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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Scuola Precari, Corte dei Conti: ecco perché abbiamo numeri record

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 giugno 2019

Anief lo sostiene da mesi e lo ha ribadito tre giorni fa: l’estate che ci accingiamo a vivere sarà ricordata come quella del record di supplenze, con quasi 200 mila contratti a tempo determinato. A dirlo, adesso, è anche la Corte dei Conti, attraverso il Rapporto 2019 sul coordinamento della finanza pubblica: l’organo di rilievo costituzionale parte dal fatto che quest’anno (2018/2019) viene registrato un aumento di cattedre “a tempo”, tanto da raggiungere quota 157.154 (al netto dei contratti FIT, finalizzati alle assunzioni in ruolo in caso di valutazione finale positiva) di cui quasi 36mila affidate con contratto annuale fino al 31 agosto e oltre 127mila assegnate fino al termine delle lezioni, vale a dire il 30 giugno. E a settembre i numeri cresceranno ancora, anche per via dei pensionamenti di Quota 100 e di altre decine di migliaia di convocazioni per i ruoli che andranno deserte. Marcello Pacifico (Anief): Anziché fissarsi sui concorsi a lungo termine, il ministro Marco Bussetti doveva attuare una politica straordinaria, sia per tamponare la situazione dei troppi “buchi” di docenti nei Consigli di Classe sia per dare una segnale importante alla lotta al precariato. Invece, ora riprenderà la stagione dei ricorsi.
Anief lo ha sempre detto: le procedure concorsuali sono esposte ai ricorsi e si preannunciano lente, se non a rischio annullamento, come quello per dirigenti scolastici finito nel mirino dei Tar e delle procure. È anche per questo errore di valutazione che a settembre ci ritroveremo con un docente italiano precarizzato su quattro. “Noi – dice Marcello Pacifico, leader dell’Anief – lo ripetiamo da tempo: occorre riaprire il doppio canale di reclutamento, assieme alle GaE, in modo da assumere in ruolo tutti gli abilitati. E confermare contratti a tempo indeterminato stipulati con clausola rescissoria per chi ha superato l’anno di prova. Pure l’avvocato generale Szpunar della Curia europea si è detto d’accordo con la tesi della Commissione di Bruxelles e del professore Rossato. Inoltre, continuiamo ad attendere gli esiti della sentenza C-331/17 Sciotto, della Corte di Giustizia Europea del 25 ottobre scorso, per vedere tradotti in tempo indeterminati tutti i contratti oggi ingiustamente collocati a termine”.

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