Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 23 giugno 2019

La morte di un giovane dentro La Sapienza diventa un caso politico

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Roma. “Tollerare l’illegalità significa anche questo. La morte terribile del giovane Francesco Ginese, il 26enne che scavalcando il cancello per partecipare a un rave abusivo dentro la Sapienza si è reciso l’arteria femorale, dimostra mancanza di controllo da parte del ministero dell’Interno che pure era stato allertato. Il rettore aveva più volte denunciato i ripetuti concerti non autorizzati organizzati da centri sociali che hanno trasformato la Sapienza nel loro auditorium a cielo aperto. Che cosa ha impedito alle forze di Polizia di intervenire per evitare che si ripetesse per l’ennesima volta questo appuntamento? Si tratta dell’Università più popolosa d’Europa che ogni giorno è frequentata da decine di migliaia di studenti, e luogo da sempre appetito ai centri sociali che ne fanno zona franca per le loro attività illegali e di negazione della vita e della democrazia. Sulla vicenda sono pronti un esposto alla Procura della Repubblica e un’interrogazione parlamentare a risposta immediata, chiediamo a Salvini di riferire alla Camera per dare spiegazione del tragico evento e del contesto nel quale si è consumato”.
È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei Deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Turchia: Rojc (Pd), bene tenuta sistema democratico

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

“L’elezione di Imamoglu è una buona notizia per tutti, anche per lo stesso Erdogan. Oggi infatti abbiamo avuto la conferma che il sistema democratico in Turchia sta tenendo e questo è un fatto importantissimo”. Lo ha affermato la senatrice Tatjana Rojc (Pd) membro della commissione Difesa a Palazzo Madama, commentando l’elezione di Ekrem Imamoglu, candidato espressione dell’opposizione a Erdogan a sindaco di Istanbul.
Per Rojc “la Turchia è un Paese la cui vocazione geopolitica è garantire stabilità in un’area strategica e delicatissima, e il mantenimento di una vera dialettica democratica è garanzia di equilibrio e possibilità di relazioni internazionali più distese. Ora starà naturalmente a tutti i protagonisti delle forze politiche turche gestire il futuro”.

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Quinta edizione del torneo di tennis “Città di Tarvisio Cup”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Tarvisio. (Udine) Una settimana all’insegna delle grandi emozioni in punta di racchetta. Ritorna, in Valcanale, il grande tennis grazie alla quinta edizione della “Città di Tarvisio Cup”, in programma dal 24 al 30 giugno. L’evento, inserito nel circuito professionistico Itf e sponsorizzato dall’azienda Bluenergy, ha alzato l’asticella della qualità, visto che ci sono ben tre atlete nelle prime 250 del mondo. E non è l’unica novità: come preannunciato lo scorso anno, è cresciuto anche il montepremi, ora di 25.000 dollari. Le sfide, come di consueto, sono in programma sui campi in terra rossa di via Atleti Azzurri d’Italia gestiti dal locale Tennis Club del presidente Giuseppe Montanaro.
Dopo tre affermazioni slovene, la “Città di Tarvisio Cup 2018” aveva sorriso alla svizzera, grazie alla vittoria di Lisa Sabino, capace di imporsi con un duplice 6-3 sulla brasiliana Thaisa Grana Pedretti. Entrambe le finaliste non saranno, però, al via da lunedì. Curiosamente, invece, nelle qualificazioni al via dal 24 giugno saranno ai nastri di partenza le trionfatrici delle prime tre edizioni, le slovene Nina Potocnik, Pia Cuk e Manca Pislak.
Stefania RubiniIl montepremi più ricco ha attirato in Valcanale numerose tenniste di livello. A guidare la pattuglia delle aspiranti finaliste sarà la rumena Jacqueline Adina Cristian, numero 227 della classifica Wta e già finalista in regione al 25.000 di Grado, dove ha ceduto in due set alla slovacca Rebecca Sramkova. Seconda del ranking, invece, sarà l’ungherese Dalma Galfi, 237^ al mondo, mentre a completare il podio delle favorite è la serba Natalija Kostic, alla quale gli organizzatori hanno riservato una wild card. Tra le curiosità, la presenza della veterana magiara Greta Arn, 40 anni, così come quelle della giapponese Chihiro Muramatsu e dell’australiana Jaimee Fourlis.
Le speranze italiane di ottenere la prima affermazione alla “Città di Tarvisio Cup” sono affidate a Stefania Rubini, quinta testa di serie del torneo, accreditata delle posizione numero 309 al mondo. Torna a Tarvisio, dove ha disputato le prime due edizioni della kermesse, l’azzurra Gaia Sanesi, tredicesima favorita del tabellone principale. Attenzione, però, anche a Deborah Chiesa: la trentina, con un best ranking di numero 143 Wta e protagonista anche in Fed Cup, dopo un periodo poco brillante proverà a ripartire dalla Valcanale, dove disputerà le qualificazioni. Fra le altre italiane, fari puntati sulla toscana Tatiana Pieri, classe 1999 e molto promettente, ma anche sulle wild card delle qualificazioni Rubina Marta De Ponti, diciassettenne dalle belle speranze, e Beatrice Lombardo. Ci sarà anche un… pezzetto di Friuli nel tabellone secondario: una wild card è stata assegnata a Gaia Di Paolo dell’Atomat Tennis Udinese. (foto: stefania rubini copyright Città di Tarvisio Cup)

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Carta di identità elettronica all’estero: “La mia risoluzione accolta all’unanimità”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

onorevole nissoliE’ quanto dichiara l’on.le Fucsia Nissoli Fitzgerald e soggiunge: “Nei giorni scorsi, durante le Commissioni riunite di Affari esteri e Affari costituzionali, i colleghi (che ringrazio vivamente), dei vari partiti hanno votato all’una la mia risoluzione che impegna il Governo a permettere il rilascio della carta di identità elettronica all’estero, anche nei Paesi extra UE, ai cittadini italiani. Sono soddisfatta dell’esito positivo del lavoro parlamentare svolto in sede di Commissioni riunite Affari esteri e Affari costituzionali, che hanno approvato la mia risoluzione.Ringrazio il Governo per aver dato parere favorevole a tale risoluzione, significa che, finalmente, almeno in questo caso, ci sarà, ad azione compiuta, parità di trattamento tra tutti i cittadini italiani siano essi residenti in Italia o all’estero.” (n.r. Noi che seguiamo tutte le iniziative, e in particolar modo dell’on. Nissoli, dei parlamentari che sono stati eletti nelle circoscrizioni estere, dobbiamo riconoscere che l’impegno di quelli che oggi li rappresentano è grande e le soddisfazioni, purtroppo, sono poche, ma non certo per loro demerito. Da emigrante vorrei dire ai politici di casa nostra che l’amore per l’Italia l’ho provato e l’ho sentito intorno a me vivendo all’estero per lavoro. Un amore che non è venuto mai meno anche se alcuni dipendenti del consolato mostravano poca attenzione per i problemi dei loro compatrioti e dall’Italia non erano infrequenti motivi d’incomprensione da parte di una certa classe politica. Grazie on.le Nissoli da un ex emigrante: Riccardo Alfonso)

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Bankitalia: Angelini nuovo capo vigilanza bancaria

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Paolo Angelini è il nuovo capo del Dipartimento Vigilanza Bancaria e finanziaria della Banca d’Italia.”Auguriamo buon lavoro al nuovo capo della Vigilanza di Bankitalia, ne ha sicuramente bisogno. Auspichiamo che possa svolgere un lavoro migliore rispetto ai suoi predecessori e che non autorizzi mai aumenti di capitale pur di salvare banche fallite, riversando sui risparmiatori i rischi del salvataggio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Serve, però, anche un intervento del legislatore. Fino a che il compito di Bankitalia resta quello di salvare in primo luogo le banche e non i risparmiatori, non andremo da nessuna parte” prosegue Dona.”Va ad esempio eliminato l’art. 7 comma 2 del Testo Unico Bancario secondo il quale i dipendenti della Banca d’Italia, nell’esercizio delle loro funzioni di vigilanza hanno l’obbligo di riferire esclusivamente al Direttorio tutte le irregolarità constatate, anche quando assumano la veste di reati” conclude Dona.

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Nuovo programma accademico d’italiano alla Morgan State University

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

“Esprimo soddisfazione per creazione di un nuovo programma accademico d’italiano alla Morgan State University , una delle più grandi università statali dello Stato del Maryland (USA) e tra le più grandi università di denominazione Historically Black Colleges and Universities (HBCU) degli Stati Uniti. Questo nuovo programma d’italiano è stato messo a punto dal prof. Applauso con il sostegno della facoltà di World Languages and International Studies lo scorso autunno.Si tratta di un evento storico, nell’ambito dell’insegnamento della lingua italiana in USA, poiché è l’unico corso di italiano in programma presso un Historically Black College and University (HBCU), in tutti gli Stati Uniti.Pertanto mi congratulo con il Prof. Nicolino Applauso, ricercatore e storico di italianistica, che con professionalità ed impegno è riuscito a realizzare tale programma accademico: un punto di riferimento per la promozione della lingua italiana in USA!”
Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald, eletta nella Circoscrizione estero – Ripartizione Nord e Centro America.

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Accordo di consultazione e azione comune: “Gli Editori per l’Editoria”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

“Libertà di espressione e di edizione, tutela e valorizzazione del diritto d’autore, innovazione, promozione della lettura e della crescita culturale, responsabilità sociale del lavoro e dell’impresa editoriale.”Su questi temi, il presidente della Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG), Andrea Riffeser Monti, e il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), Ricardo Franco Levi, hanno sottoscritto un “Accordo di consultazione e azione comune”. L’intesa, definita “Gli Editori per l’Editoria”, impegna le due associazioni a promuovere iniziative condivise di sensibilizzazione di istituzioni, amministrazioni e cittadini sulle tematiche dell’informazione e dell’editoria.Gli Editori intendono accrescere la presenza e il ruolo dell’editoria culturale e di informazione nel tessuto produttivo del Paese. Un organo, costituito dai Presidenti e da due rappresentanti di ciascuna delle due associazioni, curerà il coordinamento delle iniziative comuni.
“L’accordo – ha commentato Andrea Riffeser Monti – costituisce un significativo passo in avanti per rispondere con accresciuta forza e rappresentatività alle sfide per la tutela della libertà di espressione, di informazione e di edizione: su temi di assoluto rilievo per il settore, gli Editori parleranno con una identica voce”.“Abbiamo scelto di unire le forze – ha sottolineato Ricardo Franco Levi –. Insieme possiamo vincere le sfide sul piano dei contenuti e contribuire a rimettere al centro dell’agenda politica del Paese il sapere e la conoscenza”.

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Curcuma: una minaccia per il fegato?

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Riflettori puntati sulla curcuma: sebbene il suo effetto anti-ossidante sia comprovato scientificamente, nelle ultime settimane il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità hanno segnalato un incremento esponenziale dei casi riportati in Italia di epatopatia ad impronta colestatica associata alla assunzione di integratori contenenti curcumina. Una rinnovata consapevolezza delle proprietà benefiche dei prodotti naturali ha fatto sì che negli ultimi anni si siano imposti sul mercato come alternativa ai farmaci per la cura di disturbi e patologie di carattere neoplastico, infiammatorio ed anche nelle malattie del fegato. Sia in Europa che negli Stati Uniti, il 65 per cento dei pazienti usa preparati erboristici nella cura delle malattie del fegato, in quanto li considera sicuri, facilmente procurabili e senza effetti indesiderati dovuti a composti chimici sintetici.
Curarsi in modo naturale in linea di principio non è sbagliato – basti pensare che più della metà dei prodotti farmaceutici deriva da prodotti naturali – ma è fondamentale evitare il ‘fai-da-te’ e affidarsi a degli specialisti competenti, soprattutto in caso di patologie severe. All’interno di questo nuovo scenario la curcumina ha assunto un ruolo importante. Si tratta del principale costituente della Curcuma longa, una spezia ampiamente utilizzata per le sue proprietà biologiche anti-ossidanti, anti-infiammatorie ed anti-neoplastiche. La principale azione della curcumina è quella di limitare la produzione di radicali liberi da stress ossidativo, indotto da cause diverse, e questo ne suggerisce l’impiego nei pazienti con steatosi epatica non alcolica, ma anche con epatopatia alcol-correlata, nei quali la insulino-resistenza da una parte, l’alcol dall’altra, provocano una serie di meccanismi di perossidazione lipidica, con produzione di radicali liberi e conseguente danno epatico.
Secondo il professor Domenico Alvaro, presidente Sige “la storia recente della curcumina deve essere di insegnamento, per alcune considerazioni a carattere generale:
1. sono assolutamente necessari accurati controlli anche per i cosiddetti ‘integratori’ che vengono messi in commercio;
2. é il medico a dover suggerire l’eventuale uso di integratori che non possono essere lasciati alla libera scelta del paziente. Questo soprattutto considerando che la nostra alimentazione è generalmente completa e non necessita di integrazioni se non in condizioni di patologia!
3. il danno epatico da farmaci o xenobiotici è nella maggior parte dei casi imprevedibile, dipendendo dalle caratteristiche genetiche del paziente: per cui alla comparsa di disturbi dopo assunzione di un farmaco occorre sempre contattare il medico”.

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Gympass riceve un nuovo round di investimenti

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Gympass, azienda leader mondiale nell’ambito del Corporate Wellbeing, ha siglato una partnership con SoftBank Vision Fund e SoftBank Latin America Fund. I due fondi si uniranno al gruppo di investitori, di cui fanno già parte General Atlantic, Atomico e Valor Capital Group, per sostenere Gympass nella sua battaglia contro l’inattività fisica in tutto il mondo.Oltre 2.000 aziende in tutto il mondo stanno rivoluzionando il modo in cui i dipendenti, prima inattivi, si approcciano all’attività fisica, creando così una forza lavoro più sana e motivata. Aziende del calibro di Enel S.p.A., Schneider Electric S.p.A. e Fendi Srl hanno già scelto Gympass, per compiere significativi passi avanti verso il miglioramento del benessere dei propri dipendenti.

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EquensWorldline diventa il più grande processor di instant payment dell’Eurozona

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Sette banche olandesi hanno recentemente iniziato ad avvalersi, per i pagamenti istantanei, del CSM (Clearing and Settlement Mechanism) di equensWorldline SE, società controllata di Worldline [Euronext: WLN], leader europeo nel settore dei pagamenti e dei servizi transazionali. Grazie al lancio su larga scala degli instant payments in Olanda, equensWorldline è diventato il più grande processor di instant payments nella zona euro, elaborando già milioni di transazioni ogni settimana.Secondo Michael Steinbach, CEO equensWorldline, la domanda corretta da porsi non è se tutte le banche e le comunità bancarie europee seguiranno l’esempio olandese e abbracceranno i pagamenti istantanei, ma piuttosto quando lo faranno. “I clienti si aspettano ormai un servizio immediato. Lo si vede in ogni settore, dal retail (consegna in giornata) alla comunicazione (Whatsapp), al settore finanziario. Attraverso i pagamenti istantanei, le transazioni vengono elaborate immediatamente. Inoltre, i pagamenti in tempo reale sono sempre disponibili, anche nei fine settimana e nei giorni festivi. Ecco perché siamo convinti che gli instant payment diventeranno il nuovo standard. Le banche olandesi sono state tra le prime a rendersene conto, ma a tempo debito molti paesi della zona euro – e non solo – seguiranno il loro esempio”.

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Scuola: Assunzioni docenti

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Anche il ministro dell’Istruzione in carica non si sottrae agli spot permanenti sui mega-progetti da realizzare: peccato che a volte certe affermazioni si rivelino tutt’altro che efficaci. Dire, come ha fatto al Tg1, che “entro il 2023 saranno 100 mila le assunzioni” nella scuola rappresenta un dato numerico da approfondire. Perché se le immissioni in ruolo si limitassero a quel numero, solo in apparenza altisonante, l’amministrazione scolastica garantirebbe nemmeno il turn over.Marcello Pacifico (Anief): “È bene che il ministro dell’Istruzione chiarisca immediatamente che quella cifra riguarda solo i posti che verranno messi a concorso e che la quota di stabilizzazioni, derivanti dalle graduatorie ad esaurimento, dal doppio canale di reclutamento e dagli idonei dei precedenti concorsi pubblici che ancora attendono di essere convocati, è almeno tre volte tanto e solo per il prossimo biennio”. Già oggi i docenti precari della scuola sono oltre 120 mila, compresi gli oltre 50 mila sul sostegno, ai quali vanno aggiunte alcune decine di migliaia di cattedre libere ma sempre collocate in organico di fatto perché le assegnazioni ai precari risultano allo Stato più convenienti. Tanto è vero che l’attuale ministero rischia di essere ricordato per lo scomodo record dei 200 mila supplenti della scuola nominati in una sola estate. Va poi considerata la quota di pensionamenti che quest’anno tra quelli “naturali”, derivanti dalla riforma Fornero (circa 25 mila) e da Quota 100 (che dovrebbe fare uscire una quota simile), porterà fuori servizio altri 50 mila insegnanti. Questo significa che già in questa estate saranno circa 170 mila i posti da coprire. Considerando che le uscite sui pensionamenti risultano confermate per almeno altri due anni, con tanto di finanziamenti per l’anticipo pensionistico con 38 anni di contributi e 62 anni minimi di età, attraverso la Legge di Bilancio 2019, significa che già nel 2021 si arriverà a una quota di cattedre liberate attorno alle 270 mila unità. Sui due anni successivi non è possibile fare previsioni, se non quantificare un minimo di 20 mila pensionamenti per raggiunti limiti di età o per la fruizione della pensione di anzianità (attualmente collocata a circa 43 anni di contributi riconoscibili anche attraverso il riscatto della laurea). “Quando si parla di assunzioni – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – forse il ministro Marco Bussetti dimentica che dietro ci sono tantissimi professionisti dell’insegnamento, già formati, abilitati e quasi sempre con lunghe esperienze di docenza alle spalle, che meritano rispetto e considerazione. E allestire concorsi riservati per stabilizzarne solo uno su tre, come si sta facendo ora con il decreto Crescita, oppure avviare una nuova procedura abilitante con queste prospettive, frutto dell’accordo sottoscritto al Miur l’11 giugno scorso, appare la solita operazione da fumo negli occhi. Come sostiene Anief da oltre dieci anni, la strada per l’immissione in ruolo di tanti precari storici è legata a doppio filo con la clausola 5 della Direttiva 70/99 UE: la stessa che – conclude Pacifico – i nostri Governi continuano colpevolmente ad ignorare”.

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Autostrade: ok Autorità nuovo sistema tariffario

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Via libera dell’Autorità di regolazione dei trasporti al nuovo sistema tariffario per i pedaggi autostradali.”Bene, passo avanti verso la trasparenza. Ora le concessionarie non potranno più inserire voci improprie per giustificare gli aumenti dei pedaggi autostradali e questo avrà effetti positivi per limitare i futuri rincari, in passato troppo spesso autorizzati a casaccio, a fronte di un servizio per niente migliorato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ora anche il ministero dei Trasporti deve fare la sua parte, chiarendo cosa succederà a fine mese ai pedaggi, congelati a gennaio per 6 mesi. Non vorremmo che proprio per l’esodo estivo gli italiani si ritrovassero rialzi, magari raddoppiati per compensare il blocco precedente. Sarebbe una beffa” conclude Dona.

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Maggiore rispetto dell’ambiente e prodotti più ecologici

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Presentati i risultati di una nuova ricerca Winni’s-Nextplora su quali saranno i comportamenti d’acquisto nei prossimi 10 anni nel settore dei detergenti. Rispetto dell’ambiente ed ecologia del prodotto sono gli elementi principali emersi da una recentissima ricerca su quali saranno i comportamenti d’acquisto nei prossimi 10 anni, per quanto riguarda i prodotti sostenibili per la pulizia della casa e del bucato, e per comprendere la relazione dei consumatori con temi ambientali ed ecologici. La ricerca, effettuata da Nextplora su incarico del noto brand della detergenza ecologica Winni’s, è stata eseguita su un campione di 500 persone, rappresentativo dei Responsabili Acquisto, e le interviste sono state effettuate fra il 21 e il 27 maggio 2019. La ricerca è partita dall’analisi di quali sono i fattori che oggi influenzano maggiormente le scelte d’acquisto dei consumatori. Escludendo dalla rilevazione il fattore prezzo/promozione, efficacia (56%), profumo (37%) e formato/quantità (31%) sono i primi 3 elementi. Rilevante anche il tema ecologia: il 4° elemento citato come determinante la scelta è il rispetto dell’ambiente (24%). Inoltre, il 54% degli intervistati indica almeno un elemento “green” tra i fattori che a oggi guidano le scelte d’acquisto dei consumatori. E tra 10 anni quali saranno, invece, i fattori che influenzeranno le scelte d’acquisto? Chiedendo alle persone di proiettarsi nel 2029 la situazione cambia: rispetto dell’ambiente (40%) ed ecologia del prodotto (36%) diventeranno i principali elementi considerati nel processo decisionale. Seguiti da efficacia (sempre 36%), confezione riciclabile (28%), naturale senza conservanti e coloranti (25%). Sale al 79% (dal 54%) la quota di intervistati che indica almeno un elemento “green” tra i fattori di influenza nella scelta.Ma qual’è l’opinione dei consumatori in merito alle aziende che mostrano un impegno ambientale, etico e sociale? Circa 8 consumatori su 10 credono nell’utilità delle scelte sostenibili delle aziende per costruire un mondo più pulito domani. Chi già acquista prodotti eco ha un’opinione più positiva. Le persone tra i 18 e i 44 anni hanno un maggior livello di conoscenza e d’utilizzo dei detersivi ecologici.Dall’analisi dei dati raccolti è emerso anche che il 69% delle persone conosce almeno un’azienda di detersivi ecologici per piatti. Fra queste il primo brand è Winni’s (55%), che è noto anche facendo riferimento a tutti i marchi (eco e non eco): 6° posizione in assoluto.Per quanto riguarda i detersivi ecologici per il bucato, invece, il 63% degli intervistati conosce almeno un’azienda del settore. Winni’s si conferma il brand più conosciuto nel segmento eco.

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Professioni del futuro: da Statale e Politecnico in arrivo il “genome data scientist”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

L’Università degli Studi di Milano e il Politecnico di Milano lanciano a partire dal prossimo anno accademico il corso di Laurea Magistrale in Bioinformatics for Computational Genomics, due anni di studio interamente in inglese per fornire avanzate competenze informatiche e ingegneristiche finalizzate all’organizzazione e all’analisi di dati genomici ottenuti attraverso lo studio della biologia cellulare, molecolare, genetica e biochimica.L’introduzione di nuove tecnologie di analisi genomica ed epigenomica, tra le quali spicca il sequenziamento di nuova generazione (NGS), ha infatti rivoluzionato le metodologie di analisi in tutti gli ambiti delle scienze della vita, aprendo ai ricercatori possibilità inimmaginabili fino a pochi anni fa. Grazie a queste tecnologie è possibile ottenere una enorme mole di dati molecolari, la cui gestione e analisi è una delle più grandi sfide nell’ambito big data che l’umanità abbia mai affrontato, di fondamentale importanza per rispondere a domande biologiche di crescente complessità e per comprendere i processi fondamentali alla base della vita, sia in condizioni normali sia patologiche.
“I laureati saranno in grado di affrontare autonomamente le problematiche derivanti dalle moderne scienze biomolecolari quali genomica, trascrittomica, epigenomica e biologia dei sistemi”, spiega Giulio Pavesi, docente di Bioinformatica al Dipartimento di Bioscienze dell’Università Statale e coordinatore del corso. “Una figura professionale di questo tipo è già attualmente molto richiesta nell’ambito della ricerca pubblica, privata, di base e applicata, e i nuovi laureati potranno soddisfare la domanda crescente prevista per i prossimi anni, anche alla luce delle realtà che saranno sviluppate nell’area di Milano, prima tra tutte lo Human Technopole”, conclude Pavesi.“Il Corso di Laurea Magistrale è aperto sia a laureati in discipline computazionali, tra cui i laureati triennali in Ingegneria, sia a laureati in discipline biologiche e biotecnologiche, con un primo semestre diversificato” spiega Marco Masseroli, docente di Bioinformatica del Politecnico di Milano. “Sarà il primo in Italia e uno dei pochissimi in Europa e nel mondo a formare ‘data scientists’ con un profilo realmente multidisciplinare, sempre più richiesti nel mondo del lavoro. Saranno capaci di utilizzare al meglio le più avanzate tecnologie dell’informazione e del ‘machine learning’ per gestire e analizzare i ‘big data’ prodotti dalle moderne biotecnologie. Potranno, tra l’altro, contribuire alla medicina di precisione, ovvero alla determinazione di trattamenti individualizzati in base al profilo genetico dei pazienti”.Ha commentato il Rettore della Statale Elio Franzini: “Questa laurea magistrale rappresenta molto felicemente quanto la strada della collaborazione tra discipline e competenze specialistiche di alto livello ma fino a pochi anni fa considerate lontanissime tra loro, sia preziosa per rispondere alle sfide del futuro, in uno scenario scientifico, medico e sociale in rapidissima evoluzione. In questo senso la partnership tra Università Statale e Politecnico di Milano segna un traguardo di grande rilievo, per i nostri studenti e per la nostra città.” “Non c’è dubbio che lo studio del genoma sia tra le più grandi scommesse di tutti i tempi. – aggiunge Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano – L’uso dei big data e delle tecniche di machine learning consentono infatti un’importante accelerazione che, tuttavia, dobbiamo sapere gestire. Un’ampia quantità di informazioni non è necessariamente sinonimo di un vantaggio o di una risposta funzionale ai problemi. Per questo abbiamo bisogno di unire competenze diverse: quella del biologo, che traccia la direzione, e quelle dell’ingegnere, che conosce a fondo le tecniche computazionali. È solo adottando un approccio interdisciplinare che possiamo rispondere a domande di crescente complessità. Ed è per questo che il Politecnico di Milano e l’Università degli Studi di Milano hanno deciso di fare squadra, di unire le proprie eccellenze, di rivolgere lo sguardo in avanti ai bisogni della ricerca e alle richieste del mercato.”
Le lezioni si svolgeranno in Statale presso Città Studi e al Politecnico in piazza Leonardo da Vinci. Per l’anno 2019/2020 sono disponibili 50 posti (oltre ad altri 10 riservati a cittadini extra UE). Le domande di ammissione vanno presentate entro il 10 luglio, mentre la prova di ammissione si svolgerà il 16 luglio. Tutte le informazioni sono contenute nel bando e nel sito dedicato.

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La parità di genere ha bisogno di atti concreti

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

L’Italia è al 70° posto sul tema del Gender Gap come rilevato dal World Economic Forum 2018; se si considera la sola equità retributiva, l’Italia indietreggia addirittura al 118° posto su un totale di 149 Paesi. Molte aziende si stanno attrezzando per diminuire il cosiddetto Gender Gap con specifiche iniziative di promozione della parità di genere su diversi fronti critici: l’accesso al lavoro, la retribuzione, la carriera, la maternità e l’equilibrio vita privata-lavoro. Il tema centrale, in questo senso, per incentivare le pari opportunità nelle aziende è la certificazione. Da poco più di un anno in Italia è attiva l’iniziativa di Winning Women Institute, la prima società italiana che rilascia il cosiddetto Bollino Rosa a quelle organizzazioni che, dopo un severo percorso di valutazione, garantiscono e si distinguono per la sussistenza di determinati standard. L’obiettivo è coinvolgere il maggior numero possibile di aziende, come atto concreto verso il superamento strutturale anche nel nostro Paese del Gender Gap. Da questo punto di vista la legislazione islandese è un role model unico al mondo.
In occasione del Festival del lavoro 2019, in un workshop promosso da Winning Women Institute, dal titolo “La certificazione delle pari opportunità. Le prime aziende certificate in Italia e il caso dell’Islanda”, sull’esempio della vitale democrazia islandese, riconosciuta come il paese più pro-gender a livello globale, si discuterà con l’ex ministro islandese promotore della specifica norma in Islanda, Thorsteinn Víglundsson ed Enrico Gambardella, Presidente di Winning Women Institute, dell’opportunità di introdurre anche in Italia una legge che incentivi la certificazione delle aziende sul tema delle pari opportunità. Parteciperanno alla tavola rotonda, tra gli altri, anche Paola Corna Pellegrini, Ceo di Allianz Partners e Presidente del Comitato Scientifico di Winning Women Institute, Roberto Maroni, già Ministro dell’Interno e del Welfare e già Governatore della Lombardia e Árni Kristinsson, Managing Director di BSI Islanda.
In Italia molte aziende si stanno distinguendo per l’introduzione di attività e iniziative in tale senso. Le prime 9 aziende che hanno già ricevuto la Certificazione della Parità di Genere di Winning Women Institute, il cosiddetto Bollino Rosa, sono: cameo, GRENKE, Alés Groupe, Biogen, Allianz Partners, Amgen, Sanofi, Sas e Ipsen. Oltre a ricevere un riconoscimento per gli standard raggiunti in termini di pari opportunità, con le loro testimonianze ed interventi contribuiranno ad arricchire il workshop promosso presso il Festival del Lavoro 2019.

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Gianni Farinetti: La bella sconosciuta (Marsilio)

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Torino Giovedì 27 giugno, ore 21 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 Gianni Farinetti: La bella sconosciuta (Marsilio) con Renata Barberis e Barbara Notaro Dietrich.
Un romanzo noir che indaga la morte e l’infatuazione: tre uomini si invaghiscono della misteriosa Angela e uno di loro viene trovato morto in una cisterna d’acqua. La bella sconosciuta (Marsilio) di Gianni Farinetti è la storia di un’indagine e di un omicidio i cui sospetti si addensano proprio su Angela. Insieme all’autore, al Circolo dei lettori giovedì 27 giugno ore 21, Renata Barberis e Barbara Notaro Dietrich accompagnano il pubblico nel cuore del mistero del libro.
Sebastiano Guarienti ha finalmente terminato i restauri del borghetto Le Vignole, nelle Langhe, e si è definitivamente trasferito lassù. Per tutto il mese di agosto ha affittato una delle case a una giovane donna milanese molto affascinante, Angela, che fa la restauratrice di affreschi. Nel corso di quella torrida estate tre uomini della zona si invaghiscono della bella e misteriosa Angela, uno più timidamente, gli altri due in modo più deciso e sfacciato. Finché una mattina uno dei tre corteggiatori viene ritrovato morto in una cisterna d’acqua. Una disgrazia? Addirittura un suicidio? Buonanno ci mette poco a capire che quell’uomo, nella cisterna, ci è stato spinto, e dunque si tratta di omicidio. I primi sospetti si addensano proprio su Angela, che dovrà svelare a Buonanno i suoi segreti a uno a uno. Ma è stata veramente lei a uccidere il suo presunto amante? E quali sono i suoi veri rapporti con gli altri due uomini da lei attratti? Tocca a Buonanno srotolare l’ingarbugliata matassa, fino all’inaspettato finale, ben diverso dalle prime ipotesi d’indagine: un finale che sconvolge la quiete dell’estate e l’intera valle.
Gianni Farinetti (Bra, 1953) ha esordito con Marsilio nel 1996 con il romanzo Un delitto fatto in casa grazie al quale ha vinto nel 1997 il premio Grinzane Cavour autore esordiente e il premio del Festival du Premier Roman di Chambéry. Con Marsilio ha pubblicato anche L’isola che brucia (premio Selezione Bancarella 1998), Lampi nella nebbia (2000), Regina di cuori e La verità del serpente (2011), Rebus di mezza estate (2013), Prima di morire (2014) e Il segreto tra di noi (2016, premio Via Po 2009). I suoi libri sono tradotti nei maggiori paesi europei.

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Cataratta: vedere fino alle medie distanze ora si può

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Vista offuscata, fastidio alla luce, difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti, sensazione di percepire i colori meno brillanti, più opachi: questi i principali sintomi che si manifestano a chi soffre di cataratta, il disturbo causato dalla progressiva opacizzazione del cristallino e risolvibile attraverso la sostituzione chirurgica della lente naturale dell’occhio con una artificiale, chiamata lente intraoculare.Oggi, grazie all’innovazione tecnologica, ci sono importanti novità per l’intervento agli occhi più diffuso al mondo: impiegando lenti intraoculari monofocali di ultimissima generazione, è possibile recuperare un’ottima visione non solo per le lunghe distanze, ma anche per quelle intermedie, fino a 70 centimetri, migliorando notevolmente la qualità di vita dei pazienti. Questa nuova tipologia di intervento è oggi disponibile presso i Centri Neovision, primo network italiano di cliniche oculistiche a elevata vocazione tecnologica, con il nome di “Cataratta Plus”.In Italia ogni anno si registrano circa 500.000 nuovi casi di cataratta. È una patologia legata al fisiologico processo di invecchiamento dell’organismo e si manifesta generalmente dopo i 50 anni di età. Se non si interviene nelle fasi iniziali della malattia, la riduzione della capacità visiva diventa sempre più invalidante: aumenta il senso di insicurezza nei movimenti, interferisce con le normali attività quotidiane, fino a compromettere il benessere fisico e mentale della persona.L’intervento chirurgico – veloce, indolore ed effettuato solitamente in regime ambulatoriale – rappresenta l’unica terapia valida. Oggi, grazie ai progressi della moderna chirurgia oftalmica, le cliniche Neovision offrono ai pazienti la possibilità di recuperare una performance visiva di qualità superiore rispetto agli interventi tradizionali, che consentono di correggere i difetti visivi solo sulla lunga distanza.
In “Cataratta Plus” il cristallino viene sostituito con lenti intraoculari monofocali d’avanguardia (chiamate “monofocali plus”) appositamente studiate per garantire una visione nitida fino alle medie distanze, senza l’utilizzo degli occhiali, con innumerevoli vantaggi per i pazienti. Riuscire a vedere fino a 70 centimetri, infatti, consente di svolgere in totale sicurezza e autonomia la maggior parte delle attività di tutti i giorni: lavorare al computer, cucinare, guardare la televisione e guidare, distinguendo bene il cruscotto.

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Servono con urgenza nuove politiche e investimenti per aiutare i giovani

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Secondo un nuovo rapporto pubblicato oggi dal Fondo Internazionale delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), c’è urgente bisogno di politiche e investimenti efficaci perché i paesi più poveri del mondo possano offrire un futuro a centinaia di milioni di giovani emarginati, che vivono nelle aree rurali.
Il Rapporto sullo Sviluppo Rurale 2019 – Creare opportunità per i giovani delle aree rurali – rivela che circa 500 milioni di giovani, più o meno la metà della popolazione giovanile dei paesi in via di sviluppo, vivono nelle aree rurali. Questa cifra aumenta fino a 780 milioni, se si includono le aree semirurali e le periferie urbane. Questi giovani sono destinati alla povertà e alla diseguaglianza e sono svantaggiati da una serie di ostacoli, tra cui mancanza di istruzione e formazione, accesso limitato a terra e credito, scarsa disponibilità di risorse e collegamenti limitati ai social network.
Secondo il rapporto, la situazione è particolarmente preoccupante nell’Africa subsahariana, la cui popolazione rurale giovanile è destinata ad aumentare dai 105 milioni del 2015 a 174 milioni entro il 2050: un incremento del 70 per cento, in paesi che spesso non hanno i mezzi per affrontare le sfide che si profilano al loro orizzonte. “Se non si interviene, si rischia di creare una generazione perduta di giovani senza speranza e senza prospettive, il che comporterebbe un rischio maggiore di migrazioni forzate per ragioni economiche e di fragilità”, ha dichiarato il presidente dell’IFAD, Gilbert F. Houngbo. “Ma con le giuste politiche e investimenti adeguati, questi giovani possono stimolare la crescita economica nelle aree rurali e migliorare la vita delle loro comunità.”Il rapporto rivela che, dei giovani che vivono nelle aree rurali o semirurali e nelle periferie urbane, il 67 per cento risiede in aree con un forte potenziale agricolo ma, in molti casi, con possibilità limitate di accedere ai mercati.Il rapporto evidenzia come, garantendo loro maggiore accesso a corsi di formazione, mercati, servizi finanziari e tecnologie, i giovani delle aree rurali potrebbero diventare più produttivi, connessi e in grado di prendere in mano il proprio futuro.
Ma i responsabili delle politiche pubbliche devono agire in fretta per scongiurare crisi molto peggiori, avverte il rapporto, segnalando i molteplici impatti del cambiamento climatico sull’agricoltura e la necessità di cogliere le opportunità offerte da una rivoluzione digitale che va diffondendosi nei paesi in via di sviluppo, unita alle crescenti aspirazioni ed esigenze dei giovani stessi.In particolare, il rapporto sottolinea la necessità di inserire le politiche mirate ai giovani in una strategia di trasformazione rurale più ampia e di non promuoverle come iniziative isolate.“La combinazione di una politica di sviluppo rurale incisiva e su vasta scala con una chiara politica di inclusione dei giovani è il modo più efficace per aiutare milioni di giovani nel mondo”, ha dichiarato Paul Winters, vicepresidente associato dell’IFAD.

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Fonditalia: oltre 117mila imprese formate

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Quasi 700mila i lavoratori aderenti, per oltre 117mila imprese, poco meno di 4mila progetti finanziati per oltre 6 milioni di ore di formazione: questi i numeri dei suoi primi 10 anni di attività da FondItalia, Fondo Paritetico lnterprofessionale Nazionale per la Formazione Continua che valuta, approva e finanzia progetti e programmi a supporto della formazione dei lavoratori.“In Italia si fa ancora poca formazione rispetto al resto d’Europa e sebbene FondItalia è riuscita ad erogare la quasi totalità dei versamenti Inps che al 31 marzo 2019 erano poco più di 51 milioni contro un erogato che si attesta a quota 43 milioni (84%), le imprese potrebbero approfittare ulteriormente di questo strumento. È necessario un cambio di mentalità che ponga le risorse e la loro valorizzazione al centro dell’impresa e che spinga la formazione molto di più su quelle aree che possono rappresentare un reale fattore di competitività delle imprese: le nuove tecnologie abilitanti la Fabbrica 4.0 e l’internazionalizzazione” – sottolinea Francesco Franco, Presidente di FondItalia.Sempre alla data del 31 marzo 2019, le regioni più rappresentate per quanto riguarda i lavoratori aderenti (Figura 1) sono la Puglia (136.252), la Lombardia (92.893), la Campania (60.760), il Lazio (52.674) e la Sicilia (38.612). Fronte imprese, in testa sempre la Puglia (45.092), seguita da Campania (16.821), Lombardia (11.623), Sicilia (11.091) e Lazio (6.628). Tra i temi scelti per la formazione, in leggero decremento quelli “obbligo di legge”, oltre a quelli legati allo sviluppo delle abilità personali, alla gestione aziendale alla luce dei cambiamenti organizzativi, alla formazione linguistica.
“Un aspetto importante da sottolineare – continua Franco – è che, a oggi, circa l’89% delle imprese aderenti è costituito da micro-imprese con un numero di dipendenti compreso da 1 a 9, più del 75% delle imprese aderenti non risulta proveniente da altri Fondi e oltre il 50% delle imprese coinvolte è localizzato al Sud, numeri in controtendenza con le rilevazioni nazionali che vedono il Meridione come il tallone d’Achille della formazione e dello sviluppo e che testimoniano FondItalia come il Fondo di riferimento per le piccole e micro imprese del Sud.”

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Preti cattolici: “ll celibato oggi è fuori luogo, dovrebbe essere facoltativo”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Roma. Oggi un prete cattolico che lascia il ministero per sposarsi vive e viene considerato in esilio dalla comunità in cui vive come credente e ha vissuto come prete. Così come si considera in esilio oggi Ernesto Miragoli, un giorno Don Ernesto. In tanti anni lui e sua moglie non solo hanno cercato di dare una mano a preti e donne in crisi, ma anche di dialogare con i Pastori della chiesa per offrire una collaborazione ai fini di rivedere la legge celibataria, che obbliga il prete cattolico di rito romano a rimanere celibe anche quando scopre l’amore per una donna. Tutto cominciò nel 1979, quando Don Ernesto Miragoli fu ordinato sacerdote e abbracciò la Chiesa «assolutamente convinto del celibato». Poi un giorno conobbe una ragazza. All’inizio una semplice amicizia, poi scoppiò la scintilla. Un sentimento sincero e potente, riconoscibile in una parola: amore. Un sentimento che turbava sia lui, allora parroco di Breccia, sia lei, cosciente di essere innamorata di un prete.Fu così che Don Ernesto Miragoli, dopo aver riflettuto a lungo, decise di lasciare, non a cuor leggero, la tonaca, scegliendo di sposare la donna che poi gli ha dato tre figli.Ernesto Miragoli per far conoscere la situazione di tanti ex preti ha raccolto riflessioni e testimonianze sul tema scottante del prete sposato, e delle donne che amano un prete e vivono drammaticamente questo amore perché il prete non decide quale strada prendere.”Ho tentato tante strade, a volte ho trovato disponibilità all’ascolto, ma quando si trattava di entrare nel merito e trovare un modo per mettere in comune esperienze al fine di iniziare un percorso che portasse a rendere facoltativo il celibato la porta si chiudeva. Nessuno ha mai voluto metterci per primo la faccia. E’ per questo che abbiamo pensato che noi ci siamo, continueremo ad esserci, continueremo a dare una mano a preti e donne in crisi, ma non siamo più propositivi…non andiamo più all’attacco. Sappiamo che potremmo essere utili e può darsi che saremo richiamati dall’esilio” spiega Ernesto Miragoli.Ma Papa Bergoglio non sembrava aperto e disponibile verso queste tematiche?
“Sì, l’ho pensato all’inizio e per questo gli ho scritto due volte, ma le mie lettere sono rimaste senza risposta. Poi ho incontrato il vescovo che gli pose una domanda sui preti sposati e si sentì rispondere: “Che facciano i buoni laici”. Recentemente ho letto che ha detto che preferirebbe morire piuttosto che cambiare la legge sul celibato.In questi giorni poi, dopo il summit dei preti sposati, ritorna ancora alla ribalta della cronaca il tema dei “viri probati” che sembra si vorrebbe affrontare durante il Sinodo sull’Amazzonia.Ma il discorso sui “viri probati” c’entra poco con il celibato facoltativo e soprattutto non affronta il tema di tanti preti che hanno lasciato il ministero solo per coerenza e rispetto di una legge che appare sempre più anodina” conclude Miragoli.
Le testimonianze e riflessioni raccolte da Ernesto Miragoli vengono oggi pubblicate nel libro “Esilio?”, editore Comunicarte di Mozzate (CO).

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