Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Sul personale Ata della scuola siamo alle solite

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Mentre l’Anief illustrava all’Aran una situazione professionale non più tollerabile, perché mancano all’appello decine di migliaia di posti, gli stipendi sono indegni per un lavoratore dello Stato e le possibilità di salire di profilo sono ridotte al minimo, al ministero dell’Istruzione si faceva l’ennesimo buco nell’acqua: alla richiesta, formulata dagli sindacati maggiori, di realizzare “un puntuale impegno al rispetto dell’intesa di palazzo Chigi relativamente al tema della valorizzazione di tutto il personale ATA, nonché per assicurare il riconoscimento dell’esperienza di quei tanti assistenti amministrativi che in questi anni hanno svolto le funzioni di Dsga”, il Miur ha replicato parlando di “molteplici difficoltà di carattere normativo e giuridico a individuare procedure riservate per accedere al profilo di Dsga da parte degli assistenti amministrativi sprovvisti di titolo di studio specifico”. Che fine ha fatto, allora, l’intesa di Palazzo Chigi del 24 aprile che indicava di favorire i passaggi su profilo superiore? “A oggi – replica Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – quell’accordo rimane lettera morta. Anzi, siccome c’è anche chi intravede tagli di 100 milioni alla scuola, perché si deve dimostrare all’Unione Europea che l’Italia sa tenere i conti in ordine, a breve il governo potrebbe dirci che le buone intenzioni sono state vanificate dalle esigenze di non incorrere nella pericolosissima procedura di infrazione che Bruxelles si accingerebbe a produrre per via del debito pubblico in crescita. Si tratterebbe, è chiaro, di una ipotesi che non vogliamo nemmeno prendere in considerazione”.
I lavoratori Ata continuano a essere trattati come dipendenti di un dio minore. Durante l’incontro tenuto al ministero dell’Istruzione dagli altri sindacati, per quanto riguarda il tema dei “passaggi di profilo, tramite mobilità professionale, e attivazione delle posizioni economiche”, l’amministrazione non ha saputo fornire alcuna risposta: si è limitata, infatti, a chiedere alle stesse organizzazioni sindacali delle proposte dettagliate “da discutere entro i prossimi giorni in un nuovo incontro” sempre presso il Miur.

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