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Preti cattolici: “ll celibato oggi è fuori luogo, dovrebbe essere facoltativo”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Roma. Oggi un prete cattolico che lascia il ministero per sposarsi vive e viene considerato in esilio dalla comunità in cui vive come credente e ha vissuto come prete. Così come si considera in esilio oggi Ernesto Miragoli, un giorno Don Ernesto. In tanti anni lui e sua moglie non solo hanno cercato di dare una mano a preti e donne in crisi, ma anche di dialogare con i Pastori della chiesa per offrire una collaborazione ai fini di rivedere la legge celibataria, che obbliga il prete cattolico di rito romano a rimanere celibe anche quando scopre l’amore per una donna. Tutto cominciò nel 1979, quando Don Ernesto Miragoli fu ordinato sacerdote e abbracciò la Chiesa «assolutamente convinto del celibato». Poi un giorno conobbe una ragazza. All’inizio una semplice amicizia, poi scoppiò la scintilla. Un sentimento sincero e potente, riconoscibile in una parola: amore. Un sentimento che turbava sia lui, allora parroco di Breccia, sia lei, cosciente di essere innamorata di un prete.Fu così che Don Ernesto Miragoli, dopo aver riflettuto a lungo, decise di lasciare, non a cuor leggero, la tonaca, scegliendo di sposare la donna che poi gli ha dato tre figli.Ernesto Miragoli per far conoscere la situazione di tanti ex preti ha raccolto riflessioni e testimonianze sul tema scottante del prete sposato, e delle donne che amano un prete e vivono drammaticamente questo amore perché il prete non decide quale strada prendere.”Ho tentato tante strade, a volte ho trovato disponibilità all’ascolto, ma quando si trattava di entrare nel merito e trovare un modo per mettere in comune esperienze al fine di iniziare un percorso che portasse a rendere facoltativo il celibato la porta si chiudeva. Nessuno ha mai voluto metterci per primo la faccia. E’ per questo che abbiamo pensato che noi ci siamo, continueremo ad esserci, continueremo a dare una mano a preti e donne in crisi, ma non siamo più propositivi…non andiamo più all’attacco. Sappiamo che potremmo essere utili e può darsi che saremo richiamati dall’esilio” spiega Ernesto Miragoli.Ma Papa Bergoglio non sembrava aperto e disponibile verso queste tematiche?
“Sì, l’ho pensato all’inizio e per questo gli ho scritto due volte, ma le mie lettere sono rimaste senza risposta. Poi ho incontrato il vescovo che gli pose una domanda sui preti sposati e si sentì rispondere: “Che facciano i buoni laici”. Recentemente ho letto che ha detto che preferirebbe morire piuttosto che cambiare la legge sul celibato.In questi giorni poi, dopo il summit dei preti sposati, ritorna ancora alla ribalta della cronaca il tema dei “viri probati” che sembra si vorrebbe affrontare durante il Sinodo sull’Amazzonia.Ma il discorso sui “viri probati” c’entra poco con il celibato facoltativo e soprattutto non affronta il tema di tanti preti che hanno lasciato il ministero solo per coerenza e rispetto di una legge che appare sempre più anodina” conclude Miragoli.
Le testimonianze e riflessioni raccolte da Ernesto Miragoli vengono oggi pubblicate nel libro “Esilio?”, editore Comunicarte di Mozzate (CO).

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