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Scuola: Salvini convocherà i sindacati entro luglio, Anief vuole esserci

Posted by fidest press agency su martedì, 25 giugno 2019

“Entro luglio inviterò i sindacati al Viminale, con altri rappresentanti del lavoro, del commercio, dell’impresa e dell’agricoltura per confrontarci e ragionare insieme sulla prossima manovra economica”, ha detto il vicepremier Matteo Salvini, annunciando anche che ai sindacati presenterà la “proposta sull’autonomia che finalmente porterà merito e responsabilità anche ai politici del Sud. Sono sicuro che in un anno questo governo abbia fatto di più rispetto ai governi di sinistra che ci hanno preceduto per lavoratori e precari. Con la flat tax per famiglie, lavoratori e imprese faremo ancora di più”, ha concluso il vicepremier. Anief replica sin d’ora a Matteo Salvini, sostenendo che il lavoro realizzato dal Governo per i precari è al di sotto di quello necessario: nella scuola, ad esempio, mentre si sta andando incontro al record di supplenze annuali, si punta su procedure concorsuali non risolutive, con due terzi dei supplenti storici che non verranno comunque assunti in ruolo, oltre che lente, mentre servono soluzioni immediate. Queste soluzioni, inoltre, vanno ad escludere un’ampia fetta degli attuali precari che permettono quotidianamente di sopperire ai larghi vuoti di docenti e Ata titolari, sempre a causa dell’inettitudine di chi gestisce le sorti dell’Istruzione e che continua ad opporsi strenuamente alla riapertura delle GaE e del doppio canale di reclutamento con utilizzo, all’occorrenza, delle graduatorie d’Istituto anche ai fini del reclutamento.
Per non parlare del personale Ata, sempre più dimenticato, per il quale si continuano a ravvisare organici tagliati, stipendi vicini alla soglia di povertà, mancate attivazioni di profili professionali superiori, come quella dei coordinatori di ogni profilo, anche laddove sono previsti per legge, oltre che l’opposizione all’avvio di concorsi riservati, a partire da quelli per gli amministrativi facenti funzione Dsga. In generale, preoccupa molto il mancato rilancio del comparto dell’Istruzione, per il quale si prevede addirittura un taglio progressivo di investimenti pubblici nel Documento di economia e finanza, con la spesa per il settore in calo continuo – dal 3,9% del 2010 al 3,1% – fino al 2040. “Se il vicepremier e ministro del Lavoro ci convocherà come annunciato – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief –, saremo prontissimi a indicare quali sono le priorità da affrontare nel mondo della Scuola, spiegandogli perché l’accordo del 24 di Palazzo Chigi è tutt’altro che risolutivo. Lo abbiamo fatto di recente con il ministero dell’Istruzione, al quale abbiamo inviato una serie di proposte, come quella di risollevare per davvero gli stipendi senza oneri per lo Stato”. “Sinora, però, non abbiamo avuto risposte. E siccome il nuovo anno scolastico è alle porte – conclude Pacifico -, presto i nodi verranno al pettine, sotto forma di mancata copertura di decine di migliaia di posti, niente continuità didattica e scuole nel caos, con i dirigenti scolastici costretti a compiere acrobazie di ogni genere per tamponare situazioni sempre più difficili”.

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