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Scuola: Bussetti chiede meno compiti per le vacanze

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Moderazione nell’assegnare i compiti per le vacanze estive in vista della fine dell’anno scolastico: a chiederlo ai docenti è stato il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, nel corso di una visita alla scuola media statale “Nuccia Casula” di Jerago, istituto dove iniziò la sua carriera di docente. Secondo il presidente Anief, Marcello Pacifico, come consiglio generale quello del ministro può andare bene, ma a due condizioni: la prima è che studi tanto lui durante l’estate, perché la scuola così com’è andrà sempre peggio; la seconda è che si ricordi una volta per tutte che se un insegnante decide di destinare a degli alunni più o meno compiti, lo fa con cognizione di causa e sempre per il loro bene.
Il ministro dell’Istruzione torna a rivolgersi ai docenti, chiedendo loro di ridurre la quantità di compiti assegnati agli alunni in vista delle vacanze estive. Il consiglio è arrivato, probabilmente, a seguito dalla pubblicazione, in questi giorni, dell’analisi del Pirls 2016, secondo la quale gli alunni più carichi di compiti sono poi quelli che rendono meno nell’andamento scolastico. In realtà, commenta Orizzonte Scuola, ogni docente sa qual è la giusta dose di “compiti”, di attività, di spunti da proporre ai propri alunni e agisce sicuramente per il raggiungimento di obiettivi e non per “il semplice gusto” di assegnare dei compiti. Non è la prima volta che il ministro dell’Istruzione si preoccupa dell’eccessivo carico di lavoro che viene richiesto agli alunni fuori scuola: a dicembre, aveva chiesto ai docenti che “in un momento di riposo degli studenti e delle famiglie, vengano diminuiti i compiti durante le vacanze natalizie”, annunciando anche l’invio di una Circolare che avrebbe fornito la posizione ufficiale del Miur sulla quantità di compiti da assegnare nei periodi di sospensione di attività didattica. Quella Circolare non è mai arrivata, molto probabilmente a seguito delle tante lamentele del corpo docente per via dell’invasione di campo su un ambito che appartiene indiscutibilmente agli insegnanti. Ora, la nuova sortita. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “certi tipi di dichiarazioni sorprendono per la loro assoluta banalità. Certo, potrebbero anche essere fatte per il bene dei ragazzi, che a volte si ritrovano a svolgere una quantità eccessiva di esercitazioni, letture, elaborati, problemi e quant’altro. Resta da capire, però, il motivo per il quale un ministro dell’Istruzione debba saperne di più di un insegnante che conosce uno per uno i propri studenti. Anche queste dichiarazioni, quindi, suonano come dei messaggi, se non delle ingerenze, che vanno in qualche modo ad invadere la libertà di insegnamento”.

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