Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Scuola: Precari sfruttati. I giudici risarciscono anche gli eredi

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 giugno 2019

Ai precari della scuola, docenti e ATA, il Ministero non riconosce il diritto alle progressioni stipendiali, gli scatti di anzianità calcolati in base agli anni di servizio effettivamente svolti anche se con contratti a termine. È notizia di qualche giorno fa che in Lombardia una madre di una docente deceduta ha ottenuto in tribunale il diritto agli scatti di anzianità mai riconosciuti alla figlia proprio perché il suo contratti erano tutti a tempo determinato. Un diritto violato riconosciuto dal Tribunale nel rispetto della normativa comunitaria che lo Stato italiano viola da ormai 20 anni e cui va applicata la prescrizione lunga decennale, proprio perché è credito da violazione di norma comunitaria. Marcello Pacifico (Anief): “Dietro i contratti a termine ci sono storie di Lavoratori cui da sempre il Miur nega pari dignità rispetto al personale di ruolo. Come sindacato sentiamo continuamente storie di sacrifici, di professionalità non ricompensata e diritti violati. Il contratto nazionale di categoria deve rispettare tutti i lavoratori e riconoscere pari dignità ai precari, porteremo anche la loro voce ai tavoli della trattativa, probabilmente saremo l’unico sindacato a chiedere di rispettare questo principio, ma lo faremo come sempre a testa alta perché per noi dietro quei contratti precari ci sono persone, ci sono Lavoratori, con la lettera maiuscola!”.
In sentenza si legge a chiare lettere come “ai sensi del combinato disposto dell’art. 489 del D. Lgs. n. 297/1994 e dell’art. 11, comma 14 della legge 124/1999 – ai fini del riconoscimento dell’anzianità di servizio per la collocazione nei corrispondenti scaglioni stipendiali, il periodo di insegnamento non di ruolo è considerato come anno scolastico intero se ha avuto durata di almeno 180 giorni, oppure se è stato prestato ininterrottamente dal primo febbraio sino al termine delle operazioni di scrutinio finale”. Sulla base di tale principio, il giudice decide di “ricostruire la retribuzione spettante nel corso dei vari periodi di servizio a termine, prima ed a prescindere dall’eventuale immissione in ruolo”, disapplicando, quindi, quanto indicato dal Contratto collettivo nazionale del lavoro in relazione agli stipendi dei lavoratori precari, perché una norma interna o pattizia non può confliggere con norme superiori di natura vincolante, come una direttiva comunitaria, appunto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: