e sconfinati. In libreria dal 4 luglio.

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Concerti d’organo nelle chiese di Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Roma Mercoledì 5 giugno alle 21.00 la chiesa di San Luigi dei Francesi, in piazza San Luigi dei Francesi, ospita il secondo appuntamento con “Organizzando”, la serie di concerti d’organo nelle chiese di Roma organizzati dalla IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti, ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Protagonista di questo concerto sarà Daniel Matrone, francese nato in Algeria da genitori di origine italiana e parigino di studi. Da vent’anni è organista titolare della Chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma ed è stato nominato Officier des Arts et des Lettres dal Ministero francese della cultura. Numerose sue incisioni hanno ricevuto riconoscimenti prestigiosi, come Choc du Monde de la Musique, Diapason d’or e Diapason d’or du siècle nel 2000.Matrone inizierà il suo concerto con due grandi compositori tedeschi, entrambi collegabili a Bach, per differenti motivi: prima un “Preludio e fuga” e un “Corale” di Dietrich Buxtehude, il maggior precursore tedesco di Bach nel campo della musica sacra, poi la Sonata n. 2 per organo di Felix Mendelssohn, che all’inizio dell’Ottocento riscoprì Bach, all’epoca quasi totalmente dimenticato.In quanto allievo a Parigi di Marie-Claire Alain e di Maurice Duruflé, Matrone è erede della grande e gloriosa scuola organistica francese, a cui è dedicata tutta la seconda parte del concerto, col “Preludio e fuga op. 109” di Camille Saint-Saëns, che esalta al massimo lo stile improvvisativo e la sbrigliata fantasia di questo illustre compositore del secondo Ottocento, e con lo “Scherzo in do minore” di Eugène Gigout, vissuto tra Ottocento e Novecento, allievo di Saint-Saëns e sua volta maestro della Alain, che fu insegnante di Matrone: questo certifica la continuità dell’antica tradizione organistica francese.Daniel Matrone concluderà con due brani composti da lui stesso: “Nobody Knows the Trouble I’ve Seen” (uno dei brani del “Triptyque pour le Normandie”, la nave bruciata nel porto di New York nel 1942) e “Preludio alla memoria d’Alfredo Casella”.Alla musica si unisce la pittura, perché tra tanti altri capolavori San Luigi dei Francesi custodisce ben tre tele di Caravaggio, che ne fanno la chiesa più ricca al mondo di opere di quel geniale pittore. “Organizzando” proseguirà l’11 e 19 giugno nella Chiesa Evangelica Luterana di via Sicilia, rispettivamente con gli organisti Francesco Finotti e Livia Mazzanti.

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Mostra: Transiti

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Torino 12 giugno all’8 luglio 2019, nella galleria Carla Spagnuolo di Palazzo Lascaris a mostra “Transiti”, a cura di Raffaella A. Caruso. L’esposizione viene inaugurata mercoledì 12 giugno alle ore 17.30.In esposizione, una trentina di opere donate da artisti di primo piano in ambito nazionale ed internazionale che, su invito della curatrice, si sono messi a disposizione della comunità, sostenendo le attività di AMMP Onlus tese a liberare dai bisogni primari le fasce più deboli della popolazione.«Inutile evidenziare – scrive Raffaella A. Caruso – come lo spostamento dei popoli oggi sia emergenza umanitaria oltre che grave monito per noi tutti: è transito l’attraversamento dei mari, è transito l’essere accolti da una mensa solidale, è transito l’uscita dal bisogno materiale e dal disagio interiore. “Transiti” vuole riflettere su come un drammatico noli me tangere abbia anestetizzato i sentimenti, rendendo il dolore di tutti un lontano dolore di altri, e su come l’opera d’arte, in virtù di un sentire universale a essa connaturato, sia necessario tramite alla consapevolezza di come la conquista della libertà sia una vittoria del singolo per tutti. Il concetto di libertà è analizzato qui per esteso: è ricerca di una terra nuova e promessa, è affermazione della propria identità piena, libera dal bisogno e dalla povertà. Gli artisti selezionati hanno sempre messo al centro della propria ricerca la libertà, il confronto tra i popoli, i temi della convivenza civile, alcuni vivendo su di sé il tema del viaggio, non solo come metafora, ma come esperienza reale alla ricerca della libertà».L’esposizione si articola idealmente in tre sezioni:
“Gli artisti del mondo” con opere di Juan Eugenio Ochoa, Josè Demetrio Peña, Graziano Pompili, Shinya Sakurai, Arjan Shehaj, Jorrit Tornquist. Artisti che hanno vissuto sulla loro pelle l’esperienza dell’emigrazione, del sentirsi straniero, della discriminazione, del disagio, nati in aree ancora prive di alcune libertà.
“Le scritture del mondo” con opere di Gianni Asdrubali, Ezio Bruno Caraceni, Marcello De Angelis, Feofeo, Reale Franco Frangi, Mimmo Iacopino, Giovanni Lombardini, Marco Nereo Rotelli, Mario Surbone, Telo, Caterina Tosoni. Artisti che compiono una ricerca segnica particolare, vicina alla tematica di una moderna Torre di Babele, simbolo di nuove energie e auspicio di unione.
“Transiti”, con opere di Davide Benati, Max Bi, Dario Brevi, Amanda Chiarucci, Antonio Ciarallo, Paolo Conti, Erk14, Theo Gallino, Riccardo Gusmaroli, Pietro Iori, Umberto Mariani, Sandro Martini, Fernando Picenni, Teso. Artisti che interpretano nel loro lavoro il passaggio come necessario momento di rinnovamento e spiritualità o che indagano il momento del passaggio in chiave astratta o figurativa.La mostra è realizzata con il sostegno di Banca Generali Private (main sponsor) e Chiusano & C. Immobiliare; media partner Espoarte. La galleria Carla Spagnuolo di Palazzo Lascaris è aperta al pubblico da lunedì a venerdì ore 9.00-17.00. Ingresso gratuito. Catalogo con ricco apparato iconografico e biografie ragionate degli artisti disponibile in sede.

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Conferenza di presentazione di Binario 9 e 3/4

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Novara martedì 11 giugno ore 11 presso il Circolo dei lettori, via F.lli Rosselli 20, Il progetto è un percorso di didattica, orientamento e partecipazione culturale rivolto agli adolescenti, sviluppato tra Italia e Svizzera. Nell’autunno 2019, nelle scuole secondarie di primo grado novaresi e grigionesi, partirà un programma di attività basato sulla creatività e la narrazione per accompagnare gli studenti alla scoperta di passioni, sogni, risorse interne ed esterne utili ad affrontare le sfide della formazione e della crescita. L’operazione è cofinanziata da Unione Europea Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, Stato Italiano, Confederazione elvetica Cantoni, nell’ambito del Programma di Cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera.Intervengono Maurizia Rebola, direttore Fondazione Circolo dei lettori, Alessandro Canelli, sindaco Città di Novara, Alessandro Varallo, Orientamento e Analisi fabbisogni Consorzio Scuola Comunità Impresa, Maria Chiara Pizzorno, direttore scientifico Next Level, Piero Bestagini, coordinatore Comunità di Sant’Egidio Piemonte – Onlus, Oscar Eckhardt, senior researcher Alta Scuola Pedagogica dei Grigioni e con la partecipazione dello scrittore Giuseppe Catozzella Saluti di Paolo Balzardi, project officer Autorità di Gestione Programma di Cooperazione Italia Svizzera.

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Prima edizione de Il Cinema in Tasca

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Roma. Giovedì 6 giugno dalle ore 20.00, la Scuola Regina Margherita di Roma Via Madonna dell’Orto – Trastevere ospiterà l’appuntamento conclusivo della prima edizione de Il Cinema in Tasca, progetto-laboratorio a cura dell’Associazione Offf, finanziato dal Miur e dal Mibact, rivolto agli studenti delle medie, per un uso consapevole e creativo dello smartphone attraverso la creazione di brevi video, con il coordinamento artistico del regista Andrea Jublin.Tutti i lavori montati in successione, verranno proiettati in una performance collettiva fruibile sullo schermo del cinema della scuola. L’iniziativa, non a caso, ha trovato casa nell’istituto scolastico di Trastevere, poiché l’edificio, prima scuola pubblica dell’Unità d’Italia, agli inizi del ‘900 è stato anche il primo ad avere una sala di cinema interna, da poco ristrutturata. Grazie alla sensibilità ed alla volontà della dirigente Pasqualina Mirarchi e della docente Cinzia Russo, la scuola ha tra i tanti fiori all’occhiello, quello di aver proposto sezioni legate all’arte, tra cui quella specifica ad indirizzo cinematografico.
Ambasciatore del Cinema in Tasca è Ivan Cotroneo, scrittore, sceneggiatore e regista, che col suo ultimo film “Un Bacio”, ha incontrato più di 30.000 ragazzi nelle scuole di tutta Italia, per sensibilizzare i giovani su temi quali l’amicizia, la diversità, il dialogo e soprattutto la lotta al bullismo. Da segnalare, tra i docenti del progetto, un altro nome importante come quello di Pippo Delbono.
L’idea del laboratorio nasce da una semplice riflessione. L’utilizzo dello smartphone “a fini didattici” è sdoganato purché opportunamente guidato, ma l’uso che i ragazzi ne fanno in privato rimane escluso dagli obiettivi educativi scolastici e spesso sottovalutato dall’educazione familiare. Eppure, l’età della scuola media è quella dove più frequente è l’insorgenza del bullismo, che da fisico diventa spesso digitale. Ma è anche l’età in cui si forma la consapevolezza della propria immagine, in cui si anticipa l’ingresso nel mondo dei social, in cui ci si avvicina a una narrazione della quotidianità non solo soggettiva, ma anche legata alla società e agli eventi.
Il progetto partito a febbraio, ha compreso la visione di alcuni grandi classici come E.T. e Stand by me, seguita da una sperimentazione individuale, seppur guidata, in cui è stato chiesto ai ragazzi di pensare, scrivere, girare, recitare e montare filmati, utilizzando le conoscenze acquisite nel corso. Il piano di lavoro ha avuto diverse fasi di realizzazione attraverso un percorso formativo composto dai seguenti moduli: GUARDARE, analisi di grandi film a confronto; RACCONTARE, da dove nasce una storia, come si sviluppa e in che modo finisce; RECITARE, GIRARE e MONTARE, i diversi mestieri del cinema; UN PERCORSO ALTERNATIVO: LA VIDEOARTE, espressione artistica che ha indagato le potenzialità espressive dei nuovi mezzi. La seconda edizione del laboratorio partirà a settembre 2019, con la riapertura della scuola, e si concluderà a dicembre 2019 replicando un nuovo evento con proiezione di nuovi video.
Regista, attore e sceneggiatore, Andrea Jublin è diplomato alla scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova. In seguito, ha studiato al corso di sceneggiatura Rai, a Roma. Da diversi anni insegna Narrazione Cinematografica alla Scuola Holden di Torino.

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Scuola: Nuova maturità, altro che stare tranquilli regna la confusione

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

La portata innovatrice non è stata da poco. Si va dalla cancellazione della terza prova all’allargamento di contenuti della seconda prova, diventata mista; dalla trasversalità sostanziale del colloquio all’introduzione del cervellotico meccanismo delle buste contenenti gli argomenti sempre dell’esame orale. È cambiato anche il sistema dei crediti: fino a 40 punti (12 al terzo anno, 13 al quarto e 15 al quinto) si possono assegnare attraverso gli esiti del triennio finale, poi ci sono 20 punti al massimo per ogni prova della maturità. Anief ha cercato di saperne di più, andando ad ascoltare il parere di alcuni addetti ai lavori: un insegnante, uno studente e un sindacalista.
Per l’insegnante la riforma è arrivata in medias res catapultata dal legislatore sui docente e sugli studenti candidati. Tutto è iniziato nel 2017, col decreto Buona Scuola e successive modifiche e riadattamenti. Da un punto di vista del contenuto didattico non ho nulla da dire sulla Riforma, specie sulla somministrazione delle prove scritte, che quest’anno consisterà nell’analisi di un testo poetico e di uno narrativo. L’analisi è un plusvalore, una virtù, mette gli studenti nelle condizioni di porsi problemi, è prerogativa del nostro mondo culturale, complesso, con un ventaglio di tante possibilità. Più che scrivere il classico tema, si porranno domande, cercheranno di scavare in un testo per comprenderlo. È un’operazione sociale, non solo culturale. Ci sono poi le emergenze. È stata abolita la terza prova, che nella forma simulata veniva proposta ai ragazzi fin dal quarto anno. Le circolari del ministero per gli esami di Stato sono state orientative e non dispositive, hanno creato confusione, hanno messo i docenti in un limbo, ma non possiamo lavarcene le mani come Ponzio Pilato. Il ministero ha avviato corsi di formazione in itinere, con molti orientamenti e poche disposizioni, i docenti si sono dovuti confrontare fra loro, più che con gli organi istituzionali, col Miur. Il colloquio è la novità più evidente. Alle prove scritte, che saranno due, seguirà il colloquio. Prima gestito parzialmente dagli studenti, con un percorso interdisciplinare preparato da loro stessi, con mappe concettuali, tesine. Il nuovo colloquio è rovesciamento del vecchio, per accertare competenze in aree professionalizzanti e dal colloquio i docenti dovranno ricavare il quadro delle competenze. In moltissime scuole non sono state avviate le simulazioni per prepararlo, troppo poco il tempo. La prova orale sarà avviata dall’apertura di una busta, scelta fra tre e quella busta conterrà l’oggetto da cui prenderà avvio il colloquio. Collegare fra di loro i contenuti delle varie discipline, i nodi concettuali sull’argomento della busta è quello che viene richiesto. La commissione, da sei a sette membri e presidente, dovrà rielaborare contenuti in buste (pari al numero dei candidati più due). Un testo, un disegno, un componimento, un grafico, una tabella dovrebbero attivare un percorso interdisciplinare dell’alunno. Ma i nostri studenti sono abituati a strutturare de visu uno stimolo immediato? Il colloquio non dovrà superare i 50 minuti. È paradossale poi che gli alunni debbano esporre in un elaborato multimediale il proprio percorso personale di alternanza scuola-lavoro, quando questo è stato drasticamente ridotto in termini di ore e attività. Altra criticità riguarda Cittadinanza e costituzione. Nei programmi di storia questo modulo non è esaustivo, anche nei testi, perfino le case editrici e gli enti formativi non hanno formato adeguatamente i docenti. Molti colleghi non sono del tutto preparati ad affrontare l’esame di Stato nella sua totalità.
Per lo studente l’eliminazione della terza prova non dispiace, con le sue decine di domande su tutte le materie. Il contenuto dell’orale, avviato dalla scelta di una fra tre buste, è ancora molto vago: ci risulta che gli stessi docenti che hanno fatto corsi di formazione non comprendevano cosa mettere dentro le buste. Da quanto ci hanno spiegato i professori, potrebbe esservi una frase, un’immagine, un articolo di giornale, su qualcosa che abbiamo studiato, oppure fuori dal nostro percorso. È lo spunto, non necessariamente umanistico, per cominciare un discorso più ampio e interdisciplinare possibile e dovrebbe dimostrare la capacità dello studente nell’articolare per bene e collegare. Ci sono titubanze, cose che spiazzano. È un’incognita la parte del colloquio relativo all’Alternanza scuola/lavoro, ma anche a Cittadinanza e costituzione, una materia che risale al biennio. Fortunatamente alcune scuole, come la mia, hanno preventivamente strutturato un percorso affine anche nell’ultimo anno.
Per il sindacalista Anief è completamente innovativa. La prova orale desta perplessità. Non si capisce come e quali percorsi preparare, né chi debba farlo. L’articolo 19 dell’Ordinanza indica nei commissari la preparazione dei percorsi, però i ragazzi vivono con ansia questa novità. Partire dal percorso di alternanza scuola/lavoro non convince, sulla loro esperienza e soprattutto l’estrazione della prova, una busta fra tre. Una novità a stagione in corso. Non si capiscono bene le interpretazioni di questa ordinanza ministeriale per uniformare la valutazione.

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Incontro Aran: Pronti a valorizzare la professione dei lavoratori della scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Presso l’Aran ha avuto luogo l’incontro tra le confederazioni sindacali per il rinnovo degli accordi quadro su comparti aree e rappresentatività. Teleborsa ha intervistato il presidente nazionale del giovane sindacato, divenuto rappresentativo in occasione delle elezioni Rsu 2018, Marcello Pacifico. Pacifico ha affermato che, in occasione dell’incontro, “alcune confederazioni come CGIL e CISL hanno chiesto di approfondire la questione sul rinnovo dei comparti e delle aree, mentre tutte le altre organizzazioni confederali, tra cui CISAL e anche la stessa CONFEDIR, hanno preso atto e tutti quanti hanno chiesto un impegno preciso per certificare quello che ormai è sotto gli occhi di tutti. Infatti è stato chiesto all’Aran di certificare questi dati che sono ormai emersi, in modo da affrontare nuove relazioni sindacali che rispettino la volontà di chi si iscrive a un sindacato, di chi vota un rappresentante sindacale, cioè sostanzialmente che rispettino le semplici regole democratiche, scongiurando il rischio di possibili danni o perdite di tempo per ragioni di convenienza”.”Anief nella delegazione Cisal era presente, così come Udir nella delegazione Confedir, ed entrambi i sindacati sono pronti a portare avanti le istanze di tutto il personale della scuola docente, educativo e Ata ma anche dirigente per valorizzare la professione e fare in modo che nella scuola si parli di contenuti che portino a un miglioramento dei servizi anche per il cittadino”.

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Scuola Precari, Anief scrive al Miur: assunzioni in arrivo solo per il 33%

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Il sindacato ritiene la misura insufficiente per debellare la piaga del precariato scolastico in procinto di essere avviata dal ministero dell’Istruzione, che salva circa 24 mila supplenti abbandonando tutti gli altri. Marcello Pacifico (Anief): Così non si risolve niente. Non servono assunzioni una tantum ma soluzioni a regime. Il giovane sindacato boccia la proposta unitaria dei sindacati rappresentativi sul reclutamento e rilancia con la richiesta di riapertura delle GaE, immissioni in ruolo da graduatorie d’istituto, assunzione di tutti gli idonei delle graduatorie di merito e delle GRME, oltre alla conferma dei ruoli di chi è stato assunto con riserva. Per gli Ata si chiede l’avvio dei passaggi verticali per tutti i profili e quote riservate nel concorso Dsga per gli amministrativi facenti funzione nel ruolo superiore. Scarica il documento inviato dal sindacato al Miur. Per il bene della scuola e di chi la vive ogni giorno, ci sono alcune questioni aperte che necessitano di essere affrontate con prontezza. Come quella del reclutamento di determinate categorie di lavoratori. A questo scopo, Anief ha inviato una proposta operativa al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, al sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano e a diversi dirigenti Miur, sulla prossima attivazione dei Pas, i percorsi abilitanti riservati ai docenti che hanno svolto almeno 36 mesi di supplenze e sugli assistenti amministrativi facenti funzioni Dsga. Tutte proposte che intendono conferire un respiro universale alle richieste formulate in questi giorni dagli altri sindacati rappresentativi sul medesimo tema.
Sul primo punto, riguardante i Pas, per i quali ci sarà un incontro dopodomani al Miur, Anief sostiene che un percorso formativo “analogo a quello del 2013 e in continuità con quanto avvenuto nel 2006 o ancora tra il 1999 e il 2000 rappresenta una risposta ordinaria a un problema storico che vede migliaia di docenti chiamati ad insegnare senza abilitazione (oggi, in 10 mila insegnano persino dalle domande di messe a disposizione)” e che “vista l’abolizione del sistema di formazione iniziale, si suggerisce di ritornare a una gestione delegata agli Uffici scolastici regionali, magari in convenzione con le Università, sul modello della certificazione dei crediti universitari richiesti ai laureati, visto che si tratta di personale, comunque, con 36 mesi di servizio prestato”.
Si adotterebbe un piano straordinario di stabilizzazione “riservato soltanto a un precario su tre (55 mila gli aspiranti interessati con 36 mesi di servizio che potenzialmente diventano 75 mila con 24 mesi), visto che si vorrebbero stabilizzare soltanto i primi 24.250 posizionati in graduatoria senza una selezione se non per titoli, a differenza del primo concorso riservato, che di fatto escludono ancora una volta gli insegnanti tecnico-pratici nonostante l’intervento recente del legislatore che ne valida il titolo fino al 2024”.
Secondo Anief, inoltre, c’è “poca chiarezza sul reclutamento degli attuali insegnanti abilitati, inseriti o meno delle GRME e non nelle GAE, e degli idonei dell’ultimo concorso ordinario le cui graduatorie di merito sono state prorogate a quest’anno e per i quali sarebbe opportuno consentire l’immissione in ruolo in altra regione come per gli ex FIT la possibilità di scegliere un posto diverso da quello accantonato. Ad ogni modo, una soluzione una tantum e per un terzo degli interessati appare discriminatoria e in verità poco risolutiva perché continua a reiterare il precariato delle graduatorie d’istituto”.

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Scuola, Rampelli-Mollicone (FdI): “Bene Pittoni ma governo si impegni a stabilizzare tutti i docenti”

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

“Fratelli d’Italia è disponibile a collaborare con la Lega nel lavoro di commissione e in aula per la stabilizzazione dei docenti precari, categoria più “dimenticata” d’Italia, in accordo con l’appello del presidente leghista della commissione Cultura al Senato Pittoni. Sosteremmo l’iniziativa anche sul Dl Crescita, e auspichiamo che il Movimento 5 Stelle si sintonizzi sulla stessa sensibilità altrimenti aiuteremo la Lega a superare questa criticità.Con l’introduzione di Quota100, l’accelerazione del turnover lascerà numerose cattedre vacanti, in fase d’aumento. A Settembre vedremo, probabilmente, assegnate 150 mila supplenze di almeno un anno. Ci auguriamo che il ministro Bussetti acceleri i termini dei piani di assunzione, garantendo i docenti precari storici nel segno della trasparenza.
Avvertite le prime criticità, siamo stati i primi a raccogliere la denuncia dei dirigenti scolastici per le irregolarità del concorso presentando un’interrogazione a risposta immediata in commissione, discussa dalla responsabile Scuola di FDI e deputato Ella Bucalo, alla quale il sottosegretario Giuliano ha risposto in modo lacunoso.Abbiamo un approccio concreto, e pensiamo prima agli interessi delle categorie dei professionisti della scuola rispetto al nostro credito politico. Esprimiamo la nostra completa solidarietà ai docenti e i nostri sinceri complimenti al Mida per aver sintetizzato in un unico appuntamento le istanze delle categorie.”È quanto dichiarano in una nota congiunta i deputati di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera, e Federico Mollicone, capogruppo in commissione Cultura e Istruzione, che hanno partecipato all’incontro del Mida oggi in Campidoglio.

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Scuola: Bussetti chiede meno compiti per le vacanze

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Moderazione nell’assegnare i compiti per le vacanze estive in vista della fine dell’anno scolastico: a chiederlo ai docenti è stato il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, nel corso di una visita alla scuola media statale “Nuccia Casula” di Jerago, istituto dove iniziò la sua carriera di docente. Secondo il presidente Anief, Marcello Pacifico, come consiglio generale quello del ministro può andare bene, ma a due condizioni: la prima è che studi tanto lui durante l’estate, perché la scuola così com’è andrà sempre peggio; la seconda è che si ricordi una volta per tutte che se un insegnante decide di destinare a degli alunni più o meno compiti, lo fa con cognizione di causa e sempre per il loro bene.
Il ministro dell’Istruzione torna a rivolgersi ai docenti, chiedendo loro di ridurre la quantità di compiti assegnati agli alunni in vista delle vacanze estive. Il consiglio è arrivato, probabilmente, a seguito dalla pubblicazione, in questi giorni, dell’analisi del Pirls 2016, secondo la quale gli alunni più carichi di compiti sono poi quelli che rendono meno nell’andamento scolastico. In realtà, commenta Orizzonte Scuola, ogni docente sa qual è la giusta dose di “compiti”, di attività, di spunti da proporre ai propri alunni e agisce sicuramente per il raggiungimento di obiettivi e non per “il semplice gusto” di assegnare dei compiti. Non è la prima volta che il ministro dell’Istruzione si preoccupa dell’eccessivo carico di lavoro che viene richiesto agli alunni fuori scuola: a dicembre, aveva chiesto ai docenti che “in un momento di riposo degli studenti e delle famiglie, vengano diminuiti i compiti durante le vacanze natalizie”, annunciando anche l’invio di una Circolare che avrebbe fornito la posizione ufficiale del Miur sulla quantità di compiti da assegnare nei periodi di sospensione di attività didattica. Quella Circolare non è mai arrivata, molto probabilmente a seguito delle tante lamentele del corpo docente per via dell’invasione di campo su un ambito che appartiene indiscutibilmente agli insegnanti. Ora, la nuova sortita. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “certi tipi di dichiarazioni sorprendono per la loro assoluta banalità. Certo, potrebbero anche essere fatte per il bene dei ragazzi, che a volte si ritrovano a svolgere una quantità eccessiva di esercitazioni, letture, elaborati, problemi e quant’altro. Resta da capire, però, il motivo per il quale un ministro dell’Istruzione debba saperne di più di un insegnante che conosce uno per uno i propri studenti. Anche queste dichiarazioni, quindi, suonano come dei messaggi, se non delle ingerenze, che vanno in qualche modo ad invadere la libertà di insegnamento”.

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Scuola: Assunzioni 2019, già fallita la tempistica del ministro Bussetti

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Nessun cambiamento: pure nella prossima estate le supplenze del personale docente si realizzeranno fuori tempo massimo, quindi anche dopo l’inizio delle lezioni. Lo si evince dall’impossibilità di realizzare il progetto del Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti di anticipare le immissioni in ruolo a fine luglio attraverso la pubblicazione repentina delle graduatorie ad esaurimento. Marcello Pacifico (Anief): Questo significa che le graduatorie definitive arriveranno solo a ridosso di Ferragosto, con le immissioni in ruolo e soprattutto le supplenze annuali che si realizzeranno a ridosso dell’avvio delle lezioni. Per non parlare delle mancate individuazioni: il problema di decine e decine di migliaia di posti privi di titolare, con i presidi costretti ad andare a caccia di supplenti, anche alla prima esperienza, per coprire l’alto numero di posti vacanti e disponibili rimasti tali anche a settembre. L’estate deve ancora iniziare, l’anno scolastico non è terminato, ma il progetto sulle assunzioni realizzato dal ministro dell’Istruzione in carica, Marco Bussetti, è già fallito. Si allungano, infatti, i tempi per vedere affisse le nuove graduatorie ad esaurimento, con la pubblicazione delle provvisorie che dovrebbe infatti avvenire entro il 16 luglio, mentre le definitive entro il 12 agosto 2019, ricorda oggi Orizzonte Scuola. Come se non bastasse, le graduatorie del concorso straordinario di cui al DDG n. 1456 del 7 novembre 2018 dovranno essere pubblicate entro il 30 luglio. Eppure, ricorda la stessa testata specialistica, in un’intervista al Giorno di fine novembre 2018 il ministro dell’Istruzione dichiarava “Anticiperemo i tempi di immissione in ruolo degli insegnanti, quest’anno vorremmo chiudere le operazioni a fine luglio. Un mese prima. Per avere tutto pronto per settembre”. Così evidentemente non potrà andare, considerati proprio i tempi tanto lunghi per l’elaborazione delle graduatorie ad esaurimento. Ad andar bene, le operazioni potranno essere condotte – come ogni anno – dopo Ferragosto e considerato che quest’anno il 15 è giovedì, probabilmente dal lunedì successivo, il 19. E se gli Uffici Scolastici, come ogni anno, lotteranno contro il tempo, per assicurare l’assunzione in servizio dal 1° settembre, non altrettanto potrà dirsi per i supplenti. “Invece di puntare sull’attuazione di progetti impossibili – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché il ministro dell’Istruzione non si impegna a realizzare l’unica vera soluzione al problema del precariato scolastico, ovvero la riapertura delle GaE? Cercare improbabili consensi con delle promesse che poi si mantengono, rappresenta un boomerang che alla lunga si ritorcerà contro l’operato di chi oggi amministra la scuola. A settembre, infatti, assisteremo al solito teatrino, con consigli di classi privi di diversi insegnanti, cambi continui di docenti, ad iniziare da quelli di sostegno: illudere la gente, sostenendo il contrario, è un’operazione intollerabile”.

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Commento post elezioni europee

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

A cura di Andrea Delitala, Head of investment advisory di Pictet Asset Management. Le ultime proiezioni sulla formazione del prossimo Parlamento europeo mostrano che i partiti europeisti, Popolari, Socialisti, Liberali, Verdi e Sinistra, mantengono la maggioranza seppure con una maggiore frammentazione. I sovranisti crescono, ma non si è verificata l’ondata euroscettica che tanti paventavano. Qualunque sarà l’effettiva aggregazione di Governo, rimarrà un Parlamento di impronta europeista, dove le voci di dissenso difficilmente potranno influenzare sensibilmente le politiche. È evidente, però, che ora Popolari e Socialdemocratici, avendo perso la maggioranza assoluta delle preferenze, dovranno cercare nuove alleanze, includendo Liberali, Verdi o entrambi.
I Liberali includono i francesi di En Marche, mentre i Verdi hanno sfondato soprattutto in Germania. Quindi, è evidente che Merkel e Macron, potrebbero spingere in due direzioni diverse: l’inclusione dei Verdi presuppone nuovi equilibri anche interni alla Germania, Macron, invece, punterebbe a superare la logica tedesca del partito ‘dominante’ (e trovare sponda nella nuova ‘Lega Anseatica’). Al momento, non è semplice capire come si chiuderanno i giochi dei raggruppamenti e delle nomine. Il sospetto è che per il candidato dei Popolari Manfred Weber alla Commissione gli spazi si stiano restringendo. L’Italia, il cui governo sarebbe rappresentato solo all’opposizione nel Parlamento Europeo, rischia l’emarginazione e questo non agevolerà il dialogo, in vista della legge di bilancio.
Sul fronte interno, il rovesciamento dei rapporti di forza tra Lega e M5S apre interrogativi sulla tenuta del governo e dello stesso Parlamento: l’ipotesi delle elezioni anticipate resta percorribile, ma deve tenere in considerazione i tempi per l’approvazione della prossima legge di bilancio. Storicamente non ci sono state tornate elettorali politiche in Italia in autunno, pertanto lo scenario centrale è che l’attuale maggioranza possa essere la medesima che discuterà i vincoli di bilancio con la (nuova) Commissione. Si è già visto che quando l’Europa non concede spazi, il livello del confronto interno sale. Quindi si ritenta di forzare questi limiti, ma probabilmente senza grande possibilità di successo. A questo punto un rimpasto di governo a breve o anche nuove elezioni nel 2020 sono più probabili.Dal punto di vista dei mercati, questo voto non cambia in modo rilevante le prospettive europee. Si può immaginare una lieve indicazione positiva per gli asset rischiosi europei per aver superato un (possibile) momento difficile senza traumi. Per un effetto di medio-lungo periodo, però, bisognerà aspettare e vedere se e cosa cambierà nei prossimi giorni, fino alle prime nomine. L’evento più “temibile” sarebbe la nomina di un Presidente non mediterraneo (Weidmann?) alla guida della BCE. L’incidenza negativa, più che sugli asset europei in aggregato, si avrebbe su quelli periferici e l’Italia in particolare. È comunque troppo presto per poter fare delle ipotesi certe.
Sugli asset italiani, invece, i prossimi mesi rischiano di essere volatili: da un lato l’affermazione della Lega a spese del M5S dovrebbe indurla ad avanzare richieste in Europa per aggiungere capacità di spese infrastrutturali o riduzione delle tasse (flat tax). Dall’altro lato l’atteggiamento dell’Europa non sarà accondiscendente, poiché la posizione italiana risulta isolata: la notizia di ieri (lunedì 27 maggio), ad urne appena chiuse, è che la Commissione, il prossimo 5 giugno, potrebbe aprire una procedura d’infrazione all’Italia per mancato raggiungimento degli obiettivi di deficit del 2018. Dejà vu o scontro definitivo? Gli asset azionari europei in questo momento sono meno preoccupati rispetto alla primavera del 2018 sul rischio geopolitico poiché il rischio macro derivante dalle tensioni commerciali è preponderante. Un fattore positivo sia per BTP che per i mercati azionari è che il posizionamento risulta essere molto ridotto rispetto a un anno fa: non ci sono posizioni rilevanti di carry sul BTP da parte di investitori esteri e l’azionario europeo continua a osservare importanti deflussi settimanali (superiori ai €100miliardi cumulativi su fondi ed ETF). Il fattore più preoccupante è che il punto di partenza dello spread (270bp) è molto più vicino alle soglie di allarme (350bp) rispetto al 2018 (in questo momento lo spread del BTP e solo 40bp inferiore a quello del decennale greco).

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Libro: La voce delle donne

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Roma Giovedì 6 giugno 2019 – ore 17.30 Casa Internazionale delle Donne – via della Lungara, 19. Intervengono Francesca Brezzi, Ordinaria senior di Filosofia Morale – Università degli Studi Roma Tre; Emma Fattorini, Docente di Storia Contemporanea – Università degli Studi di Roma “La Sapienza”; Marinella Perroni, Fondatrice e prima Presidente del Coordinamento Teologhe Italiane; Adriana Valerio, Docente di Storia del Cristianesimo e delle Chiese – Università degli Studi “Federico II” di Napoli.Modera Andrea Velardi, Giornalista.Saluti introduttivi Romano Cappelletto, Ufficio Stampa Paoline.È presente l’Autrice, Sabina Caligiani. Diciassette donne, studiose di valore, portatrici di storie ed esperienze significative. La giornalista Sabina Caligiani ha parlato con loro, in un registro a metà fra il dialogo e l’intervista giornalistica. Ne è nata una narrazione che è anche un singolare approccio ai temi più importanti dell’antropologia cristiana, affrontati con una grande varietà di strumenti e discipline, dalla teologia alla filosofia, dalla sociologia all’arte, dalle neuroscienze alla comunicazione.Ciò che ne risulta è una sorta di originale work in progress, di mobile mosaico live, che offre al lettore un inedito accesso ai complessi problemi legati alla costruzione di una nuova teologia al femminile.
Questi i nomi delle intervistate: Angela Ales Bello – Elena Bosetti – Francesca Brezzi – Cecilia Costa – Yvonne Dohna Schlobitten – Marcella Farina – Cristina Mandosi – Mary Melone – Cettina Militello – Serena Noceti – Laura C. Paladino – Maria Letizia Panzetti – Marinella Perroni – Caterina Ruggiu – Beatrice Salvioni – Cristina Simonelli – Adriana Valerio.
Donne, religiose e laiche, che attraverso un’opera appassionata e originale di riflessione e di ricerca, sono impegnate, in Italia, sui temi del femminile, nella Chiesa di papa Francesco. Sono in prima fila nelle sfide del cambiamento poste dai nuovi orizzonti della modernità. Ne nasce un «viaggio» che, attraverso l’ascolto e la testimonianza diretta di alcune fra le più significative protagoniste del dibattito attuale, indica, al di là delle differenze, una feconda prospettiva comune, capace di ricondurre la differenza e l’alterità dei sessi a una riconciliata unità, al reciproco riconoscersi, a quello stare insieme che solo favorisce l’autonomia. Sono voci, pur cosi individualmente caratterizzate, che si fanno in qualche modo, da un capitolo all’altro, eco e richiamo, e dibattono insieme stabilendo terreni comuni e suggerendo approcci di nuove strade. Una fecondità che nasce dallo scambio nella ricerca.
Sabina Caligiani, giornalista, è laureata in giurisprudenza e specializzata in Comunicazioni Sociali con particolare attinenza alla missione della Chiesa. Collabora con quotidiani locali e nazionali, riviste d’arte e cultura. Con Paoline, ha pubblicato Giovanni Paolo II. Il papa che parlava alla gente (2010) e Dove un giorno regnava la foresta. In Africa sulle orme di Chiara Lubich (2014).

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Nuovo libro Luigi Accattoli e Ciro Fusco: C’era un vecchio gesuita furbaccione

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Roma mercoledì 5 giugno 2019 – ore 18.30 Libreria Paoline Multimedia International – Via del Mascherino, 94. Incontro con gli Autori Luigi ACCATTOLI e Ciro FUSCO. Modera Elisa STORACE, Giornalista e autrice – TV2000. Saluto introduttivo Romano CAPPELLETTO, Ufficio Stampa Paoline.Come parla Francesco? In che modo parla di Dio? Spesso si serve di storie, di racconti, di esempi tratti dalla vita di ogni giorno. È questa la forma più contagiosa con cui propone il ritorno al Vangelo. Le parabole gli servono per farsi capire, ma anche per scuotere e per essere incisivo e concreto. Questa attitudine creativa alla narrazione evangelica gli proviene dall’essere stato parroco e vescovo in mezzo a un santo popolo di Dio, come lui lo chiama, dove il racconto dell’incontro con il Signore è ancora possibile.
Quest’uso delle parabole è un aspetto poco studiato della sua predicazione, benché segnalato dai media a motivo di parole e immagini che risultano nuove rispetto alla consueta forma linguistica usata dai suoi predecessori. Per questo Luigi Accattoli e Ciro Fusco hanno deciso di raccogliere e analizzare centodieci di questi racconti. Le parabole sono riportate nel linguaggio tipico di papa Francesco, un italiano colorato, molto espressivo e facilmente comprensibile da tutti. Gli Autori sono pervenuti alla conclusione che l’uso di questo genere narrativo da parte di Francesco ha tre obiettivi possibili: esplorare il nuovo, scuotere gli ascoltatori, dire qualcosa quando non può dire tutto. La parabola allora diventa magistero narrativo, pedagogia vissuta, storie di vita che il pastore offre ai suoi. Egli propone l’annuncio del Vangelo attraverso un ritorno, almeno ideale o simbolico, all’arte comunicativa di Gesù, grande ed efficace nell’uso della parabola.Scrivono Accattoli e Fusco nella prefazione: “Il libro ha due autori. Uno di noi interpreta, nella parte introduttiva, le finalità di Francesco che parla in parabole, l’altro, al termine della narrazione, ne studia le circostanze e le modalità. Insieme commentiamo i singoli racconti per renderli appieno comprensibili, staccati come sono dal contesto in cui il Papa li aveva proposti. Buona lettura!”.

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