Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Pensioni Anief: fa bene il Governo a non cedere all’Ue

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 giugno 2019

Dinanzi alla possibilità concreta che ad inizio luglio la Commissione europea sanzioni l’Italia per via del debito pubblico, il Governo gialloverde mette le mani avanti: non solo Quota 100 è confermata, come ha ribadito oggi il premier Giuseppe Conte, ma si intende mettere ancora mano alla riforma previdenziale facendo scendere le pensioni di anzianità a 41 anni. Marcello Pacifico (Anief): Ci sono delle professionalità, come quelle che operano nella scuola, che non possono continuare a rimanere in servizio dopo i 60 anni di età. L’anno scorso, abbiamo formalizzato questa richiesta nella Legge di Bilancio con una serie di emendamenti che avrebbe permesso l’accesso e la decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità secondo le regole precedenti alla legge Fornero, oltre a collocare la professione docente tra quelle a carattere gravoso.
“Sulla legge Fornero siamo solo all’inizio. La lettera dell’Ue ci dice che abbiamo sbagliato a iniziare a smontarla e ad approvare ‘quota 100’. Io rispondo educatamente che siamo solo all’inizio perché l’obiettivo è quota 41”, ha detto il vicepremier Matteo Salvini a Foligno. “Andare in pensione dopo 41 anni di fabbrica, di negozio o di ospedale – ha sottolineato il leader della Lega – mi sembra il minimo. Quindi sarà un bel confronto tra due prospettive diverse, di vita”. Secondo Anief, la proposta che il vicepremier Matteo Salvini intende attuare, anticipando l’uscita dei lavoratori con 41 anni di contributi, è il minimo che si possa fare. “Ricordiamo a chi si indigna – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che in Europa l’insegnante lascia in media a 63 anni, con Francia e Germania che offrono la possibilità di andare in pensione con 27 anni di contributi accumulati e senza particolari decurtazioni. Non si tratta di fare delle concessioni, ma solo di accordare il diritto alla pensione, dopo avere accumulato oltre 40 anni di contributi, e di ammettere una volta per tutte che vi sono delle professioni, come quelle che si svolgono a scuola, particolarmente stressanti. Anche l’Oms ha confermato questo, descrivendo di recente il burnout, tipico malessere cronico che si riscontra nei lavoratori della scuola, come una sindrome che conduce allo ‘stress cronico’ impossibile da curare con successo”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: