Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 28 giugno 2019

Incontro informale con una delegazione di parlamentari canadesi

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

nissoli - canadesiRoma. Scrive l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald: “In Commissione Affari esteri della Camera dei Deputati, ho partecipato ad un incontro informale con una delegazione di parlamentari canadesi, guidata dall’amico deputato Francesco Sorbara, di origini italiane, ed accompagnata dall’Amb. Alexandra Bugailiskis. Durante l’incontro si è parlato dei rapporti tra i due Paesi ed io sono intervenuta evidenziando che in Canada “vivono più di 140 mila italiani e la loro presenza è in crescita”. Inoltre, ho sottolineato che le relazioni umane, che l’emigrazione ha contribuito a intessere, sono alla base di una solida amicizia che con l’Accordo CETA potrà avere uno sviluppo fondamentale e nella cui ottica devono essere visti i processi di riforma che permettono una maggiore possibilità di circolazione delle persone tra i due Paesi, anche nella prospettiva di una concreta applicazione del capitolo 10 del CETA che interessa la mobilità dei lavoratori qualificati tra l’UE e il Canada e che si attua anche tramite la rimozione dei requisiti richiesti dal Labour Market Impact Assessment (LMIA)”.Sono particolarmente contenta di questo incontro perché il dialogo parlamentare è fondamentale per contribuire a costruire percorsi di amicizia utili ai due popoli, al popolo italiano e canadese, e ancora di più agli italiani che vivono in Canada.” (foto: nissoli – canadesi)

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Che fine ha fatto l’impegno assunto dal governo sulla cittadinanza?

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

“Nella scorsa Legislatura,  – scrive l’on.le Nissoli – ho lavorato molto sulla cittadinanza, il mio impegno continua anche in questa Legislatura.Infatti, dopo che il Governo ha accolto il mio Ordine del Giorno, oltre 6 mesi fa, ho depositato una interrogazione al Governo sul riacquisto della cittadinanza italiana per chi l’ha perduta recandosi all’estero, in cui chiedo conto dell’attuazione del mio Ordine del Giorno, dove il Governo si impegnava a trovare adeguate soluzioni per venire incontro a chi, in seguito ad espatrio, aveva perso la cittadinanza. Sono passati più di 6 mesi, cosa succede? Il Governo prima dice “si” e poi?
Non ci sono segnali di attenzione al problema, questo è davvero sintomo di mancanza di volontà politica e anche di mancanza di rispetto verso l’emigrazione che tanto ha dato all’Italia. Nel frattempo, continuerò a battermi affinché chi è nato italiano possa facilmente riacquistare quella cittadinanza italiana che fa parte della sua identità”.

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Turismo congressuale: aumentano gli eventi realizzati in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

E’ stato presentato a Roma l’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi-OICE, lo studio di settore sull’industria italiana del turismo congressuale e degli eventi promosso da Federcongressi&eventi e realizzato dall’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – ASERI.Secondo la ricerca nel 2018 in Italia sono stati realizzati 421.503 tra congressi ed eventi per complessive 597.224 giornate, segnando rispettivamente +5,8% e più 6,7% rispetto al 2017. Continuano a crescere gli eventi promossi dalle aziende per rafforzare la propria presenza nel mercato mentre per i congressi associativi occorre sviluppare azioni efficaci per la competizione internazionale dell’Italia.

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Orzo: E’ l’unica pianta che cresce in tutte le aree agricole del mondo

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

E’ l’unica pianta tra le specie coltivate a crescere al tempo stesso in Islanda o in Lapponia, a nord del circolo polare artico, o in pieno campo in Tibet ad oltre 4.000 metri di quota, ma è anche l’ultima coltura prima del deserto nella regione del Medio Oriente, in aree con una piovosità inferiore a 250 mm anno. Per questo l’orzo è stato oggetto di numerosi studi e oggi il consorzio Europeo WHEALBI, di 25 ricercatori, con il contributo Italiano di CREA, Università di Milano e PTP Science Park ha pubblicato sulla rivista scientifica The Plant Journal un lavoro che descrive e spiega la sua capacità di crescere ed essere coltivato in tutte le aree del globo.Integrando i dati di una rete internazionale di campi con quelli derivanti dalla sequenza parziale del genoma di circa 400 varietà provenienti da più di 70 paesi, i ricercatori hanno identificato decine di geni, che controllano i meccanismi grazie ai quali la pianta dell’orzo “legge” le condizioni ambientali ed adatta il proprio ciclo vitale ai diversi ambienti.“Di fronte ai cambiamenti climatici in atto, comprendere la straordinaria capacità di adattamento dell’orzo è fondamentale per selezionare le piante da coltivare nei prossimi anni” afferma Luigi Cattivelli, direttore del Centro di ricerca Genomica e Bioinformatica del CREA, “il clima cambia e l’agricoltura globale deve rispondere alla sfida con piante che cambino di conseguenza, per garantire i fabbisogni di cibo e di altri prodotti di origine agricola”.L’orzo è molto diffuso in Europa, in tutta l’area mediterranea ed in Italia, dove è utilizzato sia per l’alimentazione animale sia per la produzione della birra.
“La collezione di varietà del progetto WHEALBI e i relativi dati genomici rappresentano una risorsa unica per future ricerche sulla risposta delle piante agli stress” – commenta la Prof.ssa Laura Rossini del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali della Statale di Milano, che ha coordinato il lavoro di sequenziamento in collaborazione con il PTP – “Per esempio potranno essere impiegati per studiare la resistenza alle malattie o alla ridotta disponibilità di acqua, così da applicare queste conoscenze per ottenere varietà migliorate”.“La partecipazione al progetto WHEALBI – aggiunge Andrea Di Lemma, amministratore delegato PTP Science Park – ha permesso al PTP Science Park di lavorare al fianco di ricercatori di livello internazionale per poter sviluppare conoscenze che potranno essere valorizzate sia internamente, grazie alla proprietà intellettuale generata nell’ambito del progetto, che nell’implementazione di programmi di trasferimento tecnologico a favore del mondo produttivo”.Il lavoro dal titolo “Exome sequences and multi-environment field trials elucidate the genetic basis of adaptation in barley” è disponibile a questo link: : https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/tpj.14414

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Bevete tanto, idratatevi, soprattutto se siete anziani

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

E naturalmente cercate di restare in un ambiente fresco. Il dottor Gerardo Foglia, responsabile della unità Operativa di Pronto Soccorso e Accettazione e Area di Emergenza Cardiovascolare dell’Ospedale Sacra Famiglia Fatebenefratelli di Erba (Como), lancia un appello alla popolazione, perché, come ci dice, «in queste ore di solleone gli accessi al pronto soccorso sono in netto aumento». Il reparto tratta 36mila pazienti all’anno e nei periodi estivi si tratta spesso di anziani disidratati, per i quali non è necessario il ricovero, perché è sufficiente una terapia di idratazione per rimetterli in sesto. Ma la temperatura di queste ore non va presa alla leggera» ammonisce Foglia, parlando soprattutto degli anziani e particolarmente di coloro che vivono da soli: bisogna aumentare il controllo della temperatura degli ambienti, assicurarsi che la persona anziana consumi una quantità di liquidi opportuna (non meno di 2 litri di acqua al giorno a meno di indicazioni diverse del medico di famiglia), e fare in modo che beva acqua o spremute di frutta anche nel caso non li richieda esplicitamente; inoltre è necessario sospendere qualsiasi tipo di attività fisica nelle ore più calde della giornata (dalle 11 alle 18) e stare attenti alla comparsa di sintomi come confusione mentale e agitazione, che possono indicare sofferenza dovuta alle elevate temperature, spiega il responsabile del Pronto Soccorso erbese. Quando sopravviene una ’“ondata di calore” -con alte temperature per giorni, anche di notte – «la regolazione della temperatura cutanea attraverso la produzione di sudore può essere poco efficiente, oppure l’assunzione di acqua può essere inadeguata. Molti anziani non avvertono o avvertono poco il senso di sete e, anche quando sudano molto, non bevono abbastanza; di conseguenza, il loro organismo si disidrata e ciò spiega perché si debbano seguire gli accorgimenti che abbiamo segnalato, vestendo leggero, in cotone o lino, esponendosi il meno possibile al sole ed evitando bevande alcoliche (vino, birra, superalcolici), come pure le bevande ghiacciate, gassate e zuccherate. È opportuno preferire la frutta e la verdura e abolire cibi grassi e conditi e bere molta acqua» spiega Foglia, ricordando di non esporre i prodotti farmaceutici ai raggi solari o a fonti di calore. Alcune medicine vanno tenute in frigorifero (mai nel freezer), indicazione che si trova comunque specificata sulla confezione del farmaco.

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Il meglio di Gershwin con l’Orchestra Roma Sinfonietta

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

Roma giovedì 4 luglio 2019 alle 21 alla Casa del Jazz (Via di Porta Ardeatina 55) con un concerto dell’Orchestra Roma Sinfonietta diretta da Gabriele Bonolis e la partecipazione straordinaria del pianista Giuseppe Andaloro.Il programma è interamente dedicato a George Gershwin. Si ascolterà una selezione dell’opera Porgy and Bess, in cui Gershwin realizzò una straordinaria sintesi di musica popolare e colta, rielaborando genialmente diversi generi musicali, come il blues, lo spiritual e il jazz. Nato da una famiglia russa di origine ebraiche stabilitasi da pochissimo a Brooklyn, Gershwin fu il primo compositore d’oltre oceano a superare la soggezione nei confronti della musica colta europea e a creare un’opera inconfondibilmente americana.Al centro del concerto sta la Rapsodia in Blue per pianoforte e orchestra, un vero caleidoscopio musicale, che riflette la molteplicità delle culture che convivevano nelle metropoli americane degli anni Venti: con le sue melodie e i suoi ritmi che richiamano la musica afroamericano, la Rapsodia in Blu rappresenta il momento in cui le porte delle sale da concerto si aprirono alle suggestioni del jazz e fu un enorme successo fin dalla prima esecuzione, a New York nel 1942. Allora stava al pianoforte il compositore stesso, ora invece l’eseguirà Giuseppe Andaloro, uno dei più apprezzati pianisti italiani, che suona regolarmente in prestigiose sale e con grandi orchestre in Italia e all’estero.Insieme a queste pagine celeberrime, il concerto metterà in evidenza tre Preludes e cinque Songs di Gershwin, brani di minori dimensioni ma non meno affascinanti: queste musiche meno costruite e più spontanee hanno un fascino immediato e irresistibile, venivano trasmesse in continuazione da tutte le radio americane e i loro spartiti vennero venduti in milioni di copie.Gabriele Bonolis, per anni collaboratore di Ennio Morricone, svolge un’importante attività personale come direttore d’orchestra con prestigiose orchestre e teatri in Italia e all’estero, tra cui Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Orchestra Sinfonica “G. Verdi” di Milano, Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, Festival dei 2 Mondi di Spoleto, Orchestra Sinfonica Nazionale Ceca, Opera di Stato di Dresda.Giuseppe Andaloro svolge sin da giovanissimo un’appassionata e intense attività concertistica ospite di importanti festival (tra cui Salisburgo, Spoleto Due Mondi, Festival Arturo Benedetti Michelangeli di Brescia e Bergamo) e di grandi orchestre (London Philharmonic, Accademia Santa Cecilia di Roma, NHK Symphony Tokyo, Philharmonische Camerata Berlin e molte altre) collaborando con direttori del calibro di Vladimir Ashkenazy e Gianandrea Noseda e con artisti quali Sarah Chang, Giovanni Sollima e John Malkovich.

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Selezione del personale, l’Head hunter 4.0: “ecco come funziona oggi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

Milano. Ci sono manager di grande esperienza che, al giorno d’oggi, potrebbero trovarsi in seria difficoltà durante un colloquio di selezione, magari per accedere a un ruolo più prestigioso. Questo perché il mondo odierno della ricerca e della selezione del personale è molto differente rispetto al passato, e la stessa figura del cacciatore di teste è cambiata: non a caso, negli ultimi anni, si è iniziato a parlare di head hunter 4.0
In che modo è cambiato il mondo della ricerca e selezione del personale negli ultimi anni? E cosa dovrebbe aspettarsi un candidato che deve affrontare un colloquio con un head hunter di alto profilo?Lo abbiamo chiesto a Carola Adami, CEO della società di head hunting Adami & Associati, da anni al fianco di multinazionali, Pmi, organizzazioni e studi professionali nella ricerca del profilo giusto.
«Negli ultimi decenni il lavoro dell’head hunter è cambiato in modo profondo, per tanti motivi diversi. Prima di tutto, oggi il cacciatore di teste può contare su tante e diverse tecnologie per rendere più efficace la ricerca del personale, partendo dai database di potenziali candidati per arrivare fino a LinkedIn» spiega Adami. «È cambiato in modo piuttosto netto anche l’approccio dell’head hunter, sia verso le aziende che verso i candidati: con le prime, il cacciatore di teste si pone non più come un segugio, quanto invece come un consulente in grado, ancor prima di ricercare un candidato, di consigliare al meglio l’azienda sul tipo di profilo da selezionare; con i candidati, invece, il recruiter ha smesso di porsi in modo estremamente abbottonato, distante e rigido, così da poter comprendere meglio l’essere umano che si trova dietro al curriculum vitae».
Nemmeno i colloqui di selezione del personale, quindi, sono come quelli di una volta. Cosa è cambiato?
«Il colloquio conoscitivo con i candidati è diventato una vera e propria intervista in profondità, che il recruiter gestisce seguendo le proprie competenze in campo delle selezione del personale e della psicologia» sottolinea Adami, aggiungendo «la parte dedicata ai titoli e alle esperienze lavorative nude e crude è ormai ridotta al minimo. Questo perché, di fatto, gran parte delle hard skills che deve avere un candidato costituiscono dei requisiti necessari per accedere al colloquio: dedicare ulteriore tempo a quelle, in questa fase, sarebbe inutile».
Come si svolge, dunque, un colloquio di lavoro con un head hunter di una società di selezione di personale di alto profilo? Quali sono le domande che vengono poste al candidato?
«Non esiste affatto una formula valida per tutti i colloqui, e sta anche qui, in parte, la novità rispetto al passato. L’intervistatore pone tutte le domande necessarie per capire le attitudini e le soft skills di chi si trova di fronte. Talvolta è vero, le questioni possono sembrare del tutto strampalate, e per questo possono spiazzare i candidati: eppure ogni singola domanda ha uno scopo ben preciso, ed è tesa a capire il modo di pensare e il mindset del candidato. Nel momento in cui un cacciatore di teste domanda a un candidato quali sono i più grandi errori che ha fatto in carriera, per esempio, lo scopo non è tanto quello di conoscere questi sbagli, quanto invece quello di capire quanto quella persona è sicura di sé, e quanto è disposta ad aprirsi e a esporsi, tutti tratti che possono aiutare a inquadrarla meglio».
Qual è, dunque, la chiave per affrontare al meglio un colloquio di selezione del personale con un head hunter?
«Consiglierei di prendersi qualche tempo per capire quali sono i propri punti di forza e le proprie debolezze, per poi, una volta varcata la porta dell’ufficio in cui si terrà il colloquio, cercare di essere autentici, come si è tutti i giorni con i propri colleghi di lavoro. Noi head hunter, infatti, cerchiamo delle persone reali, non candidati che indossano una maschera». (fonte: comunicatistampa.net)

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Arriva il pacchetto Future Office di beanTech

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

Reana del Rojale (Udine) «Uno staff felice è anche più produttivo, oltre che stimolato a dare il massimo. La serenità del personale è un bene immateriale, ma preziosissimo e che spesso troppi dimenticano». Parola di Fabiano Benedetti, ceo di beanTech, azienda informatica di Reana del Rojale (Udine) che, proprio per ottimizzare la filiera produttiva ha ideato uno speciale pacchetto, appena presentato alla Lean Experience Factory a San Vito al Tagliamento (Pn) nel contesto dell’evento “Welcome Future! L’ufficio di domani, oggi”.Si chiama Future Office ed è un’offerta formativa all’avanguardia basata sull’apprendimento esperienziale, con un obiettivo strategico ben definito: aumentare l’efficienza aziendale del 30%. Come è possibile? La soluzione beanTech introduce metodi e tecnologie avanzate, in grado per esempio di favorire l’accesso e la condivisione delle informazioni in tutta l’organizzazione aziendale, in qualsiasi momento e luogo; il secondo pilastro verte sulla creazione di un’organizzazione data-centrica, capace di collezionare e rendere disponibili tutti i dati collegandoli ai processi di business relativi in modo semplice, sicuro e garantito. Inoltre, i processi interni e operativi vengono reingegnerizzati e continuamente aggiornati, grazie a metodologie agili e all’introduzione di tecnologie low code e self degisn & deploy, facilmente implementabili senza particolari competenze di programmazione; c’è poi una misurazione costante dei risultati e della soddisfazione delle persone attraverso un roadmap metodica e sostenibile. Infine, un altro vantaggio è dato dall’accesso per tutti i collaboratori (white e blue collar) alla “cittadinanza digitale” attraverso la formazione e l’accesso semplificato alle applicazioni. «Grazie a Future Office – aggiunge il Ceo di beanTech – possiamo andare incontro alle nuove esigenze legate a Smart Working e Digital Workplace. Pmi e grande imprese vogliono aumentare efficienza e flessibilità aziendale, incentivando con questa tipologia di lavoro una maggior produttività, motivazione e soddisfazione del personale, riducendo i costi degli spazi di lavoro e i tempi dedicati agli spostamenti».
Tutti obiettivi che Future Office è in grado di agevolare: «Semplificare la vita in ufficio – conclude Benedetti – ha dei benefici tanto per il lavoratore, quanto per l’azienda. È nostro dovere farlo». Parola di un imprenditore con oltre 100 dipendenti nello staff.

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Emofilia: nell’alleanza tra medico e paziente la vera innovazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

Trieste. Si è tenuto presso il Savoia Excelsior Palace di Trieste il convegno “Emofilia. La certezza della cura”, un grande evento rivolto alla comunità medico-scientifica e ai pazienti sui temi più attuali nel campo dell’Emofilia. In una due-giorni dal programma intenso e variegato, relatori e ospiti italiani e internazionali si confronteranno sulle terapie, sull’approccio integrato e personalizzato, sul ruolo sempre più cruciale del paziente e, infine, sul tema dell’accesso alle cure a livello globale.L’evento, organizzato dall’azienda biofarmaceutica italiana Kedrion Biopharma, è occasione per fare il punto sullo scenario attuale dell’Emofilia, malattia rara che negli ultimi anni è stata attraversata da un cambio di prospettiva: al di là delle terapie tradizionali e delle nuove terapie, il dibattito verte oggi soprattutto sul ruolo del paziente, sempre più protagonista del percorso terapeutico. In Emofilia ogni paziente è un caso a sé stante e come tale va trattato: accesso alle cure e personalizzazione della terapia diventano quindi elementi reali e decisivi nel progresso della medicina rispetto a una malattia rara, congenita ed ereditaria, che colpisce soggetti di genere maschile, che può essere fortemente invalidante e che ha implicazioni con numerosi aspetti della vita sociale.
L’Emofilia A è una condizione emorragica ereditaria caratterizzata dall’alterazione del normale processo di coagulazione del sangue. Causata dall’assenza o dalla ridotta attività del Fattore VIII, colpisce complessivamente circa 3.500 pazienti in Italia. La terapia può essere di due tipi: “on-demand (al bisogno)”, per il trattamento di emorragie in atto, oppure “profilassi”, al fine di prevenire o di ridurre la frequenza degli episodi emorragici, sia a livello delle articolazioni sia nei casi più gravi che possono mettere a rischio la vita del paziente. In entrambe le tipologie, la terapia standard consiste nella somministrazione di Fattore VIII. Complessivamente, ad oggi, in Italia circa il 60-65% dei pazienti emofilici segue una profilassi continuativa.L’incontro di Trieste è occasione per “fare il punto” sulla terapia dell’Emofilia anche in considerazione dei nuovi prodotti che sono stati sviluppati negli ultimi anni. “Oggi è di grande rilevanza e attualità discutere e capire come utilizzare il Fattore VIII anche alla luce delle nuove terapie alternative, che possono forse competere ma soprattutto che possono anche associarsi o combinarsi ad esso – spiega la Prof.ssa Elena Santagostino, Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano -. Il fiorire di nuove terapie rende ancora più necessario il confronto tra specialisti su questo tema. Per certe tipologie di pazienti, l’utilizzo del Fattore VIII – che si avvicina di più alla condizione fisiologica dato che si somministra la proteina mancante nell’organismo – ha e continuerà ad avere dei vantaggi rappresentando una terapia più modulabile rispetto a strategie più nuove e meno conosciute, che si basano su dosi fisse di farmaci, non modulabili, con una lunga durata d’azione, senza antidoto ma con effetto a lungo termine. Il Fattore VIII, anche in uno scenario futuro, è e resterà indispensabile per il trattamento dell’Emofilia A. Dal punto di vista della ricerca, sono in corso studi che stanno valutando eventuali ulteriori ruoli del Fattore VIII anche in settori che esulano dalla coagulazione, ad esempio nel mantenimento della salute e nel metabolismo dell’osso”.

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Carenze, Grillo: a disposizione risorse per assumere medici con retribuzioni migliori

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

«Le risorse ci saranno: la Corte dei Conti ha infatti stimato, proprio in questi giorni, che la reinternalizzazione del personale per effetto dello sblocco del turn over “libererà” ben 1,75 miliardi di euro, che potranno finalmente essere impiegati per assumere personale a tempo indeterminato a condizioni finalmente più competitive rispetto al privato». Così il ministro della Salute Giulia Grillo, rispondendo al Question time alla Camera a un’interrogazione sul tema della carenza dei medici. «Se è vero – ha sottolineato Grillo – che, oltre le già gravi carenze attuali, nei prossimi anni usciranno dal Servizio Sanitario Nazionale decine di migliaia di medici, non vi è dubbio che il fenomeno fosse largamente prevedibile. Sarebbe bastato, infatti, leggere le tabelle del personale del Servizio Sanitario Nazionale per comprendere, per tempo, che i medici entrati negli anni di boom assunzionale – mi riferisco agli ingressi avvenuti negli anni 80, che rappresentano, in questo momento, circa il 45% del totale – si apprestano ad andare in pensione nei prossimi anni. Proprio nella piena consapevolezza di ciò, questo Governo ha agito rapidamente, innanzitutto, individuando risorse aggiuntive da destinare alla formazione specialistica – con un incremento del numero delle borse pari al 24%. «Inoltre, abbiamo rimodulato il tetto di spesa del personale per le Regioni (anche quelle in piano di rientro)». E ancora, «sono state varate nuove norme per affrontare il fenomeno dei concorsi deserti, soprattutto in alcune specialità. E così, già nella legge di bilancio 2019, abbiamo previsto la possibilità di partecipazione ai concorsi anche per i medici in formazione specialistica iscritti all’ultimo anno del relativo corso. Nel decreto “Calabria” è stato, poi, compiuto un ulteriore passo, consentendo agli specializzandi del quarto anno di corso non solo di poter partecipare ai concorsi, ma anche di essere assunti da subito, con contratti a tempo determinato, mentre completano la formazione specialistica”. Prime misure, ha aggiunto, che “nascono dalla necessità di far fronte, nell’immediato, ad una situazione obiettivamente critica. E, dunque, sono consapevole che ora vi sia bisogno di azioni più strutturali per rendere finalmente attrattivo il sistema sanitario pubblico ai giovani medici. Il percorso è già avviato: stiamo, infatti, lavorando con il MIUR ad una complessiva riforma della formazione post lauream in modo da allineare il nostro sistema a quello dei Paesi dove si è investito, con successo, nella formazione-lavoro. Inoltre, stiamo immaginando soluzioni premiali per chi intraprenda la strada delle specializzazioni in aree in cui c’è più carenza. Ma soprattutto, sappiamo benissimo si dovrà investire sulla retribuzione dei giovani medici».
(fonte: doctor33)

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Formazione a distanza per executive

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

Nella top ten mondiale dei migliori master per executive fruibili in distance learning e fra i primi 4 in Europa, l’unico prodotto italiano a figurare in graduatoria è il Flex EMBA di MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business, che sale di ben 13 posizioni a livello globale e risulta settimo al mondo secondo i recentissimi QS Distance/Online MBA Rankings 2019, che misurano le performance dei migliori MBA fruibili a distanza. Nei ranking che – come QS – considerano tra i principali criteri di valutazione l’esperienza dei partecipanti durante il corso e la qualità della faculty, la Business School del Politecnico di Milano ottiene sempre posizionamenti eccellenti. E in questo ranking, infatti, il Master Flex EMBA si colloca al primo posto al mondo per ‘Class Experience’ e al secondo per ‘Faculty and Teaching’.
Erogato in modalità blended grazie a una specifica piattaforma sviluppata in partnership con Microsoft, il Flex EMBA, già selezionato nel 2016 tra i più innovativi MBA al mondo da AMBA (Association of MBAs), può vantare dal 2017 l’accreditamento EOOCS dell’EFMD (European Foundation for Management Development) che certifica la qualità dei programmi online: è il primo programma per executive in Italia ad averlo ottenuto e tra i primi in assoluto.“Siamo orgogliosi di questo risultato – commentano Andrea Sianesi e Federico Frattini, rispettivamente Dean e Direttore dei Programmi MBA ed Executive MBA di MIP – che insieme all’altissima partecipazione (dal 2014 quasi 400 studenti hanno frequentato le due aule, italiana e internazionale) fa del Flex EMBA il Master di maggior successo della Scuola negli ultimi dieci anni. Un traguardo raggiunto grazie ai continui sforzi di miglioramento del programma e di internazionalizzazione del curriculum. Ancora una volta viene riconosciuta la validità dell’offerta formativa online del MIP Politecnico di Milano, che dal 2013 ha investito fortemente sull’applicazione delle tecnologie digitali per rendere ottimale la fruibilità e l’accessibilità dei suoi programmi di formazione, senza però trascurare la qualità dell’insegnamento e la personalizzazione dell’esperienza formativa”.“I riconoscimenti che negli anni hanno premiato e tuttora premiano il valore del Flex EMBA – continuano Sianesi e Frattini – non fanno che confermare l’eccellenza del MIP nello sviluppo di soluzioni digitali a supporto dei processi di education. Siamo stati i primi in Italia cinque anni fa a credere in un master per executive in digitale, tanto da affiancarvi due anni dopo una versione internazionale, l’i-Flex. Ora, un’altra tessera si è aggiunta al mosaico: da dicembre 2018, gli studenti di MIP possono fruire dei servizi di FLEXA, l’innovativa piattaforma sviluppata sempre in partnership con Microsoft che utilizza l’intelligenza artificiale per offrire servizi di skill assessment, formazione personalizzata e continuous learning, un rivoluzionario e-tutor che aiuta a colmare le lacune e a raggiungere gli obiettivi professionali”.

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Scuola: Docenti, allarme posti vacanti

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

Dopo i trasferimenti, dal dicastero di Viale Trastevere giunge la disponibilità residua totale nazionale per i quattro ordini e gradi scolastici: si tratta di 64.149 posti liberi accertati (di cui 47.770 di posto comune e 16.379 di sostegno), a cui vanno però aggiunti gli oltre 50 mila del sostegno in deroga e decine di migliaia ancora “mascherati” in organico di fatto. E solo una minima parte andranno alle immissioni in ruolo. Senza un intervento normativo celere e straordinario, mai come stavolta si rischia davvero di compromettere il regolare avvio dell’anno scolastico. Marcello Pacifico (Anief): Tutto si è fatto e si sta tentando di fare fuorché puntare sulle strategie più logiche e che Anief sostiene da tempo: riaprire il doppio canale reclutante, con utilizzo delle graduatorie d’istituto laddove non vi siano più candidati docenti nelle GaE, assumere tutti gli aspiranti docenti risultati idonei ai concorsi, anche in regioni, e stabilizzare i 35 mila che hanno conseguito positivamente i corsi-concorsi formativi Fit.Sugli organici dei docenti continuano ad arrivare segnali di chiaro pericolo. Dopo che l’Ocse ha bacchettato il Governo, qualche giorno fa, sostenendo che l’età media è avanzata ed entro un decennio almeno 400 mila andranno in pensione, ora giungono numeri allarmanti sui posti liberi già dal prossimo 1° settembre. La disponibilità residua totale nazionale per i quattro ordini e gradi scolastici è pari a 64.149 (di cui 47.770 di posto comune e 16.379 di sostegno), così ripartiti: infanzia: 2.939 (comuni) e 1.143 (sostegno) per un totale di 4.082; primaria: 6.897 (comuni) e 5.502 (sostegno) per un totale di 12.399; I grado: 17.317 (comuni) e 7.269 (sostegno) per un totale di 24.586; II grado: 20.617 (comuni) e 2.465 (sostegno) per un totale di 23.082. Il problema è che i posti effettivamente liberi sono più del doppio di quelli indicati dal Miur. Perché prima di tutto ci sono le oltre 50 mila cattedre di sostegno, assegnate in deroga; poi, vanno collocati nell’organico di diritto anche tantissime cattedre oggi furbescamente collocati in organico di fatto, pur di risparmiare sulle mensilità estive e sulle mancate immissioni in ruolo su quei posti, perché siccome vengono volutamente assegnati con supplenze al 30 giugno non valgono né ai fini della mobilità né della stabilizzazione. Il computo totale reale di posti vacanti si aggira quindi sulle 150 mila unità. Mentre con le supplenze annuali a 30 giugno dell’anno successivo, si arriva a sfiorare quota 200 mila. “Sono numeri altissimi, da record, che dimostrano il fallimento su tutta la linea delle politiche condotte negli ultimi anni e anche dall’attuale esecutivo – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché si è passati da un nuovo reclutamento incentrato solo sui concorsi, alla recente virata pre-elezioni europee verso un nuovo ciclo di Pas abilitanti e di concorsi riservati con numeri di posti a bando ristretti, che lasceranno fuori due precari storici su tre”.

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Scuola: Stipendi a confronto in Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

Con l’ennesimo mini-incremento del mese di giugno, erogato in questi giorni, il personale della scuola ha ricevuto una variazione dello 0,42%, sulla base della fascia stipendiale di anzianità in cui si è attualmente inseriti. Di conseguenza, per insegnanti e personale Ata, l’indennità di vacanza contrattuale potrà aumentare di pochi spiccioli: su uno stipendio di 1.500 euro, che è la media delle retribuzioni nella scuola, si applicherà un aumento di circa 6 euro. Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief: “Dopo gli aumenti del 3,48% e gli arretrati farsa del Governo Pd, i lavoratori della scuola si ritrovano a percepire cifre che si commentano da sole e delle vaghe promesse del premier Giuseppe Conte senza un minimo di finanziamenti nel Def, propedeutico alla Legge di Stabilità. I numeri parlano chiaro, ma noi non ci arrendiamo”. Gli stipendi di chi lavora nella scuola si muovono così poco da sembrare fermi: gli attuali 6 euro di media si sommano infatti a quelli dello scorso mese di aprile, quando furono aggiunti in busta paga dai 3,90 euro del collaboratore scolastico ai 5,60 euro di un docente delle superiori assieme ad un mini-conguaglio e all’elemento perequativo applicato a maggio. Poi, il prossimo mese di luglio, in attesa del rinnovo contrattuale, ha scritto Orizzonte Scuola, l’indennità di vacanza contrattuale aumenterà ulteriormente da 5,88 a 10,99 euro (la somma non si aggiunge a quella di aprile, ma la sostituisce). Tuttavia, ha fatto notare la rivista specializzata, “dal mese di marzo fino a novembre lo stipendio dei pubblici dipendenti” rimane gravato dalle “addizionali regionali e comunali”. Si tratta di cifre non altissime, ma che “purtroppo a volte superano la somma dell’indennità di vacanza contrattuale, che viene così annullata”. Quindi, i dipendenti della scuola nemmeno si accorgeranno di nulla. E continueranno ad essere pagati molto meno rispetto agli altri Paesi, dove in media si lavora anche meno ore. Senza dimenticare che uno dei pochi provvedimenti positivi del Governo, gli 80 euro applicati agli stipendi fino a circa 26 mila euro, che nella scuola riguarda oltre mezzo milione di dipendenti, potrebbe ora anche essere cancellato. La conferma è arrivata, di recente, da Country Report sull’Italia elaborato dalla Commissione europea dove risulta che “gli stipendi degli insegnanti italiani rimangono bassi rispetto agli standard internazionali e rispetto ai lavoratori con un titolo di istruzione terziaria. Anche la progressione salariale è notevolmente più lenta rispetto a quella degli omologhi internazionali”, con lo “stipendio massimo raggiunto dopo 35 anni in Italia, contro 25 anni nella media OCSE”. Dove, non a caso, si lascia il servizio anche dopo 27 anni di servizio, senza particolari decurtazioni. “Questi fattori – scrive ancora la Commissione europea – si sommano a prospettive di carriera limitate, basate su un percorso di carriera unico ed esclusivamente in funzione dell’anzianità” e al dato inequivocabile “che la professione di insegnante gode di scarso prestigio agli occhi sia dei cittadini che degli stessi insegnanti”.
Le considerazioni dell’Ue avevano avuto una quantificazione preoccupante già con l’ultimo rapporto Eurydice, dal quale risulta che solo i docenti di Slovacchia e Grecia percepiscono salari inferiori a quelli dei nostri docenti. Se si guarda poi alle progressioni di carriera, quelle che passando alle Regioni potrebbero pure perdere, i numeri diventano ancora più implacabili. In Francia, ad esempio, i maestri della primaria appena assunti percepiscono quanto i colleghi italiani (tra le 22mila e le 23mila euro lorde); peccato che quando vanno in pensione i francesi prendendo oltre 10mila euro in più (44.500 euro contro 33.700 euro). Un prof delle superiori può contare su stipendi massimi di 38.745 euro, mentre il collega docente tedesco arriva quasi a 64mila euro. E pure in Spagna arriva a 48mila euro, quindi 10mila in più. Molto avanti sono pure gli insegnanti belgi (63mila euro) e austriaci, che superano i 65mila euro. Per non parlare di chi insegna a Lussemburgo, dove si arriva a percepire 125mila euro medi.
Anief ha illustrato quali sono le ragioni che hanno portato a questo intollerabile gap retributivo: si va dall’invalidità finanziaria nelle assunzioni per via dell’abolizione del primo gradone stipendiale voluto dal CCNL del 4 agosto 2011 e coperto dalla Legge 128/12, alla disparità di trattamento negli scatti stipendiali tra personale a tempo determinato e indeterminato, contraria al diritto dell’Ue, come certificato dalla Cassazione; dal mancato adeguamento dell’organico di fatto all’organico di diritto, che continua ad essere attuato dallo Stato per contenere la spesa della scuola, alla chiusura delle graduatorie ex permanenti, errore strategico alla base dell’irragionevole reiterazione dei contratti a termine; fino al disallineamento degli stipendi dall’inflazione, misurabile in dieci punti percentuali dell’attuale stipendio rispetto al blocco decennale del contratto e agli aumenti dell’ultimo rinnovo per il 2016/18.

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Spazio europeo dell’istruzione: selezionate le prime 17 “Università europee”

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

la Commissione europea ha annunciato i nomi degli istituti di istruzione superiore di tutta Europa che faranno parte delle prime alleanze di “università europee”.Sulla base di una valutazione effettuata da 26 esperti esterni indipendenti nominati dalla Commissione, tra cui rettori, docenti e ricercatori, sono state selezionate, tra le 54 candidature ricevute, 17 “università europee” cui partecipano 114 istituti di istruzione superiore di 24 Stati membri.
Le “università europee” sono alleanze transnazionali di istituti di istruzione superiore di tutta l’UE che condividono una strategia a lungo termine e promuovono i valori e l’identità europei. Scopo dell’iniziativa è rafforzare in modo significativo la mobilità degli studenti e del personale e promuovere la qualità, l’inclusività e la competitività dell’istruzione superiore europea.Per le prime 17 “Università europee” è stato stanziato un bilancio complessivo che potrà raggiungere gli 85 milioni di euro. Ogni alleanza riceverà nei prossimi tre anni fino a 5 milioni di euro per avviare l’attuazione dei rispettivi programmi.

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Il Presidente Juncker parteciperà al vertice del G20 a Osaka a nome dell’UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

Il 28 e 29 giugno a Osaka il Presidente Juncker, il Presidente Tusk e il Commissario Moscovici parteciperanno al quattordicesimo vertice dei leader del G20, che sarà ospitato dal Primo Ministro giapponese Shinzō Abe.
In una lettera ai leader europei, i due Presidenti, hanno definito quali saranno le priorità comuni dell’Unione al vertice di quest’anno: dalla difesa del multilateralismo, alla necessità di aumentare la fiducia nell’economia mondiale, alla riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio, alle modalità per beneficiare della trasformazione digitale, alla lotta alle disuguaglianze, alle strategie per fronteggiare sfide globali come i cambiamenti climatici, l’immigrazione e la lotta al terrorismo.La lettera congiunta è corredata da una brochure che riporta dati e informazioni sull’UE al G20.
Venerdì 28 giugno alle ore 9:15 (ora locale), prima del vertice dei leader, il Presidente Juncker e il Presidente Tusk terranno un briefing per la stampa.
A margine del G20, il Presidente Juncker parteciperà ad una serie di incontri bilaterali: con il Primo Ministro Shinzō Abe, il Primo Ministro vietnamita Nguyễn Xuân Phúc, il Primo Ministro australiano, Scott Morrison, e il Presidente argentino, Mauricio Macri.Dopo la conferenza stampa di venerdì 28 giugno, i Presidenti Juncker e Tusk coordineranno una riunione dei leader dell’UE, a cui seguirà una riunione di questi ultimi con il Primo Ministro canadese, Justin Trudeau.

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Comitato Regioni Ue, Gaetano Armao ambasciatore del Covenant of Mayors per le isole europee

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

Bruxelles. Si è svolta a Bruxelles la prima giornata della 135° sessione plenaria del Comitato delle Regioni. La riunione odierna è stata dedicata al dibattito sulla localizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile, domani sarà invece affrontato il tema del ruolo delle Regioni dell’Unione Europea nella governance multilivello dei cambiamenti climatici e della transizione energetica.
Nel corso della giornata, il Vice Presidente della Regione siciliana ed assessore all’Economia, Gaetano Armao è stato designato “ambasciatore europeo del Covenant of Majors” per le Isole europee. Lo ha stabilito oggi, a Bruxelles, la riunione del gruppo degli ambasciatori del Comitato europeo delle regioni dell’Ue (CoR) chiamati a promuovere il Patto dei sindaci nell’Unione.
Il Vicepresidente della Regione siciliana avrà il compito di promuovere l’attuazione del pacchetto per il clima e l’energia 2030, nonché la Strategia Ue per l’adattamento al cambiamento climatico nelle isole europee (programma “Clean energy for the Island”).
Sono 43 i membri del Comitato (di cui 6 italiani) che avranno il compito di promuovere in Europa il Patto dei sindaci per il clima e l’energia dell’Ue, che riunisce i governi territoriali impegnati a realizzare gli obiettivi comunitari in materia di energia sostenibile e clima, sviluppare un Piano d’Azione, ridurre le emissioni di CO2 di almeno il 40% entro il 2030 e aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici.
Armao, è stato chiamato a questo nuovo impegno in quanto presidente dell’Intergruppo sull’insularità del Comitato europeo, ove é anche vicepresidente del gruppo Ppe. Al Comitato Ue sarà anche il relatore del parere sulla politica ambientale delle comunità insulari.

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Cities and regions support qualified majority voting on tax matters

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

The European Committee of the Regions – the EU’s assembly of local and regional authorities – adopted an opinion supporting the shift of tax decision-making in the EU from unanimity to qualified majority voting during its plenary session on 26 June in Brussels. The opinion prepared by the French mayor Christophe Rouillon highlights the need for joint efforts in tax matters to tackle the challenges of tax fraud and cross-border trade but also climate change as their impact is felt locally.Globalisation, digitalisation and changes in the service industry have led to a rapid transformation in the economy, with businesses, capital and services moving freely within the European single market. In order to ensure fair taxation throughout Europe, Member States need to update their tax rules in a coordinated way. However, taxation at EU level is the last policy exclusively subject to voting by unanimity. This reduces joint policies to the lowest common denominator, making progress too slow and unambitious to face current challenges.Christophe Rouillon (FR/PES), mayor of Coulaines and rapporteur on the CoR opinion “Towards a more efficient and democratic decision making in EU tax policy”, supports the European Commission’s proposal to shift tax decision-making from unanimity to qualified majority voting: “Taxation should not become the weakest link of European integration. Unanimity voting in tax matters has made any substantial reform impossible, despite the latest technological developments, market changes and a more mobile tax base. Member States should understand that a joint European approach allows for more tax revenues and more fiscal fairness than all of the national tax sovereignties combined and the loopholes that this system encompasses. And there is very substantial support in the opinion for a more ambitious EU tax policy. The CoR would, however, like environmental taxation and in particular taxation in the aviation sector to be included among the priority issues moving forward which could offer great potential for possible EU own resources”.
Every year public budgets in the EU loose between EUR 50 and 70 billion due to tax avoidance strategies or between EUR 160 and 190 billion if the estimated loss from individual tax arrangements of the big multinationals is included. Stronger coordination in tax issues would not only help to step up the fight against financial crimes, aggressive tax planning and unfair tax competition, it would also reduce administrative costs for companies working across borders, potentially saving firms EUR 15 billion per year.”Joint efforts at European and national level are necessary to ensure fair tax competition, reduce the administrative burden for companies working across borders as well as safeguarding public budgets from losses due to tax evasion. Only tax revenues which are fully and effectively collected will allow us, as local and regional authorities, to provide our citizens with quality public services, from education to health, affordable housing and public transport”, highlights Mr Rouillon.The Committee’s members endorse the suggested step-wise implementation of the new voting systems starting with initiatives which do not have a direct impact on Member States’ taxation rights, bases or rates, but which are necessary for improving administrative cooperation and mutual assistance in the fight against fraud and tax avoidance. The Committee also wants the first stage to cover initiatives intended to help EU companies comply with tax obligations which, especially for SMEs, is a major challenge when working across borders.

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Endocrine disruptors

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

Two months after the European Parliament resolution on the negative impact of a number of chemicals used in food and cosmetics production in the EU, local and regional representatives have called on the European Commission to provide a higher level of protection from hazardous chemicals. According to studies, endocrine disruptors, or EDCs, have a harmful effect on the work of the body’s hormons, leading to infertility, obesity and cancers . In children, they are increasingly linked to autism and other conditions.
Given that the local and regional authorities are responsible for health services in most EU Member States they are also obliged to attend to the well-being of their populations and take position regarding EDC. According to the European Committee of the Regions (CoR), the European Commission’s response to EDC does not deal adequately with health risks and does not provide a sufficiently solid framework to treat these chemical across all EU laws. There is no concrete action plan or timetable to achieve progress in this area. The rapporteur for the opinion Towards a comprehensive EU framework on endocrine disruptors, Uno Silberg (EE/EA) stressed the need for preventive action.
There are currently around 800 chemicals that interfere with the activities of hormones or are suspected to do so. Available research shows that the annual health costs of endocrine disruptors amount to EUR 163 billion (1.28% of the EU’s GDP). EDCs are commonly found in cans and food storage bags and in plastic film or packaging. They can also be found in toys, cosmetics, food containers, pesticides and even in furniture.The opinion stresses that reliable information on the risks and impact of EDCs should be made available to European citizens in an appropriate form and in accessible language. At the same time, it is proposed to introduce a new updated definition of endocrine disruptors.Local and regional elected representatives call for an increase in resources for independent, publicly funded research on endocrine disruptors and non-harmful substitutes for them, as well as other innovative solutions. At the same time, they draw attention to the potential conflict between the protection of citizens and the functioning of profit-making companies.The CoR points out that endocrine disruptors should be considered to be substances that do not have a ‘safe threshold’, which means that any exposure to such substances may pose a threat, particularly during critical phases of development (foetal, post-natal and puberty). Very little is also known about their combined effect.
Endocrine disruptors (EDCs) are chemicals that alter the functioning of the endocrine system and have a negative impact on human and animal health. These substances may be synthetic or natural. Exposure to them can come from a variety of sources, such as pesticide residues or consumer products that are used or present in everyday life. Exposure to these substances can cause cancer, obesity, diabetes, a decline in intelligence, impaired motor skills, a weakening of learning skills and infertility.Endocrine disruptors are found in such things as food packaging, skin care products, cosmetics, building materials, electronic devices, furniture and flooring and toys. In order to protect fruit and vegetable crops, these substances are added to the pesticides and herbicides used for spraying.The EU has supported research into endocrine disruptors. It has funded more than 50 projects, for which over EUR 150 million came from the various research and innovation framework programmes. A further EUR 52 million has been allocated under Horizon 2020 to research and screening projects.

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European Entrepreneurial Region Award 2020

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

The European Entrepreneurial Region (EER) label given by the European Committee of the Regions (CoR) rewards regions with the most credible and forward-looking entrepreneurial vision. This year the city of Gdańsk in cooperation with the Pomorskie Region, the Business Region of Gothenburg and the region of Navarra were selected as winners for their outstanding strategies and commitment to boosting entrepreneurship within their territories.President of the European Committee of the Regions, Karl-Heinz Lambertz, congratulated the winners saying, “This year’s European Entrepreneurial Region award is proof that by allowing the business community to flourish, regions and cities can create jobs and are the social fabric of Europe. The winners are an inspiration to us all proving that through cooperation, innovative thinking and building the right conditions locally, they are the drivers of sustainable growth in Europe.”
The joint application of the City of Gdańsk and the Pomorskie Region is based on a coherent set of growth-promoting activities. Demographic changes and population ageing is a challenge for the region, as well as for other territories in Poland. Gdańsk/Pomorskie’s EER strategy is based on the recruitment and development of skilled human resources and investing in entrepreneurship. The region was selected based on its impressive set of targeted actions dedicated to attracting, developing and retaining talents, nurturing start-ups and innovative SMEs and providing business education to young people.
The Gothenburg Region is one of Europe’s fastest growing metropolitan regions by means of urban development and infrastructure investments. Gothenburg’s EER strategy has a focus in improving the business climate and creating better conditions for SMEs to flourish. For this the strategy includes six strategic areas: skill supply, power of attraction, infrastructure and accessibility, land readiness, business climate and innovation power.
The region of Navarra as a pioneering region in supporting entrepreneurship in Spain, aims to improve the rate of entrepreneurial activity in the local population. The region is currently developing its 2020-2022 entrepreneurship plan that sets out targeted actions needed to continue on the path of improving enterprise survival rate, annual growth and entrepreneurial activity rate indicators. The region’s “Smart Specialisation Strategy – Navarra S3″, includes main pillars as promoting entrepreneurship, reduction of regulatory burden, access to finance and markets and internationalization.”The Government of Navarre is committed to a socially and territorially cohesive Navarra, open and interconnected, made up of creative and entrepreneurial persons engaged in a modern and competitive economy, that stands out for its industrial strengths, its commitment to the environment, health and quality of life, in a setting of transparency and trust, to become a benchmark in sustainable development”, said Manu Ayerdi, Vice-President of the Government of Navarra.The European Entrepreneurial Region (EER) award is a project that each year identifies and rewards three EU territories, which show an outstanding and innovative entrepreneurial policy strategy, irrespective of their size, wealth and competences. The territories with the most credible, forward-looking and promising plan are granted the label “European Entrepreneurial Region” (EER) for the following year.The EER jury – composed of CoR members, representatives of EU institutions, social partners and territorial associations – will monitor the implementation of the prize-winning regional strategies throughout 2020 with the aim of providing the winners with an objective outside view on their policies and the progress made during that year. Die EER 2020 winners can share and discuss their main results and achievements with other regional and local authorities as a part of the EER network.

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First 17 “European Universities” selected

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

The European Commission has today announced the higher education institutions from all over Europe that will be part of the first “European Universities” alliances. They will enhance the quality and attractiveness of European higher education and boost cooperation between institutions, their students and staff. Out of 54 applications received, 17 European Universities involving 114 higher education institutions from 24 Member States were selected (see Annex), based on an evaluation carried out by 26 independent external experts, including rectors, professors and researchers, appointed by the Commission. European Universities are transnational alliances of higher education institutions from across the EU that share a long-term strategy and promote European values and identity. The initiative is designed to significantly strengthen mobility of students and staff, and foster the quality, inclusiveness and competitiveness of European higher education. Tibor Navracsics, Commissioner for Education, Culture, Youth and Sport, said: “I am pleased to see the ambition of the first 17 European Universities, which will act as role models for others across the EU. They will enable the next generations of students to experience Europe by studying in different countries. I am convinced that this initiative, a key building block of the European Education Area, will be a real game changer for higher education in Europe, boosting excellence and inclusion. The selection of European Universities includes a broad range of higher education institutions from across the EU, from universities of applied sciences, technical universities and universities of fine arts to comprehensive and research-intensive universities.European Universities will become inter-university campuses around which students, doctoral candidates, staff and researchers can move seamlessly. They will pool their expertise, platforms and resources to deliver joint curricula or modules covering various disciplines. These curricula will be very flexible and will allow students to personalise their education, choosing what, where and when to study and get a European degree. European Universities will also contribute to the sustainable economic development of the regions where they are located, as their students will work closely with companies, municipal authorities, academics and researchers to find solutions to the challenges their regions are facing.In total, a budget of up to €85 million is available for the first 17 “European Universities”. Each alliance will receive up to €5 million in the coming three years to start implementing their plans and pave the way for other higher education institutions across the EU to follow. Their progress will be closely monitored.

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