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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 4 giugno 2019

Mostra “La mazza e la mezzaluna. Turchi, Tartari e Mori al Santo”

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Altichiero Da Zevio, crocifissioneDal 9 giugno al 4 ottobre sarà visitabile ai Musei Antoniani di Padova la mostra “La mazza e la mezzaluna. Turchi, Tartari e Mori al Santo”, curata da Veneranda Arca di S. Antonio e dedicata a segni ed opere che alcune culture, lontane nel tempo e nello spazio, hanno lasciato nella basilica e nel complesso antoniano. Tra esse la mazza d’onore del tardo Rinascimento donata dal re polacco Giovanni III Sobieski, l’eroe della battaglia di Vienna contro i Turchi. Per il vernissage, domenica 9 giugno alle 11.00, l’ingresso è gratuito, per gli altri orari di apertura (da martedì a domenica ore 9-13.00 e 14-18.00) l’ingresso è a pagamento, secondo le modalità del Museo Antoniano.
Giovedì 6 giugno alle 20.45, all’Oratorio di San Giorgio, originale anteprima della mostra: una conversazione con la professoressa Giovanna Baldissin Molli, curatrice della mostra, seguita dal concerto della Schola di canto gregoriano e medievale Psallite Sapienter diretta dal maestro Letizia Butterin. All’esterno, sul sagrato della basilica, esibizione dei musicisti di djembe Falilou Seck, Julien Mendy, Lamine Drame Thioss insieme a musicisti italiani riuniti da Paolo Agostini di Ritmolandia.Il tema scelto per il Giugno Antoniano 2019, “L’incontro con l’altro”, è all’origine della mostra “La mazza e la mezzaluna. Turchi, Tartari e Mori al Santo”, curata dalla Veneranda Arca di S. Antonio che verrà inaugurata il 9 giugno alle 11.00 ai Musei Antoniani di Padova e rimarrà aperta nelle sue sale fino al 4 ottobre 2019.
L’idea della mostra nasce da una serie di incontri seminariali, organizzati con gli alunni del professor Gionata Tasini del Liceo “Romano Bruni” di Ponte di Brenta insieme alla d.ssa Chiara Dal Porto dell’Archivio della Veneranda Arca di S. Antonio, dedicati ad un oggetto molto particolare: una mazza da cerimonia, un bastone di comando espressione di prestigio e potere, che fu donato alla basilica dal re polacco Giovanni III Sobieski, che la storia ricorda come colui che alle porte di Vienna inflisse all’esercito turco una determinante sconfitta nel 1683. La storia prestigiosa di questo personaggio è stata indagata grazie agli incontri con il prof. Mirosłav Lenart, che tanti studi ha dedicato ai rapporti tra la basilica e la Polonia, e con la prof.ssa Giorgetta Bonfiglio-Dosio che ha spiegato ai giovani studenti l’importanza e la metodologia della ricerca d’archivio.
Da qui il progetto La mazza e la mezzaluna, allo scopo di cercare presenze e segni del Lontano e nel Diverso nel contesto antoniano. Nella mostra saranno esposti oggetti preziosi provenienti dalla Basilica e documenti dell’Archivio della Veneranda Arca di S. Antonio. Tra questi, oltre alla mazza d’onore, il Reliquiario della terra portata dall’Oriente dal beato Odorico da Pordenone e il Reliquiario del bicchiere di Aleardino.
Figure affrescate, missionari e viaggiatori, autori di reportage di viaggio nell’Estremo Oriente come il beato Odorico da Pordenone (che lo scrisse nel 1330, proprio nel convento del Santo), sono stati individuati e messi in relazione, volta per volta con realtà storiche differenziate, su cui è invece opportuno porre attenzione. Saraceni, Infedeli, Mori, Ebrei, Mongoli, Tartari, Ottomani, Pirati, Turchi: parole diverse che significano periodi ed eventi diversi, ma che hanno in comune il tema dell’incontro: che fu a volte tragico e drammatico, a volte foriero di scambi commerciali e culturali. E se la storia della politica e della diplomazia andarono in un senso, vale ricordare che il grande mare Mediterraneo fu continuamente solcato da uomini, da merci e da idee, sicché anche sulle pareti dell’Urbs Picta antoniana, soprattutto nell’oratorio di San Giorgio e nella cappella di San Giacomo Altichiero da Zevio, nell’ultimo terzo del Trecento, mise in scena i Tartari, i Saraceni, i Mori: avendo, come non di rado questa iconografia registra, un tema sacro importante, diffuso e di garbata scenografia. Proprio l’Adorazione dei Magi, con il suo corteo al seguito dei re sapienti giunti da lontano, mostra queste presenze foreste, perché già nel Trecento il gusto per l’esotico stava affascinando l’Occidente.
Il catalogo della mostra, in collaborazione con EMP, contiene anche una sezione dedicata al recente volume illustrato Odorico da Pordenone. Copyright foto basilica del santo: Altichiero Da Zevio, crocifissione)

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Nascita di un nuovo progetto editoriale

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

L’editore Stefano Donno affida la nascita di un nuovo progetto editoriale dal titolo Nova al giovane grafico Giuseppe Mauro, che vedrà la pubblicazione di volumi di prosa e poesia eleganti nella veste grafica, aperti a nuove latitudini della scrittura narrativa e poetica contemporanea. Si tratta di un momento ulteriore che l’editore Stefano Donno ha ritenuto necessario aggiungere alla sua attività di ricerca costante sul libro e le modalità di portarlo quanto più possibile alla fruibilità e disponibilità totale del pubblico dei lettori. E quale possibilità migliore di farlo se non con Amazon. Il primo volume è l’antologia completa (con una piccola appendice critica alla fine) dei testi editati di Chiara Evangelista da I Quaderni del Bardo Edizioni ovvero della prima raccolta “In Medias Res”, di due anni fa, e della seconda, uscita da pochi mesi, “Più probabile che non”. Il titolo? Il talco sulla cenere. “A chi mi ama per ciò che sono e a chi mi ha sostenuta in questo incipit… In medias res!”. Così si apre la raccolta poetica In Medias Res della leccese Chiara Evangelista. Ogni singola poesia si contraddistingue per l’utilizzo di rime, assonanze e, altre varie figure retoriche, seguite da una metrica che disegna un proprio flow e un mood singolare che appartengono a Chiara in maniera genetica. Questo pamphlet è densissimo di sequenze di versi molto ritmati, incentrati su specificità tecniche come rime baciate, assonanze-consonanze ed allitterazioni. Questi versi vanno scanditi per bene, e quasi sembrano avere una figura ritmica ben precisa come quella del 4/4, tanto queste parole consentono un ascolto lineare, ma soprattutto un approccio semplice ed immediato.”“La poesia di Chiara Evangelista è fatta da “Una scrittura che si rifiuta alla noia. Il lettore si abbandoni alla continuità alternata alla discontinuità delle sillabe convocate sulle pagine. Penso che in questo libro si assista alla messa in parodia del rapporto tra il linguaggio e la verità. Ne risulta che il lettore viene travolto dalla frenesia festosa insita, ma celata, nel linguaggio comune”. (Dall’introduzione di Tomaso Kemeny)
Chiara Evangelista nasce a Lecce nel 1997. Dopo aver conseguito la maturità classica, intraprende gli studi giuridici presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano. Nel 2017 esordisce con la sua raccolta poetica “In Medias Res” per “I Quaderni del Bardo Edizioni”. Successivamente si cimenta nella prosa e con il racconto “Ridere è un (h)obb(y)ligo”, pubblicato da “Historica Edizioni” nell’antologia “Racconti lombardi”, si aggiudica il primo posto al “Premio Internazionale Sylvia Plath” e il diploma di merito al premio letterario “Milano International”. Con la sua poesia “Status Quo”, passa le selezioni per “Il verso giusto” e ha l’onore di poter declamare i suoi componimenti a “Casa delle Arti-Spazio Alda Merini”, nella cornice di “BookCity17” a Milano. Insieme alla sua casa editrice (“I Quaderni del Bardo Edizioni”), partecipa al “Festival Internazionale della Poesia” di Milano. Nel 2018 la sua raccolta poetica ( “In Medias Res”) è stata tradotta in lingua inglese. Collabora come critica cinematografica e letteraria per la rivista online “Midnight Magazine”. Per febbraio 2019 è uscita la sua seconda raccolta poetica (“Più probabile che non”, iQdB Edizioni) con prefazione di Tomaso Kemeny e postfazione di Donato Di Poce.

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“social housing” in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Secondo le stime elaborate da Abitare Co. sui dati Istat, in Italia per ben 4,9 milioni di famiglie (il 19,5% del totale), ovvero 14,3 milioni di individui, l’accesso alla casa risulta difficoltoso. Inoltre, sono almeno 1,7 milioni gli individui in locazione che corrono un concreto rischio di diventare morosi. Soprattutto nelle grandi città aumentano i cittadini che non possono permettersi un alloggio sul libero mercato, ma non hanno neppure un reddito così basso da poter ricorrere alle case popolari. Per fare fronte a questa emergenza, da alcuni anni e negli ultimi tempi con più frequenza, nascono iniziative di sviluppo immobiliare classificate come “social housing”. Si tratta di nuovi modelli abitativi che cambiano il modo di vivere la casa e il quartiere mettendo al centro le persone, la famiglia, la condivisione, la solidarietà, e che, nel caso degli interventi più importanti, contribuiscono concretamente alla riqualificazione delle periferie dal punto di vista urbanistico, con un impatto positivo sull’intera comunità. Nelle principali aree metropolitane italiane, dove sono partiti numerosi progetti di social housing, i canoni di affitto convenzionato risultano inferiori del 30%-40% rispetto al mercato libero (da 4 a 6 euro al mq/mese); anche i prezzi di vendita sono mediamente più bassi, almeno del 35% (fra i 1.800 e i 2.400 euro al mq). Un successo “made in Italy” visto che in meno di dieci anni è stato investito in questi progetti circa 1,5 miliardi di euro (per 220 iniziative in tutta Italia), con la prospettiva di raggiungere entro il 2020 20mila alloggi sociali realizzati nell’ultimo decennio. Il Sud rimane il fanalino di coda, mentre il Nord è decisamente più vivace. Milano è sicuramente tra le città italiane più dinamiche per sviluppare progetti immobiliari che permettono di accedere ad abitazioni innovative e di qualità con prezzi inferiori ai 2.500 euro al metro quadro, come le due iniziative “Abitare Moneta” e “URBANA New Living”, progetti che hanno anche un impatto sul territorio.Il primo progetto, oggi in via di realizzazione, è l’intervento di smart living di via Moneta (zona Affori/Bovisa). Lo sviluppo prevede 300 abitazioni (di cui 91 in vendita al prezzo convenzionato medio di 2.480 euro al mq. e le restanti tutte in affitto convenzionato), dotate delle migliori soluzioni tecnologiche intelligenti e di servizi “condivisi” dedicati agli inquilini. Tanti gli spazi comuni progettati per lavorare, giocare, cucinare o guardare un film insieme agli altri condomini. L’impatto positivo sul territorio si manifesta con la realizzazione di ben 5.500 mq. di verde pubblico, privato e gli orti urbani, l’ampliamento e il rinnovo del vicino Parco Litta, circa 320 nuovi alberi piantati, 526 posti bici, 2 aree gioco per bambini, nuove piste ciclabili nel parco. La qualità tecnologica del progetto è evidenziata dal free Wi-Fi nelle aree comuni, le chiavi elettroniche per accedere negli stessi spazi, l’App di quartiere, il controllo dei consumi da smartphone, gli spazi per il car sharing e per la ricarica delle auto ibride, la videosorveglianza.

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Due nuovi biosimilari per la cura di pazienti affetti da patologie immunologiche

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Sandoz annuncia la disponibilità anche in Italia di due suoi nuovi farmaci biosimilari: Hyrimoz, approvato per tutte le indicazioni del prodotto adalimumab1 di riferimento tra cui artrite reumatoide, psoriasi a placche, morbo di Crohn e colite ulcerosa e Zessly, autorizzato per tutte le indicazioni del farmaco infliximab2 di riferimento tra le quali artrite reumatoide, morbo di Crohn in forma pediatrica e non, colite ulcerosa in adulti e bambini, spondilite anchilosante, artrite psoriasica e psoriasi a placche.
Questo è uno degli argomenti trattati durante la due giorni “Value for the Future” organizzata da Sandoz a Roma, per discutere insieme a clinici, istituzioni e pazienti sulle opportunità offerte dai biosimilari; un confronto sempre più necessario tenendo in considerazione il loro crescente utilizzo ed il loro contributo a tutto il sistema sanitario.Con l’introduzione dei due nuovi biosimilari, Sandoz amplia l’offerta di cura a disposizione dei clinici, dando loro la possibilità di scegliere la migliore alternativa terapeutica per i pazienti elegibili al trattamento con biologico.“I farmaci biosimilari rappresentano un’opportunità per il clinico e consentono un risparmio di risorse, soprattutto se si tiene conto che in Italia il numero di pazienti trattati con farmaci biotecnologici è tra i più bassi d’Europa” dichiara Luigi Sinigaglia, Direttore della Struttura complessa di Reumatologia del Gaetano Pini-CTO di Milano. “Se si fa riferimento alle limitazioni di budget delle singole Regioni, la nostra esperienza con i biosimilari è in generale positiva, soprattutto nei pazienti cosiddetti naïve, che non sono mai stati trattati in precedenza con farmaci biologici, e non c’è ragione per non utilizzare il biosimilare nel paziente che ha indicazione per quel farmaco specifico.”Un recente studio condotto da “The European House Ambrosetti” per il Gruppo Novartis in Italia ha evidenziato come Sandoz contribuisca a creare valore anche attraverso i risparmi generati dall’utilizzo di farmaci equivalenti e biosimilari.

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Novità sulla gestione del diabete

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Treviglio Sabato 15 giugno 2019 (inizio ore 08.30) presso la Sala Verde dell’Ospedale di Treviglio il Dipartimento di Patologia e Prevenzione, unitamente all’UOC Malattie Endocrine – Centro Regionale per il Diabete Mellito dell’ASST Bergamo Ovest, in collaborazione con ADB (Associazione Diabetici Bergamaschi), ha organizzato un incontro sul tema “Novità in tema di gestione sanitaria del diabete mellito.” “Come è noto, Regione Lombardia – precisa Peter Assembergs, Direttore Generale ASST Bergamo Ovest – ha formulato innovative proposte di gestione della cronicità e della fragilità. Nell’elenco delle patologie croniche il diabete mellito rappresenta una condizione paradigmatica, vista la sua elevata frequenza, al suo importante impatto sociale ed alla necessità di razionalizzare le risorse ad esso destinate.
Il convegno si prefigge di offrire un momento di confronto tra i vari attori coinvolti nella gestione di questa patologia, per poter comprendere come meglio giungere ad una condivisione di strategie operative, coerentemente con le indicazioni di governo della cronicità introdotte nella nostra Regione.
“Sarà l’occasione – spiega Antonio Bossi, Direttore della Diabetologia dell’ASST Bergamo Ovest – per riflettere sulle nuove modalità di management della malattia diabetica relativamente alla presa in carico da parte dei Gestori, al ruolo dei Centri Servizi, dei Centri Specialistici e dei MAP, coinvolgendo anche i cittadini e il volontariato istituzionale; vi sarà anche spazio per un confronto sulla nuova modalità di distribuzione dei presidi (glucometri, strisce reattive e lancette pungidito), ausili necessari per il monitoraggio a domicilio del diabete”. Saranno proprio i Direttori Generali dell’ATS Bergamo, Massimo Giupponi e della nostra ASST, Peter Assembergs, ad accogliere i partecipanti introducendo i lavori che vedranno impegnati, come relatori, i Direttori Sanitari dei due Enti. Carlo Alberto Tersalvi parlerà del ruolo di governo dell’ATS nella “presa in carico” della persona con diabete nella nostra provincia, mentre Callisto Marco Bravi esporrà l’impegno di ASST Bergamo Ovest nell’offerta multispecialistica, in risposta alle esigenze sanitarie delle persone con diabete. Lo snodo focale della relazione ospedale-territorio nella gestione della malattia diabetica verrà affrontato da Flavia Simonetta Pirola (Direttore Sociosanitario ASST Bergamo Ovest), mentre Marco Gambera (Direttore Servizio Farmaceutico ATS Bergamo) sarà incaricato di descrivere l’innovativa modalità di prescrizione e distribuzione dei presidi sanitari per il controllo della malattia diabetica. Vi sarà poi spazio per un interessante scambio di opinioni, su stimolo e moderazione di Antonio C. Bossi (responsabile scientifico dell’evento) che intervisterà Roberto Trevisan (Direttore UOC Diabetologia ASST PG23 Bergamo) sull’esperienza vissuta nel grande ospedale cittadino, da specialisti di riconosciuta eccellenza nazionale, Leonardo Barbera (Medico di famiglia referente dell’Area Diabete dell’ATS Bergamo) che esporrà quanto viene svolto dalle cooperative dei medici distribuite sul territorio, mentre il presidente dell’ADB, Giambattista Negretti, sarà portavoce delle esigenze e delle aspettative dei pazienti che affrontano in prima persona la convivenza con la cronicità.

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Libro: “Nebbie in Valpadana”

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Bergamo Domenica 9 giugno 2019 alle ore 11:00 alta Gypsotheca e Museo Cividini nella Antica Zecca, via Donizetti 18/a Il consueto appuntamento con le Letture Bergamasche che si terrà domenica 9 giugno 2019 presso la Gypsotheca e Museo Cividini nella Antica Zecca di Bergamo a cura dello scultore Pierantonio Volpini sarà introdotto dalla scrittrice e giornalista Mimma Forlani e vedrà protagonista Piero Burnelli autore del libro di racconti ”Nebbie in Valpadana”
(Lubrina Editore, 2018)Presenterà il volume Dario Cangelli, in dialogo con l’autore. Saranno proiettate immagini di maestri della scena fotografica italiana della Milano anni Sessanta e Settanta, che colgono la mutazione di una metropoli in cui tutto cambia. Su questo sfondo affiorano ambientazioni e personaggi di una Milano a tratti riconoscibile ancora oggi, a cui Piero Burnelli – milanese d’elezione – guarda con simpatia e affetto.
A commento sonoro, brani musicali che restituiscono lo spirito meneghino all’ombra della Madonnina. Letture a cura di Stefania Burnelli.”Il libro di racconti di Piero Burnelli è una passeggiata nella memoria della sua vita trascorsa in una Milano ormai scomparsa, spesso avvolta nella nebbia. La quotidianità intrecciata di esperienze gioiose o tragiche è colta da una scrittura semplice ma non banale che si snoda in un ralenti, adatto all’indugio e alla riflessione filosofica. Lo sguardo di Piero si posa sulle case di ringhiera dei quartieri popolari, sulle vit e di personaggi marginali per raccontarne con parole benevole e comprensive il lato luminoso e oscuro.” Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.

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Scuola: Docenti precari, la proposta tradisce l’impegno del Governo a risolvere il problema

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Soltanto uno su tre dei precari con 36 mesi prenderà il ruolo, mentre in 100 mila, tra cui molti insegnanti già oggi abilitati, continueranno a fare i supplenti. Della proposta di stabilizzazione presentata dal presidente della Lega della VII Commissione del Senato, alla quale anche FdI ha dato il suo appoggio, non se ne è fatto niente. Marcello Pacifico (presidente Anief): Non è con le promesse o con i contentini che si risolvono i tanti problemi ancora pendenti presso i tribunali e la Commissione europea. Per le stabilizzazioni bisogna ripristinare il vecchio doppio canale di reclutamento.

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Scuola: Organici del personale sotto la lente del sindacato

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

L’accusa arriva dal presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico: Sui posti di sostegno stiamo chiedendo il commissariamento del Miur, perché quasi la metà delle cattedre non viene assegnata ai ruoli, come per quelli relativi alle sezioni Primavera nella scuola dell’infanzia e ai 20 mila relativi ai nuovi profili previsti per il personale Ata mai attivati. Andremo fino in fondo perché la precarietà si sconfigge a partire dalla definizione corretta dell’organico di diritto.

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Scuola – Pacifico: “Concorso Infanzia e Primaria, i posti vanno triplicati”

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Nel mirino di Anief il Concorso per Infanzia e Primaria, che prevede 16 mila posti, 10 mila dei quali per l’anno scolastico 2020/21, 6mila per il successivo.
Sono numeri insufficienti, per varie ragioni, come spiega lo stesso presidente Marcello Pacifico: “Basti pensare – osserva il sindacalista autonomo a Italia Stampa – che solo tre anni fa erano stati banditi 26 mila posti. E poi sono tantissimi quelli di sostegno in deroga, che non diventano di ruolo, nonostante le tante esigenze certificate. Stesso discorso vale per la stabilizzazione delle sezioni Primavera che da due anni fanno parte del sistema ordinamentale dello Stato”.“Siamo pronti a impugnare il bando di concorso, perché siano raddoppiati o anche triplicati i posti. È un bando illegittimo, anche perché continua a escludere gli educatori e coloro che hanno preso l’abilitazione all’estero, abilitazione che – conclude Pacifico – lo Stato ora nemmeno riconosce”.

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In aumento gli italiani che vivono all’estero

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Se è vero che l’Italia ormai da anni è diventata Paese di immigrazione, tuttavia sono in aumento anche le emigrazioni verso l’estero di concittadini – compresi i naturalizzati. In particolare sono sempre più numerosi i cittadini italiani che scelgono altri Paesi dell’Unione Europea per vivere e lavorare: in base ai dati Eurostat al 1° gennaio 2018 gli italiani sono il terzo gruppo di cittadini europei che vive in un altro stato membro, dopo i rumeni e i polacchi.
Dal 1° gennaio 2016 al 1° gennaio 2018 i nostri concittadini che hanno scelto di vivere in altro Paese europeo sono cresciuti del 14,3%, passando da 1 milione e 435mila a 1 milione e 640mila residenti in UE. La principale destinazione è la Germania, che accoglie al 1° gennaio 2018 oltre mezzo milione di italiani (578mila), più di un terzo di tutti gli italiani in Europa. Il Regno Unito, che in termini assoluti è stato scelto da oltre 300mila italiani, registra in termini relativi un incremento significativo nell’ultimo anno (+26%). Il terzo Paese europeo per numero di italiani residenti è la Spagna (221mila); al quarto posto la Francia con oltre 200mila italiani, che però rispetto al 2017 “perde” 2.137 italiani residenti. È in Portogallo che si registra il più alto incremento di italiani – più che raddoppiati in due anni – che da 6mila sono diventati 13mila. Se si considerano anche i Paesi EFTA (European Free Trade Association – Associazione Europea di Libero Scambio), la Svizzera si conferma una “storica” meta italiana: nella confederazione elvetica da tre anni mediamente sono oltre 300mila i concittadini residenti.

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Tumore al pancreas

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Chicago. Per la prima volta un trattamento di mantenimento nel tumore del pancreas metastatico migliora la sopravvivenza libera da progressione. Si chiama olaparib, inibitore dell’enzima PARP, e, nei pazienti con mutazione dei geni BRCA1 e/o BRCA2 (gBRCAm), ha ridotto del 47% il rischio di progressione della malattia. A 2 anni, il 22% dei pazienti trattati con olaparib risulta libero da progressione di malattia (rispetto al 9,6% di quelli trattati con placebo). Sono i dati principali dello studio internazionale di fase III POLO, presentati oggi in seduta plenaria al 55° Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) in corso a Chicago e pubblicati sul New England Journal of Medicine, tra le più prestigiose riviste mediche al mondo. Lo studio ha coinvolto pazienti con adenocarcinoma del pancreas con mutazione germinale nei geni BRCA1 e/o BRCA2 che avevano seguito per almeno 16 settimane chemioterapia di prima linea con derivati del platino senza progressione di malattia. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere olaparib o placebo, a partire da 4-8 settimane dopo l’ultima dose di chemioterapia, continuando fino a progressione o tossicità inaccettabile. Novantadue pazienti sono stati trattati con olaparib e 62 con placebo. “L’attuale standard di terapia nella malattia metastatica offre una mediana di sopravvivenza libera da progressione di malattia di soli 6 mesi – spiega il prof. Giampaolo Tortora, ordinario di Oncologia Medica all’Università Cattolica di Roma, direttore del Comprehensive Cancer della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e coautore dello studio POLO -. Fino a oggi, nessun trattamento di mantenimento nel tumore del pancreas aveva migliorato la sopravvivenza libera da progressione. POLO è quindi il primo studio che, nei tumori del pancreas, stabilisce un vantaggio con un nuovo farmaco biologico sulla base di una mutazione genetica-molecolare. Inoltre, si stanno, studiando altre alterazioni molecolari in piccoli sottogruppi di pazienti. Si apre così, finalmente anche in questa malattia, una strada già percorsa con successo in altri tipi di neoplasie come quelle del polmone, mammella, colon e melanoma, in cui i pazienti ricevono terapie in base alle rispettive mutazioni nel profilo genico-molecolare del tumore”. Nel 2018, in Italia, sono stati stimati 13.300 nuovi casi di tumore del pancreas, con una sopravvivenza a 5 anni pari all’8,1%.
Lo studio POLO ha dimostrato un incremento significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza nei pazienti con mutazione dei geni BRCA1 e/o BRCA2 che hanno ricevuto olaparib invece del placebo dopo chemioterapia, ottenendo una sopravvivenza media liberi da progressione di malattia di 7,4 mesi rispetto a 3,8 mesi, riducendo quindi del 47% il rischio di progressione della malattia.
Nello studio POLO, il tasso di risposte al trattamento, endpoint secondario dello studio, è stato del 23,1% (18/78) tra i pazienti trattati con olaparib contro l’11,5% (6/52) con placebo (odds ratio 2.30; 95% CI 0.89–6.76; P=0.103). Due pazienti trattati con olaparib hanno ottenuto una risposta completa. Dato interessante è stata la durata media delle risposte: quasi 25 mesi con olaparib contro 3.7 mesi con placebo.

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Libro: Attacco dalla Cina: Michael Dobbs

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Collana Darkside. Dall’autore di House of Cards un nuovo episodio della serie di Harry Jones, integerrimo e insolente ex militare pluridecorato dalla scorza dura, un protagonista che non si vedeva dai tempi di James Bond.
In Attacco dalla Cina un gruppo di hacker prova a mettere in ginocchio le più grandi potenze del mondo occidentale: Harry Jones ha un weekend per salvare il mondo. Nuova serie tv in fase di lavorazione. In libreria dal 13 giugno

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Libro: Avviso di chiamata Delia Ephron

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Collana Le strade. Dopo il successo di Siracusa, è in arrivo il romanzo d’esordio di Delia Ephron, sorella di Nora e insieme a lei autrice di film come C’è posta per te.
Una nuova lettura estiva brillante e intelligente: Le carriere, gli amori e le rivalità di tre sorelle fra New York e Los Angeles: su tutti spicca il personaggio ispirato proprio a Nora Ephron, geniale e carismatica donna di successo, che nel film omonimo Avviso di chiamata fu interpretato da Meg Ryan (con lei Diane Keaton, che ne fu anche regista). In libreria dal 20 giugno.

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Prezzi: lieve frenata del tasso di inflazione

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

L’Istat ha diffuso i dati relativi all’andamento del tasso di inflazione a maggio, che si attesta al +0,9%, in lieve diminuzione rispetto ad aprile quando segnava quota 1,1%.
“Alla base della lieve decelerazione” – spiega l’Istat – “c’è un effetto di rientro rispetto ai balzi dovuti ai ‘ponti’ di aprile.” Sul dato incide notevolmente la frenata dei costi dei beni energetici non regolamentati, in primis i carburanti.Il tasso relativo al carrello della spesa cresce invece al +0,5% (dallo 0,3% di aprile).Con il tasso di inflazione a questo livello l’aggravio annuo per una famiglia tipo ammonta a circa 266,40 Euro: un aumento insostenibile per le famiglie, i cui redditi non aumentano in misura proporzionale rispetto al costo della vita.“La crescita dei costi dei beni di largo consumo rappresenta un elemento di forte preoccupazione, dal momento che inciderà notevolmente sulle famiglie, specialmente quelle meno abbienti.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.Tale dinamica non fa altro che sottolineare la necessità di un piano straordinario capace di determinare una ripresa stabile dell’occupazione, incidendo così in maniera positiva sul rilancio della domanda interna e dell’intero sistema economico.

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L’Onu ha lanciato l’allarme antisemitismo

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

L’UNHCR, l’Alto commissariato dell’Onu per i diritti umani, ha condannato l’aumento di episodi di odio antiebraico negli Stati Uniti e in Europa.La portavoce dell’UNHCR, Marta Hurtado, ha espresso “grave preoccupazione” per una situazione che sta peggiorando ogni giorno e ha ricordato l’esortazione dell’incaricato del governo federale tedesco per la lotta all’antisemitismo, Felix Klein, di non indossare la kippah in pubblico in ogni occasione.Marta Hurtado ha ricordato quanto accaduto di recente in Austria, Usa e Germania, sostenendo che “tali eventi non possono purtroppo essere descritti come isolati” e ha invitato “tutti i governi a moltiplicare gli sforzi per combattere il razzismo e l’intolleranza”.L’antisemitismo è una piaga che ha colpito molti paesi, fra cui l’Inghilterra, dove il partito Laburista è stato formalmente indagato per antisemitismo da parte dell’EHRC, la Commissione per l’eguaglianza e i diritti umani.Secondo questa authority pubblica non governativa diversi membri del partito guidato da Jeremy Corbyn sono accusati di aver “illecitamente discriminato, importunato o perseguitato persone” della comunità ebraica. La Commissione ha affermato che l’indagine è partita dopo numerose segnalazioni.Dal canto suo il partito Laburista britannico ha annunciato piena collaborazione e ha respinto tutte le accuse.In Europa e negli Usa esiste un reale problema legato all’antisemitismo. Nel Vecchio Continente gli episodi di odio antiebraico hanno coinvolto Germania, Austria, Svizzera, Svezia, Francia e Italia; mentre negli Stati Uniti le città colpite sono state Pittsburgh e San Diego.In un contesto storico come quello attuale, dove il presunto diverso diventa il capro espiatorio, l’antisemitismo cresce e fa proseliti, anche con la compiacenza di alcuni partiti politici.

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Elezioni europee: populisti e falsi progressisti

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

By Vincenzo Brandi. “Lo scenario peggiore si è concretizzato” è il commento di Mauro Gemma nel suo articolo sull’esito delle ultime elezioni europee apparso sul sito della rivista “Marx21”. Gemma cerca di analizzare le cause del crollo del movimento 5 Stelle, che ha dimezzato la percentuale dei suoi voti rispetto alle precedenti politiche, ed del contemporaneo raddoppio della percentuale della Lega cresciuta fino ad oltre il 35%. Mette sotto accusa le ambiguità e la timidezza del movimento in materia di grandi opere inutili e l’incompetenza e la presunzione del giovane leader Di Maio. Prevede un possibile ulteriore cedimento dei 5 Stelle in materia di politica estera, anche sui due punti in cui avevano timidamente mostrato una capacità di autonomia: il non riconoscimento del golpista Guaidò quale presidente del Venezuela e l’accordo con la Cina per l’iniziativa Belt&Road. Gemma non è tenero nemmeno con l’autocompiacimento del PD (che in effetti ha leggermente aumentato la sua percentuale, ma senza riuscire ad intercettare i voti in uscita di milioni di elettori di 5 Stelle delusi che – secondo i primi sondaggi – si sono diretti essenzialmente verso l’astensione); e giustamente non considera significativi alcuni piccoli successi limitati di liste di sinistra come quella dei Comunisti di Rizzo, rimasti comunque sotto l’1%.
Gli amici Piero Pagliani, nei suoi interventi in rete, e Fulvio Grimaldi nel suo blog, esprimono concetti simili, ricordando anche l’approvazione del decreto sicurezza voluto dalla Lega che colpisce, non solo l’immigrazione clandestina, ma anche qualsiasi azione di dissenso pubblica. Ribadiscono i cedimenti del movimento in materia di grandi opere (TAP, TAV, Pedemontana, ILVA, ecc.) ed in materia di politica estera (sanzioni confermate a Venezuela, Russia, Siria, Iran; fedeltà alle politiche degli USA ed alla NATO). Denunciano una mancanza di strategia politica e di organizzazione sul territorio, sostituita da un illusorio affidarsi agli effetti taumaturgici della Rete. Prevedono gli effetti negativi di una prossima approvazione della Flat Tax, mentre – potrebbe aggiungersi – il cavallo di battaglia del movimento 5 Stelle, il “reddito di cittadinanza”, è affidato a risorse insufficienti, divorate anche dall’aumento delle spese per la Difesa (acquisto dei costosi ed inutili F-35, conferma del varo di costose navi da guerra come la “Trieste” costata più di un miliardo, conferma di missioni militari all’estero). Critiche simili vengono anche da un apprezzabile documento dei CARC.
Un punto comune a tutte queste analisi – certamente condivisibile – è che l’indubbia avanzata dei partiti “populisti” e “sovranisti”, che usano retoriche di “destra” (non solo in Italia con la Lega, ma anche in Gran Bretagna con Farage, in Francia con la Le Pen, in Ungheria con Orban che ha conquistato la maggioranza assoluta, in Grecia, ecc.) , non può trovare un reale polo alternativo nei partiti liberisti, filocapitalisti, filo-NATO, e sostenitori delle peggiori imposizioni finanziarie ed economiche della UE che soffocano in una morsa i paesi ed i popoli europei. Questi partiti si articolano in Popolari (come i partiti della Merkel o di Berlusconi), Liberali e Socialdemocratici (come il PD e la SPD tedesca), pronti ad allearsi tra loro per cercare di fermare la deriva populista ed anti-europeista. Né c’è da gioire per l’affermazione dei Verdi francesi o tedeschi. Piero e Fulvio ricordano quanto siano fedeli questi partiti alle politiche capitaliste liberiste e alle politiche guerrafondaie di USA e NATO. Basti ricordare il ruolo determinante giocato dai Verdi tedeschi, guidati dal ministro degli Esteri Fisher e dall’ex-sessantottino Cohn-Bendit, nella guerra alla Jugoslavia. Piero ricorda anche come questo partito, fortemente anti-comunista ed anti-russo, lodato dal finanziere Soros, si opponga (naturalmente per ragioni “ecologiche”) alla realizzazione del North Stream che porterebbe l’economico e abbondante gas russo in Europa.
In genere questi partiti pseudo-progressisti si pongono come fiore all’occhiello la loro politica dell’accoglienza dei migranti; ma la strumentalità e l’ipocrisia di questo atteggiamento è ormai smascherato agli occhi di gran parte degli Europei. Non si fa mai un’analisi seria e si tace sui motivi della migrazione, che sono lo sfruttamento neo-coloniale, il ricatto del debito, le guerre di aggressione e le sanzioni economiche (come quelle verso Libia, Siria, Somalia, Costa d’Avorio, Iran, Sudan, Afghanistan, ecc.), azioni di cui sono responsabili quelle stesse forze politiche filo-capitaliste che piangono sulla sorte dei migranti. Né si parla mai della povertà estrema di chi rimane in Africa ed Asia perché non è nemmeno in grado di spostarsi e del feroce sfruttamento di coloro che di fatto sono deportati nei paesi ricchi e sottoposti a ricatto economico, né delle inevitabili tensioni con i lavoratori europei che vedono in pericolo i loro diritti per la presenza di una massa di manovra formata da diseredati. Il risultato è che la questione è sempre più gestita dai movimenti “sovranisti” (Lega, Le Pen, Orban, ecc.) con le loro politiche sulla “sicurezza”.
A parere di chi scrive non bisogna però abbandonarsi allo sconforto. Il successo delle liste sovraniste non significa un generale ritorno del fascismo e del razzismo in Europa. Queste liste usufruiscono della disillusione di vasti settori, anche di proletariato e piccola borghesia, traditi dalle ex liste di sinistra divenute sostenitrici della grande finanza capitalista e delle soffocanti istituzioni liberiste europee. Il problema è come rilanciare il movimento verso il socialismo e la liberazione dei popoli (forte in Cina, Corea ed altri paesi dell’Asia, Africa ed America Latina) anche nei paesi occidentali dove la “sinistra” , salvo qualche modesta eccezione (forse i Comunisti Portoghesi e Cechi? Il KKE? Forse la Linke?), è rappresentata solo da qualche gruppetto autoreferenziale.
(articolo pubblicato sul numero di giugno della “Voce di GAMADI”)

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Pil: Istat rivede, primo trimestre +0,1%, annuo -0,1%

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

L’Istat rivede al ribasso le stime diffuse a fine aprile: il Pil italiano nel primo trimestre del 2019 è salito dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti mentre è calato dello 0,1% su base annua.”Pessima notizia! Anche se viene confermata l’uscita dalla recessione tecnica, la previsione del Governo di avere una crescita a fine anno dello 0,2% diventa meno credibile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Considerato che la Commissione Ue sta già contestando i nostri conti, non poteva esserci notizia peggiore. Ora aumenta il rischio di una manovra correttiva, magari sotto forma di eliminazione del bonus di 80 euro e della riduzione delle detrazioni fiscali, fintamente compensate da una pseudo flat tax” conclude Dona.

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Sistemi di cura per l’ictus: pubblicate le nuove raccomandazioni Usa

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Perfezionare i sistemi di cura per l’ictus è necessario affinché i progressi scientifici si traducano in migliori esiti clinici dei pazienti. A sostenerlo è il nuovo policy statement dell’American Stroke Association (ASA) pubblicato su Stroke, che arriva in seguito agli sviluppi dell’ultimo decennio in merito a terapia endovascolare, cure neurocritiche e certificazione dei centri per l’ictus, e all’avvento del telestroke e delle unità mobili per l’ictus. Con il nuovo statement, rilasciato durante il National Emergency Medical Services Week, l’ASA aggiorna le raccomandazioni presenti nella precedente pubblicazione (2005) allo scopo di aiutare i responsabili delle politiche e la sanità pubblica a raggiungere un rinnovo continuo dei sistemi di cura per l’ictus. «Queste raccomandazioni riflettono i tanti progressi fatti e cosa ancora deve essere realizzato per massimizzare gli esiti dei pazienti nella cura dell’ictus acuto» afferma Opeolu Adeoye, della University of Cincinnati negli Stati Uniti. Tra queste troviamo la scelta dell’ospedale. In caso di paziente con sospetto ictus grave, le unità di emergenza devono prendere in considerazione la possibilità di allungare fino a 15 minuti il tragitto per raggiungere un ospedale che possa realizzare la trombectomia endovascolare, procedura che, insieme alla somministrazione di ateplase, deve essere eseguita rapidamente, ma che non tutti gli ospedali forniscono. Si raccomanda l’attuazione di programmi di educazione pubblica, soprattutto per le popolazioni ispaniche e di colore che sembrano avere minore conoscenza delle cause e dei sintomi dell’ictus e quindi meno possibilità di beneficiare dei servizi di emergenza. Agenzie governative, pronto soccorso, medici ed esperti dovrebbero collaborare allo sviluppo di protocolli di triage per far sì che l’ictus sia rapidamente identificato. Inoltre, la prevenzione secondaria dei pazienti dovrebbe essere sostenuta dai centri certificati e la riabilitazione dovrebbe comprendere cure primarie e servizi specializzati, come la fisioterapia. Infine, si raccomanda l’attuazione di politiche federali e statali che permettano a tutti i pazienti di ricevere tempestivamente le cure adeguate e di avere facile accesso alle risorse di prevenzione e riabilitazione. «I responsabili politici dovranno identificare il modo migliore per creare sistemi locali/regionali che massimizzano il triage e la cura di tutti i pazienti con ictus sospetto» afferma Robert Harrington della Stanford University (USA) in un editoriale correlato. (fonte: Stroke. 2019. doi:10.1161/STR.0000000000000173. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31104615 by Doctor33)

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I pazienti “guariti” dal cancro in Italia sono aumentati del 29% in otto anni

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Chicago. Erano 704.648 nel 2010, sono diventati 909.514 nel 2018. Passi in avanti importanti, a cui hanno offerto un contributo decisivo la diagnosi precoce grazie agli screening, i miglioramenti a livello organizzativo (Reti Oncologiche Regionali), i progressi diagnostici (in ambito di caratterizzazione biomolecolare), chirurgici, radioterapici e le terapie con farmaci innovativi. Ma la spesa per i farmaci anticancro nel nostro Paese è in costante crescita ed è passata da 3,3 miliardi di euro nel 2012 a più di 5 miliardi (5.063 milioni) nel 2017. Per continuare a garantire a tutti le terapie migliori, è fondamentale che venga confermato il Fondo per i farmaci oncologici innovativi, istituito nel 2016 per un triennio e pari a 500 milioni di euro all’anno. È l’appello dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) dal 55° Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), che si apre oggi a Chicago con la partecipazione di circa 40mila esperti da tutto il mondo. “Il Fondo è in scadenza a fine anno, chiediamo alle Istituzioni il rinnovo di questa fonte di risorse dedicate oppure provvedimenti che comunque permettano di poter trattare in maniera adeguata i nostri pazienti – afferma Stefania Gori, Presidente Nazionale AIOM e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar -. L’alto livello dell’assistenza oncologica in Italia è dimostrato dai numeri: in dieci anni (2006 – 2016), la mortalità è diminuita del 24% fra gli uomini e del 12% fra le donne. Un risultato a cui ha contributo anche l’innovazione, in particolare l’oncologia di precisione. Perché il paziente possa ricevere una terapia di precisione sono necessarie una diagnosi accurata e una definizione del profilo molecolare della malattia con test specifici: diventa cioè necessario verificare che il tumore di quel paziente venga sottoposto a valutazione biomolecolare e che il paziente riceva, nel caso di test molecolare positivo, la terapia indicata. Si amplia così il concetto di appropriatezza diagnostico-prescrittiva che permette, attraverso una selezione adeguata del paziente, di evitare che i farmaci ad alto costo vengano prescritti in maniera non adeguata, evitando trattamenti inutili ai pazienti e, nel contempo, ottenendo risparmi notevoli per il sistema sanitario nazionale”.
Nel 2017 sono stati spesi circa 409 milioni di euro del Fondo per i farmaci anticancro innovativi e, nel 2018, il limite dei 500 milioni non è stato sforato. AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) determina le condizioni di accesso al Fondo definendo i criteri di innovatività. Il modello proposto prevede un approccio multidimensionale, che tiene conto di tre elementi fondamentali: il bisogno terapeutico, il valore terapeutico aggiunto e la qualità delle prove (robustezza degli studi clinici).
Nel 2018, in Italia, sono stati diagnosticati 373.300 nuovi casi di tumore. Il 63% delle donne e il 54% degli uomini sono vivi a 5 anni dalla diagnosi. “L’aumento annuale del numero di neoplasie maligne diagnosticate e che in molti casi richiedono terapie a lungo termine – spiega Giordano Beretta, Presidente eletto AIOM e Responsabile dell’Oncologia Medica all’Humanitas Gavazzeni di Bergamo – costituisce una grande sfida per i sistemi sanitari, che si trovano di fronte a necessarie revisioni delle risorse economiche e umane disponibili. I servizi sanitari per la gestione della malattia non sono sostenibili nella loro forma attuale. Oltre al rinnovo del Fondo per i farmaci oncologici innovativi, devono essere implementate le reti oncologiche regionali attive soltanto in Lombardia, Piemonte e Valle D’Aosta, Veneto, Toscana, Umbria, Liguria, Puglia, Campania e nella Provincia autonoma di Trento. Solo un modello organizzativo di questo tipo consente a tutti i pazienti sul territorio di accedere in modo uniforme alle cure migliori”.
“Devono essere inoltre abbreviati i tempi di accesso alle nuove terapie – sottolinea il presidente Gori -. Il tempo che trascorre fra il deposito del dossier di autorizzazione e valutazione presso l’EMA (agenzia regolatoria europea) e l’effettiva disponibilità di un nuovo farmaco nella Regione italiana che per prima rende disponibile il trattamento è di circa due anni e questo lungo processo può penalizzare fortemente i malati. Oggi, in Italia, diverse disposizioni regolano l’accesso e la prescrizione di farmaci approvati da EMA prima del rimborso a carico del servizio sanitario nazionale: è il cosiddetto early access, cioè l’accesso ‘anticipato’ alle terapie. Queste modalità regolatorie permettono ai pazienti di essere trattati con farmaci antitumorali efficaci ma non ancora rimborsati dal servizio sanitario nazionale: per questo motivo AIOM ha deciso di inserire nel proprio sito web (www.aiom.it) anche la lista dei farmaci oggi resi disponibili all’interno di programmi di EAP o compassionevoli. Un ulteriore aiuto agli oncologi italiani per curare al meglio, sempre, i pazienti oncologici”.
“Sono quasi 3 milioni e quattrocentomila (3.368.569) i cittadini che vivono dopo una diagnosi di cancro, in costante crescita (+3% anno) – afferma Roberto Bordonaro, segretario nazionale AIOM e Direttore Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliera Garibaldi di Catania -. La medicina di precisione, che richiede di effettuare in maniera sempre più estesa test di profilazione genica, impone al Sistema Sanitario Nazionale l’imprescindibile esigenza di definire con chiarezza le regole di accesso a questi esami”.
“In particolare, il test per conoscere lo stato mutazionale dei geni BRCA dovrebbe essere effettuato su tutte le pazienti con tumore dell’ovaio al momento della diagnosi – sottolinea Saverio Cinieri, tesoriere nazionale AIOM, Direttore del Dipartimento di Oncologia medica e Responsabile della Breast Unit dell’Ospedale Perrino di Brindisi -. È questa la via da seguire per definire le migliori strategie terapeutiche e iniziare il percorso familiare che potrebbe permettere l’identificazione di persone sane con mutazione BRCA, nelle quali impostare programmi di sorveglianza o di chirurgia (annessiectomia bilaterale) per la riduzione del rischio di sviluppare la neoplasia”.

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Umanizzazione delle cure contro il cancro negli ospedali italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Chicago. Diventa un esempio da seguire nel resto del mondo. Con un incremento degli interventi psico-sociali nei reparti di oncologia, è infatti possibile migliorare dal 10% al 25% la qualità di vita dei pazienti colpiti da tumore. Per la prima volta un progetto scientifico, tutto italiano, dimostra e quantifica i benefici dell’umanizzazione delle cure destinante a chi sta affrontando il cancro. Si chiama HuCare-2 e i principali risultati sono presentati oggi, durante la sessione orale del Congresso della American Society of Clinical Oncology (ASCO), in corso a Chicago. Il progetto è promosso e fortemente sostenuto dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e da MEDeA Medicina e Arte onlus (associazione di volontariato di Cremona). Ha coinvolto in totale 772 pazienti di 15 diversi reparti oncologici italiani, equamente distribuiti su tutto il territorio nazionale. “L’obiettivo principale che si siamo posti è fare in modo che i reparti oncologici introducano una serie di interventi psicosociali che migliorano la salute e la qualità di vita dei malati, contrastare l’ansia e la depressione che interessano circa il 70% dei pazienti oncologici e, in maniera, grave oltre un terzo dei malati – afferma Rodolfo Passalacqua, responsabile scientifico di HuCare e Direttore dell’Oncologia di Cremona -. Si tratta di disturbi seri, che possono impattare negativamente sulla risposta del malato alle cure. Gli oncologi e, più in generale, tutto il personale medico-sanitario devono sempre più saper affrontare queste situazioni critiche. Abbiamo quindi, come AIOM, avviato per questo progetto circa 25 corsi specifici che hanno coinvolto in totale 392 tra medici e infermieri. Attraverso il progetto HuCare vogliamo soprattutto creare percorsi comuni e condivisi sia per i camici bianchi che per i pazienti. E’ infatti fondamentale riuscire a uniformare gli interventi di psicologia oncologica o di comunicazione tra medico-paziente. In questo modo, l’assistenza risulta più efficace e migliorano anche le condizioni generale di salute così come hanno dimostrato i risultati estremamente interessanti che abbiamo ottenuto”. AIOM ha fondato alcuni anni fa a Milano la prima Scuola di Umanizzazione in Oncologia in Europa: Scuola AIOM-HuCare. Con il progetto HuCare2e sono stati avviati nei reparti sei diversi interventi: la formazione di tutto lo staff clinico (medici e infermieri) per migliorare le capacità comunicative e relazionali; lo screening dei pazienti per misurare l’ansia e la depressione; lo screening dei bisogni sociali; l’assegnazione di un infermiere di riferimento a ogni paziente; l’utilizzo di una lista di domande per tutti i malati per favorire la comunicazione con il medico; un percorso strutturato per fornire a malati e care-giver informazioni in modo corretto. “Siamo orgogliosi che un progetto AIOM sull’umanizzazione delle cure sia stato presentato al più importante appuntamento scientifico mondiale di oncologia – spiega Stefania Gori, Presidente Nazionale AIOM e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar -. Fornire un migliore e più appropriato supporto psicologico ai pazienti è un aspetto imprescindibile del nostro lavoro. Solo nel 30% dei casi i disturbi psicologici che affliggono questa particolare categoria di persone sono diagnosticati e trattati. E’ un dato che deve essere migliorato, soprattutto se consideriamo l’evoluzione dell’oncologia italiana. Oggi sei italiani su dieci colpiti da tumore riescono a sconfiggerlo e la tutela della qualità di vita dopo e, soprattutto, durante i trattamenti anti-cancro è perciò fondamentale. Si stanno aprendo nuove sfide alle quali dobbiamo saper rispondere in modo adeguato attraverso una sempre più specifica preparazione. HuCare rappresenta quindi un progetto pilota: come Società Scientifica siamo pronti ad avviare nuove iniziative simili”.

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