Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 22 giugno 2019

Nuovo Capo di Stato Maggiore della Marina Militare

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

ammiraglio giuseppe cavo.jpgRoma. Nel pomeriggio di ieri, a Palazzo Marina, si è svolta la cerimonia di avvicendamento del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare tra l’ammiraglio di squadra Valter Girardelli e l’ammiraglio di squadra Giuseppe Cavo Dragone. Hanno partecipato il ministro della Difesa, dr.ssa Elisabetta Trenta, e il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli.“Dedico questo capitolo importante della mia vita ai 38 miei compagni di corso, del corso Invicti, che il 3 marzo del 1977 sono caduti insieme al loro ufficiale accompagnatore e ai 5 membri dell’equipaggio dell’aereo che li trasportava sul Monte Serra. Io li ho sentiti vicini durante tutta la mia carriera e sono sicuro che anche in questa mia nuova importante avventura mi indicheranno la via” ha dichiarato il nuovo capo di stato maggiore Giuseppe Cavo Dragone, dopo aver ricevuto la Bandiera di Guerra della Marina e delle Forze Navali. Simbolo delle tradizioni e dei più alti valori che abbracciano uomini e donne, militari e civili, di tutta la Forza Armata. (foto copyright marina militare)

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Rifiuti, emergenza in strada a Roma e progetto di discarica a Pian dell’Olmo

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Legambiente “Tornano i cumuli di rifiuti tra le strade della Capitale con il picco di produzione estiva. Roma invece di Rifiuti Zero, è all’anno Zero sui Rifiuti” “No alla discarica di Pian dell’Olmo, peraltro troppo vicina al Tevere e all’area protetta regionale. Se iter fosse favorevole, il Comune dovrebbe fermarla dimostrandone l’inutilità, oggi ne giustifica l’esistenza con 1 milione di tonnellate di monnezza che vanno già in discariche e inceneritori altrove”In questi giorni i romani sono di nuovo alle prese con i cumuli di rifiuti abbandonati in strada, siamo nel puntuale picco estivo di produzione, periodo dell’anno che insieme alle feste natalizie mette a dura prova la pulizia delle strade, lo svuotamento dei cassonetti e quindi tutto il ciclo dei rifiuti.“Tornano i cumuli di rifiuti tra le strade della Capitale con il picco di produzione estiva – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – basta alzare lo sguardo per rendersi conto che la situazione ritorna a precipitare, senza svuotamento dei cassoni, senza spazzamento e con una città sporca. L’amministrazione comunale di Roma, invece di Rifiuti Zero, porta la capitale all’anno Zero sui Rifiuti: non c’è un ciclo corretto, non ci sono impianti per gestirlo, non c’è da oltre quattro mesi un assessore che abbia la responsabilità politica sui rifiuti ancora in capo alla Sindaca, non c’è economia circolare, non ci sono impianti per gestire le frazioni e non ci sono neanche progetti presentati, a partire da quelli per la biodigestione anaerobica dell’umido; l’unico progetto che sta facendo il suo iter di valutazione di impatto ambientale è l’ennesima discarica”. Da qualche giorno infatti, sono state convocate per il prossimo 24 giugno presso l’ufficio VIA della Regione, diverse amministrazioni comunali, asl, Arpa e municipi di Roma, per la procedura amministrativa di Valutazione di Impatto Ambientale ai senso del combinato disposto dell’art.27bis parte II del Decreto legge 152/2006 e del d.m. 52/2015 per il progetto “Piattaforma per lo smaltimento definitivo dei residui prodotti dal processo dell’End of Waste”: una discarica da 700.000 metri cubi e 45mila metri quadri contro la quale si schiera Legambiente.“No alla discarica di Pian dell’Olmo, peraltro troppo vicina al confine con il territorio protetto di un parco regionale, a poca distanza dal Tevere e a pochi passi dal reticolo fluviale secondario che vi si immette. Se la procedura amministrativa regionale dovesse sciaguratamente dar esito positivo, il Comune di Roma dovrebbe intervenire con un dissenso reale, non a chiacchiere; dissenso da dimostrare in primo luogo con una crescita veloce della raccolta differenziata che renda chiara l’inutilità di nuove grandi discariche. Il problema vero però, è che stiamo assistendo a un’assurda inerzia senza alcuna crescita determinata della percentuale di differenziata e un milione di tonnellate di monnezza che ogni anno Roma produce, vanno in discariche e inceneritori di altri territori, a gravare sulle condizioni ambientali di altri: in questo modo l’amministrazione capitolina che proclama l’obiettivo rifiuti zero, giustifica nei fatti i progetti per nuove grandi discariche e lascia spazi immensi alle illegalità nel ciclo dei rifiuti come l’abbandono su strada di inerti e ingombranti – conclude Roberto Scacchi -. Ci opponiamo con forza al progetto di questa discarica ma anche a quelli di parcheggi e aree che miracolosamente si dovrebbero trasformare in siti di trasferenza: senza miglioramento del ciclo complessivo i cittadini si ritroverebbero solo con nuovi ed enormi cumuli di rifiuti”.

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“Le società di mutuo soccorso. Radici di mutualismo e prospettive di futuro”

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Milano Giovedì 27 giugno, alle ore 16.30 alla Biblioteca dei trasporti e della mutualità Cesare Pozzo, via San Gregorio 48, la Fondazione Cesare Pozzo per la mutualità presenta il libro “Le società di mutuo soccorso. Radici di mutualismo e prospettive di futuro” di Daniele Viotti e Ilda Curti.Il volume ripercorre la storia delle società di mutuo soccorso, inclusa quella della Mutua sanitaria Cesare Pozzo, per ragionare sulla loro attualità e sul loro importante ruolo nel futuro.Con l’autore Daniele Viotti, europarlamentare dal 2014 al 2019, ne discutono il prof. Guido Bonfante, presidente della Fondazione centro per lo studio delle società di mutuo soccorso, e Mario Giaccone, vicepresidente della Fondazione Cesare Pozzo per la mutualità. Coordina l’incontro Francesco Cancellato, direttore del quotidiano online Linkiesta.

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L’Università di Parma entra nella QS World University Rankings

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

E’ la prestigiosa classifica che mette in fila gli atenei di tutto il mondo. Nell’edizione 2020, appena pubblicata sul sito QS Top Universities, Parma è una delle quattro “new entry” italiane, insieme a Udine, a Salerno e al Politecnico di Bari.L’Università di Parma si colloca al 33° posto tra gli Atenei italiani nella classifica generale, e nel mondo nella fascia 801-1000.Particolarmente significativo il risultato di Parma a proposito dell’indicatore “Citations per faculty”, che misura l’impatto della ricerca prodotta: in quest’ambito Parma è nella top 20 Italiana, e al 338° posto al mondo. Un risultato da sottolineare, e che testimonia l’alto livello della ricerca dell’Università di Parma: basti pensare ai numerosi studi internazionali, negli ambiti più diversi, nei quali l’Ateneo guida partnership di assoluto prestigio.

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Exprivia si è aggiudicata il Welfare Awards 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Exprivia, azienda internazionale specializzata in Information and Communication Technology (a capo del gruppo Exprivia|Italtel), si è aggiudicata il Welfare Awards 2019, promosso da Easy Welfare, per il miglior piano Wellfeel, avendo fatto del welfare uno strumento di utilizzo a tutto tondo: flessibilità degli orari, conciliazione vita-lavoro, smart working. La selezione per l’edizione 2019 delle 20 sezioni del premio ha coinvolto oltre 700 aziende.Nei giorni scorsi Exprivia ha comunicato che, raggiunti gli obiettivi fissati per il 2018 nell’accordo per il contratto integrativo di secondo livello, i dipendenti potranno scegliere la modalità preferita per accedere al premio di risultato tra erogazione in denaro, servizi welfare e stock grant.

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Jennifer Chiaverini: L’incantatrice dei numeri

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Unica figlia legittima di Lord Byron, il più brillante, riverito e scandaloso dei poeti romantici, Ada era destinata alla fama molto prima della sua nascita. Ma sua madre, la matematica Anne Isabella Milbanke, separatasi da Byron quando la bambina ha solo un mese di vita, è determinata a salvare la figlia dal pericoloso patrimonio del padre, che Ada non conoscerà mai. Bandendo fiabe e fantasia dalla sua infanzia, Isabella offre a sua figlia un’educazione rigorosa fondata sulla matematica e la scienza. Qualsiasi stimolante scintilla di immaginazione – o peggio ancora, passione o poesia – viene prontamente estinta. Questo, almeno, è quello che crede sua madre.
Nel 1833, ad un ricevimento tenuto dalla Somerville, la diciassettenne Ada conosce il matematico Charles Babbage, all’epoca già autore della macchina differenziale, restandone ammaliata. Affascinata dall’universalità delle sue idee e, interessatasi al suo lavoro, inizia a studiare i metodi di calcolo realizzabili con la macchina differenziale e la macchina analitica. Anche Babbage resta colpito dall’intelligenza di Ada e dalla sua abilità, soprannominandola l’Incantatrice dei numeri.
Anche se la macchina di Babbage non verrà mai costruita, gli studi di Ada Byron sono importanti per la storia del computer. Ada, con preveggenza, aveva previsto la capacità dei computer di andare al di là del mero calcolo numerico, mentre altri, incluso lo stesso Babbage, si focalizzavano soltanto su questa capacità.
Con una prosa fluida ed elegante, Jennifer Chiaverini rende un sentito omaggio a una delle pioniere dell’informatica, una donna visionaria che ha lottato per la propria indipendenza e il riconoscimento delle proprie idee.Traduzione dall’inglese di Maddalena Togliani
Euro 18,00 448 pagine.
Jennifer Chiaverini insegna scrittura alla Pennsylvania State University e all’Edgewood College. È autrice di numerosi bestseller e della fortunata serie Elm Creek Quilts. Con Neri Pozza ha pubblicato La sarta di Mary Lincoln (2014, BEAT 2016). Attualmente vive a Madison, in Wisconsin, con il marito e due figli.

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Ugo Forno: Il partigiano bambino

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

(edito da Diarkos) in libreria dal 25 giugno. Felice Cipriani, giornalista, biografo ufficiale di Forno e coordinatore dell’associazione a lui dedicata, racconta la storia del piccolo grande eroe, tracciando un vivido spaccato di quegli anni di guerra e privazioni. L’autore racconta una Roma che ora può sembrare inverosimile, in cui i ragazzini giocavano nei campi vicino alle case, in cui all’esultanza per l’armistizio dell’8 settembre del 1943, subentrano la paura e le privazioni di una dura battaglia per scacciare le truppe tedesche dalla Capitale.Ugo Forno è solo una ragazzino, ma si rende conto del momento storico che sta vivendo e sente forte l’impegno dei genitori per nascondere i soldati italiani dalle ritorsioni delle truppe nemiche, anche a rischio della loro vita.Così quel 5 giugno del 1944, quando capisce che è arrivato il momento di entrare in azione, Ugo Forno non ha esitazioni. Le truppe Alleate stanno entrando a Roma. Il dodicenne vede i tedeschi che stanno posizionando l’esplosivo sul ponte dell’Aniene per farlo saltare. Si tratta di una via di comunicazione essenziale per l’avanzata degli Alleati: bisogna impedire quel sabotaggio. Ugo Forno lancia l’allarme, imbraccia le armi nascoste in una grotta e, insieme a un piccolo gruppo di contadini, comincia a sparare, costringendo i tedeschi a rinunciare all’impresa. Ma nel combattimento una scheggia sollevata da un colpo di mortaio lo colpirà al cuore, uccidendolo. Il corpo del dodicenne è stato avvolto nel Tricolore italiano, perché tutti i presenti hanno fin da subito testimoniato l’eroico coraggio di Ugo Forno. Un piccolo eroe che per lungo tempo è stato dimenticato, se consideriamo che la Medaglia d’Oro alla Memoria gli è stata conferita solo nel 2013.L’obiettivo del libro di Cipriani è proprio quello di far conoscere la storia di Ugo Forno, soprattutto alle nuove generazioni, che tanto hanno bisogno di esempi positivi.

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Trovare un nuovo lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

I Millennials, nei primi 5 anni dopo il conseguimento della laurea cambiano, in media, poco meno di 3 posti di lavoro. A registrarlo l’ultimo report annuale stilato da LinkedIn, il social network più usato per motivi professionali. La generazione precedente, nel primo lustro dopo la laurea, si ‘limitava’ a cambiare 1,6 posti di lavoro in media ma econdo uno studio dell’agenzia Californiana di HR Robert Half, il 64% dei lavoratori statunitensi sarebbe costituito da ‘jop hoppers’, ovvero da ‘cavallette’ che cambiano con una discreta facilità il posto di lavoro: una cifra che pare aumentata del 22% in soli 4 anni. In effetti avere il medesimo posto di lavoro fino alla pensione è ormai un ricordo, più una caratteristica del passato che ormai poche persone vogliono – o possono – ripetere.
Ne consegue dunque che la ricerca di lavoro è un’attività continua, che molto spesso non termina nel momento in cui si viene assunti da un’azienda. Attraverso LinkedIn, visitando i portali di offerte lavorative, inviando delle autocandidature, i semplici impiegati come i manager non smettono di cercare un’occupazione migliore. Accanto a tutte questi lavoratori che vogliono far fare un passo avanti alla propria carriera, inoltre, ci sono ovviamente tutte le persone alla ricerca della prima occupazione, o che magari provengono da un lungo periodo di inattività, o ancora, che sono appena state licenziate dalla ‘vecchia’ azienda. Ogni giorno, in Italia, vengono dunque inviati migliaia e migliaia di curricula, i quali spesso si concentrano su poche offerte che calamitano l’attenzione di tutti.Non è quindi per nulla raro, per un addetto alla ricerca e alla selezione del personale, ritrovarsi a dover esaminare centinaia di curricula per trovare i migliori candidati, finendo per cestinare la maggior parte di questi per degli errori banali.
«Molto spesso delle candidature sono cestinate in pochi secondi, a causa degli errori presenti nel curriculum» spiega Carola Adami, head hunter dell’agenzia di selezione del personale Adami&Associati. «Talvolta le informazioni sono presentate in modo disordinato, altre volte sono presenti degli errori grammaticali, e altre volte ancora non vengono riportate o enfatizzate delle skills che, magari, il candidato possiede, ma che però non ha pensato di evidenziare».Certo, per trovare una nuova occupazione soddisfacente e in tempi brevi, non basta avere un buon curriculum vitae. Come ben sanno le persone che si sono ritrovate a cercare un nuovo lavoro negli ultimi anni, è importante curare in modo ampio il proprio personal branding: gli head hunter e i recruiter esaminano infatti non solo il curriculum ricevuto, ma fanno di più, ricercando il candidato online per valutare la sua figura sui principali social network, a partire da LinkedIn.«Per questo motivo la nostra agenzia di ricerca e di selezione del personale offre alle persone che ricercano un nuovo lavoro non solo un servizio di revisione del curriculum vitae, ma anche un servizio di rielaborazione del profilo LinkedIn, in modo da mettere in mostra le proprie doti migliori, rendendo così la propria figura più accattivante agli occhi dei potenziali datori di lavoro» spiega Carola Adami.E non è tutti qui, in quanto, oltre a curare la presenza online e il curriculum vitae di chi è alla ricerca di una nuova occupazione, gli head hunter di Adami & Associati – forti di una lunga esperienza nel selezionare i migliori candidati attraverso dei colloqui conoscitivi – si mettono a disposizione di tutte quelle persone che vogliono migliorare le proprie performance durante i colloqui, attraverso delle simulazioni di incontro.«Il colloquio di lavoro è un momento cruciale per chi cerca un nuovo lavoro» sottolinea Adami «e poter contare su delle simulazioni con dei professionisti dà la preziosa opportunità di individuare i propri punti di forza e di debolezza, e di gestire al meglio la prossima job interview». (fonte: ComunicatiStampa.net)

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Aumentano i casi di violenza nei luoghi di lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Se ne è parlato a Madrid al secondo seminario: “Violenza sul lavoro: come proteggere i lavoratori vittime”, organizzato dalla Confederazione dei Sindacati Indipendenti Europei (CESI) in collaborazione con i suoi membri spagnoli e finanziato dall’Unione Europea. All’evento era presente anche una delegazione ANIEF, in rappresentanza di CISAL e CONFEDIR, che ha partecipato attivamente al seminario, durante il quale è stata illustrata la situazione attuale in diversi settori, sia del pubblico che del privato, individuando le migliori prassi, proponendo campagne di sensibilizzazione e richiedendo politiche e normative dedicate. In base a quanto espresso dai relatori, risulta che la violenza sul posto di lavoro contro i lavoratori del settore pubblico è un fenomeno in aumento in Spagna e nella maggior parte dei paesi dell’Unione Europea. Secondo il 2014 EU-OSHA Indagine europea fra le imprese sui rischi nuovi ed emergenti (ESENER 2), il 67% del personale nei settori dell’istruzione e dei servizi sociali nel paese deve confrontarsi quotidianamente con una utenza problematica. Nella pubblica amministrazione il tasso si attesta al 62%. Secondo gli esperti, i dati vengono sostanzialmente confermati nel panorama dei Paesi dell’Unione Europea, dove violenza verbale e fisica, molestie sessuali e cyberbullismo costituiscono le principali minacce alla sicurezza e salute del lavoratore che spesso manifesta una certa riluttanza nella denuncia e condivisione delle violenze subite. Solo il 40% delle istituzioni dichiara di avere attivato procedure idonee per la gestione e la prevenzione dei casi di violenza. La CESI si pone, dunque, un triplice obiettivo. In primo luogo dovrebbe essere oggetto di una ampia campagna di sensibilizzazione il ruolo dello Stato nella tutela dei dipendenti pubblici. In secondo luogo, sarebbe necessario migliorare gli strumenti di prevenzione e repressione dei fenomeni di violenza sul posto di lavoro con una maggiore attenzione verso le vittime. Infine, sarebbe auspicabile lo sviluppo di una legislazione più efficiente per migliorare la sicurezza sul lavoro, nonché una più efficace difesa degli interessi e dei diritti delle vittime, prevedendo anche sanzioni più rigorose per gli atti di violenza commessi contro i dipendenti pubblici.
Le idee e le proposte emerse nel corso dei lavori saranno fatte proprie dal sindacato Anief e portati all’attenzione dei tavoli di contrattazione nazionali per la tutela dei lavoratori della scuola, un comparto nel quale sempre più spesso si manifestano atti di violenza.

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Sul personale Ata della scuola siamo alle solite

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Mentre l’Anief illustrava all’Aran una situazione professionale non più tollerabile, perché mancano all’appello decine di migliaia di posti, gli stipendi sono indegni per un lavoratore dello Stato e le possibilità di salire di profilo sono ridotte al minimo, al ministero dell’Istruzione si faceva l’ennesimo buco nell’acqua: alla richiesta, formulata dagli sindacati maggiori, di realizzare “un puntuale impegno al rispetto dell’intesa di palazzo Chigi relativamente al tema della valorizzazione di tutto il personale ATA, nonché per assicurare il riconoscimento dell’esperienza di quei tanti assistenti amministrativi che in questi anni hanno svolto le funzioni di Dsga”, il Miur ha replicato parlando di “molteplici difficoltà di carattere normativo e giuridico a individuare procedure riservate per accedere al profilo di Dsga da parte degli assistenti amministrativi sprovvisti di titolo di studio specifico”. Che fine ha fatto, allora, l’intesa di Palazzo Chigi del 24 aprile che indicava di favorire i passaggi su profilo superiore? “A oggi – replica Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – quell’accordo rimane lettera morta. Anzi, siccome c’è anche chi intravede tagli di 100 milioni alla scuola, perché si deve dimostrare all’Unione Europea che l’Italia sa tenere i conti in ordine, a breve il governo potrebbe dirci che le buone intenzioni sono state vanificate dalle esigenze di non incorrere nella pericolosissima procedura di infrazione che Bruxelles si accingerebbe a produrre per via del debito pubblico in crescita. Si tratterebbe, è chiaro, di una ipotesi che non vogliamo nemmeno prendere in considerazione”.
I lavoratori Ata continuano a essere trattati come dipendenti di un dio minore. Durante l’incontro tenuto al ministero dell’Istruzione dagli altri sindacati, per quanto riguarda il tema dei “passaggi di profilo, tramite mobilità professionale, e attivazione delle posizioni economiche”, l’amministrazione non ha saputo fornire alcuna risposta: si è limitata, infatti, a chiedere alle stesse organizzazioni sindacali delle proposte dettagliate “da discutere entro i prossimi giorni in un nuovo incontro” sempre presso il Miur.

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Il tribunale di Trento decide la causa della docente Motter e dà ragione ai legali Anief

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Sulla ormai famosa “causa Motter” di cui si è occupata anche la Corte di Giustizia dell’Unione Europea riguardo il diritto all’immediata e integrale ricostruzione di carriera computando tutto il servizio preruolo, ha ragione l’Anief. Questo quanto emerge dalla sentenza n. 101/2019 del Tribunale del Lavoro di Trento che rileva come non esistono nel caso concreto le ragioni oggettive invocate dallo Stato italiano e giustificate soltanto in linea di principio dalla CGUE nel medesimo caso deciso a Lussemburgo. Le mansioni svolte dal docente precario sono le medesime rispetto al docente assunto di ruolo e la circostanza che anteriormente allo svolgimento delle prestazioni a tempo determinato un precario non abbia superato un concorso “non comporta di per sé sola che tali prestazioni avessero una qualità inferiore rispetto a quelle dei docenti a tempo indeterminato assunti mediante concorso”. Marcello Pacifico (Anief): dopo questa vittoria, ci aspettiamo tante altre sentenze favorevoli. Anief ricorda ai propri iscritti che è ancora possibile aderire allo specifico ricorso promosso per ottenere l’immediata e integrale ricostruzione di carriera.Il Tribunale del Lavoro di Trento, dunque, ha accolto il ricorso Anief e ordinato al Miur di corrispondere alla docente 10mila Euro di arretrati mai riconosciuti a causa del computo discriminatorio effettuato nel decreto di ricostruzione di carriera condannando, inoltre, il Ministero dell’Istruzione al pagamento di ulteriori 3mila di spese di soccombenza. “Lo avevo dichiarato a caldo – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ci abbiamo sempre creduto e abbiamo avuto ragione. I precari svolgono lo stesso servizio dei colleghi di ruolo impegnando le stesse competenze e professionalità; la normativa italiana “raffredda” per diversi anni la progressione di carriera di entrambi, ma non esiste nel concreto alcuna ragione oggettiva che consenta di prediligere l’accesso ai ruoli per concorso rispetto ad altre procedure di reclutamento e non si possono discriminare i precari solo perché il loro servizio è stato svolto con contratti a termine, neanche dopo la loro immissione in ruolo”.

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Torniamo a dare fiducia alla scuola

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Al dirigente scolastico deve essere affidato nuovamente il compito di vigilare,Il maestro di Solofra è stato scarcerato; uno dei suoi avvocati ha affermato come mettendo insieme parole dette in momenti diversi il significato delle stesse cambia notevolmente e purtroppo è quello che è successo. Udir ritiene che la magistratura, nelle esecuzioni delle indagini, dovrebbe tenere maggiormente conto dell’opinione del DS; si ricorda inoltre che il fenomeno del burnout, di recente entrato a far parte dell’elenco dei disturbi medici, non è da sottovalutare. Il sindacato ha chiesto un commento al dottor Vittorio Lodolo D’Oria, massimo esperto in materiaÈ di queste ore la notizia della scarcerazione da parte del Tribunale del Riesame di Napoli del maestro di Solofra, accusato di violenza sessuale nei confronti un alunno dell’asilo in cui insegna religione; come spiega uno dei suoi avvocati, le indagini sono “in corso e noi non ne temiamo di ulteriori, ho visto quelle immagini decine e decine di volte ma non ho visto o ascoltato quello che dice il Pm o che scrive il Gip Fabrizio Ciccone, altro magistrato di grandissimo valore, nell’ordinanza. Se si mettono insieme parole dette in momenti diversi il significato delle stesse cambia notevolmente e purtroppo è quello che è successo. Parliamo di 400 ore di riprese mentre a nostra disposizione ci sono solo una ventina di minuti in cui si concentrano tutti gli episodi contestati. Quindi le parole decontestualizzate dal resto del girato: una cosa è dire ‘ti impicco’ come una minaccia, altra cosa è dirlo con un tono diverso”.Udir, premessa la condanna di casi del genere accertati, ritiene che la magistratura, nelle esecuzioni delle indagini, dovrebbe tenere maggiormente conto dell’opinione del DS; inoltre si ricorda come certe azioni possano essere ricondotti al burnout, di recente entrato a far parte dell’elenco dei disturbi medici. Il sindacato ha chiesto il parere del dottor Vittorio Lodolo D’Oria, massimo esperto in materia, che ha espresso il suo parere anche attraverso la sua pagina personale Facebook.Lodolo D’Oria ha affermato che “è giunta l’ora di smettere di affidare le indagini sui Presunti Maltrattamenti a Scuola (PMS) a inquirenti non addetti ai lavori, altrimenti i risultati sono quelli che abbiamo sotto gli occhi: coccole scambiate per molestie sessuali e contenimento di disabili per violenze. L’avvocato difensore del maestro di Solofra ha chiesto che i carabinieri del posto vengano sollevati dalle indagini. Ebbene, ciò deve avvenire non solo a Solofra ma ovunque nel Paese. Non sono possibili indagini effettuate da non addetti ai lavoro, che registrano con telecamere nascoste per centinaia di ore (pesca a strascico), operano decontestualizzazioni, selezioni (avverse), estrapolazioni delle videoclip, montano trailer surreali, nonché effettuano trascrizioni drammatizzate e fuorvianti degli atti. Inoltre solo lo 0,1% delle immagini videoregistrate viene proposto e visionato dai giudici, trascurando oltre il 99% dell’attività professionale che, non essendo contestato, è di conseguenza ineccepibile”.“Inoltre – continua il dottor Lodolo D’Oria – dobbiamo poi renderci conto che il fenomeno dei PMS è solo ed esclusivamente italiano, non essendo registrato in nessun altra parte d’Europa: dunque è impossibile concludere che solo in Italia esistono maestre-streghe. Piuttosto si cominci a pensare che sono del tutto inappropriati i metodi d’indagine utilizzati che, così come sono concepiti, non lasciano scampo a nessun indagato”.

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Scuola: Sindacati, ad un anno di distanza nuova fumata nera in Aran sull’accordo per il rinnovo della rappresentatività

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Anief diffida tutte le confederazioni presenti al tavolo e chiede un voto sull’ipotesi di accordo sostenuta dal Governo prima del 30 giugno per non violare il voto e il risultato delle ultime elezioni RSU. Il presidente Marcello Pacifico si dice pronto a portare la questione in tribunale, perché dopo 12 mesi non è possibile ignorare la legge e le regole condivise per l’interesse di qualcuno che ha perso una parte del consenso dei lavoratori.
Per i comparti del pubblico impiego la rappresentatività si misura con il 5% del dato associativo ed elettorale preso durante le ultime elezioni RSU. Il dato delle deleghe è del dicembre 2017, quello dei voti dell’aprile 2018. A gennaio 2019, l’Aran delibera l’accertamento provvisorio dei nuovi sindacati, tra cui risulta Anief come new entry nella scuola dopo un trentennio di monopolio sindacale. Nell’aprile 2019, l’Atto di indirizzo del ministro Bongiorno è emanato per firmare i CCNQ per la definizione delle nuove aree e comparti e per l’attribuzione di permessi e distacchi per il triennio 2019/2021. Nel mese di giugno, l’Aran convoca per tre volte le confederazioni rappresentative per la firma degli accordi quadro. Al secondo incontro presenta una bozza che ancora al terzo incontro non viene messa ai voti nonostante più della metà delle organizzazioni sindacali presenti sembra orientata al voto favorevole. Intanto, entro il 30 giugno i sindacati rappresentativi sono obbligati a chiedere al Miur i docenti che saranno collocati in aspettativa per il prossimo anno scolastico. E fra un anno e mezzo riparte il nuovo conteggio delle deleghe prima del nuovo voto elettorale.
Il presidente di Anief, Marcello Pacifico, presente a tutte le convocazioni dell’ARAN, in qualità di segretario organizzativo della Confedir e confederale della Cisal – confederazioni rappresentative nell’area della dirigenza e nei comparti della P.A. -, registra come la maggioranza delle sigle sindacali si dichiari d’accordo a votare l’ipotesi del CCNQ proposta dal presidente dell’ARAN già alla seconda convocazione sull’atto di indirizzo del Governo. Ma l’opposizione di CISL e CGIL all’approvazione del testo, senza modifiche insieme a quella di alcune confederazioni della dirigenza contrarie all’intervento del legislatore sul passaggio dall’area delle funzioni locali a quella della dirigenza medica dei dirigenti amministrativi della sanità, sembra che stia rallentando e dilatando nel tempo, dopo ogni ritardo consentito, l’attribuzione delle prerogative sindacali. Tutto ciò si sta realizzando al punto da rendere inutile il successo ottenuto dell’Anief alle ultime elezioni RSU.

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Scuola: Insegnanti italiani sempre più anziani, entro dieci anni la metà andrà in pensione

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Lo dice l’Ocse, attraverso l’indagine internazionale sull’insegnamento e l’apprendimento TALIS: l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico invita l’Italia a muoversi per sopperire ai tanti posti, oltre 400 mila, che si andranno a liberare entro due lustri: “Il 48% degli insegnanti in Italia ha 50 anni e più (media OCSE 34%). Ciò significa che l’Italia dovrà rinnovare circa un docente su due nel prossimo decennio”, scrive nella “Nota Paese rivolta all’Italia”, dal quale risulta comunque un giudizio più che positivo del docente medio italiano, sempre aggiornato, collaborativo e al passo con la tecnologia applicata alla didattica. Marcello Pacifico (Anief): “La stima realizzata dall’Ocse sull’alto numero di docenti che entro il 2029 lasceranno la cattedra è un campanello d’allarme che chi governa la scuola non può non sentire: più di 400 mila insegnanti che lasceranno il servizio, alle media di 40 mila l’anno, confermano le nostre previsioni di 300 mila cattedre da coprire con assunzioni entro il prossimo biennio, considerando che ad oggi c’è una carenza di cattedre che supera quota 120 mila. Per farlo, continueremo a dirlo sino all’estremo, non si può prescindere dalla riapertura delle GaE e dal ricorso, all’occorrenza, della seconda fascia d’istituto, visto che in entrambi i casi si tratta di precari selezionati, formati e abilitati”.I docenti italiani hanno un’età media di 49 anni, contro i 44 anni della media nei Paesi OCSE: lo scrive l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, a seguito dell’indagine internazionale sull’insegnamento e l’apprendimento TALIS (Teaching and Learning International Survey) per il 2018 pubblicata in queste ore. Il risultato non sorprende, perché non fa altro che confermare il Conto annuale pubblicato dal Mef, pubblicato in primavera, dal quale è risultato che i nostri insegnanti hanno l’età più avanzata in Europa. Il docente italiano è fortemente collaborativo, quasi sempre frequenta corsi di formazione e aggiornamento almeno una volta l’anno, nella maggior parte dei casi “riferisce di aver spesso calmato studenti problematici” e “valuta abitualmente i progressi dei propri studenti osservandoli e fornendo un feedback immediato”. Inoltre, “l’uso delle TIC per l’insegnamento” è stato incluso nella formazione o istruzione formale” e per due insegnanti su tre quella dell’insegnamento “è stata la prima scelta professionale”.
“Ciò che esce fuori dallo studio Ocse – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è un profilo di un insegnante italiano attaccato alla professione, che si forma in modo continuo, efficace nell’azione formativa e con un rapporto positivo con i propri alunni. Anche il grado di competenza tecnologica è diventato adeguato alla professione. Un grave problema irrisolto rimane invece quello del ricambio inadeguato di personale. Tanto da detenere la palma del Paese con docenti più avanti negli anni rispetto agli altri Paesi. E non saranno certo i concorsi-lumaca a risolvere la situazione”.

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Primo Rapporto sull’Economia del Benessere

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Gli italiani si sentono bene e sono sempre più attenti alla cura di sé e alla propria immagine, tanto da aver destinato nel 2018 un totale di 43 miliardi di Euro all’acquisto di prodotti e servizi per il benessere. Questo il quadro che emerge dal Primo Rapporto sull’Economia del Benessere, un’indagine voluta da Philips e realizzata da DOXA, che accende i riflettori sugli stili di vita e le abitudini di consumo degli italiani per la corretta alimentazione, l’attività fisica, la cura del corpo, dello stress e del sonno.
Nel Lazio la spesa per il benessere ammonta a 4,7 miliardi di euro, dei quali il 43% è riservato alla sana alimentazione, il 21% alla cura del corpo e il 19% all’attività fisica.In generale, il 79% dei laziali valuta positivamente il proprio stato di salute, praticamente in linea con la media nazionale dell’80%. Tuttavia, secondo quanto emerso dalla ricerca, il Lazio è al contempo la regione d’Italia con la più elevato percentuale di cittadini che dichiarano di soffrire di disturbi e problemi fisici. Infatti, il 46% ha indicato di essere esposto a fattori di rischio come eccesso di peso, pressione alta, colesterolo alto e diabete, a fronte di una media nazionale del 41%.Il Lazio vanta però un altro primato: i rispondenti della regione sono i più sportivi d’Italia. Se a livello nazionale il 43% degli intervistati afferma di praticare attività sportiva – anche a livello amatoriale – almeno una volta a settimana, in Lazio la quota sale al 47%. In particolare, i laziali amano frequentare palestre e praticare la corsa, il nuoto, il calcio e la ginnastica. “L’impegno quotidiano di Philips, azienda leader nel settore dell’Health Technology, è quello di rendere migliore la vita delle persone mediante innovazioni tecnologiche significative”. spiega Simona Comandè, General Manager Philips Italia, Israele e Grecia. “Il concetto di Continuum of Care sintetizza bene l’obiettivo dell’Azienda di supportare la domanda di salute delle persone a partire dallo stile di vita sano e dalla prevenzione. Per queste ragioni Philips ha deciso di promuovere un monitoraggio ad ampio spettro – di cui oggi presentiamo la prima edizione – delle abitudini e dei pattern comportamentali adottati dagli italiani nella ricerca del proprio benessere psico-fisico, utilizzandoli quali punto di partenza concreto per sensibilizzare l’opinione pubblica su stili di vita consapevoli”. Oltre l’80% degli italiani valuta positivamente il proprio stato di salute, il 70% è sempre più attento alle scelte alimentari e più di uno su tre dedica almeno un quarto della propria giornata alla cura del corpo.Dati che si riflettono anche nel paniere di spesa in benessere, che per oltre il 40% è riservato alla sana alimentazione, per il 24% alla cura del corpo e per il 20% all’attività fisica.

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Semaine de l’Asie

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Le Pintemps Asiatique à Drouot qui, pour la deuxième année, remplace la traditionnelle «Semaine de l’Asie», a été marqué par plusieurs enchères millionnaires. Les onze ventes spécialisées et les six sections de ventes qui se sont déroulées entre le 5 et le 19 juin 2019 ont totalisé 15M€. La pièce phare de cette session est un rare Bouddha en bronze, le plus grand (46 cm) exemplaire connu provenant du Royaume de Dali (XII-XIIIe siècle), vendu 2 560 000 €* par la maison Delon Hoebanx le 13 juin.Le 5 juin, la maison Gros & Delettrez a adjugé 1 561 600 €* une importante pendule musicale automate constituée d’une vasque d’où jaillissent des fleurs et des feuilles de lotus. Réalisée en Chine à la fin de la période Qing, au XVIIIe siècle, celle-ci mesure 169 cm de hauteur.

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Cliff diving officially accepted a tradition of the Azores

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Jessica Macaulay and Jonathan Paredes, world-class cliff divers from Great Britain and Mexico, took the traditional Marchas Populares, an annual parade of marching groups worshipping Saint John on the Azores’ main island, to the cliffs of the islet of Vila Franca do Campo. By diving through a flowered arch typical for the festivities into the Atlantic Ocean the duo kicked off a week of pure cliff diving. 24 athletes return to the volcanic rocks to not only fight for crucial championship points halfway through the 2019 season, but also celebrate and explore the tradition of their pure sport: Spread their wings and leap acrobatically from both the bare rocks and the platforms offshore from São Miguel.It’s the World Series’ most classic event with 8 consecutive stops since 2012 – more than any other of the 33 venues – and this year the competition coincides with the local tradition of the Festas de São João da Vila, where more than 15 marching groups and 1000 participants march along the streets of Vila Franca do Campo, filled with lights, arcs, colours and flowers for 11 days straight.After Macaulay and Paredes got introduced to the local dance and marching tradition, they presented their diving skills to the local community as they launched from the volcanic rocks in the middle of the Atlantic Ocean.Both are currently in 4th place overall and will need to prove versatility if they want to stay in contention for the 2019 King Kahekili Trophy, while record-smashing Rhiannan Iffland can make history in her 21st appearance in the World Series. The 27-year-old Australian holds all the trumps to secure her 4th victory in the season’s 4th event from 21m, something no other female athlete has yet achieved in this sport.Supreme acrobatic skills will also be required in the men’s to stir up the standings, with the added challenge of dealing with the open ocean. While Britain’s Hunt is the most successful athlete in this majestic location with three wins, the 35-year-old hasn’t tasted victory in the previous two Portuguese competitions.The stage is set for more excitement on the ‘Princess Ring’, as the locals call this nature reserve. Almost circular in shape but broken by a sea entrance through one section of its perimeter, the phenomenal visuals of this mid-Atlantic venue will be the backdrop not only for the sport’s elite but also some fresh faces and upcoming talent at the midway point of the 2019 season.

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Classic Week Overview: London, July 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

London Christie’s Classic Week sales in July present a treasure trove of opportunities to discover timeless works. Art from antiquity to the 20th century will be offered across 15 sales, ranging from remarkable and rare objects to the most exceptional Old Master paintings. Star lots this season include an Egyptian head of the god Amen with the features of Tutankhamen, Old Master paintings by Hans Memling and Bernardo Bellotto, European furniture from a Rothschild collection and one of the most important biblical manuscripts ever offered for sale. With estimates starting from £800 to £4 million, the sales present rare opportunities for new and established collectors across price levels. The pre-sale exhibition will be open to the public for collectors and enthusiasts alike to explore from 29 June to 10 July.

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12th Italian Diabetes Barometer Report & 7th Diabetes Monitor 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Roma Pontificia Università Gregoriana, Piazza della Pilotta 4 Lunedì 8 luglio ore 14.30-19.30 4th Health City Forum – 3rd Roma Cities Changing Diabetes Summit & 12th Italian Diabetes Barometer Forum Martedì 9 luglio ore 9.00-15.00. La crescente e inarrestabile urbanizzazione, gli stili di vita errati e le condizioni ambientali e climatiche delle metropoli sono fattori che influenzano fortemente l’aumento della diffusione delle malattie croniche non trasmissibili, come diabete e malattie cardiovascolari. È necessario quindi attuare ora politiche in grado di contrastare il fenomeno. Al Forum saranno presenti istituzioni italiane, esponenti politici, rappresentanti del mondo accademico e associazioni di pazienti, al fine di analizzare le diverse iniziative volte ad affrontare la pandemia di diabete e le sue conseguenze, sotto i punti di vista medico, urbanistico e logistico.
Nell’occasione saranno presentati il 12th Italian Diabetes Barometer Report & 7th Diabetes Monitor 2019 e la survey dell’International Diabetes Federation “Thaking Diabetes to Heart” che forniscono importanti dati per inquadrare il fenomeno. Sarà inoltre presentato il Roma Cities Changing Diabetes Action Plan, un piano di azioni concrete per combattere il diabete nella città, e sarà dedicato ampio spazio alla sessione sull’European Diabetes Forum, nato per stimolare e consentire ai sistemi sanitari di far fronte alla pandemia di diabete.

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19th Annual “New Ideas” Summer Conference

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Novanta Inc. (Nasdaq: NOVT) (the “Company”), a trusted technology partner to medical and advanced technology equipment manufacturers, announced today that Robert Buckley, Chief Financial Officer, is scheduled to present at the CJS Securities 19th Annual “New Ideas” Summer Conference on Tuesday, July 9, 2019, in Greenwich, CT.
Novanta is a leading global supplier of core technology solutions that give medical and advanced industrial original equipment manufacturers (“OEMs”) a competitive advantage. We combine deep proprietary technology expertise and competencies in photonics, vision and precision motion with a proven ability to solve complex technical challenges. This enables Novanta to engineer core components and sub-systems that deliver extreme precision and performance, tailored to our customers’ demanding applications. The driving force behind our growth is the team of innovative professionals who share a commitment to innovation and customer success. Novanta’s common shares are quoted on Nasdaq under the ticker symbol “NOVT”.

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