Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Formazione: Fondi Europei, dall’UE al Mezzogiorno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 giugno 2019

L’Anief segue in questi giorni lo svolgimento dei tavoli di confronto per la preparazione della Politica di Coesione Europea 2021‐2027. Ai tavoli sono invitati a partecipare i rappresentanti di tutte le amministrazioni regionali e delle province autonome, le amministrazioni centrali, i rappresentanti dei sindacati e delle imprese. Si stanno svolgendo a Roma in questi giorni i tavoli di confronto partenariale con la finalità di definire le modalità di gestione dei Fondi europei e mettere in luce le specifiche sfide che l’Italia deve continuare ad affrontare. I temi al centro del confronto per “Un’Europa più sociale” sono l’istruzione e la formazione, l’inclusione e la protezione sociale, l’occupazione. Tra gli obiettivi del tavolo di confronto emergono le questioni della parità di accesso all’istruzione e alla formazione e l’ingresso nel mondo del lavoro.
Nella distribuzione delle risorse per realizzare gli obiettivi di istruzione, inclusione e formazione c’è una netta preponderanza del Mezzogiorno che si vede assegnato il 63% delle risorse a fronte del 34% del Centronord rispetto a un totale di 24,3 miliardi, programmato per il 2014-2020. La maggior parte di queste risorse nell’intervallo 2014-2020 è stata impiegata a sostegno dell’occupazione. Anche per la programmazione del periodo 2021-2027 l’occupazione registra il primato, seguono l’inclusione e l’istruzione. Nell’ambito dell’istruzione i risultati che le politiche di coesione intendono raggiungere sono di grande attualità. Si punta a investire nella formazione per competenze, nell’apprendimento permanente ma anche innalzare il livello di istruzione della popolazione adulta e a qualificare l’offerta dell’istruzione. Centrale è anche la lotta alla dispersione scolastica che richiede uno sforzo sinergico con le politiche regionali per la formazione professionale. Ricordiamo che il tasso di abbandono scolastico tra gli studenti italiani è tra i peggiori d’Europa, l’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione è aumentata negli ultimi 2 anni attestandosi, nel 2018, al 14,5%. Per realizzarle questi obiettivi occorrono interventi sugli allievi, sugli insegnanti oltre che sull’edilizia scolastica. Quest’ultimo è un tema di grande rilievo sia per le questioni di sicurezza sia perché è provata la relazione tra il rinnovamento degli edifici scolastici e una più lunga permanenza degli allievi nei contesti formativi. L’auspicio dei rappresentanti delle politiche di coesione e quello dell’Anief è che la politica nazionale sia altrettanto sensibile alle questioni emergenti e disponibile a un confronto sulle iniziative promosse.

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