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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Scuola: Posti vacanti fino al 30 giugno?

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 giugno 2019

Mentre la scuola pubblica italiana si avvia a vivere il record delle supplenze annuali, come confermato nei giorni scorsi dalla Corte dei Conti, per colpa del Miur che continua ad ignorare la riapertura delle GaE e lo scorrimento del doppio canale di reclutamento, gli uffici scolastici continuano ad applicare norme tese a risparmiare sui costi del bilancio pubblico, ma a spese degli interessi del personale precario. Una di queste adozioni illegittime che continua a perpetrarsi, in modo palesemente illegittimo, è la riduzione ingiustificata della supplenza di due mesi, collocando la scadenza al 30 giugno anziché al 31 agosto dell’anno successivo. Marcello Pacifico (Anief): Il Miur e i suoi uffici scolastici continuano a far finta di non sapere che la natura della cattedra non cambia a seconda di chi la conferisce. Se un posto è libero,va assegnato in supplenza annuale fino al 31 agosto dell’anno successivo, come prevede la legge 124/99. La Cassazione lo ha già confermato più volte. Chi ricorre dimostrando la vera natura del suo posto nel rispetto della normativa interna, non può essere penalizzato.Per giustificare il “giochino” che porta via al supplente due stipendi pieni, l’amministrazione non sa più cosa inventarsi. Soprattutto dopo che anche il diritto comunitario e le direttive di Bruxelles sono indirizzate in difesa del diritto leso al lavoratore precario. Una delle spiegazioni più bizzarre è stata fornita ad un assistente tecnico precario della rivista Orizzonte Scuola, subentrato ad un collega di I fascia con un contratto di supplenza annuale scadenza 31 agosto, al quale l’ufficio scolastico e il dirigente interpellato hanno detto che “sul motivo per cui al precedente assegnatario venga stipulato un contratto di supplenza annuale (scadenza 31 Agosto) mentre a chi segue di supplenza temporanea (scadenza 30 Giugno), ritengono che essendo il posto già stato in precedenza assegnato (anche se da un precario) il successivo contratto debba essere stipulato secondo la lettera B (e non A) del summenzionato decreto”.

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