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Social media e schermi cambiano il cervello?

Posted by fidest press agency su martedì, 2 luglio 2019

Roma Giovedì 4 luglio 2019, dalle ore 11.30 alle 15.30) in FIEG, Via Piemonte 64. L’Atelier di Intelligenza Connettiva: Social media e schermi cambiano il cervello? organizzato dall’Osservatorio TuttiMedia è in programma giovedì 4 luglio ( “Lo scopo è avviare un percorso di analisi su come le trasformazioni digitali stanno influendo sul comportamento degli esseri umani in quanto individui e membri della società” – spiega Maria Pia Rossignaud, Direttrice TuttiMedia/MediaDuemila.
“Capacità di attenzione, processi di memoria, cognizione sociale, aumento del DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare): sono solo alcuni dei campi di attività del nostro cervello e dei comportamenti che è stato ad ora scientificamente dimostrato possono essere modificati, proprio a livello di sostanza grigia corticale nelle regioni coinvolte, dall’uso prolungato di Internet e dal tempo passato sui social media. Inoltre, a livello di apprendimento, è stata sottolineata più volte la plurisensorialità dell’esperienza di lettura cartacea rispetto alla sola visività della lettura digitale: la comprensione e la memoria di un testo migliorano se è la carta a veicolarlo. Tuttavia – afferma Fabrizio Carotti, Direttore generale della FIEG, che ospiterà l’incontro – oggi non si può prescindere dalla vita online. E se è vero che un ruolo importante per i navigatori (e gli uomini e le donne) di domani lo giocherà l’educazione dei più piccoli all’uso consapevole di Internet, una riflessione si impone anche per chi già è immerso e lavora, si informa, vive in questo ecosistema, per valutare benefici (che ci sono) e svantaggi di tale uso”.
Hate speech, notizie false e comportamenti antisociali sono stati protagonisti di una chiacchierata fra Roberto Viola, direttore DG Connect della Commissione europea, e Derrick de Kerckhove direttore scientifico TuttiMedia/MediaDuemila: “Dal nostro confronto è nata l’idea di questo seminario preliminare di ricerca – dice de Kerckhove – per comprendere se l’esposizione ai diversi tipi di schermi in contrapposizione alle parole fisse sulla carta ha ricadute sulle menti e sui comportamenti, soprattutto dei più giovani. Porteremo i risultati e le raccomandazioni che scaturiranno dal dibattito alla riunione internazionale prevista, sempre a Roma, in ottobre in collaborazione con la DG Connect”.La giornata si inserisce nel contesto europeo di rinnovata attenzione a sostegno dello sviluppo di un ambiente dei social media europeo più sano e democratico. Negli ultimi due anni, infatti, la Commissione europea e la sua Direzione generale per i contenuti, i media e la comunicazione hanno intensificato in modo significativo i loro sforzi, sia economici sia di ricerca, nel campo della “digital transformation”.All’Atelier di Intelligenza Connettiva, fra gli altri, hanno già aderito quali esperti: Fabio Babiloni (Sapienza); Francesco Gallucci (AINEM); Marina Geymonat (Tim); Roberto Saracco (EIT Digital); Lina Scalisi (Università di Catania); Vincenzo Russo (IULM) e tra i soci dell’Osservatorio TuttiMedia: Franco Siddi (Presidente TuttiMedia); Fabrizio Carotti (FIEG); Raffaele Lorusso (FNSI); Vittorio Meloni (UPA); Luigi Colombo (TuttiMedia); Maria Eleanora Lucchin (Mediaset); Marina Ceravolo (Rai Pubblicità); Laura Bononcini (Facebook) e Giovanna Maggioni (AudiOutdoor). Le conclusioni sono affidate a Derrick de Kerckhove (Polimi e Direttore scientifico TuttiMedia/MediaDuemila). Modera l’incontro Maria Pia Rossignaud (Vicepresidente TuttiMedia e Direttrice MediaDuemila).Il dibattito sarà animato da professori universitari, politici, giornalisti, rappresentanti delle Istituzioni che, confrontandosi con gli esperti, porteranno il loro contributo al fine di ideare insieme proposte concrete da porre all’attenzione della Commissione europea. Data l’importanza dei social media e la rapida trasformazione digitale dell’ecosistema dei media, l’Osservatorio TuttiMedia si pone quale centro di riflessione sulla scienza dei social media alla luce del prossimo programma di ricerca e innovazione Horizon Europe in modo da poter incidere sui campi di ricerca da finanziare.

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